Cosenza

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Cosenza
comune
Cosenza – Stemma Cosenza – Bandiera
Scorcio notturno nel centro antico di Cosenza
Scorcio notturno nel centro antico di Cosenza
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Mario Occhiuto (PdL - La Destra) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 39°18′00″N 16°15′00″E / 39.3°N 16.25°E39.3; 16.25 (Cosenza)Coordinate: 39°18′00″N 16°15′00″E / 39.3°N 16.25°E39.3; 16.25 (Cosenza)
Altitudine 238 m s.l.m.
Superficie 37,2 km²
Abitanti 67 910[1] (31-12-2013)
Densità 1 825,54 ab./km²
Frazioni Borgo Partenope, Donnici, Sant'Ippolito
Comuni confinanti Aprigliano, Carolei, Casole Bruzio, Castrolibero, Dipignano, Mendicino, Paterno Calabro, Pedace, Piane Crati, Pietrafitta, Rende, Rovito, Trenta, Zumpano
Altre informazioni
Cod. postale 87100
Prefisso 0984
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078045
Cod. catastale D086
Targa CS
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti cosentini
Patrono Madonna del Pilerio
Giorno festivo 12 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cosenza
Posizione del comune di Cosenza all'interno dell'omonima provincia
Posizione del comune di Cosenza all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale
« Cosenza ha interessi e meraviglie che danno la tentazione di girarla tutto il giorno. È inadeguato chiamarla pittoresca; a ogni passo, dall'inizio della strada principale al piede della collina fino al severo castello medievale che ne corona la sommità, c'è da stupirsi e da ammirare. »
(George Gissing, Sulla riva dello Jonio, 1897)

Cosenza Ascolta[?·info] (IPA: [koˈzɛnʦa][2], Cusenza [kuˈsɛnʣa] in cosentino) nota anche come "città dei Bruzi", è un comune italiano di 67 910 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia, la più estesa[3] e popolosa della Calabria[4].

Città tra le più antiche della regione, capofila di una agglomerazione di circa 269.000 abitanti[5][6][7] nel cui perimetro (Rende) è ubicata l'Unical, il più grande campus universitario italiano[8] e una delle migliori università d'Italia tra i grandi atenei secondo le classifiche stilate da Censis e la Repubblica[9][10][11][12]. Il capoluogo bruzio è sede della Rai regionale (TG Regione)[13], di un museo all'aperto, dell'Ufficio ANAS per l'Autostrada A3[14] e rappresenta uno dei principali poli regionali da un punto di vista economico[15][16], urbanistico, culturale, sociale, organizzativo e di servizio[17].

Il territorio cosentino è proiettato da anni verso la fusione con i comuni dell'area urbana cosentina nell'interpretazione ristretta (Castrolibero e Rende) che darà vita ad una città unica[18][19][20], il nodo centrale di un sistema urbano complesso, policentrico e dinamico.

Cosenza è identificata anche come Atene della Calabria[21][22][23][24] per via del suo passato culturale. L'Accademia Cosentina, tutt'ora esistente, fu la seconda del Regno di Napoli e una delle primissime accademie fondate in Europa[25]. Ancora oggi resta una città in cui arte e cultura affondano bene le proprie radici, non a caso nel mese di ottobre del 2008 è stata riconosciuta come Città d'arte dalla Regione Calabria con una delibera volta ad evidenziare il patrimonio storico-artistico della città[26], con importanti ricadute sull'aspetto commerciale (fiore all'occhiello dell'economia cittadina) e turistico del territorio[27]. Il 12 ottobre 2011 il Duomo di Cosenza è stato dichiarato dell'UNESCO "patrimonio testimone di una cultura e di pace"[28]; si tratta del primo riconoscimento assegnato dall'organizzazione in Calabria.

Storicamente svolse il ruolo di capitale dei Bruzi ed in seguito capoluogo della Calabria Citeriore (o Calabria latina).

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Confluenza del Busento nel Crati

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Cosenza, il capoluogo di provincia più a nord della Calabria, sorge sui sette colli nella Valle del fiume Crati, alla confluenza di quest'ultimo con il Busento, confluenza che determina la distinzione geografica fra l'area di insediamento di più vecchio impianto, posta in alto fino al colle Pancrazio, e la città moderna sviluppatasi lungo la riva sinistra del Crati. Il nucleo storico, meglio conosciuto come Cosenza vecchia, rispecchia gli standard dei tipici centri antichi meridionali, caratterizzato da vicoli erti, stretti e tortuosi lungo i quali si erge un'edificazione fatta da fabbricati minuti e palazzi signorili, arroccati sui colli Pancrazio, Guarassano e Torrevetere, a sinistra del Crati, mentre sono rare le abitazioni su i restanti colli Gramazio, Triglio, Mussano e Veneri.

L'intera area d'insediamento è protetta ad ovest dalla Catena Costiera meridionale (lungo la quale svetta Monte Cocuzzo di formazione dolomitica calcarea e che molti ritengono invece erroneamente un vulcano spento) che separa la città dal Mar Tirreno, e ad est dalla Sila, l'altipiano boscoso in cui vive ancora il lupo, animale totemico della città stessa e simbolo della locale squadra di calcio.

La città si estende su una superficie di 37,2 km², ad un'altezza dal livello del mare pari a 238 m

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Cosenza.
Viale Giacomo Mancini e sullo sfondo il centro storico innevati (dicembre 2010)

Cosenza si trova in un fondovalle (la Valle del Crati) interamente circondato da alte montagne, perciò è soggetta ad un microclima particolare. La Valle del Crati si trova, ad un'altitudine media di 200m, rinchiusa tra i monti della Catena Costiera, della Sila e del Pollino presentando una sola e parziale apertura sul mare a nord-est (Piana di Sibari). Di conseguenza l'influenza del mare sul proprio microclima risulta quasi assente: infatti, le escursioni termiche, sia giornaliere che annuali, sono molto elevate. Le temperature minime, che grazie all'irraggiamento notturno ed all'inversione termica, raggiungono valori bassi (se rapportati ad altitudine e latitudine), sono affiancate da massime che, specie in condizioni di calma di vento e nella stagione estiva, risultano molto elevate. Come accennato sopra l'inversione termica è quasi una costante della vallata, grazie alla scarsa presenza di venti, di cui risulta riparata proprio dall'orografia del territorio.

Cosenza sotto la neve

In modo particolare i venti sono praticamente assenti quando, altrove, spirano dai quadranti orientali (E SE) a causa della presenza del massiccio Silano. L'inverno a Cosenza si presenta abbastanza freddo ed in media nevica 2 o 3 volte l'anno con accumuli considerevoli.[29] Spesso, infatti, quando al suolo si hanno venti di Scirocco nella colonna d'aria soprastante alla valle si ha omotermia. Proprio questo favorisce precipitazioni nevose anche in pianura quando l'aria mite sopraggiunge su un cuscinetto freddo, generato da una precedente ondata fredda (solitamente serve una giornata di cielo sereno con -5 °C ad 850 hPa). In altri casi le precipitazioni nevose si hanno con aria fredda che arriva dal Rodano o dai Balcani (almeno -2/-4 °C ad 850 hPa) supportata da minimi di bassa pressione nelle vicinanze o, comunque, posti in modo tale da attivare correnti occidentali. Proprio con correnti occidentali si ricevono i maggiori quantitativi pluviometrici, grazie allo stau prodotto dalla Catena Costiera e dalla Valle del Savuto. La zona si ritrova in ombra pluviometrica con correnti settentrionali. In condizioni anticicloniche oltre all'escursione termica accentuata, sono frequenti foschie o banchi di nebbia, specie nelle zone più basse, e brinate nel periodo invernale; in estate, invece, tendono a generarsi temporali e nubi cumuliformi nelle ore centrali e frequentemente si hanno temperature molto alte accompagnate da valori di umidità molto bassi.[30]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Cosenza.

Età antica[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome
Cosentia è menzionata nella quinta riga del Lapis Pollae

Il primo nome della città bruzia fu Consentia, nome che diedero i Bretti alla loro capitale nel 356 a.C. Consentia deriva dal "consenso" espresso dalle altre città del Bruzio affinché diventasse la loro capitale e dai Lucani, dai quali i Bretti si erano ribellati e liberati a seguito di una guerra.

Nomi Storici

(LA)
« Fuit Consentia, ait Strabo, Bruttiorum Metropolis »
(IT)
« Cosenza, dice Strabone, fu la città più importante dei Bretti »
(Strabone[31])

Le origini della città di Cosenza risalgono al IV secolo a.C., momento in cui tutta l'area della Valle del Crati era ritenuta strategica per il popolo bruzio, che qui innalzarono la loro capitale dandole il nome di Cosentia. Cosentia si sviluppò rapidamente tanto da esser definita "metropoli" e capitale di un vasto territorio, e controllore di quasi tutte le città della Magna Grecia calabra, che una dopo l'altra caddero sotto i continui attacchi dei Bruzi.

La forza della città nell'area locale, diede coraggio ai Bruzi anche nell'affrontare l'impero di Roma, che però riuscì a sottomettere la città e tutto il suo popolo, facendo di Cosenza una delle sue stazioni, precisamente quella della Via Capua-Rhegium, attuale via Popilia (o via Annia). Sotto l'impero di Augusto, Cosenza trova nuova prosperità passando da città bellica a città commerciale, fino all'arrivo di Alarico re dei Visigoti, che dopo il sacco di Roma, muore a Cosenza venendo sepolto sotto il fiume Busento.

Età medievale[modifica | modifica sorgente]

Dipinto raffigurante Cosenza del XV secolo

Dopo un nuovo periodo florido, nell'VIII e IX secolo, la città fu sotto il dominio dei longobardi, prima ed in seguito dei bizantini. Violentemente contesa da saraceni e longobardi, la città fu quasi distrutta e riedificata nel 988. Durante il periodo normanno la città ebbe il coraggio di ribellarsi in più occasioni senza mai ottenere grandi successi, divenendo successivamente, ducato degli Svevi, è fra le città preferite dell'imperatore Federico II di Svevia, che aiutò economicamente e culturalmente la città. Durante il periodo Angioino la città fu teatro di un diffuso brigantaggio, e di un profondo periodo di miseria. Dopo circa un secolo re Luigi III d'Angiò insieme alla moglie, decise di risiedere nel castello dando alla città il titolo di centro del ducato di Calabria.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Fucilazione dei Fratelli Bandiera nel Vallone di Rovito

Nel periodo Aragonese la città divenne capitale della Calabria Citra Naethum, poi capoluogo della Calabria Citeriore che comprendeva grosso modo l'attuale provincia cosentina. In questo periodo nasce l'Accademia Cosentina che trova il culmine con la guida di Bernardino Telesio, Con la conquista da parte degli spagnoli diviene uno dei centri più vivi della cultura meridionale. Il XVI secolo vide un impressionante fioritura umanistica e segnò per Cosenza una rinascita intellettuale, tanto che venne definita Atene della Calabria. Seguirono le dominazioni austriache fino alla guerra fra i Borbone e l'impero francese.

Nel periodo risorgimentale in città si manifestarono movimenti liberali e patriottici tra cui quello del 15 marzo 1844, rivolta ispiratrice per i Fratelli Bandiera che a capo di un gruppo di repubblicani veneziani cercano di aiutare i “fratelli calabresi”. Catturati in Sila dopo una aspra lotta armata contro le guardie civiche borboniche, vennero successivamente fucilati presso il Vallone di Rovito. In seguito i cosentini parteciparono a molte vicende del Risorgimento, dalle guerre d'indipendenza fino all'impresa dei Mille.

Età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Panorama del centro storico

Nei primi del Novecento inizia lo sviluppo della città, grazie all'opera di liberali come Tommaso Arnoni, che successivamente collaborò con il regime fascista. Le attività di sistemazione dei quartieri esistenti e di creazione di nuovi quartieri furono consistenti. Anche per questo la città si dimostrò favorevole ai motti fascisti e alla politica del duce. Durante la guerra Cosenza fu bombardata in modo consistente nel 1943 e la fine della guerra la vide ridotta in condizioni socio-economico disastrose.

Con il boom economico Cosenza iniziò una veloce ripresa finanziaria, grazie ad una consistente espansione edilizia. L'azione amministrativa venne caratterizzata dalla politica della Democrazia Cristiana e da un governo di centro sinistra. La popolazione aumentò vertiginosamente superando i 100.000 abitanti nel 1971. La città viveva dapprima un profondo processo di suburbanizzazione con il centro storico che pian piano si spopolava a vantaggio di nuove aree residenziali concentrate lungo gli assi viari principali della città quali Corso Mazzini e le parallele ad esso. In seguito cominciò a subire un enorme processo di disurbanizzazione simile a molte città d'Italia ed in particolare del Meridione, con il centro storico in via di totale o quasi abbandono, a tutto vantaggio dei nuovi quartieri residenziali dei comuni limitrofi in particolare di Rende e Castrolibero che hanno in seguito registrato un aumento vertiginoso della popolazione.

Nell'ultimo decennio si è verificata una decisa rinascita della città, trainata da nuove espansioni edilizie, da una visione più contemporanea e moderna della città, con progetti e costruzioni che stanno modificando il profilo urbano e sociale della città come la realizzazione di centri commerciali e di nuove infrastrutture. Tra queste ultime quella che ha avuto un impatto maggiore è stata certamente "Viale Parco", che ha generato un notevole cambiamento lungo l'asse stesso coinvolgendo anche la storica arteria di via Popilia e zone limitrofe. Questo intervento ha fatto sì che l'area della città che sorgeva al di là della linea ferroviaria risolvesse fenomeni di emarginazione sociale, ma ha offerto l'occasione per realizzare interventi edilizi anche nei pressi delle due sponde del fiume Crati, con grave rischio idrogeologico.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma della città dei Bruzi

Lo stemma araldico di Cosenza istituito con Decreto del 24 aprile 1941, detto settimonio, D'azzurro al monte all'italiana di sette cime d'oro, raffigura i sette colli d'oro sentinelle dell'indipendenza della città in campo verde e i due fiumi Crati e Busento.

« Consentia Calabriae Citerioris caput, ostendas in signis septem collium, quod in totidem videbatur locata, cum oppidorum corona, quod veluti luxu naturae Romam parvulam effingere connitentis »
(Cesare Recupito, Roma 1670[32])

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Centro storico[modifica | modifica sorgente]

Panorama dal centro storico con vista sulla Cupola di San Domenico
Corso Plebiscito in una foto d'epoca

Il centro storico di Cosenza incarna nelle sue forme architettoniche l'apice dell'espansione e della cultura dei Bruzi. Elementi caratteristici della parte antica della città di estensione ragguardevole, nella comparazione con le altre città del Mezzogiorno, sono la concentrazione di edifici monumentali, i numerosi palazzi padronali e di pregio, il disegno urbano, caratterizzato da un dedalo di strette strade che si snodano attorno agli antichi edifici, chiese, conventi, case fortezze, slarghi e piazze. Lo spazio urbano è inserito tra i fiumi Crati e Busento e lo scenario delle colline periurbane cosentine. Dalla fontana dei 13 canali sgorga l'acqua proveniente dall'acquedotto dello Zumpo in Sila; lungo il corso Telesio si trovano la Casa delle culture e il duomo del 1100,dichiarato il 12 ottobre 2011 dell'UNESCO "testimone di una cultura e di pace", mentre su uno dei sette colli (il Pancrazio) si staglia la figura del castello svevo, imponente fortezza anch'essa millenaria che fu roccaforte di Federico II di Svevia, lo "Stupor Mundi", imperatore-magnate profondamente innamorato della città.

Corso Telesio

Di rilievo anche la biblioteca nazionale e i conventi di San Gaetano e San Domenico con le relative chiese. Sul colle Triglio, si trova palazzo Arnone, ex sede del Tribunale, e del carcere, ora restituito all'antico splendore e trasformato in sede della galleria nazionale, presso la quale è possibile ammirare l'originale icona della Madonna del Pilerio protettrice di Cosenza e la Stauroteca, preziosissima croce-reliquiario donata da Federico II alla città in occasione della riconsacrazione della cattedrale (1222), oltre che opere di vari pittori meridionali tra cui Pietro Negroni, Mattia Preti e Luca Giordano. Nel quartiere detto della Massa è ubicato anche il Museo dei Brettii e degli Enotri un tempo Convento di Sant'Agostino. La città antica dopo lo sviluppo della Cosenza moderna ha alternato lunghi periodi caratterizzati da degrado ed abbandono ad altri di rinascita, valorizzazione e riqualificazione strutturale. Nel 2013 è stata approvata e finanziata la realizzazione del "Museo di Alarico" attraverso l'abbattimento dell'ex hotel Jolly che deturpava il paesaggio e la riqualificazione della confluenza dei fiumi Crati e Busento[33][34], il cui progetto ha attirato l' attenzione della prestigiosa testata internazionale "Times Europe" e del "Corriere della Sera"[35]

Architetture civili del centro storico[36][37][modifica | modifica sorgente]

Alcune architetture civili del centro storico
  • Ponte ferrovie mediterranee - calabrolucane - 1895
  • Teatro di tradizione Alfonso Rendano (XIX secolo), centro storico
  • Teatro Morelli
  • Prefettura o Palazzo del Governo (XVII secolo), centro storico
  • Palazzo Arnone (XVI secolo);
  • Palazzo Compagna, piazza Duomo centro storico - 1700
  • Vecchio Palazzo di città (oggi Casa delle Culture) Corso Telesio centro storico - XVII secolo
  • Palazzo Orsomarsi, via Giostra Vecchia centro storico - XVIII secolo
  • Palazzo Bombini, centro storico - XVII secolo
  • Palazzo Giannuzzi-Savelli, piazza Duomo centro storico - XV secolo
  • Palazzo Archi di Vaccaro- XV secolo
  • Palazzo Grisolia
  • Palazzo Persiani, via Vincenzo Gravina - 1500
  • Palazzo Collice, via Tommaso Cornelio
  • Palazzo Magliocchi
  • Palazzo Gervasi
  • Palazzo Maria Greco,
  • Palazzo Vercillo,
  • Palazzo Vitari, Via Gaeta
  • Palazzo Caselli Vaccaro
  • Palazzo Cicala - 1400
  • Palazzo Falvo - 1400
  • Palazzo Quintieri,
  • Palazzo Sersale - 1592
  • Palazzo di Città, ex sede del Decurionato Cittadino e sede municipale fino al 1969 - centro storico 1600
  • Palazzo del Contestabile Ciaccio poi Sedile dei Nobili e infine Palazzo di Giustizia sino alla metà del XVI secolo, centro storico
  • Villa Salfi

Realizzata nella seconda metà dell'Ottocento sorge al limite nord del quartiere delle Paparelle. La facciata è di stile neoclassico con influsso napoletano, in particolare dello stile pompeiano. L'atrio è decorato da due colonne in stile dorico, mentre il resto della facciata è caratterizzata da balconi con stipiti modanati, bugnato piatto regolare, mensole d'arcotrave, fascia marcapiano con la cornice e la trabeazione con fregio, bugnato piatto regolare e triglifi e metope. Enrico Salfi curò i dipinti e gli interni della propria villa[38].

  • Villa Rendano

Sorge al limite sud del quartiere Paparelle e viene completata nel 1891. Si sviluppa su tre piani con volume rettangolare fasciato con disegni a lesene. Il prospetto decorativo della facciata si presenta abbastanza ricco ed ornato, i balconi sono caratterizzati da balaustra in ghisa, e timpani superiori triangolari ed arcuati. È presente inoltre nella facciata una ricca balaustra con cimase d'angolo su cui si erge una vela scenografica ornata in muratura. Anche l'interno si presenta elegante ed ornato con pitture, soffitti dipinti, pannelli decorativi e stucchi della tradizione napoletana dell'Ottocento[38].

Architetture civili del Novecento[38][modifica | modifica sorgente]

Alcune architetture civili del Novecento

A Cosenza l'architettura pubblica e privata nel primo novecento fu caratterizzata da una separazione netta tra le rivisitazioni classiche dell'Ottocento in cui coesistevano le visioni neogotiche e neorinascimentali, e le proiezioni moderne e futuriste. L'architettura dell'espansione urbana dal 1904 al 1934 circa fu quindi segnata dal cosiddetto "eclettismo umbertino" connesso a decorazioni e impianti formali di rivisitazione classica, dal 1935 in poi e nel dopoguerra fu invece contraddistinta da innovazioni formali e da un salto di visione funzionale ad un rinnovamento delle proposte architettoniche in ottica moderna e di qualità. Si raggiunsero dei buoni risultati anche grazie all'apporto di maestranze, professionisti ed architetti esterni che indirizzarono il percorso futuro dell'edilizia cittadina e agli interventi a diretta partecipazione dello Stato. Tra le architetture del Novecento inserite nel contesto urbano sono degne di menzione le seguenti:

  • Palazzo della Cassa di Risparmio, Corso Telesio - 1910

Venne realizzato su Corso Telesio su progetto redatto nel 1904, completato il 1909 e inaugurato nel 1910. L'edificio di notevoli dimensioni si presenta con un portale d'ispirazione classica e una struttura architettonica segnata dal bugnato liscio e lesene di prospetto. L'atrio interno presenta delle colonne marmoree e una bella scalinata principale inserita nel contesto.

  • Edificio ex Banca di Calabria, via Trento - 1912

Edificio che richiama lo stile sobrio di ispirazione coloniale, che emerge anche nella struttura del giardino perimetrale.

  • Banca d'Italia, Corso Umberto - 1916

L'edificio richiama lo stile di ispirazione coloniale sia nella facciata esterna che nel giardino che impegna tutto il perimetro. È caratterizzata da un'impronta neoclassica riconoscibile dall'accentuazione delle cornici orizzontali di piano e dai terrazzi laterali che ne equilibrano il prospetto, l'insieme è completato da un ampio spazio verde attrezzato a giardino.

  • Ferrovie dello Stato edificio della sezione Lavori, Via Piave - 1926

La facciata dell'edificio propone un prospetto caratterizzato da lesene segnate da bugne emergenti che si estendono fino al portale d'accesso. Il disegno complessivo è segnato dalle aperture che si alternano in un rapporto di vuoto e pieno.

  • Edificio ex Banca Popolare Cosentina, Piazza dei Valdesi - 1926

L'edificio opera dell'architetto Giovanni Battista Milani presenta espressioni di recupero rinascimentale e di ispirazione barocca tipiche di fine Ottocento. Il prospetto mostra il portale segnato da due colonne con accenni di timpano curvo, e imponenti decorazioni come l'arco del piano superiore con fregio scultoreo e il bugnato di base. Il salone e l'atrio sono decorati con stucco, ferro lavorato e lavori artigiani che richiamano lo stile classico.

  • Edificio Regie Poste e Telegrafi, Via Rivocati - 1927

È uno degli edifici più imponenti di Cosenza che per la centralità e il servizio pubblico segnava un punto d'incontro tra la città vecchia e la nuova. A pianta trapezoidale, è caratterizzato da elementi architettonici d'ispirazione classica. Il salone interno di forma ovale presenta decori e cornici di ispirazione neoclassica e rinascimentale e lesene scanalate.

  • Hotel Excelsior - 1927

Venne costruito dopo la stazione ferroviaria e presenta un ampio prospetto su Viale Trieste ben curato e caratterizzato da richiami neorinascimentali. La facciata del prospetto principale con relativo decoro superiore di facciata e gli arredi interni sono invece ornati con decori tardo- liberty.

  • Acquedotto del Merone - 1932

Fu progettato dall'ingegnere Tommaso Gualano ed edificato su una collina che domina la città nuova ispirando il richiamo al castello con due torri, con il fine di esaltare il ruolo di rilevante importanza nei servizi urbani di Cosenza. Il prospetto richiama lo stile neogotico e neorinascimentale, l'area annessa fu completata con il verde del Parco delle Rimembranze.

  • Istituto Tecnico Commerciale Nitti (Ex Casa Littoria Michele Bianchi), Piazza Cappello - 1934

La Casa Littoria ripropone il recupero di elementi rinascimentali tipici del tardo Ottocento. Il prospetto principale evidenzia le bugne e lesene a fascia orizzontale, nei piani superiori si ricorre alle finestre con aggetti a timpani triangolari e cornici orizzontali. Nelle sezioni murarie esterne spicca l'apparato decorativo.

  • Villino Castiglione, Rione Bianchi - 1930

Il Villino interpreta lo sviluppo di temi eclettici di quel periodo storico a Cosenza con il recupero formale di stile romanico e rinascimentale soprattutto nell'attuazione esteriore; il taglio grafico infatti è di derivazione romanica mentre i decori e i dettagli di qualità richiamano lo stile rinascimentale.

  • Edificio Unione Agricoltura, Via Piave

Il fabbricato manifesta uno stile del tardo periodo liberty attraverso la facciata esaltata con fascia di sommità ornata di medaglioni senza il ricorso a richiami decorativi. Sulla faccia prospettica di colmo campeggia la denominazione di fabbrica inserita in una vela con sagoma curva, adorna di ghirlande stilizzate.

  • Villa Valentini, Via Alimena - 1935

La villa esprime il ritorno agli assunti di matrice classica anche se senza l'apporto di elementi decorativi. L'impostazione risente ancora dell' articolazione dei volumi nella ricerca di spazi introversi.

  • Palazzo della Camera di Commercio, Industria e Agricoltura - 1935

Rappresenta l'edificio più interessante dell'architettura del Novecento a Cosenza e tra i più significativi dell'architettura contemporanea italiana. La totalità del prospetto centrale su Via Alimena è contraddistinta da una parete curva è raccordata al volume della sala delle adunate con piani orizzontali che ne suddividono le funzioni. La base del corpo di fabbrica a sezione di circonferenza è rivestita con lastre in pietra, mentre l'esposizione seriale delle aperture superiori evidenzia delle griglie riquadrate con cornice a doppia altezza in posizione trasversale all'ingresso. Nella pianta del piano terra risaltano il grande atrio centrale collegato allo scalone a cui fanno da sfondo i pilastri dell'ampia vetrata curva, la sala convegni e il vestibolo d'ingresso in cui sono collocati gli uffici amministrativi e il Salone del Consiglio illuminato dalla griglia centrale di prospetto. Gli interni evidenziano degli eleganti pilastri rivestiti in lastre di marmo, si armonizzano con i pavimenti chiari e il flusso di luce immesso dalla vetrata in vetro cemento; l'arredo interno è complessivamente contraddistinto da un'architettura di qualità mediante l'uso di materiali durevoli.

  • Istituto Magistrale statale "Lucrezia Della Valle" - 1936

Progettato dall'ingegnere Gualano nel 1936, i lavori vennero parzialmente conclusi nel 1941 e completati nel dopoguerra. Il progetto prevedeva su una superficie di 1900 m² 18 aule con servizi complementari, palestra coperta di 240 m² e aree scoperte. Il prospetto è segnato dal "gigantismo" della facciata che si esprime attraverso i grossi pilastri che solcano la facciata di entrata. L'impianto venne raccordato alle strade di piano, Via Somalia, Via Asmara, Via Balilla e l'ingresso su piazza delle Colonie.

  • Palazzo degli Uffici Finanziari, Piazza XI Settembre - 1936

Progettato nel 1929 dall'ingegnere Bonetti in stile neo-rinascimentale, fu ridisegnato dall'architetto Camillo Autore e completato nel 1936. Il prospetto principale è segnato dal riquadro verticale a rilievo dei pilastri per tutta la sua altezza, con un'ampia corte centrale con volume monolitico su cui si apre il sistema delle aperture in modo indistinto. È presente un'ampia gradinata su Corso Mazzini che enfatizza il ruolo istituzionale e monumentale della struttura, mentre all'interno è caratterizzato da un vasto atrio d'ingresso a cui fa seguito una scala semicircolare. Gli ambienti vengono collegati da un ampio corridoio centrale con il cortile aperto.

  • Edificio INPS, Via Isonzo - 1938

La facciata ripropone lo schema del portale su pilastri e della planimetria regolare del tipo a blocco su ampia base di travertino e il sistema originale dei balconi d'angolo curvo fino al terzo livello della facciata. La disposizione simmetrica prevede al centro la scala al servizio degli alloggi superiori.

  • Edificio INAIL, Via Montegrappa - 1939

L'edificio che risale al 1939 presenta l'ingresso su un portico pilastrato in travertino che si stacca dalla facciata dell'edificio stesso. Il prospetto principale invece corre parallelo al marciapiede su via Montegrappa e mostra la qualità innovativa del progetto, attraverso una composizione architettonica che evidenzia il rapporto con il contesto urbano attraverso un uso adeguato dei rapporti spaziali. Sul lato opposto sono presenti gli ingressi degli alloggi su via Sabotino.

  • Palazzo Banco di Napoli, Corso Umberto - 1941

L'edificio venne progettato e poi approvato il 4 luglio 1938 dall'ufficio tecnico del Banco di Napoli - Direzione generale e poi completato nel 1941. Il prospetto principale in cui viene utilizzato sia il travertino che il laterizio, presenta una variante al sistema dei pilastri della facciata, che evidenzia una piccola accentuazione del prospetto nella parte centrale, e la riduzione in altezza dei pilastri in corrispondenza dei vari ingressi. La funzione principale delle attività bancarie viene svolta nel salone centrale arredato da eleganti pilastri in marmo verde, su cui sono posti a filo per tre lati i banconi degli sportelli e i banchi riservati al pubblico realizzati in marmo verde venato; i due piani superiori sono destinati rispettivamente ad uffici della direzione e ad alloggi. L'architettura complessiva dell'edificio richiama l'eclettismo di maniera, per l'utilizzo dei materiali e lo stile proporzionato e misurato nelle linee.

  • Casa Principe - Carino - 1945

Venne progettata dall'architetto Salvatore Giuliani nel 1945 nel centro-città. Alcuni elementi quali oblò e finestre, balconata continua e telaio di sommità appartengono all'architettura modernista, altri quali le lastre trasversali in pietra, il gronde con le verande e lo spazio in arretramento, sono elementi di peculiarità e diversità dalla norma. Innovativo è anche l'utilizzo della pietra non lavorata per i muri trasversali e il contenimento del terreno.

  • Palazzo Rizzo, Piazza XI Settembre - 1947

Si contrappone visivamente al Palazzo degli Uffici Finanziari in Piazza XI Settembre e ripropone il tema del monumentalismo classico che risalta dall'avanzamento del fronte centrale, dalle lastre in pietra chiara del basamento e dai contorni di aperture e balconate.

  • Ponte Ugo Martire 1947 (ex ponte San Domenico 1930)
  • Ponte Alarico 1948 (ex ponte vecchio in ferro 1878)
  • Edificio ex INAM, Viale degli Alimena - 1949

L'edificio pubblico evidenzia l'espressività modernista del periodo in cui venne realizzato. La facciata in lastre di travertino propone delle finestre seriale su due ordini e una parete curva che corre lungo l'andamento della strada esaltandone il percorso. Il prospetto a valle invece è segnato da una griglia vetrata trasparente lungo lo scalone interno e sul lato est dove si trova l'atrio.

  • Edificio ex ONMI (Opera Nazionale Maternità Infanzia), Piazza Amendola - 1950

Venne progettato dall' ingegnere Francesco Longobardi e dall'architetto Giuseppe Berardi e venne completato nel 1950. Il prospetto sud-est è caratterizzato da un impianto a sagoma mistilinea e dal raccordo ad angolo curvo con la veranda d'angolo. Nel prospetto centrale è presente un'ampia balconata sorretta da un sistema di pilastri che consente di evidenziare il ritmo delle aperture di facciata. L'impostazione planimetrica ha consentito un largo uso degli spazi esterni, e una suddivisione dei vari ambienti in base alla funzione e alla destinazione d'uso.

  • Palazzo dei Bruzi, Piazza dei Bruzi - 1959

Anche il nuovo Palazzo del Comune è frutto della concezione modernista del tardo periodo razionalista. L'edificio a pianta quadrangolare con la base in marmo scuro, presenta il prospetto principale sul fronte della piazza in cui emerge il porticato, l'apertura delle finestre del corpo superiore e una raffinata ricerca della tessitura dei materiali e dei piani visivi. Lo stile nel complesso è frutto del rapporto prevalente della proporzione e della progettazione degli spazi di qualità tipiche dell'architettura razionalista.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello Normanno-Svevo (Cosenza).

All'origine, prima della guerra annibalica, Cosenza, concentrata sul colle Pancrazio e capitale della confederazione delle città bruzie, era caratterizzata dell’assenza di mura difensive e opere di fortificazioni; la sicurezza e la protezione della città era garantita dai borghi della alta valle del Crati che successivamente verranno chiamati Casali cosentini, disposti a forma di corona sui rilievi della pre-Sila in maniera tale da costituire una fortezza naturale. Il rapporto città-campagna era tale da assicurare a Cosenza tutti gli attributi della sovranità, a partire da quella alimentare ed energetica. Sui 380 metri del colle Pancrazio, in fondo all'omonima via, i ruderi del Castello Normanno-Svevo (Cosenza) dominano il capoluogo bruzio; venne innalzato dai saraceni forse su rovine della Rocca Bretica, dopo il 1000 d.C.[39].

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Domenico

Ricco di testimonianze religiose è il centro antico sede delle chiese più pregevoli, in primis del Duomo opera del XII secolo, realizzato dall'allora arcivescovo Luca Campano. L'edificio religioso più antico è San Giovanni Battista del X secolo mentre del XIII secolo è la Chiesa, convento e chiostro di S. Francesco d'Assisi ; la Chiesa fa parte di un complesso monastico fondato nel 1217 ed è stata oggetto di modifiche e cambiamenti in epoche successive. Al suo interno sono presenti opere che attraversano un arco temporale molto vasto; risale all'inizio del Quattrocento la tela raffigurante San Francesco di Paola nella sagrestia mentre altri elementi artistici sono collocabili tra il Seicento e il Settecento. Il convento attiguo alla Chiesa è sede del Laboratorio di conservazione per i Beni Ambientali, Artistici e Storici della Calabria ed ospita una importante raccolta di opere d'arte, affreschi e sculture presenti anche nel chiostro. Le principali costruzioni religiose sono del XV secolo, fra queste troviamo la Chiesa e Complesso Monumentale di Sant'Agostino e la Chiesa, convento e chiostro di S. Francesco di Paola che venne costruito ne 1444 da San Francesco di Paola divenendo la sua dimora abituale. L'edificio religioso che sorge sull'omonima piazza è rappresentato da un bel portale in stile gotico ed è ritenuto il secondo santuario dedicato al Santo per importanza. Secondo la tradizione San Francesco di Paola viveva nella grotta posta dietro l'edificio, nota a tutti come "la grotta del santo", in cui si conserva una croce in legno che lo stesso santo vi aveva lasciato. Del secolo successivo sono invece il Chiesa e Convento del Santissimo Crocifisso (o della Riforma), la Chiesa della Madonna del Carmine, la Chiesa di San Domenico, la Chiesa e convento delle Cappuccinelle, il Convento di Santa Maria delle Vergini e la Chiesa del Santissimo Salvatore

Chiesa santa teresa

. La Chiesa della Madonna del Carmine, situata davanti al Palazzo del Municipio, fu di proprietà dei Carmelitani dell'Antica Osservanza in seguito alla donazione da parte di Bernardino Mollica, come si ricava da una bolla di papa Pio V del 1567. Dopo il terremoto e la distruzione del 1635, per volontà dei frati venne ricostruita in grande stile e completata nel 1696. Risale al 1756 un'altra opera di restyling con la quale si realizzò l'altare maggiore impreziosito dal dipinto di S. Maria della Bruna. I terremoti del 1783 con conseguente abbandono dei frati, e del 1854 misero a dura prova la struttura che venne ricostruita in maniera definitiva conservando l'aspetto odierno caratterizzato dallo stile neoclassico. Menzione particolare merita la Chiesa di San Domenico considerata la più pregevole chiesa dopo il Duomo. La Chiesa, parte di un complesso monastico, nacque per volontà della famiglia Sanseverino di Bisignano verso la metà del Quattrocento e nella facciata conserva ancora oggi elementi della costruzione originale, come il rosone e l'arco che incorniciano il portale d'ingresso, in stile gotico. L'interno è caratterizzato da decorazioni riconducibili al tardo barocco, come si evince dagli stucchi, dalla volta a botte e dalla cupola; il coro invece è ascrivibile al periodo medievale. L'interno venne modificato nel Settecento e del periodo in questione vanno menzionate le Sante dipinte da Granata e l'altare maggiore marmoreo accanto al quale si trova la sacrestia, che contiene un coro ligneo del Seicento realizzato da artigiani cosentini. Accanto al portale sono ubicate due cappelle rinascimentali e nella Cappella del Rosario in particolare è presente una copertura di legno dipinta; accanto ad essa è visibile l'altare cinquecentesco della Madonna della Febbre di Giovanni da Nola. Nelle cappelle prossime al transetto si trovano altre opere del Cinquecento, tra queste la rappresentazione di Santa Liberata e dell'Eterno Padre. Degno di menzione è pure l'organo settecentesco in legno decorato che è collocato sulla cantoria. Del XVII secolo è il Convento dei Carmelitani Scalzi mentre altre chiese di rilievo sono la Chiesa di San Nicola che racchiude preziose opere d'arte, il Palazzo Arcivescovile e il Convento delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo in cui operò la Beata suor Elena Aiello, nota come a monaca santa. Un'altra architettura religiosa di pregio è la Chiesa di Santa Teresa completata nel 1978 con il rivestimento esterno in ceramica.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

L'area archeologica di P.tta Toscano a ridosso dell'abside del Duomo di Cosenza

La più grande area archeologica cittadina per estensione e complessità stratigrafica è rappresentata dai ruderi archeologici di Piazzetta Antonio Toscano[40] nel centro storico alle spalle del Duomo di Cosenza, quasi a ridosso dell'abside, fra la stessa Cattedrale e la Piazza Parrasio antistante la Curia, venuti alla luce dopo i bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale. Al periodo del IV-III secolo a.C., periodo ellenestico in cui Cosenza era capitale dei Bruzi risale un edificio in blocchi parallelepipedi di calcarenite insieme ai resti di strutture abitative utilizzate probabilmente fino al I secolo a.C. Risale al periodo romano la fase più importante della piazza che ne conserva i suoi mosaici; è del periodo imperiale romano infatti la presenza di una articolata domus (casa ricca romana) con tracce significative di eleganti pavimenti in mosaico, pareti decorate da intonaci policromi nei vani più lussuosi, ed altri vani probabilmente utilizzati come magazzini dell'abitazione almeno fino al II-III secolo a.C. A valle della stessa area archeologica è presente un opus reticolatum, un troncone di muro romano in opera reticolata. Alla fine degli anni 90 avviene il tanto criticato intervento di restyling urbanistico della piazza dell'architetto Marcello Guido[41]; i vetri che attualmente pavimentano la piazza consentono di guardare sotto i piedi e ammirare i ruderi d’epoca romana e pre-romana.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Fontana collocata al posto della statua di Cesare Baccelli nel centro storico

Altri luoghi da visitare del Centro Storico e dei suoi immediati dintorni:

Vie principali[modifica | modifica sorgente]

Tratto dell'isola pedonale di Corso Mazzini con museo all'aperto nel centro di Cosenza
Gradinata di Via Arabia con le fontane artistiche nel centro di Cosenza
  • Corso Giuseppe Mazzini

Rappresenta il cuore pulsante e il salotto buono della città moderna e riveste una notevole importanza economico-commerciale per la presenza dei negozi più esclusivi della città e di palazzi stile liberty. Dal 2002 è diventato isola pedonale e sede del Museo all'aperto Bilotti. Da corso Mazzini si diramano numerose vie che lo intersecano perpendicolarmente e conducono verso Via Misasi e Viale Mancini, tra queste la gradinata di Via Arabia adorna delle fontane artistiche con giochi d’acqua e luce[43]. Longitudinalmente rappresenta l'anello di congiunzione del percorso storico-artistico che va da Piazza Bilotti al centro storico.

  • Corso Telesio

Rappresenta il corso più suggestivo di Cosenza vecchia, una tortuosa via che attraversa in salita il nucleo antico della città . Fino al 1898 la prima parte di questa strada, fino alla Piazza Piccola, era nota un tempo come Strada dei mercanti e degli orefici, dove tra gli altri negozi, prevalevano quelli che vendevano stoffe di pura seta, lana, cotone e merci varie, esaltando la sua vocazione artigiana e mercantile. Il corso conserva nelle viuzze interne, spesso con gradinate e sottopassi il fascino della Cosenza del passato.

  • Via Giostra Vecchia

Rappresenta l'anima della Cosenza del Rinascimento. Gli scavi effettuati nella zona nel corso del XIX secolo, la collocano nell'ambito urbano della vecchia città romana e del più antico impianto bruzio. Il sito doveva essere il fulcro delle attività del tempo libero, sfruttando la favorevole posizione pianeggiante, nel periodo successivo divenne sede di uffici pubblici e di palazzi signorili.

  • Corso Umberto
  • Viale Giacomo Mancini
  • Viale Sergio Cosmai
  • Viale Trieste
  • Viale della Repubblica
  • Via Misasi già Via Roma

Piazze[modifica | modifica sorgente]

Piazza del Duomo (centro storico) in una foto d'epoca
  • Piazza del Duomo

Piazza del Duomo nota anche come Piazza Grande, Piazza del Seggio per la sua vicinanza col "Sedile" e infine dal XVI secolo "Piazza degli aromatici e degli speziali" perché vi si svolgeva la vendita di farmaci confezionati su degli eleganti banconi con bilance, alambicchi e recipienti. Era il cuore pulsante della città dell'Ottocento. Anche oggi rappresenta uno dei luoghi più suggestivi della città, grazie alla presenza del Duomo del 1100.

  • Piazza Parrasio

Piazza Parrasio sorge nel centro storico dopo il palazzo Compagna sulla sinistra del "Corso Telesio" congiungendosi a Piazza Duomo tramite un tratto di strada un tempo nota come "strada degli orefici" per la prevalente presenza di negozi di orefici, gioiellieri ed orologiai. Nella piazza dedicata al famoso umanista cosentino Aulo Giano Parrasio si affaccia il palazzo arcivescovile che appartenne alla famiglia Cicala che lo alienò in favore dell’arcivescovo di Cosenza nel 1523 ed in cui i francesi vi posero l’Intendenza della provincia nel 1811. Con la Restaurazione borbonica, nel 1819, venne spostata nella struttura dell’ex monastero della Madonna di Costantinopoli; il seminario fu fatto costruire a partire dal 1892 dal rettore del tempo Francesco Parise. Passando sotto un imponente portale al cui centro è posto uno stemma nobiliare, si accede agli uffici della Curia. Sulla piazza dove per anni ebbe luogo la vendita di attrezzi agricoli e opere in ferro battuto si affaccia anche Palazzo Spada.

  • Piazza XV Marzo

Piazza XV Marzo nello splendido scenario del centro storico è una delle piazze più rappresentative e suggestive della città dei Bruzi. Nella piazza ha sede la biblioteca civica di Cosenza strettamente legata alla storica Accademia cosentina che la istituì nel 1871, il teatro di tradizione Alfonso Rendano, lo storico palazzo del Governo sede della Provincia di Cosenza nonché la Villa Vecchia ed il monumento dedicato al famoso filosofo cosentino Bernardino Telesio. Durante l'anno, alcune delle manifestazioni culturali più importanti della città si svolgono nei pressi della piazza; di queste, la maggiore è probabilmente la Festa delle Invasioni, durante la quale intellettuali e artisti di tutto il mondo si riuniscono in base a un tema preciso.

  • Piazza Archi di Ciaccio

Identificata nel Cinquecento come "Capopiazza" , è nota per gli Archi di Ciaccio sui quali poggia il palazzo del Contestabile Ciaccio, costituito dalla facciata con due arcate ad arco ribassato ed elementi di un terzo arco aragonese risalenti al XV secolo.

Uno scorcio di Portale Via Gaetano Argento nel centro storico, meglio noto come "Archi di Ciaccio"
  • Piazza Piccola o piazza dei Pesci

Piazza Piccola o "Piazza dei pesci" è una piazzetta storica della città vecchia lungo Corso Telesio, circondata da scalinate e bei palazzi, sormontata da un'ampia balconata con ringhiera in ferro battuto, nella quale avveniva la vendita del pesce. Era chiamata "piccola" per distinguerla dalla "grande", ma si chiamò anche dei "mercanti" o delle "chianche", termine che deriva dalle panche sulle quali i macellai lavoravano e vendevano le carni. Alla fine del Cinquecento, come si evince da un disegno rinvenuto alla Biblioteca Angelica di Roma, a fianco delle "chianche", v’era una fontana pubblica detta "dello Mastro Andrea" e nel 1799 vi venne piantato uno degli alberi della libertà.

  • Piazza dei Valdesi

La piazza che si trova nella parte iniziale del centro storico è legata alla strage dei Valdesi di Calabria consumata ai danni del popolo dei valdesi che professava una fede in contrasto con i canoni del Concilio di Trento. Alla fine di giugno del 1561 erano presenti nelle carceri del castello di Montalto Uffugo quasi 1.400 valdesi,[44] mentre proseguiva la caccia agli sbandati. Un altro centinaio di valdesi, rinchiusi nei sotterranei del Castello normanno-svevo (Cosenza), erano in attesa del processo. In quella che è l'attuale piazza Valdesi, il 27 giugno quattro o cinque furono bruciati dopo essere stati unti di resina, affinché «soffrano di più per correzione della loro empietà», e per il 28 giugno era previsto il rogo di cinque donne.[45]. Morì sul rogo il predicatore Bernardino Conte, mentre il vecchio barba Stefano Negrin, destinato a essere mandato di fronte all'Inquisizione di Roma, morì invece di stenti in carcere.[46].

  • Piazza XXV Luglio
  • Piazza dei Follari

Piazza dei Follari che sorse nel 1840 quando venne eliminato il giardino del monastero delle Vergini nel cuore della città vecchia. Le sue origini sono da ricercare nel fatto che in quest’area si vendevano i "follari" o "cuculli", nomi popolari dei bozzoli del baco da seta.

  • Piazza Crispi
  • Piazza Cappello
  • Piazza Tommaso Campanella
Piazza Loreto e sullo sfondo l'omonima chiesa nel centro della città di Cosenza

La piazza è il punto di partenza per la visita alla città più antica in quanto costituisce la linea di demarcazione tra il centro storico e la nuova Cosenza. È dominata dalla chiesa di San Domenico la cui consacrazione risale al 1468 con la sua cupola barocca rivestita di rame dopo l'ultimo conflitto mondiale.

Piazza Europa
  • Piazza dei Bruzi

La piazza ristrutturata nel 1998 ospita palazzo dei Bruzi, il palazzo municipale costruito verso la metà degli anni ’60 e sede attuale del Comune di Cosenza; in precedenza la sede comunale era in corso Telesio. All'ingresso della stessa si nota una scultura realizzata da Palladino che raffigura un elmo di bronzo posto su una vasca piena d’acqua che rievoca la leggenda di Alarico e la sua sepoltura nel letto del fiume Busento.

  • Piazza Matteotti
  • Piazza Kennedy

Piazza Kennedy si apre all'isola pedonale di corso Mazzini, una delle arterie principali del centro di Cosenza, strada di negozi e di passeggio molto amato dai cosentini. Dal 1974 al 2002 ha ospitato il monumento della Pace, l'opera che venne realizzata da Cesare Baccelli e Benito De Luca e rappresentava uno dei luoghi più frequentati dai giovani degli anni ottanta. All'occorrenza questo spazio si trasforma anche in palcoscenico per gli eventi cittadini.

  • Piazza Bilotti

Storica piazza Luigi Fera, piazza centralissima della città che segna l'inizio del percorso del Mab, da giugno 2013 per l'importo di 16 milioni di euro è interessata da una vasta opera di restyling, riqualificazione e rifunzionalizzazione. Il progetto prevede a livello strada una piazza che esalta il Museo all'aperto Bilotti con nuove opere d’arte; al primo livello sottostrada dei laboratori artistici e spazi espositivi, e in parte parcheggi, al secondo livello sottostrada un parcheggio sotterraneo con 306 posti auto[47].

  • Piazza Loreto

È la piazza antistante la chiesa "Sacro Cuore di Gesù e Madonna di Loreto", inaugurata nel 1959 nel centro della città tra Via Caloprese e Via Nicola Serra. La piazza molto frequentata nel tempo libero, ha subito nei primi anni del 2000 un'opera di restyling ed attualmente si presenta con un aspetto moderno ben illuminata e adorna di aiuole con alberi, due fontane e arredi urbani vari.

  • Piazza Europa
  • Piazza Matteotti
  • Piazza Santa Teresa
Fontana di Giuno su Corso Mazzini

È la piazza antistante la frequentatissima chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù edificata nel XX secolo. Si trova in una zona strategica della città perpendicolare a viale degli Alimena e a due passi da corso Mazzini. Dal 2013 è interessata da un'opera di riqualificazione[48].

Fontane[modifica | modifica sorgente]

  • Fontana dei 13 canali, Centro storico
  • Fontana di Giuno, Corso Mazzini
  • Fontane musicali, Via Arabia
  • Fontana del Balilla, Piazza Crispi - 1934
  • Fontana dei Leoni, Via Montegrappa
  • Fontana della Venere, Villa Vecchia
  • Fontane di Piazza Europa
  • Fontane di Largo Salvatore Perugini, Via Caloprese
  • Fontane di Piazza Loreto
  • Fontana di Piazza dei Bruzi

Statue e monumenti commemorativi[modifica | modifica sorgente]

Monumento ai caduti in guerra in Piazza della Vittoria
Piazza XV marzo: in primo piano la statua raffigurante Bernardino Telesio, sullo sfondo la biblioteca civica di Cosenza
Statua Italia all'ingresso della Villa Vecchia
Fucilazione dei fratelli Bandiera a Cosenza
Fontana dei leoni a Via Montegrappa
  • Monumento Caduti in guerra mondiale in piazza della Vittoria - 1936

Il monumento realizzato in ricordo dei caduti della prima guerra mondiale del 1915-18 venne progettato dall'architetto Nino Bagalà ed eseguito materialmente dallo scultore Clemente Spampinato. È ubicato nella piazza della Vittoria della Villa Nuova nel centro cittadino, dove venne inaugurata da re Vittorio Emanuele III il 9 maggio 1936. L'architettura propone un interessante disegno composto da tre imponenti parallelepipedi rivestiti in lastre di travertino bianco alti circa dodici metri su base circolare rivestita di granito della Sila con le gradinate di raccordo in pietra bianca. Sulle colonne sono incisi i nomi dei giovani combattenti.

  • Statua Bernardino Telesio

Il monumento dedicato al famoso filosofo cosentino Bernardino Telesio è ubicato nel cuore del centro storico, in piazza XV Marzo e venne realizzato dallo scultore Achille Orsi nel 1914. La statua di bronzo ritrae Telesio mentre regge in mano gli attributi della sua attività di studioso e ricercatore, il libro e la penna, ed è posata su un basamento di granito proveniente dalla Sila. Sul piedistallo, inoltre, sono stati posti dei bassorilievi che riportano alcune fasi della sua vita, in particolare la rappresentazione della sua attività di docente di filosofia e il ricordo del suo arresto in età giovanile.

Nel Periodo del Risorgimento a Cosenza si manifestarono movimenti liberali e patriottici, il più noto è quello del 15 marzo 1844 che si concluse con uno scontro a fuoco nel largo dell'Intendenza tra i soldati borbonici e 21 patrioti poi condannati a morte, e dei quali ne furono giustiziati soltanto sei[49]. Da questa rivolta presero spunto i fratelli Bandiera, veneziani che vennero in soccorso ai fratelli calabresi e vennero fucilati presso il Vallone di Rovito a breve distanza dalla riva destra del fiume Crati, il 25 luglio 1844 insieme ad altri 7 ufficiali, Giovanni Venerucci, Anacarsi Nardi, Nicola Ricciotti, Giacomo Rocca romagnolo di Lugo di Ravenna, Domenico Moro, Francesco Berti romagnolo di Bagnacavallo (RA) che vi ha intestato la locale Scuola Media e Domenico Lupatelli[50]. Nel 1937 in memoria al sacrificio dei due patrioti italiani venne eretto un piccolo altare con i loro nomi incisi sul marmo. L'ara è inserita nel contesto di uno spiazzo circondato da una cinta murata con alcuni cipressi, ristrutturata e valorizzata con luci artistiche in occasione del 150º anniversario dell'Unità d'Italia[51].

  • Monumento ai martiri

Il monumento caratterizzato da una statua di marmo bianco che simboleggia l'Italia libera venne eretto per volontà dello scultore Giuseppe Pacchioni, uno dei superstiti del gruppo dei Bandiera, sul lato sinistro di Piazza XV Marzo, all'ingresso della Villa Vecchia nel 1878 in onore dei martiri dei moti risorgimentali del 1844. Nella lapide del piedistallo sono incisi i nomi dei patrioti cosentini del 14 marzo 1844, oltre a quelli dei fratelli Bandiera e dei loro compagni.

  • Monumento a Michele De Marco detto Ciardullo

Il monumento alto 320 cm circa, ubicato al centro di Piazza XXV Luglio è dedicato al poeta cosentino Michele De Marco detto Ciardullo a seguito della sua morte avvenuta nel 1945. Ritrae il busto di bronzo del poeta con il suo sguardo ironico proiettato verso via Misasi, che venne installato su una base di granito circoscritta da un'aiuola lastricata in pietra.

  • Monumento ai caduti del lavoro

La scultura realizzata da Cesare Baccelli e ubicata in piazza Bonaventura Zumbini venne inaugurata il 14 giugno 1974. È una struttura in stile moderno costituita da un'impalcatura di ferro e un gruppo di bronzo raffigurante un operaio mutilato che sorregge sulle proprie spalle un compagno esanime. L'opera è immersa in un'aiuola con arredi urbani ed alcune specie arboree tra cui un cedro dell'Himalaya.

  • Monumento della pace

L' opera venne realizzata da Cesare Baccelli e Benito De Luca nel 1974 ed ubicata in piazza Kennedy fino al 2002, anno della pedonalizzazione di corso Mazzini e della stessa piazza, che ne decretarono lo spostamento nel tratto nord iniziale di viale Mancini nel 2003. La scultura di stile moderno è collocata su un basamento in pietra e cemento ed è costituita da lamine metalliche saldate tra di loro rappresentanti due colombe con le ali spiegate che simboleggiano la pace.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Verde urbano e parchi cittadini[modifica | modifica sorgente]

Interno della Villa Vecchia
Veduta esterna della Villa Nuova

In città sono presenti parchi urbani, aree verdi e numerosi giardini che adornano i vari quartieri. Nell'ambito dell'area urbana cosentina che travalica i confini comunali, i cittadini cosentini usufruiscono sin dagli anni 80' di vasti spazi verdi e parchi realizzati dai comuni contigui al confine con Cosenza, come il parco Robinson di Rende, il parco fluviale di Castrolibero ed il costruendo Parco acquatico dell'area urbana nel comune di Rende[52].

Senza dubbio è la Villa Vecchia la passeggiata verde più cara ai cosentini: venne realizzata nel XVIII secolo nel cuore del centro storico bruzio su un'ampia area prospiciente piazza XV Marzo. La Villa che si sviluppa su più piani è adorna di alberi secolari, fontane monumentali e statue e da un'area circolare inizialmente destinata a svolgere la funzione di anfiteatro. La Villa e l'area di piazza XV Marzo ospitano dagli anni 90' la Festa delle invasioni[53][54]. Tra gli ospiti più importanti pervenuti in passato vi sono Caparezza, Patti Smith e Lou Reed.

Scorcio di Viale Mancini
Veduta esterna del Parco fluviale

Altra villa pubblica molto cara ai cosentini è la Villa Nuova, realizzata nel 1932 nel cuore della città moderna su viale Trieste; ospita il Monumento dei caduti della prima guerra mondiale realizzato nel 1936 e diverse specie arboree tra le quali pini e palme. Dello stesso periodo è il Parco delle Rimembranze, progettato e realizzato nell'area annessa all'acquedotto del Merone. Agli anni 70/80' risalgono il centrale parco Morrone di via Misasi già via Roma che sorge dove un tempo aveva sede l'impianto sportivo Emilio Morrone che ha ospitato le partite del Cosenza Calcio 1914 fino al 1963, il parco Corrado Alvaro di via Aldo Moro nell'area davanti la scuola elementare di via Nicola Serra in cui spiccano salici, pini ed altre specie arboree ed il parco Nicholas Green già parco degli Ulivi per la caratteristica e predominante presenza degli ulivi oltre a magnolie, pini e palme, che costeggia il torrente Campagnano al confine con Rende. Il 10 giugno 1999 venne inaugurato il Parco Fluviale del centro storico il cui percorso lastricato di quasi due chilometri conduce dal quartiere dello Spirito Santo fino a contrada Guarassano lungo il fiume Crati. Il Parco oltre al verde attrezzato è sede di piste ciclabili e dall'estate del 2012 ospita il Lungo Fiume Boulevard, luogo di divertimento d'eccellenza dell'estate cosentina[55][56]. Nel 2001 nasce Viale Parco ora "Viale Giacomo Mancini", il polmone verde più amato dai cosentini nel nuovo millennio; il viale con caratteristiche di boulevard si espande per circa 6 km e presenta centralmente una fascia di verde attrezzato con pista ciclabile e percorso pedonale, arredi urbani vari, panchine, aiuole. Altre aree verdi di dimensioni ridotte sono distribuite capillarmente nei quartieri della città; tra queste l'area verde di Via Giulia, San Vito Alto, Viale della Repubblica, Torre Alta, Via Misasi, Città 2000, Via Pola, Piazza Cappello ed altre, insieme al costruendo Parco acquatico nel centro storico[57].

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Cosenza ha raggiunto una soglia massima di circa 107.000 abitanti nel censimento del 1981, nel corso degli ultimi tre decenni ha subito il fenomeno della deurbanizzazione a vantaggio dei comuni contigui come Rende (33,07% in più rispetto al 1981), Castrolibero (+40%), Mendicino (+74,62%), Montalto Uffugo (+51%), Marano Principato (+129,72%) ect, perdendo nel giro di 30 anni circa 40.000 abitanti con un decremento del 34,26%. Tale processo causato dall'espansione della città principalmente verso nord e da una ricerca di una qualità della vita migliore lontano dal caos cittadino, insieme allo sviluppo urbanistico del circondario ha favorito la creazione di un'area urbana integrata di circa 260.000 abitanti, una forma policentrica di agglomerazione in cui sono riscontrabili elementi di continuità fisica, urbanistica, culturale e sociale. Risulta evidente la sproporzione tra il peso demografico del comune capoluogo e la reale dimensione dell'area urbana. Quasi un cosentino su due, insomma, non ha la residenza nel comune di Cosenza[58]. Il territorio è proiettato ormai da anni verso la creazione di un comune unico[18][59].

Abitanti censiti[60]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

I cittadini stranieri residenti a Cosenza sono 2.634[61], così suddivisi per nazionalità (sono indicati solo i dati superiori alle 50 unità):

Lingua e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto cosentino.
U Cusintinu

U Cusintinu è nu cristianu stranu, tena ra vucca granni eppuru parra chianu Dicia ri parole stritti dintra i dianti Si fida cchiù di stranii ca di parianti Si senta nu Rodolfo i numi Valentinu Eppuru è assai paisanu e pocu cittadinu Si minta ra cravatta, adopera ru picu Ancora va trovannu u tesoro i Re Alaricu U juarnu va ara scola a sira a Piazza Scura Si jura sup'a mamma e ti duna ra fricatura Si senta superiore ppi via i l'antichi avi Eppuru ci hannu scrittu ca sunnu muntanari. Però 'unn'è correttu a nni parrà sgarbatu Picchi sù gent'i core e l'hannu dimostratu, È vero ca s'atteggia a dottu e malandrinu Però chi bella cosa...ad essa cusintinu!

Il dialetto cosentino (u dialettu cusintinu), come per tutta la Calabria del nord (corrisponde approssimativamente alla storica divisione amministrativa "Calabria Citeriore"), è di tipo napoletano. Il "cosentino" è fortemente influenzato sia dal greco che dal latino, ma grazie anche alle tante dominazioni storiche, dallo spagnolo e dal francese. Si differenzia molto dal resto dei dialetti calabresi per sintassi, per forme verbali (non è infatti presente la forma verbale del passato remoto derivante dal perfetto latino) e per pronuncia. Il vero dialetto cosentino, ha ormai quasi completamente lasciato il posto ad una sua "italianizzazione" e viene parlato soprattutto nei quartieri storici e dalle persone più anziane e da qualche cultore del vernacolare. Il dialetto cosentino consta di una dialettica con parole spesso mozzate ed in alcuni casi appena accennate. Fortemente caratterizzato dalla pronuncia lunga e dilatata delle vocali e dalle variazioni dell'intonazione (uniche nella regione), questo dialetto si differenzia moltissimo dal resto della sua provincia; è infatti noto che già il dialetto dei paesi limitrofi alla città, pur non avendo quasi differenze nei termini, cambia moltissimo proprio nella pronuncia.

Religione[modifica | modifica sorgente]

La Vergine del Pilerio
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Madonna del Pilerio e Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.
« Vergine del Pilerio, Madre della Chiesa, Tu sei per noi Sostegno, Aiuto e Speranza. Noi Ti ringraziamo e Ti benediciamo, ma soprattutto noi Ti amiamo. Tu sei la nostra Madre tenerissima, donataci da Cristo sulla Croce, ascolta la preghiera dei tuoi figli. Non permettere Che ci allontaniamo mai da Te. Rafforza in noi la Fede, sostieni la Speranza, ravviva la Carità. Per Te sia lode al Padre, al Figlio e al Santo Spirito, nei secoli dei secoli. Amen

O Madonna del Pilerio, nostra gloriosa Patrona Prega per noi »

(Preghiera alla Madonna del Pilerio)

La religione più diffusa è il cattolicesimo; Cosenza è sede metropolitana dell'Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, appartenente alla regione ecclesiastica Calabria della Chiesa cattolica. Su Corso Mazzini è presente una piccola comunità della Chiesa Evangelica Valdese; altri movimenti religiosi in città sono rappresentati dai Testimoni di Geova e dalla Chiesa ortodossa. La Madonna del Pilerio è la Patrona protettrice della città di Cosenza, deve il suo nome alla parola greca "puleros" che vuol dire guardiano. È raffigurata in una icona risalente al XII secolo che si trova dal 1607 nella cappella appositamente costruita all'interno del duomo di Cosenza, voluta da Mons. Giovan Battista Costanzo (1591-1617), per favorire l'afflusso dei pellegrini. La festa patronale di Cosenza non viene celebrata l'8 settembre, data alla quale viene riconosciuta la Natività della Madonna, ma il 12 febbraio per ricordare quel giorno del 1854 in cui Cosenza fu risparmiata dalla Vergine da un violento terremoto che colpì la Calabria.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Sede Rai regionale

La sede regionale della Rai (TG Regione) ha sede a Cosenza fin dal 1958. Originariamente era situata in via Montesanto, questo fino al giugno 1992 quando è stata trasferita nel moderno edificio attuale in viale Marconi. Le produzioni radiotelevisive principali riguardano quelle legate al telegiornale TGR Calabria emesso in tre edizioni giornaliere alle ore 14.00, 19,45 e 24,10. Altra importante produzione e quella di Buongiorno Regione delle ore 07,30, una fascia informativa di servizio giornaliera su meteo, viabilità, avvenimenti del giorno. Nel capoluogo bruzio è ubicato[13] uno dei 4 Uffici Speciali Autostradali dell'ANAS, l'Ufficio ANAS per l'Autostrada A3, "Salerno ↔ Reggio Calabria"[13], la Sovrintendenza Beni Architettonici e storico-artistici, e il 1º Reggimento Bersaglieri. È inoltre sede metropolitana dell'Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.

Istituti
  • Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), "Unità Organizzativa di Supporto", U.O.S. di Cosenza[62].
Ospedali
  • Ospedale Civile dell'Annunziata
  • Ospedale Civile Mariano Santo
  • I.N.R.C.A. Istituto di Ricovero e cura a carattere scientifico IRCCS
  • Casa di Cura "La Madonnina"
  • Policlinico "Sacro Cuore"
  • Casa di Cura "M.Misasi"
  • Casa di Cura "Santoro"
  • Casa di Cura "Scarnati"
  • Casa di Cura "Villa del Sole"
  • Casa di Cura "Villa Verde"
  • Casa di Cura "S.Lucia"

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Anno Qualità della Vita (Il Sole 24 ORE) Dato riferito alla provincia Ecosistema Urbano (Legambiente)
2008 85º[63] 33° Capoluogo di Provincia[64]
2009 89º[65] 45° Capoluogo di Provincia[66]
2010 88º[67] 55° Capoluogo di Provincia[68]
2011 93°[69] 37° Capoluogo di Provincia[70]
2012 96°[71] 32° Capoluogo di Provincia[72]

Secondo l'indagine Ecosistema Urbano stilata da Legambiente e Ambiente Italia pubblicata su Il Sole 24 ORE, Cosenza dal 2008 si conferma la città più verde in Calabria e in buona posizione per quanto riguarda il Mezzogiorno (Italia). La città dei Bruzi dopo il 33º posto dell'anno 2008, si è collocata al 45º posto complessivo tra i 103 capoluoghi di provincia italiani nella classifica finale e seconda nel sud solo a Caserta[66]. Secondo la stessa indagine del 2010 che si basa su parametri come trasporto pubblico, isole pedonali, zone a traffico limitato, depurazione delle acque, raccolta differenziata, Cosenza è al 55º posto, primo capoluogo in Calabria davanti a Reggio Calabria (86º posto), Catanzaro (88º posto), Vibo Valentia (99º posto) e Crotone penultimo posto (102º)[68]. Nota dolente è il problema atavico della perdita di acqua potabile con percentuali considerevoli[73], a cui le amministrazioni comunali stanno cercando di far fronte negli anni attraverso un programma di lavori di riefficientamento della rete idrica ormai obsoleto[74][75]. Nel mese di gennaio del 2013 Cosenza ha avviato un piano di alleanza con la città di Torino nell'ambito dell'esperienza sulle smart city, "città intelligenti" che investono su servizi ad alto contenuto tecnologico ed alto indice di sostenibilità ambientale[76]. Il progetto "smart city" di cui Cosenza è beneficiaria per un importo di 20 milioni di euro interessa in modo particolare l'isola pedonale di Corso Mazzini, cuore della città moderna[77][78]. Per quanto riguarda il tema dei rifiuti solidi urbani, dopo molti anni di problemi relativi alla raccolta e allo smaltimento, dal 2011 il comune ha introdotto con un progetto definitivo la raccolta differenziata porta a porta[79]. Alla XXI edizione di "Comuni Ricicloni" organizzata da Legambiente nazionale del 2014, Cosenza ha ricevuto il riconoscimento "Start up" grazie alla percentuale del 52% di raccolta differenziata raggiunta in poco tempo, primo capoluogo in Calabria[80].

Problemi[modifica | modifica sorgente]

Tratto sud dell'isola pedonale di Corso Mazzini con museo all'aperto nel centro di Cosenza

Il territorio comunale della città dei Bruzi presenta un elevato tasso di urbanizzazione e risulta quasi completamente edificato, tale fenomeno è all'origine della forte crescita demografica dei comuni limitrofi e in via più generale, dell'intera agglomerazione. Diversi studi di settore tra i quali quello dell' ingegnere Boatti[6] hanno accertato che per motivi di lavoro, studio e tempo libero sulla città convergono quotidianamente circa 50 comuni dell'hinterland cosentino da cui deriva soprattutto nelle ore di punta un'intensa concentrazione di veicoli commerciali e ad uso privato che ha generato problemi di traffico e di congestione a partire dagli anni settanta. Il fenomeno è sensibilmente migliorato consentendo di innalzare il livello di qualità della vita a partire dalla fine degli anni 90' con la realizzazione di Viale Mancini lungo l'asse nord-sud che ha contribuito a decongestionare il centro cittadino e con la pedonalizzazione di Corso Mazzini nel 2002, che oggi è isola pedonale tra le più grandi d'Italia per estensione. Più recentemente (2012) è stato introdotto il servizio delle circolari veloci con bus a metano che viaggiano su sede protetta per disincentivare l'uso dei mezzi privati conseguendo benefici sia in termini di rapidità che di ecosostenibilità urbana[81], c'è un progetto di mobilità sostenibile[82] che mira a potenziare l'area della Stazione Vaglio Lise come polo di scambio intermodale per restituire vivibilità e fruibilità alla zona centrale dell’Autostazione, in cui quotidianamente giungono circa 120 pullman extraurbani[83], e nel 2014 si apriranno i cantieri della metropolitana leggera su ferro per collegare il centro con l'Università della Calabria[84]. Cosenza e la provincia come la maggior parte delle realtà del Meridione d'Italia, anche se in maniera sensibilmente minore rispetto ad altre province della Calabria come si evince dal rapporto semestrale 2008 della DIA, è afflitta dal fenomeno della criminalità organizzata. Lo sviluppo dell'attività criminale ha subito un processo di evoluzione, passando da una forma primitiva di banditismo metropolitano dagli anni 70', ad una realtà organizzata e radicata a partire dagli anni 80'[85].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

« La mia diletta città potrebbe benissimo fare a meno di me, ma sono io che non posso fare a meno di essa. Essa che mi scorre nelle vene e che amo. »
(Bernardino Telesio)
Palazzo Caselli Vaccaro, sede della Scuola di Alta Specializzazione Universitaria

Le radici di Cosenza si perdono nel IV secolo a.C. quando i Bruzi si insediarono sul colle Pancrazio. Nota come l'Atene della Calabria, fu patria del grande umanista Aulo Giano Parrasio, iniziatore dell'Accademia Cosentina. Inoltre ha dato i natali nel 1508 al filosofo Bernardino Telesio, primo pensatore non-aristotelico e perciò detto "Primo degli Uomini Nuovi", il titolo che gli diede Bacone.

Il dialetto cosentino ha la personalità per ambire a descrivere la letteratura cosiddetta alta. Tra i poeti dialettali spicca Michele De Marco, in arte Ciardullo e del figlio Ciccio De Marco. Lo spirito goliardico dei poeti in lingua è stato ripreso negli ultimi anni da alcuni siti internet cosentini.

I principali poli dell'attività teatrale cosentina sono il Teatro di tradizione Alfonso Rendano, dedicato ad Alfonso Rendano, il Teatro Stabile d'Innovazione della Calabria Centro Rat - Teatro dell'Acquario, nonché lo storico Cinemateatro "Italia" intitolato nel mese di ottobre 2008 al celebre attore cosentino Aroldo Tieri[86] e il Teatro Morelli inaugurato nel mese di novembre 2008 grazie alla ristrutturazione a seguito della crisi degli anni novanta che ne aveva determinato la chiusura dopo oltre sessanta anni e oggi parte integrante della programmazione teatrale cittadina insieme al Rendano e all'Aroldo Tieri[87]. Negli anni novanta è stata creata una grande struttura, denominata Città dei Ragazzi, che prevede numerose attività rivolte ai più piccoli suddivise in quattro diversi edifici, gli "scrigni" (ludoteca, laboratori, municipio, comunicazione e spettacolo, più uno Spazio Verde). Il centro, insieme alla Biblioteca dei Ragazzi e ad alcune ludoteche, è il risultato delle politiche giovanili intraprese dalle ultime amministrazioni. La Città ha dato i natali a due celebri artisti della Danza di fama mondiale: Stefano Valentini su cui si sviluppò il metodo Martha Graham e Fabio Gallo, il Coreografo cui si deve la riscoperta della danze Mediterranee, Premio Internazionale per le Arti dello Spettacolo (Teatro Sistina – Roma – 1992). Quest'ultimo ha istituito la Carta della Pace per la Tutela della Memoria e dei Diritti dell'Uomo (Roma 2007). A Cosenza operano inoltre gruppi attivi nel campo dell'informatica come il CSLUG, l'HackLab Cosenza, un'associazione culturale di Retro Computing (Verde Binario) ed è presente una radio libera e popolare chiamata Radio Ciroma che ormai da molti anni è un punto di ritrovo cultural-musicale per le tendenze alternative e giovanili.

Accademia Cosentina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Accademia Cosentina.

L'antica Accademia Cosentina ubicata in Piazza Telesio, nella città antica, viene fondata nel 1511 col nome di Accademia Parrasiana da Aulo Giano Parrasio, e si dedica principalmente agli studi filosofici e letterari. Dopo la morte di Parrasio (1534), Bernardino Telesio ne prende le redini, la riorganizza e la ribattezza come Accademia Telesiana. Alcuni anni prima della morte di Telesio (che avvenne nel 1588), l'Accademia Telesiana passa sotto il controllo di Sertorio Quattromani, che le dà il nome di Accademia Cosentina rimasto fino ai giorni nostri[88][89].

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Biblioteca Nazionale di Cosenza e Biblioteca Civica di Cosenza.
Piazza XV marzo: in primo piano la statua raffigurante Bernardino Telesio, sullo sfondo la Biblioteca Civica di Cosenza

Elenco delle principali biblioteche cosentine

La Biblioteca Nazionale di Cosenza inizialmente nasce come sezione distaccata della Biblioteca Nazionale di Napoli per D.M. del 3 novembre 1978. La sua attività ha inizio nel 1985 con l'acquisto dell'ex edificio Seminario Vescovile di Cosenza. Nel 1991, grazie al decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, la Biblioteca Nazionale di Cosenza assume piena autonomia.

La Biblioteca Civica di Cosenza, ha sede nel centro storico della città bruzia, nella splendida piazza XV marzo, ed è strettamente legata alla storica Accademia Cosentina che la istituì nel 1871. All'interno della Biblioteca è presente la Mediateca di Cosenza.

  • Biblioteca dei Ragazzi
  • Biblioteca dell'Archivio di stato di Cosenza
  • Biblioteca ecclesiastica SS. Crocifisso
  • Biblioteca provinciale di Cosenza
  • Biblioteca arcivescovile del Seminario cosentino
  • Biblioteca del Conservatorio di musica Stanislao Giacomantonio – Convento di Santa Maria delle Grazie
  • Biblioteca del Centro jazz Calabria – Archivio discografico Centro di documentazione sonora
  • Biblioteca della Fondazione Antonio Guarasci
  • Biblioteca della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico – PSAE – Palazzo Arnone
  • Biblioteca del Liceo classico Telesio

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Vista panoramica dell'auditorium del Liceo classico Bernardino Telesio di Cosenza

Il sistema scolastico di Cosenza dispone di 13 Scuole Secondarie di I grado. Le Scuole Secondarie di II grado sono invece 12,[90] tra le quali possiamo citare il Liceo classico Bernardino Telesio.

Università[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università della Calabria.
Scorcio di alcuni cubi dell'università

Oggi uno dei principali centri culturali di Cosenza e della sua area urbana è rappresentato dall'Università della Calabria, la maggiore delle università calabresi e una delle migliori tra le università italiane di medie dimensioni[91] che vanta attualmente il più grande campus universitario in Italia[8], adiacente alla struttura universitaria. Essa conta circa 40.000 studenti, provenienti prevalentemente dalla Calabria e da altre regioni meridionali e in percentuale minore anche dall'estero. L'università ha 6 facoltà: Economia, Farmacia, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e Scienze Politiche. È collegata al centro città tramite la SS 107 (Paola ↔ Cosenza ↔ Crotone) attraverso lo svincolo ArcavacataUniversità e l Autostrada A3 ("NapoliReggio Calabria") tramite l'uscita Cosenza Nord - Rende in attesa della metropolitana leggera di superficie.[92]. È stato raggiunto nel mese di giugno 2008 un importante accordo tra il comune di Cosenza, l'Aterp e l'Unical per le residenze universitarie nel centro storico della città dei Bruzi a partire dall'anno accademico 2008/2009. I primi alloggi disponibili sono stati occupati da 34 studenti nel mese di dicembre 2009 nello storico palazzo Bombini di via Galeazzo da Tarsia[93].

Musei e gallerie[94][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo all'aperto Bilotti e Museo dei Brettii e degli Enotri.

Il Museo dei Brettii e degli Enotri inaugurato il 17 ottobre 2009[95] nel quattrocentesco complesso monumentale di S. Agostino (quartiere detto della Massa – Centro Storico) è il polo culturale della città e vanta una vasta collezione archeologica proveniente dalla città e da località diverse della sua provincia, abbracciando un ampio arco cronologico: dai resti ossei del Paleolitico superiore delle grotte di Cirella, sino all’oinophoros di età romano imperiale (III secolo d.C.) proveniente da Cosenza[96].

Il corso principale e il salotto della città, Corso Mazzini, è sede dal 2002 di una grande isola pedonale ed oltre ad essere un centro commerciale all'aperto, ospita dai primi anni del nuovo secolo una galleria d'arte "en plein air", il Museo all'aperto Bilotti (MAB), unico nel suo genere non solo in Calabria e nel meridione, ma in tutta Italia. Si tratta di una serie di sculture di artisti di calibro internazionale donate alla città da un facoltoso collezionista (Carlo Bilotti, morto a New York nel dicembre del 2006)[97][98].

Lupo della Sila, opera di Mimmo Rotella nel Museo all'aperto Bilotti
  • Museo del Fumetto

Il Museo del Fumetto ubicato nella Galleria Santa Chiara, nel centro storico di Cosenza, rappresenta un esempio unico nel suo genere nell’intero Mezzogiorno. La collezione permanente vanta le più importanti firme del fumetto italiano di oggi, da Tanino Liberatore ad Angelo Stano, Gianluca Cestaro e Bruno Brindisi, passando attraverso l’urban art di Diavù, Jim Avignon e Nicola Alessandrini. Il patrimonio delle opere espone personaggi leggendari del fumetto italiano come Dylan Dog, Martyn Mystère e Tex Willer insieme a disegni ed opere che ritraggono esponenti di primo piano della cultura italiana come Fabrizio De Andrè e Pier Paolo Pasolini[99].

  • Museo delle Rimembranze
  • Museo Diocesano di Cosenza[100]
  • Museo delle Arti e dei Mestieri della Provincia di Cosenza
  • Museo Interattivo di Archeologia Informatica
  • Museo dello sport
  • Mostra permanente delle Suore Minime della Passione “Suor Elena Aiello
  • Mostra permanente del Laboratorio di Restauro della Soprintendenza dei Beni Culturali
  • Galleria provinciale Santa Chiara
  • Galleria Nazionale di Cosenza "Palazzo Arnone": la Galleria Nazionale di Cosenza ha sede nell'antico Palazzo Arnone, situato sul colle Triglio, in via G. V. Gravina.

Il palazzo, iniziato a costruire agli inizi del XVI secolo da Bartolo Arnone, fu venduto allo stato prima del suo completamento. Fu prima sede del Tribunale e della Regia Udienza, e col tempo assunse la funzione di carcere. Dopo il trasferimento del carcere, ed un periodo di abbandono, iniziarono i lavori per l'adattamento della struttura a sede museale. Vi trova collocazione permanente una pinacoteca, con opere di Pietro Negroni, Mattia Preti, Luca Giordano e altri, ed è sede di varie mostre temporanee di alto profilo.

Teatri[modifica | modifica sorgente]

Teatro di tradizione Alfonso Rendano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teatro Alfonso Rendano.
Il Teatro Rendano in Piazza XV marzo

Il teatro comunale di Cosenza è dedicato al pianista Alfonso Rendano[101].

Costruito dal Comune, su progetto dell'architetto Zumpano, nel 1887, fu completato nel 1909 ed inaugurato il 20 novembre dello stesso anno con la rappresentazione dell'Aida di Giuseppe Verdi. Di stile neoclassico ottocentesco, con tre ordini di palchi, spiccavano belle decorazioni pittoriche e in stucco, in particolare sul soffitto, realizzato dal pittore cosentino Enrico Salfi. Nel 1943, una bomba destinata al vicino castello svevo, colpì in pieno il teatro distruggendone il soffitto e danneggiando gravemente tutte le suppellettili.

I lavori di ricostruzione iniziarono nel 1953 e nel 1966 venne nuovamente inaugurato con una rappresentazione dell'Aida, come per la prima inaugurazione. Il 16 novembre 1976 il Teatro Comunale “A. Rendano” venne riconosciuto, con decreto del Ministro dello Spettacolo, teatro di tradizione per la qualificata attività culturale e artistica svolta e per il particolare impulso alle locali tradizioni artistiche e musicali. Tra le parti originali ricordiamo Il sipario storico, dipinto dal napoletano Paolo Vetri nel 1901, e che si conserva ancora oggi, che illustra l'arrivo a Cosenza, nel 1433, del duca di Calabria Luigi III d'Angiò e di sua moglie Margherita di Savoia. Nel 2002-2003 venne nuovamente restaurato ed è stato riaperto.

Teatro Morelli[modifica | modifica sorgente]

Il Teatro Morelli a Cosenza

Noto come Politeama negli anni ‘30, il Teatro fu semidistrutto dai bombardamenti delle seconda guerra mondiale e poi riaperto negli anni ‘40 grazie alla tenacia della famiglia Morelli. A metà degli anni ’90, purtroppo attraversò un periodo di crisi che ne determinò la chiusura insieme al Consorzio teatrale che vi aveva avviato il suo laboratorio. Il 5 novembre 2008 dopo un lungo periodo di ristrutturazione il Teatro Morelli viene restituito alla città ed oggi è parte integrante della programmazione teatrale cittadina[87]. Attualmente tra la sala al pianterreno e quella superiore il teatro è in grado di ospitare 626 persone. La pavimentazione è a parquet e nel foyer al primo piano è stato ricavato uno spazio per convegni e conferenze di 50 posti. È stata rinnovata tutta l’impiantistica e sono state abbattute le barriere architettoniche. Dal 2013 il Teatro Morelli è affidato all'organizzazione della Compagnia Scena Verticale[102].

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Quotidiani

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Dal 2007 ogni anno nel capoluogo silano ad aprile si svolge il festival "La Primavera del Cinema Italiano- Premio Federico II", un evento la cui principale connotazione è quella di promuovere il cinema del nostro Paese con particolare attenzione all'incontro diretto con i protagonisti dello spettacolo filmico, le loro proposte, le manie e i miti. La manifestazione si chiude con la cerimonia di consegna del Premio Federico II (statuetta che rappresenta l'ottagono, simbolo della storia della città di Cosenza)[103]. A Cosenza nel 1987 è stato girato il film Uomo contro uomo girato da Sergio Sollima e nel 2009 in città e sul Tirreno Cosentino è stato girato il film Vorrei vederti ballare interpretato dal cast formato da Alessandro Haber, Gianmarco Tognazzi, Giuliana De Sio, Paola Barale, Chiara Chiti, Adriana Toman, Giulio Forges Davanzati, Franco Castellano[104]. La città dei Bruzi viene citata nei film Il lupo della Sila con Amedeo Nazzari, Silvana Mangano e Vittorio Gassman; Il mio miglior nemico con Carlo Verdone e Silvio Muccino; Il 7 e l'8 con Ficarra e Picone; e Il commissario Lo Gatto con Lino Banfi e Maurizio Micheli; nel film Baby Sitter - Un maledetto pasticcio con Renato Pozzetto.[Le linee guida non prevedono le "citazioni" nei film? Chiarire?]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

  • Rai (Sede regionale-Cosenza)
  • Cam Tele 3
  • Metrosat[senza fonte]
  • Tele Cosenza
  • Telestars
  • Telitalia
  • Ten (Tele Europa Network)[senza fonte]

La Città dei Ragazzi[modifica | modifica sorgente]

Uno scorcio della Città dei ragazzi

La Città dei Ragazzi viene inaugurata il 24 novembre 2003. Si sviluppa per 33000 metri quadrati nel territorio a nord del comune Bruzio. Una città nella città. dedicata ai bambini e ai ragazzi dai 4 ai 17 anni[105]. La struttura è stata realizzata grazie ai finanziamenti del Progetto Urban per il piano di investimenti della comunità europea.

La struttura, è divisa in spazi all'aperto e spazi chiusi a forma di cubi di diversi colori:

  • Cubo bianco area sociale che ospita anche il municipio della Città dei Ragazzi
  • Cubo rosso struttura adibita per i momenti ricreativi e ludici
  • Cubo giallo spazio riservato alla comunicazione ed allo spettacolo
  • Cubo azzurro zona dedicata ai laboratori

Le attività della struttura, sostenute dalla Legge N. 285/97 (Disposizioni per la promozione dei diritti e opportunità per l'infanzia e adolescenza), sono tutte dedicate ai giovanissimi. Per questo motivo, la città dei ragazzi svolge un'importante funzione all'interno del tessuto cittadino, e nelle politiche sociali per la città di Cosenza

Planetario[modifica | modifica sorgente]

Sono in corso (2014) i lavori di costruzione del Planetario di Cosenza che sarà uno dei più grandi del Meridione potendo competere con quelli di Napoli e Palermo e tra i più versatili d'Italia. Nelle intenzioni del progetto verrà intitolato all'astronomo cosentino Giovan Battista Amici, autore del primo scritto che mise in discussione la teoria tolemaica e per molti ispiratore di Copernico, e sarà in grado di soddisfare le richieste educative, teatrali e scientifiche non solo delle attuali generazioni ma di quelle che verranno[106][107].

Musica[modifica | modifica sorgente]

Il noto rapper cosentino Mirko Filice meglio noto come Kiave

La città dei Bruzi è sede del Conservatorio "Stanislao Giacomantonio" intitolato al compositore cosentino Stanislao Giacomantonio[42]. Il 5 maggio 2011 l'artista Franco Battiato ha inaugurato in Piazza Amendola la "Casa della Musica", un'opera che ha trasformato un'ex istituto scolastico in un bell'auditorium da 400 posti, aperto a tutte le esperienze musicali con grande cura per l'acustica. La struttura è gestita dal Conservatorio “Giacomantonio” che mette a disposizione concerti, didattica, ricerca, proposta musicale di qualità in collaborazione con l'amministrazione comunale[108]. A Cosenza è stata dedicata la serenata "Buonanotte Cosenza" del compositore cosentino Giuseppe Giacomantonio, interpretata, tra gli altri, da Claudio Villa, Luciano Tajoli e Giorgio Consolini; la città viene citata anche nella canzone "La paranza" di Daniele Silvestri, nella canzone "C'era un Re" di Edoardo Bennato e nella canzone "Da Cosenza a Milano" di Eugenio Bennato. Ha dato inoltre i natali al noto rapper Mirko Filice, meglio noto come Kiave che, insieme a Dj Lugi, anch'egli cosentino d'adozione, è stato ed è tutt'oggi uno degli esponenti più importanti del rap della penisola.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi cuddrurieddru, Patata della Sila e Cucina calabrese.
Un piatto di cuddrurieddri

La cucina cosentina semplice e fantasiosa, è una cucina influenzata dai progenitori greci e romani fino ad arrivare ai dominatori spagnoli. È caratterizzata da sapori forti e genuini tipici della tradizione contadina calabrese che sfrutta a pieno tutti i prodotti genuini della terra e legata nel genere alla tradizione culinaria silana. Specialità gastronomica cosentina per eccellenza sono i cuddrurieddri (ciambelle fritte salate preparate per la ricorrenza dell'Immacolata e successivamente in tutto il periodo natalizio) che vanno gustati preferibilmente caldi e accompagnati da salumi fatti in casa, formaggi nostrani e naturalmente con un buon bicchiere di vino rosso locale. Il pane locale tra il quale spicca il rinomato e pregiato pane di Mangone e di Tessano nelle sue varianti (ad esempio la pitta ), preparato a lievitazione naturale e cotto al forno a legna accompagna tutte le pietanze dei cittadini bruzi.

Antipasti
Caciocavallo silano e frutti autunnali

Gli antipasti cosentini sono caratterizzati essenzialmente dagli insaccati di carne di maiale tipici, accompagnati dall'antica pratica delle conserve sott'olio e dei prodotti caseari silani come il Caciocavallo silano tipici della gastronomia locale. L'antipasto tipo è caratterizzato principalmente da capiccuaddru (capocollo cosentino), prisuttu crudu (prosciutto crudo cosentino), suprissata (soppressata di Calabria), sazizza (salsiccia cosentina), pancetta, funghi silani sott'olio, melanzane sott'olio, pomodori seccati e olive sott'olio (in particolare le olive ammaccate (olive schiacciate), messe in salamoia, preparate con un po' di piccante, o addolcite con prezzemolo ed aglio; vi sono poi le olive infornate e le olive nere), N'ghiambara (frittata di cipolle e farina senza uova), polpette di carne e di melanzana, pittuliddre (frittelle) ai fiori di zucchine, zuppa di fagioli, melanzane e zucchine grigliate, formaggi silani e latticini vari.

Primi

Tra i primi piatti primeggiano la pasta e patate ara tijeddra, pasta e patate al forno alla cosentina la cui caratteristica è quella di venir cotta a crudo con tutti gli ingredienti (penne a candela, patate, sugo, parmigiano grattugiato, aglio, origano e sale), i fusilli alla cosentina che insieme a diversi tipi di pasta fresca lavorata in casa la domenica (tra queste gli gnocchi preparati con la Patata della Sila ) secondo le vecchie tradizioni vengono conditi con innumerevoli varietà di sughi a base di carne di manzo, vitello, maiale, agnello, cotti con cura in un passato di pomodoro e olio d'oliva e lagane e ciciari ara cusentina (tagliatelle larghe preparate in casa con un impasto di sola acqua e farina di semola, mescolate con ceci che vengono condite con soffritto di aglio, olio e peperoncino). Da provare anche la pasta fresca con i funghi della Sila. Da tradizione il martedì grasso del periodo di carnevale si prepara la pastachina, la lasagna al forno condita tra l'altro con salsiccia locale a pezzetti, caciocavallo silano, soppressata e polpettine di carne fritta. Il primo a base di pesce della tradizione bruzia sono gli spaghetti cù a muddrica con acciughe sotto sale, mollica di pane fritta e peperoncino (solitamente preparato come primo piatto del cenone della vigilia di Natale).

Secondi

Altrettanto gustosi i secondi piatti tra i quali spiccano vruacculi i rapa e sazizza (broccoli di rapa fritti con olio di oliva, sale e peperoncino insieme alla salsiccia cosentina), le costolette d'agnello alla cosentina (preparate con olio, cipolla, pomodori, peperoni e le olive verdi), le mazzacorde alla cosentina preparate con interiora di agnello (trippa, polmone, cuore, milza, budelline, rete) e condite con aglio, peperoncino rosso piccante, pomodori pelati, basilico, origano, olio extravergine di oliva e sale.

Altro secondo piatto in voga anche nel resto della provincia il soffritto alla cosentina, soffritto di maiale preparato con guanciale fresco ed altra carne di maiale con alta percentuale di grasso, olio d'oliva, foglie di alloro, salsa di pomodoro, aglio, aceto e sale. Rari i piatti a base di pesce, essendo Cosenza una città dalla tradizione culinaria contadino-montanara: il secondo per antonomasia è il baccalà alla cosentina (con patate, olive nere, peperoni, salsa di pomodoro, alloro, prezzemolo, sale e pepe) e il baccalà fritto. Utilizzate anche le alici schiattate.

Verdure

Piatto tipico bruzio utilizzato soprattutto come contorno ma talvolta anche nell'antipasto sono le patate 'mbacchiuse(preparate rigorosamente con la rinomata Patata della Sila ), caratterizzato da patate fritte appiccicate tra di loro (mbacchiuse in cosentino) in olio extravergine di oliva con cipolla, origano e sale (alla ricetta di base si possono aggiungere peperoni, funghi porcini o la salsiccia cosentina e a gusto il peperoncino piccante). Le melanzane vengono consumate non solo come conserva sott'olio ma anche fritte con la tradizionale parmingiana i milungiane (Parmigiana di melanzane) e le polpette di melanzana, alla griglia, ripiene con farciture miste di carne, salsa di pomodoro e formaggi (milungiane chine che a Cosenza vengono preparate con caciocavallo e prezzemolo fresco). Molto utilizzati anche i peperoni, consumati fritti come contorno, alla griglia e ripieni (pipi chini).

Pizza

Alla tradizionale pizza calabrese servita in tutta Italia con salame stagionato piccante, mozzarella e pomodoro, si affianca la pizza cosentina generalmente condita con mozzarella, pomodoro, patate, salame stagionato e funghi porcini della Sila.

Dolci

I dolci cosentini per antonomasia e prettamente del periodo natalizio sono i Turdiddri e le Scaliddre (il primo è una specie di gnocco dolce, fritto, a base di farina, anice e olio, solitamente ricoperto di miele o di miele di fichi (altro prodotto tipico della città), le seconde sono dei dolci fritti dove la pasta viene arrotolata a mo' di piccola scala grazie ad un apposito bastoncino di legno e poi ricoperte con il "gileppo" che è in sostanza della glassa di zucchero. Non bisogna dimenticare poi le Chinuliddre (altro tipo di dolce fritto, a forma di piccolo calzone, ripieno di mostarda d'uva o cioccolata preparato soprattutto nel periodo natalizio) e la Pitta 'mpigliata che è un dolce natalizio composto da una sottilissima sfoglia riempita di noci, mandorle, uva passa, miele e attorcigliata su sé stessa a formare una torta. Il dolce viene composto, a volte, come tante piccole rose messe vicine una all'altra a formare una torta. Le Corone fritte o Zeppole sono, invece, le golosità preparate per la festa del papà (San Giuseppe); le Zeppole cosentine sono in sostanza delle ciambelle preparate con burro, farina, uova e decorate infine con crema pasticcera ed un'amarena sciroppata. In genere sono fritte ma vengono cotte anche al forno. Dolci tipici del periodo pasquale sono i Cucùli (in genere sull'impasto, prima della cottura al forno, vengono posizionate una o più uova sode, tipiche della tradizione pasquale), i Mostaccioli (dolci a base di miele d'api o di fichi, mosto cotto, farina e mandorle, dalle tipiche forme alcune delle quali, come il paniere con fiori, derivanti dalle antiche offerte alle divinità) e le Chiacchiere che vengono preparate, invece, a Carnevale. Utilizzati molto anche i fichi, ripieni di mandorle o noci nelle diverse lavorazioni in base alle forme che assumono prendono il nome di "Crucette". Con i fichi vengono anche preparati i "palloni di fichi" che sono sostanzialmente dei fichi cotti al forno in modo da rendere i frutti morbidi e mielosi che poi vengono avvolti in foglie dell'albero di fico a formare una piccola palla. Il dolce più tipico di Cosenza, però, è la "Varchiglia". Questo dolce risale addirittura al 1300. Era un dolce preparato dalle suore, le Carmelitane Scalze . Il dolce è a base di mandorle, zucchero e cioccolato ed ha ancora oggi una tipica forma a barca da cui probabilmente prende il nome. È in sostanza una morbida frolla che racchiude un ripieno fatto con farina di mandorle e zucchero. La Varchiglia viene infine ricoperta con un goloso strato di cioccolato fondente. Da non dimenticare, poi, i "Bucchinotti" che sono preparati per ogni festa o ricorrenza felice. Sono dei piccoli dolcetti di pastafrolla, preparati in apposite formine di metallo, che racchiudono un interno di mostarda d'uva o marmellata. Vengono poi passati nello zucchero a velo.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Un tratto della Fiera di San Giuseppe edizione 2013
  • Fiera di San Giuseppe A marzo, per una decina di giorni, alcune strade della città vicino al centro storico e i lungofiumi accolgono la Fiera di San Giuseppe; questa che registra ogni anno migliaia di visitatori, si sviluppa partendo dalle strade ai piedi del centro storico fino ad arrivare al Viale Parco di recente costruzione (ora viale Giacomo Mancini). Nel 2006 si è avuto un record del numero di espositori con la presenza di circa 750 bancarelle; il 2013 invece ha registrato lungo i 6 km di percorso fieristico[111] la presenza di 726 espositori provenienti da 27 province italiane e da 15 nazioni[112]. L'istituzione della Fiera affonda le sue radici nel 1234, periodo di dominazione sveva e venne istituita da Federico II di Svevia, l'imperatore profondamente innamorato della città.
  • San Giuseppe Rock In occasione della Fiera di San Giuseppe, inoltre, si tiene un festival musicale chiamato San Giuseppe Rock.
  • Fiera Inmensa o "festa dell'accoglienza", è dedicata ai migranti ed extracomunitari, che nei giorni della Fiera di San Giuseppe giungono numerosi in città per vendere la loro mercanzia.
    Statua di Cesare Baccelli nel centro storico, successivamente scomparsa
  • La Primavera del Cinema Italiano- Premio Federico II Dal 2007 ogni anno nel capoluogo silano ad aprile si svolge il festival "La Primavera del Cinema Italiano- Premio Federico II", un evento la cui principale connotazione è quella di promuovere il cinema del nostro Paese con particolare attenzione all'incontro diretto con i protagonisti dello spettacolo filmico, le loro proposte, le manie e i miti. La manifestazione si chiude con la cerimonia di consegna del Premio Federico II (statuetta che rappresenta l'ottagono, simbolo della storia della città di Cosenza)[103].
  • Gradinate in scena Gradinate in scena Cosenza è un appuntamento con la moda e l'arte che si rinnova ogni anno dal 1997 nel mese di settembre e trasforma le scalinate di via Alimena in una passerella di moda fashion dove non manca anche la riflessione culturale (nel 2010 ad esempio sono state ricordate le vittime del nazismo e lo sterminio degli ebrei). È una serata che ha visto nelle varie edizioni alternarsi artisti come Ilaria D'Amico, Riccardo Scamarcio, Massimo Lopez, Irene Fornaciari, Maddalena Corvaglia, Amedeo Minghi, Biagio Izzo, Natalia Titova, Peppino Di Capri, Serena Autieri, Paolo Conticini, Amii Stewart, Fabrizio Corona e altri[113].
  • Cupole Geodetiche Cosenza era inoltre dotata di un "quartiere fieristico", le cosiddette Cupole Geodetiche, che ospitavano durante l'anno diverse fiere e mostre-mercato importanti per il territorio; l'appuntamento più consolidato è quello con la Fiera Campionaria Nazionale che si tiene nella settimana del 1º maggio.
  • Festa delle Invasioni Si svolge nel mese di luglio nel centro storico[53][54]. Tra gli ospiti più importanti pervenuti in passato vi sono Caparezza, Patti Smith, Lou Reed e Goran Bregović[114] nel 2013.
Tratto del Lungofiume Boulevard edizione 2013
  • Lungo Fiume Boulevard Dall'estate del 2012 il Parco Fluviale alle pendici del centro storico è diventato luogo di divertimento d'eccellenza dell'estate cosentina attraverso un programma di intrattenimento che si snoda lungo il chilometro del lungofiume da giugno a settembre con quattro postazioni dedicate allo spettacolo. Al progetto aderiscono molti locali di Cosenza e provincia che predispongono il loro spazio lungo il fiume per accogliere con professionalità gli ospiti che animano le serate bruzie[55][56][115].
Irene Grandi si esibisce al Lungofiume Boulevard edizione 2014
  • Moda Movie giunta alla XVI edizione, si svolge a fine maggio, celebra la relazione tra il mondo della Moda e quello delle Arti; è un evento composto da momenti di cultura e spettacolo centrati su un tema d’interesse che varia di anno in anno. Tra gli appuntamenti risalta il concorso internazionale riservato a giovani fashion designer, a cui si affianca un concorso per giovani registi, contornato da tanti eventi collaterali, dedicati al tema specifico dell’edizione: un workshop; un convegno di studi; mostre e installazioni; una serata dedicata al cinema, con la premiazione dei primi tre cortometraggi classificati; una serata evento dedicata alla moda, con la selezione dello stilista vincitore, e l’ospitalità di un nome di rilievo della moda internazionale.
  • Festa del Cioccolato È un appuntamento annuale che si svolge dal 2004 nel mese di ottobre per tre giorni sull'isola pedonale di Corso Mazzini fino a Piazza dei Bruzi. Il corso principale del capoluogo si riempie di stand che espongono cioccolato artigianale di eccellenza sia locale che nazionale, preparato nelle più svariate forme e modi. Il programma delle tre giornate alterna momenti di degustazioni a spazi di intrattenimento, spettacolo attraverso cabarettisti locali e nazionali, laboratori e riflessioni sul tema. La IX edizione del 2011 si è svolta nel pittoresco ambiente dei due fiumi Crati e Busento alle pendici della città vecchia[116].
  • Raduno Rock Manifestazione interamente dedicata alle esperienze musicali locali. Ideato e organizzato fin dai primi anni novanta dall'emittente comunitaria Radio Ciroma, il Raduno Rock si svolge periodicamente nella storica cornice del Castello Normanno-Svevo (Cosenza), allo scopo di creare un momento di incontro, festa e conoscenza, tra le decine di gruppi musicali cosentini ed il vasto pubblico dell'hinterland.
  • Sagra del Vino D.O.C Ogni anno nel mese di ottobre si svolge per tre giorni nella frazione di Donnici una sagra del vino D.O.C., animata da bands emergenti, giocolieri di prestigio e vari stands gastronomici.
  • Calabria film festival Si svolge ad ottobre nel capoluogo bruzio.

Persone legate a Cosenza[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Nati a Cosenza e Categoria:Morti a Cosenza.

Sono molteplici le personalità di rilievo che, nate o vissute nella città dei Bruzi, hanno lasciato un'impronta importante nel campo della letteratura, dell'astronomia, della poesia, della politica, dell'arte, della filosofia e dello sport. Dall'astronomo Giovan Battista Amici, autore del primo scritto che mise in discussione la teoria tolemaica e per molti ispiratore di Niccolò Copernico, al filosofo Bernardino Telesio che influenzò Tommaso Campanella, Giordano Bruno, Francesco Bacone, Cartesio e Thomas Hobbes, a Giacomo Mancini, esponente di primo piano del Partito Socialista Italiano, eletto svariate volte Ministro della Repubblica. Dall'umanista Aulo Giano Parrasio, fondatore dell'Accademia Cosentina (1511), la seconda del Regno di Napoli e una delle primissime accademie fondate in Europa[25]. Tuttavia molti personaggi, hanno vissuto a lungo o comunque hanno operato significativamente ed hanno stabilito dei saldi rapporti con la città come l' imperatore del sacro romano impero e re di Sicilia Federico II di Svevia ed il re visigoto Alarico I, che secondo la leggenda morì a Cosenza e fu seppellito armato a cavallo e col suo tesoro alla confluenza dei due fiumi Busento e Crati.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Area urbana[modifica | modifica sorgente]

Piazza Martin Luther King e sullo sfondo centro commerciale nell'area urbana

L'area urbana cosentina menzionata nel Piano strategico Cosenza-Rende e area urbana 2008-2020[117], nel PSU (Piano di Sviluppo Urbano) Cosenza-Rende[118][119], nel Progetto Integrato di Sviluppo Urbano (PISU) riferito all'Asse Città[120][121], nei documenti regionali relativi alla Programmazione Comunitaria 2007-2013 e in molti altri documenti locali rappresenta una realtà vissuta quotidianamente da migliaia di cittadini (250.000 circa) che si muovono in un ambito territoriale molto più vasto dei confini comunali per motivi di lavoro, di studio, di residenza, tempo libero e attività sociali, ma non costituisce ancora un ente giuridico-amministrativo unitario. Essa è il risultato di un graduale processo di conurbazione iniziato negli anni sessanta che ha dato origine all'attuale città policentrica che si estende senza soluzione di continuità (un continuum urbano di edifici, piazze, infrastrutture, residenze e servizi accessori) nei comuni di Cosenza-Rende[122][123] rispettivamente capoluogo di provincia e sede dell'Università della Calabria (primo ateneo calabrese per nascita, prestigio e numero di iscritti[124]), che ne costituiscono il nucleo centrale per densità abitativa, storia, cultura, qualità urbanistica e dinamismo economico e negli altri comuni dell'hinterland cosentino che sono legati al cuore dell'area urbana da un elevato grado di interdipendenza. Negli ultimi anni al concetto di area urbana si è affiancato anche quello di comune unico come ultimo stadio del processo[18][59], una fusione che darebbe vita ad una vasta area metropolitana.

Teorie sul sistema urbano cosentino[modifica | modifica sorgente]

Panorama di Cosenza vista dalla collina di Zumpano

L'area urbana cosentina è oggetto di discussione dagli anni 70', da quando la conurbazione del capoluogo con il suo hinterland è diventata un fenomeno in rapida evoluzione. Il professor Ciccone, docente di Tecnica e Pianificazione Urbanistica all'Università della Calabria attraverso l'utilizzo di parametri tecnico-scientifici, in particolare del criterio geo-morfologico costituito dal bacino della Media Valle Crati, ha individuato un sistema urbano di 36 comuni su 155 totali della provincia per un totale di oltre 200.000 abitanti. I confini di questa elaborazione sono rappresentati da Montalto Uffugo a nord, Piano Lago (Italia) a sud, le pendici della catena paolana (Paola (Italia)) a ovest e la Sila a est[125] Un'altra teoria molto recente è quella dell'ingegner Boatti, docente di urbanistica al politecnico di Milano che nel mese di febbraio del 2008 ha pubblicato il libro "L'Italia dei sistemi urbani". Secondo le sue elaborazioni l'esatta popolazione del sistema urbano di Cosenza inteso come insieme urbano pluricomunale irrelato (Daily Urban System), perimetrato sui flussi di mobilità intercomunale per motivi di studio o lavoro rilevati dal censimento ISTAT del 2008 a cui è stato applicato un algoritmo di contenimento, è di 268.876 abitanti (53 comuni su 155 della provincia), il più popoloso della Calabria. Questi sono i 53 comuni nel dettaglio: Altilia, Aprigliano, Belsito, Bianchi, Bisignano, Carolei, Carpanzano, Casole Bruzio, Castiglione Cosentino, Castrolibero, Celico, Cellara, Cerisano, Cervicati, Cerzeto, Cosenza Dipignano, Domanico, Figline Vegliaturo, Grimaldi, Lappano, Lattarico, Luzzi, Malito, Mangone, Marano Marchesato, Marano Principato, Marzi, Mendicino, Mongrassano, Montalto Uffugo, Parenti, Paterno Calabro, Pedace, Piane Crati, Pietrafitta, Rende, Rogliano, Rose, Rota Greca, Rovito, San Benedetto Ullano, San Fili, San Martino di Finita, San Pietro in Guarano, San Vincenzo La Costa, Santo Stefano di Rogliano, Scigliano, Serra Pedace, Spezzano della Sila, Spezzano Piccolo, Torano Castello, Trenta, Zumpano[3]

Verso la città unica[modifica | modifica sorgente]

Scorcio di Via Rossini e sullo sfondo il Municipio di Rende e la Chiesa San Carlo Borromeo

Dopo la sottoscrizione del " Patto per l'area urbana di Cosenza "[126] del 25 luglio 2008, il 24 marzo 2009 con l'approvazione del Piano Strategico Cosenza-Rende e area urbana 2008-2020 da parte dei consigli comunali di Cosenza e Rende[117], si è data un ulteriore svolta alla realizzazione dell'area urbana e della città unica. L'essenza del Piano Strategico si riscontra nel disegno politico dello sviluppo sostenibile in una prospettiva di medio e lungo periodo, con una visione dell'area urbana Cosenza-Rende imperniata su due poli di eccellenza: il polo di Cosenza, incentrato principalmente su servizi, istruzione e cultura, e quello di Rende, incentrato su università, innovazione e ricerca. L'area Cosenza-Rende rafforza la propria centralità attraverso una serie di relazioni eccentriche: un primo livello ingloba anche i comuni di Montalto Uffugo, Castrolibero, Mendicino e Dipignano; il secondo livello configura le relazioni con l'hinterland dell'area urbana, il terzo il ruolo relazionale dell'area urbana nel vasto quadro provinciale (740.000 abitanti circa), e il quarto stabilisce le interconnessioni con il resto della regione e le aree extra-regionali. Obiettivo principale del Piano è quindi oltre a quello di creare una città universitaria che non implichi più distinzioni tra Cosenza e Rende, la creazione di un'area leader nel mezzogiorno per la qualità urbana, la cultura e l'innovazione in grado di garantire interconnessioni di rilievo nazionale ed internazionale. Un ulteriore step al percorso verso la città unica è stato compiuto a febbraio del 2012 con la presentazione delle opere finanziate per 35 milioni di euro con i fondi Pisu[121] per il rifacimento di Piazza Bilotti[127] a Cosenza e la costruzione di un grande parco acquatico a Rende al confine con il comune bruzio[128].

Abitanti censiti nei sei comuni dell'area urbana cosentina individuati attualmente nel Piano Strategico Cosenza-Rende[129]:

Provincia Comune Superficie
(in km²)
Popolazione[130]
Calabria
Provincia di Cosenza Cosenza 37,24 70.044
Rende 54,00 35.779
Montalto Uffugo 78,43 21.083
Castrolibero 11,00 10.275
Mendicino 35,00 9.497
Dipignano 23,00 4.498
TOTALE 238.67 151.176

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Il Comune: Palazzo dei bruzi

La crescita tra le due guerre[modifica | modifica sorgente]

L'espansione urbanistica della città dei Bruzi è avvenuta in parte tra la fine dell'Ottocento con il Piano di ampliamento del 1887 e i primi decenni del Novecento trovando lo sbocco naturale nella spianata che si estendeva al di là del Busento (Quartiere Carmine) con la costruzione del ponte oggetto di delibera del giugno 1876 alla confluenza dei fiumi Crati e Busento (era sindaco Francesco Martire) e in parte dopo la seconda guerra mondiale durante il boom economico italiano. Lo sviluppo si è concentrato a valle dove venne edificata la città nuova, creando una divisione classista tra il cuore del capoluogo in cui sorsero numerose arterie importanti, in particolare Corso Mazzini e le sue parallele, tra queste Via Montesanto, Viale Trieste, Via Roma ora Via Misasi, Viale della Repubblica, Corso Umberto ed altre e la periferia caratterizzata da quartieri popolari come Via Popilia e San Vito. Fino alla fine degli anni sessanta Cosenza era una città fisicamente autocontenuta che si attestava sui 100/106.000 abitanti; la costruzione dell'Università della Calabria nei primi anni settanta nel comune contiguo di Rende che oggi è uno dei comuni con il più alto coefficiente di qualità della vita in Italia[131], ha rappresentato il nuovo catalizzatore dell'evoluzione urbana cosentina. Cosenza intensificò l'espansione verso nord favorita anche da un territorio pianeggiante, trasformandosi in città materialmente policentrica e fittamente saldata a Rende che invece indirizzò il suo sviluppo verso sud abbracciando il capoluogo, e Castrolibero (centro a connotazione prettamente residenziale di qualità situato nella periferia ovest e collegato alla città dei Bruzi attraverso Viale Magna Grecia e Via Degli Stadi) per quanto riguarda mobilità urbana, servizi collettivi e residenze, e dagli anni ottanta ad altri comuni localizzati a nord come Montalto Uffugo e a sud-est e sud-ovest come Mendicino, Dipignano, Zumpano ed altri che attualmente sono parte integrante dell'area urbana cosentina. La città moderna si presenta con una maglia ordinata e regolare con vie ampie e rettilinee in direzione nord-sud.

Viale Giacomo Mancini simbolo dell'espansione urbanistica della città

Il nuovo millennio[modifica | modifica sorgente]

La più grande rivoluzione urbanistica dell'area urbana cosentina dell'inizio del nuovo secolo (anni duemila) si deve al progetto che risale alla metà degli anni novanta che permise la realizzazione di Viale Parco ora "Viale Giacomo Mancini" nel tratto cosentino inaugurato nel 2001 e progettato dall'ingegnere Vito Avino e dall'architetto Riccardo Wallach[132] (docente del corso di Urbanistica della Facoltà di Architettura dell'Università di Roma La Sapienza), e "Viale Francesco e Carolina Principe" nel tratto rendese inaugurato nel 2009[133]. L'opera con caratteristiche di boulevard, completata definitivamente a Cosenza nel 2011[134][135] è stata facilitata da un territorio che si espande completamente in pianura in tutta l'area urbana e si sviluppa sul tracciato dell'ex rilevato ferroviario per una lunghezza di circa 6  km e una larghezza variabile tra i 40 ed i 70 metri nel tratto cosentino. È caratterizzata da due carreggiate per i due sensi di marcia, separata al centro da una fascia di verde attrezzato con pista ciclabile, arredi urbani vari, panchine, aiuole e naturalmente l'impianto di illuminazione, e ha mutato notevolmente la configurazione del tessuto urbano cosentino, permettendo un collegamento diretto longitudinale con l'intero territorio cittadino oltre a costituire l'asse strutturante dei nuovi palazzi, dei servizi, del tempo libero della nuova Cosenza, supporto strategico allo sviluppo economico e sociale, insieme di luoghi riconoscibili, di attrazione, di incontro, di scambio e di svago.

Un tratto di Viale Parco, una delle arterie che collega Cosenza e Rende

Il Viale con l'abbattimento del vecchio tracciato ferroviario che costituiva una barriera fisica, oltre a ridurre i tempi di percorrenza e le distanze dell'area a sud della città (il centro storico) con quella a nord cioè Rende, che si svilupperà fino a Montalto Uffugo, ha avuto il merito di recuperare ed integrare le zone isolate della periferia con il centro della città. Il 2003 è l'anno che segna la pedonalizzazione di Corso Mazzini, il corso principale del centro, oggi diventato museo all'aperto MAB e cuore del commercio cittadino, la cui isola pedonale è stata prolungata nel 2011 diventando una delle più grandi d'Italia[136]. Di rilievo a livello urbanistico nel periodo in questione, anche l'introduzione di nuove zone a traffico limitato (ZTL), nuovi percorsi ciclabili, la realizzazione secondo le direttive europee di numerosi rondò che hanno cambiato volto al contesto urbano.

La Cosenza del futuro[modifica | modifica sorgente]

Lo sviluppo urbanistico della Cosenza che verrà è stato impostato secondo una logica di area urbana e città unica. L'area di contrada Vaglio Lise in quanto baricentrica rispetto all'area urbana di Cosenza e servita da importanti assi viarie urbane (Viale Parco) ed extra-urbane (SS 107 e svincolo autostradale), è stata individuata come centro direzionale, Polo di scambio intermodale[137] ed area strategica; infatti vi è ubicata dal 1987 la stazione ferroviaria (Stazione Vaglio Lise) in cui è previsto nel piano interrato uno sviluppo commerciale con negozi, bar e ristoranti, la nuova sede della Polizia municipale, una stazione della metropolitana leggera accanto alla quale sarà realizzato il Terminal bus delle autolinee extraurbane, oltre alla previsione di una grande piazza antistante la stazione stessa circondata da una grande pensilina ombreggiante, l'edificazione di una Nuova Chiesa e l'apertura di una nuova scuola materna[138]. L'area è sede della Motorizzazione civile, del nuovo Palazzo degli Uffici della Provincia di Cosenza, e nei suoi pressi sono ubicati anche i nuovi uffici dell'Agenzia delle Entrate[139] e del Ministero dell'Economia e delle Finanze. In questo progetto di riqualificazione e sviluppo della parte est della città rientra il restyling della zona di Gergeri e la realizzazione del Ponte di Calatrava.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Una veduta notturna della città moderna

I quartieri di Cosenza sono essenzialmente 10, 13 se si contano le frazioni. I quartieri poi sono divisi in piccoli e grandi rioni. A questi quartieri va poi aggiunto il centro città, che va dal Centro Storico ai quartieri a nord, e che comprende il corso principale (Mazzini), l'ospedale, le maggiori piazze (fra cui Bilotta ex Fera ed Europa), e le arterie stradali Misasi (ex via Roma) e viale della Repubblica

  • Centro Storico o Cosenza Vecchia
  • Via Popilia, sicuramente il più popoloso (quasi un terzo dell'intera popolazione)
  • Torrealta, suddiviso in Torrealta superiore ed inferiore
  • Panebianco, che prende il nome dalla via che lo attraversa
  • De Rada, quartiere che prende il nome dalla via che lo attraversa ove vi è l'acquedotto
  • Serra Spiga
  • San Vito, spesso erroneamente confuso con il quartiere adiacente allo stadio San Vito
  • Città 2000
  • Bosco De Nicola
  • Stadio, nel quale è posto anche il quartiere fieristico di Cosenza
  • Gergeri, ex campo nomadi recentemente smobilitato e verso cui sono partite discussioni per una riqualificazione strutturale
  • Carduchianu, quartiere in cui è ubicato il mercato ortofrutticolo e l'Oasi francescana (centro ritrovo per i senza tetto e gli immigrati)

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Le circoscrizioni di Cosenza sono 4.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Borgo Partenope, Donnici e Sant'Ippolito (Cosenza).

Le frazioni di Cosenza sono 3: Borgo Partenope, Donnici e Sant'Ippolito. La storia di questi tre centri è molto simile. Tutti e tre nascono intorno al X secolo, quando Cosenza venne invasa varie volte dai saraceni ed i suoi abitanti lasciarono la città per trovare rifugio sulle colline circostanti dando così vita ai famosi Casali cosentini. Fu costituito anche un quarto centro, limitrofo agli altri 3 e poi divenuto comune a sé stante: Piane Crati.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

L'area urbana cosentina per quanto riguarda mobilità e trasporti rappresenta uno dei principali nodi del trasporto calabrese: infatti nell'area convergono l'Autostrada A3, la SS 107, la Strada statale 19 delle Calabrie, la S.S. 19 bis e due linee ferroviarie. Queste arterie di rilevanza regionale e nazionale determinano un consistente traffico di attraversamento sulla direttrice Tirreno-Ionio che si sovrappone al flusso locale della conurbazione cosentina. Sono in corso anche i lavori di costruzione della superstrada Cosenza - Sibari[140][141].

Le Principali arterie che attraversano il comune sono:

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferrovia Paola-Cosenza.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Il terminale dei bus nel centro di Cosenza
  • La rete di trasporti pubblici nell'area urbana cosentina è gestita da:
  • AMACO SpA che gestisce l'intera città di Cosenza e parte di Rende e Castrolibero. Gli autobus in servizio sono caratterizzati dal color "Rosso Londra", molti dei quali alimentati a metano. Da febbraio 2012 l'AMACO Spa gestisce anche il servizio di Circolare Veloce con due linee di bus a metano, la verde e la blu, una da Cosenza a Rende (CVR) e ritorno, l’altra da Cosenza a contrada Andreotta di Castrolibero (CVC) e ritorno che consegue benefici sia in termini di rapidità nel trasporto che di ecosostenibilità urbana[81]. Da giugno 2014 l'AMACO gestisce la "linea verde" Cosenza-Rende-Unical, la circolare veloce che collega i punti nevralgici dell'area urbana con l'Unical con l'integrazione nel breve periodo anche dei centri di Castrolibero e Montalto Uffugo[144].
  • Consorzio Autolinee che gestisce l'intero comune di Rende e parte di Cosenza e Castrolibero.
Le scale mobili di Piazza XV marzo
  • Nella città è presente un'importante stazione degli autobus che viene utilizzata da quasi tutte le aziende che collegano Cosenza con la provincia e la regione, effettuando corse urbane, provinciali, regionali, nazionali, ed internazionali.

Trasporto alternativo[modifica | modifica sorgente]

  • Scale Mobili. Il centro storico è dotato di una serie di scale mobili e tapis-roulant che collegano il quartiere dello Spirito Santo a piazza XV marzo. Nel mese di giugno del 2009 sono stati inaugurati due nuovi tratti di scale mobili che collegano Vico I Padolisi a Palazzo Caselli Vaccaro, in zona Giostra Vecchia[145].

Parcheggi[modifica | modifica sorgente]

    • Parcheggio interrato I 2 Fiumi (600 posti)
    • Parcheggio interrato Ospedale (618 posti)
    • Parcheggio interrato Tribunale (447 posti)
    • Parcheggio interrato Via Aldo Moro (400 posti)

Ponte di Calatrava[modifica | modifica sorgente]

Il progetto del ponte di Calatrava che sorgerà a Cosenza

Sono in corso (2014) i lavori di costruzione[146][147] dell'avveniristico ponte sul fiume Crati progettato dal famoso architetto spagnolo Santiago Calatrava per volontà dell'ex sindaco Giacomo Mancini all'inizio del nuovo millennio[148]. Il ponte che avrà la struttura di base in calcestruzzo sarà strutturato con un grande pilone centrale in acciaio al quale verranno collegati vari cavi che lo percorreranno per tutti i 120 metri di lunghezza mentre l'altezza varierà dagli 80 ai 100 metri e la larghezza sarà di 22 metri. L'opera prevede quattro corsie veicolari ed una centrale pedonale e non avrà esclusivamente la funzione di collegamento ma soprattutto quella di urbanizzare, riqualificare, dare nuovo impulso alla zona in cui sorgerà (Gergeri) ed offrire una scultura di alto livello ingegneristico alla città[149].

Economia[modifica | modifica sorgente]

Scorcio del centro commerciale "I Due Fiumi"

Quando si parla di economia di Cosenza è necessario parlare di economia dell'area urbana cosentina visto che ormai anche il tessuto economico è unico a causa dell'interazione quotidiana dei cittadini che si muovono nella città policentrica per motivi di lavoro e di studio oltre che per ragioni di residenza e di svago e intrattenimento, andando ad incidere sull'economia globale dell'intera area urbana dove si concentra la maggiore ricchezza regionale. Secondo la classifica dei redditi nei comuni calabresi stilata dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia sulla base delle dichiarazioni fiscali del 2011, Cosenza risulta essere con 25.173,02 euro annui di reddito medio-pro capite il primo capoluogo di provincia della Calabria, mentre Rende con 25.811,50 euro annui risulta essere il primo comune della regione Calabria per reddito medio pro-capite, seguito al quinto posto assoluto in graduatoria dall'altro comune dell'area urbana cosentina, Castrolibero con 24.792,92 euro annui[15]. Secondo l'indice di benessere redatto da Il Sole 24 ORE, nel 2009 Cosenza risulta la 63ª provincia d'Italia in classifica[150].

Settore primario[modifica | modifica sorgente]

Una bottiglia di Donnici DOC Castello Svevo Bianco

Nel decennio del boom economico italiano (1951/1961) il capoluogo fu investito da una notevole espansione edilizia che decretò la scomparsa da Cosenza dell'attività agricola che grazie al clima favorevole era abbastanza sviluppata sul territorio. L'unica zona non coinvolta nella cementificazione fu quella a sud nelle attuali frazioni collinari di Borgo Partenope, Donnici e Sant'Ippolito. In questa zona si produce il Vino Donnici DOC (uno dei primi vini della Calabria ad aver ottenuto il riconoscimento DOC da parte dell'Unione europea con decreto del 28 aprile 1975) nelle diverse tipologie: Donnici rosso, Donnici rosso novello, Donnici rosso riserva, Donnici bianco, Donnici rosato; la sua produzione è concentrata da una Cooperativa di produttori e da alcuni imbottigliatori. La DOP dei vini "Terre di Cosenza" è stata approvata con decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 3 novembre 2011 per rappresentare la Denominazione unica dei vini prodotti nell'intero territorio provinciale[151]. I "fichi di Cosenza" (la denominazione "Fichi di Cosenza" designa esclusivamente i frutti essiccati di fico domestico "Ficus carica sativa", appartenenti alla varietà "Dottato" o "Ottato") hanno ottenuto dall'Unione europea il riconoscimento DOP, Denominazione di origine protetta. Il regolamento di iscrizione nel registro comunitario è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Unione Europea - Serie L 162 del 22 giugno 2011[152][153]. Un altro prodotto cosentino a Denominazione d'Origine Protetta (D.O.P.), secondo la norma europea del Reg. CEE 2081/92 ed il riconoscimento del Reg. CE n.1065/97 è l'olio d'oliva Bruzio. Dall'ultimo censimento del settore (anno 2000) risultano nell'area Cosenza-Rende 1,7 aziende agricole ogni 100 abitanti, a fronte delle 9 ogni 100 registrate in provincia e nella regione nel suo complesso (tra l'altro bisogna considerare che nell'area urbana cosentina, il 70% delle aziende- per lo più a conduzione familiare- può contare su una superficie agricola utilizzata inferiore ad un ettaro).

Settore secondario[modifica | modifica sorgente]

Complesso edilizio lungo Viale Mancini

L'area urbana di Cosenza come la maggior parte del Mezzogiorno è caratterizzata da un sistema industriale di piccole-medie imprese incentrato su produzioni per il mercato locale e nazionale (industrie alimentari come l'azienda Caffè Aiello, l'azienda che produce la Moka Drink, o l'azienda Spadafora che produce il Vino Donnici DOC[154]) o internazionale come l'azienda "Garritano 1908- Cosenza" che produce i "fichi di Cosenza" DOP[153]; il settore potrebbe essere potenziato notevolmente vista l'abbondanza di risorse scientifiche accademiche nel campo della logistica e della gestione di sistemi complessi di smistamento, della meccanica industriale, dei nuovi materiali e dell'economia applicata. La zona industriale principale è quella del Parco Industriale di Rende, sorge in un'area di 500 ettari dove operano circa 300 aziende di vari settori che integrano servizi avanzati, manifatture, nuove tecnologie.[155]. Altre aree sono localizzate a sud, sud-est e a nord del capoluogo, precisamente l'importante nucleo industriale di Piano Lago di Mangone- Figline nato all'inizio degli anni ottanta in cui erano presenti importanti imprese come la PoltiSud s.r.l aperta nel 1997 dell'azienda Polti creata dall'imprenditore cosentino Franco Polti con circa 200 dipendenti e la DNE spa (Digital Network Engineering), che però nei primi anni del nuovo millennio ha subito alcuni momenti difficili che hanno decretato la chiusura di molti stabilimenti, l'area commerciale di Zumpano, ormai inglobata nel tessuto urbano cosentino, in cui ha sede la Multisala Andromeda River del produttore cinematografico Fulvio Lucisano[156], e l'area industriale di Montalto Uffugo. L'industria edilizia è l'attività più sviluppata del settore secondario nell'area urbana di Cosenza anche in virtù della crescita dell'Università e dei nuovi Piani Regolatori Generali che hanno cambiato volto al contesto urbano. È nato a Cosenza nel 2004 il primo edificio in Calabria ad aver sfidato le altezze con i suoi 47,50 metri, il "Brutium Palace" di Viale Busento, che incarna un nuovo aspetto architettonico e coniuga l'estetica e la funzionalità con l'aspetto strutturale tecnologicamente avanzato del fabbricato, con i suoi 14 piani[157]. Nel 2011 è stata inaugurata la Torre Skyline il più alto edificio della Calabria (circa 80 metri), e il più alto grattacielo del Sud Italia ad esclusione del cluster urbano di Napoli. L'edificio in Via Panebianco è stato sviluppato con 52 unità tra appartamenti e uffici suddivisi su 22 piani di cui 21 fuori terra ed uno interrato per i box[158].

Settore Terziario[modifica | modifica sorgente]

L'isola pedonale di Corso Mazzini nel centro della città

Senza dubbio il settore che fa da traino all'economia cosentina è il terziario che registra un buon numero di impiegati nella pubblica amministrazione, nell'erogazione dei servizi pubblici, in servizi telematici e servizi bancari, e una buona offerta di servizi assicurativi e consulenze legali. Il commercio, punto di eccellenza del settore particolarmente sviluppato e di qualità sull'isola pedonale di Corso Mazzini nel cuore della città, è favorito dalla posizione favorevole di Cosenza e dell'area urbana rispetto alle direttrici di trasporto stradali, soprattutto rispetto all'Autostrada A3 ("NapoliReggio Calabria") che fa del capoluogo bruzio uno snodo importante tra Napoli e la Sicilia e rappresenta un punto di riferimento non solo per il contesto provinciale ma anche per quello regionale. L'Università con i suoi circa 40.000 studenti[159] rappresenta per tutta l'area urbana fonte di estrema vitalità per quanto riguarda la domanda di servizi avanzati come ricerca e sviluppo ed informatica, la domanda di alloggi, la crescente offerta di locali notturni e in generale la presenza di una buona movida notturna garantita da migliaia di giovani che animano l'area urbana durante la settimana e nel week-end grazie ai giovani provenienti dall'hinterland cosentino. In collaborazione con l'università si sta sviluppando un distretto hi-tech, formato da piccole imprese specializzate nell'TIC. Diversi incubatori stanno nascendo in partenariato tra Università della Calabria e aziende multinazionali per lo sviluppo di software, un patrimonio fatto da 900 imprese, di cui 300 software house che danno lavoro a 2.500 persone, tant'è che la provincia di Cosenza, è al quinto posto in Italia tra i sistemi locali del lavoro specializzati nel settore informatico[160].

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Vico Padolisi nel centro storico
Isola di Dino sul Tirreno Cosentino

Il patrimonio paesaggistico, storico-artistico e culturale della città dovrebbe essere il volano di partenza per accogliere un buon numero di turisti. Infatti il turismo, che è essenzialmente di passaggio e commerciale (nel 2010 sono state 50.000 le presenze registrate in città per soggiorni in media di due giorni[26]), non trova sufficiente valorizzazione economica in relazione alle potenzialità di Cosenza che è città d'arte dal 2008[161], a causa di gestioni amministrative che hanno incentivato poco e male questo settore; il suo centro storico apprezzato dai tanti viaggiatori giunti a Cosenza nel corso della sua storia e secondo per estensione nel sud solo a Napoli, è stato definito tra i più belli d'Italia dal critico d'arte Vittorio Sgarbi. La città di Telesio, storicamente nota come Atene della Calabria per il suo fermento culturale, è situata in una posizione strategica e di cerniera, al centro tra i flussi turistici del Mar Tirreno noto come "Tirreno Cosentino" a ovest dove tra le località costiere più rinomate vanno segnalate Praia a Mare, Scalea, Diamante, Belvedere Marittimo, Cetraro, Paola, Fiumefreddo Bruzio ed Amantea e dell'altopiano della Sila cosentina nota come Sila Grande a est dove spiccano Camigliatello Silano e il villaggio turistico Lorica sede del Parco nazionale della Sila. Questi centri marittimi e montani sono ben collegati al capoluogo grazie alla SS 107 e alle linee ferroviarie Cosenza - Paola e Cosenza - Camigliatello.

Panorama di Diamante, la "perla" del Tirreno Cosentino

Nel nuovo millennio Cosenza ha iniziato a guardare anche verso lo Jonio Cosentino, ed in particolare verso la Piana di Sibari, zona ad alta vocazione turistica sia balneare che culturale; infatti oltre al vecchio ed obsoleto collegamento ferroviario Cosenza - Sibari sono in corso i lavori di costruzione della superstrada Cosenza-Sibari[140][162]. Tuttavia i dati sulle presenze turistiche nell'area urbana hanno fatto registrare degli incrementi abbastanza significativi a partire dagli anni novanta, anche con un aumento dei posti letto (erano circa 74.000 nel 2003) e in generale una migliore qualità dei servizi di ospitalità (alberghi e catene internazionali come Holiday hinn, Home Club Residence, ecc.) che hanno contribuito allo sviluppo del Turismo d'affari. Dopo la 33ª edizione della Borsa Internazionale del Turismo del 2013 la Regione Calabria ha presentato le risultanze di una indagine demoscopica che rivela quale sono le località più apprezzate della Calabria: tra le località turistiche prescelte Cosenza è sul podio, al terzo posto, dopo Tropea e Reggio Calabria[163].

Sport[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nuova Cosenza Calcio.
Il Cosenza Calcio promosso in Lega Pro Prima Divisione nel campionato 2008-2009
Curva Bergamini dello Stadio San Vito nel campionato 2008-2009

Calcio: la principale squadra di calcio della città è la Nuova Cosenza Calcio che milita nel campionato di Lega Pro Seconda Divisione 2013-2014 . La seconda squadra della città è l'ASD Brutium Cosenza creata nel 2011 dagli Ultra' Curva Nord Cosenza. La compagine rossoblù disputa il campionato di seconda categoria 2012/2013 al campo sportivo "Marca" di Cosenza[164].

Calcio a 5: la principale squadra di calcio a 5 è l'A.S Città di Cosenza che milita nel campionato di serie B 2008/2009. L'altra rappresentante del calcio a 5 cittadino è l'ASD Carpe Diem Cosenza che milita nel campionato di serie C1 2008/2009.

Basket: la squadra di Basket (Cus Cosenza) che milita nel campionato di Serie D.

Pallavolo: la società G.M. Volley 2000 CS milita nel campionato femminile di Serie C.

Pallavolo: l'Associazione Sportiva Cosenza Pallavolo ha disputato il campionato italiano maschile di Serie A2 nelle stagioni 2002/2003 e 2003/2004 con la denominazione "Eurosport Brutium Pallavolo Cosenza" ed è presente nei campionati nazionali e giovanili con diverse selezioni. La prima squadra maschile, dopo aver vinto nella scorsa stagione agonistica la Coppa Calabria ed il Campionato di Serie C, milita nel girone I del campionato nazionale di B2. I giovani più promettenti del settore giovanile militano nel campionato di Prima Divisione. La prima squadra femminile milita in Serie D.

Pallamano: la squadra di pallamano ("Pallamano Cosenza") milita nel campionato di Serie A2. A Cosenza e in Calabria la pallamano ha fatto la sua apparizione negli anni 1976/1977 grazie al contributo degli allenatori Federico Aretano (allora delegato provinciale della FIGH presso il CONI di Cosenza), Enzo Grano e della Polisportiva Panathlon di Spezzano della Sila.

Pallanuoto: la squadra di pallanuoto ("Associazione Sportiva Cosenza Nuoto") milita nel campionato di Serie C con un lungo passato in serie A1. La "Polisportiva Gnisci" milita in serie B.

Rugby: la squadra di rugby "Università Rugby Cosenza" milita nel campionato di Serie C.

Football Americano: la squadra di football americano "Sauk Wolves Cosenza" nata nell'Ottobre 2010, partecipa nel 2012 al Campionato Italiano di Football a 9, organizzato dalla Federazione Italiana di American Football.

Scherma: la squadra di scherma "Club Scherma Cosenza" milita nel campionato di Serie B1.

Boxe: la società che rappresenta la città in questa disciplina è l'ASD Boxe Popolare, che svolge la propria attività presso la palestra popolare ubicata all'interno dello Stadio San Vito.

Enduro & Motocross: il Motoclub CalabriaEnduro nasce a Cosenza come associazione sportiva nel 2002, dal desiderio di un gruppo di amici di catalizzare l'interesse di tutti coloro che amano il mondo del "tassello” e dalla voglia di avvicinarsi ad attività agonistiche e non solo "fuoristradistiche”. Negli anni il numero degli affiliati è cresciuto dando ragione ai fondatori: creare una struttura organizzata è la giusta idea per fare avvicinare quante più persone all'agonismo. Attualmente il Motoclub organizza gare di Enduro, Supermotard, Cross-Country e può vantare diversi piloti che militano con ottimi risultati nei campionati regionali e nazionali.

Beach volley: dal 13 giugno al 15 giugno 2008 si è tenuta, in piazza Bilotti, la prima manifestazione sportiva "Beach Volley in Città".

Ciclismo: le tappe del Giro d'Italia a Cosenza

Filippo Pozzato a Cosenza alla tappa del Giro d'Italia 2013
Luca Paolini a Cosenza alla tappa del Giro d'Italia 2013

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Stadio San Vito visto dalla curva sud Donato Bergamini
  • Stadio San Vito (calcio): 24.479 posti a sedere, ospita le partite del Cosenza Calcio 1914.
  • Impianto sportivo Real Cosenza (calcio), c/oTorricelli
  • Impianto sportivo A.S.D. Popilbianco (calcio), Via Popilia
  • Impianto sportivo FC Marca (calcio), Via Popilia
  • Impianto sportivo Pro Cosenza (calcio), Via Popilia
  • Impianto sportivo Donnici (calcio)
  • Impianto sportivo atletica leggera
  • Impianto sportivo natatorio
  • Pala "Ferraro" sito in via Popilia (pallavolo, pallacanestro)
  • Palazzetto dello sport di via Casali (calcetto, pallamano, pallavolo, tamburello)
  • Impianto sportivo di Casole Bruzio con palazzetto e campo in erba sintetica, sport vari
  • Palazzetto dello sport di Donnici (calcetto, pallamano, pallavolo)
  • Miniautodromo
  • Bocciodromo
  • Pattinodromo
  • Impianto sportivo per la scherma

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Consiglio comunale di Cosenza
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Cosenza.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

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Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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