Avetrana

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Avetrana
comune
Avetrana – Stemma Avetrana – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Sindaco Mario De Marco (PdL) dal 28/05/2006
Territorio
Coordinate 40°21′14″N 17°44′09″E / 40.353889°N 17.735833°E40.353889; 17.735833 (Avetrana)Coordinate: 40°21′14″N 17°44′09″E / 40.353889°N 17.735833°E40.353889; 17.735833 (Avetrana)
Altitudine 62 m s.l.m.
Superficie 73,23 km²
Abitanti 7 079[1] (31-12-2010)
Densità 96,67 ab./km²
Frazioni Urmo Belsito
Comuni confinanti Erchie (BR), Manduria, Nardò (LE), Porto Cesareo (LE), Salice Salentino (LE), San Pancrazio Salentino (BR)
Altre informazioni
Cod. postale 74020
Prefisso 099
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 073001
Cod. catastale A514
Targa TA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 147 GG[2]
Nome abitanti avetranesi
Patrono san Biagio
Giorno festivo 29 aprile
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Avetrana
Posizione del comune di Avetrana all'interno della provincia di Taranto
Posizione del comune di Avetrana all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

Avetrana (l'Aitràna in dialetto salentino[3]) è un comune italiano di 7.079 abitanti[4] della provincia di Taranto in Puglia.

Il comune di Avetrana è situato nel Salento al confine delle tre province salentine di Taranto, di Brindisi e di Lecce.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia.

Il suo territorio era già abitato durante il Neolitico, infatti sulla via Tarantina in località Masseria della Marina, a sud dell'abitato, sono venuti alla luce tracce di un villaggio preistorico capannicolo del VI millennio a.C. Altro luogo frequentato nel neolitico sono le grotte nel Canale di San Martino, i cui reperti sono custoditi nel Museo nazionale di Taranto.

Importanti ritrovamenti nel XIX secolo sono relativi a numerose armi dell'età del bronzo in zona Strazzati-Sinfarosa, a nord del paese.

Nei pressi del più antico tracciato della via Traiana (detta anche via Sallentina), in località di San Francesco sono stati rinvenuti i resti di una villa rustica romana. Numerosi erano poi i casali, piccoli insediamenti dapprima messapici, poi romani ed infine medievali abbandonati a seguito delle incursioni saracene. Monte d'Arena, Ruggiano, Frassanito, Modunato, Santa Maria della Vetrana, Vetrana, San Giorgio, San Martino, San Giuliano ecc.

All'origine l'attuale territorio comunale avetranese, era diviso in tre (e forse più) feudi: Vetrana, Ruggiano e Modunato. Il feudo ed il casale di Ruggiano probabilmente distrutto dalle varie invasioni saracene, venne accorpato con quello di Vetrana forse già dal XIV secolo. Mentre il feudo ed il casale di Modunato fu annesso al Comune di Avetrana nel XIX secolo.

Il paese attuale sorge sul secondo tracciato (tardo impero) dell'importante arteria stradale che in epoca messapica prima e successivamente in quella romana collegava Taranto, Manduria, Nardò, Leuca e Otranto: La "Via Traiana Messapica", detta anche da alcuni storici "via Sallentina".

Una traccia di epoca romana, probabilmente del primo secolo, è il "canale romano" ("fratello" dell'omonimo canale di Manduria). È un canale lungo circa due chilometri, largo tre metri e profondo un paio, perfettamente diritto in direzione nord-sud, si trova a est del paese e faceva defluire le acque pluviali nel canale naturale di San Martino. Oggi il tratto nord è stato quasi del tutto cancellato dalle cave di estrazione di conci di tufo, invece a sud, nonostante in parte affogato da pietrisco è tuttora evidente. Attraversa la strada di Nardò e in quel tratto è denominato "Ponte Rescio" (dalla omonima vicina masseria).

Con il nome di "Vetrana" fu feudo di diverse famiglie durante la tirannide feudale. Nel 1481 passò alla signoria dei Pagano, come dote di Colella o Ippolita, figlia di Francesco Montefuscoli, sposa a Galeotto Pagano. Sotto i Pagano si iniziò la costruzione della nuova chiesa matrice (prima chiesa) e delle mura, di cui oggi rimangono visibili solo pochi resti.

Durante la signoria dei Pagano il territorio fu teatro di alcuni scontri: presso il casale di San Giuliano (probabilmente l'odierna "masseria San Paolo"), truppe imperiali di Carlo V furono sconfitte da un contingente francese. Nel 1547 pirati turchi sbarcarono presso Torre Columena[5].

Nel 1587 Avetrana fu venduta da Carlo Pagano a Giovanni Antonio Albrizi, che diventò il signore di Avetrana. Il castello nel 1644 era in proprietà del vescovo Geronimo di Martino e nel 1656 passò ai Romano e successivamente, divenne proprietà di Michele Imperiale, marchese di Oria e principe di Francavilla[6].

Non si può escludere che in un primo momento i Romano potessero essere stati i conestabili degli Imperiali e poi successivamente, con acquisizione diretta, i Signori di Avetrana.

Balcone del palazzo Torricelli

Nel 1782, estintasi la famiglia Imperiale, Avetrana passò al fisco regio e da questo venduta a Massenzio Filo, rimanendo in proprietà della famiglia fino all'abolizione della feudalità nel 1806. Rimasero di proprietà della famiglia fino agli inizi del Novecento diversi possedimenti, tra cui il palazzo, in seguito ceduti al loro amministratore e frazionati in numerose proprietà.

Nel 1929 una rivolta contadina fu duramente repressa dal regime fascista.

All'inizio degli anni ottanta Avetrana fu sede di manifestazioni del movimento antinucleare, in opposizione alla volontà, manifestata da parte della regione Puglia e del governo nazionale, di impiantare una centrale elettronucleare nel territorio avetranese. Volontà stroncata dal Referendum Popolare che sancì l'abbandono della tecnologia nucleare per la produzione di corrente elettrica in Italia.

A seguito di una decisione del Governo italiano sulla soppressione di alcune province, dando la possibilità ai comuni confinanti di scegliere la nuova provincia, Avetrana, con un referendum svoltosi domenica 21 ottobre 2012, sceglie di passare alla provincia di Lecce (votanti 1162) con i SI al 94%. Al momento, dopo la caduta del governo Monti, il governo Letta non ha ancora deciso in merito alla soppressione di alcune o di tutte le province italiane.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Campanile della chiesa Madre

Il terremoto detto di Nardò, sisma che avvenne alle 6,30 di mercoledì 20 febbraio 1743 e colpì gran parte del Salento da Brindisi a Nardò. In molti grossi centri come Francavilla Fontana e Nardò ebbero gravi perdite umane e architettoniche. Avetrana oltre alla chiesa matrice colpita gravemente, colpì vari edifici, come il Torrione che subì delle gravi lesioni alla struttura poi restaurate di recente, sicuramente colpì anche la chiesa del Casale di Santa Maria, molte masserie, e buona parte delle abitazioni del paese. Le abitazioni di Avetrana, come nel resto del Salento, aveva in maggior parte abitazioni con tetti in legno coperti da coppi o tegole, come in legno erano anche i piani interni. Dal terremoto in poi si costruì unicamente con volte a stella in muratura, più resistenti.

  • Complesso del Palazzo Baronale - Palazzo Imperiali, il cui primo nucleo venne edificato dai Pagano e fu ampliato in seguito dagli Albrizzi: questa parte più antica si affaccia su largo Cavallerizza e presenta uno stemma gentilizio su uno degli accessi. La famiglia Imperiali aggiunse l'ala orientale nel XVIII secolo, più sontuosa.
  • Castello e Casale medievale di Modunato, sulla provinciale per Salice a circa tre chilometri da Avetrana.

Nel territorio esistono grotte di natura carsica e alcuni resti archeologici.

  • A sud della masseria della Marina, sulla strada Tarantina (provinciale Nardò-Maruggio) sono stati rinvenuti i resti di un villaggio e di un'area sepolcrale risalenti al Neolitico antico (VI millennio a.C. Il sito è stato indagato dalla Soprintendenza archeologica della Puglia e dal dipartimento di beni culturali dell'Università degli Studi di Lecce. Una mostra archeologica permanente è allestita dal 2003 nella casamatta del Torrione medioevale, mentre dal 2006 è stato allestito un percorso per rendere fruibile l'area di scavo.
  • Le "grotte di San Martino", situata a sud dell'abitato, lungo la strada provinciale verso Torre Colimena, presentano tracce di frequentazione dal Neolitico antico all'epoca romana.
  • Nella località di San Francesco sono stati rinvenuti i resti di una villa rustica romana.
  • I casali di Santa Maria e di Modunato presentano tracce di frequentazione risalenti all'epoca bizantina.

Infine nella località "La Crava" è in corso di studio da parte dell'Università degli studi di Roma "La Sapienza" un giacimento fossilifero.

Masserie[modifica | modifica sorgente]

  • Abbatemasi (Bbatimasi)
  • Bosco (Oscu)
  • Cannelle (Canneddi)
  • Centonze (Cintonzi)
  • Frassanito (Frassanitu) fortificata, sul sito dello scomparso omonimo casale
  • Granieri (Cranieri)
  • Grottelle (Curteddi)
  • La Marina (La Marina) fortificata
  • Monte d'Arena (Monti t'Arena)
  • Monte la Conca (Monti la Conca)
  • Mosca (Mosca) in origine Torre Mosca (la vecchia torre circolare è scomparsa)
  • Nuova (Noa)
  • Palommaro (Palummaru) nel centro abitato, scomparsa
  • Pastori (Pashturi) nel centro abitato
  • Porticella (Purticedda) nel centro abitato
  • Porcile (Purcili) nel centro abitato
  • Quarto Grande (Quartu Cranni)
  • Quartulli (Quartuddi) rudere
  • Rescio (Resci)
  • Ruggiano (Ruggianu) masseria moderna sul sito dello scomparso omonimo casale
  • Sinfarosa (Cinfarosa)
  • Strazzati (Shtrazzati)
  • Torre Di Pierri (Torri ti Pierri) diruta

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]


Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Torre dell'orologio
  • 17 gennaio il "Falò di Sant'Antonio abate" e la benedizione degli animali domestici.
  • 19 marzo la "Tria di San Giuseppe, in cui si organizzano le tavolate nella piazza principale, offrendo agli avventori il piatto tipico della festa, la "tria" (tagliatelle fatte in casa) con il pesce.
  • 25 aprile Passeggiata Ecologica
  • 28 e 29 aprile festa patronale in onore di San Biagio.
  • Particolare rilievo va dato ai numerosi eventi dell'ormai nota "Estate Avetranese", dove musica, cultura e gastronomia si incontrano attirando e accogliendo per tutto il periodo estivo centinaia di turisti e visitatori. Iniziative, spettacoli e sagre all'insegna della buona cucina tradizionale e musica popolare, nelle vie del centro storico, allietano ormai da anni le notti estive di Avetrana, come "friscennu e mangiannu", "la notte bianca"," la sagra ti la frisa" "D'Vino Summer Festival" e tanti altri eventi.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Urmo Belsito (o semplicemente l'Urmo) è una località sita tra Avetrana (da cui dista 4 km.) ed il mare (da cui dista circa 2 km). Suggestivo il panorama che si può ammirare che spazia su un pezzo di specchio di mare e di costa tra Gallipoli e Maruggio. Il villaggio, in cui si trovano strutture come un campo sportivo e una chiesa all'aperto, è abitato prevalentemente in estate.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Recentemente si è sviluppato il settore turistico, sfruttando la vicinanza alla costa, distante 5 km, con un'offerta di strutture ricettive di tipo agrituristico o Bed & Breakfast.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l' U.S.D. Avetrana 2012 che milita nel girone B pugliese di Promozione. È nata nel 2012.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 49.
  4. ^ Dato Istat al 31/07/2010
  5. ^ Il Marsella[senza fonte] riporta che fosse un tal Chria, di origine avetranese, a guidare l'assalto turco.
  6. ^ Lo "Status Animarum" del 1654 attribuisce in quel tempo ad Avetrana 684 abitanti. La proprietà del feudo in quest'epoca è incerta: alcuni documenti sembrano attribuire il feudo alla famiglia Romano (il "liber mortuorum" cita Angela Greco, deceduta il 28 agosto del 1658, come moglie di Giuseppe Romano, "barone di questa terra”, mentre il Foscarini ed altri autori[senza fonte] sostengono che il feudo fosse passato ai Romano solo nel 1769). Altri documenti dell'archivio ecclesiastico sembrano suggerire che in un primo momento la famiglia Imperiale avesse in possesso solo il feudo di Modonato.
  7. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]