Leverano

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Leverano
comune
Leverano – Stemma
Chiesa e convento di Santa Maria delle Grazie
Chiesa e convento di Santa Maria delle Grazie
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
Sindaco Giovanni Zecca (lista civica Insieme per Leverano) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 40°17′00″N 18°05′00″E / 40.283333°N 18.083333°E40.283333; 18.083333 (Leverano)Coordinate: 40°17′00″N 18°05′00″E / 40.283333°N 18.083333°E40.283333; 18.083333 (Leverano)
Altitudine 37 m s.l.m.
Superficie 48,77 km²
Abitanti 14 238[1] (31-03-2012)
Densità 291,94 ab./km²
Comuni confinanti Arnesano, Carmiano, Copertino, Nardò, Veglie
Altre informazioni
Cod. postale 73045
Prefisso 0832
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075037
Cod. catastale E563
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 197 GG[2]
Nome abitanti leveranesi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Leverano
Posizione del comune di Leverano all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Leverano all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Leverano (Liranu in dialetto locale) è un comune italiano di 14.238 abitanti[1] della provincia di Lecce in Puglia.

Sorge sulla fertile pianura dell'entroterra ionico-salentino e domina la piana digradante verso il mar Ionio, dal quale dista circa 10 km. È un importante centro agricolo nel quale, oltre alla coltivazione di vigneti e oliveti, si affianca la floricoltura. Fa parte dell'Associazione Comuni Virtuosi d'Italia[3].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Terra d'Arneo

Il territorio del comune di Leverano, situato nella parte nord-occidentale della pianura salentina, si estende su una superficie di 48,77 km² e dista 17 km da Lecce[4].

Ricade nella Terra d'Arneo, ovvero in quella parte della penisola salentina compresa nel versante ionico fra San Pietro in Bevagna e Torre dell'Inserraglio e che prende il nome da un antico casale, attestato in epoca normanna e poi abbandonato, localizzabile nell'entroterra a nord-ovest di Torre Lapillo. Particolare della Terra d'Arneo è la presenza di svariate masserie, molte delle quali fortificate. Il territorio possiede un profilo orografico pressoché uniforme: risulta compreso tra i 34 e i 77 m s.l.m., con la casa comunale a 37 m s.l.m. e un'escursione altimetrica complessiva pari a 43 metri[5].

Confina a nord con i comuni di Veglie e Carmiano, a est con i comuni di Arnesano e Copertino, a sud e a ovest con il comune di Nardò.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

Il clima della zona è tipicamente mediterraneo, con estati calde, umide e siccitose, e con inverni freschi e ventilati. Le precipitazioni si concentrano prevalentemente nelle stagioni di autunno e inverno[6].

Leverano Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19,0 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa media (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia.

Il toponimo di Leverano deriverebbe, secondo il Marciano, da Liberanium, termine evolutosi in Liberano, quindi in Leveranum, ed in ultimo, Leverano. In greco significa zona umida, acquitrinosa, e fa riferimento alle condizioni paludose del territorio prima delle bonifiche di epoca fascista. Altre ipotesi lo considerano un prediale romano (Liberianum), basato sul nome Liberius. Nelle Rationes Decimarum del 1324 è citato con il nome di Livoranum.

La cittadina sorge come accampamento di profughi provenienti dai casali, Sant'Angelo e Torricella, distrutti da Totila, re dei Goti, nel 540 d.C. Il piccolo insediamento fu attaccato e cancellato nel IX secolo dai Saraceni ma venne in seguito ricostruito e potenziato dai Normanni che vi impiantarono una modesta torre in legno. Nel 1220, Federico II la riedificò in pietra. La torre, a pianta quadrata alta 28 metri, ha i prospetti orientati secondo i punti cardinali ed è provvista di merli. Nel XIII secolo, Leverano entrò a far parte della Contea di Copertino, assieme ai territori di Galatone e Veglie. Nel XIV secolo divenne feudo dei Bilotta e dei De Bugiaco. Nel XV secolo il casale fu dotato di mura fatte costruire dal feudatario Tristano di Chiaromonte, conte di Copertino, che aveva trasformato la dirutta torre in masseria. Passò successivamente agli Orsini del Balzo, a Federico d'Aragona, ai Castriota Granai, ai Francina Villant, ai del Tufo, ai Pinelli ed infine ai Pignatelli di Belmonte i quali rimasero feudatari fino al 1806, anno in cui Giuseppe Bonaparte pose fine alla feudalità.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Leverano-Stemma.png
« Lo stemma civico presenta uno scudo con sfondo blu su cui è raffigurata una torre che divide le lettere maiuscole "L" e "B". Le lettere potrebbero far riferimento all'antico nome del paese, Liberianum, o all'espressione latina "liberanesium beneficientia", che significa "con la benedizione dei leveranesi". »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa matrice

Chiesa Matrice[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa Matrice, dedicata alla Santissima Annunziata, sorge su una costruzione preesistente. I lavori di edificazione iniziarono nell'agosto del 1582 e terminarono nel 1603. Fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1743 e successivamente ristrutturata nel 1747.

L'edificio, che costituisce un esempio della transizione dal rinascimento al barocco, è caratterizzato da un prospetto piuttosto povero di elementi ornamentali. Terminato nel 1622, presenta nel primo ordine tre eleganti portali, mentre l'ordine superiore, terminante con una cuspide di stile catalano-durazzesco, ospita una loggia affiancata da una coppia di nicchie vuote.
L'interno, a tre navate divise da pilastri, è sovrastato da due cupole. Un cielo appeso nasconde la copertura a capriate della navata centrale che, al contrario delle laterali in muratura, ha una copertura a tegole. Gli altari della chiesa sono tutti settecenteschi e fra questi si distinguono quelli dedicati alle Anime e a San Rocco. Fra le preziose opere d'arte, la chiesa possiede un elegante coro a 24 seggi, un'antica statua di San Rocco e alcuni dipinti seicenteschi raffiguranti la Deposizione dalla Croce e gli apostoli Andrea e Giovanni.
L'attuale campanile novecentesco è in sostituzione di quello originario, crollato il 31 marzo 1829 causando la distruzione della navata sinistra.

Chiesa e convento di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, con l'annesso convento dei Frati Minori, risale alla seconda metà del XV secolo. Il documento più antico che attesta la presenza della chiesa, originariamente dedicata a San Rocco, è una bolla del 1557 compresa nel Regestum omnium Bullarum Archipraesulum Brundusinorum in cui l'arcivesco di Brindisi concede un beneficio.

La chiesa presenta un semplice prospetto monocuspidale con elementi tardo-romanici su cui furono sovrapposte alcune decorazioni barocche sul portale e sul finestrone centrale. Gli elementi tardo-romanici rimasti sono due paraste d'angolo e una lunetta semicircolare. L'interno, ad unica navata con copertura lignea a capriate, è caratterizzata da un grande arco trionfale che separa l'aula dalla zona presbiteriale.

L'attiguo convento venne edificato nel XVI secolo e si distribuisce intorno ad un maestoso chiostro rettangolare. Il chiostro presenta una sequenza di 24 ogive poggianti su colonne poligonali terminanti con semplici capitelli. Sulle volte furono realizzati affreschi settecenteschi raffiguranti Santi e scene bibliche. La presenza di archetti a tutto sesto, poggiati sui muri portanti, fanno ipotizzare che prima della costruzione del chiostro vi fosse un porticato contiguo alla chiesa con funzione di riparare i pellegrini.
Con la soppressione degli ordini religiosi, avvenuta nel 1807, il convento venne chiuso e tale rimase fino al 1935 quando fu riconsegnato ai Frati Minori dall'Amministrazione Comunale.

Chiesa della Madonna della Consolazione[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa della Madonna della Consolazione risale al XVII secolo e fu eretta in seguito al ritrovamento miracoloso di un'immagine della Vergine. L'interno conserva tuttora l'immagine della Vergine Odigitria di epoca bizantina. L'attuale edificio venne ricostruito nel 1965 in quanto, l'elevazione della chiesa a parrocchia nel 1957, comportò l'ampliamento della struttura e quindi la demolizione della preesistente per dar luogo a un nuovo edificio più ampio.
Dell'originaria costruzione seicentesca rimangono una statua in cartapesta della Madonna della Consolazione, un bassorilievo rappresentante la Resurrezione Cosmica proveniente dall'altare maggiore, la tela del 1605 opera del neretino Donato Antonio D'Orlando raffigurante la Trinità con i Santi Francesco e Antonio e un dipinto ad olio su tela rappresentante l'Immacolata con San Gaetano da Thiene e il papa Paolo IV.

Chiesa di Santa Maria[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa di Santa Maria è una piccolo edificio seicentesco del centro storico. Presenta eleganti linee architettoniche del periodo barocco. L'interno, ad aula unica, è caratterizzato da una copertura a volta affrescata e da un pregevole altare in pietra leccese al centro del quale una grande pala raffigura la Vergine col Bambino tra due Santi. La chiesa ospita tre antiche statue in cartapesta dei Misteri della Passione.

Chiesa di San Benedetto[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa di San Benedetto fu costruita nel 1625 molto probabilmente su un preesistenze edificio quattrocentesco. Annesso vi era un monastero abitato, si pensa, da Monache Benedettine. L'edificio si presenta con un semplice prospetto, spoglio di decorazioni, inquadrato da due paraste. Un piccolo finestrone centrale è posto in asse al portale d'accesso sovrastato da un timpano recante l'iscrizione latina MATRI VIRGINI AC DIVO BENEDICTO 1625 (Alla Vergine Madre e a San Benedetto 1625). L'interno, a due navate, è caratterizzato dal rivestimento delle murature in carparo e da una copertura a volta stellata. La navata laterale sinistra ospita un bassorilievo in cartapesta del 1919 di Sant'Antonio da Padova, una tela del XVII secolo raffigurante la Madonna con Bambino e i santi Benedetto e Antonio da Padova di ignoto pittore meridionale e un altare con la statua della Madonna Addolorata. La navata principale accoglie l'altare maggiore in pietra locale, una tela di fine Seicento delle Anime Purganti, una statua della Madonna delle Grazie, un dipinto seicentesco di Sant'Apollonia e una statua in cartapesta di San Benedetto. La chiesa è sede della confraternita delle Anime Purganti.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Torre Federiciana

Torre Federiciana[modifica | modifica sorgente]

La Torre Federiciana, che si eleva per circa 28 metri nel centro abitato, fu voluta, secondo la tradizione, da Federico II di Svevia nel 1220 per monitorare la vicina costa ionica minacciata dalle incursioni piratesche. Monumento nazionale dal 1870, la torre presenta una forma parallelepipeda a base quadrata con i prospetti orientati secondo i punti cardinali ed è provvista di merli. Originariamente era circondata da un fossato. L'interno era diviso in quattro piani da tre solai lignei, oggi crollati, collegati fra di loro attraverso una scala elicoidale. Il piano terra, ricoperto successivamente con una volta a botte, ospita un camino che utilizzava la stessa canna fumaria dei camini presenti al secondo e al quarto piano. L'ultimo piano è caratterizzato da un'elegante volta a crociera.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Masserie[modifica | modifica sorgente]

  • Masseria Albaro con annessa chiesetta di Santa Maria di Albaro (XVI-XVII secolo)
  • Masseria Arche (XVII-XVIII secolo)
  • Masseria fortificata Bundari (XVI-XVII secolo)
  • Masseria fortificata Canisi (XVI-XVII secolo)
  • Masseria fortificata Capuzzi (XVI-XVII secolo)
  • Masseria Corda di Lana (XVII-XVIII secolo)
  • Masseria fortificata Diana o La Dana (XVI-XVII secolo)
  • Masseria Don Cola (XVIII secolo)
  • Masseria Donna Porzia
  • Masseria Gentile (XIX secolo)
 
  • Masseria Gian Perruccio (XVII-XVIII secolo)
  • Masseria Li Squali (XVII-XVIII secolo)
  • Masseria Manieri D'Arneo(XVIII secolo)
  • Masseria Monte D'Arena (XVII-XVIII secolo)
  • Masseria Paladini
  • Masseria Samali (XVIII secolo)
  • Masseria fortificata Torre dei Dannati (XVI secolo)
  • Masseria fortificata Torre Schiavi (XVI secolo)
  • Masseria fortificata Zanzara con annessa cappella (XV-XVI secolo)
  • Masseria Tenuta Perrucci

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2009 a Leverano risultano residenti 352 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[9]

Diffusione del dialetto Salentino

Dialetto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Leverano è il dialetto salentino nella sua variante centrale che corrisponde al dialetto leccese. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Hanno sede a Leverano quattro scuole materne, quattro scuole primarie, due scuole secondarie di primo grado, l'Istituto Professionale per i Servizi Sociali.

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca Comunale Ferruccio Ratta.

Enogastronomia[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Leverano ha ospitato i set cinematografici del film tedesco Solino[10] (2002) e di quello italiano Il pasticciere[11] (2011).

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Note Fiorite (anche Leverano in fiore) - seconda metà di maggio; manifestazione floricola in cui i produttori locali presentano le loro composizioni per le vie del centro storico.
  • Fiera delle Ciliegie - 4ª domenica di maggio; legata ai festeggiamenti della Madonna della Consolazione.
  • Festa Patronale di San Rocco - 16 agosto; festa popolare tradizionale con processione, luminarie, concerti bandistici, spettacoli musicali, fuochi pirotecnici.
Grappolo di uva rossa
  • Novello in Festa - metà novembre, edizione n° 16 nel 2014; percorsi enogastronomici e degustazione del vino novello.
  • Birra&Sound - inizio agosto, edizione n° 10 nel 2014; enogastronomia e degustazione di più di 100 tipi di birra.
  • Premio "Terre del Negroamaro" (ultima decade di agosto; enogastronomia e degustazione di più di 100 tipi di birra.

Persone legate a Leverano[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.

L'economia leveranese è una delle più vivaci del Salento. La tipologia del terreno ha permesso lo sviluppo del settore primario basato principalmente sulla coltivazione dell'olivo e degli ortaggi. Importante è anche la viticoltura con i tipici vigneti Negroamaro e Malvasia. La produzione di vini è garantita dalla Cantina Sociale di Leverano e dalla Cantina privata dei Conti Zecca che producono i "D.O.C. Leverano": Leverano Bianco, Leverano Bianco Passito, Leverano Malvasia Bianca, Leverano Negroamaro Rosato, Leverano Negroamaro Rosso.
Più recente, ma già consolidata, è la floricoltura, la cui produzione avviene quasi esclusivamente in serra. Da citare sono anche le imprese di ebanisteria.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne SP119 Monteroni di Lecce-Leverano, SP17 Salice Salentino-Veglie-Leverano-Copertino, SP21 Leverano-Porto Cesareo, SP115 Leverano-Nardò, SP111 Leverano-Monteruga, SP117 Leverano-Carmiano.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Copertino posta sulla linea Novoli-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est. La stazione di Lecce dista 18 km.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Il calcio è presente a Leverano fin dagli anni del dopo-guerra.

Attualmente hanno sede nel paese due società, l'Associazione Sportiva Dilettantistica Levercalcio, fondata nel 2006 e militante nel campionato di Promozione pugliese, la quale vanta un fiorente settore giovanile, dove spicca la vittoria del campionato Juniores 2010-2011.

La Salento Football Leverano, fondata invece nel 2013, ha militato nella stagione 2013/2014 nel campionato di Prima Categoria girone C, conquistando l'accesso in Promozione al termine del campionato.

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

La città ha anche una squadra di pallavolo maschile, la Bcc Volley Leverano, squadra di pallavolo militante nel campionato di B2.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Mappa Comuni Virtuosi
  4. ^ Puglia.indettaglio.it
  5. ^ Dati ISTAT, censimento 2001.
  6. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  7. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Dati Istat
  10. ^ Servizio di Rai3 sul film Solino youtube.com
  11. ^ Apulia film commission presenta Il pasticciere girato nel Salento salentoweb.tv

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Girolamo Marciano. Salentino illustre Amaltea, 2006
  • Zacchino V. Berger M. Paesi e figure del vecchio Salento vol.secondo Congedo editore Galatina 1980

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]