Bifacciale
Il bifacciale (detto anche amigdala, per la caratteristica forma a mandorla) è un utensile di pietra (cuneo o ascia da pugno) in genere di forma ovale o triangolare, spesso appuntito a una estremità.
I bifacciali erano ottenuti dall’uomo lavorando su due facce frammenti di pietra (schegge), ciottoli o nuclei di selce con ritocco bifacciale coprente o invadente, in modo da ottenere strumenti con margini a spigolo vivo ad andamento convesso o rettilineo, convergenti verso un'estremità.
La loro forma risulta varia a seconda delle dimensioni, dello spessore e dell'andamento dei bordi e delle estremità.
La loro funzione non era quella di strumento da lancio, ma da presa, in quanto erano utilizzati afferrandoli alla base con la mano.
Erano utensili tuttofare: potevano servire per macellare gli animali, spezzare le ossa e i tendini, tagliare e lavorare le pelle e altri materiali.
[modifica] Collocazione cronologica
I bifacciali caratterizzano la maggior parte delle industrie litiche del Paleolitico inferiore in Europa (Abbevilliano, Acheuleano), fino al Paleolitico medio (Musteriano).
In Italia compaiono intorno a 500.000 anni fa (Pleistocene medio antico) nei complessi attribuiti all'Homo heidelbergensis e continuano ad essere utilizzati anche dall'Uomo di Neandertal.
Prima di questi prodotti dell’industria bifacciale, si hanno tipi ancora più elementari, costituiti da ciottoli appena sgrossati scheggiandoli irregolarmente su una sola faccia o su due (rispettivamente denominati choppers o chopping tools) ed indicati complessivamente come prodotti della pebble culture.
(questo tipo di pietra viene chiamata amigdala: ci sono due tipi di amigdala, l'amigdala primitiva serviva per dissotterrare radici e piante, l'amigdala lavorata per tagliare le pelli degli animali uccisi)
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