Bambino Gesù

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Jacopo Bellini. Madonna col Bambino benedicente e cherubini. Venezia, Gallerie dell'Accademia

Quella di Gesù bambino è una tradizionale raffigurazione di Gesù che ricorre fin dal III e IV secolo in raffigurazioni religiose e in icone.

Nell'arte[modifica | modifica sorgente]

Il bambino Gesù (detto anche Figlio di Dio) viene solitamente rappresentato tenuto in braccio o per mano da Maria, da san Giuseppe o da altri santi, ad esempio sant'Antonio di Padova. La sua età può variare da neonato a fanciullo di dodici anni circa. Una variante di questa rappresentazione è il Bambino Gesù di Praga, in piedi, vestito con abiti regali e con in mano un globo sormontato da una croce.

Sono frequenti anche le rappresentazioni della Sacra Famiglia, cioè Gesù bambino con Maria e Giuseppe: questa originaria "famiglia nucleare" solidificò l'unità familiare con un significato spirituale profondo.

I Testi sacri e altri lavori apocrifi furono tramandati sia per via orale sia musicale, e più tardi in opere artistiche che sono state molto utili per istruire i credenti. Il simbolismo del Bambino Gesù nell'arte raggiunse il suo apice durante il Rinascimento dove la Sacra Famiglia fu un tema centrale delle opere di Leonardo da Vinci e di molti altri artisti.

Nella storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nascita di Gesù e Luogo di origine di Gesù.

Le informazioni sull'infanzia di Gesù all'interno dei Vangeli di Matteo e Luca (gli unici canonici che parlino della vita pre-pubblica di Gesù) si limitano a pochi episodi concisamente descritti:

  • la nascita a Betlemme;
  • la circoncisione dopo otto giorni dalla nascita;
  • la presentazione al Tempio di Gerusalemme dopo quaranta giorni;
  • la visita dei Magi;
  • la fuga in Egitto;
  • il ritorno a Nazaret, dove Gesù visse con Maria e Giuseppe fino all'inizio della sua vita pubblica;
  • la visita a Gerusalemme a dodici anni di età, nella quale Gesù si trattenne per tre giorni nel Tempio discutendo con i dottori della Legge. In quest'ultimo episodio, secondo il racconto di Luca, Gesù rivelò per la prima volta i segni di una sapienza non comune e della consapevolezza della sua futura missione.

L'analisi delle vicende relative all'infanzia di Gesù pone comunque particolari sfide agli storici: la narrazione dei vangeli comprende infatti anche elementi simbolici o soprannaturali e presenta alcune apparenti incongruenze[1], queste ultime peraltro in parte spiegabili con la limitatezza delle risorse di cui disponevano gli autori antici[2]. Nella redazione e nell'interpretazione dei testi (e in particolare di quello di Matteo) hanno inoltre un ruolo rilevante le profezie messianiche contenute nell'Antico Testamento. Molti studiosi moderni interpretano le narrazioni evangeliche della natività su un piano prevalentemente simbolico o teologico, piuttosto che strettamente storico.

Nella leggenda[modifica | modifica sorgente]

Dal IV secolo fino al Rinascimento molte storie furono tramandate a proposito dell'infanzia "segreta" di Gesù dove, anche se ancora bambino, già possedeva e usava i suoi poteri messianici per proteggere i genitori durante il loro viaggio da e verso l'Egitto, fino al momento in cui a dodici anni lasciò i suoi parenti impauriti per tre giorni mentre lui discuteva con i saggi del tempio.

La maggior parte di queste tradizioni derivava dai testi apocrifi "proibiti" o "non approvati" basati sulle traduzioni latine o greche dei rotoli del Mar Morto e, poiché solamente una minoranza dei cristiani del tempo poteva dirsi letterata, queste storie acquisirono un suono oscuro e seducente simile alle favole dei Fratelli Grimm.

Un tema comune alle storie medioevali ritrae Gesù come un bambino intrepido e spensierato che innocentemente ne combina qualcuna e inesorabilmente porta alla morte i suoi compagni di gioco. Una storia molto comune è la storia della nuvola: Gesù, volendo giocare tra le nuvole, si arrampica in cielo su un raggio di sole, ma tutti i suoi compagni di gioco che lo hanno seguito presto perdono la fede e muoiono cadendo.

Un'altra storia narra di un bambino (a volte riferito come Giuda bambino - come se Gesù e i suoi discepoli abbiano avuto liti durante le loro esistenze), che sbarrò il canale che forniva acqua alle piscine dove Gesù bambino usava fare il bagno fino a quando un'onda di marea spazzò via il ragazzo e contemporaneamente liberò il canale.

Naturalmente questi eventi provocarono panico negli altri genitori che impedirono ai loro bambini di giocare con lui, così quando Gesù arrivava nella piazza della città per giocare, i genitori velocemente nascondevano i loro figli in un grande forno per ripararli. Gesù, accortosi di ciò, chiedeva dove fossero i suoi amici e gli veniva risposto che i bambini erano andati via. Quando chiedeva cos'era il rumore che proveniva dal grande forno, gli veniva detto che erano i maiali che stavano cuocendo. Quando Gesù andava via e i genitori aprivano le porte del forno, essi trovavano (a secondo delle versioni) o dei porcellini strillanti o delle bistecche arrosto.

Le storie create attorno alle attività di Gesù bambino non erano tutte raccapriccianti, ma evidenziavano come, anche da bambino, Gesù avesse adempiuto alla Volontà Divina di "suo Padre". Altre storie narrano come perfino da neonato il suo sorriso poteva far smettere la pioggia e le tempeste e far splendere il sole, oppure poteva guarire i malati. Altre ancora raccontano di come un bambino che stava morendo fu messo in una vasca contenente l'acqua in cui aveva fatto il bagnetto Gesù, e fu riportato alla vita e addirittura che qualunque bambino in sua presenza non avrebbe strillato o piagnucolato.

Il Santo Niño de Cebú[modifica | modifica sorgente]

Sebbene l'importanza del simbolismo religioso di Gesù Bambino declinò dopo il Medioevo, esso è sopravvissuto in una certa misura nelle Filippine. Durante la conquista spagnola dell'arcipelago, quando l'esploratore portoghese Ferdinando Magellano approdò a Cebu il 7 aprile 1521, i governatori dell'isola, re Humabon e la regina, si convertirono al Cristianesimo insieme con 800 sudditi una settimana circa dopo l'arrivo di Magellano.

Magellano piantò una grossa croce di legno e donò alla regina di Cebu una statuetta in legno del Santo Niño (il Sacro Bambino) per commemorare l'evento. Mentre la statuetta originale e la croce sono ancora pubblicamente visibili a Cebu, il simbolismo del bambino Gesù e la riproduzione dell'originale sono tuttora visibili in tutto l'arcipelago filippino come il venerato Santo Niño de Cebu, rappresentato o come un Re bambino che indossa una corona d'oro, tiene uno scettro e drappeggiato in una mantella dorata fluente, oppure come la rappresentazione di un uomo comune che indossa i pantaloni di un pigiama nero e con una paglietta sulla testa a simboleggiare che tutti gli uomini sono bambini e che la Salvezza si ottiene se ci si avvicina come fanno i bambini.[senza fonte]

Congregazioni religiose[modifica | modifica sorgente]

Numerosi gli istituti religiosi intitolati a Gesù bambino. Tra questi:

Immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ È il caso, ad esempio, del Censimento di Quirinio
  2. ^ Sul tema delle limitazioni delle fonti nel mondo antico, cfr. E.P.Sanders."Gesù. La verità storica", Mondadori, 1995 (titolo originale "The Historical Figure of Jesus", 1993).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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