Fabio Capello

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Fabio Capello
Fabio Capello 2012.jpg
Capello nel 2012
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 174 cm
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Squadra Russia Russia
Ritirato 1980 - giocatore
Carriera
Giovanili
1962-1964 SPAL SPAL
Squadre di club1
1964-1967 SPAL SPAL 49 (3)
1967-1970 Roma Roma 62 (11)
1970-1976 Juventus Juventus 165 (27)
1976-1980 Milan Milan 65 (4)
Nazionale
1969-?
1972-1976
Italia Italia B[1]
Italia Italia
3 (0)
32 (8)
Carriera da allenatore
1982-1986 Milan Milan Primavera
1987 Milan Milan
1991-1996 Milan Milan
1996-1997 Real Madrid Real Madrid
1997-1998 Milan Milan
1999-2004 Roma Roma
2004-2006 Juventus Juventus
2006-2007 Real Madrid Real Madrid
2007-2012 Inghilterra Inghilterra
2012- Russia Russia
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate all'8 febbraio 2012

Fabio Capello (San Canzian d'Isonzo, 18 giugno 1946) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Dal 2012 è il commissario tecnico della Nazionale russa e dal 2013 è opinionista televisivo per Fox Sports Italia.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Capello (a destra) alla Juventus negli anni settanta, assieme a Pietro Anastasi.

Nipote d'arte (suo zio materno era Mario Tortul,[2][3] mezzala di Sampdoria, Triestina, Padova e Nazionale negli anni cinquanta e sessanta), Fabio Capello inizia a giocare a calcio nelle squadra di Pieris (frazione di San Canzian d'Isonzo), dove era nato.[2] Successivamente viene scoperto da Paolo Mazza che lo porta a Ferrara, dove trascorre due anni nelle giovanili della SPAL.[2] Esordisce in prima squadra il 29 marzo 1964, a diciotto anni, nella partita di Serie A persa per 3-1 in casa della Sampdoria.[2][4]

Nel 1967 viene acquistato per 260 milioni di lire dalla Roma guidata da Helenio Herrera,[2] con la quale due stagioni dopo conquista il primo trofeo, la Coppa Italia.

Capello al Milan nella seconda metà degli anni settanta

La società capitolina lo cede quindi alla Juventus, squadra in cui inizia a vincere con regolarità (tre scudetti, nel 1972, 1973 e 1975).[1] Nel frattempo, precisamente il 13 maggio 1972, esordisce nella Nazionale italiana contro il Belgio[1] e ne diviene una presenza fissa nella prima metà degli anni settanta, totalizzando 32 presenze e 8 reti.[1] Tra le sue numerose prestazioni di valore, spicca negli annali il gol segnato il 14 novembre del 1973 grazie al quale l'Italia vince per la prima volta nella sua storia in casa dell'Inghilterra, a Wembley.[4]

Nel 1976 lascia la Juventus per accasarsi al Milan, dove chiude la carriera da calciatore nel 1980 dopo aver vinto una Coppa Italia nel 1977 e uno scudetto nel 1979.[1]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Già pluridecorato come calciatore, Fabio Capello ha raccolto ancora di più da allenatore, portando al successo società blasonate quali il Milan, il Real Madrid, la Roma e la Juventus.[5]

Milan[modifica | modifica sorgente]

Dopo una parentesi nel Milan Primavera (coronata con la vittoria della Coppa Italia Primavera 1984-1985), inizia ad allenare i rossoneri in Serie A alla fine della stagione 1986-1987, guidando la squadra durante le ultime 6 partite dell'annata. In quell'occasione sostituisce l'esonerato Nils Liedholm[6] e garantisce la qualificazione in Coppa UEFA dopo un vittorioso spareggio contro la Sampdoria.[7] Segue un periodo da dirigente della sezione hockey della Polisportiva Mediolanum.[8]

Capello abbandona nuovamente la scrivania in favore del campo quando il Milan nel 1991 ha necessità di sostituire Arrigo Sacchi, chiamato a dirigere la Nazionale italiana. Accolto da un'iniziale perplessità per la sua scarsa esperienza in panchina ed etichettato frettolosamente come uno yesman dei vertici societari,[9] Capello inaugura uno dei più prolifici cicli di vittorie della sponda rossonera di Milano. Fra il 1991 e il 1996, infatti, il Milan allenato dal bisiaco centra quattro scudetti di cui tre consecutivi (1991-1992, 1992-1993, 1993-1994, 1995-1996) e una Champions League (1993-1994)[10] e altre due finali perse della massima competizione continentale per club nel 1993 e nel 1995, stabilendo numerosi primati tra cui il maggior numero di risultati utili consecutivi in Serie A (58 partite senza sconfitte).[6][11]

Real Madrid e ritorno al Milan[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate del 1996 Capello viene ingaggiato dal Real Madrid del presidente Lorenzo Sanz per risollevare le sorti di una squadra, piazzatasi quinta nella stagione precedente, e non classificatasi per le competizioni europee. La stagione vede un continuo testa a testa con il Barcellona di Bobby Robson e Ronaldo e alla fine è proprio il Real Madrid a prevalere conquistando la Liga.[6][10] Per Capello si tratta del quinto campionato vinto in sei stagioni.

Dopo la vittoria del campionato spagnolo, nel 1997, Capello viene richiamato alla guida del Milan per rifondare una squadra reduce da una stagione fallimentare[6] terminata all'undicesimo posto. Il club milanese conclude il campionato al decimo posto e con il conseguente allontanamento del tecnico friulano. In Coppa Italia, dopo un cammino culminato nella vittoria sull'Inter per 5-0, la squadra perde in finale contro la Lazio (1-0 all'andata e 1-3 nel ritorno).[6]

Roma[modifica | modifica sorgente]

Dopo un anno di inattività, nell'estate del 1999 viene ingaggiato dalla Roma del presidente Franco Sensi in sostituzione di Zdeněk Zeman.

La prima stagione (1999-2000) si chiude con un 6º posto in campionato, mentre in quella seguente (2000-2001) l'allenatore friulano conduce la squadra (rinforzatasi in estate soprattutto con gli acquisti di Batistuta, Emerson e Samuel e trascinata da Totti e dalla decisività di Montella) alla conquista del terzo scudetto della sua storia, avvenuta dopo un 3-1 al Parma all'ultima giornata. Capello diventa così il primo allenatore italiano a laurearsi campione d'Italia alla guida della squadra capitolina.[12] Nello stesso anno vince la Supercoppa italiana (la prima della storia giallorossa), con un 3-0 ai danni della Fiorentina.

Nel suo trascorso romanista conta sette derby di Roma vinti (5 in campionato e 2 in Coppa Italia), due secondi posti in campionato (2001-2002 e 2003-2004) e una finale di Coppa Italia (2002-2003).

Juventus[modifica | modifica sorgente]

Capello, tecnico della Juventus, firma un autografo a metà degli anni duemila.

Ripercorrendo il cammino fatto da giocatore, nell'estate del 2004 diventa l'allenatore della Juventus. Il suo viene visto come un tradimento dai tifosi romanisti tenuto conto del fatto che fu lo stesso Capello a dire pubblicamente che mai avrebbe allenato la squadra torinese.[13]

È lo scontro diretto terminato 0-1 per la Juventus, ai danni del Milan di Carlo Ancelotti, a decidere il campionato 2004-2005 in favore degli uomini di Capello.[14]

Anche la stagione successiva, seppur iniziata malamente con la sconfitta in Supercoppa italiana contro l'Inter per 0-1 dopo i tempi supplementari, si concluderà con la vittoria dello scudetto (ventinovesimo della storia bianconera e ottavo in carriera per Capello) dopo uno 0-2 alla Reggina sul neutro di Bari. I due titoli verranno poi revocati a seguito dello scandalo di "Calciopoli" scoppiato a maggio del 2006.

Alla Juventus, Capello valorizza lo svedese Zlatan Ibrahimović mentre vive un rapporto conflittuale con il capitano della squadra Alessandro Del Piero, che viene impiegato con minor frequenza rispetto al passato.[15]

Il ritorno al Real Madrid[modifica | modifica sorgente]

Capello nel 2007, nella sua seconda esperienza alla guida del Real Madrid.

In piena bufera del calcio italiano il neo-presidente madrileno Ramón Calderón designa, a dieci anni di distanza, Fabio Capello come nuovo allenatore del Real Madrid. Dopo un'iniziale periodo di difficoltà, la squadra ottiene una serie di buoni risultati e, al termine di un duello con il Barcellona conquista la Liga all'ultima giornata di campionato, contro il Maiorca.[16]

Dopo la vittoria in campionato, Capello viene esonerato il 26 giugno 2007.[17] Durante la sua permanenza nella squadra, Capello mette fuori squadra Ronaldo, David Beckham e Antonio Cassano.[18]

Nazionale inglese[modifica | modifica sorgente]

A seguito della mancata qualificazione dell'Inghilterra agli Europei del 2008, il 14 dicembre 2007 la FA annuncia l'ingaggio di Fabio Capello come nuovo commissario tecnico della Nazionale dei Tre leoni; il tecnico friulano firma un contratto di quattro anni e mezzo[19] per la cifra di circa 6 milioni di sterline a stagione (circa 8 milioni di euro).[20][21] Gli assistenti sono Italo Galbiati come allenatore in seconda, Franco Tancredi come preparatore dei portieri, Massimo Neri come preparatore atletico e Franco Baldini[19] (con Capello già alla Roma e al Real Madrid) come general manager.[22][23]

Esordisce sulla panchina inglese il 6 febbraio 2008 nell'amichevole contro la Svizzera a Wembley terminata 2-1 per la compagine britannica.[24] Nella prima partita ufficiale della gestione Capello, l'Inghilterra ottiene la vittoria contro l'Andorra. L'Inghilterra alla fine otterrà la qualificazione ai Mondiali sudafricani con nove vittorie in dieci incontri, di cui le prime otto consecutive. Le performance della squadra inglese permette a Capello di arrivare al secondo posto (dietro Vicente del Bosque), nella classifica stilata da IFFHS, come miglior CT del 2009.[25]

Il 1º giugno 2010 rinnova fino al 2012, nonostante le avances da parte dell'Inter di Massimo Moratti.[26] Nel Mondiale del 2010 l'Inghilterra, dopo un girone eliminatorio con due pareggi contro Stati Uniti (1-1) e Algeria (0-0) e una vittoria contro la Slovenia per 1-0, viene eliminata negli ottavi di finale dalla Germania a seguito della sconfitta per 4-1.[27]

Il 2 luglio 2010 la Federazione inglese annuncia sul proprio sito ufficiale la riconferma definitiva di Fabio Capello alla guida della Nazionale inglese.[28] Nelle qualificazioni all'Europeo 2012 l'Inghilterra chiude al primo posto il proprio girone con 5 vittorie e tre pareggi, guadagnando l'accesso alla fase finale in Polonia e Ucraina.

L'8 febbraio 2012 Capello rassegna le proprie dimissioni da CT dell'Inghilterra dopo la decisione della FA di togliere la fascia di capitano a John Terry[29] a seguito dell'accusa al calciatore britannico di aver rivolto insulti razzisti ad Anton Ferdinand,[30] scelta criticata da Capello in un'intervista alla trasmissione di Rai 1 5 minuti di recupero.[31][32] Capello detiene il record di allenatore della Nazionale inglese con la più alta percentuale di vittorie (66%) sul numero di partite disputate.[33]

Nazionale russa[modifica | modifica sorgente]

Il 19 luglio 2012 diventa ufficialmente il nuovo commissario tecnico della Nazionale russa,[34] sottoscrivendo un contratto fino al 2014[35] da 7,8 milioni di euro lordi l'anno (6,8 al netto delle imposte), che lo rende il terzo allenatore più pagato al mondo dopo José Mourinho e Carlo Ancelotti.[36] Fa il suo esordio sulla panchina russa il 15 agosto seguente, in occasione dell'amichevole pareggiata per 1-1 contro la Costa d'Avorio a Mosca.[37][38]

Nelle qualificazioni al Mondiale 2014 raggiunge l'accesso diretto ai gironi qualificandosi primo nel gruppo F (davanti al Portogallo, qualificato agli spareggi).[39]

Il 24 gennaio 2014 ha prolungato il suo contratto con la Nazionale russa fino al 2018.[40]

Opinionista televisivo[modifica | modifica sorgente]

Per diverso tempo Capello è stato un apprezzato commentatore televisivo: esordì nel 1983 a Telemontecarlo affiancando Luigi Colombo, alternandosi con José Altafini e Giacomo Bulgarelli,[41] per poi passare alla Fininvest e a Tele Capodistria.[42] Nell'annata 1998-1999 è stato commentatore della RAI, affiancando Bruno Pizzul durante le partite dell'Italia, ruolo che tornò a svolgere nel 2007, prima di trasferirsi in Inghilterra.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Il 16 gennaio 2008 Fabio Capello è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Torino per presunta frode fiscale.[43]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra Campionato Coppa Italia Coppe europee Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1963-1964 Italia SPAL A 4 0 CI  ?  ? - - - - - - 4+ 0+
1964-1965 B 9 0 CI  ?  ? - - - - - - 9+ 0+
1965-1966 A 20 1 CI  ?  ? - - - - - - 20+ 1+
1966-1967 A 16 2 CI 1 1 - - - - - - 17 3
Totale SPAL 49 3 1+ 1+ - - - - 50+ 4+
1967-1968 Italia Roma A 11 1 CI 1 0 - - - - - - 12 1
1968-1969 A 25 6 CI 8 4 - - - - - - 33 10
1969-1970 A 26 4 CI 5 0 CdC 8 3 - - - 39 7
Totale Roma 62 11 14 4 8 3 - - 84 18
1970-1971 Italia Juventus A 27 5 CI 2 0 CdF 11 3 TAP 1 0 41 8
1971-1972 A 29 9 CI 9 3 CU 7 1 - - - 45 13
1972-1973 A 27 3 CI 9 2 CdC 9 0 - - - 45 5
1973-1974 A 27 4 CI 8 0 CC 2 0 - - - 37 4
1974-1975 A 28 3 CI 6 1 CU 9 2 - - - 43 6
1975-1976 A 27 3 CI 1 2 CC 1 0 - - - 29 5
Totale Juventus 165 27 35 8 39 6 1 0 240 41
1976-1977 Italia Milan A 26 1 CI 6 0 CU 5 3 - - - 37 4
1977-1978 A 28 3 CI 5 0 CdC 2 1 - - - 35 4
1978-1979 A 8 0 CI 0 0 CU 3 0 - - - 11 0
1979-1980 A 3 0 CI 1 1 CdC 0 0 - - - 4 1
Totale Milan 65 4 12 1 10 4 - - 87 9
Totale carriera 341 45 62+ 14+ 57 13 1 0 461+ 72+

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Statistiche da allenatore[modifica | modifica sorgente]

Statistiche aggiornate al 5 marzo 2014.

Stagione Squadra Campionato Piazzamento Andamento
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte % vittorie
1987 Italia Milan A [44] (subentrato) 7 3 3 1 42,86
1991-1992 A 42 25 16 1 59,52
1992-1993 A 54 34 16 4 62,96
1993-1994 A 54 29 19 6 53,70
1994-1995 A 53 25 13 15 47,17
1995-1996 A 46 29 13 4 63,04
1996-1997 Spagna Real Madrid PD 48 31 12 5 64,58
1997-1998 Italia Milan A 10º 44 16 14 14 36,36
Totale Milan[45] 300 161 94 45 53,67
1999-2000 Italia Roma A 46 19 14 13 41,30
2000-2001 A 44 28 11 5 63,64
2001-2002 A 51 24 20 7 47,06
2002-2003 A 54 20 18 16 37,04
2003-2004 A 46 27 10 9 58,70
Totale Roma[46] 241 118 73 50 48,96
2004-2005 Italia Juventus A 1º, titolo revocato dopo sentenza CAF 52 33 12 7 63,46
2005-2006 A 1º, 20º dopo sentenza CAF 53 35 12 6 66,04
Totale Juventus[47] 105 68 24 13 64,76
2006-2007 Spagna Real Madrid PD 50 28 12 10 56,00
Totale Real Madrid 98 59 24 15 60,20
2008 Inghilterra Inghilterra Qual. Mondiale 1º nel gruppo 6 10 8 1 1 80,00
2009 11 7 1 3 63,64
2010 Mondiale Ottavi di finale 12 7 3 2 58,33
2011 Qual. Europeo 1º nel gruppo G 9 6 3 0 66,67
Totale Inghilterra[48][49] 42 28 8 6 66,67
2012 Russia Russia Qual. Mondiale 1º nel gruppo F 6 4 2 0 66,67
2013 10 5 3 2 50,00
2014 Mondiale da disputare 1 1 0 0 100,00&
Totale Russia 17 10 5 2 58,82
Totale carriera 803 442 228 131 55,04

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Milan: 1984-1985
Milan: 1991-1992, 1992-1993, 1993-1994, 1995-1996
Roma: 2000-2001
Juventus: 2004-2005[50]
Milan: 1992, 1993, 1994
Roma: 2001
Real Madrid: 1996-1997, 2006-2007

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Milan: 1993-1994
Milan: 1994

Individuale[modifica | modifica sorgente]

1991-1992, 1993-1994, 2000-2001
Miglior allenatore: 2005

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Sappino, op. cit., p. 125.
  2. ^ a b c d e Enzo Torotora, Linea diretta - Fabio Capello, L'Intrepido, 1973, pp. 121-123.
  3. ^ Giuseppe Bagnati, Da "Mancio" a Cassano. Da Pruzzo a Milito: 100 derby, La Gazzetta dello Sport, 30 aprile 2009. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  4. ^ a b Sappino, op. cit., p. 124.
  5. ^ Mario Gerevini, Holding Capello sui campi d'Europa, Corriere della Sera, 17 luglio 2006. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  6. ^ a b c d e Sappino, op. cit., p. 593.
  7. ^ Panini, op. cit., p. 470.
  8. ^ Capello: dalla panchina alla telecamera, tuttomercatoweb.com, 19 luglio 2007. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  9. ^ Corrado Sannucci, Signor Capello, l'avevamo tanto offeso..., la Repubblica, 7 febbraio 1992. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  10. ^ a b Capello, Fabio, treccani.it. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  11. ^ Stop alla serie di 33 gare utili. Niente record di imbattibilità, La Gazzetta dello Sport, 19 aprile 2007. URL consultato il 29 giugno 2010.
  12. ^ Roma campione d'Italia, Rai Sport, 17 giugno 2001. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  13. ^ Capello alla Juve, esplode l'ira dei tifosi giallorossi, Corriere della Sera, 29 maggio 2004. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  14. ^ Emanuele Gamba, Juve superiore in tutto. Milan perde per colpa sua, la Repubblica, 8 maggio 2005. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  15. ^ Roberto Perrone, Capello prepara le valigie a Del Piero, Corriere della Sera, 29 maggio 2005. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  16. ^ Alberto Costa, Capello cuore e batticuore. Il Real è campione in volata, Corriere della Sera, 18 giugno 2007. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  17. ^ Francesco Letizia, Ufficiale: Fabio Capello esonerato dal Real Madrid, tuttomercatoweb.com, 28 giugno 2007. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  18. ^ Cassano litiga con Capello, il Real lo mette fuori rosa, la Repubblica, 30 ottobre 2006. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  19. ^ a b (EN) Capello confirmed, thefa.com, 14 dicembre 2007. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  20. ^ C'è la firma, Capello è ct inglese, TGcom, 14 dicembre 2007. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  21. ^ (EN) Capello named new England manager, BBC Sport, 14 dicembre 2007. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  22. ^ Ufficiale: Capello ct. Staff tutto italiano, Corriere dello Sport, 14 dicembre 2007. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  23. ^ "The English job", la sfida di Capello, La Stampa, 14 dicembre 2007. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  24. ^ Michael Harrold, Primo sorriso per Capello, uefa.com, 7 febbraio 2008. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  25. ^ Del Bosque batte tutti. È il miglior ct del 2009, la Repubblica, 11 gennaio 2010. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  26. ^ Ufficiale, Capello ct fino al 2012, la Repubblica, 2 gennaio 2010. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  27. ^ Poker Germania all'Inghilterra. Non visto un gol di Lampard, La Gazzetta dello Sport, 27 giugno 2010. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  28. ^ Simona Marchetti, Inghilterra, Capello resta in sella. La Federazione lo ha confermato, La Gazzetta dello Sport, 2 luglio 2010. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  29. ^ (EN) Fabio Capello resignation, thefa.com, 8 febbraio 2012. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  30. ^ Fabio Capello si dimette da ct dell'Inghilterra, Quotidiano Nazionale, 8 febbraio 2012. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  31. ^ Dimissioni Capello, tutta colpa di un'intervista, Quotidiano Nazionale, 8 febbraio 2012. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  32. ^  5 minuti di recupero - Ospite Fabio Capello. RAI, 5 febbraio 2012. URL consultato in data 9 febbraio 2012.
  33. ^ (EN) England players tweet about Fabio Capello's resignation, BBC, 9 febbraio 2012. URL consultato il 9 aprile 2012.
  34. ^ (RU) Официальное заявление РФС, rfs.ru, 19 luglio 2012. URL consultato il 19 luglio 2012.
  35. ^ Ufficiale: Capello c.t. della Russia. "Orgoglioso di questo incarico", La Gazzetta dello Sport, 16 luglio 2012. URL consultato il 19 luglio 2012.
  36. ^ Ancelotti guadagna più di Mourinho, Sport Mediaset, 27 novembre 2012. URL consultato il 28 novembre 2012.
  37. ^ Dmitri Rogovitski, Solo un pari per la Russia di Capello, uefa.com, 15 agosto 2012. URL consultato il 16 agosto 2012.
  38. ^ Capello debutta col pari. Francia bloccata dall'Uruguay, La Gazzetta dello Sport, 15 agosto 2012. URL consultato il 16 agosto 2012.
  39. ^ Simone Zizzari, Qualificazioni Mondiali 2014, ecco le squadre qualificate, Corriere dello Sport, 15 ottobre 2013. URL consultato il 21 gennaio 2014.
  40. ^ Capello e Russia insieme fino al 2018. Il c.t.: "Ho grandi progetti", La Gazzetta dello Sport, 24 gennaio 2014. URL consultato il 25 gennaio 2014.
  41. ^ Capello gioca Italia-Francia. «Occhio a Henry-Ribery-Nasri», La Gazzetta dello Sport, 7 settembre 2007. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  42. ^ Beniamino Placido, Le allegre cronache, la Repubblica, 22 giugno 1988. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  43. ^ Capello indagato per frode fiscale. redditi non dichiarati per dieci milioni, la Repubblica, 16 gennaio 2008. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  44. ^ Dopo spareggio.
  45. ^ Panini, op. cit., pp. 649, 724.
  46. ^ Marco Schiacca, Il sindaco dà i numeri. Una valanga di critiche, ma Ranieri ai punti batte Spalletti e il vincente Capello, romanews.eu, 23 gennaio 2011. URL consultato il 30 aprile 2012.
  47. ^ Fabio Capello, juworld.net. URL consultato il 30 aprile 2012.
  48. ^ (EN) Fabio Capello, thefa.com. URL consultato il 30 aprile 2012.
  49. ^ (EN) Managers - Fabio Capello, soccerbase.com. URL consultato il 30 aprile 2012.
  50. ^ A seguito della sentenza della Commissione di Appello Federale in merito ai fatti oggetto dello scandalo del calcio italiano del 2006, lo scudetto vinto dalla Juventus nel campionato 2004-2005 fu revocato e non più assegnato.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Almanacco Illustrato del Milan, 2ª ed., Panini, marzo 2005.
  • Vladimiro Caminiti, Juventus Juventus - Dizionario storico romantico dei bianconeri, Milano, Edizioni Elle, 1977, p. 70.
  • Marco Sappino (a cura di), Dizionario del calcio italiano, Baldini & Castoldi, 2000. ISBN 88-8089-862-0. URL consultato il 9 febbraio 2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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