Copertino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Copertino
Panorama di Copertino
Copertino - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Puglia
Provincia: stemma Lecce
Coordinate: 40°16′0″N 18°3′0″E / 40.26667, 18.05Coordinate: 40°16′0″N 18°3′0″E / 40.26667, 18.05
Altitudine: 34 m s.l.m.
Superficie: 57,76 km²
Abitanti:
24.368 31-11-2008
Densità: 422 ab./km²
Comuni contigui: Collemeto, Galatina, Lequile, Leverano, Monteroni di Lecce, Nardò, San Pietro in Lama, Santa Barbara, Carmiano
CAP: 73043
Pref. telefonico: 0832
Codice ISTAT: 075022
Codice catasto: C978 
Nome abitanti: copertinesi 
Santo patrono: San Giuseppe da Copertino 
Giorno festivo: 18 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Copertino è un comune italiano di 24.368 abitanti del Salento (Puglia) in provincia di Lecce, ed è il quarto centro della provincia per numero di abitanti dopo Lecce, Nardò e Galatina. È situata a circa 37 metri sul livello del mare e figura tra i centri più popolosi della Puglia meridionale. Dista dal capoluogo 17 chilometri in direzione sud-ovest.

Indice

[modifica] Clima

La cittadina è caratterizzata da un clima tipicamente mediterraneo con inverni miti, in cui difficilmente si raggiungono temperature sotto gli zero gradi, ed estati calde, lunghe e molto spesso umide. In media si registra una nevicata di media entità ogni dieci anni circa. le precipitazioni più abbondanti si registrano nei mesi di marzo, ottobre e novembre.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Temperature max (°C) 12 13 15 18 22 40 35 30 27 22 17 14
Temperature min (°C) 6 6 7 10 14 18 21 21 18 14 10 7
Precipitazioni (mm) 41 42 42 26 22 15 11 14 26 59 53 58

[modifica] Storia

[modifica] Origini

Come per altri centri di impostazione medioevale, anche l'origine di Copertino è stata oggetto di varie congetture ben lontane da una dimostrazione storica. Secondo la tradizione la cittadina sorse nel 560 o nel 615 d.C. dalla riunione degli abitanti dispersi dei casali di Mollone, Casole, Cigliano, e Cambrò; verosimilmente il suo sviluppo potrebbe attestarsi nel 924 anno in cui orde di saraceni distrussero quei casali e straziarono la vicina Nardò. Raccolti in un agglomerato preesistente di origine bizantina, gli abitanti superstiti dettero vita ad una nuova comunità che chiamarono dapprima "Cittadella", ma che in seguito stabilirono di denominarla Conventino, poi Cupertino ed infine Copertino. Quale arma civica scelsero un albero di pino con le radici affioranti e ai lati del tronco apposero le lettere C e P per significare la neonata Conventio Populorum. Potremmo dire, quindi, che il primo fenomeno di aggregazione di popolazione nel territorio di Copertino ebbe inizio con la dominazione bizantina nel Salento.

[modifica] Dal XI al XIV secolo

Più chiaro sarà, invece, il contesto storico di Copertino dopo la dominazione bizantina in quanto le dinastie normanno-svevo-angioine che si succedettero privilegiarono la cittadina di strutture attrattive per la popolazione. Scesi a patti col pontefice Niccolò II i Normanni si insediarono nell'Italia meridionale e nel 1088, per volontà del conte Goffredo edificarono in Copertino un tempio di rito latino per contrapporlo a quello di S. Nicola di rito greco. Si tratta dell'attuale Chiesa Matrice che nel 1235 lo svevo Manfredi volle dedicare alla Vergine delle Nevi. Altra testimonianza tangibile della loro presenza in Copertino la si riscontra in alcuni tessiture murarie del Castello. A quell'epoca Copertino è definito ancora "casale" essendo privo di adeguata recinzione muraria ed i diritti feudali appartenevano a Francesco Maletta.

Nella seconda metà del Duecento, quando l'agguerrito esercito di Carlo d'Angiò annientò definitivamente gli Svevi, il casale di Copertino (insieme a quello di Carpigniano), fu infeudato a Guido e Filippo De Pratis. Da questi passò a Gualtieri di Brienne, duca di Atene e conte di Lecce, il quale completò il maschio iniziato dagli svevi e apportò ulteriori ampliamenti al castello. I Brienne, e successivamente i d'Enghien, loro eredi, divennero signori di un vasto territorio che lo elevarono a contea. Ne fu capoluogo Copertino e comprendeva le terre di Galatone, Leverano e Veglie. Con il matrimonio di Maria d'Enghien, contessa di Lecce e di Copertino, con Raimondello Orsini la contea fu inserita nel principato di Taranto. In occasione del matrimonio di Caterina loro figlia con il cavaliere francese Tristano Chiaromonte, la contea passò al governo di quest'ultimo il quale ne elevò gradualmente il suo capoluogo. Fu proprio il conte Tristano, secondo la transunzione di alcuni atti che nel 1430 fece cingere per primo l'ellittico centro antico di Copertino. Si dice che costui allacciò buoni rapporti con il clero locale. Ma divenne ancor più famoso quando dette in moglie la figlia Isabella Chiaromonte all'aragonese Ferrante, figlio di Alfonso ed erede al trono di Napoli.

Sul finire del XIV secolo la popolazione locale, come del resto tutte quelle dei centri feudali, si raggruppò nell'Universitas allo scopo di regolare i rapporti giurisdizionali tra il potere elettivo del popolo e gli ufficiali della regia Bagliva che rappresentavano gli interessi dei feudatari. A fianco dell'Università lottava pure il clero che non accettava il controllo della curia vescovile per esserne esente in virtù di antichi privilegi.

[modifica] Dal XV al XVI secolo

Tra la fine del '400 e la prima metà del '500 Copertino era divenuto un interessante polo commerciale grazie soprattutto alle infinite distese di uliveti i cui frutti venivano macinati in numerosi frantoi ipogei, mentre l'olio veniva trasportato nel vicino porto di Gallipoli per essere spedito nei paesi nordici. Questo relativo benessere economico favorì l'accentramento della popolazione e quindi un lento ma progressivo incremento demografico.

Nell'antico centro abitato sorgerà il Convento di San Francesco. Con l'avvento degli Aragonesi al potere, i quali lo conquistarono con l'aiuto dell'esercito spagnolo e alcuni cavalieri albanesi, nel 1498 la contea di Copertino fu concessa ai Castriota Scanderberg, albanesi appunto, in segno di gratitudine per l'aiuto prestato. Con la loro presenza, durata quasi tutta la prima metà del Cinquecento, Copertino visse il periodo più aureo della sua storia.

A Giovanni Castriota si deve la ristrutturazione del complesso monastico di Casole per affidarlo ai Minori Osservanti. Suo fratello Alfonso, generale di Carlo V, ampliò e fortificò la cinta muraria. A ridosso della chiesa Matrice fondò il Monastero di S. Chiara il cui badessato, fino al Settecento, fu retto da tutta una generazione di Castriota. Ma l'opera che maggiormente lo consegnò alla storia copertinese fu l'ampliamento del vecchio maniero il cui progetto affidò all'architetto militare Evangelista Menga. Di pari importanza fu anche lo sviluppo dell'edilizia civile incrementato dalla borghesia che scelse di stanziare a Copertino lusingata dagli stessi Castriota. Con la scomparsa di Antonio, ultimo discendente maschio di Alfonso Castriota, la contea di Copertino passò alle dipendenze del Viceregno spagnolo che nel frattempo aveva scalzato la dinastia aragonese. Fu, questa, l'epoca del baronaggio forestiero che si infiltrò e trasformò le nostre genti al punto che si sentivano spagnole per tendenza, per lezioso cerimoniale e per umiliante soggezione al Consiglio madrileno. La contea di Copertino fu, quindi, messa all'asta e, nel 1557, venne acquistata da Vittoria D'Oria, madre dell'arredatore genovese Uberto Squarciafico per 29.700 ducati. Da questi passò a Giulio Cesare che, morto senza eredi maschi, nel 1582 la trasferì a sua sorella Livia che, sposando Galeazzo Pinelli, la possedette col titolo di marchesato.

Sul finire del XVI secolo i copertinesi godevano un relativo benessere. È il Rinascimento di cui ne risente l'architettura civile e il cui risultato sarà la nascita di sontuosi palazzi con prospetti che saranno resi eleganti da immancabili mignani. Secondo una tradizione epigrafico-umanistica, inoltre, sulle trabeazioni di diverse dimore civili, vengono incisi motti latini che riflettono le doti umanistiche di chi le abitava. Sorgono le prime abitazioni fuori le mura che contribuiranno alla gemmazione del cosiddetto Borgo, polarizzato dal convento e dalla chiesa dei Domenicani e cernierato dal rinascimentale palazzo Capozza. Infatti, le mura del centro abitato, con i suoi ventitrè torrioni e le due porte denominate del Castello a nord-est e del Malassiso a sud-est, costituiscono uno spazio decisamente angusto in confronto alla sua evoluzione demografico-spaziale. Se ne accorsero i francescani che nel feudo di Cigliano eressero un secondo convento, una grancia che chiamarono della Grottella. E, sul finire del '500 vi giunsero anche i padri Cappuccini. Ben sei complessi conventuali, quindi, vi sorgevano sul finire del XVI secolo. L'incessante sviluppo e la diffusione della cultura umanistica, sui quali presidiava la religiosità del peccato, indussero i laici e il clero a costituire un Ospedale capace di far fronte alle richieste dei pellegrini, dei malati e dei più poveri del paese.

Ma Copertino non fu solo terra di monaci e di preti. Qui, nel 1580 ad opera del canonico don Cesare Desa sorse anche la prima tipografia stabile di tutta Terra d'Otranto. Ma parallelamente all'arte della stampa si andava affermando anche quella pittorica con la presenza di Gianserio Strafella. Intanto agli Squarciafico erano subentrati i Pignatelli. Anna Francesca Pinelli e il principe di Belmonte, Antonio Pignatelli, infatti, furono i padroni e i signori di Copertino fino all'eversione della feudalità.

[modifica] Dal XVII al XVII secolo

Siamo nel Seicento, dunque, e Copertino vive i fasti della storia con i prodigi del suo figlio maggiore: fra Giuseppe Desa da Copertino. Un francescano dai miracolosi prodigi che, dopo il transito terreno, la Chiesa elevò agli onori degli altari. Pervaso di religiosità e di misticismo questo secolo fu, per Copertino, quello in cui si segnalavano anche i prodigi del riformato fra Silvestro Calia e quelli del domenicano padre Michele Marzano. Mentre per l'arte, faceva parlare di se la pittura controriformista del cappuccino fra Angelo da Copertino. Per la scultura emergeva Giovanni Donato Chiarello e per l'architettura Ambrogio Martinelli. Tra i costruttori vanno citati Adriano Preite , Evangelio Profilo e la famiglia di capomastri Verdesca.

È noto che il Settecento fu segnato da carestie, terremoti e pestilenze. Ma Copertino se sembrò sfuggire a questi infausti eventi non poté salvarsi, invece, dalla morsa fiscale dei Borbone che, proprio nel 1742, sferrarono quell'ingegnoso attacco che si chiamò Catasto Onciario. La rivoluzione napoletana del 1799 aprì le porte del Regno di Napoli ai francesi. Teoricamente scomparvero le angherie feudali (decime e ridecime baronali), ma persistette la prepotenza di chi mal sopportava di essere stato privato di tanto gratuito benessere. Il matrimonio tra la figlia di Francesca Pinelli ed Antonio Pignatelli, Francesca Paolina, con Angelo Granito di Belmonte, infatti, rappresentò l'ultima nota di una feudalità titolata, ma ormai priva di potere.

[modifica] Dal XIX secolo in poi: l'era contemporanea

Per Copertino inizia l'era contemporanea. Un lungo e faticoso cammino interesserà il paese il quale impiegherà tutto l'Ottocento per scrollarsi quei retaggi di un feudalesimo che ne aveva blindato il sapere e le energie dei suoi uomini. La legislazione dei napoleonidi, infatti, non troverà ancora uomini pronti a riscattare Copertino da lungo torpore. Il Regio Demanio collocherà ancora una volta uomini avidi di cose e di potere. La ridefinizione dei confini territoriali non assegnerà a Copertino nemmeno una marina, nonostante in antico regime i copertinesi provvedevano alla manutenzione della torre Squillace (o Scianuli). I suoi conventi e le sue chiese saranno depredati da cosiddetti ricevitori del Demanio che si impossesseranno delle opere d'arte o le faranno migrare altrove. Al breve periodo dei napoleonidi subentrarono nuovamente i Borbone. Gli animi dei copertinesi cominciarono a ribellarsi.

Si costituiranno anche qui sette carbonare con l'unico scopo di sensibilizzare gli animi a fare l'Italia unita. Le lotte si susseguirono fino a quando anche i Borbone non cederanno il passo alla volontà plebiscitaria. I copertinesi chiamati al voto plebiscitario furono, dunque, 1.420. In Terra d'Otranto votarono "si" in 94.570 mentre i "no" furono solo 929. Finalmente, il 21 gennaio 1861 venivano fissate le prime elezioni politiche. Il 14 marzo si apriva a Torino il primo Parlamento italiano. All'indomani dell'unificazione nazionale Copertino attraverserà una seconda faticosa fase di crescita. Tutti gli sforzi furono indirizzati alla bonifica del centro urbano, a rendere le strade praticabili ed applicare tutta una serie di regolamenti che ne scandiranno il vivere civile. Un circolo di lettura, un teatro comunale, l'illuminazione delle strade con lampioni a petrolio sanciranno definitivamente l'affermazione della città borghese.

Nuovo slancio ebbe la cultura copertinese, con la costruzione, durante il fascismo, della prima scuola, situata in via Roma e che ora prende il nome di I istituto comprensivo.

[modifica] Castello

Per approfondire, vedi la voce Castello di Copertino.

Di notevole interesse storico è il maestoso castello, progettato dall'architetto Evangelista Menga per volontà di Alfonso Castriota e completato nel 1540 inglobando il maschio angioino. Ha una pianta quadrangolare ai cui vertici si innestano quattro baluardi a lancia. Nel cortile interno corrono enormi gallerie di collegamento ai bastioni. Sulla sinistra sorge il palazzo porticato Pinelli-Pignatelli. Si distingue il prezioso portale di gusto catalano-durazzesco, così come la cappella di S. Marco, interamente affrescata dal pittore manierista Gianserio Strafella e, all'interno degli ambienti residenziali cinquecenteschi, i resti della cappella, con affreschi del Quattrocento, rinvenuta durante i lavori di restauro. Tra le altre importanti strutture si citano il convento di Casole e il santuario di Santa Maria della Grottella, luogo a cui S. Giuseppe era legatissimo.

[modifica] La Grottella

È situata nella periferia del paese una delle chiese di più interesse storico della città: il santuario della Grottella, con l'annesso convento, sono state luogo di molte estasi di San Giuseppe da Copertino. Grande attrattiva per i giovani copertinesi è il grande parco che si estende dinanzi al Santuario, il quale è teatro di importanti manifestazioni musicali e artistiche, tra cui ricordiamo il concerto gratuito dei Negramaro del 19 settembre 2005 (con la partecipazione di Franco Califano), al quale si calcola abbiano assistito più di 35 mila persone.

[modifica] Cultura

A Copertino ha sede la Lupo Editore, casa editrice , fondata da Cosimo Lupo, che nell'ultimo decennio ha riportato alla ribalta la cultura salentina e la creatività degli scrittori nati nella provincia.

[modifica] Scuole

  • Polo 1 - Istituto comprensivo (materna, elementare e media), Via G. Colaci 65. PRESIDE: Iurlaro Fernando. SITO WEB: [1]
  • Polo 2 - Istituto comprensivo (materna, elementare e media), Via Mogadiscio 45. PRESIDE: Elio Nestola.
  • Polo 3 - Istituto comprensivo (materna, elementare e media), Via Pirandello 1. PRESIDE: Vincenzino Mastrangelo.
  • "Magistrato Giovanni Falcone" - Istituto comprensivo (materna, elementare e media), Via R.Isabella. PRESIDE: Ornella Castellano. SITO WEB: [2]
  • Liceo Scientifico Copertino - Istituto d'istruzione secondaria superiore, Via Bixio, 1. PRESIDE: Antonio Greco. SITO WEB: [3]
  • Liceo Socio-Psicopedagogico - Istituto d'istruzione secondaria superiore sez. associata, Via Bixio, 1. PRESIDE: Antonio Greco.
  • Liceo Classico - Istituto d'istruzione secondaria superiore sez. associata, Via Bixio, 1. PRESIDE: Antonio Greco.
  • Istituto Tecnico Commerciale "V.Bachelet" - Scuola Superiore, Via F. Verdesca. PRESIDE: Cosimo Esposito. SITO WEB: [4]
  • Istituto Professionale - Scuola Superiore: Istituto Professionale per i Servizi Commerciali, Via Mogadiscio 41.

SCUOLE PRIVATE:

  • Istituto "Moschettini" - Scuola materna (dell'infanzia) - Paritaria, Via C.Mariano, 3.

[modifica] Arte

Molti sono i giovani artisti copertinesi, tra questi ricordiamo il giovane artista fotografo Danilo Manta (classe 1986) Maestro d'arte applicata in grafica pubblicitaria e fotografia.

[modifica] Sport

Tra le discipline praticate in questo paese spiccano: calcio, pallavolo, judo, tennis, danza, pugilato e sollevamento pesi (pesistica).

  • La squadra di calcio nota come ASD Copertino milita nel campionato di eccellenza. Presidente è Maurizio Fanuli.
  • Tra i campioni italiani di pugilato spicca Dario Vangeli (classe 1988).
  • Fenomeno degli ultimi anni è il sollevamenteo pesi, il quale sta avendo notevole espansione tra i giovani copertinesi ed importanti gratifiche in campo agonistico, nazionale ed internazionale, con la società pol. Body's training che in soli 8 anni ha conquistato 2 quadrienni olimpici nazionali e, raccogliendo con i suoi giovani campioni numerose medaglie d'oro, argento e bronzo nazionali. Numerose sono state le partecipazioni in campo europeo e mondiale.

[modifica] Gastronomia

Ritroviamo in questo paese tutti i tipici prodotti della cucina salentina, tra cui: i taralli, la pitta, le pettule, i purcidruzzi (consumati sotto periodo natalizio), le frise, i mustaccioli, la cupeta, la carne a pignatu, i rustici, i pasticciotti, etc.

[modifica] Produzione vinicola

Famosi sono i vitigni di questa città, tra cui quello rosso del Negroamaro, e i vini prodotti da questo tipo d'uva: ricordiamo tra i tanti il Copertino Rosso, il Copertino Rosato, il Copertino Rosso Riserva.

[modifica] Personalità legate a Copertino

[modifica] Filmografia

Il paese ha ospitato talune riprese di alcuni film quali:

[modifica] Concerti

Artisti, che a partire dagli anni settanta fino ad oggi, si sono esibiti nel paese sono: Pooh, Africa Unite, Annalisa Minetti, The Cesarians, Albano, Ivana Spagna, Nomadi, Mario Tessuto, Bobby Solo, Giovanna, Alessandro Safina, Pierangelo Bertoli, Marco Masini, Negramaro, Franco Califano,Vinicio Capossela, John Patitucci, The Blues Brothers original 2000, Raf, Negrita, Dee Dee Bridgewater,Roy Hanes e Danilo Perez, Apres la Classe, Carlo Marrale, Afterhours, Zeduardo Martins, Matia Bazar,Michele Zarrillo, Umberto Tozzi, Enrico Ruggeri, Fausto Leali, Mango, Mietta, Biagio Antonacci, I ricchi e poveri, Orietta Berti, Fiordaliso, Riccardo Fogli, Stadio, Franco Simone, Ivan Graziani.

[modifica] Festività

  • Febbraio -In questo mese, come in tutta italia del resto, si festeggia il carnevale. Maschera tradizionale del paese è Lu Paulinu.
  • Aprile -Il primo martedì dopo ogni Pasqua si celebra la Madonna della Grottella.
  • Luglio -Nel mese di luglio si svolge la sagra della birra.
  • Agosto - Il 5 agosto si celebra la Madonna della neve. Durante tale festa i diversi quartieri della cittá si sfidano tra loro attraverso antichi giochi. Il tutto si conclude con una sfilata che vede la partecipazione degli stessi abitannti vestiti con abiti in uso nel paese durante il periodo di costruzione della Basilica "Sancta Maria ad Nives".
  • Settembre -Il 18 settembre si celebra San Giuseppe da Copertino ( La festa comincia il 16 settembre e si conclude con un concerto il 19 dello stesso mese. Ultima a esibirsi è stata Ivana Spagna). In questo mese, il paese ospita il "meeting dei giovani" organizzato dai frati minori conventuali di Puglia. Tale incontro, della durata di due giorni, si conclude con l'affidamento del nuovo anno scolastico a S. Giuseppe da Copertino.

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Giuseppe Rosafio dal 26/06/2009
Centralino del comune: 0832 938311
Posta elettronica: sindaco@comune.copertino.le.it

[modifica] Voci correlate

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Bibliografia

  • ARDITI, Giacomo, "Corografia fisica e storica della provincia di Terra d'Otranto", Bologna, Forni, 1979
  • ASSANTE, Franca, "Città e campagne nella Puglia del secolo XIX", in "Quaderni Internazionali di Storia economica e sociale", Ginevra, Librairie Droz, 1975
  • GIUSTINIANI, Lorenzo, "Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli", Napoli, 1797-1805, ristampa anastatica Bologna, Forni, 1969
  • MONTEFUSCO, Luigi Antonio, "Le successioni feudali in Terra d'Otranto. La provincia di Lecce", Novoli (Le), Tipografia A.Rizzo, 1994, 151-155
Il Tafaluro a Torre Sant'Andrea, marina di Melendugno (LE)

Salento - Tacco d'Italia

Brindisi · Lecce · Taranto · Grecìa Salentina · Elenco completo dei comuni


Storia · Cultura · Economia · Tradizioni · Enogastronomia · Luoghi · Eventi

Ulivi e muretti a secco a San Vito dei Normanni (BR)
Strumenti personali