Roccaforzata

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Roccaforzata
comune
Roccaforzata – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Puglia – stemma Puglia
Provincia Taranto – stemma Taranto
Sindaco Maria Giovanna Iacca (lista civica centrodestra) dal 17/05/2011
Territorio
Coordinate 40°26′0″N 17°24′0″E / 40.43333°N 17.4°E / 40.43333; 17.4 (Roccaforzata)Coordinate: 40°26′0″N 17°24′0″E / 40.43333°N 17.4°E / 40.43333; 17.4 (Roccaforzata)
Altitudine 145 m s.l.m.
Superficie 5 km²
Abitanti 1 846[1] (31-12-2010)
Densità 369,2 ab./km²
Frazioni Chianche, Paretone
Comuni confinanti Faggiano, Monteparano, San Giorgio Ionico, Taranto
Altre informazioni
Cod. postale 74020
Prefisso 099
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 073023
Cod. catastale H409
Targa TA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti rocchesi
Patrono Madonna della Camera, S.Elia
Giorno festivo giovedì dopo Pasqua, 20 luglio
Localizzazione
Roccaforzata è posizionata in Italia
Roccaforzata
Posizione del comune di Roccaforzata all'interno della provincia di Taranto
Posizione del comune di Roccaforzata all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

Roccaforzata è un comune italiano di 1.848 abitanti[2] della provincia di Taranto in Puglia.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Il paese di Roccaforzata sorge su una collina, a 145 m s.l.m., la più alta della Serra di Sant'Elia.

Il nucleo storico delle abitazioni di Roccaforzata è un raggruppamento di case che si ergono sull'orlo del precipizio e dal colle scendono al piano, sul versante levante della Serra di Sant'Elia.

[modifica] Storia

In epoca medioevale, l'insediamento era conosciuto come Rocca-vecchia; nel XVII secolo, Rocca-nuova; agli inizi del XIX secolo, ha preso la denominazione attuale, derivata a giudizio di uno storico locale dalla località rupestre in cui sorge il paese che lo rende quasi inespugnabile. Sicuramente, in epoca romana, nella Serra di Sant'Elia, vi è stato un insediamento, di cui, però, non si conosce il nome. Sono venuti alla luce, infatti, in seguito a scavi: tombe a fossa con suppellettili sepolcrali, unguentari, anforette, tazze, bicchieri ed altro materiale che ne attestano la presenza abitativa. Le prime informazioni che concernono il feudo di Rocca-vecchia risalgono al 1315. Nel XV secolo, giunsero nel Regno di Napoli gli Albanesi (Epiroti) guidati da Giorgio Castriota Skanderbeg, chiamati dal re Ferrante I d'Aragona per domare i baroni in rivolta, alleati, a loro volta, con gli Angioini. Domati i baroni, e sconfitti i loro alleati, agli albanesi, che si erano contraddistinti in guerra, fu concesso di insediarsi in molti centri allora quasi disabitati del regno. Nella zona del tarantino, si ricostruirono diversi paesi la cui iniezione di Albanesi fu massiccia. I casali occupati furono quelli di Rocca, San Giorgio Jonico, Faggiano, Monteparano, Fragagnano e San Marzano di San Giuseppe. Uno di questi fu Roccaforzata, uno dei primi centri occupati dai soldati di Scanderberg, che dettero vita a quella che fu nella storia delle colonie albanesi in Italia, la terza migrazione.

Nel Quattrocento costituì feudo della famiglia d'Ayello, passando successivamente alla famiglia Laforza, successiva al XV secolo, è stata segnata da un lato dalla forte impronta del sistema feudale, che prevedeva la successione o in eredità o per acquisto, dall'altro dalla forte presenza della popolazione albanese, i quali seguivano un proprio rito religioso e parlavano la loro lingua. Nel tempo gli usi e le abitudini religiose e culturali degli albanesi furono ridotti al silenzio. Questo processo fu iniziato dall'Arcivescovo di Taranto Monsignor Lelio Brancaccio, che nel XVI secolo, trasformò la parrocchia albanese a rito greco in rito latino e fece chiudere un'altra chiesa albanese. In epoca recente, il dialetto albanese è rimasto patrimonio dei soli abitanti di San Marzano, mentre negli altri paesi colonizzati anch'essi dagli Albanesi e a Roccaforzata; tale dialetto si è estinto verso il 1800. Il 14 gennaio 1496, il feudatario di Roccaforzata e del casale di San Martino era Raffaele delli Falconi di Lecce.

Nel 1507, il feudo fu concesso, per meriti militari, al comandante albanese Lazzaro Mathes, a cui successe il figlio Giovannangelo che sposò una discendente di Scanderberg, Porfida Musciacchio. Successivamente, il feudo fu acquistato da Gabriele Scorna, a cui successe il figlio Scipione. Nel 1559, il feudatario di Roccaforzata era Geronimo Forza; e nel 1617, Busicchio Renesi; e, in seguito, la nipote Giustina. Nel 1679, il feudo era dominio della famiglia Ungaro. L'ultima baronia fu quella della famiglia Chiulia, sino al 1804, quando il regime feudale fu dichiarato estinto.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Cultura

La gente è molto calorosa e accogliente nei confronti delle persone dei paesi limitrofi compresi turisti. La vita è prevalentemente basata sull'agricoltura e sulle poche aziende che circondano la zona industriale di Taranto, quali ILVAs.p.a . Vige il detto "Moglie e buoi dei paesi tuoi".

Giorgio Basta

[modifica] Personalità legate a Roccaforzata

[modifica] Infrastrutture e trasporti

Collegamenti della Provincia di Taranto

[modifica] Strade

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):

[modifica] Aeroporti

L'Aeroporto di Taranto-Grottaglie "Marcello Arlotta" effettua servizi di linea per il traffico passeggeri con voli charter.
Gli aeroporti più vicini sono:

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Maria Giovanna Iacca (lista civica centrodestra) dal 17/05/2011

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat del 2009; vedi Bilancio demografico Anno 2009. istat.it. URL consultato il 14-06-2010.
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