Ginosa

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Ginosa
comune
Ginosa – Stemma Ginosa – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
Sindaco Vito De Palma (PdL) dal 30/05/2014
Territorio
Coordinate 40°30′00″N 16°45′00″E / 40.5°N 16.75°E40.5; 16.75 (Ginosa)Coordinate: 40°30′00″N 16°45′00″E / 40.5°N 16.75°E40.5; 16.75 (Ginosa)
Altitudine 240 m s.l.m.
Superficie 188,49 km²
Abitanti 22,850[1] (31-12-2010)
Densità 0,12 ab./km²
Frazioni Marina di Ginosa, Bandiera, Girifalco, Casone Rita, Casone Dogana, Cavese, Fiumicello, Follerato, Gaudella , Lama di Pozzo, Lucignano, Madonna d'Attoli, Marinella, Murge, Pantano, Spiano, Stornara, Tufarello
Comuni confinanti Bernalda (MT), Castellaneta, Laterza, Matera (MT), Montescaglioso (MT)
Altre informazioni
Cod. postale 74013 (Ginosa)
74025 (Marina di Ginosa)
Prefisso 099
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 073007
Cod. catastale E036
Targa TA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Ginosini
Patrono Maria SS.ma del Rosario

Copatroni: SS. Medici Cosma e Damiano

Giorno festivo 1ª domenica di ottobre (Festa Madonna del Rosario), Sabato antecedente (Festa SS. Medici)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ginosa
Posizione del comune di Ginosa all'interno della provincia di Taranto
Posizione del comune di Ginosa all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale
« Genusium, posta al centro tra Taranto e Metaponto, capitale della Magna Grecia è famosa anche per aver dato asilo a Pitagora, aveva mura e templii agli idoli innalzati e quello a cui rendea speciale culto era il dio Giano »
(Sesto Giulio Frontino, De coloniis, III cap.)

Ginosa (Genòse in dialetto locale[2]) è un comune italiano di 22.850[1] abitanti della provincia di Taranto in Puglia. Essa si erge sul primo gradino delle falde meridionali della Murgia tarantina a 240 m s.l.m. già facente parte della Comunità Montana della Murgia Tarantina.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Ginosa, con una superficie di 190,06 km² che comprende anche il litorale di Marina di Ginosa, è l'ultimo comune della provincia jonica al confine con la Basilicata. Dista 52 km dal capoluogo di provincia, 27 da Matera, 6 da Laterza (TA), 11 da Montescaglioso (MT), 21 da Castellaneta (TA) e 29 da Bernalda (MT). L'ampio e diversificato agro spazia dalla gravina al mare, dalle pianure ai paesaggi collinari, e si estende alla murgia interrotta soltanto dalla zona Casale, fenditura della roccia calcarea di 3 km che circonda l'intero centro storico. In questi ambiti naturali si avvicendano vigneti, ortaggi e olivi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Genusia (Γενουσία in greco antico) fu un importante centro Peuceta (le cui origini risalgono a diversi secoli a.C.), il più vicino alla città di Taranto con cui a fasi alterne strinse relazioni commerciali, fino all'arrivo dei Romani che assorbirono gli Apuli nello stato unitario nascente e assoggettarono Taranto. Diversi sono i pareri sull'etimologia. Attualmente il più accreditato (alla luce di alcuni frammenti di Sesto Frontino) farebbero derivare il nome Ginosa da Genusia, in quanto le popolazioni locali erano devote al culto di Giano. Nella città vecchia, poi, fu trovata una tavoletta in bronzo, che si conserva nel Museo Nazionale di Napoli, da cui rilevasi che Ginosa nel 365 dell'era volgare, sceglie per padrone un certo Flavio Successo Ornato. Negli ultimi decenni del secolo scorso furono rinvenuti altri vasi antichi presso Ginosa e vennero illustrati dal Marchese Arditi, dal Visconti e dal Miani, il quale rilevò sei delle fatiche di Ercole. Questi vasi furono per un tempo esposti nel palazzo reale di Capodimonte, donde poi furono trasportati al Museo Nazionale di Napoli.


Nel 1085 Ginosa entra a far parte della Contea di Lecce. Nel secolo XIII viene conquistata dai Sanseverini, e subito dopo annessa al Principato di Taranto e fortificata da Manfredi, figlio di Federico II. Luigi Dei Conti Miani, in una Breve monografia di Ginosa stampata pochi anni or sono raccoglie alcuni documenti di questo tempo e parecchie notizie dei vari oggetti e vasi antichi da lui rinvenuti. Morto Giovanni Antonio Orsini, ultimo principe di Taranto, nel 1463 il feudo di Ginosa passa al demanio, e il Re Ferdinando I lo dona a Pirro del Balzo, che ribellatosi, lo perde. Il Re decide quindi di concederlo a suo figlio Federico, che ne stabilisce per la prima volta i confini. Federico, una volta salito sul Trono di Napoli nel 1496, dona il feudo ad Antonio Grisone, cui succede prima il figlio Federico, e poi il nipote Antonio nel 1515. Ginosa passo ai Doria nel 1556, ai Grillo nel 1606, agli Spinola Marchesi de Los Balbases Alcanices nel 1629. L'ultimo erede si questa famiglia, lascia il feudo ginosino alla regina di Spagna, che ancora possiede una vasta tenuta nel territorio di Ginosa, attualmente sottoposto a bonifica. (Da La Provincia Del Jonio Notizie storico-geografiche con prefazione di S.E. On. Giovanni Calò Taranto Tipografia Lodeserto 1924).

Nel 1857 Ginosa viene colpita da una forte scossa sismica, "Terremoto della Basilicata del 1857" che provoca la morte di 19 persone. Il sindaco Francesco Miani, accorso in aiuto dei feriti, viene premiato dal re Ferdinando II delle Due Sicilie con una medaglia al valore. Dopo l'Unità d'Italia del 1861 Ginosa è vittima di diversi episodi di brigantaggio, ad opera delle bande di Carmine Crocco, Rocco Chirichigno detto Coppolone e Antonio Locaso detto il Crapariello.

Il 2 marzo 2011 la frazione di Marina di Ginosa viene colpita da un terribile alluvione che provoca ingenti danni alle case, alle opere e alle strutture alberghiere. Circa 400 famiglie residenti in contrada Marinella si vedono costrette a lasciare le proprie abitazioni dichiarate inagibili, nelle quali faranno poi gradualmente ritorno nei mesi successivi.

Il 7 e l'8 ottobre 2013, in occasione delle feste patronali, Ginosa viene colpita da una nuova terribile alluvione. Il nubifragio provoca quattro vittime, distruggendo due arterie stradali principali del territorio. L'amministrazione dichiara il lutto cittadino.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Ginosa, in origine Genusia, si ritiene sia stata fondata dagli abitanti provenienti da Genusium, l'odierna Cnosso dell'isola di Creta. Taluni studiosi tuttavia fanno risalire il suo nome alle genti provenienti dall'antica Illiria, dove scorre il fiume Genusus. L'ipotesi più diffusa sul significato del nome parla di Genusium (da genus), "generatrice di popoli".

Archeologia preistorica[modifica | modifica wikitesto]

Nuove documentazioni paletnologiche, condotte dai ricercatori dell'Università degli Studi di Bari, documentano un'insoluta Pebble Culture di tradizione olduvaiana difficilmente databile e temporaneamente abbinata per alcuni aspetti all’Acheuleano (Paleolitico inferiore, 700/600-120 mila anni)[3], con lo studio di choppers (strumenti su ciottolo) e bifacciali amigdaloidi, registrando con questi ultimi la presenza di H. heidelbergensis [STASOLLA V., op. e art. cit. 2012, 2014. Cfr. rif. bibl.]. Frequentazioni successive vengono datate tra i 55-39 mila anni fa del Paleolitico medio finale, con gli scavi paletnologici condotti dai ricercatori dell'Università degli Studi di Siena [BOSCATO P., GAMBASSINI P., RONCHITELLI A., 2011], presso il noto Riparo l'Oscurusciuto[4] frequentato da H. neanderthalensis. Scavi della Soprintendenza Archeologica della Puglia documentano la continuità abitativa delle gravine e lì dove sorge l'attuale centro abitato durante l'Età del bronzo medio e l'Età del ferro.

Archeologia e storia[modifica | modifica wikitesto]

Rinvenimenti archeologici sono attribuiti all'etnico dei Peuceti, a partire dal VI-V sec. a.C (evidenti sono i rinvenimenti in località Follerato e Passo di Giacobbe). Noto nella letteratura archeologica è il ceramografo apulo che va sotto il nome di Pittore di Ginosa, autore di pitture vascolari a figure rosse, attivo nel IV sec. a.C. Nell'ultimo quarto del IV sec. (330-320 a.C.) opera il Maestro di Ginosa[5], orafo a cui sono attribuiti il bellissimo diadema con "nodo erculeo" e una coppia di orecchini con disco e pendente conico, esposti attualmente tra gli ori conservati presso il Museo Archeologico di Taranto.

Con l'installazione delle vicine colonie greche di Taranto e Metaponto, la pianura ginosina divenne di dominio conteso dalle due grandi polis. Con l'avvento delle legioni romane l'altopiano ginosino si ellenizzò anche etnicamente, questo principalmente per via delle due distruzioni che subì Metaponto.

Fu oppidum romano come colonia militare. In epoca imperiale, nel 395 d.C., ottenne il riconoscimento di Municipium con decretum de patrocinio sotto i consoli Anicio E. Olibrio e Anicio Probino e il patronato del senatore Flavio.

Ginosa, in epoca romana, ebbe importanza per tre motivi:

  1. la sua vicinanza alla via Appia che la fece una sorta di fortino militare;
  2. la sua piana, che in mano a pochi latifondisti, costituì un solido granaio per Roma;
  3. le capacità organizzative nell'approvvigionamento dell'esercito romano.

Al tramonto dell'Impero l'intera piana fu abbandonata sia perché le ville fortificate presenti non erano in grado di difendere questo ampio territorio dalle scorribande germaniche prima e saracene poi, sia perché la popolazione si era contratta per via delle carestie. La popolazione si rifugiò quindi nelle gravine, nacque così l'abitato che, influenzato dal cristianesimo, assorbì l'arte dell'affresco rupestre, commissionato ad artisti che hanno lasciato pregevoli affreschi di carattere bizantino, molti dei quali scomparsi per le intemperie, l'incuria e le razzie dei predoni. La dominazione effimera bizantina fu definitivamente scacciata con l'avvento dei Normanni che per controllare la costa dagli assalti saraceni fecero costruite torri di avvistamento lungo il litorale.

Con l'avvento normanno si instaurò un regime feudatario, e Ginosa fu un feudo di terza categoria e non riuscì mai a consolidare su di sé una baronia stabile.

Con il finire del Medioevo inizia il lento declino della civiltà rupestre. La gente lentamente abbandona la gravina per spostarsi sulla collina dove sorge l'odierno abitato, e dall'architettura "spontanea", fatta di forme e dimensioni estremamente irregolari, si passa alle case "lamiate" e alle case "soprane" della zona Popolicchio. È in questo momento storico che "il vivere in grotta" diviene, dal punto di vista sociale, un elemento discriminante.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il principale monumento di Ginosa è il Castello normanno, in zona orologio, fatto costruire nel 1080 da Roberto il Guiscardo per difendersi dalle incursioni saracene. Il castello di Ginosa originariamente era munito di tre torri merlate e di un ponte levatoio, elementi architettonici che furono demoliti quando nel XVI secolo, quando il comune ionico divenne baronia della potente famiglia Doria. Così il Castello acquisì l'aspetto di un grande palazzo che ancora oggi si erge poderoso a dominio di tutto l'antico abitato. Il Castello normanno compare anche nello stemma araldico che simboleggia il comune.

Sono inoltre da vedere:

  • Piazza Orologio
  • Le gravine, Valle dell'Arciprete l'Oscurusciuto, Canale San Giuseppe, Torrente Lagnone Tondo, Canale il Palombaro, Torrente Gravinella, Canale Cecera, Selva Venusio, La Difesella, Gravina Grande, Passo di Giacobbe, Gravinella di Cavese e Canale San Pellegrino, Fosso dell'Alloro e Gravinella del cacciatore
  • Ex Caserma Francese, struttura architettonica e piccolo complesso abitativo del XVII secolo, sito a ridosso della circumvallazione sud, convertito in caserma di cavalleria sotto la dominazione francese in età murattiana, e successivamente rivenduto a privati.
  • Lago Salinella, lago costiero retrodunale a Marina di Ginosa che si trova al confine tra la Puglia e la Basilicata, occupante il tratto terminale dell'antico alveo del fiume Bradano, il lago è un importante luogo dove sostano numerose specie migratorie dove è possibile fare Birdwatching.
  • Chiesa Matrice, o Chiesa Madre, costruita nel 1554 per l'interessamento di un presidio militare francese, il tempio fu dedicato ad uno dei santi più celebri e popolari della Francia: San Martino da Tours. La linea architettonica della chiesa esprime il Cinquecento, cioè quello stile architettonico che, messo da parte il gotico, col culto dell'arte classica si ricollega all'architettura romana, augustea.
  • La costa di Ginosa Marina
  • Pineta Regina, Pineta Cavese
  • Le Masserie antiche
  • Il monumento ai caduti -1922- opera di Antonio Bassi
  • la statua del monumento ai caduti -1978- opera di Tommaso Gismondi.  

Chiese rupestri[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del progetto "Itinerari culturali del medioevo pugliese"[6] del Ministero dei beni culturali, sono state censite anche tutte le chiese rupestri che si trovano nel comune di Ginosa. Esse sono:

  • Chiesa rupestre a "campana" in località Rivolta
  • Chiesa rupestre dell'Ecce Homo
  • Chiesa rupestre di S. Barbara
  • Chiesa rupestre di S. Bartolomeo
  • Chiesa rupestre di S. Caterina
  • Chiesa rupestre di S. Domenica
  • Chiesa rupestre di S. Leonardo Vecchio o Mater Domini
  • Chiesa rupestre di S. Marco
  • Chiesa rupestre di S. Pietro
  • Chiesa rupestre di S. Sofia II
  • Chiesa rupestre di S. Vito Vecchio
  • Chiesa rupestre in località Gravina del Casale
  • Chiesa rupestre in località Rivolta
  • Cripta di S. Felice
  • Cripta di S. Giovanni da Matera
  • Cripta in località Monaca d'Oro o Cripta di Eliseo

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Dal grafico possiamo notare l'imponente crescita demografica avutasi a Ginosa dalla costituzione del Regno d'Italia. Essa fu dovuta in un primo periodo principalmente all'affrancamento dal regime feudale dell'ancient regime borbonico (con la conseguente crescita economica) e poi dalle bonifiche nel ventennio fascista, ulteriore motivo di crescita economica agricola.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 717 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 403 nazionali rumeni censiti pari a 1,83% della popolazione residente

Albania Albania 151 nazionali albanesi censiti pari a 0,77% della popolazione residente

Algeria Algeria 71 nazionali algerini censiti pari allo 0,43% della popolazione residente

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nello scenario della gravina di Ginosa sono state girate due opere cinematografiche: nel 1964 Il vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, quando furono demoliti due casolari del Trecento; nel 1999 Terra bruciata di Fabio Segatori.

Persone legate a Ginosa[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Marina di Ginosa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Marina di Ginosa.

La frazione di Marina di Ginosa, a circa 25  km da Ginosa, è una delle località balneari maggiormente frequentate dell'arco ionico tarantino. Inizialmente denominata "Ginosa Scalo" per la presenza della stazione ferroviaria, era da molti conosciuta come "Stornara", a causa degli storni che numerosi vi fanno ritorno in autunno, o "Venticinque" per l'ubicazione al Km 25 della ex ss580 (e cioè alla fine della stessa) e il numero del casello ferroviario. Fu solo nel 1956 che l'allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi attribuì alla borgata la denominazione ufficiale di "Marina di Ginosa". Oggi Marina di Ginosa ha un tessuto urbano più esteso di Ginosa e conta di una popolazione stabile di circa 6.000 abitanti, che durante il periodo estivo supera le 100.000 unità. Per la qualità del suo mare e delle sue spiagge sabbiose la FEE le ha riconosciuto per 15 anni la Bandiera Blu (nel 1995, nel 1997 e nel 1998, poi dal 1999 al 2001, ininterrottamente dal 2003 al 2014). Ha inoltre ricevuto, per la stagione estiva 2009, le 3 Vele Blu da Legambiente[8]. Caratteristica predominante delle spiagge di Marina di Ginosa è la pineta di arbusti di macchia mediterranea che incorniciano per chilometri tutto il litorale.

La festa patronale di Sant'Antonio da Padova si tiene il 12 e 13 giugno. Questione molto sentita dalla popolazione della frazione marinese è il tentativo di riconoscere l'indipendenza amministrativa dal comune di Ginosa.

Marina di Ginosa dispone di una stazione ferroviaria all'interno del paese e di una stazione meteorologica. La stazione meteorologica di Marina di Ginosa è una delle tante situata nella costa ionica. La stazione è di riferimento per il servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare e per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, relative alla località di Marina di Ginosa. Il mercato cittadino si svolge ogni venerdì mattina.

Marina di Ginosa è stata gravemente colpita da un'alluvione durante la notte fra l'1 ed il 2 marzo 2011.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla seconda metà degli anni ottanta l'economia ginosina, che precedentemente si basava quasi esclusivamente sull'agricoltura, ha avuto un notevole impulso. Attraverso i piani economici di insediamento industriale, che hanno portato nel territorio l'industria dei divani Natuzzi, l'industria Nurith (che produce serramenti in pvc), e il gruppo di tessitura e filatura Miroglio (che ha chiuso il proprio stabilimento il 31 ottobre 2008 lasciando a casa 238 dipendenti), si è puntato sullo sviluppo dei settori industriali di base. Dal luglio del 2007 il distretto del salotto versa in una fase di crisi e di piena recessione economica perché è venuto a mancare il compratore principale, gli Stati Uniti.

L'agricoltura, notevolmente modernizzata (meccanizzazione, impiego di fertilizzanti, irrigazione) riveste ancora grande importanza; i prodotti principali sono il vino, l'olio extravergine d'oliva e l'uva da tavola (largamente commercializzata nel territorio nazionale ed europeo). Notevoli progressi hanno fatto anche la pesca e l'allevamento di bestiame (principalmente pollame). A partire dal 2007 anche l'agricoltura, a causa delle scelte europee miopi, al wto e alle politiche agricole nazionali, ha perso alcune rilevanti quote di mercato.

Un altro settore in forte sviluppo è quello turistico su Marina di Ginosa che ha portato all'ammodernamento degli impianti balneari, alla valorizzazione delle spiagge, del Parco Comunale e della pineta Regina, al rifacimento dell'intero percorso stradale che collega Ginosa a Marina di Ginosa, con il conseguente insediarsi sul territorio di villaggi turistici, camping e discoteche.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale società calcistica è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Ginosa, fondata il 9 marzo 1948 con il nome di Associazione Sportiva Ginosa[9] e radiata tre anni dopo per inadempienze fiscali. Nel 1954 venne fondata l'Audace Ginosa, fermatasi a sua volta nel 1962 a causa dell'indisponibilità del campo sportivo che, completato nel 1966, consentì all'A.S. Ginosa di riprendere l'attività iscrivendosi alla Terza Categoria.

I colori sociali della compagine ginosina sono il bianco e l'azzurro. Il miglior risultato sportivo si ebbe nella stagione 1982-1983, quando la squadra disputò il Campionato Interregionale dopo la vittoria del campionato pugliese di Promozione 1981-1982; la militanza nell'Interregionale durò un solo anno in quanto, pur avendo terminato al secondo posto il girone di andata del Campionato Interregionale 1982-1983, il Ginosa retrocesse al termine della stagione.

Dopo aver disputato per cinque anni l'Eccellenza pugliese dal 1997 al 2002, milita nel girone B del campionato regionale di Prima Categoria[10].

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio Comunale "Teresa Miani" risale alla seconda metà degli anni sessanta ed è intitolato alla proprietaria che donò al Comune l'appezzamento su cui venne edificata la struttura. Nel 2005 l'impianto è stato integralmente ricostruito e dotato di gradinate e tribuna coperta da 3.800 posti complessivi. Dal 2012 dispone di un fondo in erba sintetica.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti con la Provincia di Taranto

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La rete delle comunicazioni stradali e ferroviarie è ancora insufficiente, specie in relazione all'incremento della popolazione residente. I collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Passio Christi - XXXIII Edizione Estiva 2007[modifica | modifica wikitesto]

Warrior departure Cyclops Painter Louvre G500.jpg

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  3. ^ V. STASOLLA, Tecnologia della preistoria. Gestione delle materie prime, produzione e aspetti tecno-tipologici delle industrie litiche di Grotta San Pellegrino (Laterza) e dei Settori limitrofi (A-F), Università degli Studi di Bari a.a. 2012-2013, ed. pubb. 2014. ISBN | 978-88-91138-02-6.
  4. ^ BOSCATO P., GAMBASSINI P., RONCHITELLI A., Abri l’Oscurusciuto à Ginosa (Taranto-Italie du Sud): un nouveau site moustèrien, in Acts of the XIVth UISPP Congress, University of Liège, Belgium, 2-8 september 2001;
  5. ^ D. Williams, Three Groups of fourth Century South Italian Jewellery in the British Museum, in RM, 95, 1988, pp. 75-95.
  6. ^ Itinerari Culturali del Medioevo Pugliese
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ La guida Blu 2009 di Legambiente
  9. ^ Storia asginosa.it
  10. ^ Classifica Girone B - Prima Categoria Puglia

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]