Minervino di Lecce

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Minervino di Lecce
comune
Minervino di Lecce – Stemma Minervino di Lecce – Bandiera
Minervino di Lecce – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
Sindaco Fausto De Giuseppe (lista civica La svolta) dal 26 maggio 2014
Territorio
Coordinate 40°06′00″N 18°26′00″E / 40.1°N 18.433333°E40.1; 18.433333 (Minervino di Lecce)Coordinate: 40°06′00″N 18°26′00″E / 40.1°N 18.433333°E40.1; 18.433333 (Minervino di Lecce)
Altitudine 98 m s.l.m.
Superficie 18,13 km²
Abitanti 3 717[1] (31-12-2013)
Densità 205,02 ab./km²
Frazioni Cocumola, Specchia Gallone
Comuni confinanti Giuggianello, Giurdignano, Poggiardo, Santa Cesarea Terme, Uggiano la Chiesa
Altre informazioni
Cod. postale 73027
Prefisso 0836
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075047
Cod. catastale F221
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 199 GG[2]
Nome abitanti minervinesi
Patrono sant'Antonio da Padova
Giorno festivo 13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Minervino di Lecce
Posizione del comune di Minervino di Lecce nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Minervino di Lecce nella provincia di Lecce
Sito istituzionale

Minervino di Lecce è un comune italiano di 3.717 abitanti[1] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel Salento orientale, nell'entroterra idruntino, comprende anche le frazioni di Cocumola e di Specchia Gallone. Fa parte dell'associazione Borghi Autentici d'Italia[3].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Minervino di Lecce, che occupa una superficie di 17,88 km², si estende in gran parte sul bassopiano delle Serre di Poggiardo e di Giuggianello e risulta compreso tra gli 82 e i 127 metri sul livello del mare. Dista circa 40 km da Lecce.

Confina a nord con i comuni di Giurdignano e Giuggianello, a est con il comune di Uggiano la Chiesa, a sud con il comune di Santa Cesarea Terme, a ovest con il comune di Poggiardo.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Otranto-Punta Palascia.

Dal punto di vista meteorologico Minervino di Lecce rientra nel territorio del Salento meridionale che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[4].

Minervino di Lecce Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19,0 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa media (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia.

Svariate sono le ipotesi circa la nascita di Minervino. Potrebbe essere stato fondato dagli Japigi nel luogo in cui avevano eretto un tempio dedicato a Minerva, la cui dea è riportata nello stemma del paese. Inoltre, la presenza di monumenti megalitici, quali dolmen e menhir, anticipano all'età del Bronzo la frequentazione umana della zona.

Le origini del nome

Il toponimo potrebbe derivare dalla presenza in loco di un tempio consacrato alla dea Minerva. Si può presupporre anche che il nome derivi dall'antica Castrum Minervae, i cui abitanti, dopo la distruzione della città, si rifugiarono nell'entroterra fondando l'attuale abitato.

Si può anche presupporre che Minervino sarebbe stata fondata nel IX secolo a memoria dell'antica Castro, un tempo chiamata Castrum Minervae, distrutta dai pirati Saraceni in una delle loro scorribande sulle coste salentine intorno al 1266; la città sarebbe quindi stata costruita nell'entroterra, dove la popolazione scampata si sarebbe rifugiata. È da credere, in base a quanto scrive il Lama, che tutti i casali e i villaggi posti sia nell'interno che all'esterno della fascia costiera dell'Adriatico siano stati distrutti e rasi al suolo diverse volte, non solo nel suddetto periodo dell'invasione dei Saraceni tra l'VIII e il IX secolo, ma anche durante le dolorose vicende dell'invasione turca (1480-1481).

L'ipotesi più accreditata sarebbe quella che Minervino sia di origine romana; il rinvenimento di una strada la cui pavimentazione è molto simile a quella della Via Appia, che da Roma si estendeva fino a Brindisi, è senza dubbio l'espressione della permanenza di un nucleo romano nel paese.

In epoca normanna, il casale fu concesso nel 1269 al signor Ruggero Sambiasi, di una famiglia forse originata dalla potente Casata dei Sanseverino. Dal re Filippo fu successivamente donato a Ugone Billotta, dopo averlo sottratto a Giordano de Paleano. Al tempo di Carlo d'Angiò parte del casale appartenne a Ruggero Maramonte. Quindi fu la volta dei Prato e di Nicolantonio de Frisis (1378), proveniente da una nobile famiglia leccese già testimoniata all'epoca di re Manfredi. Ritornato ai Maramonte, venne venduto ai Gargano nel 1584. Nei primi decenni del XVI secolo Minervino contava 95 famiglie corrispondenti a circa 475 abitanti. Fu feudo dei Filomarini, duchi di Cutrofiano, e dal 1619 dei Venturi, ai quali venne successivamente riconosciuto il titolo ducale.

Nei tempi passati oltre ai Venturi vi furono moltissime famiglie gentilizie, le più note furono i Morì della Gatta, gli Scarciglia e gli Urso dei quali si conservano le rispettive dimore gentilizie.

Fino al 1650 l'attuale Minervino era diviso in 16 "borghi": "Borgo Minervino", "Borgo Murtole", "Borgo Giudecca" ed altri. Ogni borgo contava dalle 50 alle 100 persone. D'altronde, questi borghi altro non erano che delle masserie. Il Borgo più importante dei sedici era quello detto "Borgo Minervino", una masseria che andava da piazza San Pietro alla Chiesa Madre e contava 150 abitanti.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Minervino di Lecce-Stemma.png

Profilo araldico dello stemma:

« Di colore azzurro con la dea Minerva vestita con ampio peplo e diadema d'oro, impugnante con la sinistra uno scudo ed una lancia e con la destra una penna d'oca, e da una torre merlata argentata »
(D.P.R. 26 marzo 1968)

Profilo araldico del gonfalone:

« Di colore azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dallo stemma comunale. Il tutto sormontato dalla scritta in oro: Comune di Minervino di Lecce »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa madre

Chiesa Madre di San Michele Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa madre di san Michele Arcangelo fu riedificata intorno alla metà del XVI secolo sulle fondamenta di una precedente di cui si ha notizie a partire dal 1486 in occasione della visita del vescovo Serafino da Squilacce. I probabili ideatori ed edificatori dell'edificio furono l'architetto Gabriele Riccardi di Lecce, e il suo allievo, lo scultore Giovanni Maria Tarantino di Nardò. Fu portata a compimento nel 1573 e assorbì un'antica cappella dedicata a san Rocco. La facciata, inquadrata da due poderose paraste laterali, si caratterizza per l'ampio rosone barocco che richiama quello della Basilica di Santa Croce di Lecce. L'interno, a croce latina e a navata unica, possiede una copertura a volta a spigolo abbellita da cordoni scolpiti che ne congiungono le chiavi. Gli unici altari presenti sono nel transetto e sono dedicati al Santissimo Sacramento e a san Rocco. Pregevole è l'abside in pietra leccese scolpito dallo scultore Gabriele Riccardi. Risulta diviso in due ordini: il primo è costituito da una serie di nicchie incassate tra colonne corinzie aventi la parte inferiore coperta di intagli, coronate da trabeazione con fregio; il secondo piano invece è a specchi rettangolari e quadrati chiusi fra lesene dalla decorazione a spirale e sormontate da una seconda trabeazione. Da questa, in corrispondenza delle colonne e delle lesene sottostanti, spiccano il volo i sei costoloni del catino concorrenti nella chiave dell'arco, su cui è presente la scritta: Parata sedes tua Deus quam decet sanctitudo in longitudinem dierum 1573. L'interno fu rimaneggiato con i lavori di restauro tenutisi dopo il 1975 che ne comportarono l'eliminazione dell'altare maggiore, dell'organo e delle decorazioni barocche in stucco.

Chiesa Madonna delle Grazie

Chiesa della Madonna delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della Madonna delle Grazie risale al XVII secolo e si caratterizza per il piano molto più basso di quello stradale e vi si scende con dodici scalini. Presenta un semplice prospetto con portale e finestrone centrali leggermente decorati. L'interno, a navata unica ricoperta da una particolare volta in carparo, è scandito da lesene con capitelli corinzi e da arcate terminanti sulla parete di fondo che ospita un pregevole altare barocco datato 1680. L'altare, finemente intagliato nella locale pietra leccese, accoglie una seicentesca tela della Titolare. Una teca in legno custodisce la statua in cartapesta della Madonna delle Grazie.

Chiesa della Madonna Immacolata[modifica | modifica wikitesto]

Intitolata alla Madonna Immacolata, è anche detta di Santa Lucia. La data di fondazione non è nota, ma dall'epigrafe riportata sull'architrave posta sul portale, si può affermare che l'edificio attuale è stato ricostruito tra fine XVII e inizi XVIII secolo grazie alle offerte del popolo minervinese e completato nel 1717. L'interno si presenta ad unica navata rettangolare, con volta a crociera. Lungo le pareti laterali sono presenti dei tondi con pitturazioni a tempera raffiguranti la vita di Gesù e Maria. Sulla parete sinistra si trova la statua lapidea di san Michele Arcangelo, mentre su quella destra la statua di santa Lucia. Nella zona presbiteriale è presente un altare barocco del XVIII secolo intitolato all'Immacolata Concezione; l'altare ha un paliotto decorato con al centro l'originalissima fuga in barca in Egitto della Sacra Famiglia, racchiuso in un tondo e sorretto da due putti; l'alzato, decorato con fiori e foglie di acanto, ospita al centro una tela raffigurante la Vergine Immacolata di fine XIX secolo; su basamenti laterali sono collocate le statue: a sinistra Santa Irene e San Giuseppe con Bambino e a destra Santa Barbara e Sant'Anna. L'altare termina con una cimasa, nel cui centro, tra due angeli annunciatori, vi è un ovale con iscritto TOTA PULCHRA ES MARIA (cioè: Tutta bella sei, Maria).

Cappella della Madonna Addolorata[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella della Madonna Addolorata è un esempio di architettura barocca salentina del Settecento. Il piccolo prospetto è ingentilito da fregi plastici che interessano prevalentemente il finestrone, il portale e il timpano. L'interno, a navata unica rettangolare, ospita un altare maggiore ed è impreziosito da stucchi e riquadri che un tempo accoglievano tele attribuite al pittore leccese Oronzo Tiso, ora trafugate.

Chiesa di Santa Croce

Chiesa di Santa Croce[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Croce, situata a circa 1 km dal centro abitato nelle campagne in direzione di Uggiano la Chiesa, risale al XIII secolo con rifacimenti successivi. Si presenta con una facciata cuspidata impreziosita da archetti pensili; il portale e il finestrone, molto probabilmente, furono ristrutturati in epoca barocca. Sul perimetro laterale destro sono appoggiati due grandi arcate con funzione statica.
L'interno, a croce latina, custodisce numerosi affreschi databili al XIV secolo ed eleganti altari barocchi tra cui si distingue il maggiore che conserva un'immagine affrescata della Madonna col Bambino.
In passato, nell'area circostante, si svolgeva, la prima domenica di maggio, la fiera di Santa Croce.

Chiesa di Sant'Antonio e convento

Chiesa di Sant'Antonio e Convento dei Padri Riformati[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa e convento di Sant'Antonio da Padova furono edificati dai Padri Riformati nel XVII secolo. I documenti storici narrano che l'Universitas di Minervino deliberò di chiamare i Religiosi della Serafica Riforma Pugliese (Francescani nel Salento) per far loro costruire un Monastero. A disponibilità acquisita, fu chiesta ed ottenuta dall'Arcivescovo di Otranto, Diego Lopez De Andrada degli Eremitani di Sant'Agostino, l'autorizzazione a costruire il Convento dei Padri Riformati, dedicato a Sant'Antonio da Padova. L'opera ebbe inizio il 13 giugno 1624 e terminò nell'anno 1628.

L'attigua chiesa presenta una semplice facciata in contrasto con l'eleganza degli ambienti interni. A due navate, ospita un pregevole altare maggiore sul quale è posizionato un dipinto del Catalano e un organo del 1733, opera di Carlo Sanarica. La chiesa custodisce inoltre una statua di Sant'Antonio, donata a Minervino dall'arcivescovo De Andrada pochi giorni prima della sua morte avvenuta il 22 agosto 1628.

Chiesa di San Pietro

Chiesa di San Pietro[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Pietro risale al XV secolo anche se presenta alcuni elementi decorativi barocchi frutto di interventi seicenteschi. Il semplice prospetto è costituito da un piccolo portale e da una finestra inquadrati da due alte lesene terminanti con capitelli ionici. Perticolarità della chiesa è l'epigrafe posta sull'architrave del portale laterale che recita: "Comu lu lione et lo re della nimali cu si Menerbino et lo re de li casali. A.D.M.CCCCLXXIII", tradotta in italiano: "Come il leone è il re degli animali così Minervino è il re dei casali. A.D.M.CCCCLXXIII".

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Venturi[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Venturi

Palazzo Venturi è una severa struttura cinquecentesca che può essere considerata una vera e propria fortezza. Si distribuisce su due piani e in corrispondenza delle finestre e del portale d'ingresso sono posizionate alcune piombatoie che servivano a difendere l'edificio dagli attacchi stranieri. Di particolare valore artistico è il portale bugnato sul quale troneggia lo stemma dei Venturi.

Palazzo Scarciglia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Scarciglia è un'elegante dimora settecentesca costruita dall'omonima famiglia. La facciata principale, realizzata in carparo locale, presenta tre portali barocchi ad arco a tutto sesto. Sul portale centrale è collocato lo scudo araldico della famiglia costituito da una torre con un'aquila. L'edificio, distribuito intorno ad un ampio atrio decorato con motivi floreali e da balaustre in pietra, ospita al piano terra i magazzini e le stalle, mentre al secondo piano sono situate le stanze nobili.

Dolmen Li Scusi
Menhir Monticelli

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monumenti megalitici della provincia di Lecce.

Dolmen Li Scusi[modifica | modifica wikitesto]

È il primo dolmen rinvenuto e catalogato in Puglia: la scoperta ad opera di Maggiulli risale al 1879. Il dolmen si eleva di 1 metro circa dal livello del terreno e presenta una lastra di copertura (250 x 380 cm) con spessore variabile tra i 35 e i 45 cm. Tale lastra è sorretta da 8 piedritti di cui uno monolitico ed uno costituito da un affioramento roccioso. Due degli ortostati a pietre sovrapposte sul lato W sono collegati da una lastrina trasversale che funziona da zeppa di supporto della lastra; sul lato N il piedritto non ha punti di contatto con la lastra superiore.
Il lastrone di copertura è inclinato di circa 9° da SE a NW e presenta un foro passante al centro, riscontrabile anche in altri dolmen del Salento, nel quale i raggi del sole vi penetrano interamente solo il giorno del solstizio d'estate. L'apertura del megalite è orientata a SE.

Per le grandi dimensioni può essere considerato il più grande dolmen della Puglia dopo quello di Bisceglie. L'intera area dolmenica è stata recentemente recuperata con la realizzazione del Parco culturale del Dolmen Li Scusi.

Menhir Monticelli[modifica | modifica wikitesto]

Il menhir Monticelli (70 x 40 cm) è tozzo e fortemente irregolare, il Palumbo ipotizzava si trattasse solo di un moncone del menhir originale. È rastremato e presenta una notevole sbozzatura in sommità. Inclinato verso E si eleva di 1,80 m dal livello del suolo. Prende il nome dal fondo su cui si trova.
A poche centinaia di metri è presente il menhir San Giovanni Malcantone ricadente nel territorio del comune di Uggiano la Chiesa.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 a Minervino di Lecce risultano residenti 45 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono[7]:

Diffusione del dialetto Salentino

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Minervino di Lecce è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Tradizione e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Tavole di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tavole di San Giuseppe.

Le Tavole di San Giuseppe si allestiscono in occasione della festa di San Giuseppe. Le famiglie devote approntano delle grandi tavole imbandite con grossi pani circolari a forma di ciambella, raffiguranti alcuni simboli (il giglio, il rosario, etc.) che rappresentano i "santi" che fanno parte della tavola. Il numero dei "santi" è sempre dispari e va da un minimo di tre (la Madonna, San Giuseppe e Gesù bambino) ad un massimo di tredici e vengono interpretati da persone care alla famiglia che allestisce. Le tavole vengono aperte al pubblico già nella serata del 18 marzo e ai visitatori vengono offerte le tradizionali "pucce" benedette. A mezzogiorno del 19 marzo avviene la consumazione delle pietanze. Il devoto che ha allestito la tavola bacia per primo i grossi pani, che dovranno essere poi baciati dal "San Giuseppe" prima di essere consegnati ai "Santi". Anche le altre pietanze sono servite prima a colui che interpreta San Giuseppe e poi agli altri "santi". Per tradizione la "Madonna" deve essere interpretata da una ragazza nubile.

Queste tavole vengono realizzate esclusivamente a Minervino di Lecce e nei paesi vicini di Uggiano la Chiesa, Casamassella, Cocumola, Giurdignano e Giuggianello. L'usanza è praticata, seppure con alcune differenze, anche nei comuni tarantini di Lizzano e San Marzano di San Giuseppe.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Minervino di Lecce hanno sede due scuole dell'infanzia (una nella frazione di Cocumola), una scuola primaria e una scuola secondaria di I grado appartenenti al locale Istituto Comprensivo Statale.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Tavola di San Giuseppe - 19 marzo
  • Fiera di Santa Croce - prima domenica di maggio
  • Fiera delle Messi - prima domenica di luglio
  • Massa d'estate - 5 e 6 agosto
  • Festa patronale di Sant'Antonio - dal 10 al 12 agosto
  • Presepe vivente - periodo natalizio

Persone legate a Minervino di Lecce[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Minervino di Lecce, che si estende per circa 17 km², comprende anche le frazioni di Cocumola e di Specchia Gallone le quali distano da Minervino rispettivamente 3 km e 0.5 km.

Cocumola[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cocumola.
Cocumola-Piazza San Nicola

Cocumola è un centro abitato di 1.036 abitanti[8] fondato molto probabilmente dai Messapi della vicina città di Vaste. La presenza di numerose fogge sparse nel centro storico del paese, risalenti a tale periodo, confermerebbe questa tesi. Il toponimo potrebbe trarre origine dalla parola latina "cumulus" che significa cumulo, ossia raccolta. È più probabile che derivi però da "cucuma" col significato di piccolo vaso; ad avvalorare questa tesi è l'ipotesi che nel paese ci fossero botteghe dedite alla lavorazione della terracotta.
La frazione custodisce due menhir, la Chiesa matrice dedicata al protettore San Nicola, la colonna votiva di San Nicola del 1872 e diversi palazzi signorili. Il più importante è il palazzo baronale Pasca, dimora seicentesca sorta intorno ad una torre quadrangolare di fine Quattrocento.

Cocumola è un'importante meta per il turismo gastronomico salentino. La vicinanza con il mare (solo 3 km) ha favorito infatti l'insediamento di numerose strutture ricettive e alberghiere. Per tale motivo e per la secolare tradizione culinaria è stato denominato Paese della Buona Cucina.

Specchia Gallone[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Specchia Gallone.

Specchia Gallone è il centro abitato più piccolo del comune, 520 abitanti[8]. Il nome deriva dalla parola latina "spècola" che significa vedetta, mentre l'appellativo "Gallone" venne aggiunto successivamente e si riferisce al feudatario Giovan Battista Gallone che governò il centro dal 1618. Il paese in passato pare sia stato un luogo dove gli abitanti di Otranto avevano costruito una fortezza con funzioni difensive. I monumenti più significativi sono la Chiesa Madre di San Biagio, la cappella di Sant'Anna e il palazzo baronale dei "Gallone".

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne: SP56 Poggiardo-Specchia Gallone-Minervino di Lecce-Uggiano la Chiesa, SP59 Minervino di Lecce-Palmariggi, SP60 Minervino di Lecce-Cocumola, SP62 Minervino di Lecce-Giuggianello-Sanarica, SP155 Minervino di Lecce-Giurdignano.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Poggiardo posta sulla linea Maglie-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Borghi Autentici d'Italia
  4. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  5. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Dati Istat
  8. ^ a b Censimento Istat 2001.
  9. ^ Minervino di Lecce: gemellaggio europeo con città bulgara di Popovo - Anci Puglia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
  • (AA.VV.): Salento. Architetture antiche e siti archeologici - Edizioni del Grifo, 2008
  • I monumenti megalitici in Terra d'Otranto, Napoli, 1879
  • I Menhirs in Terra d'Otranto, Roma, 1880

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]