Franco Causio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Franco Causio
Franco Causio.jpg
Causio all'Udinese nei primi anni ottanta
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 170 cm
Peso 68 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Ala
Ritirato 1988
Carriera
Giovanili
1963-1964 Lecce Lecce
Squadre di club1
1964-1965 Lecce Lecce 3 (0)
1965-1966 Sambenedettese Sambenedettese 13 (0)
1966-1968 Juventus Juventus 1 (0)
1968-1969 Reggina Reggina 30 (5)
1969-1970 Palermo Palermo 22 (3)
1970-1981 Juventus Juventus 304 (49)
1981-1984 Udinese Udinese 83 (11)
1984-1985 Inter Inter 24 (0)
1985-1986 Lecce Lecce 26 (3)
1986-1988 Triestina Triestina 64 (5)
Nazionale
1972-1983 Italia Italia 63 (6)
Palmarès
W.Cup.svg  Mondiali di calcio
Oro Spagna 1982
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Franco Causio (Lecce, 1º febbraio 1949) è un ex calciatore e commentatore sportivo televisivo italiano.

Ai tempi in cui giocava era noto come Il Barone.[1]

I suoi maggiori successi a livello di club sono legati alla Juventus, con la quale vinse tra l'altro sei scudetti, e alla Nazionale italiana, con la quale contribuì alla vittoria del campionato del mondo 1982.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Era un'ala dotata di fantasia, dall'ottimo controllo di palla e abilità nel dribbling.[2] Forniva precisi cross al centro dell'area dopo aver percorso tutta la fascia.[2]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Causio al Palermo

Fa il suo esordio nel calcio professionistico con la squadra in cui è cresciuto, il Lecce, nel 1964-1965 in Serie C. Dalla squadra salentina, dopo aver collezionato 3 presenze nella sua stagione d'esordio, si trasferisce alla Sambenedettese. Qui, nella stagione 1965-1966, colleziona 13 presenze sempre in Serie C.

È ingaggiato dalla Juventus nel 1966. Nel primo anno in bianconero non scende mai in campo, mentre nella seconda stagione marca una sola presenza che gli vale l'esordio in Serie A: la partita è Mantova-Juventus (0-0) del 21 gennaio 1968.

Passa poi alla Reggina in Serie B, dove colleziona 30 presenze e 5 gol nella stagione 1968-1969.

Nella stagione 1969-1970 gioca nel Palermo, dove segna 3 gol in 22 partite nella sua prima stagione piena in massima serie.

Causio alla Juventus nel 1977, in azione nella finale d'andata della Coppa UEFA contro l'Athletic Club.

Nel 1970 ritorna alla Juventus, dove milita per undici stagioni consecutive diventando una delle colonne della squadra. In bianconero vince sei scudetti, la Coppa UEFA 1976-1977 e la Coppa Italia 1978-1979.

Nel 1981 passa all'Udinese, dove resta per tre anni ad alto livello riconquistando la Nazionale,[3] prima di trasferirsi all'Inter nel 1984. In nerazzurro gioca per una stagione, poi fa ritorno al Lecce, che lo aveva lanciato, nella stagione 1985-1986, annata dell'esordio dei salentini in Serie A. L'anno seguente va alla Triestina, dove rimane fino al 1988, anno in cui termina la carriera.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Causio nel 1982 con il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, Dino Zoff ed Enzo Bearzot, al ritorno dalla Spagna con la Coppa del Mondo appena vinta dall'Italia.

Con la Nazionale italiana ha esordito il 29 aprile 1972, a 23 anni, nella partita contro il Belgio (0-0) disputata a Milano.

Ha partecipato al Mondiale 1974 con il ct Valcareggi, dove ottiene 2 presenze. Divenuto titolare, prende parte al Mondiale 1978, dove disputa tutti gli incontri, realizzando un gol nella finale per il terzo posto persa contro il Brasile.

A 33 anni partecipa anche al vittorioso Mondiale 1982, nel quale ottiene 2 presenze. Tra l'altro, l'11 luglio 1982 entrò in campo, in un gesto che dimostrò la grande stima del ct Bearzot nei suoi confronti, all'ultimo minuto della finale vinta 3-1 contro la Germania Ovest.

Conclude la sua carriera in Nazionale il 12 febbraio 1983, a 34 anni, nella partita Cipro-Italia (1-1) in cui era stato schierato, dopo tanto tempo, fin dal primo minuto. L'incontro conclusosi sul pareggio era valido per la fase di qualificazione al Campionato europeo del 1984.

In undici anni totalizzò 63 presenze e 6 reti con la maglia azzurra.

Dopo il ritiro ha giocato nella Nazionale Over-40 dell'Italia[2] ed è stato dirigente sportivo e team manager in varie squadre.[2] A Udine ha aperto un negozio di articoli sportivi.[2]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Juventus: 1971-1972, 1972-1973, 1974-1975, 1976-1977, 1977-1978, 1980-1981
Juventus: 1978-1979

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Juventus: 1976-1977

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Spagna 1982

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Franco Causio: il Barone Calciopro.com
  2. ^ a b c d e Marco Sappino, Dizionario del calcio italiano, vol. 1, Baldini & Castoldi, novembre 2000, p. 141.
  3. ^ Giuseppe Bagnati; Vito Maggio; Vincenzo Prestigiacomo, Il Palermo racconta: storie, confessioni e leggende rosanero, Palermo, Grafill, giugno 2004, p. 94. ISBN 88-8207-144-8.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]