Armando Picchi

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Armando Picchi
Armando Picchi.jpg
Picchi con la maglia dell'Inter nel 1965
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 171 cm
Peso 71 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 1969 - giocatore
Carriera
Giovanili
 ????
1949-1954
600px Rosso e Blu.png San Frediano
Livorno Livorno
Squadre di club1
1954-1959 Livorno Livorno 105 (5)
1959-1960 SPAL SPAL 27 (1)
1960-1967 Inter Inter 257 (2)
1967-1969 Varese Varese 46 (0)
Nazionale
1964-1968 Italia Italia 12 (0)
Carriera da allenatore
1968-1969 Varese Varese
1969-1970 Livorno Livorno
1970-1971 Juventus Juventus
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Armando Picchi (Livorno, 20 giugno 1935Sanremo, 27 maggio 1971) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo difensore.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Scomparve il 27 maggio 1971 all'età di 35 anni per le conseguenze di una forma di amiloidosi. Il giorno dei funerali, che si svolsero in forma pubblica nonostante il volere contrario della famiglia, l'intera cittadinanza di Livorno si fermò a rendergli onore. I negozi rimasero chiusi dalle 17.30 alle 19.00 in ricordo di Armandino.

Nel giugno dello stesso anno venne istituito alla sua memoria il Trofeo Nazionale di Lega Armando Picchi[1].

Nel 1990 gli venne intitolato lo stadio comunale di Livorno. Sempre nella città toscana, sua città natale, è attiva la squadra dilettantistica dell'Armando Picchi Calcio.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Picchi allenatore della Juventus nel 1970-1971

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Esordì nel Livorno nella stagione 1954-1955 nel ruolo di mezzala. L'allenatore Mario Magnozzi decise poi di spostarlo in difesa come terzino destro, ottenendo rapidamente il posto da titolare. Rimase al Livorno per cinque stagioni, giocando 105 partite con 5 gol all'attivo.

Nel 1959 fu ingaggiato dalla SPAL, allora militante in Serie A. Con la squadra di Paolo Mazza si classificò al quinto posto della classifica, massimo traguardo raggiunto dalla squadra ferrarese. Al termine della stagione l'Inter lo acquistò col pagamento di 24 milioni, oltre alla cessione definitiva di Oscar Massei, Enzo Matteucci e Ambrogio Valadè. Nella squadra nerazzurra iniziò a giocare da terzino destro, ruolo che aveva ricoperto nella SPAL. Al termine della stagione 1961-1962, Herrera lo spostò al centro come libero, ruolo del quale in breve tempo divenne uno dei massimi interpreti. Dopo la partenza di Bruno Bolchi divenne il capitano della squadra. Con la Grande Inter vinse tre scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe intercontinentali.

Venne ceduto al Varese al termine della stagione 1966-1967, dopo aver giocato in nerazzurro 257 partite complessive con 2 gol segnati.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Esordì con la Nazionale italiana a Genova il 4 novembre 1964 in Italia-Finlandia 6-1, subito dopo essere diventato campione del mondo di club con l'Inter. Sotto la gestione Edmondo Fabbri non ebbe grande spazio e non venne convocato per il Mondiale del 1966.

Sotto la gestione Valcareggi, peraltro coadiuvato da Helenio Herrera, venne chiamato per tutte le partite delle qualificazioni agli Europei del 1968. Il 6 aprile 1968, durante Italia-Bulgaria, subì la frattura del bacino e fu quindi impossibilitato a partecipare alla manifestazione. Quello fu il suo ultimo incontro con la maglia azzurra, dopo aver collezionato 12 presenze.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Cominciò da allenatore-giocatore nel Varese nella stagione 1968-1969, e per un punto la squadra retrocesse in Serie B. L'anno successivo, ritiratosi definitivamente dall'attività agonistica, subentrò a Aldo Puccinelli alla guida del Livorno. Picchi prese la squadra in piena zona retrocessione e chiuse al nono posto.

Lasciata la squadra labronica, venne chiamato a 35 anni alla guida della Juventus. La prematura scomparsa pose fine alla sua esperienza sulla panchina bianconera.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

È stato l'inventore della cosiddetta gabbionata, una variante del calcio giocata soprattutto a Livorno.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Inter: 1962-1963, 1964-1965, 1965-1966

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Inter: 1963-1964, 1964-1965
Inter: 1964, 1965

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Corriere dello Sport - 1º luglio 1971, Emeroteca CONI.it. URL consultato il 17 agosto 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Nando Dalla Chiesa, Capitano, mio capitano. La leggenda di Armando Picchi, livornese nerazzurro, Limina, 2005. ISBN 9788888551661.
  • Valberto Miliani, Armando Picchi, uomo e campione Edizioni Erasmo 2010. ISBN 9788889530498

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 69836459 LCCN: n/2002/95245