Mottola

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Mottola
comune
Mottola – Stemma Mottola – Bandiera
Mottola – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
Sindaco Luigi Pinto (centrosinistra) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 40°38′00″N 17°02′00″E / 40.633333°N 17.033333°E40.633333; 17.033333 (Mottola)Coordinate: 40°38′00″N 17°02′00″E / 40.633333°N 17.033333°E40.633333; 17.033333 (Mottola)
Altitudine 386 m s.l.m.
Superficie 212,33 km²
Abitanti 16 152[1] (28-02-2014)
Densità 76,07 ab./km²
Frazioni San Basilio
Comuni confinanti Alberobello (BA), Castellaneta, Gioia del Colle (BA), Martina Franca, Massafra, Noci (BA), Palagianello, Palagiano
Altre informazioni
Cod. postale 74017
Prefisso 099
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 073019
Cod. catastale F784
Targa TA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 644 GG[2]
Nome abitanti mottolesi
Patrono san Tommaso Becket
Giorno festivo 29 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mottola
Posizione del comune di Mottola all'interno della provincia di Taranto
Posizione del comune di Mottola all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

Mottola (IPA: [ˈ*mɔtːola], Motele [ˈ*mɔtələ] in dialetto locale) è un comune italiano di 16.152 abitanti[3] della provincia di Taranto in Puglia.

È situata su una dei pochi rilievi tarantini, a circa 386 m s.l.m. Detta comunemente la "Spia dello Ionio" o "delle Puglie", il nome le è stato attribuito per la sua posizione strategica. Infatti, da alcuni punti della città, è possibile notare tutto il panorama del golfo di Taranto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.
« Da l'alto de la vetta guarda, come da un grande balcone aperto, lo splendore azzurro del golfo di Taranto. Il viaggiatore che passa di lontano, scorge sul colle che si eleva sulla vasta pianura, le sue case bianche ed appollaiate. La dicono, la spia delle Puglie »
(Michele Lentini)
Murgia meridionale

Mottola, situata nella parte sud della Murgia, sorge su una collina di 387 m s.l.m., a ridosso del Mar Ionio. Il suo territorio raggiunge circa i 70 m s.l.m. di altezza minima e i 506 m s.l.m. di altezza massima. Il territorio comunale confina a nord con Noci, a nord-ovest con Gioia del Colle, a nord-est con Alberobello e Martina Franca, a ovest con Castellaneta e a sud-est con Massafra, a sud con Palagiano e Palagianello. La sua superficie è di 212,33 km² il che lo posiziona al numero 42 nella classifica dei comuni italiani con la maggiore estensione territoriale. Il territorio di Mottola è caratterizzato dalla presenza di gravine, di boschi (di pino o di quercia) e anche di zone con macchia mediterranea spontanea.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La breve distanza dal mare (circa 10 km dallo Ionio) mitiga il clima di Mottola, che pure è posta in collina. La temperatura media, infatti, è attorno agli 8-9 °C nel periodo invernale, per poi passare a 22-25°in quello estivo, con minimi termici nelle notti invernali che scendono anche al di sotto di 2° e con massimi di 26°-32° nei pomeriggi di agosto.

Nella tabella sottostante sono riportati i valori medi che si registrano nell'Arco Ionico tarantino, di cui anche il territorio di Mottola fa parte[4]:

Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,8 12,8 14,9 18,3 23,1 27,5 30,4 30,5 26,5 21,4 16,8 13,4 12,7 18,8 29,5 21,6 20,6
T. min. mediaC) 4,6 4,9 6,5 8,7 12,5 16,4 19,0 19,2 16,5 12,8 9,0 6,2 5,2 9,2 18,2 12,8 11,4
Precipitazioni (mm) 59 58 54 36 33 23 22 23 37 73 73 63 180 123 68 183 554
Umidità relativa media (%) 77,8 76,6 75,4 72,9 70,2 65,7 61,8 63,6 70,0 76,0 78,9 78,9 77,8 72,8 63,7 75,0 72,3

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Puglia.
Le origini del nome

Non si hanno certezze sull'origine del nome della città; sono state avanzate alcune ipotesi, tra cui la derivazione da "motta" ("altura"). Le grafie storiche documentate e accertate sono "Motula" (latino), in tempi più recenti "Motola" e infine "Mottola".

Il palazzo comunale in notturna

La collina di Mottola ha visto il suo territorio e l'agglomerato urbano interessati da ininterrotte frequentazioni umane sin dalla preistoria, come ha dimostrato il ritrovamento, nel 1899, di un ripostiglio di bronzi risalenti all'Età del Ferro. La presenza umana sulla collina durante il I millennio a.C. si desume da una collezione di bronzi (attualmente conservata nel Museo Nazionale di Taranto) recuperata nel 1899, durante lo scavo delle fondamenta di Palazzo D'Onghia (oggi tra via Mazzini e via D'Acquisto)[5].

Coinvolta nel processo di consolidamento del territorio e dei confini del thema di Longobardia in funzione strategico-militare, venne edificata dal catapano d'Italia Basilio Boioannes nel 1023.[6] Il castellum di cui parlano le fonti venne costruito su commissione del Boioannes dai due capi saraceni Rayca e Saffari. Altra testimonianza del castello risale al 1063, secondo il Breve chronicon Northmannicum.[7] Questa notizia sembra suggerire una distinzione tra un insediamento fortificato (castrum) e un edificio castellare (castellum), tale per cui si dovrebbe supporre l'esistenza di una struttura castellare, separata da un insediamento fortificato, che sarebbe quello edificiato da Boioannaes in funzione antisaracena.[8] Non è inoltre chiara la distinzione tra l'insediamento fortificato della metà dell'XI secolo e il villaggio rupestre situato presso la gravina di Petruscio (a 3 km dall'abitato), che potrebbe essere stato popolato tra IX e XI secolo nell'ambito di un processo di recupero e ricolonizzazione della regione pedemurgiana, determinata dalla conquista bizantina dopo la cacciata dei saraceni (876, conquista di Bari).

Deve ritenersi spuria la notizia seconda la quale nel 1102 sarebbe stata distrutta a causa del malgoverno del cancelliere tarantino Muarcaldo durante il principato di Boemondo. Durante la dominazione normanna risulta già sede vescovile e lo sarà fino al 1818, quando fu soppressa per effetto del nuovo Concordato tra Pio VII e Ferdinando I di Borbone e aggregata a Castellaneta. Fu poi sotto la dominazione sveva, angioina ed aragonese. Nel 1653, con atto rogato dal notaio Giovanni Angelo Durante di Napoli, il feudo di Mottola fu venduto a Francesco Caracciolo VII duca di Martina, alla cui casata rimase sottomesso sino alle leggi eversive dei feudi del 1806. Con la Restaurazione, Mottola seguì le vicende proprie del Risorgimento nazionale, soffrì l'azione eversiva del brigantaggio e partecipò al processo di riorganizzazione politico-sociale, per il proficuo raggiungimento di una nuova fisionomia amministrativa, economica e culturale.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma comunale

Mottola possedeva uno stemma fin dal Medioevo e già dal 1102 era segnato sulla porta principale della città. Tale simbolo fu utilizzato sino al 1814. Un tremendo terremoto, avvenuto nella notte del 16 gennaio 1818 fece crollare tutta la struttura della Porta Grande e lo mandò in rovina. Lo stemma rappresenta una torre con due uccelli neri, appollaiati in posizione frontale sulla merlatura. La torre simboleggia la fortezza e l'origine antichissima di Mottola, mentre gli uccelli vogliono significare prosperità e fortuna. Dal 1881 lo stemma viene usato dal Comune come suggello degli uffici. Il gonfalone del Municipio lo riporta fra il rosso e il bianco delle sue bande, al centro, sotto una corona marchesale. Il diritto di far uso dello stemma attuale è stato riconosciuto al Comune di Mottola con Decreto del Capo del Governo - Primo Ministro Segretario di Stato -in data 8 marzo 1934. La descrizione, riportata nello stesso Decreto è la seguente:

« "D'azzurro, alla torre merlata d'oro aperta e finestrata di nero e sormontata da due corvi approntati e poggiati sui due merli esterni. Ornamenti esteriori da Comune" »

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Le Grotte di Dio[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine del I millennio, soprattutto sotto il dominio bizantino, grazie all'influenza dei culti orientali, nel territorio di Mottola e nelle zone circostanti i religiosi usavano deporre le vesti e dedicarsi alla preghiera. Il religioso solitamente si dedicava al culto in piccoli monasteri rurali, fondando piccole comunità monastiche, o solitamente in alcune grotte scavate anche a mani nude. Il diffondersi di queste nuove forme di culto e dei piccoli monasteri si ebbe soprattutto sotto la dominazione normanna. Con l'appoggio della Chiesa cattolica le campagne pugliesi, tra cui quella mottolese, dovettero affrontare una "ricattolicizazione", per non lasciare traccia dei culti e delle influenze della Chiesa bizantina che in seguito ad uno scisma si divise dalla Chiesa cattolica. Nonostante la cacciata dalle terre pugliesi, nel territorio di Mottola e nelle sue chiese rupestri è fortissima l'influenza architettonica di Bisanzio, in particolar modo nel culto delle immagini sacre all'interno delle cripte. Queste immagini rappresentavano generalmente i santi. Fortunatamente, Mottola conserva ancora un notevole numero di queste "cripte" o "templi di culto".

Tra le cripte più importanti ricordiamo quelle di:

In queste cripte sono ancora conservate un notevole numero di affreschi religiosi.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Particolare centro storico: l'arco Fanelli

Il centro storico nasce nel cuore della città, la sua particolarità è quella di essere composto principalmente da case tinte di bianco. Il centro storico rappresenta uno dei luoghi più belli e più importanti dal punto di vista turistico; oltre alla moltitudine di vie, si possono trovare delle piccole piazze, in tempi antichi luoghi di incontro per la gente del luogo. La più famosa di queste piazze è “Largo San Nicola”. La piazza prende il nome dall'antichissimo convento di San Nicola edificato nella prima colonizzazione bizantina. Altre piccole “piazze” sono quella di “Largo Chiesa Madre” che sino agli anni trenta ospitava una grande cisterna (della quale è ancora visibile il perimetro originale) e “Largo Mater Domini”. Altra piccola caratteristica del centro storico mottolese è il suggestivo e storico “Arco Fanelli”, un arco posto in un'omonima stradina risalente al XV secolo che congiunge due isolati del centro[9]. Nel centro storico infine sono situate quattro chiese: la chiesa dell'Immacolata Concezione, la chiesa del Carmelo, la chiesa del Rosario e la chiesa Matrice, di epoca duecentesca, che esibisce un impianto a tre navate[10]. All'esterno del borgo antico, ma sempre nel centro del paese si trova la piazza principale, chiamata Piazza XX settembre e il Palazzo Municipale, costruito nel 1887 con facciata in stile neoclassico. La pavimentazione è costituita da otto mosaici ottagonali che illustrano avvenimenti storici o leggendari della città[11].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Le mura greche[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 1995 studi archeologi riportarono alla luce resti di poderose mura greche risalenti all'età ellenistica (IV secolo a.C.) Esse rappresentano il più antico ed illustre monumento urbano mottolese. La muratura, tipicamente greca, era formata da due cortine di blocchi di carparo ben squadrati, lunghi all'incirca 1,25 metri, ed alti circa 40-50 centimetri, e posizionati accuratamente a secco. Lo scopo principale delle mura era quello di difendere la città dagli invasori che giungevano alla collina. Le mura rivestivano per circa 1600 metri tutta l'acropoli mottolese, e, recentemente, le ultime indagini archeologiche stanno dimostrando che un'altura così importante strategicamente era già abitata nella prima metà del secondo millennio a.C. da popolazioni di cultura protoappeninica, ed era stata già attivamente frequentata sia nell'Età del Bronzo che in quella del Ferro.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Il villaggio rupestre di Petruscio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Habitat rupestre di Mottola.
Gravina nel territorio mottolese
Affresco rappresentante la Deesis nella chiesa di San Nicola

Il territorio di Mottola è ricco di gravine e di lame, disposte principalmente a sud del centro abitato. Tra le principali gravine vi sono quelle della Forcella, di San Biagio, di Capo Gavito e di Petruscio. Sicuramente quest'ultima è la più bella e la più maestosa di tutto l'Arco Ionico: situata a sud-est del centro abitato, anticamente essa ha dato ripari alle civiltà locali sino all'XI-XII secolo. La gravina offre uno spettacolo immenso grazie alla quantità di grotte, tutte scavate a mano e quasi tutte comunicanti fra loro, anche se poste una sopra l'altra come se fossero veri edifici. Nella gravina sono presenti anche chiese rupestri ricche di graffiti. Negli ultimi anni ai margini della gravina sono state anche trovate numerose tracce di resti di insediamenti medievali.

La lama di Petruscio è lunga oltre 4 km e va dalle pendici di Mottola fino a Palagiano, con all'interno oltre duecento grotte, abitazioni, chiese, tombe medievali collegati fra loro da scalinate e sentieri[12].

Durante la seconda guerra mondiale, le grotte del “villaggio rupestre” di Petruscio sono state utilizzate come riparo dai soldati polacchi. La gravina di Petruscio è percorsa da un piccolo “fiume” che negli ultimi anni si è quasi prosciugato a causa della siccità, ma che continua tuttora a scorrere anche grazie all'acqua derivante dall'impianto idrico di depurazione della città.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

I boschi[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Mottola è particolarmente caratterizzato dalla presenza di zone boschive. Sono presenti, infatti, boschi per circa 5800 ettari, il 30% della superficie comunale, ultimi lembi della grande foresta che sino alla fine dell'Ottocento ricopriva gran parte della Puglia e della vicina Basilicata[13]. Il comune presenta nei suo boschi almeno quattro tipi di querce, il leccio (Quercus ilex), la roverella (Quercus pubescens Willd), la Spinosa (Quercus Coccifera o Calliprinos Webb) e il fragno (Quercus Trojana Webb), una delle querce più rare presenti in Italia. Tra i principali boschi vi sono quello di Sant'Antuono, quello di Lama Cupa e quello di Burgensatico.

Il bosco di Sant'Antuono, di proprietà del comune, sorge su dodici collinette alte tra i 400 e 460 m s.l.m. Situato nella parte nord-est della città, esso si estende per circa 520 ettari ed è un bosco prevalentemente di quercia di fragno. Tra la fauna del bosco è da segnalare la presenza dei cinghiali, anche se il loro numero negli ultimi anni è diminuito, soprattutto a causa della caccia.

Il bosco di Lama Cupa, a nord della città, è situato nella zona di Dolcemorso. Sorge su un soprassuolo di circa 200-300 m s.l.m. Anche questo bosco è prevalentemente di querce, ma è da segnalare anche la presenza dell'Acero minore.

Il bosco di Burgensatico sorge su un altopiano posto a 276-300 m s.l.m. Anch'esso è un bosco prevalentemente di fragno, ma la sua caratteristica principale è la notevole presenza di orchidee selvatiche.

La macchia mediterranea[modifica | modifica wikitesto]

Rosmarinus officinalis

La macchia mediterranea è presente in gran parte del territorio di Mottola, soprattutto nella zona delle grotte e delle gravine. La macchia mediterranea si presenta sotto forma di boscaglia arbustiva che durante l'arco dell'anno non perde mai la sua folta vegetazione e il suo colore caratteristico. Particolare è il paesaggio che si manifesta durante la primavera quando il territorio si riempie di una moltitudine di orchidee selvatiche. Importante anche la presenza del rosmarino che caratterizza il paesaggio anche con il suo profumo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

La stima della popolazione mottolese dei secoli passati è possibile dal XVI secolo, quando furono istituiti i registri cedularii.[14]

Abitanti censiti[15]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

A Mottola risiedono 249[16] cittadini stranieri, pari allo 1,53% della popolazione residente. Le nazionalità più rappresentate sono:

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

I riti della Settimana Santa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Confraternita del Carmine di Mottola.

Notevoli sono le manifestazioni religiose legate alla Settimana Santa: quella del giovedì Santo con la caratteristica Adorazione dei Ripositori da parte delle "paranze", che percorrono incappucciate e a piedi nudi le vie della città, e quella delle processioni del venerdì Santo e del sabato Santo. Molto suggestiva è la processione dei "Misteri" (tradizionali statue raffiguranti le scene della Passione di Cristo) che si svolge la mattina del sabato Santo a cura della Confraternita del Carmine di Mottola.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa cristiana evangelica pentecostale

La religione maggiormente praticata a Mottola è quella cattolica. Il comune appartiene alla diocesi di Castellaneta ed è stato in passato sede di diocesi. Mottola è un paese ancora legato alle proprie tradizioni e devozioni religiose: su tutte quella di san Tommaso Becket, al quale viene dedicata una manifestazione teatrale che ne ricorda il martirio.

Altra religione professata a Mottola è il protestantesimo: la comunità evangelica battista è attestata dal 1878[17], mentre quella pentecostale è più recente. Ambedue sono dotate di propri edifici di culto. Vi si trova, inoltre, una Sala del Regno della congregazione dei testimoni di Geova e una chiesa avventista.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

La sede del liceo scientifico "Einstein"

Gli istituti di istruzione di Mottola includono quattro scuole dell'infanzia (due delle quali pubbliche e altrettante parificate), due primarie e una secondaria di primo grado articolata in due plessi.[18] Vi ha inoltre sede il liceo scientifico "Albert Einstein" e l'istituto tecnico professionale per i servizi sociali "M. Lentini" con gli indirizzi chimico-biologico, grafico pubblicitario e servizi socio-sanitari.

Media[modifica | modifica wikitesto]

A Mottola ha sede Radio Farfalla[19].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina mottolese risente molto della posizione geografica propizia e ha così potuto beneficiare delle influenze culinarie di tutte le province pugliesi. I piatti storici di questo paese sono: le minestre di legumi cotte in tegami di terracotta chiamate pignate, le fave cotte fresche a mo' di zuppa oppure essiccate e poi cotte per ricavarne una deliziosa purea da accompagnare con verdure selvatiche. Questo piatto nel dialetto locale è chiamato "fêfe e fògghie” oppure “'ngrapiête”. Il purè di fave viene anche accompagnato da olive e peperoni fritti.

Il piatto tipico domenicale è il sugo di carne fatto con le braciole (fettine di carne che vengono condite con aglio, prezzemolo, formaggio e, a seconda dei gusti, pepe o peperoncino; vanno poi arrotolate e chiuse con uno spiedino di ferro) di cavallo o di asino, utilizzato poi per condire le orecchiette.

Un altro tipico formato di pasta sono i cavatelli; insieme alle orecchiette, essi vengono fatti a mano con un impasto di farina di semola e acqua tiepida. La realizzazione di questa pasta avviene con l'aiuto di un coltello. Le orecchiette o i cavatelli si possono anche condire con il cavolo e il pane grattugiato rosolato nell'olio d'oliva (“mùgnele e meddìchele”) o con le più famose cime di rapa, insaporite da un soffritto di olio peperoncino e acciughe sotto sale.

Nel periodo natalizio e pasquale sono presenti molte preparazioni tipiche. A Natale, per esempio, vengono preparate "li scartagghiête" (in italiano: cartellate), sottili strisce di un impasto all'olio che vengono poi arrotolate e fritte, dopo di che vengono insaporite con miele ai mille fiori. Con lo stesso impasto vengono create delle palline, che vengono anche esse fritte e poi condite, chiamate "purcîdde".

Altri dolci tipici del Natale sono: i biscotti chiamati "bastoni di S. Giuseppe" e le pettole zuccherate. In questo periodo si possono gustare anche le focaccine fritte su cui viene spalmata una ricotta fermentata chiamata "recòtta fòrte".

I dolci tipici della Pasqua sono taralli ricoperti da una glassa fatta di zucchero e succo di limone: ”lu sceléppe”. La focaccia tipica mottolese è quella farcita con porri (in dialetto locale: “spunzêle”) che viene preparata in determinati periodi dell'anno.

Persone legate a Mottola[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • La Strapanoramica Mottolese si svolge solitamente la prima domenica di Luglio ed è una gara podistica a livello regionale organizzata dall'A.S.D. Correre è Salute.
  • La Passione Vivente si svolge la sera della domenica delle Palme, all'esterno del suggestivo santuario della Madonna del Carmine (Madonn' abbasc).
  • Esposizione nazionale canina - C.A.C. (nel mese di aprile). Il Gruppo Cinofilo Jonico organizza un'esposizione nazionale canina in Piazza Di Vittorio.
  • Il Festival Internazionale della Chitarra (nel mese di luglio) della durata di circa dieci giorni, è un appuntamento fisso del cartello estivo della città di Mottola. Questo evento propone concerti di chitarra o ensemble con chitarra nei vari generi: musica classica, new age, rock, country, jazz, flamenco e fusion. All'interno della manifestazione, che prevede come serata inaugurale una serie di concerti - serenate per le piazzette del centro storico, si svolge un concorso tra chitarristi provenienti da ogni angolo del mondo e un master class tenuto da esperti.
  • Mottola A.D. 1102: L'Assedio (mese di settembre) è una rappresentazione storica che ripropone l'assedio subito dalla città di Mottola nel 1102 (non accertato storicamente).
  • La sagra della carne al fornello nel mese di agosto, in genere si svolge in Piazza Plebiscito nella prima domenica del mese.
  • Mostra internazionale di pittura - Artisti a Confronto (dal 24 dicembre al 6 gennaio) è una mostra di arti figurative e plastiche.
  • Presepe vivente (22 dicembre - 5 gennaio).
  • Festa di San Giuseppe (19 marzo) è una festa sita nel quartiere S. Giuseppe nei pressi dell'omonima chiesa, con la tradizionale accensione dei falò e la preparazione dei ceci arrostiti, mangiati dopo la solenne celebrazione eucaristica.
  • SPUC - Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani (dal 18 al 25 gennaio) con celebrazioni liturgiche, animate da letture e canti nella centralità della predicazione della Parola, e momenti di studio-confronto, presso la chiesa cristiana evangelica battista e, alternativamente, nelle parrocchie presenti sul territorio. Negli ultimi anni gli incontri si stanno svolgendo anche nelle altre parrocchie limitrofe della diocesi di Castellaneta.
  • Ionio Dj - concorso per dj emergenti realizzato nel mese di agosto.
  • SERR (Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti) nel mese di novembre.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti tre gruppi di musica folcloristica, Motl la fnodd (iscritto alla Federazione Italiana Tradizioni Popolari - www.motllafnodd.it), Il Canzoniere mottolese (associato alla F.A.F. It. - Federazione Associazioni Folkloriche Italiane)[20], che con i loro spettacoli e le loro ricerche musicali mantengono viva la storia locale attraverso la presentazione delle figure tipiche e dei 'personaggi' della cultura contadina, i modi di dire e, naturalmente, il dialetto mottolese; e i Terraròss che nel luglio 2011 ha ricevuto la nomina di gruppo folcloristico ufficiale della provincia di Taranto.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

San Basilio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi San Basilio (Mottola).

San Basilio è frazione di Mottola, punto strategico per gli scambi commerciali tra versante Ionico e versante Adriatico e tra l'alta Murgia e il Salento. Qui sorge la zona industriale di Mottola, ma è importante anche il settore agro-zootecnico. Di rilievo è anche la boscosità della zona: vi si trova il bosco di Dolcemorso, composto in gran parte da querce (4 delle 10 specie differenti di querce pugliesi si trovano in questo bosco).
Alcune masserie facenti parte del comune di Mottola sono:[21]

  • Acquagnora
  • Belvedere
  • Chiancarello
  • Masseria rossa
  • Monaci
  • Terzi
  • Perrini

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.

Rilevante è il settore agro-alimentare, che può appoggiarsi su una buona produzione agricola: ulivi, uva da tavola e da vino, agrumi, ortaggi. La reperibilità di ottimi prodotti alimentari, unito ad una tradizione culinaria centenaria, rendono il settore della ristorazione tra i più importanti e fiorenti dell'economia cittadina. A questo va anche unito un recente sviluppo dei servizi ricettivi che stanno rilanciando il turismo. Molto sviluppati sono l'artigianato e il settore commerciale, mentre è in pieno sviluppo il settore industriale, di cui la produzione di infissi in legno lamellare è il motore: trovano infatti sede nel territorio comunale alcune delle imprese leader nel settore a livello nazionale. Infatti ulteriore pregio allo sviluppo economico della città è dato dalla nuova zona industriale sorta nella frazione di San Basilio dove trovano sede diverse industrie di diversi settori come: ecologia, meccanica, tessile, distillazione, lavorazione del legno, grande distribuzione ecc. La zona industriale è posta in zona strategica, a soli 500 metri dallo svincolo autostradale di Mottola/Castellaneta, inoltre si trova a meno di 2 km dalla S.S 100 che collega Bari a Taranto. Ulteriore potenzialità è data dalla facile percorrenza per raggiungere sia il porto commerciale di Taranto che l'Aeroporto di Bari-Palese.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti della Provincia di Taranto

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade e Strade Statali[22]:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Mottola non dispone di una stazione ferroviaria all'interno del suo centro abitato; la stazione ferroviaria denominata Palagiano-Mottola è ubicata ad alcuni km dalla città. Le più vicine stazioni ferroviarie di una certa importanza sono: Gioia del Colle (Bari), distante circa 20 km, e Taranto, distante circa 27 km.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone civico
Nome Carica Dal Al Partito
Francesco Morea Sindaco 1 settembre 1980 8 luglio 1984 DC
Paolo Giannuzzi Sindaco 6 novembre 1984 31 agosto 1985 PCI
Vito Antonio Impedovo Sindaco 30 settembre 1985 10 aprile 1986 PCI
Giuseppe Alberto De Bello Sindaco 28 maggio 1986 18 giugno 1990 PCI
Pietro Scarano Sindaco 19 maggio 1990 22 aprile 1993 DC
Diego Ludovico Sindaco 23 aprile 1993 21 maggio 2001 PDS/DS
Giovan Battista Esposito Vicesindaco 22 maggio 2001 25 maggio 2002 Centro-sinistra
Giovanni Quero Sindaco 26 maggio 2002 6 maggio 2012 Centro-destra
Luigi Pinto Sindaco 7 maggio 2012 in carica Centro-sinistra

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Comunità Montana della Murgia Tarantina[modifica | modifica wikitesto]

Mottola è sede della Comunità Montana della Murgia Tarantina che comprende 9 comuni della provincia di Taranto. Dall'8 gennaio 2009, però, la Comunità Montana ha cessato di esistere per poi essere riaperta il 25 agosto 2009 dopo una sentenza della Corte costituzionale, su ricorso della regione Veneto, che ha annullato la legge Finanziaria che ne aveva decretato lo scioglimento[23]. Mottola attualmente rientra tra i comuni facenti parte del Parco delle Gravine.

GAL - Luoghi del Mito[modifica | modifica wikitesto]

Mottola fa parte del Gruppo di azione locale (G.A.L.) ”Luoghi del Mito”[24]. Una società consortile a responsabilità limitata volta a promuovere lo sviluppo dei Comuni del versante occidentale della provincia di Taranto.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Tra le società di maggior rilievo nel panorama sportivo mottolese, rileviamo:

Stadio Comunale T. Chiappara
  • La principale squadra di calcio A.S.D. Mottola United[25], militante nel girone B di 1ª Categoria
  • La squadra di basket maschile "New Sporting Basket Mottola"[26], militante in serie D
  • Scuola Taekwondo Yom Chi A.S.D. di Vito Piepoli[27]
  • Sporting Judo Mottola di Carmelo Caforio
  • Family Soccer School di Oronzo Daniele e Nicola Legrottaglie

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio Comunale "Tonino Chiappara"

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • A Mottola sono stati realizzati due eventi entrati nel Guinness dei primati: il 7 agosto 2004 centinaia di volontari hanno realizzato il panino farcito più lungo del mondo (634,50 m); l'estate successiva è stata invece realizzata la focaccia più grande del mondo (297,43 m²), cotta in un forno a legna realizzato appositamente per l'evento.[28]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 28/02/2014
  4. ^ Climatologia dell'Arco Jonico Tarantino. URL consultato il 30-03-2009.
  5. ^ viaggiscoop.it - Ritorno a Mottola
  6. ^ Chronicon rerum in regno Neapolitano gestarum, ed. W.J. Churchill, The "Annales barenses" and the "Annales Lupi Protospatharii": Critical Edition and Commentary, PHD Thesis, University of Toronto 1979, p. 136
  7. ^ Breve chronicon Northmannicum, ad. a. 1063, in «Bollettino dell'Istituto storico italiano per il Medioevo», 83 (1971), pp.131–232.
  8. ^ Raffaele Licinio, Castelli medievali: Puglia e Basilicata, dai Normanni a Federico II e Carlo I D'Angiò, Dedalo, Bari 1994, pp, 30-31
  9. ^ Comune di Mottola - Cenni storico-turistici
  10. ^ paesionline.it
  11. ^ Comune di Mottola - Il Palazzo Municipale e Piazza XX Settembre
  12. ^ habitatrupestrepuglia.it - Villaggio Rupestre di Petruscio
  13. ^ viaggiareinPuglia.it
  14. ^ P. Lentini, op. cit., pag. 79-80 Abitanti in Mottola nel corso degli ultimi secoli - Valori dal 1532 al 1848
  15. ^ dal 1861: Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 07-06-2013.
  16. ^ demo.istat.it
  17. ^ Comunità in cammino, 1998.
  18. ^ nonsolocap.it/puglia/63-mottola/33-scuole.
  19. ^ Sito web di Radio Farfalla.
  20. ^ canzonieremottolese.it - Chi Siamo
  21. ^ homofelix.it/socciv/Umanesimo/Masserie. URL consultato il 07/05/2009.
  22. ^ collegamenti stradali della Provincia di Taranto
  23. ^ www.laterza.org
  24. ^ Sito ufficiale GAL - Luoghi del Mito
  25. ^ mottolaunited.blogspot.it
  26. ^ facebook.com/nsbmottola
  27. ^ facebook.com/TaekwondoYomChiMottola
  28. ^ mappeditalia.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pasquale Lentini, Storia della Città di Mottola, Mottola 1978

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]