Barletta
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Barletta | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
|
|||||||||
| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | |||||||||
| Altitudine: | 15 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 146,91 km² | ||||||||
| Abitanti: |
|
||||||||
| Densità: | 635,97 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Montaltino, Fiumara, Canne della Battaglia | ||||||||
| Comuni contigui: | Andria, Canosa di Puglia, Margherita di Savoia , San Ferdinando di Puglia, Trani, Trinitapoli | ||||||||
| CAP: | 70051 | ||||||||
| Pref. tel: | 0883 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 072007 | ||||||||
| Codice catasto: | A669 | ||||||||
| Nome abitanti: | barlettani | ||||||||
| Santo patrono: | San Ruggero, SS. Madonna dello Sterpeto | ||||||||
| Giorno festivo: | 30 dicembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Barletta (Varrètt o Barlett in dialetto barlettano) è un comune di 93.431 abitanti (53° posto tra i comuni italiani per numero di abitanti), attualmente in provincia di Bari. La città è co-capoluogo della nuova provincia di Barletta-Andria-Trani, che diverrà pienamente operativa nel 2009 con le elezioni amministrative della Provincia di Bari. Il dialetto locale, il barlettano, è una variante del vernacolo nord-barese. Il comune comprende tre frazioni: Montaltino, Canne della Battaglia e Fiumara.
[modifica] Geografia
| Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia. |
Barletta ("Varrètt" nel dialetto locale) è bagnata dal Mar Adriatico, dove il litorale roccioso si addolcisce nelle sabbie dell'Ofanto. Il fiume segna il confine fra la provincia di Bari e quella di Foggia ed ha sempre avuto un'influenza determinante sull'attività agricola della zona. Barletta appartiene infatti alla Valle dell'Ofanto della quale è il centro rappresentativo. Il corso del fiume segna anche il passaggio dalla Murgia carsica alla vasta e fertile piana del Tavoliere delle Puglie.
La città di Barletta è locata in riva al mare Adriatico, all'imboccatura sud-ovest del Golfo di Manfredonia, di fronte al promontorio del Gargano. È ubicata su di un bassopiano che varia dai 10 ai 30 metri sul livello del mare alle seguenti coordinate: Latitudine Nord 41°19', Longitudine Est Greenwich 16°17'17".
Barletta confina da nord ad est con il mare Adriatico, a sud-est con Trani (12 km), a sud con Andria (11 km), a sud-ovest con Canosa (22 km), a nord-ovest con la foce del fiume Ofanto (5 km) e con Margherita di Savoia (13 km).
La città si estende su di una superficie di 14.471 ettari; il suo abitato ha una lunghezza (est-ovest) di circa 7 km, una larghezza (nord-sud) di circa 3 km ed un perimetro di circa 13 km.
[modifica] Clima
La città è interessata da una notevole stabilità climatica, dovuta in buona parte alla presenza del mare, che attenua i contrasti atmosferici.
La piovosità è bassa, essa infatti si aggira su una media di 500 mm annui ed è distribuita in circa 70 giorni, con maggiori afflussi di pioggia in autunno ed inverno e minimi tra la seconda metà del mese di giugno e la prima metà del mese di agosto.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia della Puglia. |
Le prime testimonianze su Bardulos risagono al IV secolo a.C.. "Bardulos" è citata nella Tavola peutingeriana. In età romana essa fu porto di Canosa, i cui abitanti vi si rifugiarono dopo la distruzione della loro città.
Fiorì nel Medioevo come fortezza dei Normanni. Diventò una tappa importante dei Crociati e di tutto il traffico verso la Terra Santa. Nel 1291, in seguito alla caduta in mano musulmana di San Giovanni d'Acri di Palestina, ospitò il Patriarca di Gerusalemme Randolfo. Nel 1228 Federico II di Svevia, adunato il parlamento dei baroni nel castello di Barletta, annunciò la partenza per la sesta crociata. Lo stesso imperatore, nel 1234, concesse alla chiesa barlettana di santa Maria Maggiore la Fiera dell'Assunta, una delle otto più importanti fiere del Regno, che arricchì notevolmente l'economia della città.
Dal 1327, in seguito alla distruzione della cittadina palestinese di Nazaret, gli Arcivescovi Nazareni si trasferirono a Barletta, che ne divenne sede defintiva fino alla soppressione del titolo episcopale, attuata da papa Pio VII nel 1818.
Nel XIV secolo Barletta s'ingrandì ulteriormente con l'arrivo degli abitanti della vicina Canne, in fuga dal loro centro ormai decadente. Raggiunse il suo maggior splendore sotto gli Angioini.
All'inizio del XVI secolo, durante la guerra tra francesi e spagnoli, la città fu teatro di storiche vicende, di cui è rimasta memorabile la nota Disfida di Barletta del 13 febbraio 1503. Divenne così roccaforte degli spagnoli, che ne potenziarono le mura e il castello. Se il controllo spagnolo rappresentava una speranza di potere, attirava tuttavia l'interesse conquistarore dei nemici francesi. Nel 1528, infatti, la città - anche a causa di fazioni interne - subì il saccheggio delle truppe francesi del Lautrec. Da quel momento cominciò il declino di Barletta, favorito dal malgoverno spagnolo, dai saccheggi e dalle calamità naturali (peste e terremoti). Elementi di rinascita si verificarono solo alla fine del XVIII secolo.
Attivo centro culturale e religioso, fu elevata a diocesi da papa Pio IX nel 1860, col nome di Barletta-Nazareth.
Durante la seconda guerra mondiale la città fu teatro del primo episodio della Resistenza italiana contro le truppe naziste, meritando così - unica in Italia - la Medaglia d'Oro al Valor Militare ed al Merito Civile. Inoltre, con 11 medaglie d'oro e 215 medaglie d'argento Barletta è la città più decorata d'Italia.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Luoghi d'interesse
La città gode di un lunghissimo litorale, suddiviso tra ponente e levante dal porto commerciale. Lungo i litorali si trovano vari lidi attrezzati (sia a ponente che a levante) ed alberghi (a levante) che offrono una mediocre ricettività turistica.
I principali monumenti della città sono l'imponente Castello normanno-svevo-angioino (sede del Museo civico, del Museo della Memoria e della biblioteca comunale), il Colosso Eraclio (enorme statua in bronzo risalente al V secolo), posto vicino alla Basilica del Santo Sepolcro (chiesa romanica costruita dai crociati), la Cattedrale, magnifico esempio di fusione tra stile romanico e gotico, la Cantina della sfida, il Palazzo della Marra (unico esempio di barocco leccese al di fuori del Salento e sede della pinacoteca "De Nittis"), il Teatro Curci e il sito archeologico di Canne della Battaglia, famoso luogo di scontro, nel 216 a.C., tra le truppe romane e Annibale, capo cartaginese.
Caratteristico è il centro storico, costellato da numerose chiese e palazzi di notevole interesse storico e artistico (quali Palazzo Bonellio Palazzo Gentile), con il borgo medievale nei pressi della Cattedrale e delimitato perimetralmente dai Giardini del Castello svevo-normanno e dai tre corsi principali della città: Corso Vittorio Emanuele II (anticamente "via Cordoneria"), Corso Garibaldi e Corso Cavour (anticamente "via del Cambio").
[modifica] La Cattedrale Santa Maria Maggiore
La cattedrale di Santa Maria Maggiore è oggi, come nell'antichità, il fulcro principale della vita religiosa della città, nonché il suo cardine urbanistico: lo stesso primitivo disegno del tessuto urbano di Barletta dimostra la forza centripeta della sua chiesa madre.
L'edificio attuale si presenta come un organismo complesso e non unitario, composto di due parti nettamente distinte, quella anteriore tipicamente romanica, e quella posteriore realizzata in forme gotiche. La costruzione dell'edificio attuale, infatti, iniziata nel 1126, si è poi protratta per secoli. Questa chiesa è perciò ritenuta uno dei pochi esempi di armoniosa commistione tra romanico e gotico.
La chiesa, in realtà, è una sovrapposizione di diversi luoghi di culto, via via stratificatisi:
- Tombe a grotticella, III secolo a.C.
- Basilica paleocristiana, VI secolo.
La prima chiesa di Barletta, Sancta Maria de Auxilio, è la più grande basilica paleocristiana del nord-pugliese. Di essa rimangono considerevoli tracce del pavimento mosaicale a motivi floreali. Sono presenti mattoni in cotto che riportano il sigillo di san Sabino, vescovo di Canosa ed evangelizzatore della Puglia. Da questi reperti archeologici possiamo datare la basilica.
- Basilica altomedievale, IX secolo
Sancta Maria de Episcopio, più stretta della precedente chiesa, a motivo della crisi economica del periodo in cui fu eretta.
- Basilica romanica, XII secolo.
Sulle due precedenti basiliche venne costruita una chiesa di maggiori dimensioni, Sancta Maria Mojoris, ad opera del protomagister Simiacca e di suo figlio Luca. Numerosi privati intervennero a finanziare la nuova fabbrica, come testimonia l'iscrizione del 1150 sul portale laterale sinistro del prospetto: «A spese tue, o Riccardo, questa porta risplenderà e per te si apriranno liete le porte del cielo». Il committente Riccardo sarebbe, secondo l'improbabile tradizione locale, Riccardo Cuor di Leone di ritorno dalle crociate; dovrebbe trattarsi, invece, del coevo omonimo conte di Andria. Alla fine del XII secolo fu eretto il campanile. Negli stessi anni si provvide anche all'arredo interno della chiesa: artisti di provenienza orientale scolpirono i raffinati capitelli del ciborio, a testimonianza degli stretti legami intercorsi tra Barletta e le terre d'Oltremare all'epoca delle Crociate. Furono poi aggiunti i falsi matronei e, sul prospetto, venne aperta una finestra bifora e il rosone. La cattedrale fu consacrata nel 1267.
- Ampliamento gotico, XIV secolo
La basilica romanica a tre navate e tre absidi, fu poi ampliata (dopo il 1307) all'altezza del presbiterio, cui venne aggiunto un'ulteriore campata a crociera terminante in un grandioso coro gotico, con abside poligonale, deambulatorio e cappelle radiali.
La decorazione scultorea presente a Santa Maria, eseguita in tempi differenti, è molto variegata: capitelli popolati da figure di animali, mostri e figure indistinte aggettanti all'interno e all'esterno dell'edificio. Il prospetto aveva tre portali, di cui sopravvivono oggi i due laterali; quello centrale andò forse distrutto in qualche terremoto e sostituito con uno rinascimentale; di esso rimangono alcuni bassorilievi, inglobati all'interno dell'edificio, con scene dell'ultima cena e dell'ingresso di Cristo a Gerusalemme.
Fu elevata cattedrale dal beato Pio IX con bolla del 21 aprile 1860. È basilica minore dal 1961. [1] [2]
[modifica] Il Castello
La costruzione (che versa in ottime condizioni dopo i felici restauri degli anni ottanta) si presenta in forma quadrangolare con, agli spigoli, le caratteristiche torri-bastioni o puntoni dalla struttura a punta di lancia.
L'edificio è una sovrapposizione di strutture erette nei secoli dalle varie dominazioni susseguitesi. L'origine è normanna, come testimonia la torre centrale (completamente inglobata) del X secolo.
Il castello è menzionato per la prima volta in un documento del 1202. Durante le Crociate fu l'abituale ricovero per i cavalieri in partenza e in arrivo dalla Terra Santa. Ingenti furono gli interventi di Federico II di Svevia, attuati tra il 1225 e il 1228; nel lato sud, infatti, è possibile notare finestre ogivali che recano scolpite nelle lunette l'aquila imperiale, motivo ricorrente nell'iconografia sveva. Nel 1228 l'imperatore Federico II vi tenne la famosa Dieta in vista della partenza per la sesta crociata.
Il castello subì profonde modifiche in età angioina, grazie all'architetto francese dell'età di Carlo I, Pierre d'Angicourt. Nel XVI secolo, in epoca aragonese, Barletta divenne uno dei più importanti centri di controllo del potere spagnolo nel Sud Italia, in seguito anche alla vittoria conseguita sui francesi nella Disfida del 1503. Perciò nel 1527 il re spagnolo Carlo V, oltre a fortificare e allaragre la cinta muraria cittadina, fece irrobustire tutto l'edificio, edificando i quattro possenti bastioni, sotto la maestranza dell'architetto militare Evangelista Menga. Esso divenne una delle fortezze più poderose e munite del Mezzogiorno italiano.
Nel 1867 il castello fu acquistato dal comune di Barletta divenendo in seguito un deposito d'armi e un carcere senza perdere però la sua funzione strategico militare. Infatti il 24 maggio 1915 la struttura fu bersagliata dalla corazzata austriaca Helgoland a cui si oppose, immolandosi, il cacciatorpediniere Turbine per evitare al castello ulteriori colpi. Anche durante la seconda guerra mondiale il castello venne utilizzato per scopi bellici e al suo interno fu stanziato un presidio militare che nel settembre del 1943 si oppose tenacemente all'esercito tedesco che intendeva occupare la città.
Solo nel 1976 si decise finalmente di sottoporre il castello, dopo secoli di utilizzo ininterrotto, ad un lungo restauro, restituendolo così al suo vecchio splendore.
Di recente (dal 2001-2003) sono stati effettuati notevoli lavori di rivalorizzazione e riqualificazione dei Giardini del Castello, oggi tra i cuori pulsanti della vita cittadina e vera e propria "cerniera" tra la litoranea di levante e il centro storico.
Attualmente è sede della Biblioteca comunale, del Museo comunale (non accessibile) e del lapidario. Tra i pezzi più importanti qui conservati sono da segnalare:
- Il Sarcofago degli Apostoli, lastra tombale del IV secolo, prima testimonianza cristiana a Barletta
- Il Busto di Federico II, unico esemplare al mondo, in pietra, del XIII secolo.
[modifica] Basilica del Santo Sepolcro
La Basilica del Santo Sepolcro sorge al centro della città di Barletta, allo sbocco di Corso Vittorio Emanuele in Corso Garibaldi, ove si leva il famoso Colosso di Barletta.
L'edificio fu eretto in forme gotico-borgognone alla fine del XII secolo e ne sono stati completati i restauri recentemente. La facciata barocca denota una porta ogivale, due archi ciechi e resti del pronao. Caratteristica è la fiancata sinistra caratterizzata da profonde arcate cieche con un portale gotico a baldacchino. Altrettanto interessanti le tre absidi cinte da arcature.
All'interno peculiari sono un nartece sormontato da una tribuna che precede le tre navate su pilastri, con archi e volte ogivali risalenti alla fine del XIV secolo, una cupola all'incrocio dei bracci e tre absidi semicircolari. A sinistra dell'ingresso è posto un fonte battesimale del XIII secolo. Presso l'altare dell'abside destro interessante una Madonna bizantineggiante del XVI secolo. Nella cappella sovrastante il nartece è sistemato il tesoro tra cui preziose le icone cinquecentesche e svariati affreschi.
[modifica] Le Chiese
- San Giacomo, XI sec.
Sul sito dell'attuale chiesa, in antichità vi sarebbe stato un luogo per il culto pagano: lo testimoniano due medaglie bronzee rinvenute durante i lavori di restauro, rappresentanti le divinità egizie di Iside, Osiride e Oro.
La prima attestazione del culto cristiano nel luogo è un bassorilievo in pietra dell'Annunciazione, con richiami all'arte longobarda e risalente all'VIII sec.
La prima documentazione scritta dell'esistenza della chiesa è una bolla di papa Adriano IV del 1158, nella quale figura l'"Ecclesia Sancti Jacobi extra portas Baruli" tra i possedimenti dell'abbazia benedettina di Monte Sacro sul Gargano. La chiesa, con buona probabilità, sarebbe stata eretta dai cannesi che, dopo la distruzione di Canne ad opera di Roberto il Guiscardo nel 1083, si rifugiarono a Barletta, fondando il borgo di San Giacomo extra mœnia e la chiesa omonima con ospizio e monastero. Federico II, nel 1205, concede alla chiesa di edificare e usufruire di un mulino, una taverna e un forno per la comunità religiosa e civile.
L'ultimo documento che attesta la presenza dei benedettini a San Giacomo risale al 1379. Nel 1390 la chiesa risulta definitivamente in possesso dei chierici secolari. Dopo il 1408 la chiesa fu sottratta alla giurisdizione della badia di Monte Sacro per dipendere direttamente al vescovo di Siponto, metre il borgo fu consegnato alle dipendenze dei vescovi di Trani. Con bolla di Sisto V del 1586, anche la chiesa fu trasferita sotto la mensa del vescovo di Trani. Nel 1538 fu demolito il vecchio campanile, pericolante, e al suo posto ne fu costruito uno nuovo. Nel 1594 l'arcivescovo Giulio Caracciolo la istituì parrocchia, l'unica di Barletta oltre la cattedrale.
Segue un lungo periodo di incertezza storica, dovuta alla mancanza di documenti dell'epoca. Nei secoli XVII e XVIII Barletta vide varie pestilenze e terremoti. Probabilmente la chiesa subì un periodo di decadenza. Nel 1751 la chiesa venne restaurata e quindi riconsacrata. Nel 1886 vi fu il tentativo di ampliare la chiesa medievale, già tanto manomessa durante i secoli; ma ad impedire il completare della nuova chiesa subentrò la crisi del 1889.
Nel 2001 la chiesa ha subito ingenti lavori di restauro e consolidamento, che hanno riportato in luce le linee architettoniche originarie dell'edificio. Sono state ripristinate monofore di varie epoche, il soffitto a capriate del XVIII sec., nonché la cappella del SS. Salvatore con la duecentesca volta a crociera.
La chiesa possiede un ricco patrimonio di tavole, tele, oggetti liturgigi, reliquiari e paramenti sacri compresi tra il XIII e il XX sec.
- Sant'Andrea, XI-XIII sec.
- Sant'Agostino, XII sec.
- San Ruggero, già Santo Stefano, X-XVII sec.
- San Cataldo, XIV-XVI sec.
- Santa Lucia, XIV-XV sec.
- San Pietro, XIV-XV sec.
- Chiesa vecchia Madonna dello Sterpeto, XIV-XV sec.
- Santa Maria di Nazaret, XVI sec.
- Monte di Pietà, XVI sec.
- Sant'Antonio
- Madonna del Carmine
- San Domenico, già Santa Maria Maddalena
- Santa Maria della Vittoria, XVI sec.
- Santa Maria degli Angeli, XVI sec.
- San Gaetano, XVII sec.
La presenza dei chierici regolari più noti come Teatini, a Barletta, risalirebbe alla fine del XVI sec. La prima chiesa in cui si adattarono ad officiare fu la chiesa di san Giuseppe, ricavata nei locali dell'edificio donato da Alessandro Visco. nella primavera del 1656 iniziarono i lavori per l'edificazione di una nuova chiesa adiacente al fabbricato.Questi si arrestarono per due anni a causa della pestilenza del 1956 e terminarono nel 1667. L'ordine dei Teatini fu soppresso col regio decreto di Murat datato 7 settembre 1809; la chiesa passò sotto la giurisdizione del parroco di San Giacomo che la affidò ai confratelli della SS. Trinità i quali a loro volta erano stati cacciati dallo omonima chiesa della Ss. Trinità in seguito alla soppressione dei Padri Celestini che fino ad allora vi dimoravano.I confratelli portarono con loro la praziosa reliquia della Sacra Spina (barletta) della quale erano divenuti custodi con il compito di solennizzarla nella V domenica di quaresima. Il fabbricato concesso al comune, fu destinato a uffici pubblici. La chiesa, dichiarata monumento nazionale nel 1965, presenta sei cappelle laterali, tre per ciascun lato, comunicanti tra loro e separate da archi a tutto sesto. Nella seconda cappella a sinistra vi è un pregevole altare, di legno dipinto a effetto marmo; qui è custodita la reliquia della Sacra Spina che si espone e si festeggia nella V domenica di Quaresima. Dalla terza cappella, attraverso una botola sotterranea si accede alle antiche sepolture; in fondo alla navata centrale c'è un grande cappellone che racchiude l'altare maggiore circondato da un muro semicircolare. Su di esso trovano collocazione cinque tele relative alla vita e alle gesta di San Gaetano (sec XVII); ancora sui muri del presbiterio due gerandi tele raffigurano il Sogno di San Giuseppe e la Fuga in Egitto, in un primo tempo attribuite a F.A. Altobello (1637-1695?), sono poi state riferite P. De Matteis (1662-1728). Nella prima cappella a destra è posta una tela attribuita a C. Fracanzano(1605-1652) raffigurante Maria SS. fra i genitori S Gioacchino e S. Anna. Superata la prima cappella di destra si apre la porta per la Terra Santa dove sono custodite, riposte su più scaffali le ossa e i teschi dei defunti. Dall'ultima cappella di destra si accede alla sacrestia che, illumina tre grandi finestre, ha la volta sorretta da archi a sesto acuto, detta, per la sua forma, volta bastarda. Attraverso una porta della chiesa, scesi pochi gradini si arriva in un locale piuttosto spazioso che, per la forma e gli arrotondamenti della volta, sembra un antico androne, forse quello della casa di Roberto Mola. In corrispondenza delle sei cappelle laterali, di quella centrale e de del portone si aprono altrettante finestre che fanno risalire il caratteristico bianco delle pareti; il pavimento e composto di mattonelle in cotto. Sul fianco della chiesa si sviluppa il convento la cui facciata appare divisa in tre ordini.
- Purgatorio, XVII-XVIII sec.
- San Giovanni di Dio, XVIII sec.
[modifica] Altri monumenti
- Cantina della Sfida
- Palazzo della Marra
- Palazzo degli Arcivescovi Nazareni
- Collegio dei Gesuiti al Real Monte di Pietà
- Porta Marina
- Teatro Curci
- Villa Bonelli
[modifica] Musei
I principali musei della città sono:
- La Pinacoteca De Nittis la cui sede è il Palazzo della Marra che comprende una collezione De Nittis assieme a mostre temporanee;
- Il Museo e Pinacoteca di Barletta la cui sede è il Castello svevo-normanno e comprende le collezioni: Immesi, Gabbiani e Ricci;
- Museo della Cattedrale;
- La Casa-Museo Cafiero;
- L'Antiquarium di Canne;
- Il Tesoro della Basilica del Santo Sepolcro;
- Chiesa Greca di Santa Maria degli Angeli con iconostasi.
[modifica] Manifestazioni
- Il 13 febbraio e nella prima settimana di settembre una rievocazione della "Disfida di Barletta".
- Il Venerdì santo: Processione Eucaristico-penitenziale dell'Ora nona e Processione del Legno della Croce
- A luglio (seconda domenica del mese) celebrazione della festa patronale della Madonna dello Sterpeto e di san Ruggero.
- Il 2 agosto commemorazione presso il sito archeologico di Canne dell'anniversario della famosa "Battaglia di Canne".
- Il 30 dicembre la festa liturgica di san Ruggero vescovo.
[modifica] Persone celebri legate a Barletta
(in ordine cronologico)
- Ruggero di Canne (1070 ca. - 1129) [1], vescovo di Canne, patrono di Barletta, santo;
- Andrea Bonello (XIII sec.), giurista della corte federiciana;
- Ferdinando d'Aragona (1423 - 1494), incoronato re di Napoli il 4 febbraio 1459 nella cattedrale di Barletta;
- Gabriele da Barletta (1458 ca. - 1520 ca.), frate domenicano, teologo, noto nella penisola italica per i suoi sermoni;
- Ettore Fieramosca (1476 - 1515), capitano di ventura che guidò i cavalieri italiani nella disfida di Barletta;
- Alessandra Benucci (XV sec. - XVI sec.), moglie di Ludovico Ariosto;
- Mariano Santo (1488 - 1577), chirurgo del Rinascimento;
- Raffaele di Barletta (inizio XVI sec. - 1566) [2], frate servita, beato;
- Paolo da Barletta (inizio XVI sec. - 1580) [3], agostiniano, missionario in India, beato;
- Maffeo Barberini (1568 - 1644), arcivescovo di Nazareth in Barletta, poi papa col nome di Urbano VIII;
- Cesare Fracanzano (XVII sec. - 1651), pittore di scuola napoletana;
- Francesco Sponzilli (1796 - 1864), studioso, scrittore, architetto;
- Giuseppe Curci (1808 - 1877), musicista e compositore;
- Carlo Cafiero (1846 - 1892), rivoluzionario anarchico, seguace di Bakunin;
- Giuseppe De Nittis (1846 - 1884), pittore impressionista;
- Nicola Monterisi (1867 - 1944), studioso, arcivescovo di Salerno;
- Mario Gallo (1878 - 1945), regista cinematografico italo-argentino;
- Raffaele Dimiccoli (1887 - 1956), sacerdote, vicario della diocesi di Barletta, servo di Dio;
- Michele Genovese (detto Piripicchio) (1907 - 1980) attore, comico e artista di strada;
- Carlo Maria Giulini (1914 - 2005), direttore d'orchestra;
- Vincenzo Desario (1933), direttore generale della Banca d'Italia;
- Francesco Monterisi (1934), arcivescovo, segretario del collegio cardinalizio;
- Pietro Mennea (1952), atleta (200 m piani), medaglia d'oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980;
- Antonio Damato (1972), arbitro di calcio di serie A e B;
- Gennaro Delvecchio (1978), calciatore.
- Addolorata Sardella - patriota
- Pasquale Gialluisi (1932 - 2001), arbitro di calcio di Serie A dal 1968 al 1977;
- Luigi Giannella (1914 - 2007) , Ufficiale Pluridecorato al Valor Militare; Pilota del 4° Stormo della Regia Aereonautica Italiana
[modifica] Economia
L'economia barlettana è legata soprattutto alla produzione agricola e industriale. In ambito agricolo, le coltivazioni più diffuse sono di vigneti e uliveti.
L'apparato industriale, quantunque attanagliato negli ultimi tempi da un periodo di forte crisi, è ben sviluppato, con una numerosa presenza di imprese calzaturiere e tessili. Il settore chimico attraversa un particolare periodo di espansione e di importante rilevanza è inoltre la presenza del grande cementificio della Buzzi Unicem che opera a livello nazionale. Contribuisce, infine, all'economia della città un settore commerciale di discrete proporzioni, trainato soprattutto dalle attività portuali.
[modifica] Trasporti
La città è facilmente raggiungibile a mezzo ferroviario attraverso la dorsale adriatica delle Ferrovie dello Stato di cui costituisce anche un nodo, data la convergenza delle Ferrovie del Nord Barese (tratta Bari-Barletta con due stazioni in città), e della tratta Barletta-Spinazzola.
A livello urbano i trasporti sono gestiti dalla società Scoppio con diverse linee che attraversano la città. Per i collegamenti verso Bari è possibile servirsi della locale azienda di trasporti provinciale. Inoltre in città vi è il capolinea di una delle linee delle Ferrovie del Gargano, grazie alla quale è possibile raggiungere il promontorio. La stazione dei bus è presente in Via Manfredi.
A mezzo automobilistico è raggiungibile attraverso l'A14 (uscite Andria-Barletta oppure Canosa) o la SS 16 Asse Attrezzato, che costituisce la Tangenziale di Barletta.
Lo scalo aeroportuale più vicino è quello di Bari-Palese dal quale Barletta dista 55 km. Sono assenti i collegamenti marittimi, in quanto il porto di Barletta è unicamente adibito a scopo commerciale.
[modifica] Sport
[modifica] Calcio
A.S.D. Barletta
La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Barletta. Il club biancorosso ha disputato quattro campionati nella serie cadetta nel periodo 1987-1991 e vanta decine di partecipazioni in Serie C. Attualmente milita in Serie D.
Altre società
- Vi sono, inoltre, altre squadre di calcio cittadine, come l'A.S.D. Real Barletta e il G.S. Audace Barletta, che militano entrambe in Prima Categoria.
- Nel calcio femminile, invece, l'A.C. Femminile Barletta milita nel campionato regionale di Serie C.
- Nel calcio a 5 la principale squadra cittadina è il Barletta Calcio a 5, che milita in Serie B.
[modifica] Pallacanestro
Durante gli anni ottanta e novanta la pallacanestro ha avuto a Barletta uno dei suoi periodi più gloriosi ma, al contempo, più tristi. In quegli anni, infatti, la squadra femminile, militante in Serie A, e quella maschile, che disputava le gare nel campionato di Serie B2, falliscono. In seguito viene fondata una nuova società, la Nuova Pallacanestro Sidis Barletta, che, dopo aver militato per numerosi anni in serie C1 e C2, fallisce nel settembre 2007. Attualmente sono presenti tre squadre: la Patalini Basket Barletta, che milita in Serie D, la R.A.P. Barletta guidata dal commissario tecnico Gianpaolo Balducci e la Virtus BK Barletta, che militano entrambe in prima divisione.
[modifica] Tennis
La città è sede del "Torneo internazionale di tennis Città della Disfida", primo ATP Challenger in Europa su terra rossa, che nel 2008 è giunto alla dodicesima edizione.
[modifica] Altri sport
- Nella pallavolo è presente la Polisportiva Futura Volley Barletta, che milita in Serie D.
- In campo femminile, invece, l' A.S.D. Cardo Volley Barletta milita in Serie C e l'A.S. Volley Barletta in seconda divisione.
- Nell'atletica leggera l'Athletic Team Barletta, club militante in serie A, regala numerose soddisfazioni alla città, grazie ad un palmares invidiabile. La società è infatti:
- Società Vincitrice della Finale Nazionale di Serie A1 Allieve 2007
- Società Finalista Nazionale serie A1 Allieve 2006
- Società 3^ classificata Campionato Italiano di Specialità - Settore Lanci Allieve 2006
- Società 5^ classificata al Campionato di Società di Prove Multiple Allieve 2006
- Società 6^ classificata al Campionato di Società di Marcia Allieve 2006
- Società Campione Regionale Allieve 2006
- Società Pluri-Campione Regionale Cadette 2004 - 2005
- Società Campione Regionale Ragazze 2002-2003-2006.
[modifica] Nuova provincia
Barletta, assieme alle città di Andria e Trani, formerà presto la sesta provincia della Puglia, denominata BT.
La nuova Provincia di Barletta-Andria-Trani, istituita dalla legge 148/2004 dell'11 giugno 2004, sarà operativa dal 2008, a causa della necessità di organizzare le strutture amministrative. Nel dicembre 2004 è stato nominato il Commissario di Governo, Giuseppe Capriulo. Nel febbraio 2006, con decreto governativo, la sigla automobilistica della Provincia è diventata ufficialmente BT.
[modifica] Consolati a Barletta
[modifica] Onorificenze
La città è stata insignita della Medaglia d'oro al merito civile, l'8 maggio 1998, e della Medaglia d'oro al valor militare, il 7 luglio 2003.
Medaglia d'oro al valor militare
Medaglia d'oro al merito civile
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Nicola Maffei (centrosinistra) dal 28/05/2006
Centralino del comune: 0883 578111
Email del comune: segreteriasindaco@comune.barletta.ba.it
[modifica] Note
- ^ Mondimedievali
- ^ Gazzetta del Mezzogiorno
- ^ Vedi elenco delle decorazioni sul sito del Quirinale.
- ^ Vedi elenco delle decorazioni sul sito del Quirinale.
[modifica] Voci correlate
- Provincia di Barletta-Andria-Trani
- Disfida di Barletta
- Colosso di Barletta
- Palazzo della Marra
- Arcivescovi Nazareni
- Tesoro della Basilica del Santo Sepolcro
- Canne
- Battaglia di Canne
- A.S.D. Barletta
[modifica] Personaggi noti
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Barletta
[modifica] Collegamenti esterni
| Barletta su DMoz (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Barletta") |
Portale Puglia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di Puglia


