Lizzano
| Lizzano comune |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
|
|
|||||
| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Dario Maria Fortunato Macripò (PdL) dal 15/04/2008 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°23′31″N 17°26′54″E / 40.39194°N 17.44833°ECoordinate: 40°23′31″N 17°26′54″E / 40.39194°N 17.44833°E | ||||
| Altitudine | 42 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 46,2 km² | ||||
| Abitanti | 10 282[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 222,55 ab./km² | ||||
| Frazioni | Marina di Lizzano | ||||
| Comuni confinanti | Fragagnano, Faggiano, Sava, Taranto, Torricella | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 74020 | ||||
| Prefisso | 099 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 073011 | ||||
| Cod. catastale | E630 | ||||
| Targa | TA | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | lizzanesi | ||||
| Patrono | san Gaetano Thiene, san Pasquale Baylon. | ||||
| Giorno festivo | 6 agosto, 17 maggio. | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Lizzano all'interno della provincia di Taranto |
|||||
| Sito istituzionale | |||||
Lizzano (Lizzanu in salentino, Licyanum in latino) è un comune italiano di 10.282 abitanti[2] della provincia di Taranto in Puglia.
È situata a oriente del capoluogo da cui dista 25 km. Si trova nel Salento, sul margine meridionale delle Murge tarantine, dove queste, attraverso la serra di Roccaforzata e San Crispieri e le Serre di Lizzano e della Marina, scendono digradando verso il mar Ionio, dove c'è la località turistica Marina di Lizzano e la zona umida della palude Mascia. Il clima è mediterraneo, le temperature miti, anche nel periodo invernale. Il comune fa parte dell'associazione nazionale "Città del vino" [3], fa parte del GAL "Terre del Primitivo", della strada del vino "Primitivo di Manduria e Lizzano DOC" e dell'Unione di comuni "Terre del Mare e del Sole". Per dialetto, cultura e tradizioni, Lizzano è a pieno titolo salentina, rendendola avulsa dal contesto socio-culturale della città di Taranto, da cui riceve pochissime influenze[4].
[modifica] Geografia fisica
| Per approfondire, vedi la voce Marina di Lizzano. |
La cittadina di Lizzano si trova in un territorio pressoché pianeggiante. L'altezza varia da un minimo di 0 m.s.l.m, in prossimità della marina e della linea di costa, ed una massima di 97[5] m.s.l.m in prossimità delle serre di Lizzano. La casa comunale è posta ad un'altezza di 42 m.s.l.m. La Marina di Lizzano dista dal centro abitato 5 km.
Il litorale, prevalentemente sabbioso e contraddistinto da una fine sabbia bianca, è contraddistinto da dune ricche di vegetazione caratteristica della Macchia mediterranea. Il paesaggio agrario è caratterizzato da uliveti, colture arboree miste, ficheti e mandorleti, alternati a seminativi e a vigneti. La vegetazione spontanea e la macchia mediterranea occupano le zone più alte e rocciose e le zone dunali. Le campagne, ricche di testimonianze rivenienti al periodo neolitico, si caratterizzano per la presenza di muretti a secco, specchie, di circa 35 masserie sparse in tutto il territorio comunale e dei tipici trulli salentini, monumento della civiltà contadina. Il trullo (del tipo salentino detti anche truddi, pagghiare, furnieddi o casedde), è una costruzione realizzata con le pietre tolte dal terreno roccioso per renderlo coltivabile. Tali costruzioni venivano utilizzate come rifugio per animali, attrezzi e persone.
[modifica] Idrografia
Nel territorio comunale, è presente un corso d'acqua a carattere prevalentemente torrentizio, chiamato Fiume Ostone o canale dei Cupi (lu Stoni o li cupi in dialetto). Questo fiume e l'area intorno ad esso è molto interessante sia sotto il profilo ambientale (flora e fauna) e sia sotto il profilo storico. Infatti lungo il suo corso, trovano il loro habitat naturale molte specie animali come gli anfibi (rane, rospi ecc.), pesci (specialmente anguille) e molti uccelli. Anche la vegetazione è molto ricca. Lungo tutto il corso del fiume permane un fitto canneto e molte altre specie vegetali.
Sotto il profilo storico, invece, è molto importante perché lungo il suo corso, ed in particolare vicino al mare, sono stati rinvenuti nel tempo enormi quantitativi di reperti archeologici (vasellame, oro, ceramiche, pietre lavorate, tempietti votivi, necropoli) risalenti all'età del bronzo, all'età magno-greca e un intero villaggio risalente al Neolitico. Successivamente con la stagione delle bonifiche di fine ottocento, il fiume Ostone è servito a prosciugare la Palude Rotonda nei pressi di San Crispieri.
[modifica] Sismicità
- Classificazione sismica:zona 4 (sismicità molto bassa).
Nel corso della storia, l'unico evento sismico di rilevanza, è stato quello del 20 febbraio 1743, avvertito in tutto il Salento. Il sisma, del nono grado della scala Mercalli, distrusse le vicine città di Francavilla Fontana e Nardò provocando anche morti e feriti. Questo evento, a Lizzano è documentato da alcuni scritti che si trovano in vari archivi del comune. In questi scritti si racconta di come la scossa di terremoto sia stata forte, provocando il panico della gente. In paese crollarono molte case e altre si lesionarono e addirittura il palazzo marchesale si inclinò.[6]
[modifica] Clima
- Classificazione climatica: zona C, 1.004 GG.
Lizzano presenta clima mediterraneo. La vicinanza del mare mitiga gli inverni, quando le temperature scendono raramente sotto lo zero e le perturbazioni nevose sono rare. L'ultima nevicata abbondante è avvenuta il 17 dicembre 2001[7], quando caddero circa 30 cm di neve. In estate la temperatura, supera facilmente anche i 40 gradi. Soprattutto negli ultimi anni, sono frequenti temporali violenti e trombe d'aria. Queste sono le temperature medie annuali[8]:
| LIZZANO | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 13,4 | 14,2 | 16,3 | 19,7 | 24,6 | 29,4 | 32,7 | 32,5 | 28,3 | 23,3 | 18,4 | 14,7 | 14,1 | 20,2 | 31,5 | 23,3 | 22,3 |
| T. min. media (°C) | 5,6 | 5,7 | 7,3 | 10,0 | 14,0 | 18,0 | 20,6 | 20,6 | 17,8 | 14,0 | 10,3 | 7,0 | 6,1 | 10,4 | 19,7 | 14 | 12,6 |
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento e Storia della Puglia. |
| Le origini del toponimo |
|
L'origine del nomeLizzano è incerto: alcuni affermano che derivi da "lizza", steccato nel quale, durante il Medioevo, scendevano i cavalieri per combattere, altri fanno derivare la parola da "leccio", pianta della famiglia delle querce di cui la zona era ricca.[9] Il nome potrebbe derivare, molto probabilmente da Lecce. Molte località esistenti nel territorio hanno, infatti, nomi di derivazione leccese: Padulecchie, Bagnara, S.Cassiano, S.Cataldo. Lizzano prese il nome di Licyano. |
Non esistono molte notizie riguardo alla storia di Lizzano. Certo è che il "pagus", il rione di case umili di campagna di Lizzano, risale a prima del mille. Non è possibile precisare date, come non è facile indicare a quale colonia appartenessero i primi abitanti del pagus Lizzanese, benché si creda a quella romana o greca.
[modifica] Il neolitico
Le prime presenze in questo territorio, si ebbero certamente già nel periodo del Neolitico. Precisamente, in località "Bagnàra" e "San Cassiano" sono stati rinvenuti, dopo alcuni scavi, resti di insediamenti e villaggi capannicoli riguardanti l'età neolitica. Nelle stesse zone, poi , sono stati ritrovati numerosi arnesi e attrezzi di quell'epoca in pietra e in selce così come nel primo tratto del "canale dei Cupi", nelle grotte che si trovano sui lati della piccola gravina.
[modifica] L'età greco-romana
Oltre le colonie Greche, presenti già nel territorio salentino e, in particolare nel tarantino, anche quelle Romane prendevano possesso di queste terre. Nell'anno 206 a.C. fu condotta la colonia Neptunia. Ai tempi di Verone e di Vespasiano altre colonie furono condotte nella Provincia di Taranto. Ai Coloni venivano assegnati degli appezzamenti di terra di 200 yugeri. Di qui sorse la necessità delle casette per i contadini. Così sensibilmente i casolari si raggruppavano e formavano i villaggi. Queste popolazioni, lavorando i campi e rendendoli produttivi diffondevano il benessere in tutta la provincia, aprivano strade, che solcavano tutto l'agro Tarantino, delle quali una conduceva ad Oria, per arrivare alla Via Appia di Brindisi, l'altra direttamente a Taranto e ai villaggi limitrofi.
[modifica] Il periodo longobardo e le invasioni
Tramontato l'Impero Romano, i Barbari, come un torrente devastatore, invasero tutta l'Italia. Totila arrivo fino alle terre salentine, Belisario s'impadronì della Calabria, nel 555 Narsete riconquistò queste regioni, ma nel 568 i Longobardi occuparono Taranto e Brindisi. I greci si accordarono con i longobardi alzando un muraglione che segnava il confine tra la foresta tarantina e il marchesato di Oria. Il territorio lizzanese, ora, si trovava sotto il controllo dei longobardi. La pace, però, fu breve. Nel 717 Leone Isaurico invase queste regioni distruggendo chiese e conventi, costringendo i cristiani a nascondere croci e effigi, specie nel tarantino, dove la gente nascondeva gli oggetti sacri nelle gravine, nei burroni e, a Lizzano, in alcune grotte appena scavate come quella di S. Angelo. Anche i Saraceni invasero questo lembo d'Italia, distruggendo Oria, Manduria e i villaggi limitrofi fino ad arrivare a Taranto che venne distrutta. Dopo i Saraceni, si scatenarono su queste terre gli Schiavoni e gli Ungari che distrussero tutti i villaggi, dal litorale all'entroterra. L'eccidio e le distruzioni proseguirono dal 924 al 962, fino alla comparsa dell'imperatore Niceforo Foca.
[modifica] Gli insediamenti religiosi Basiliani
I ricordi della permanenza di questi religiosi a Lizzano, si riscontrano nella "valle dei Cupi" prima e nella cripta e convento dell'Annunziata dopo. I religiosi Basiliani, già presenti da molti anni nel Salento, durante le persecuzioni erano riusciti a salvarsi nascondendosi nella foresta e nelle cripte sotterranee. I primi insediamenti si ebbero intorno ai secoli IX e X.
[modifica] La nascita del casale
Sulla nascita del casale, non ci sono molte fonti, ma alcune di esse attestano[10] che Lizzano sia stato edificato nel 1208 dalla contessa Albiria, figlia di Tancredi, re normanno. Fonti, seppur approssimative, narrano che il re normanno Guglielmo il Malo distrusse Lecce, allora chiamata Rudiae, nel 1147.
Dopo la ricostruzione, i nobili di Rudiae furono accolti nella città a differenza dei poveri che, invece, vennero respinti. La contessa Albiria decise di assegnare a questi poveri sudditi un territorio vicino a Pulsano dove, nel 1208, s'insediarono molti dei novelli lizzanesi. Gli altri che rimasero fondarono vicino a Lecce il paese di Lizzanello. È evidente il legame di Lizzano con Lecce tanto da avere entrambe le città lo stesso simbolo dell'albero del leccio, un tipo di quercia abbondantemente presente un tempo in entrambi i territori.
[modifica] Da feudo a comune
Nel corso dei secoli, Lizzano divenne un grande feudo, con il titolo di marchesato. Diversi feudatari si sono avvicendati al comando di questo feudo: nel 1272 il casale era infeudato da Iacopo de Rephis, nel 1315 passò nelle mani di Goffredo de Pandis, nel 1329 il feudo fu proprietà di Giovanni Sanseverino, dei De Tremblayo nella metà del XIV secolo,dei Francone nel 1475, dei De Raho nel 1569, dei De Luca nel 1675 e dei Chyurlia nel 1697. Quest'ultima famiglia controllò il marchesato di Lizzano sino al 1806 quando furono abolite le feudalità. Sotto il profilo amministrativo, Lizzano ha fatto parte della Terra d'Otranto (poi Provincia di Lecce) dal XI secolo fino al 1923, quando dal distretto di Taranto, che comprendeva la cittadina, venne istituita la provincia dello Jonio, ribattezzata provincia di Taranto solo nel 1951. A livello regionale, fu inserita nella Regione Salento quando, nel secondo dopoguerra, il legislatore costituì formalmente le regioni; successivamente però, alla nascita effettiva delle regioni italiane, la Regione Salento fu annessa alla Regione Puglia. A livello statale, Lizzano, dopo l'autonomia di cui godeva durante la preistoria, fece inizialmente parte della Magna Grecia (VIII-III secolo a.C.), poi fu annesso all'Impero Romano (dal III secolo a.C. al IV secolo d.C.), all'Impero Romano d'Occidente (IV-VI secolo d.C.), successivamente all'Impero Bizantino (VI-XII secolo d.C.), al Principato di Taranto all'interno del Regno di Sicilia (XII secolo d.C. - 1262) prima e del Regno di Napoli (1262-1816) poi, al Regno delle Due Sicilie (1816-1860) e, infine, al Regno d'Italia, l'attuale Repubblica Italiana (1860-oggi). Fino al 1951 Lizzano ha amministrato anche le due frazioni di Torricella e Monacizzo diventato comune autonomo sotto il nome di Torricella.
[modifica] Simboli
| La leggenda dello stemma |
|
Mentre Lecce ha una lupa alla base del leccio, Lizzano fra i rami del suo simbolo ha una scritta molto particolare "Fracta et ligata refloret"(spezzata e legata rifiorisce). La leggenda narra che durante una tempesta la quercia più maestosa del paese fu violentemente colpita dalla furia del vento, fino a troncargli i due rami principali. I lizzanesi rialzarono la quercia e legarono al tronco i due rami. La quercia, quasi per incanto, rifiorì più bella di prima! |
Lo stemma comunale di Lizzano venne approvato il 27 maggio 1929, dall'allora capo del governo Benito Mussolini. La sua descrizione è la seguente:
| « Campo di cielo, all'albero di leccio, con due rami spezzati e rilegati, nodrito su pianura erbosa morente dalla punta, il tutto al naturale, con in alto all'albero una lista bifida, svolazzante, d'argento, con il motto in nero:fracta et ligata refloret. » | |
|
(Decreto reale di concessione in data del 27 maggio 1929)
|
Il gonfalone del comune è costituito da un drappo di colore giallo-rosso nel centro del quale è posto lo stemma.
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
[modifica] Architetture civili
[modifica] Il castello
Negli ultimi dieci anni il paese si è esteso molto verso nord, da est ad ovest, mantenendo caratteristiche strade lineari e ortogonali, con predilezione soprattutto per le case basse mediterranee che sono topograficamente unite le une alle altre e che, dal punto di vista condominiale sono separate, per affermare il piccolo dominio tipico della civiltà contadina. Il Palazzo Marchesale (Castello) è situato ai piedi del poggio su cui gradatamente s'adagia il paese, si presenta con linee sobrie e severe. Secondo alcuni studiosi fu costruito su di un antico nucleo normanno dai baroni De Raho nel XVI secolo, di cui rimane solo un torrione.
Successivamente rimaneggiato e ampliato. Secondo altri la sola parte nord-ovest è antecedente al XV secolo e quindi potrebbe riferirsi ad una fase normanna o sveva, mentre la parte sud-est è sicuramente posteriore. Il disegno architettonico ci rivela nel suo complesso ch'esso è opera quattrocentesca privo com'è di torri, di fossati, di cinte che quasi sempre fasciavano i castelli dei secoli anteriori. Ha nell'interno un breve recinto, che fungeva da atrio. Un ampio scalone conduce al primo piano dove spaziose sale si inseguono con il loro aspetto grave e severo, tanto per l'altezza dei vani, che la loro vastità. Nell'interno si scorge ancora la traccia del così detto" Pozzo della morte", nel quale forse giacciono ancora i resti delle vittime sepolte. L'edificio aveva la forma di un quadrilatero e ospitava a pianterreno il frantoio, il mulino, il granaio, i magazzini e le scuderie. La Cappella di cui il castello è dotato, al presente chiusa al culto ed in condizioni precarie di conservazione, a sud della costruzione ed era dedicata a San Francesco di Paola. La cappella è provvista di una piccola sacrestia e di un coro con una balaustra di legno; non presenta l'abside ed accoglie all'interno una tela raffigurante San Francesco di Paola; ai lati vi sono due nicchie. L'altare è inesistente e i vari pezzi che lo componevano sono ammassati come rovine. Un tempo il Castello era la dimora dei padroni del feudo di Lizzano, i quali cercarono di renderlo accogliente ed ospitale. Fu soprattutto con i Duchi Clodinio, feudatari di Lizzano dal 1606 al 1677, che il castello, chiamato in quel tempo il Palazzo del Duca, conobbe un periodo di grande splendore, anche perché dovette raccogliere molte persone, che si recavano nel paese di Lizzano, in occasione delle feste, organizzate in onore di San Gaetano da Thiene, patrono del paese, allora ancora beato.
Altre architetture civili degne di nota sono:
- Trappito Antonazzo
- Frantoio Mandurino
- Le 35 masserie presenti nel territorio
- Palazzo Majorano
- Palazzi signorili nel centro storico
[modifica] Architetture Militari
[modifica] Torre dell'orologio
La Torre dell'Orologio (XII-XIX secolo) è impostata su un torrione del castello, un tempo poco distante dall'impianto originario normanno pare fosse legata ad esso da un passaggio sotterraneo, mai ritrovato. Rappresenta una testimonianza di valore storico inestimabile. Da una prima lettura delle strutture murarie appare evidente un processo di sedimentazione attuatosi nel corso dei secoli. La struttura di base sembra ancora riconducibile ad una torre fortificata di avvistamento e di difesa, risalente al XIII - XIV secolo.
Qui al piano terra esiste un unico vano a pianta quadrata con volta a botte. La parte superiore della torre è un evidente rifacimento con sopraelevazione. databile tra il XV ed il XVI secolo. A seguito di tale intervento fu ricostruita la volta del vano preesistente al secondo livello, con arco a sesto acuto. Furono inoltre costruiti gli spalti di difesa con le relative caditoie e con l'aggiunta di elementi architettonici decorativi dello stesso materiale adoperato per la sopraelevazione (carparo), che ne hanno ingentilito l'aspetto. Tra XVIII e XIX secolo la torre divenne importante punto di riferimento per la vita del paese per l'inserimento dell'orologio e della torre campanaria. Innalzata la sua sommità, fu ricavato un apposito vano per accogliere i meccanismi dell'orologio, sormontato da un campanile dotato di due campane di diverse dimensioni,asservite all'orologio. In seguito sono stati affiancati due piccoli corpi di fabbrica ad un solo livello, adiacenti ai due lati mentre il terzo lato della torre è addossato ad uno stabile, un tempo adibito, a cinema, ma costruito, nei secoli scorsi, per evidente utilizzo militare. L'accesso ai vari locali del fabbricato avviene in modo del tutto indipendente.
[modifica] Torri Costiere
| Per approfondire, vedi le voci Torre Zozzoli e Torri costiere del Salento. |
Nel territorio di Lizzano sono presenti 3 torri costiere:
- Torre Zozzoli o torre sgarrata (in dialetto), parzialmente crollata
- Torre Rossa, ormai presente sotto forma di ruderi
- Torre Canneto, non più esistente
- Torri di vedetta sparse lungo la fascia costiera, costruite nella seconda guerra mondiale.
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Chiesa Matrice San Nicola
Di antica origine era già esistente agli inizi del XIV secolo. Fu rifatta e ampliata nel XVI secolo. Vi sono altari e cappelle (10), quella dedicata a San Gaetano (patrono del paese) conserva reliquie del Santo. La chiesa si sviluppa su tre navate quella centrale più alta con soffitto a cassettone, le due laterali, più basse. con copertura a volta. Le colonne che sostenevano l'antico tetto della navata centrale sono state demolite per consentire a più fedeli l'accesso e di osservare l'altare maggiore senza alcun impedimento. Dell'antica balaustra che un tempo recingeva il presbiterio, ancora oggi si può ammirare lo stemma di forma ovale della famiglia marchesale Chyurlia i lacerti di marmi colorati, che, sapientemente composti, abbelliscono le nicchie dorate delle cappelle laterali che si fronteggiano, quella a destra dedicata a San Giuseppe, sul lato sinistro, quella di San Gaetano.
Tra le numerose cappelle ricordiamo quella del Crocifisso con la statua della Madonna, quella della Madonna di Pompei, rappresentata in un quadro contornato da 15 quadretti con i Misteri del Rosario, la cappella con la rappresentazione di San Nicola dipinta sul muro; quella del Sacro Cuore di Gesù, con l'omonima statua in una nicchia dorata; dei SS. Cosimo e Damiano, rappresentati in un quadro a pittura, posto in una nicchia rettangolare; segue quella ove attualmente v'è il Battistero di marmo con sopra una statuetta di San Giovanni che battezza un fedele. Delle primitive cinque finestre per ciascun lato della navata centrale, rimangono le sei centrali con artistici vetri, le quattro esterne, modificate, ospitano i dipinti degli Evangelisti. Nell'interno della chiesa, oltre alla missione degli Apostoli, al S. Nicola, agli Evangelisti, si possono ammirare affrescate figure angeliche lungo la navata centrale e nell'abside, opera dell'artista Francesco Carrino di Taranto, eseguite nel 1961.
[modifica] Convento San Pasquale Baylon
I marchesi della Terra di Lizzano, D. Nicola Chyurlia e la moglie D. Porzia De Luca, ebbero una grande importanza per la fondazione del Convento San Pasquale Baylon di Lizzano; essi manifestarono la loro pia intenzione di fondare un Convento ai Padri della Provincia residenti a Napoli, in quel tempo capitale del Regno, perché da quelli dipendeva il consenso; contemporaneamente presentarono "istanze e preghiere", quasi continue, ai Religiosi dei conventi di Lecce, i quali, però, per circa trenta anni, non accettarono per diversi motivi.
Finalmente l'8 agosto 1732, Fra Gaetano di San Nicolò, ministro provinciale, scrisse al marchese D. Nicola Chyurlia, per dargli la facoltà di erigere, nella Terra di Lizzano, un convento per ospitare i frati della Riforma Alcantarina. Il 6 giugno 1734, dopo aver espletato le necessarie formalità, i frati presero possesso del suolo, su cui doveva sorgere il Convento, la Chiesa e il giardino, utilizzato fino ad allora come aia cittadina. I frati, destinati a formare la fraternita religiosa, presero dimora momentaneamente presso un ospizio del luogo e vi dimorarono fino al 21 agosto 1742, data in cui si trasferirono nella nuova e definitiva residenza: il Convento San Pasquale Baylon. Intanto i frati, nel piccolo centro e nei paesi vicini, erano ammirati per la loro disponibilità apostolica. Alla fine del Settecento in tutta l'Europa (e in particolare nel Regno di Napoli), in particolar modo dal 1799 anno della "Rivoluzione Napoletana", si scatenò la furia anticlericale. Molti conventi furono soppressi e destinati a pubblici uffici e i religiosi, che vi dimoravano, furono allontanati dalle proprie Case Religiose. Il Convento di Lizzano subì la stessa sorte nel 1811. Passata questa nefasta ventata, il Comune di Lizzano, fin dal 1816, presentò ripetutamente richiesta alle competenti Autorità per il ritorno dei frati nel paese, ma non fu accolta; nel 1835 i locali furono assegnati in rendita ai padri Ospedalieri di San Giovanni di Dio di Taranto. Dopo varie insistenze della popolazione, i Frati Alcantarini ritornarono a Lizzano il 6 gennaio 1853, riprendendo il possesso della Chiesa, del Convento e del giardino. Il 7 luglio 1866 il Governo italiano decretò la soppressione dei Conventi, adibendoli ad uffici pubblici ed in base a quella legge anche il Convento di Lizzano fu soppresso. Il 29 novembre 1866 il Consiglio Comunale deliberò che gli stabili fossero adibiti ad ospizio per i poveri e asilo infantile, mentre la Chiesa di San Pasquale Baylon rimase aperta al culto, officiata da due religiosi. Nel 1886 Padre Ferdinando di San Giuseppe acquistò il Convento ed il giardino, ma non la Chiesa di San Pasquale e poi, un anno dopo, li rivendette alla signorina Angelica Campo, una proprietaria di Lizzano. Nel 1889 Angelica Campo cedette l'uso e l'usufrutto del Convento e del giardino ai frati francescani. Nel 1890 il Convento divenne Casa di formazione con la Scuola di Teologia, ma dopo quattro anni venne trasferita a Squinzano. Nel 1907 Angelica Campo morì ed il Convento passò a suo fratello Francesco a cui, dopo la morte, avvenuta il 24 dicembre 1918, successe il figlio Pietro, il quale esasperò talmente la situazione che i Superiori trasferirono l'intera fraternità, abbandonando ogni cosa, per cui, nel 1922, il Convento, libero dalla presenza dei frati, venne destinato a Caserma dei Carabinieri. Lo stesso Pietro Campo, subito dopo la partenza dei frati, vendette il Convento e una parte dell'orto al signor Giuseppe Rosati, che lo usò come deposito di paglia, tabacco e riparo ad un ovile. Il 23 dicembre 1939, grazie all'interessamento di un'apposita Commissione, i frati fecero ritorno nel Convento di Lizzano. Riprese così la vita regolare e l'attività apostolica che sempre aveva contraddistinto i Frati. Dal 1º settembre 1942 al 15 marzo 1944 il Convento fu adibito a caserma per i militari antiparacadutisti. Finita la guerra, a partire dal 1946, Padre Stefano Marchionna, frate molto stimato ed amato dai lizzanesi, pian piano fece rifiorire la vita intorno al Convento con le varie attività liturgiche, apostoliche e culturali.
[modifica] Chiesa del Rosario
Sita nella parte antica del paese, fu edificata nel 1562 in stile romanico, con rosone e monocuspide, con coronamento a dentelli nella facciata. La facciata, slanciata, presenta una sola entrata, due lesene agli angoli ed un rosone circolare, al di sopra del quale si vede lo stemma gentilizio della famiglia De Raho, feudataria di Lizzano, che fece edificare la chiesetta. Sul lato sinistro si notano gli archi di appoggio del Castello normanno, costruiti in seguito al terremoto del 1743. Sul lato destro si nota il campanile (senza campana), alto circa 250 cm. L'edificio si sviluppa su un'unica navata orientata nel senso est-ovest con altare principale a ponente, addossato all'abside semicircolare, la cui volta è dipinta di celeste. Oltre all'altare di pietra e di legno, l'abside presenta cinque nicchie vuote. Entrando sulla destra, vi è un affresco della Madonna con il bambino, in parte velati da uno strato di intonaco, fatto in epoca successiva con fregi sovrapposti, per cui l'affresco si intravede. Sul pilastro a fianco. sotto un piccolo strato di intonaco, dipinto come se fossero delle venature marmoree, si intravede la figura di un Santo con mitra, nell'atto di benedire (probabilmente si tratta di San Nicola, titolare della Parrocchia Matrice). La copertura a botte dell'unica navata è quasi completamente affrescata e decorata; ai lati vi sono tre arcate, in quelle centrali vi è una nicchia di legno (una per lato), che un tempo accoglieva statue o pitture sacre. La varietà dei colori e dei motivi usati per le decorazioni ne facevano un tempo un piccolo gioiello di gusto, anche per la sobrietà che gli autori seppero mantenere. In corrispondenza della terza campata di destra una porta immette in un vano adibito a sacrestia. La chiesetta è illuminata, oltre che dal rosone posto sulla facciata anche da una piccola finestra posta sull'abside; le piccole decorazioni a dentelli ed a conchiglia testimoniano l'unità di stile che si volle dare al momento della costruzione. Attualmente la Chiesetta del S. Rosario, chiusa al culto ed in uno stato di abbandono da molti anni, è utilizzata come deposito parrocchiale.
[modifica] Cappella del Crocifisso
Sita nel centro storico del paese nelle immediate adiacenze del castello normanno; conservato in discrete condizioni, è una preziosa testimonianza della identità culturale storica dei lizzanesi. È ipogea perché posta sotto il livello stradale di circa 150 cm; l'esterno è completamente imbiancato con calce. L'accesso all'edificio, scesi 7 gradini, avviene attraverso un portale che si apre nel lato orientale, sottoposto rispetto al livello stradale e preceduto da un portichetto rettilineo con intradosso a botte. Molto semplice è l'interno di forma rettangolare, con copertura costituita da due piccole cupole contigue, alte circa 550 cm; le volte a cupola sono affrescate con motivi di carattere sacro; tre finestrelle danno luce all'interno, caratterizzato da un bel pavimento maiolicato, rifatto nel 1875. Nella sacrestia retrostante l'altare della parete di sfondo, che è voltata a crociera e ripavimentata in epoca recente, una scaletta rudimentale porta al campanile (alto 250 cm), la cui campana risale al 1736. Nella Cappella, guardando l'Altare, a destra, è ubicata una custodia di legno verniciato, che racchiude un'antica statua di cartapesta, di Sant'Elena imperatrice. Sul lato occidentale della Cappella è custodita un'antica statua di legno di San Gaetano Thiene (alta 1,58 m), patrono del paese, ivi trasportata in seguito al crollo della volta della Chiesa Matrice, nel 1955. AI di sopra dell'altare si ammira un affresco di autore ignoto, databile approssimativamente intorno al XVI-XVII secolo. Esso che dà il nome alla chiesetta raffigura una Deesis (Intercessione, nel linguaggio iconografico è un insieme di tre figure: Gesù al centro, alla sua destra Maria santissima e alla sinistra, abitualmente, San Giovanni apostolo) di notevole valore artistico. L'aspetto dei personaggi è rappresentato con l'uso di linee rette e curve, soprattutto nel corpo di Cristo, tipiche della tradizione bizantina. Da notare, soprattutto, la dimensione del costato e del ventre deformati dalla sofferenza e dalla morte, elemento tipicamente bizantino. Il perizoma è reso con un colore bianco trasparente, che si addensa solo nelle linee che descrivono le pieghe. Evidenti sono la sproporzione e la resa poco realistica degli arti del Cristo, manca del tutto il senso della prospettiva; infatti le figure si sovrappongono al blu del piano di sfondo della Madonna e di S. Giovanni. Sono solo i gesti e non l'inespressività dei volti a rendere il significato della rappresentazione iconografica.
[modifica] Chiese e cripte rupestri
| Per approfondire, vedi la voce Cripta. |
La cittadina di Lizzano, è stata, per molti secoli, abitata da monaci bizantini, basiliani e gesuiti. L'esistenza di queste figure religiose, ha lasciato numerose tracce architettoniche e artistiche che trovano il loro fulcro nelle due grandi chiese rupestri con relativa cripta: quella della Ss. Annunziata e quella di Sant'Angelo.
[modifica] Chiesa e cripta rupestre Ss. Annunziata
La cripta rupestre della Ss. Annunziata si trova a circa mezzo Km di distanza da Lizzano. La Chiesetta della SS. Annunziata è considerata un monumento di notevole interesse storico artistico, uno dei più singolari di tutto il territorio pugliese ed un importante santuario rupestre, centro di devozione mariana e meta di pellegrinaggio da parte di tutto il territorio ionico posto a sud-est di Taranto specialmente nel Medioevo. La cripta è ricavata da una grotta già cenobio basiliano, era ricca di dipinti murali sacri, alcuni di rara bellezza, di epoca non anteriore al secolo XI. Sulla Chiesa rupestre venne, in seguito, eretta la Chiesa, fra il IX e il X secolo. Nei secoli XII e XIII si effettuarono alcuni interventi parziali sull'edificio, senza, però, mutarne in maniera rilevante l'aspetto formale e la configurazione spaziale. Tra il.XIV e il XV secolo fu attuata una ristrutturazione generale della Cripta e della Chiesetta, altri lavori ci furono tra il XVI e il XVII secolo. Agli inizi del XIX secolo avvenne la totale ristrutturazione dell'edificio ed il rinnovamento delle opere pittoriche. Nella Chiesa, un tempo, vi erano non meno di 22 dipinti murali. A causa di leggende di tesori nascosti, la Chiesetta fu sottoposta a saccheggi. L'accesso alla Chiesa rupestre è stato ripristinato dal Rotary Club di Manduria in occasione della VI Festa di Fine Vendemmia il 17 novembre 2002.
[modifica] Cripta rupestre e grotta di Sant'Angelo
La chiesa di S. Angelo (Cripta Basiliana) è situata in contrada Serra degli Angeli su una collinetta denominata monte S. Angelo a 3 km a nord-ovest di Lizzano. La grotta di Sant'Angelo si apre sulla sommità di una collina nei calcari bianco-cerulei sub-cristallini del Cretacico e si articola in questi per circa 50 metri. Sul piano di calpestìo si sono notati vari frammenti di ossa con uno strato di fossilizzazione alquanto avanzata, frammenti di ceramica di varie epoche e quindi non si può escludere la presenza di qualche livello, in posto, del periodo neo-eneolitico e post-neolitico. Le tracce dell'epoca di culto, sono soprattutto la presenza di numerosi affreschi paleocristiani.
[modifica] Altre architetture religiose
Altre architetture religiose sono rappresentate dalle varie chiese e cappelle presente nel castello, nei palazzi signorili, nelle masserie e dai tempietti greci e romani ritrovati nelle zone ad interesse archeologico.
[modifica] Zone archeologiche
L'indagine archeologica ha permesso di iscrivere il territorio di Lizzano nell'importante area neolitica del Sud-Est tarantino[11] comprendente Torre Castelluccia, Saturo, Porto Pirrone. Una campagna di scavo effettuata, infatti, in località Bagnara, ha portato alla luce un insediamento capannicolo di una comunità agricolo-pastorale cronologicamente collocabile nel Bronzo Medio (XV-XVI secolo a.C.). Altri scavi archeologici, sono stati effettuati in zona Santa Petronilla, in zona San vito , in tutto il corso percorso del fiume Ostone, nei dintorni della masseria Casabianca ed in tutto il territorio comunale. In questi scavi sono state ritrovate tombe e necropoli del periodo greco, messapico e romano, resti di ville con colonne in stile dorico, vasellame di vario genere e di varie epoche (dai messapi ai greci, dai romani al medio-evo).
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
Al 31 dicembre 2009 a Lizzano risultano residenti 82 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[12]
[modifica] Tradizioni e folclore
[modifica] Il Tarantismo
| Per approfondire, vedi la voce Tarantismo. |
A Lizzano, il tarantismo è ancora indelebile nella memoria degli anziani. Essi raccontano di veri e propri rituali musicali usati per "guarire" le donne morse dalla taranta. Questo rituale consisteva in un ballo frenetico e stancante eseguito per ore ed ore o addirittura per giorni, dalle tarantate o dai tarantati. Questo ballo sfiniva questi ultimi, che cadevano a terra in uno stato di trance. A Lizzano appena si vedevano i primi sintomi del morso della tarantola, si appendevano tanti fazzoletti di diverso colore nella stanza più grande della casa. La tarantata allora ne sceglieva uno e ballava con quello. Il colore del fazzoletto indicava il colore della taranta. Dopo ore di ballo si andava, sempre ballando e suonando, in campagna, sul posto dove la tarantola aveva morso la tarantata. Di solito gli strumenti usati per questa terapia musicale erano il violino e il tamburello, ai quali si aggiungevano talvolta l'organetto e la chitarra. Il testo della taranta lizzanese è il seguente:
Addò t'è pizzicatu la tarantella,
Addò t'è pizzicatu la tarantella,
sott'alla putarea ti la 'unnella,
sott'alla putarea ti la 'unnella,
Addò t'è pizzicata la taranta,
Addò t'è pizzicata la taranta,
sott'alla putarea ti la mutanta,
sott'alla putarea ti la mutanta,
Addò t'è pizzicata pozz'ess'accisa,
Addò t'è pizzicata pozz'ess'accisa,
sott'alla putarea ti la cammisa,
sott'alla putarea ti la cammisa,
Addò t'e pizzicatu lu tarantoni,
Addò t'e pizzicatu lu tarantoni,
sott'alla putarea ti lu casoni,
sott'alla putarea ti lu casoni,
Ci è taranta lassila ballari,
Ci è taranta lassila ballari,
ci è malincunia caccila fori,
ci è malincunia caccila fori,
Balla taranta mia, balla cuntenta,
Balla taranta mia, balla cuntenta,
Ca stè l'amori tua, ti sona e canta,
Ca stè l'amori tua, ti sona e canta,
Sana malata mia, sana malata,
Sana malata mia, sana malata,
No è ti cori la tua malatia,
No è ti cori la tua malatia.
[modifica] L'Epifania
Il 6 gennaio, giorno dell'epifania, si svolge lungo le vie del paese, "la calata dei Magi". La mattina, sin dalle prime ore dell'alba, una banda suona nenie natalizie per le strade del paese, e prepara l'atmosfera alla manifestazione che si svolge nel pomeriggio, quando dal Convento San Pasquale Baylon, partono nei loro sontuosi abiti e i loro doni, i Sapienti d'oriente, preceduti dalla stella cometa e scortati da numerosi scudieri e paggi. Dopo aver percorso alcune vie, ci si reca nel centro storico, di fronte alla chiesa San Nicola, nella parte bassa del paese dove sono allestiti dei palchi. I Magi, guidati dalla cometa vanno da Erode dove si svolge il dialogo. Dopo aver salutato Erode, la cometa riappare guidando i Magi alla grotta del Bambinello. La manifestazione si chiude festosamente con i fuochi d'artificio.
[modifica] La Passione di Cristo
Il giorno della Domenica delle palme, nelle ore pomeridiane, si svolge la rappresentazione della Passione di Cristo, sul piazzale del convento, manifestazione che si svolge dal 1971. Dal 2007 la manifestazione fa parte dell'associazione europea Europassion, che raccoglie le città legate dalla stessa tradizione. Ogni anno questa manifestazione attira turisti e devoti da ogni parte della Puglia.
[modifica] Le Tavole di San Giuseppe
| Per approfondire, vedi la voce Tavole di San Giuseppe. |
Un'altra tradizione molto sentita dai lizzanesi è quella delle Tavole di San Giuseppe. Questa è un tradizione molto particolare diffusa nel Salento, in Sicilia e in altre regioni dell'Italia centro-meridionale. In questa tradizione si imbandiscono tavole molto grandi, a volte a gradoni, piene di piatti tipici salentini e lizzanesi, ma non deve esserci carne.
Recandosi nella cucina, solitamente posta in una stanza posteriore a quella in cui è imbandita la "taula", si viene immediatamente colpiti dal gran caldo sprigionatosi dal fuoco che per giornate intere resta acceso per permettere la cottura de "lu cranu stumpatu", grano bollito nelle apposite "pignate" e condito successivamente con soffritto di prezzemolo, cipolla verde e pepe in abbondanza. Lo stesso condimento viene usato anche per la preparazione della "massa cu lli ciciri", tagliatelle fatte in casa, unita ai ceci che in alcune zone del Salento viene chiamata "Tria cu lli ciciri". [13]
[modifica] Cultura
[modifica] Biblioteche
Nel comune sono presenti la biblioteca comunale, che si in un locale del giardino della scuola media, e la biblioteca del Convento San Pasquale Baylon, che si trova nello stesso convento e che raccolgie molti libri di ogni genere e vari volumi molto pregiati del 700', 800' e 900'.
[modifica] Musei
[modifica] Museo civico della paleontologia e dell'uomo
Il Museo civico della paleontologia e dell'uomo, ha sede nel centro storico, nel Palazzo Majorano, un tipico palazzo dei signorotti locali dell'Ottocento. Il museo raccoglie importanti reperti a partire da 600 milioni di anni fa, provenienti da tutto il mondo e da fossili ritrovati nel territorio di Lizzano o della regione. Un'ampia sezione è dedicata all'archeologia con l'esposizione di vari reperti risalenti al periodo della Magna Grecia, al Neolitico e prossimamente all'esposizione di reperti risalenti all'età del Bronzo, all'età Romana e a quelle medioevale. Nel museo sono esposti vari attrezzi da lavoro e oggetti di uso domestico tradizionali, come l'antico telaio ancora funzionante e corredato di accessori. Notevole "lu traìnu", carro trainato da cavallo o mulo per il trasporto, importante come valore documentario soprattutto per le nuove generazioni. Ci sono ampie sezioni dedicate alle culture dell'Africa, dell'Oceania e all'arte contemporanea.
[modifica] Scuole
Nel comune sono presenti quattro scuole materne, due elementari e una secondaria di primo grado.
[modifica] Impianti Sportivi
Nel comune sono presenti alcuni impianti sportivi:
- Palazzetto dello sport
- Stadio comunale "Antonucci"
- Vari centri di maneggio ed equitazione
[modifica] Sanità
Il territorio comunale fa parte dell'Azienda Sanitaria Locale Taranto/1 (ASL TA/1). Nel comune sono presenti un Centro di Salute Mentale (C.S.M) e un poliambulatorio con servizio di Guardia Medica. Inoltre vi è un Presidio sanitario turistico nella marina.
[modifica] Cucina
| Per approfondire, vedi le voci Lizzano (vino), Primitivo di Manduria, Cucina salentina e Cucina pugliese. |
Oltre al vino e l'olio pregiatissimi, altri prodotti tipici sono il grano, i fichi, l'uva da tavola, la ricotta forte e vari prodotti caseari locali, la scapece e alcuni i piatti tipici sono:
- fai e fogghji
- massa culli ciciri
- ricchiteddi e maccarruni culli purpietti e brascioli
- cranu štumpatu
- ricchiteddi culli cimi ti rapi
- pašta culla muddica ti pani
- marangiani chieni
- fai scarfati
- ciambotta
- friselle
- pettole
- lu tìmpanu
- brotu chinu
- 'riso patate e cozze(risu, patani e cozzi)
- pasta con le cozze (pašta culli cozzi)
- pasta e fagioli con le cozze (pašta e pasuli culli cozzi)
- pecura alla pignata
- purpu alla pignata
[modifica] Lingue e Dialetti
Il dialetto lizzanese fa parte del salentino e appartiene quindi al gruppo dei dialetti italiani meridionali estremi. L'accento e la cadenza del lizzanese sono prevalentemente brindisini (dialetto salentino settentrionale), ma forte è anche l'impronta del leccese, ossia del salentino centrale. Il dialetto lizzanese, quindi, si discosta moltissimo dal dialetto del capoluogo ionico (Dialetto tarantino) che appartiene ai dialetti di transizione apulo-salentini.
[modifica] Religione
La religione più diffusa è il cattolicesimo di rito romano. A Lizzano esistono due confraternite: quella del Rosario e quella dell'Immacolata. Molto sentite sono le feste religiose di San Gaetano da Thiene, patrono principale (6-7 agosto), San Pasquale Baylon, protettore della città (dal 15 al 18 maggio] e San Giuseppe, quando vengono allestite le famose Tavole di San Giuseppe e i falò per le strade (18-19 marzo) che vedono una partecipazione numerosa della cittadinanza e che richiamano un grosso flusso turistico da tutta la provincia e dal Salento in generale.
Altre feste religiose molto sentite sono:
- Sant'Antonio da Padova
- Madonna del Rosario
- Corpus Domini
- Epifania
- Assunzione di Maria, con la processione a mare della statua.
- Settimana Santa, che ruota intorno alla processione dei Misteri, alla processione notturna dell'Addolorata e alla visitazione degli Sepolcri (altari della reposizione) da parte dei Perdoni, coppie di confratelli del Rosario che incappucciati e scalzi camminano per le vie del paese tutta la notte in segno di penitenza.
[modifica] Personalità legate a Lizzano
- Antonio Chionna, carabiniere
- Mimmo Cavallo, cantautore
- Pasquale Pozzessere, regista cinematografico
[modifica] Eventi
- Epifania: Calata dei Magi (6 gennaio)
- Tavole di San Giuseppe: 18 marzo
- Domenica delle Palme: Passione di Gesù Cristo, organizzata da Pietre Vive onlus
- San Pasquale Baylon: protettore della città; si svolge la grande fiera e per tre giorni c'è festa (17-18 maggio)
- San Gaetano Thiene: patrono della città (6-7 agosto)
- Agritur, manifestazione enogastronomica,di cultura ed intrattenimento (prima metà d'agosto)
- Festa del vino novello (prima metà di novembre)
[modifica] Media
In passato, nel paese, hanno operato diversi media, in diversi settori. Fino agli anni 80'-90', erano presenti una decina di stazioni radio private e 2 televisioni (Tele Provincia Jonica e Tele Aut).
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Urbanistica
La struttura urbana della cittadina lizzanese, presenta una espansione a macchia d'olio, con delle frazioni o piccoli centri abitati satelliti, attorno al nucleo comunale principale. L'espansione urbana è accelerata notevolmente nel corso della seconda guerra mondiale e nel dopoguerra, grazie anche al boom economico. Intere zone di campagna, masserie, e case contadine, sono state interamente inglobate nel tessuto urbano. Esempio di questa espansione è il Convento San Pasquale Baylon che fino al 1945, si trovava a mezzo chilometro fuori dal paese ed ora vi si trova quasi al centro. Il nucleo primitivo del comune è il centro storico, sviluppatosi nei dintorni del castello marchesale e della chiesa matrice, ora a sud dell'abitato. Il centro storico presenta viottoli e stradine con i classici curvoni. Il manto stradale ora è asfaltato con bitume sotto cui c'è ancora il vecchio manto stradale, ovvero quello formato da chianche. Il resto del paese è caratterizzato da lunghe strade regolari e incroci. Fuori dal paese, ci sono varie contrade e le frazioni della marina.
[modifica] Rioni
[modifica] Paese
- Convento
- Centro storico
- Li Cupelli
- Belvedere
- Palantòne
- Difesuòla
- Annarella
- Centro
- San Vito
[modifica] Marina
- Bagnara
- Le Conche
- Palmintiello
- Trullo di mare
- Ostone
- Torretta (isola amministrativa di Taranto, agro di Lizzano)
- Cisaniello
- Marina Piccola (isola amministrativa di Taranto, agro di Lizzano)
[modifica] Isole amministrative
Tra i comuni di Lizzano e Pulsano, ci sono alcune isole amministrative del comune di Taranto, alcune delle quali quasi interamente inglobate nell'agro Lizzano[14]: la zona marina della Torretta e la zona di Porvica. Nella prima è presente ancora una torre saracena chiamata Torre Zozzoli, o torre sgarrata.
[modifica] Economia
[modifica] Agricoltura
L'attività preponderante è quella agricola che è moderna e ben sviluppata. Prodotto importante è l'olio: mediamente si realizzano 6 mila quintali di olio extravergine di oliva. Importante è anche la produzione di ortaggi, in particolare di pomodori e patate, di verdura, di frutta (agrumi, meloni, angurie, mandorle, fichi) e di grano. Il territorio comunale rientra nella DOP dell'olio d'oliva Terra d'Otranto che comprende le provincie di Taranto e Lecce.
[modifica] Vino
| Per approfondire, vedi le voci Lizzano (vino) e Primitivo di Manduria. |
La cittadina di Lizzano è famosa in tutta Italia e non solo per la produzione di vino di eccellente qualità, tanto da aver ricevuto svariati riconoscimenti e premi in numerose rassegne tra le quali il Vinitaly. Nel 1988, ci è stato il riconoscimento della DOC "Lizzano" corrispondente ai territori comunali di Lizzano, Faggiano e le isole amministrative di Taranto. L'industria vinicola, costituisce la maggior fonte di ricchezza del paese. Le aziende vitivinicole sono più di un migliaio e ottengono una produzione di uva da vino di quasi centomila quintali e di 78mila ettolitri di vino e questo permette di essere a Lizzano di essere il terzo produttore di vino in Puglia e 23º in Italia. I vitigni più diffusi sono: Primitivo, Negroamaro oltre ad altri vitigni diffusi in tutta la Puglia. In questi ultimi anni, per mezzo del cooperativismo, diffuso tra i produttori locali, è stata promossa la lavorazione dell'uva con criteri rispondenti alle moderne tecniche settoriali. Da diversi anni Lizzano fa parte dell'associazione nazionale Città del vino e della strada del vino "Primitivo di Manduria e Lizzano DOC". Di seguito sono riportati i vini della D.O.C. Lizzano:
- Lizzano (Rosso nelle tipologie normale, Frizzante, Giovane, Malvasia Nera, Malvasia Nera Superiore, Negroamaro Rosato nelle tipologie normale, Frizzante, Giovane, Spumante, Negroamaro; Bianco nelle tipologie normale, Frizzante, Spumante) prodotto nella provincia di Taranto.
[modifica] Turismo
Negli ultimi anni, Lizzano sta vedendo una crescita del turismo molto forte. Ogni anno, di estate, la bellezza della marina attira migliaia e migliaia di turisti da ogni parte d'Italia e d'Europa. Nel resto dell'anno il turismo è a carattere prevalentemente naturalistico o culturale.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade
I collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):
- Autostrada A14 Bologna-Taranto (barriera di Massafra) da e per l'Italia settentrionale
- S.S. 7 ter
- S.S. 7 Appia da e per Brindisi
- in futuro la strada regionale 8
- Litoranea salentina
[modifica] Ferrovie
Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di: Manduria a 15 km, Grottaglie a 17 km, Francavilla Fontana a 21 km e Taranto a 25 km.
[modifica] Aeroporti
L'Aeroporto di Taranto-Grottaglie "Marcello Arlotta" effettua servizi di linea per il traffico passeggeri con voli charter. Gli aeroporti più vicini sono:
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Dario Maria Fortunato Macripò (PdL) dal 15/04/2008 (1º mandato)
[modifica] Galleria fotografica
-
Un trullo
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Dati ISTAT 31/12/2010.
- ^ Elenco delle città del vino.
- ^ Sito istituzionale del comune.
- ^ Dati da www.comuni-italiani.it.
- ^ E. Tripaldi, Lizzano e il convento degli alcantarini, op. cit., pp.76-77.
- ^ Tabella con nevicate nel Salento.
- ^ Medie climatiche 1930-2003 sul comune di Lizzano.
- ^ Etimologia del nome Lizzano.
- ^ Come afferma lo storico Ferrari
- ^ Comune di Lizzano, provincia di Taranto
- ^ Dati Istat
- ^ Cfr. Salvatore Fischetti, Lizzano per san Giuseppe. Le tavolate devozionali. Storia e costume, Brindisi, Associazione Amici della Biblioteca "De Leo", 1988, pp. 269, ill. a colori e in b/n.
- ^ Nota ufficiale dell'Amiu (società di multiservizi e igiene urbana di Taranto), in cui si esprime chiaramente che le isole amministrative di Taranto sono in agro di Lizzano.
[modifica] Bibliografia
- Abatangelo Luigi, La cripta dell'Annunziata a Lizzano nasconde un grande eremitaggio?, articolo apparso sul quotidiano di Taranto Voce del Popolo il 5 settembre 1954.
- Abatangelo Luigi, Incontro di secoli nella Cripta dell'Annunziata, articolo apparso sul quotidiano di Taranto Voce del Popolo l'11 settembre 1954.
- Abatangelo Luigi, Le sette Madonne dell'Annunziata, articolo apparso sul quotidiano di Taranto Voce del Popolo il 19 settembre 1954.
- Berzano Filippo, La storia di Lizzano, Tipografia Michelerio, Asti 1950.
- Cirese Alberto - Perrone Aldo, Alfredo Majorano cuore del tarantino, nella sua Lizzano, Edizioni del gruppo Taranto, Taranto 2001, pp. 120.
- Farella Vittorio, La Chiesa e la Cripta rupestre dell'Annunziata a Lizzano, in Le aree omogenee della Civiltà Rupestre nell'ambito dell'Impero Bizantino: la Cappadocia, Atti del quinto convegno internazionale di studio sulla civiltà rupestre medioevale nel mezzogiorno d'Italia (Lecce-Nardò 12-16 ottobre 1979) a cura di C.D. Fonseca, Galatina 1981, pp. 351–401.
- Fedele Biagio, Bagnara-Scavi nel villaggio dell'età del Bronzo, Galatina 1982.
- Lapolla Tobia, Vita di San Gaetano Thiene, tipografia Biasco, Manduria 2002, pp. 16.
- Lupo Antonio, Omaggio a don Filippo Berzano sacerdote in Lizzano dal 1943 al 1957, Fumarola Editore, Sava 2008, pp. 120.
- Medea Alba, Gli affreschi delle Cripte eremitiche pugliese, Roma 1939, vol.I.
- Pagano Antonio, La successione feudale a Lizzano tra XIV e XV secolo, in Cenacolo N.S. V (XVII), 1993, Mandese Editore, Taranto 1993, pp. 23–27.
- Pagano Antonio, Storia di Lizzano. Dalle origini alla fine del XIX secolo, Edizioni del Grifo, Lecce 1994, pp. 272.
- Pagano Antonio, Le masserie dell'isola amministrativa di Taranto 'B' e 'C'. Porvica - San Martino - Torretta - Barbuzzi - Gesuiti - o San Gennaro - Palombara e Amendola - Calapricello -Lupara - Morroni Vecchi - Morroni Nuovi - Casino o Torre di Nitti - Montefavale Nuova - Pirricchio, TG Grafica, Pulsano 2009, pp. 296.
- Robinson G., Some cave chapels of southern Italy in The Journal of Hellenic Studies, L, II, 1930, Londra, p. 196.
- Tarentini Paride, Lizzano. Quell'antica via lungo l'Ostone, Filo editore, Manduria 2003, pp. 64.
- Tarentini Paride, Lizzano. Insediamenti antichi in località Casabianca, Filo editore, Manduria 2001, pp. 128.
- Tarentini Paride, Lizzano. I siti antichi di San Vito e San Cassiano tra architettura, leggenda ed archeologia, Filo editore, Manduria 2007, pp. 100.
- Tarentini Paride, Lizzano. Masseria Palma. Le remote origini di un insediamento rurale a sud della palude Mascia, Tiemme, Manduria 2010, pp. 190.
- Tripaldi Elena, S. Gaetano Thiene. Patrono di Lizzano, La Duemari, Taranto 1986, pp. 246.
- Tripaldi Elena, La diffusione del culto di S. Gaetano Thiene a Lizzano ad opera dei Clodinio, in Regnum Dei. Collectanea Theatina, Jan - Dec 1995, N. 121, Roma 1995, pp. 329–341.
- Tripaldi Elena, Lizzano e il convento degli Alcantarini, Graphica sud, S. Giorgio Jonico 1996, pp. 960.
- Tripaldi Elena, La Beata Vergine Maria e la congrega del SS. Rosario di Lizzano, La Duemari, Taranto 2003, pp. 528.
- Tripaldi Elena, Da monello a...Monsignore. Biografia rimata di Mons. Pasquale Fedele per il suo ottantesimo genetliaco - Testimonianze, La Duemari, Taranto 2007, pp. 152.
- Tripaldi Elena, I frati minori a Lizzano. Anniversari. 70 anni dal ritorno: 1939-2009; 40 anni di parrocchia: 1969-2009, La Duemari, Taranto 2009, pp. 68.
[modifica] Voci correlate
- Dialetto brindisino
- Salento
- Provincia di Taranto
- Terra d'Otranto
- Dialetto salentino
- Marina di Lizzano
- Mar Jonio
- Puglia
- Murge Tarantine
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
- Lizzano.eu
- sito web sul museo civico di Lizzano
- Sito istituzionale del Comune di Lizzano
- Sito contenente pagine di interesse locale
|
|