Ginosa
| Ginosa comune |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Provincia | |||||
| Sindaco | Vito De Palma (centrodestra - PDL) dal 30/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°30′0″N 16°45′0″E / 40.5°N 16.75°ECoordinate: 40°30′0″N 16°45′0″E / 40.5°N 16.75°E | ||||
| Altitudine | 240 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 190 km² | ||||
| Abitanti | 22 802[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 120,01 ab./km² | ||||
| Frazioni | Marina di Ginosa, Bandiera, Bivio Girifalco, Casone Rita, Casone Dogana, Cavese, Fiumicello, Follerato, Gaudella (in parte), Lama di Pozzo, Lucignano, Madonna d'Attoli, Marinella, Murge, Pantano (in parte), Pizzoferro, Riva dei Tessali, Spiano, Stornara, Tufarello | ||||
| Comuni confinanti | Bernalda (MT), Castellaneta, Laterza, Matera (MT), Montescaglioso (MT) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 74013 per Ginosa 74025 per Marina di Ginosa |
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| Prefisso | 099 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 073007 | ||||
| Cod. catastale | E036 | ||||
| Targa | TA | ||||
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) | ||||
| Nome abitanti | ginosini | ||||
| Patrono | Maria SS.ma del Rosario
Copatroni: SS. Medici Cosma e Damiano |
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| Giorno festivo | 1ª domenica di ottobre (Festa Madonna del Rosario), Sabato antecedente (Festa SS. Medici) | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Ginosa all'interno della provincia di Taranto |
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| Sito istituzionale | |||||
| « Genusium, posta al centro tra Taranto e Metaponto, capitale della Magna Grecia è famosa anche per aver dato asilo a Pitagora, aveva mura e templii agli idoli innalzati e quello a cui rendea speciale culto era il dio Giano » | |
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(Sesto Giulio Frontino, De coloniis, III cap.)
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Ginosa è un comune italiano di 22.802[1] abitanti della provincia di Taranto in Puglia. Essa si erge sul primo gradino delle falde meridionali della Murgia tarantina a 240 m s.l.m. già facente parte della Comunità Montana della Murgia Tarantina.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
Ginosa, con una superficie di 190,06 km² che comprende anche il litorale di Marina di Ginosa, è l'ultimo comune della provincia jonica al confine con la Basilicata. L'ampio e diversificato agro spazia dalla gravina al mare, dalle pianure ai paesaggi collinari, e si estende alla murgia interrotta soltanto dalla zona Casale, fenditura della roccia calcarea di 3 km che circonda l'intero centro storico. In questi ambiti naturali si avvicendano vigneti, ortaggi e olivi.
[modifica] Storia
Della vetusta Genusium, che alcuni ritengono un traslato di Grumus o Grumentum, ricordato da Plinio e da Frontino, poco o nulla si sa. Quest'ultimo ci parla di una colonia romana dedotta ivi nel 117 dopo l'era volgare, mentre altri scrittori accennano a vasi in terra cotta, a inscrizioni, a oggetti in bronzo e a monete italo-greche rinvenute dove sorge l'attuale cittadina. Nella città vecchia, poi, fu trovata una tavoletta in bronzo, che si conserva nel Museo Nazionale di Napoli, da cui rilevasi che Ginosa nel 365 dell'era volgare, sceglie per padrone un certo Flavio Successo Ornato. Negli ultimi decenni del secolo scorso furono rinvenuti altri vasi antichi presso Ginosa e vennero illustrati dal Marchese Arditi, dal Visconti e dal Miani, il quale rilevò sei delle fatiche di Ercole. Questi vasi furono per un tempo esposti nel palazzo reale di Capodimonte, donde poi furono trasportati al Museo Nazionale di Napoli. Delle origini e dell'etimologia diversi sono i pareri. Ordinariamente si ritiene che fu fondata da coloni Macedoni, che chiamarono il nuovo centro popolare Genusium dall'omonimo fiume che scorre in Macedonia. Più note sono le vicende alla fine del medio evo. Nel 1085 Ginosa face parte con Matera e con Laterza della Contea di Lecce. Nel secolo XIII la possedettero i Sanseverini, a e dopo fu annessa al Principato di Taranto e fu fortificata da Manfredi, figlio di Federico II. Luigi Dei Conti Miani, in una Breve monografia di Ginosa stampata pochi anni or sono raccoglie alcuni documenti di questo tempo e parecchie notizie dei vari oggetti e vasi antichi da lui rinvenuti. Morto Giovanni Antonio Orsini, ultimo principe di Taranto, nel 1463 il feudo di Ginosa passò al demanio, e il Re Ferdinando I lo donò a Pirro del Balzo, che ribellatosi, lo perde; e il re poi lo diede al suo figlio Federico, che ne stabilì i confini. Questo salito sul Trono di Napoli nel 1496 donò il feudo ad Antonio Grisone, cui successe il figlio Federico, e poi il nipote Antonio nel 1515. Passo dopo ai Doria nel 1556, ai Grillo nel 1606, agli Spinola Marchesi de Los Balbases j Alcanices nel 1629. L'ultimo arede si questa famiglia, lo lasciò alla regina di Spagna, che ancora possiede una vasta tenuta nel feudo di Ginosa, che attualmente sta facendo bonificare. Da La Provincia Del Jonio Notizie storico-geografiche con prefazione di S.E. On. Giovanni Calò Taranto Tipografia Lodeserto 1924)
[modifica] Le origini
| Le origini del nome |
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Ginosa, in origine Genusia, si ritiene sia stata fondata dagli abitanti provenienti da Genusium, l'odierna Cnosso dell'isola di Creta. Taluni studiosi tuttavia fanno risalire il suo nome alle genti provenienti dall'antica Illiria, dove scorre il fiume Genusus. L'ipotesi più diffusa sul significato del nome parla di Genusium (da genus), "generatrice di popoli". |
Abitata dal paleolitico (ci sono scavi in località Oscorosciuto riguardanti l'Homo sapiens condotti da ricercatori senesi) durante l'età del bronzo fu abitata dai messapi. Con l'istallazione delle vicine colonie greche di Taranto e Metaponto, la pianura ginosina divenne di dominio conteso dalle due grandi polis. Con l'avvento delle legioni romane paradossalmente l'altopiano ginosino si ellenizzò anche etnicamente, questo principalmente per via delle due distruzioni che subì Metaponto.
In epoca romana Ginosa ebbe importanza per tre motivi:
- la sua vicinanza alla via Appia che la fece una sorta di fortino militare;
- la sua piana, che in mano a pochi latifondisti, costituì un solido granaio per Roma;
- le capacità organizzative nell'approvvigionamento dell'esercito romano.
Al tramonto dell'Impero l'intera piana fu abbandonata sia perché le ville fortificate presenti non erano in grado di difendere questo ampio territorio dalle scorribande germaniche prima e saracene poi, sia perché la popolazione si era contratta per via delle carestie. La popolazione si rifugiò quindi nelle gravine, nacque così l'incantevole abitato ricristianizzato dai monaci bizantini che ivi si stanziarono lasciandoci capolavori artistici come la chiesa rupestre di Santa Sofia. La dominazione effimera bizantina fu definitivamente scacciata con l'avvento dei Normanni che per controllare la costa dagli assalti saraceni fecero costruite torri di avvistamento lungo il litorale.
Con l'avvento normanno si instaurò un regime feudatario, e Ginosa fu un feudo di terza categoria e non riuscì mai a consolidare su di sè una baronia stabile.
Con il finire del Medioevo inizia il lento declino della civiltà rupestre. La gente lentamente abbandona la gravina per spostarsi sulla collina dove sorge l'odierno abitato, e dall'architettura "spontanea", fatta di forme e dimensioni estremamente irregolari, si passa alle case "lamiate" e alle case "soprane" della zona Popolicchio. È in questo momento storico che "il vivere in grotta" diviene, dal punto di vista sociale, un elemento discriminante.
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
Il principale monumento di Ginosa è il Castello normanno, in zona orologio, fatto costruire nel 1080 da Roberto il Guiscardo per difendersi dalle incursioni saracene. Il castello di Ginosa originariamente era munito di tre torri merlate e di un ponte levatoio, elementi architettonici che furono demoliti quando nel XVI secolo, quando il comune ionico divenne baronia della potente famiglia Doria. Così il Castello acquisì l'aspetto di un grande palazzo che ancora oggi si erge poderoso a dominio di tutto l'antico abitato. Il Castello normanno compare anche nello stemma araldico che simboleggia il comune.
Sono inoltre da vedere:
- Piazza Orologio
- Le gravine, Valle dell'Arciprete l'Oscurusciuto, Canale San Giuseppe, Torrente Lagnone Tondo, Canale il Palombaro, Torrente Gravinella, Canale Cecera, Selva Venusio, La Difesella, Gravina Grande, Passo di Giacobbe, Gravinella di Cavese e Canale San Pellegrino, Fosso dell'Alloro e Gravinella del cacciatore
- Agro ginosino
- Lago Salinella, un lago costiero retrodunale a Marina di Ginosa che si trova al confine tra la Puglia e la Basilicata, occupante il tratto terminale dell'antico alveo del fiume Bradano, il lago è un importante luogo dove sostano numerose specie migratorie dove è possibile fare Birdwatching.
- Chiesa Matrice, o Chiesa Madre, costruita nel 1554 per l'interessamento di un presidio militare francese, il tempio fu dedicato ad uno dei santi più celebri e popolari della Francia: San Martino da Tours. La linea architettonica della chiesa esprime il Cinquecento, cioè quello stile architettonico che, messo da parte il gotico, col culto dell'arte classica si ricollega all'architettura romana, augustea.
- La costa di Ginosa Marina
- Torre Mattoni (o Torre di Bradano), torre d'avvistamento costiera, foce del Bradano
- Pineta Regina, Pineta Cavese
- Le Masserie antiche
[modifica] Chiese rupestri
All'interno del progetto "Itinerari culturali del medioevo pugliese" [2] del Ministero dei beni culturali, sono state censite anche tutte le chiese rupestri che si trovano nel comune di Ginosa. Esse sono:
- Chiesa rupestre a "campana" in località Rivolta
- Chiesa rupestre dell'Ecce Homo
- Chiesa rupestre di S. Barbara
- Chiesa rupestre di S. Bartolomeo
- Chiesa rupestre di S. Caterina
- Chiesa rupestre di S. Domenica
- Chiesa rupestre di S. Leonardo Vecchio o Mater Domini
- Chiesa rupestre di S. Marco
- Chiesa rupestre di S. Pietro
- Chiesa rupestre di S. Sofia II
- Chiesa rupestre di S. Vito Vecchio
- Chiesa rupestre in località Gravina del Casale
- Chiesa rupestre in località Rivolta
- Cripta di S. Felice
- Cripta di S. Giovanni da Matera
- Cripta in località Monaca d'Oro o Cripta di Eliseo
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
La crescita che ha subito Ginosa nell'ultimo secolo e mezzo è dovuto in gran parte all'immigrazione dal barese (durante il periodo di bonifica e di disboscamento della piana oltre che per la messa in coltura dei "tendoni") e dal leccese (coltivazione e lavorazione del tabacco) che si sono avuti.
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 600 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Romania 303 1,33%
[modifica] Cultura
[modifica] Cinema
Nello scenario della gravina di Ginosa sono state girate due opere cinematografiche: nel 1964 Il vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, quando furono demoliti due casolari del Trecento; nel 1999 Terra bruciata di Fabio Segatori.
[modifica] Personalità legate a Ginosa
- Giosi Lippolis (1923 - 2006), poetessa e scrittrice
- Alfredo Mantovano (1958 - ), politico e magistrato, già sottosegretario all'Interno italiano, ha svolto la funzione di Pretore dal 1985 al 1987 nel foro di Ginosa
- Mons. Cosimo Damiano Fonseca, storico è membro dell'Accademia dei Lincei, Cittadino Onorario di Ginosa.
- Luciano Luisi(Livorno, 13 marzo 1924) poeta, scrittore e giornalista italiano, Cittadino Onorario di Ginosa.
- Bruno Siclari (Reggio di Calabria, 1925 – Sesto San Giovanni, 1º gennaio 2000) è stato,pretore per 7 anni a Ginosa, magistrato italiano, già primo procuratore nazionale antimafia. Cittadino Onorario di Ginosa.
- Giovanni Latorre (Ginosa, 20 settembre 1945) è uno statistico e rettore italiano, Cittadino Onorario di Ginosa.
- Santino Brembilla è un sacerdote e responsabile Missionari monfortani nel mondo, Cittadino Onorario di Ginosa.
[modifica] Eventi
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Frazioni
[modifica] Marina di Ginosa
La frazione di Marina di Ginosa, a circa 25 km da Ginosa, è una delle località balneari maggiormente frequentate dell'arco ionico tarantino. Inizialmente denominata "Ginosa Scalo" per la presenza della stazione ferroviaria, era da molti conosciuta come "Stornara", a causa degli storni che numerosi vi fanno ritorno in autunno, o "Venticinque" per l'ubicazione al Km 25 della ex ss580 (e cioè alla fine della stessa) e il numero del casello ferroviario. Fu solo nel 1956 che l'allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi attribuì alla borgata la denominazione ufficiale di "Marina di Ginosa". Oggi Marina di Ginosa ha un tessuto urbano più esteso di Ginosa e conta di una popolazione stabile di circa 6.000 abitanti, che durante il periodo estivo supera le 100.000 unità. Per la qualità del suo mare e delle sue spiagge sabbiose la FEE le ha riconosciuto per tredici anni la Bandiera Blu (nel 1995, nel 1997 e nel 1998, poi dal 1999 al 2001 e ininterrottamente dal 2003 al 2011). Ha inoltre ricevuto, per la stagione estiva 2009, le 3 Vele Blu da Legambiente[3] . Caratteristica predominante delle spiagge di Marina di Ginosa è la pineta di arbusti di macchia mediterranea che incorniciano per chilometri tutto il litorale.
La festa patronale di sant'Antonio di Padova si tiene il 12 e 13 giugno. Politicamente parlando, una questione molto sentita dalla popolazione della frazione marinese è il tentativo di riconoscere l'indipendenza amministrativa dal comune di Ginosa.
Marina di Ginosa dispone di una stazione ferroviaria all'interno del paese e di una stazione meteorologica. La stazione meteorologica di Marina di Ginosa è una delle tante situata nella costa ionica. La stazione è di riferimento per il servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare e per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, relative alla località di Marina di Ginosa. Il mercato cittadino si svolge ogni venerdì mattina.
Marina di Ginosa è stata gravemente colpita da un'alluvione durante la notte fra l'1 ed il 2 marzo 2011.
[modifica] Economia
A partire dalla seconda metà degli anni ottanta l'economia ginosina, che precedentemente si basava quasi esclusivamente sull'agricoltura, ha avuto un notevole impulso. Attraverso i piani economici di insediamento industriale, che hanno portato nel territorio l'industria dei divani Natuzzi, l'industria Nurith (che produce serramenti in pvc), e il gruppo di tessitura e filatura Miroglio (che ha chiuso il proprio stabilimento il 31 ottobre 2008 lasciando a casa 238 dipendenti), si è puntato sullo sviluppo dei settori industiali di base. Dal luglio del 2007 il distretto del salotto versa in una fase di crisi e di piena recessione economica perché è venuto a mancare il compratore principale, gli Stati Uniti.
L'agricoltura, notevolmente modernizzata (meccanizzazione, impiego di fertilizzanti, concimi, coloranti, irrigazione) riveste ancora grande importanza; i prodotti principali sono il vino, l'olio extravergine d'oliva e l'uva da tavola (largamente commercializzata nel territorio nazionale). Notevoli progressi hanno fatto anche la pesca e l'allevamento di bestiame (principalmente pollame). A partire dal 2007 anche l'agricoltura, a causa delle scelte europee miopi, al wto e alle politiche agricole nazionali, ha perso alcune rilevanti quote di mercato.
Un altro settore in forte sviluppo è quello turistico su Marina di Ginosa che ha portato all'ammodernamento degli impianti balneari, alla valorizzazione delle spiagge, del Parco Comunale e della pineta Regina, al rifacimento dell'intero percorso stradale che collega Ginosa a Marina di Ginosa, con il conseguente insediarsi sul territorio di villaggi turistici, camping e discoteche. Nel 2011 il comune di Ginosa ha ottenuto per la tredicesima volta la “Bandiera Blu” della FEE per la qualità del suo mare.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade
La rete delle comunicazioni stradali e ferroviarie è ancora insufficiente, specie in relazione all'incremento della popolazione residente. I collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):
- Autostrada A14 Bologna-Taranto (barriera di Castellaneta-Mottola) da e per l'Italia settentrionale
- S.S. 106 Ionica da e per la Calabria
[modifica] Aeroporti
Gli aeroporti più vicini sono:
- Aeroporto di Taranto-Grottaglie "Marcello Arlotta" effettua servizi di linea per il traffico passeggeri con voli charter.
- Aeroporto internazionale di Bari "Karol Wojtyla";
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Vito De Palma (centrodestra - PDL) dal 30/05/2011 (1º mandato)
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Passio Christi - XXXIII Edizione Estiva 2007
[modifica] Note
- ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Itinerari Culturali del Medioevo Pugliese
- ^ La guida Blu 2009 di Legambiente
[modifica] Voci correlate
- Provincia di Taranto
- Comunità Montana della Murgia Tarantina
- Arco Ionico tarantino
- Torre Mattoni
- Lago Salinella
- Clementine del Golfo di Taranto
- Rinaldo Monicelli
- Città di fondazione nel periodo fascista
- Lista di alluvioni e inondazioni in Italia
[modifica] Altri progetti
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