Racale

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Racale
comune
Racale – Stemma Racale – Bandiera
Chiesa Madre
Chiesa Madre
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Puglia – stemma Puglia
Provincia Lecce – stemma Lecce
Sindaco Massimo Basurto (lista civica) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 39°58′0″N 18°6′0″E / 39.96667°N 18.1°E / 39.96667; 18.1 (Racale)Coordinate: 39°58′0″N 18°6′0″E / 39.96667°N 18.1°E / 39.96667; 18.1 (Racale)
Altitudine 55 m s.l.m.
Superficie 24,47 km²
Abitanti 10 892[1] (31-12-2010)
Densità 445,12 ab./km²
Frazioni Torre Suda
Comuni confinanti Alliste, Melissano, Taviano, Ugento
Altre informazioni
Cod. postale 73055
Prefisso 0833
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075063
Cod. catastale H147
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti racalini
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Localizzazione
Racale è posizionata in Italia
Racale
Posizione del comune di Racale all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Racale all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Racale (pronunciare Ràcale) è un comune italiano di 10.892 abitanti[2] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel basso Salento, dista 54 km dal capoluogo provinciale e 6 km dal mare Ionio. Comprende anche la località costiera di Torre Suda. Il comune sorge in una delle aree a maggior vocazione calzaturiera dell'intero territorio nazionale[3] e per questo è conosciuto anche come la Città delle Calze[4].

Indice

[modifica] Geografia fisica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia.

[modifica] Territorio

Il territorio del comune di Racale, che si estende su una superficie di 24,47 km², sorge nel territorio delle serre salentine, nel versante sud occidentale della penisola salentina.

Il territorio possiede un profilo orografico caratterizzato dai modesti rilievi delle serre: risulta compreso tra gli 0 e i 104 m s.l.m. con la casa comunale a 55 m s.l.m. Il centro abitato sorge in una vasta depressione del terreno ai piedi della collina degli Specchi, un piccolo rilievo collinare, ricco di reperti archeologici e megalitici, che ripara il paese dai venti occidentali. Il litorale di pertinenza del comune presenta una costa rocciosa ma sempre molto bassa. Nei confini territoriali del comune di Racale ricade la località di Castelforte.

Confina a nord con il comune di Taviano, a est con i comuni di Melissano e Ugento, a sud con il comune di Alliste, a ovest con il mare Ionio.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Santa Maria di Leuca.

Dal punto di vista meteorologico Racale rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[5].


Racale Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento e Storia della Puglia.

Il territorio di Racale fu abitato sin dall'antichità; i resti di una specchia e del dolmen Ospina nelle immediate campagne circostanti confermano che la zona fu popolata quasi certamante sin dall'età del bronzo. Popolazioni messapiche, greche e romane si succedettero nel corso dei secoli.
Due sono le ipotesi circa l'origine dell'abitato e del nome di Racale. Da alcuni documenti rinvenuti il paese potrebbe avere origine romana e sarebbe stato fondato da Eraclio, un liberto romano a cui si deve anche lo stemma simboleggiante una lupa che allatta due gemelli. Un'altra tesi ipotizza che nel luogo in cui sorge Racale, in epoca greca, si trovasse un sito di culto dedicato all'eroe della mitologia Eracle (Ercole).

Subì le incursioni e le aggressioni ad opera di popolazioni barbare provenienti dal mare. In epoca normanna visse un periodo di prosperità e pace che determinò la formazione di una piccola città a pianta quadrangolare. Da questo momento storico varie furono le famiglie feudatarie che ne detennero il possesso fino all'eversione della feudalità avvenuta nel 1806.

I primi a possedere Racale furono, nel XII secolo, i Bonsecolo. In seguito fu feudo per oltre duecento anni di un ramo della nobile famiglia ravellese della Marra, i cui principali esponenti furono Pietro (1250), Risone II, Giovanotto de Marra, Riccardo. Ultimo discendente del ramo fu un altro Riccardo, morto nel 1470, i cui figli, Giovanni e Menga, non ereditarono alcun feudo perché già alienati. Passò ai Tolomei, ai Guevara, ai De Franchis ed infine ai baroni Basurto.

Particolarmente significativo fu, per la storia della città di Racale, il terremoto del 1743 in seguito al quale venne distrutta l'antica chiesa parrocchiale del XII secolo, ripristinata poi nel 1756.

[modifica] Simboli

Racale-Stemma.png
Racale-Gonfalone.png

Profilo araldico dello stemma:

« d'argento alla lupa di nero, ferma, che allatta due bambini di carnagione. Ornamenti esteriori da Città. »
(Concesso con D.P.R. del 12 novembre 1951)

Profilo araldico del gonfalone:

« Drappo troncato, di nero e di bianco, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro: Città di Racale. Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro »

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa Madre

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa Madre di Santa Maria del Paradiso

La Chiesa di Santa Maria del Paradiso, sede della Parrocchia di San Giorgio Martire, fu costruita dalla devozione del popolo intorno al XII secolo, così come si deduce da un'incisione lapidea. Dell'antica struttura rimane ben poco in quanto fu gravemente danneggiata dal terribile terremoto del 1743 che interessò gran parte del Salento.
Ricostruita nel 1756, presenta una sobria facciata in pietra leccese costituita da due ordini e scandita da alte lesene. A navata unica, nel suo interno si custodisce un pregevole altare maggiore ed un bassorilievo in pietra leccese che rappresenta il Cristo con ai lati i misteri della Passione. Entrambe le opere sono del XV secolo. Qualche affresco bizantineggiante è ciò che resta del precedente edificio: SS. Crocifisso della Pietà, Sant'Elia e San Leonardo. La sacrestia è un piccolo museo dove sono custoditi monete romane, bizantine, veneziane e reperti archeologici messapici rinvenuti durante i lavori di restauro. Adiacente alla chiesa è la torre campanaria del 1535 rimasta indenne all'evento sismico.

Chiesa di Santa Maria la Nova

[modifica] Chiesa di Santa Maria la Nova

La Chiesa di Santa Maria la Nova (oggi Sant'Antonio da Padova) e il cenobio benedettino che un tempo le era annesso sono di fondazione antichissima; l'origine è databile tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo. Nel 1444 i Frati Francescani, provenienti dalla Bosnia e insediatisi in Santa Caterina Novella di Galatina, domandarono al Vescovo di Nardò Mons. Stefano de Pendinellis di poter utilizzare le rovine dell'antico cenobio benedettino di Racale per costruirci un loro convento. Il Vescovo aderì volentieri alla richiesta dei Frati, anche per la simpatia che in quegli anni San Bernardino da Siena aveva suscitato per i “poverelli” di San Francesco d'Assisi, predicando nella diocesi di Nardò. La chiesa, che presenta un prespetto neoromanico, è ricca di affreschi e olii su tela.

Chiesa Madonna dei Fiumi

[modifica] Chiesa della Madonna dei Fiumi

La Chiesa della Madonna dei Fiumi, situata presso il cimitero comunale, è sorta su un antico insediamento di monaci italo-greci. La scomparsa dei monaci, avvenuta nel XIV secolo, provocò la graduale distruzione dell'insediamento primitivo costituito da un vano scavato interamente nella roccia. Nel 1611, sui ruderi dell'ipogeo, venne innalzata una chiesa a pianta quadrangolare che custodisce un affresco di ispirazione bizantina raffigurante la Madonna di Costantinopoli, venerata dalla popolazione locale con il titolo di Madonna dei Fiumi. Si tratta della Vergine Portinaia, ovvero dell'immagine della Madonna, posta all'ingresso della laura, destinata, secondo i monaci, a custodire il rifugio. Seicenteschi sono invece gli affreschi raffiguranti l'Annunciazione (1613), la Deposizione di Gesù (1614), Sant'Elia profeta e San Leonardo Abate. La volta emisferica è stata interamente affrescata nel 1718 con scene della vita di Maria e con le figure di San Pietro, di San Paolo, di San Sebastiano e di San Giorgio.

Chiesa dell'Addolorata

[modifica] Chiesa della B. V. Maria Addolorata

Agli inizi del 1600 il popolo volle e costruì questa chiesa appena fuori dai sobborghi dell'antica Terra, nella località denominata "Li curti de lo Leo". La chiesa venne intitolata a Santa Maria delle Grazie. Nel 1721, non più sufficiente alle esigenze del momento, la chiesa fu sottoposta a un sontuoso ampliamento. Dagli inizi del XIX secolo, il culto per la Madonna delle Grazie cominciò a scemare tant'è che l'edificio rimase abbandonato per decenni subendo gravi danni strutturali. Sotto la spinta del nuovo culto per i Misteri della Passione di Cristo e della Madonna Addolorata, la chiesa venne riedificata a partire dalla seconda metà dell'Ottocento e completata nel 1897. Presenta uno stile architettonico neoclassico con un interno a tre navate ospitante altari in marmo. Il 29 ottobre 1961 fu elevata a chiesa parrocchiale sotto il titolo della B.V. Addolorata.

Chiesa dell'Immacolata

[modifica] Chiesa dell'Immacolata

La Chiesa dell'Immacolata Concezione di Maria, fu eretta per volontà della Confraternita e la costruzione fu completata nel 1677, come si leggeva nella lapide che fino al 1956 sovrastava il suo ingresso principale: questo tempio della santissima Vergine Immacolata costruito con le offerte dei fedeli fu completato il 12 febbraio dell'anno del Signore 1677.

[modifica] Chiesetta di San Nicola Pellegrino

Fu edificata in onore di San Nicola Pellegrino che soggiornò a Racale nel 1092. Risale al XII secolo come attesta la lapide di fondazione custodita al suo interno. Danneggiata dal terremoto del 1743, venne riparata conservando alcune parti originali come il portale sormontato da una lunetta, brevi tratti del muro della facciata e la parte inferiore destra del muro di fondo, comprendente porzione dell'antico arco absidale. Caduta in disuso nella seconda metà del Settecento, nel 1828 fu acquistata dai Basurto che la trasformarono in deposito per la paglia. Venduta ad Alessandro Caputo, venne convertita in civile abitazione e poi in stalla. Agli inizi del Novecento il Caputo donò l'edificio al parroco don Tommaso Schito con l'obbligo di restaurarla e riaprirla al culto.

[modifica] Architetture militari

[modifica] Castello baronale

Il Castello baronale è situato nel centro storico. Parte dell'attuale costruzione risale agli inizi del XV secolo ad opera del barone Puccio di Tolomei, durante la dominazione degli angioini. È probabile, tuttavia che il castello dei Tolomei sorgesse su un preesistente maniero di epoca bizantina.
Oggi il castello si presenta molto diverso da come era originariamente ed assume l'aspetto di un palazzo signorile e ben poco resta dell'antico fortino con funzioni prevalentemente difensive. L'attuale ingresso del castello è costituito da un grande portale preceduto da un ampio spazio lastricato. È stato realizzato, insieme ad altre parti dell'edificio, nel 1770 dai baroni Basurto come si deduce dallo stemma di famiglia.

[modifica] Torre Suda

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Torri costiere del Salento.

Situata nell'omonima marina, la torre fu eretta nel XVI secolo contro le incursioni turche che devastavano la penisola salentina. Ha una base scarpata e, sopra il cordolo, si sviluppa con un corpo cilindrico fino al coronamento di piccoli beccatelli. In sommità sono presenti una caditoia e la garitta di vedetta. Una scalinata conduce alla porta levatoia del primo piano, nel quale è presente un ambiente ottagonale con volta a spicchi. La base è occupata della cisterna. Comunicava visivamente a sud con Torre Sinfonò, nel comune di Alliste, a nord con Torre del Pizzo, nel comune di Gallipoli.
L'origine del nome Torre Suda si pensa possa risalire al fatto che la torre di avvistamento, smesse le sue funzioni militari, venne sigillata e usata come cisterna d'acqua per gli abitanti della frazione. La torre in seguito alla traspirazione, sembrava "sudasse".

[modifica] Siti archeologici

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Monumenti megalitici della provincia di Lecce e Specchia (megalite).

[modifica] Dolmen Ospina

Si tratta di uno dei pochi dolmen esistenti sul versante ionico del Salento. Il dolmen è crollato su se stesso e il materiale litico si trova tutto in loco. Allo stato attuale la lastra di copertura (240 x 180 cm) con spessore variabile dai 25 ai 45 cm, è crollata all'interno degli ortostati, tre dei quali monolitici e un quarto formato da pietre sovrapposte. L'ingresso è orientato a Sud ma il Malagrinò ne aveva ipotizzato un diverso orientamento, originariamente a Est. Il dolmen è collocato alle spalle della Torre Ospina, nell'omonima masseria situata in contrada Specchi a qualche chilometro dal centro abitato.

  • Menhir Paramonte (altezza 187 cm - faccia principale 57 cm - faccia laterale 36 cm)
  • Specchia Li Specchi

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2009 a Racale risultano residenti 179 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[7]

Diffusione del dialetto Salentino

[modifica] Lingue e dialetti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Racale è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

[modifica] Religione

Nel comune di Racale sono presenti tre parrocchie facenti parte della Diocesi di Nardò-Gallipoli: due hanno sede nell'abitato, San Giorgio Martire e B. V. Maria Addolorata, e una nella frazione di Torre Suda, B.V. Maria Maris Stella.

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

Racale è sede di due poli scolastici comprendenti quattro scuole dell'infanzia, due scuole primarie e due scuole secondarie di I° grado. È presente inoltre la sede associata dell'Istituto Superiore Professionale per i Servizi Commerciali F. Bottazzi di Casarano.

[modifica] Economia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Economia della Puglia.

Dedita alla coltivazione di cereali, tabacco, ulivi e viti per buona parte del Novecento, Racale ha conosciuto un lungo periodo di emigrazioni. I primi importanti insediamenti industriali si stabilirono negli anni settanta e proseguirono nel decennio successivo grazie all'emigrazione di ritorno, che importò soprattutto la tecnica della maglieria e della calzetteria. Quest'ultima attività, diffusasi rapidamente in una ampia rete di lavoro a domicilio e piccole aziende, caratterizza l'economia cittadina. Il polo produttivo di calze da uomo è infatti uno dei più importanti del territorio pugliese e nazionale[3]. Di recente si è sviluppato anche il settore turistico.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne SP67 Racale-Alliste-Felline, SP68 Racale-Melissano-Casarano, SP202 Racale-Torre Suda, SP350 Taviano-Racale-Ugento.

[modifica] Ferrovie

La città è servita da una stazione ferroviaria posta sulla linea Gallipoli-Casarano delle Ferrovie del Sud Est.

[modifica] Aeroporti

Gli aeroporti civili più vicini sono:

[modifica] Sport

La società di calcio è l'ASD Racale, squadra che milita nel campionato di Eccellenza pugliese.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Massimo Basurto (lista civica) dal 29/05/2007

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat al 31/12/2010
  3. ^ a b Osservatorio Nazionale Distretti Italiani
  4. ^ È stato registrato alla C.C.I.A.A. di Lecce, in data 23.04.2001, con prot. n.5409, il Marchio "Racale Città delle Calze"
  5. ^ Valori climatici del Salento meridionale
  6. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
  7. ^ Dati Istat

[modifica] Bibliografia

  • Marra, Ferrante della, 1572-1643 - Discorsi delle famiglie estinte, forastiere o non comprese né seggi di Napoli imparentate colla casa della Marra. Composti dal signor Ferrante della Marra duca della Guardia dati in luce da Camillo Tutini - In Napoli: Beltrano, Ottavio, 1641.
  • Cutolo, Alessandro - Re Ladislao d'Angiò Durazzo” Hoepli, Milano, 1936.
  • Diviccaro, Antonio, - Donne e Matrimonio in un lignaggio di lunga durata - I della Marra di Barletta (XIII-XVI sec) - Editrice Rotas, Bari, 1970.
  • Jacob - Testimonianze bizantine nel Basso Salento - Galatina, 1982.
  • Muratore Maria Rosaria - Guida del Salento, dolmen, menhir, specchie, siti messapici e romani, cripte, i centri storici del Barocco, piazze, musei, artigianato, feste - Congedo Editore.
  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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