Cosenza

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Cosenza
Panorama di Cosenza
Cosenza - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Calabria
Provincia: stemma Cosenza
Coordinate: 39°18′0″N 16°15′0″E / 39.3, 16.25Coordinate: 39°18′0″N 16°15′0″E / 39.3, 16.25
Altitudine: 238 m s.l.m.
Superficie: 37,24 km²
Abitanti:
69.611 (Istat Dicembre 2008)
Densità: 1873,71 ab./km²
Frazioni: Borgo Partenope, Donnici, Sant'Ippolito 
Comuni contigui: Aprigliano, Carolei, Casole Bruzio, Castrolibero, Dipignano, Mendicino, Paterno Calabro, Pedace, Piane Crati, Pietrafitta, Rende, Rovito, Trenta, Zumpano
CAP: 87100
Pref. telefonico: 0984
Codice ISTAT: 078045
Codice catasto: D086 
Nome abitanti: cosentini
(in cosentino: cusentini)
 
Santo patrono: Madonna del Pilerio 
Giorno festivo: 12 febbraio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« Cosenza ha interessi e meraviglie che danno la tentazione di girarla tutto il giorno. È inadeguato chiamarla pittoresca; a ogni passo, dall'inizio della strada principale al piede della collina fino al severo castello medievale che ne corona la sommità, c'è da stupirsi e da ammirare. »

Cosenza [co-sèn-za] /koˈsɛːntsa/ (Cusenza /kuˈsɛːndsa/ in dialetto locale) detta anche "città dei Bruzi" è una città calabrese di 69.611 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia di 733.628 abitanti. È una delle più antiche città della regione, capofila di una vasta area urbana nel cui perimetro è ubicata l' Unical, il primo e più grande campus universitario in Italia[2], nonché sede della RAI regionale (TGR) e dell' Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano. Il capoluogo bruzio era noto come "Atene della Calabria" per via del suo passato culturale; l'Accademia Cosentina, ad esempio, è la seconda del Regno di Napoli (1470-1650) e una delle primissime accademie fondate in Europa[3]. Ancora oggi Cosenza resta una città in cui arte e cultura affondano bene le proprie radici, non a caso nel mese di ottobre 2008 è stata riconosciuta come Città d'arte dalla Regione Calabria con una delibera volta ad evidenziare il patrimonio storico-artistico della città, con importanti ricadute sull'aspetto commerciale (fiore all'occhiello dell'economia cittadina) e turistico del territorio [4]. Storicamente svolse il ruolo di capitale dei Bruzi ed in seguito capoluogo della Calabria Citeriore (o Calabria latina).

Indice

[modifica] Area urbana: la "Grande Cosenza"

Centro commerciale Metropolis di Rende

L'area urbana cosentina menzionata nel Piano strategico Cosenza-Rende e area urbana 2008-2020[5], nel PSU (Piano di Sviluppo Urbano) Cosenza-Rende [6], nei documenti regionali relativi alla Programmazione Comunitaria 2007-2013 e in molti altri documenti locali rappresenta una realtà vissuta quotidianamente da migliaia di cittadini che si muovono con disinvoltura in un ambito territoriale molto più vasto dei confini comunali (260.000 abitanti circa) per motivi di lavoro, di studio, di residenza, tempo libero e attività sociali, ma non costituisce ancora un ente giuridico-amministrativo unitario. Essa è il risultato di un graduale processo di conurbazione iniziato negli anni '60 che ha dato origine all'attuale città policentrica che si estende senza soluzione di continuità (un continuum urbano di edifici, piazze, infrastrutture, residenze e servizi accessori) nei comuni di Cosenza-Rende [7] rispettivamente capoluogo di provincia e sede dell'Università della Calabria (primo ateneo calabrese per nascita, prestigio e numero di iscritti [8]), che ne costituiscono il nucleo centrale per densità abitativa, storia, cultura, qualità urbanistica e dinamismo economico e negli altri comuni del circondario cosentino che sono legati al cuore dell'area urbana da un elevato grado di interdipendenza. Negli ultimi anni al concetto di area urbana si è affiancato anche quello di comune unico come ultimo stadio del processo [9], una fusione che darebbe vita ad una vasta area metropolitana.

[modifica] Teorie sull'area urbana cosentina

Piazza Europa

L'area urbana cosentina è oggetto di discussione da circa trenta anni, da quando la conurbazione del capoluogo con i suoi comuni limitrofi è diventata un fenomeno in rapida evoluzione. Il professor Ciccone, docente di Tecnica e Pianificazione Urbanistica all'Università della Calabria attraverso l'utilizzo di parametri tecnico-scientifici, in particolare del criterio geo-morfologico costituito dal bacino della Media Valle Crati, ha individuato un sistema urbano di 36 comuni su 155 totali della provincia per un totale di oltre 200.000 abitanti. I confini di questa elaborazione sono rappresentati da Montalto Uffugo a nord, Piano Lago (CS) a sud, le pendici della catena paolana (Paola (CS)) a ovest e la Sila a est [10] Un'altra teoria molto recente è quella dell'ingegner Boatti, docente di urbanistica al politecnico di Milano che nel mese di febbraio del 2008 ha pubblicato il libro "L'Italia dei sistemi urbani". Secondo le sue elaborazioni l'esatta popolazione del sistema urbano di Cosenza inteso come insieme urbano pluricomunale irrelato (Daily Urban System), perimetrato sui flussi di mobilità intercomunale per motivi di studio o lavoro rilevati dal censimento istat del 2001 a cui è stato applicato un algoritmo di contenimento, è di 257.249 abitanti (53 comuni su 155 della provincia) [11], il più popoloso della Calabria.

[modifica] Verso la città unica

Un tratto di Viale Parco, l'arteria che unirà Cosenza a Rende e Montalto

Dopo la sottoscrizione del " Patto per l'area urbana di Cosenza " [12] del 25 luglio 2008 , il 24 marzo 2009 con l'approvazione del Piano Strategico Cosenza-Rende e area urbana 2008-2020 da parte dei consigli comunali di Cosenza e Rende [13] si è data un ulteriore svolta alla realizzazione dell'area urbana e della futura città unica. L'essenza del Piano Strategico si riscontra nel disegno politico dello sviluppo sostenibile in una prospettiva di medio e lungo periodo, con una visione dell'area urbana Cosenza-Rende imperniata su due poli di eccellenza: il polo di Cosenza, incentrato principalmente su servizi, istruzione e cultura, e quello di Rende, incentrato su università, innovazione e ricerca. L'area Cosenza-Rende rafforza la propria centralità attraverso una serie di relazioni concentriche : un primo livello ingloba anche i comuni di Montalto Uffugo, Castrolibero, Mendicino e Dipignano; il secondo livello configura le relazioni con l'hinterland dell'area urbana, il terzo il ruolo relazionale dell'area urbana nel vasto quadro provinciale (740.000 abitanti circa), e il quarto stabilisce le interconnessioni con il resto della regione e le aree extra-regionali. Obiettivo principale del Piano è quindi oltre a quello di creare una città universitaria che non implichi più distinzioni tra Cosenza e Rende, la creazione di un’area leader nel mezzogiorno per la qualità urbana, la cultura e l’innovazione in grado di garantire interconnessioni di rilievo nazionale ed internazionale.

Abitanti censiti nei sei comuni dell'area urbana cosentina individuati attualmente nel Piano Strategico Cosenza-Rende [14]:

Comune Abitanti (31/12/2008) Superficie (Km²)
Cosenza 69.611 37,24
Rende 35.235 54,00
Montalto Uffugo 19.594 78,43
Castrolibero 10.423 11,00
Mendicino 9.324 35,00
Dipignano 4.488 23,00
Totale 148.675 238,67

[modifica] Geografia fisica

Cosenza e la sua provincia
Confluenza del Busento nel Crati

Cosenza, il capoluogo di provincia più a nord della Calabria, sorge sui sette colli nella valle del Crati, alla confluenza di quest'ultimo con il Busento, che ha visto lo sviluppo della parte moderna lungo la sua riva sinistra. La città antica invece, pittoresca e tornata a nuova vivacità negli ultimi anni, è caratterizzata da vicoli erti, stretti e tortuosi con edifici posti sui colli Pancrazio, Guarassano e Torrevetere, a sinistra del Crati, mentre sono rare le abitazioni sul Gramazio, Triglio, Mussano e Veneri. È inoltre contornata dalla Catena Costiera meridionale (da dove svetta Monte Cocuzzo di formazione dolomitica calcarea e che molti ritengono invece erroneamente un vulcano spento) a ovest e che la divide dal mar Tirreno, e dalla Sila a est, l'altipiano boscoso in cui vive ancora il lupo, animale totemico della città stessa e simbolo della locale squadra di calcio. La città si estende su una superficie di 37,2 km², ad un'altezza dal livello del mare pari a 238 m.

[modifica] Distanze stradali

Sono qui riportate in ordine progressivo le distanze dagli altri capoluoghi di provincia della Calabria e da tutti i capoluoghi di regione italiani, calcolate dal centro città, percorrendo tratti autostradali, con il programma Google Earth:

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Cosenza.
Scorcio di Viale Marconi durante la nevicata del 13 febbraio 2009

Il clima della Valle del Crati è di tipo mesomediterraneo, tuttavia presenta aspetti di moderata continentalità, che risultano evidenti se si fa il confronto con le condizioni climatiche tipiche di altri territori della Calabria settentrionale; caratteri distintivi del clima di Cosenza sono la presenza di accentuate escursioni termiche giornaliere e di significativi fenomeni di inversione termica nei mesi invernali. L'inverno a Cosenza è relativamente freddo ed è caratterizzato da periodi piovosi alternati a periodi anticiclonici. Gli apporti precipitativi maggiori avvengono con correnti atlantiche. Non sono rare le nevicate, in media si ha un evento nevoso ogni anno; possibili anche nevicate copiose (vedi 8/3/05 32cm e 16/12/07 40cm). Le nevicate avvengono o con fredde correnti dalla Valle del Rodano oppure con richiami da S a seguito di ondate fredde da E, capaci di formare un buon cuscinetto freddo. In condizioni anticicloniche, con cielo sereno e assenza di vento l'irraggiamento permette minime basse, anche sotto lo zero, con valori fino -4/-5 °C; in tali condizioni sono frequenti foschie o nebbie. La primavera è caratterizzata da clima mite: sono possibili ancora periodi freddi (vedi Aprile 2003 con neve in pianura il 7) che poi lasciano spazio alle prime giornate di caldo. L'estate è calda con massime che raggiungono spesso i 35 °C ma la notte o grazie all'irraggiamento o grazie alla brezza è relativamente fresca. L'umidità di giorno è bassa rendendo il caldo più sopportabile; valori di umidità relativa sono invece maggiori in città. Scarsi sono gli apporti precipitativi limitati a temporali intensi ma di breve durata. L'autunno è caratterizzato da cielo coperto con piogge abbondanti e frequenti foschie o nebbie. In alcuni anni inizia a farsi sentire il freddo, specie in novembre (vedi nevicata del 22/11/98). Gli estremi termici sono: -10 °C (42') e 43.7 °C. In media si hanno 22 giorni di gelo ogni anno. [15]

COSENZA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,7 12,5 15,5 18,9 24,4 29,2 32,8 33,1 28,3 22,9 16,7 12,9 12,4 19,6 31,7 22,6 21,6
T. min. mediaC) 3,3 3,2 4,9 7,3 11,7 15,3 17,9 18,0 14,8 11,1 7,1 4,4 3,6 8 17,1 11 9,9
Precipitazioni (mm) 120,0 104,3 92,8 73,2 45,6 19,8 13,3 20,9 47,0 100,8 131,5 111,8 336,1 211,6 54 279,3 881
Classificazione climatica: zona C

[modifica] Aree verdi

Interno della Villa Vecchia

Secondo l'indagine Ecosistema Urbano 2009 stilata da Legambiente e Ambiente Italia pubblicata sul Sole 24 Ore, Cosenza è la città più verde in Calabria in base a una graduatoria sulla sostenibilità urbana redatta tenendo conto di 26 parametri. La città dei Bruzi si colloca al 45° posto complessivo tra i 103 capoluoghi di provincia italiani nella classifica finale e seconda nel sud solo a Caserta. Nel contesto regionale stacca Vibo Valentia di 35 posizioni (80° posto), seguono Reggio Calabria (90° posto), Crotone (91° posto) e Catanzaro fanalino di coda tra i capoluoghi di provincia calabresi (93°posto) [16].

[modifica] Storia

Una veduta notturna della città moderna

[modifica] Lo stemma

Lo stemma della città dei Bruzi

Lo stemma araldico di Cosenza istituito con Decreto del 24 aprile 1941, detto settimonio, D'azzurro al monte all'italiana di sette cime d'oro, raffigura i sette colli d'oro sentinelle dell'indipendenza della città in campo verde e i due fiumi Crati e Busento.

« Consentia Calabriae Citerioris caput, ostendas in signis septem collium, quod in totidem videbatur locata, cum oppidorum corona, quod veluti luxu naturae Romam parvulam effingere connitentis »
(Cesare Recupito, Roma 1670 [17])

[modifica] Toponimo

Il primo nome della città bruzia fu Consentia, nome che diedero i Bretti alla loro capitale nel 356 a.C. Consentia deriva dal "consenso" espresso dalle altre città del Bruzio affinché diventasse la loro capitale e dai Lucani , dai quali i Bretti si erano ribellati e liberati a seguito di una guerra.

[modifica] Nomi storici di Cosenza

[modifica] Origini ed epoca bruzia

Per approfondire, vedi la voce Bruzi.
« Consentia urbs magna Bruttiorum. »

Le origini della città risalgono al IV secolo a.C., momento in cui il luogo era divenuto di importanza strategica per i Bruzi. Questi ne fecero la propria capitale, da quello che si evince nel testo 3 - Strabone, Geografia, VI, 1, 4: l'origine del popolo dei Brettii ( F. Lassère, Strabon. Géographie, Tome III (Livres V et VI), Paris 1967), dandole, nel 356 a.C., il nome di "Consentia", a cui aderirono tutti le altre città e villaggi bruzi, oltre ad essere riconosciuta anche dai Lucani, costretti a firmare un trattato di pace detto di "donna Brettia", che in futuro divenne una vera alleanza fra i due popoli.

Piazza del Duomo (centro storico) in una foto d'epoca

Consentia, dunque si presentava, durante la massima espansione dei Bretti, come una città fortificata e temuta, sviluppata e prospera al punto di essere definita "metropoli" e capitale di un vasto territorio che si espandeva a nord fino all'entroterra delle attuali Basilicata e Puglia ed a sud, fino all'aspromonte. controllando sia la costa ionica che tirrenica centro settentrionale dell'attuale Calabria e quasi tutte le città della Magna Grecia calabra, che una dopo l'altra caddero sotto i continui attacchi dei Bruzi. Infatti a nulla valsero gli aiuti di Dionisio prima e successivamente di Alessandro I d'Epiro detto il Molosso zio di Alessandro Magno, che morì in battaglia nel 331 a.C., nelle immediate vicinanze di Consentia, a Pandosia. Consentia cade per la prima volta nel 275 a.C., quando la confederazione Bruzia si alleò con Pirro re d'Epiro nella guerra contro Roma, Ma fu risparmiata e addirittura nominata città della Repubblica Romana lasciando intatto il suo ruolo di capitale bruzia.

Piazza Parrasio (centro storico) in una foto d'epoca

La voglia di libertà, di autonomia, la fierezza e l'attitudine alla guerra dei bretti porto, però, a numerose rivolte contro Roma, tra cui sino di rilevante importanza quelle del 218 a.C., quando si allearono con Annibale durante la seconda guerre Puniche, e quella dal 73 a.C. al 71 a.C., allorquando i bretti si unirono alla rivolta degli schiavi guidata da Spartaco, che nella zona di Cosenza, raccolse in breve tempo ingenti truppe. A seguito di questi accadimenti Roma tolse a Consentia lo stato di città della repubblica romana, sciolse la lega dei Bruzi, levandole dunque lo stato di capitale, e ne espropriò le terre, facendola diventare semplicemente colonia romana. Della città di epoca ellenistica restano pochi resti a causa della continuità di vita del suo centro storico:blocchi parallelepipedi di arenaria locale pertinenti alla Rocca Brettia sono visibili in vari punti della città, resti di un vasto edificio monumentale con soglia d'ingresso a piazzetta A. Toscano, resti di case al di sotto dell'ex Seminario Arcivescovile e del Palazzo Sersale. Al di sopra della capitale dei Brettii fu edificata la colonia romana.

[modifica] Epoca romana

La tomba nel Busento


Morte di Alarico I, seppellito nel letto del fiume Busento

Cupi a notte canti suonano Da Cosenza su 'l Busento, Cupo il fiume gli rimormora Dal suo gorgo sonnolento. Su e giù pe 'l fiume passano E ripassano ombre lente: Alarico i Goti piangono Il gran morto di lor gente. Ah sì presto e da la patria Così lungi avrà riposo, Mentre ancor bionda per gli omeri Va la chioma al poderoso! Dal Busento ecco si schierano Su le sponde i Goti a pruova, E dal corso usato il piegano Dischiudendo una via nuova. Dove l'onde pria muggivano, Cavan, cavano la terra; E profondo il corpo calano, A cavallo, armato in guerra. Lui di terra anche ricoprono E gli arnesi d'or lucenti; De l'eroe crescan su l'umida Fossa l'erbe dei torrenti! Poi, ridotto ai noti tramiti, Il Busento lasciò l'onde Per l'antico letto valide Spumeggiar tra le due sponde. Cantò allora un coro d'uomini: Dormi, o re, nella tua gloria! Man romano mai non violi La tua tomba e la memoria! Cantò, e lungo il canto udivasi Per le schiere gote errare: Recal tu, Busento rapido, Recal tu da mare a mare.
(August Graf von Platen, 1820)

(tradotta in italiano da Giosuè Carducci)

Sotto la dominazione romana, Cosenza divenne una stazione della Via Capua-Rhegium, meglio nota come via Popilia (o via Annia). Durante la guerra civile tra Pompeo e Cesare, Cosenza si schierò con la fazione di Cesare, e quindi fu assediata per ordine di Pompeo dai soldati arrivati dalla Sicilia. Appiano Alessandrino delineò gli avvenimenti che si compirono a Cosenza in quel periodo: [18]

« Occupata Cosenza, Pompeo vi lasciò Servilio con milleduecento cavalieri, il quale patteggiò la resa con Agrippa, a condizione che egli e i suoi passassero nelle file di Ottaviano. Di questo tradimento, consumato da Servilio a danno di Antonio e di Pompeo, piansero la pena i Cosentini, che all'entrata di Agrippa in città, ebbero a sperimentare tutto il furore di un partito che vince »

.

Nel 29 a.C. Consentia diventa colonia sotto Augusto, il quale le concesse nuovamente la cittadinanza romana dopo essersi assicurato delle totale resa dei Bretti e ne delimitò i confini con l'assegnazione del suo agro in duecento iugeri. Nel Liber Coloniarum di Frontino si attesta: [19]

« Ager Consentinus ab Imperatore Augusto assignatur limitibus Gracchanis in jugera CC. Cardo in Orientem, Decimanus in Meridianum »

.

Da quel momento Consentia cambia connotazione, e da bellica e fortificata si trasforma in una fiorente città a connotazione commerciale e culturale. Nel 304, Massimiano, imperatore romano, si stabilisce a Consentia per far fronte ad una rivolta di ordine religioso. Con l'eliminazione di Bulla, iniziò il martirio dei cristiani nel capoluogo bruzio, che vide numerosi suoi figli martiri tra cui san Dionigi e san Callisto. Nel 313 con l'editto di Milano il cristianesimo esce dalla clandestinità. Per un secolo Consentia vive nel benessere, nella pace e nello splendore, finché Alarico re dei Visigoti non la invade subito dopo aver perpetrato il Sacco di Roma del 24 agosto 410. Durante l'invasione, nei pressi della città nel 410, Alarico muore di malaria e, secondo la leggenda, fu seppellito in armatura dal suo esercito, con una parte del bottino di Roma ed il suo cavallo nel letto del fiume Busento, il quale venne momentaneamente deviato per poi essere reindirizzato nel letto naturale facendo perdere per sempre il punto preciso della sepoltura.

Sono visibili testimonianze della città romana nel centro storico: scavo di una domus in piazzetta A. Toscano, scavo di edifici termali in via S. Tommaso e Palazzo Sersale, resti delle mura di cinta in opus reticulatum.

[modifica] Medioevo

[modifica] Dai Bizantini ai Longobardi

Nel 554 l'esercito di Giustiniano sconfisse gli Ostrogoti; Narsete entrò a Consentia e con l'era bizantina la città riacquistò nuovamente il titolo capitale delle terre meridionali liberate dai bizantini. Nell'anno 568, Giustino il Giovane, nipote di Giustiniano, divenne Imperatore e Consentia venne trasformata in ducato. In questo periodo il capoluogo bruzio divenne culla di letterati, si formarono le nuove classi dirigenti e vi nacque la prima scuola musicale. Nei secoli VIII e IX fu dominio prima longobardo, durante il quale divenne sede di Gastaldato del Principato di Salerno, e poi bizantino, conosciuta col nome di Constantia. Violentemente contesa da saraceni e longobardi, la città fu quasi distrutta e riedificata nel 988.

[modifica] Periodo Normanno Svevo

Nel 1057 Roberto il Guiscardo diede inizio all’occupazione normanna della Calabria. Constantia fu ostile a questa nuova dominazione, tanto che in città si scatenò una ribellione che però fu presto sedata. In questo periodo divenne capitale e sede del giustizierato Val di Crati e Terra Giordana e residenza di Ruggero II, Duca di Calabria che iniziò la costruzione del Castello sui ruderi di una fortezza saracena. Con il matrimonio tra Costanza d'Altavilla, ultima erede tra i sovrani normanni ed Enrico IV di Hohenstaufen inizia la dominazione sveva.

Sotto Federico II di Svevia, lo "stupor mundi" che considerava Cosenza la sua sede preferita dopo Palermo e Napoli, iniziò un periodo prosperoso sia culturalmente che economicamente grazie anche all’istituzione di un’importante fiera annuale: (La fiera della Maddalena), una fase che gratificò la città di numerosi privilegi. Venne completato e consacrato il Duomo, nel quale fu fatto seppellire il figlio primogenito Enrico VII, nato dal matrimonio con Costanza d'Aragona, morto suicida e in contrasto con il padre che lo aveva condannato prima a morte, poi al carcere a vita, e inoltre venne ristrutturato il Castello con le due torri ottagonali.

[modifica] Periodo angioino

Dopo la morte di Federico II il passaggio dall’età Normanno - Sveva al periodo angioini non fu facile. La città venne attanagliata dal brigantaggio e dalla miseria in virtù di un fiscalismo accentuato e da una serie di lotte intestine, pur non essendo mai stata infeudata e pur avendo conservato sempre un soddisfacente margine di autonomia grazie ai numerosi privilegi elargiti dai dominatori. Passò un secolo prima di ritrovare la tranquillità, quando, accolse Luigi III d'Angiò che, dal 1432 insieme alla moglie, Margherita di Savoia, risedette nel castello eleggendo la città a sede dell' erede al trono di Napoli, dandole il titolo di centro del ducato di Calabria. Luigi III d'Angiò venne colpito dalla malaria, morì il 12 novembre 1434 e fu seppellito nel Duomo.

[modifica] Dalla fine del medioevo al XIX secolo

Esecuzione dei fratelli Bandiera

In seguito a lunghe e cruente guerre di successione gli Angioini furono sostituiti dagli Aragonesi che decretarono Cosenza la capitale della Calabria citra Naethum, poi capoluogo della Calabria Citeriore che comprendeva grosso modo l'attuale provincia cosentina. Il periodo aragonese consacrò Cosenza la più importante città del reame nel campo del diritto(1494-1557). Dopo Napoli diventa la seconda città ad avere una cartografia e nel 1511 nasce l'Accademia Cosentina fondata da Aulo Giano Parrasio e portata al suo massimo splendore da Bernardino Telesio, il più grande dei cosentini illustri, definito da Bacone il primo degli uomini nuovi. In seguito viene conquistata dagli Spagnoli e nonostante le ribellioni e contrasti di vario genere diviene uno dei centri più vivi della cultura meridionale. In questo periodo fiorirono ingegni di alto livello come Antonio Serra, il primo che si occupò di economia politica, Tommaso Cornelio, medico e scienziato, Pirro Schettini, poeta, Gian Vincenzo Gravina, il teorico che fondò a Roma l'Accademia dell'Arcadia. Il XVI secolo vide un impressionante fioritura umanistica e segnò per Cosenza una rinascita intellettuale, tanto che venne definita l’Atene della Calabria.

Dopo duecento anni di dominio spagnolo seguì nel 1707 quello degli Austriaci e dopo la guerra di successione polacca (1738) il regno di Napoli venne assegnato a Carlo III di Borbone che governò fino all'unità d'Italia. Questo periodo venne caratterizzato da contrasti e dalla formazione di sette massoniche e giacobine. Nel 1799 molti cosentini parteciparono agli eventi turbinosi della Repubblica Partenopea, dando il loro contributo di azione e di idee sia nelle file dei sanfedisti che in quelle dei patrioti giacobini e filo-francesi.

Durante l'occupazione napoleonica la città fu contrassegnata dalla costruzione di opere pubbliche e da un orientamento anticlericale e libertario. Si svilupparono tendenze filo-francesi da parte delle classi colte nelle quali iniziava a diffondersi la Carboneria, mentre i contadini si davano al brigantaggio e si nascondevano sulle montagne silane per sfuggire alla pressione fiscale. La famiglia Zupi si schierò dalla parte dell'imperatore tradendo i Borboni regnanti, seguì uno scontro di un anno nel quale il generale dell'esercito francese Daniele Zupi Marino si nascose nelle cantine della sua villa per non essere trovato. Celebre fu il massacro dei Brazzalotto perpetrato dai francesi verso l'omonima famiglia accusata di tradimento essendo rimasti fedeli ai Borbone . Nel 1815, con il ritorno dei Borboni, Daniele Zupi Marino fu infine scovato e messo al rogo. In questo periodo anche a Cosenza si manifestarono movimenti liberali e patriottici, il più noto è quello del 15 marzo 1844 che si concluse con uno scontro a fuoco nel Largo dell'Intendenza tra i soldati borbonici e 21 patrioti poi condannati a morte, e dei quali ne furono giustiziati soltanto sei [20]. Da questa rivolta presero spunto i Fratelli Bandiera, veneziani che vennero in soccorso ai fratelli calabresi e vennero fucilati presso il Vallone di Rovito insieme ad altri 7 ufficiali il 25 luglio 1844 [21]. In seguito i cosentini parteciparono a molte vicende del Risorgimento, dalle guerre d'indipendenza fino all' impresa dei Mille. Garibaldi fu a Cosenza il 31 agosto del 1860; due mesi dopo, un plebiscito sanzionò l'annessione al Regno d'Italia.

[modifica] Periodo fascista e dopoguerra

Fontana del Balilla a Piazza Crispi

Il propagandismo fascista a Cosenza si intensificò solo sul finire degli anni '30, fino ad allora il capoluogo bruzio si era mostrato ad esso ostile. Essenzialmente i fascisti fecero si che i più giovani fossero educati alla cultura del regime e allontanati dalla Chiesa oppositrice. Tutto ciò portò ad una nuova mentalità cittadina che la vide appoggiare il Duce nella sua idea di partecipare alla seconda Guerra mondiale, lasciatisi abbagliare dalle mire del colonialismo fascista. Mussolini arrivò in città nel 1939. La visita venne pubblicizzata e presentata in pompa magna, attirando migliaia di persone dalla provincia e dalla Calabria intera, ma che non lasciò nulla di concreto per Cosenza che non ne trasse alcun vantaggio. La visita in effetti fu, per certi versi, controproducente.

Infatti nell'immediato allargò la popolarità degli oppositori che si fecero sentire su argomenti quali l'alleanza con la Germania o l'entrata in guerra dell'Italia al loro fianco. Durante la guerra Cosenza fu bombardata massicciamente solo nel 1943 dagli anglo-americano.

Monumento ai caduti in guerra in Piazza della Vittoria

Quell'anno Cosenza subì nuove incursioni che causarono 136 vittime, mentre la situazione socio-economica portò la città verso una catastrofica paralisi. La fine della guera lasciò la città priva di un ordine amministrativo e politico che colmarono gli inglesi designando Prefetto Pietro Mancini, il quale diede la carica di Primo Cittadino al compagno di partito Francesco Vaccaro. Come per il resto della nazione, nelle elezioni del 1946, la città elesse a sindaco il democristiano Maurizio Quintieri. La città, però, continuava a vivere una situazione economica disastrata, tanto che nel 1950 le famiglie senza tetto erano 1307 e 436 quelle che vivevano in baracche.

È ancora possibile osservare, in vari punti del centro storico, scritte celebranti il fascismo sulle mura dei palazzi (in piazza dei Valdesi la scritta <Chi si ferma è perduto>, sul lungo Busento Oberdan la scritta <Duce, duce, duce, duce>).

[modifica] Dal dopo guerra al XX secolo

[modifica] Cosenza durante il boom economico italiano

Corso Plebiscito in una foto d'epoca

Dal 1951 al 1961, grazie al boom economico che investì l'intera penisola, Cosenza iniziò una veloce risalita economico-finanziaria. Il decennio si caratterizzò per la notevole espansione edilizia benché la città fosse priva un piano regolatore funzionale. In questo clima la speculazione edilizia richiamò in città grossi e piccoli proprietari terrieri che, intuendo il grosso guadagno, utilizzarono i propri terreni per la costruzione della città nuova, facendo così quasi scomparire l'attività agricola cittadina. Politicamente la città era governata, quasi senza una opposizione dalla Dc. l'opposizione, di sinistra, era guidata da Giacomo Mancini, figlio di Pietro, Prefetto designato nell'immediato dopo guerra dagli inglesi. Giacomo Mancini, sotto lo pseudonimo di Gino Verità iniziò a scrivere una serie di articoli contro l'allora attuale potere politico di palazzo dei Bruzi, suscitarono velenose polemiche nella Dc cosentina. Nel 1958 le elezioni politiche videro vincitore, Riccardo Misasi, forte anche dell'appoggio clericale cittadino.

[modifica] Urbanizzazione, grandi infrastrutture viarie, e Università della Calabria

Sede RAI regionale

Nel 1971 la popolazione superò i 100.000 abitanti, moltissimi se si pensa che la città verso nord non era ancora stata sviluppata del tutto. Come per il resto d'Italia, nacque una giunta comunale Dc-Psi.

Cosenza, che già aveva subito una cementificazione selvaggia, quasi del tutto non regolata, vide crescere enormi quartieri staccati dal centro urbano, quasi tutti di carattere popolare e senza preoccuparsi troppo di integrarli con strade e infrastrutture. La nuova urbanizzazione cosentina portò ad una divisione classista, la quale si avverte anche nella città vecchia, in cui la storica cittadinanza si riversò nella città nuova, vendendo o affittando le vecchie dimore alle famiglie di immigrati. Si può affermare che, pur avendo risolto il problema per la quasi totalità delle famiglie senza tetto, si creo altresì, una situazione di emarginazione sociale che venne risolto, anche se non del tutto, solo 25 anni dopo, durante l'ultima amministrazione Mancini.

Veduta interna della stazione ferroviaria di Vaglio Lise

Come duemila anni prima, sotto i romani, Cosenza torna ad essere una importante stazione di una grande infrastruttura viaria del sud Italia: la Salerno-Reggio Calabria, fatta passare nei pressi della città grazie anche al contributo dell'allora Ministro ai Lavori Pubblici Giacomo Mancini (1964). Importante fu anche la scelta di dotare la città di importanti assi viarie, urbane ed extraurbane. Il collegamento tra lo svincolo autostradale e la superstrada Crotone-Paola; il ponte Mancini, che collegava la città nuova alla vecchia; la nuova ferrovia Cosenza-Paola e il progetto della nuova stazione ferroviaria (Stazione Vaglio Lise). Durante questo periodo di sconvolgimento urbano, nasceva l'idea di far sorgere un' università a Cosenza. L'idea era quella di impostarla sulla residenzialità di docenti e allievi e che agevolasse l'ingresso agli studenti più meritevoli ed ai meno abbienti, su una aggregazione dipartimentale della ricerca e della didattica, la prima del tipo in Italia, con corsi di laurea innovativi e legati alla realtà territoriale. Le principali idee di luogo di edificazione erano due e provenivano entrambe dallo stesso partito, quello socialista. La prima corrente era quella di Francesco Principe e dell'allora Ministro alla Pubblica Istruzione Misasi , che volevano edificarla a nord del capoluogo, indirizzando così anche lo sviluppo urbano verso la cittadina di Rende nella quale venne materialmente costruita l'Università.

Veduta di uno dei numerosi cubi dell'Università della Calabria

Rende dunque iniziò ad espandersi verso Sud, trasformando le due distinte città, in un'unica area urbana senza alcuna zona di discontinuità e che oggi sta aprendo ad una lenta ma inesorabile corsa verso il comune unico. La seconda corrente, quella di Mancini, proponeva una collocazione a sud della città nella valle del fiume Savuto. Ciò avrebbe probabilmente consentito l'accentramento della città vecchia e la sua rinascita.

[modifica] Demografia

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

La città di Cosenza ha raggiunto una soglia massima di quasi 110.000 abitanti nel censimento del 1981, nel corso degli ultimi tre decenni ha subito il fenomeno della deurbanizzazione a vantaggio dei comuni contigui come Rende (33,07% in più rispetto al 1981), Castrolibero (+ 40%), Mendicino (+74,62%), Montalto Uffugo (quasi +51%), Marano Principato (+129,72%) ect, perdendo nel giro di 25 anni circa 40.000 abitanti con un decremento del 34,26%. Tale processo causato dall'espansione della città verso nord e da una ricerca di una qualità della vita migliore lontano dal caos cittadino, insieme allo sviluppo urbanistico del circondario ha favorito la creazione di un'area urbana integrata di circa 260.000 abitanti, una forma policentrica di agglomerazione in cui sono riscontrabili elementi di continuità fisica, urbanistica, culturale e sociale.

[modifica] Etnie

Alla data del 31 dicembre 2007 secondo i dati Istat nel comune di Cosenza risultano residenti 1426 cittadini stranieri, così suddivisi per nazionalità: [22]


[modifica] Qualità della vita secondo le più importanti ricerche statistiche

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore) Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente) Ecosistema Bambino (Legambiente)
2003 86° posizione 73° posizione 70° posizione
2004 91° posizione (-5) 57° posizione (+16) non sufficiente
2005 84° posizione (+7) 44° posizione (+13) non sufficiente
2006 87° posizione (-3) 41° posizione (+3) 36° posizione
2007 90° posizione (-3) 32° posizione (+9) 60° posizione (-24)
2008 85° posizione (+5) 33° posizione (-1) 54° posizione (+6)

[modifica] Popolazione e lingua

Per approfondire, vedi la voce Dialetto cosentino.
U Cusintinu

U Cusintinu è nu cristianu stranu, tena ra vucca granni eppuru parra stranu Dicia ri parole stritti dintra i dianti Si fida cchiù di stranii ca di parianti Si senta nu Rodolfo i numi Valentinu Eppuru è assai paisanu e pocu cittadinu Si minta ra cravatta, adopera ru picu Ancora va trovannu u tesoro i Re Alaricu U juarnu va ara scola a sira a Piazza Scura Si jura sup'a mamma e ti duna ra fricatura Si senta superiore ppi via i l'antichi avi Eppuru ci hannu scrittu ca sunnu muntanari. Però 'unn'è correttu a nni parrà sgarbatu Picchi sù gent'i core e l'hannu dimostratu, È vero ca s'atteggia a dottu e malandrinu

Però chi bella cosa...ad essa cusintinu!

Il dialetto cosentino (u dialettu cusintinu), come per tutta la Calabria del nord (corrisponde approssimativamente alla storica divisione amministrativa "Calabria Citeriore"), è di tipo napoletano. Il "cosentino" è fortemente influenzato sia dal greco che dal latino, ma grazie anche alle tante dominazioni storiche, dallo spagnolo e dal francese. Si differenzia molto dal resto dei dialetti calabresi per sintassi, per forme verbali (non è infatti presente la forma verbale del passato remoto derivante dal perfetto latino) e per pronuncia. Il vero dialetto cosentino, ha ormai quasi completamente lasciato il posto ad una sua "italianizzazione" e viene parlato soprattutto nei quartieri storici e dalle persone più anziane e da qualche cultore del vernacolare. Il dialetto cosentino consta di una dialettica con parole spesso mozzate ed in alcuni casi appena accennate. Fortemente caratterizzato dalla pronuncia lunga e dilatata delle vocali e dalle variazioni dell'intonazione (uniche nella regione), questo dialetto si differenzia moltissimo dal resto della sua provincia; è infatti noto che già il dialetto dei paesi limitrofi alla città, pur non avendo quasi differenze nei termini, cambia moltissimo proprio nella pronuncia.

[modifica] Trasporti e mobilità urbana

[modifica] Arterie stradali principali

Le Principali arterie che attraversano Cosenza sono:

[modifica] Trasporto su ferro

Per approfondire, vedi la voce Ferrovia Paola-Cosenza.
La stazione ferroviaria di Vaglio Lise vista dalla SS 107

[modifica] Trasporto aereo

Per approfondire, vedi la voce Aeroporto di Lamezia Terme.

Il più vicino aeroporto è quello di Lamezia Terme. Dista da Cosenza circa 71 km ed è ben collegato grazie alla Autostrada A3. Attualmente è in fase di progettazione l'aeroporto di Cosenza, sorgerà a Sibari ed oltre a soddisfare le esigenze del bacino dello Jonio Cosentino, sarà raggiungibile facilmente anche dall'area urbana di Cosenza [24].

[modifica] Trasporti pubblici urbani

Il terminale dei bus nel centro di Cosenza

Il trasporto urbano cosentino si basa sulla rete Binbus, nata con la convenzione firmata da Amaco, Consorzio Autolinee, Ferrovie della Calabria, Trenitalia e Costabile Bus, e consistente in un sistema di integrazione tariffaria in funzione delle esigenze dei cittadini residenti in città ma anche dei viaggiatori che quotidianamente giungono a Cosenza dalla provincia in treno o in autobus e che poi hanno bisogno di spostarsi nell'area urbana. Sostanzialmente il Binbus permette di utilizzare un unico biglietto a tempo, che può essere usato su tutti i mezzi delle cinque aziende su citate all'interno dell'area urbana (denominata Zona Gialla) [25].

[modifica] Trasporto urbano su gomme

  • La rete di trasporti pubblici nell'area urbana cosentina è gestita da:
    • AMACO Spa che gestisce l'intera città di Cosenza e parte di Rende e Castrolibero; Gli autobus in servizio sono caratterizzati dal color "Rosso Londra", molti dei quali alimentati a metano.
    • Consorzio Autolinee che gestisce l'intera città di Rende e parte di Cosenza e Castrolibero.

[modifica] Trasporto urbano su ferro

Stazione ferroviaria di Vaglio Lise
  • Le due stazioni ferroviarie cittadine sono collegare fra loro con un servizio di trenini gestito dalle Ferrovie della Calabria.
  • Attualmente è in via di progettazione la Metropolitana Leggera di superficie[26], che attraverserà la città, per poi arrivare alla cittadella universitaria, secondo il progetto dovrebbe attraversare anche i comuni di Castiglione Cosentino, Rende e Settimo di Montalto Uffugo, con una probabile linea secondaria che toccherà C.da Andreotta di Castrolibero.

[modifica] Autolinee

Le scale mobili del centro storico
  • Nella città è presente una importante stazione degli Autobus che viene utilizzata da quasi tutte le aziende che collegano Cosenza con la provincia e la regione, effettuando corse urbane, provinciali, regionali, nazionali, ed internazionali.

[modifica] Trasporto alternativo

  • Scale Mobili. Il centro storico è dotato di una serie di scale mobili e tapis-roulant che collegano il quartiere dello Spirito Santo a piazza XV Marzo. Nel mese di giugno del 2009 sono state inaugurati due nuovi tratti di scale mobili che collegano Vico I Padolisi a Palazzo Caselli Vaccaro, in zona Giostra Vecchia [27].

[modifica] Azienda per i trasporti nella provincia di Cosenza (ATPC)

Nel mese di agosto 2008 Ferrovie della Calabria e AMACO, l'azienda dei trasporti del Comune di Cosenza, hanno costituito una società a responsabilità limitata denominata “Azienda per i Trasporti nella Provincia di Cosenza” (ATPC). L'obbiettivo della società è il trasporto di persone o cose con qualsiasi modalità su tutto il territorio dell'Unione Europea. La gestione unitaria del servizio di trasporto pubblico locale rappresenta un'operazione innovativa nel contesto regionale, che comporterà numerosi vantaggi per quanto riguarda la qualità dei servizi offerti agli utenti della provincia e dell'area urbana cosentina, oltre a realizzare economie di scala in un contesto aziendale capace di affrontare le nuove sfide di mercato in maniera competitiva. La nuova società ha sede legale nel capoluogo bruzio.

[modifica] Economia

Scorcio del centro commerciale "I Due Fiumi"

Quando si parla di economia di Cosenza è necessario parlare di economia dell'area urbana cosentina visto che ormai anche il tessuto economico è unico a causa dell'interazione quotidiana dei cittadini che si muovono nella città policentrica per motivi di lavoro e di studio oltre che per ragioni di residenza e di svago e intrattenimento, andando ad incidere sull'economia globale dell'intera area urbana. Secondo un'indagine sulla ricchezza dei Comuni italiani condotta da Il Sole 24 Ore nell'anno 2007 Cosenza risulta essere con 15.725 euro annui di reddito medio-pro capite il secondo capoluogo di provincia della Calabria, di pochissimo inferiore al capoluogo di regione (15.973 euro annui), mentre Rende con 17.007 euro annui risulta essere il primo comune della regione Calabria per reddito medio pro-capite, seguito al secondo posto da un altro comune dell'area urbana cosentina, Castrolibero con 16.182 euro annui. [28]

[modifica] Agricoltura

Una bottiglia di Donnici DOC Castello Svevo Bianco

Nel decennio del boom economico italiano (1951/1961) il capuologo fu investito da una notevole espansione edilizia che a causa dell'assenza di un Piano Regolatore funzionale decretò la scomparsa da Cosenza dell'attività agricola che grazie al clima favorevole era abbastanza sviluppata sul territorio, precludendole la strada anche per un futuro sviluppo industriale all'interno dei propri confini comunali. L'unica zona non coinvolta nella cementificazione selvaggia fu quella a sud nelle attuali frazioni collinari di Borgo Partenope, Donnici e Sant'Ippolito. In questa zona si produce il Vino Donnici DOC (uno dei primi vini della Calabria ad aver ottenuto il riconoscimento DOC da parte dell'Unione Europea con decreto del 28 aprile 1975) nelle diverse tipologie: Donnici rosso, Donnici rosso novello , Donnici rosso riserva, Donnici castello svevo. La sua produzione è concentrata da una Cooperativa di produttori e da alcuni imbottigliatori. Dall'ultimo censimento del settore (anno 2.000) risultano nell'area Cosenza-Rende 1,7 aziende agricole ogni 100 abitanti, a fronte delle 9 ogni 100 registrate in provincia e nella regione nel suo complesso (tra l'altro bisogna considerare che nell'area urbana cosentina, il 70% delle aziende- per lo più a conduzione familiare- può contare su una superfice agricola utilizzata inferiore ad un ettaro).

[modifica] Industria

Complesso edilizio lungo Viale Mancini

L'area urbana di Cosenza come la maggiorparte del Mezzogiorno è caratterizzata da un sistema industriale di piccole-medie imprese incentrato su produzioni per il mercato locale e nazionale, che potrebbe essere potenziato notevolmente vista l'abbondanza di risorse scientifiche accademiche nel campo della logistica e della gestione di sistemi complessi di smistamento, della meccanica industriale, dei nuovi materiali e dell'economia applicata. La zona industriale principale è quella del Parco Industriale di Rende dove operano circa 200 aziende di vari settori. Altre aree sono localizzate a sud e a nord del capoluogo, precisamente l'area industriale di Piano Lago di Mangone- Figline in cui erano presenti importanti imprese come la PoltiSud e la DNE, che però nell'ultimo decennio ha subito numerosi momenti difficili che hanno decretato la chiusura di molti stabilimenti, e l'area industriale di Montalto Uffugo. L'industria edilizia è l'attività più sviluppata del settore secondario nell'area urbana Cosenza-Rende anche in virtù della crescita dell'Università e dei nuovi Piani Regolatori Generali che attraverso numerose concessioni edilizie stanno cambiando volto al contesto urbano. Cosenza negli ultimi anni ha modificato il suo skyline puntando verso l'alto e andando incontro ai tempi e ai bisogni che cambiano. È nato a Cosenza nel 2004 il primo edificio in Calabria ad aver sfidato le altezze con i suoi 47,50 metri, il "Brutium Palace" di Viale Busento, che incarna un nuovo aspetto architettonico e coniuga l'estetica e la funzionalità con l’aspetto strutturale tecnologicamente avanzato del fabbricato, con i suoi 14 piani. Un nuovo fabbricato che sarà consegnato nel 2010 su Via Panebianco, battezzato "Skyline Cosenza", stravolgerà le gerarchie architettoniche del sud Italia. Infatti sarà uno dei primi grattacieli da Napoli in giu' per altezza (oltre 75 metri), che si svilupperà con 49 alloggi suddivisi su 25 piani di cui 24 fuori terra ed uno interrato suddiviso a box, mentre essendo l’area d’ingombro sul lotto molto ridotta e contenuta entro il 20% della superficie totale la rimanente parte non occupata sarà adibita a verde attrezzato ed a spazio per uso collettivo. Perseguendo la strada di uno sviluppo innovativo vista la particolarità architettonica dettata dal fatto che il territorio è classificato zona sismica 1, nell'area urbana cosentina sorgeranno altri grattacieli.

[modifica] Terziario

L'isola pedonale di Corso Mazzini nel centro della città

Senza dubbio il settore che fa da traino all'economia cosentina oltre all'impresa edilizia è il terziario che registra un buon numero di impiegati nella pubblica amministrazione, nell'erogazione dei servizi pubblici, in servizi telematici e servizi bancari, e una buona offerta di servizi assicurativi e consulenze legali. Il commercio, punto di eccellenza del settore, è favorito dalla posizione favorevole di Cosenza e dell'area urbana rispetto alle direttrici di trasporto, soprattutto rispetto all' Autostrada A3 ("NapoliReggio Calabria") che fa del capoluogo bruzio uno snodo importante tra Napoli e la Sicilia. Particolarmente redditizio e rinomato è il commercio al dettaglio nonostante nell'area urbana sia presente un discreto numero di centri commerciali, ipermercati, megastore, e diverse grosse catene di franchising; infatti per quanto riguardo lo shopping il centro bruzio (corso mazzini in particolar modo) con le sue boutique importanti e le sue griffes nazionali e internazionali rappresenta un punto di riferimento non solo per la provincia ma anche per l'intero contesto regionale. L'Università con i suoi circa 35.000[29]| studenti rappresenta per tutta l'area urbana fonte di estrema vitalità per quanto riguarda la domanda di servizi avanzati come ricerca e sviluppo ed informatica, la domanda di alloggi e la crescente offerta di locali notturni, con prospettive molto positive anche per la rivitalizzazione delle attività del centro storico in virtù della progettazione della metropolitana leggera Cosenza-Rende-Unical che vedrà la luce tra qualche anno [30].

Un hotel a Quattromiglia nell'area urbana Cosenza-Rende

Poco sviluppato il turismo in relazione alle potenzialità di Cosenza (da ottobre 2008 città d'arte) a causa di gestioni amministrative che hanno incentivato poco e male questo settore. Il suo centro storico apprezzato dai tanti viaggiatori giunti a Cosenza nel corso della sua storia e secondo per estensione nel sud solo a Napoli, è stato definito tra i più belli d'Italia dal critico d'arte Vittorio Sgarbi. Inoltre la città bruzia è situata in una posizione strategica, al centro tra i flussi turistici del Mar Tirreno a ovest e della Sila cosentina nota come Sila Grande (Camigliatello Silano e Lorica (CS) in particolare) a est che distano circa 30 km dal capoluogo e sono ben collegati ad esso grazie alla SS 107. Tuttavia i dati sulle presenze turistiche nell'area urbana hanno fatto registrare degli incrementi abbastanza significativi a partire dagli anni 90, anche con un aumento dei posti letto (erano circa 74.000 nel 2003) e una migliore qualità dell'offerta alberghiera (catene internazionali come Holiday hinn, Home Club Residence ect).

[modifica] Cultura

Liceo classico Bernardino Telesio
« La mia diletta città potrebbe benissimo fare a meno di me, ma sono io che non posso fare a meno di essa. Essa che mi scorre nelle vene e che amo. »

Le radici di Cosenza si perdono nel IV secolo a.C. quando i Bruzi si insediarono sul colle Pancrazio. Nota come l'Atene della Calabria, fu patria del grande umanista Aulo Giano Parrasio, iniziatore della Accademia Cosentina. Inoltre ha dato i natali nel 1508 al filosofo Bernardino Telesio, primo pensatore non-aristotelico e perciò detto "Primo degli Uomini Nuovi", il titolo che gli diede Bacone.

Il dialetto cosentino ha la personalità per ambire a descrivere la letteratura cosiddetta alta. Tra i poeti dialettali spicca Michele De Marco, in arte Ciardullo e del figlio Ciccio De Marco. Lo spirito goliardico dei poeti in lingua è stato ripreso negli ultimi anni da alcuni siti internet cosentini.

Palazzo Caselli Vaccaro, sede della Scuola di Alta Specializzazione Universitaria

I principali poli dell'attività teatrale cosentina sono il Teatro di tradizione A. Rendano , dedicato ad Alfonso Rendano, il Teatro Stabile d'Innovazione della Calabria Centro Rat - Teatro dell'Acquario, nonché lo storico Cinemateatro "Italia" intitolato nel mese di ottobre 2008 al celebre attore cosentino Aroldo Tieri [31] e il Teatro Morelli inaugurato nel mese di novembre 2008 grazie alla ristrutturazione a seguito della crisi degli anni 90 che ne aveva determinato la chiusura dopo oltre sessanta anni e oggi parte integrante della programmazione teatrale cittadina insieme al Rendano e all' Aroldo Tieri [32]. Recentemente è stata creata una grande struttura, denominata Città dei Ragazzi, che prevede numerose attività rivolte ai più piccoli suddivise in quattro diversi edifici, gli "scrigni" (ludoteca, laboratori, municipio, comunicazione e spettacolo, più uno Spazio Verde). Il centro, insieme alla Biblioteca dei Ragazzi e ad alcune ludoteche, è il risultato delle politiche giovanili intraprese dalle ultime amministrazioni.

A Cosenza è inoltre presente una radio libera e popolare chiamata Radio Ciroma che ormai da molti anni è un punto di ritrovo cultural-musicale per le tendenze alternative e giovanili.

[modifica] Accademia Cosentina

Villa Rendano

L'Accademia Cosentina ha lo scopo di diffondere con ogni mezzo e verso ogni direzione, la cultura; valorizzare artisti e scienziati; difendere i grandi valori umani, artistici, scientifici, culturali della società nazionale; essere presente nei dibattiti culturali della città; incoraggiare i giovani sulla via dello sviluppo e della riforma culturale. L'Accademia organizza, una o due volte al mese, conferenze, dibattiti e tavole rotonde. Quest'antica accademia viene fondata a Cosenza nel 1511 da Aulo Giano Parrasio, da cui prende il primo nome: Accademia Parrasiana, e viene dedicata agli studi filosofici e letterari. Dopo la morte di Parrasio (1534), Bernardino Telesio riorganizza l'accademia che viene ribattezzata Accademia Telesiana. Alcuni anni prima della morte di Telesio (che avvenne nel 1588), l'Accademia Telesiana passa sotto il controllo di Sertorio Quattromani, che le dà il nome di Accademia Cosentina.

Casa delle Culture

Intorno al 1593, per conseguenza della cospirazione di Tommaso Campanella, l'accademia Cosentina viene chiusa per decreto del vicario Pedro di Toledo. Nel 1608 tuttavia, la chiesa apre una nuova accademia con il nome di Accademia dei Costanti sotto il padronato di Mons. Costanzo. Questa nuova accademia è, in effetti, un ripristino dell'Accademia Cosentina e continua a esercitare sotto la guida di Mons. Costanzo fino alla sua morte nel 1617. Nel 1649 L'accademia passa nelle mani dell'arcivescovo Giuseppe Sanfelice, che cambia nuovamente il nome dell'accademia in Accademia dei Negligenti, e resterà tale fino alla sua morte nel 1660. Dal 1668 al 1678, sotto la guida del poeta Pirro Schettini, l'accademia torna a chiamarsi dei Costanti. Nel 1756, Gaetano Greco fa rivivere la vecchia accademia dandole il nome di Accademia dei Pescatori Cratilidi, ma questo tentativo di rinascita dura solo fino al 1794. Nel 1811, l'accademia viene ridata alla vita grazie al lavoro di Matteo Galdi che le dà il nome di Istituto Cosentino. Verso la fine del 1817 è il re in persona che darà l'approvazione affinché l'accademia torni a chiamarsi Accademia Cosentina. L' 11 giugno 1871, l'Accademia Cosentina istituisce la Biblioteca Civica di Cosenza, che rimane inattiva fino al 4 marzo 1898, data in cui viene definitivamente inaugurata. Il Presidente dell'accademia, ancora oggi, ricopre anche il ruolo di Presidente del Consiglio di amministrazione della biblioteca.

[modifica] Teatro di tradizione Alfonso Rendano

Teatro A. Rendano
Tipologia Sala a ferro di cavallo con tre ordini di palchi ed una galleria
[[File:{{{Immagine}}}|200px|Immagine del Teatro A. Rendano
]]
Fossa Presente
Capienza 802 posti
Periodo 1909
Progettista Architetto Zumpano
Indirizzo Piazza XV Marzo, Cosenza
Telefono 0984 813227
Sito

Il teatro comunale di Cosenza è dedicato al pianista Alfonso Rendano.

Costruito dal Comune, su progetto dell'architetto Zumpano, nel 1887, fu completato nel 1909 ed inaugurato il 20 novembre dello stesso anno con la rappresentazione dell'Aida di Giuseppe Verdi. Di stile neoclassico ottocentesco, con tre ordini di palchi, spiccavano belle decorazioni pittoriche e in stucco, in particolare sul soffitto, realizzato dal pittore cosentino Enrico Salfi. Nel 1943, una bomba destinata al vicino castello svevo, colpì in pieno il teatro distruggendone il soffitto e danneggiando gravemente tutte le suppellettili.

Interno del teatro

I lavori di ricostruzione iniziarono nel 1953 e nel 1966 venne nuovamente inaugurato con una rappresentazione dell'Aida, come per la prima inaugurazione. Nel 1976 venne riconosciuto Teatro di Tradizione per l'intensa attività sostenuta dal teatro. Tra le parti originali ricordiamo Il sipario storico, dipinto dal napoletano Paolo Vetri nel 1901, e che si conserva ancora oggi, che illustra l'arrivo a Cosenza, nel 1433, del duca di Calabria Luigi III d'Angiò e di sua moglie Margherita di Savoia. Nel 2002-2003 venne nuovamente restaurato e oggi può vantare un'eccezionale varietà artistica.

[modifica] La Città dei Ragazzi

Uno scorcio della Città dei ragazzi

La Città dei Ragazzi viene inaugurata il 24 novembre 2003. Si sviluppa per 33000 metri quadrati nel territorio a nord del comune Bruzio. Una città nella città dedicato ai bambini e ai ragazzi dai 4 ai 17 anni. La struttura è stata realizzata grazie ai finanziamenti del Progetto Urban per il piano di investimenti della comunità europea.
La struttura, è divisa in spazzi all'aperto e spazzi chiusi a forma di cubi di diversi colori:

  • Cubo bianco area sociale che ospita anche il municipio della Città dei Ragazzi
  • Cubo rosso struttura adibita per i momenti ricreativi e ludici
  • Cubo giallo spazio riservato alla comunicazione ed allo spettacolo
  • Cubo azzurro zona dedicata ai laboratori

Le attività della struttura, sostenute dalla Legge N. 285/97 (Disposizioni per la promozione dei diritti e opportunità per l’infanzia e adolescenza), sono tutte dedicate ai giovanissimi. Per questo motivo, la città dei ragazzi svolge un'importante funzione all'interno del tessuto cittadino, e nelle politiche sociali per la città di Cosenza

[modifica] Residenze universitarie nel centro storico

Corso Telesio

È stato raggiunto nel mese di giugno 2008 un importante accordo tra il comune di Cosenza, l'Aterp e l'Unical per le residenze universitarie nel centro storico della città dei Bruzi a partire dall'anno accademico 2008/2009 [33]. I primi alloggi disponibili saranno quelli di palazzo Bombini su Lungo Crati, già restaurato dall’Aterp mentre gli altri edifici storici in via di ristrutturazione con lo scopo di essere adibiti a residenze universitarie sono i palazzi Bombini alla Giostra vecchia, Catizone, De Luca, Stancati-Palma, Francini, Leonetti, Piccolo, Cosentini, tutti di proprietà dell’Aterp. Il comune attraverso l'Amaco fornirà un efficiente e continuo servizio navetta verso l'Università in collaborazione con gli imprenditori privati che svolgeranno altre importanti funzioni di supporto.

Vico Padolisi nel centro storico

L’accordo siglato tra le tre istituzioni pone solidi basi affinché il centro storico di Cosenza, uno dei più apprezzati del mezzogiorno d'Italia, torni ad essere un punto di riferimento importante dell'area urbana tornando agli antichi splendori di qualche anno fa quando rappresentava il cuore pulsante della movida cosentina, attraverso la presenza continua e non sporadica di giovani e studenti universitari in grado di creare nuove forme di aggregazione giovanile e culturale . La città di Cosenza inoltre mira attraverso un rapporto di collaborazione tra le forze pubbliche e private presenti sul territorio a connotarsi sempre di più come città universitaria, contribuendo a migliorare la qualità dei servizi dell'ateneo di Arcavacata di Rende che si conferma nei primissimi posti in Italia (classificazione Censis - La Repubblica) e contribuendo in maniera decisiva al processo d'integrazione tra la zona a nord (in cui sorge l'Università) e quella a sud (il centro storico di Cosenza) dell'area urbana, una città ancora divisa solo dal punto di vista amministrativo ma ormai unica nella vita quotidiana dei cittadini.

[modifica] Musei e gallerie

  • Museo dei Brettii (e degli Enotri) - ex Museo Civico Archeologico

(ubicato nell'ex Convento di Sant'Agostino, quartiere detto della Massa - Centro Storico)

  • Museo delle Rimembranze
  • Museo all'aperto Bilotti (MAB)
Per approfondire, vedi la voce Museo all'aperto.
Fontana di Giugno su Corso Mazzini

Il Museo dei Brettii (e degli Enotri) è il polo culturale della città. Esso contiene una importante collezione numismatica, reperti provenienti dagli scavi cittadini (c.da Villanello, c.da Moio), i corredi della necropoli enotra di Torre Mordillo (i reperti della città enotra sono conservati presso il Museo della Sibaritide), reperti arcaici da edifici sacri di S. Mauro (Corigliano Cal.), più di un centinaio di lucerne romane dalla sorgente votiva della Grotta delle Ninfe di Cerchiara e altri reperti da scavi nel territorio della provincia. Il corso principale della città, Corso Mazzini, è diventato isola pedonale ed ospita adesso una galleria d'arte "en plein air", il Museo all'aperto (MAB - Museo all'Aperto Bilotto, dove l'ultima lettera ricorda il nome del suo ideatore). Si tratta di una serie di sculture di artisti di calibro internazionale donate alla città da un facoltoso collezionista (Carlo Bilotti, morto a New York nel dicembre del 2006 ). Il percorso, che ingloba anche alcune sculture già presenti e quindi estranee alla donazione, inizia in Piazza dei Bruzi e termina in Piazza Bilotti (già Piazza Fera) ed al momento è possibile ammirarvi, tra gli altri, i Bronzi di Sacha Sosno, la Grande Bagnante di Emilio Greco, San Giorgio e il Drago di Salvador Dalì, Ettore e Andromaca di Giorgio De Chirico, Il Cardinale di Giacomo Manzù, quattro Paracarri e la Bifrontale di Pietro Consagra, nonché da dicembre 2007 anche il Lupo della Sila di Mimmo Rotella.

Uno scorcio di Portale Via Gaetano Argento nel centro storico, meglio noto come "Archi di Ciaccio"

Nel mese di novembre 2008 sono state collocate nel tratto sud dell'area pedonale Le Tre Colonne di Sasha Sosno [34], mentre a dicembre dello stesso anno è stata inaugurata la tredicesima scultura del Museo all'aperto donata dalla famiglia Bilotti ai cosentini, la Testa di Medusa di Giacomo Manzù [35]. Ultima in ordine temporale (gennaio 2009) e quattordicesima donazione in assoluto è l'opera Gli Archeologi, la seconda di Giorgio De Chirico presente nel MAB [36].

Il palazzo, iniziato a costruire agli inizi del XVI secolo da Bartolo Arnone, fu venduto allo stato prima del suo completamento. Fu prima sede del Tribunale e della Regia Udienza, e col tempo assunse la funzione di carcere. Dopo il trasferimento del carcere, ed un periodo di abbandono, iniziarono i lavori per l'adattamento della struttura a sede museale. Vi trova collocazione permanente una pinacoteca, con opere di Pietro Negroni, Mattia Preti, Luca Giordano e altri, ed è sede di varie mostre temporanee di alto profilo.

[modifica] Mostre

[modifica] Biblioteche

Per approfondire, vedi le voci Biblioteca Nazionale di Cosenza e Biblioteca Civica di Cosenza.
Piazza XV Marzo: in primo piano la statua raffigurante Bernardino Telesio, sullo sfondo la Biblioteca Civica di Cosenza

Elenco delle principali biblioteche cosentine

La Biblioteca Nazionale di Cosenza inizialmente nasce come sezione distaccata della Biblioteca Nazionale di Napoli per D.M. del 3 novembre 1978. La sua attività ha inizio nel 1985 con l'acquisto dell'ex edificio Seminario Vescovile di Cosenza. Nel 1991, grazie al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Biblioteca Nazionale di Cosenza assume piena autonomia.

La Biblioteca Civica di Cosenza, ha sede nel centro storico della città bruzia, nella splendida piazza XV Marzo, ed è strettamente legata alla storica Accademia Cosentina che la istituì nel 1871. All'interno della Biblioteca è presente la Mediateca di Cosenza.

  • Biblioteca dei Ragazzi
  • Biblioteca dell'Archivio di stato di Cosenza
  • Biblioteca ecclesiastica SS. Crocifisso
  • Biblioteca provinciale di Cosenza
  • Biblioteca arcivescovile del Seminario cosentino
  • Biblioteca del Conservatorio di musica Stanislao Giacomantonio - Convento di Santa Maria delle Grazie
  • Biblioteca del Centro jazz Calabria - Archivio discografico Centro di documentazione sonora
  • Biblioteca della Fondazione Antonio Guarasci
  • Biblioteca della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico - PSAE - Palazzo Arnone
  • Biblioteca del Liceo classico Telesio

[modifica] Monumenti

Il centro storico di Cosenza è degno d'essere visitato. Dalla fontana dei 13 canali si può assaggiare l'acqua proveniente dall'acquedotto dello Zumpo in Sila, leggera e dissetante; lungo il corso Telesio si trovano la Casa delle Culture e il Duomo del 1100, mentre su uno dei sette colli (il Pancrazio) si staglia la figura del Castello Svevo, imponente fortezza anch'essa millenaria che fu roccaforte di Federico II di Svevia, lo "Stupor Mundi", imperatore-magnate profondamente innamorato della città.

Di rilievo anche la biblioteca nazionale e i conventi di San Gaetano e San Domenico con le relative chiese. Interessante è anche Palazzo Arnone sul colle Triglio, ex sede del Tribunale, e del carcere, ora restituito all'antico splendore e trasformato in sede della Galleria Nazionale, presso la quale è possibile ammirare l'originale icona della Madonna del Pilerio protettrice di Cosenza e la Stauroteca, preziosissima croce-reliquiario donata da Federico II alla città in occasione della riconsacrazione della Cattedrale (1222), oltre che opere di vari pittori meridionali tra cui Pietro Negroni, Mattia Preti e Luca Giordano. Ancora in corso i lavori al Complesso Monumentale di Sant'Agostino, che ha già ospitato la mostra Opere della Collezione Bilotti - da Picasso a Warhol e che sarà la sede del costruendo Museo dei Bruzi.

Fontana "13 Canali"

[modifica] Altri monumenti

Statua Italia all'ingresso della Villa Vecchia

Altri luoghi da visitare del Centro Storico e dei suoi immediati dintorni:

[modifica] Cinema area urbana cosentina

cinema
CINEMA
  • Cinema Citrigno (Cosenza)
  • Cinema Garden (Rende)
  • Cinema Modernissimo (Cosenza)
  • Cinema San Nicola (Cosenza)

[modifica] Società

[modifica] Cucina

Per approfondire, vedi la voce cuddrurieddru.

Specialità gastronomica tipica cosentina sono i cuddrurieddri (ciambelle salate preparate per la ricorrenza dell'Immacolata e successivamente in tutto il periodo natalizio), turdiddri e scaliddre (dolci natalizi, il primo, dolce fritto a base di farina, anice e olio, solitamente ricoperto di miele di fichi e di api mescolati, i secondi di glassa di zucchero), Pitta 'mpigliata, fusilli (pasta fresca), pasta e patate ara tijeddra, patate e pipareddre (peperoni) fritte, broccoli di rapa e salsiccia, lagane e ciciari (tagliatelle larghe e ceci). Da provare la pasta fresca con funghi della Sila. Rari i piatti a base di pesce, essendo Cosenza una città dalla tradizione culinaria contadino-montanara: baccalà fritto e spaghetti con alici e mollica di pane fritta sono i più noti. Altri dolci tipici del periodo primaverile (Festa di San Giuseppe) sono i mostaccioli, focacce a base di miele d'api o di fichi, mosto cotto, farina e mandorle, dalle tipiche forme alcune delle quali, come il paniere con fiori, derivanti dalle antiche offerte alle divinità.

[modifica] Eventi e manifestazioni

  • Capodanno Cosentino Da diversi anni il Capodanno cosentino è uno dei più apprezzati e affollati d'Italia poiché ha richiamato artisti di levatura internazionale tra i quali Franco Battiato, Lucio Dalla, Jovanotti, Khaled, Noa e Blues Brothers, Goran Bregović, Gianna Nannini, Irene Grandi, Renzo Arbore, Gigi D'Alessio, Pino Daniele : il tema dei concerti e delle iniziative collaterali è la pace.
  • Fiera di San Giuseppe A marzo, per una decina di giorni, alcune strade della città vicino al centro storico e i lungofiumi accolgono la grande Fiera di San Giuseppe, sempre attesa e amata dai cosentini; questa si sviluppa partendo dalle strade ai piedi del centro storico fino ad arrivare al Viale Parco di recente costruzione (ora viale Giacomo Mancini). Nel 2006 si è avuto un record del numero di espositori con la presenza di circa 750 bancarelle.
    • San Giuseppe Rock In occasione della Fiera di San Giuseppe, inoltre, si tiene un festival musicale chiamato San Giuseppe Rock.
    • Fiera Inmensa o "festa dell'accoglienza", è dedicata ai migranti ed extracomunitari) che nei giorni della Fiera di San Giuseppe giungono numerosi in città per vendere la loro mercanzia.
  • Cupole Geodetiche Cosenza è inoltre dotata di un "quartiere fieristico", le cosiddette Cupole Geodetiche, che ospitano durante l'anno diverse fiere e mostre-mercato importanti per il territorio; l'appuntamento più consolidato è quello con la Fiera Campionaria Nazionale che si tiene nella settimana del 1° maggio.
  • Festa delle Invasioni Si svolge nel mese di luglio nel centro storico. Tra gli ospiti più importanti pervenuti in passato vi sono Patti Smith e Lou Reed.
  • Fiera del Cioccolato Nel mese di ottobre, l'isola pedonale di Corso Mazzini si riempie di stand che espongono cioccolato artigianale, sia locale che nazionale.
  • Raduno Rock Manifestazione interamente dedicata alle esperienze musicali locali. Ideato e organizzato fin dai primi anni '90 dall'emittente comunitaria Radio Ciroma, il Raduno Rock si svolge periodicamente nella storica cornice del Castello Svevo, allo scopo di creare un momento di incontro, festa e conoscenza, tra le decine di gruppi musicali cosentini ed il vasto pubblico dell'hinterland.
  • Sagra del Vino D.O.C Ogni anno si svolge nella frazione di Donnici una sagra del vino D.O.C., animata da bands emergenti,giocolieri di prestigio e vari stands gastronomici.
  • Calabria film festival Si svolge ad ottobre nel capoluogo bruzio.
  • Per la prima settimana di settembre 2007 Cosenza ha avuto ospite Vasco Rossi all'hotel "Holiday Inn" per presentare la Data Zero della seconda parte del suo tour 2007.

[modifica] Vita notturna nell'area urbana cosentina

Piazza Kennedy oggi

Durante gli anni '80 e fino alla metà degli anni '90 nel fine settimana i giovani cosentini si ritrovavano a centinaia nella centrale Piazza Kennedy (attualmente isola pedonale insieme a corso Mazzini) riversandosi su Viale degli Alimena e i locali del centro fino a tarda notte. Nel 1993 con l'elezione a sindaco di Giacomo Mancini che resterà in carica fino al 2002[37], anno della sua scomparsa, il comune di Cosenza si pone l'obbiettivo di rivitalizzare con numerosi iniziative non solo pubbliche ma anche private il centro storico della città dei Bruzi, fiore all'occhiello del territorio per storia e bellezze artistiche. Nel giro di pochi anni nel centro storico rinato a nuova vita dopo l'abbandono degli anni precedenti sorgono numerosissime attività e numerosi pub, ristoranti, pizzerie, locali notturni e iniziative che per circa un decennio fanno della città vecchia il cuore della movida cosentina. In questo periodo il popolo della notte inizia ad affollare dal giovedì sera in poi la centrale Corso Telesio e i suoi locali, la Villa Vecchia soprattutto nel periodo estivo con le sue numerose bancarelle e Piazza Duomo, dalle 22 circa fino alle 4 del mattino animando i vecchi vicoli e le piazze un tempo teatro di tanti eventi che hanno caratterizzato la città. In questi anni di rinascita "Cosenza vecchia" viene dotata di una serie di scale mobili e tapis-roulant per collegare il quartiere dello Spirito Santo a piazza XV Marzo.

Scalinata nel centro storico

È storia recentissima del triennio 2006-2008 il progressivo spopolamento dalla zona a sud dell'area urbana per vari motivi tra i quali la moda, gli standard qualitativi forniti dal comune non più eccellenti come prima (parcheggi, libera circolazione delle macchine nel centro storico di notte, poca organizzazione ect) e lo spostamento del popolo della notte verso la zona nord dell'area urbana. Attualmente il vero cuore della movida cosentina fatta eccezione per alcune zone come Via Caloprese e i locali annessi che pullulano di giovani nel week-end o Viale Marconi, è rappresentato dal quartiere Roges di Rende affollato da mezzanotte in poi ma sono in voga anche le zona di Quattromiglia e Commenda con i loro numerosi locali notturni che fanno gola ai giovani cosentini e in generale ai giovani di gran parte dell'hinterland cosentino e della regione intera.

[modifica] Santa Patrona

Madonna del Pilerio

La Madonna del Pilerio è la Patrona protettrice della città di Cosenza, deve il suo nome alla parola greca "puleros" che vuol dire guardiano. La Madonna del Pilerio è raffigurata in una icona risalente al XII secolo che si trova dal 1607 nella cappella appositamente costruita all'interno del duomo di Cosenza, voluta da Mons. Giovan Battista Costanzo (1591-1617), per favorire l'afflusso dei pellegrini. Il 10 maggio 1981 il duomo di Cosenza venne elevato a santuario della Madonna del Pilerio dall'arcivescovo mons. Dino Trabalzini. Il titolo di Madonna del Pilerio risale al sec. XII dal quadro omonimo, di cui venne riconosciuta l'autenticità tra il 1971 ed il 1979, grazie alla volontà di mons. Enea Selis, che delegò alcuni esperti per un restauro e che ne riconobbero l'autenticità e lo datarono, appunto, al sec. XII. Da questa scoperta si capì che il nome doveva provenire dalla parola greca "puleros" che vuol dire guardiano.

Processione della Madonna del Pilerio

Il culto alla Madonna del Pilerio risale all'anno 1576, quando una devastante epidemia di peste si accanì sulla città di Cosenza facendo numerose vittime. La popolazione ormai allo stremo, visti gli infruttuosi tentativi umani di arginare l'epidemia, si rivolse al Divino. Si narra che un devoto che pregava dinanzi all'antica icona della vergine Maria, posta all'interno del Duomo cittadino, si accorse che sul viso della Madonna si era formato un bubbone di peste. Allertato il Vicario generale dell'epoca, si sparse immediatamente la notizia ed una grande folla si recò ad ammirare con i proprio occhi lo strano evento che venne interpretato come volontà della Vergine di accollarsi la malattia, per liberare la popolazione. La regressione della peste nella città, che avvenne nei mesi successivi, venne interpretata dalla città come vero e proprio miracolo, e la Madonna venne eletta a Patrona Protettrice di Cosenza. La festa patronale di Cosenza non viene celebrata l'8 settembre, data alla quale viene riconosciuta la Natività della Madonna, ma il 12 febbraio, per ricordare il rovinoso terremoto che colpì la Calabria proprio in quella data nel 1854.

[modifica] Luoghi di culto

Chiesa di San Domenico

Principali luoghi di culto cittadini

[modifica] Media e telecomunicazioni nell'area urbana cosentina

Quotidiani Regionali e Provinciali Quotidiani e periodici locali TV area urbana Radio area urbana

(Edizioni di Cosenza e provincia):

[modifica] Enti e istituzioni

A Cosenza è di stanza il 1° Reggimento Bersaglieri

[modifica] Ospedali e cliniche

  • Ospedale Civile dell'Annunziata
  • Ospedale Civile Mariano Santo
  • I.N.R.C.A. Istituto di Ricovero e cura a carattere scientifico IRCCS
  • Casa di Cura "La Madonnina"
  • Policlinico "Sacro Cuore"
  • Casa di Cura "M.Misasi"
  • Casa di Cura "Santoro"
  • Casa di Cura "Scarnati"
  • Casa di Cura "Villa del Sole"
  • Casa di Cura "Villa Ortensia"
  • Casa di Cura "Villa Verde"
  • Casa di Cura "S.Lucia"

[modifica] Riferimenti cinematografici e musicali

Cosenza viene citata nel cinema nei film "Il lupo della sila" con Amedeo Nazzari, Silvana Mangano e Vittorio Gassman; "Il mio miglior nemico" con Carlo Verdone e Silvio Muccino; "Il 7 e l'8" con Ficarra e Picone; e "Il commissario Lo Gatto" con Lino Banfi e Maurizio Micheli. È citata anche nella musica nella canzone "La Paranza" di Daniele Silvestri, nella canzone "C'era un Re" di Edoardo Bennato e nella canzone "Da Cosenza a Milano" di Eugenio Bennato.

[modifica] Sport

[modifica] Principali impianti sportivi

  • Stadio San Vito (calcio)
  • Impianto sportivo Real Cosenza, c/oTorricelli
    • Campo di calcio/rugby in erba
    • Campo di calcio in terra battuta
    • Campo di calcio ad 8 in erba sintetica 3a generazione
    • 2 campi di calcetto in erba sintetica 3a generazione
    • 2 campi coperti polivalenti in gomma dura (tennis, calcetto, pallavolo)
    • Campo centrale polivalente in sintetico 3a generazione (attività federali amatoriali di calcio a 5 e tennis)
  • Impianto sportivo S.S.C. Popilbianco, Via Popilia
    • Campo di calcio in erba sintetica 4a generazione
  • Impianto sportivo FC Marca, Via Popilia
    • Campo di calcio in erba sintetica 3a generazione
    • Campo di calcio ad 8 in erba sintetica 3a generazione
  • Impianto sportivo Pro Cosenza, Via Popilia
    • Campo di calcio in erba
    • Campo di calcio a 7 in erba sintetica 3a generazione
  • Impianto sportivo atletica leggera
    • Pista di atletica a sei corsie
    • campo interno alla pista adibito a sport di atletica leggera
    • Percorso campestre in terra battuta
    • 1 campo di calcetto in erba sintetica 3a generazione
    • 2 campi da tennis
    • Pattinodromo
  • Impianto sportivo natatorio
    • Tipologia impianti al coperto:
      • Vasca 25.00x16.80x2.00
      • Vasca bambini
      • Vasca tuffi 12.50x10.00x4.50
    • Tipologia impianti scoperti:
      • Vasca olimpionica
      • Piattaforme tuffi H. 1.00-3.00-5.00-7.50-10.00
  • Pala "Ferraro" sito in via Popilia (pallavolo, pallacanestro)
  • Palazzetto dello sport di via Casali (calcetto, pallamano, pallavolo, tamburello)
  • Palazzetto dello sport di Donnici (calcetto, pallamano, pallavolo)
  • Miniautodromo
  • Bocciodromo
  • Pattinodromo
  • Impianto sportivo per la scherma

[modifica] Principali società sportive

Per approfondire, vedi la voce Cosenza Calcio 1914.

Calcio:La principale squadra di calcio della città è il Cosenza Calcio 1914 che milita nel campionato di Lega Pro Prima Divisione girone B 2009-10.

Calcio a 5: La principale squadra di calcio a 5 è l'A.S Città di Cosenza che milita nel campionato di serie B 2008/2009. L'altra rappresentante del calcio a 5 cittadino è l'ASD Carpe Diem Cosenza che milita nel campionato di serie C1 2008/2009.

Basket: La squadra di Basket (MC Basket Cosenza) milita nel campionato di Serie C1.

Fortitudo Basket Cosenza vincitrice del campionato di promozione maschile anno sportivo 2007.

Pallavolo: L'Associazione Sportiva Cosenza Pallavolo, milita nel campionato di Serie C.

Pallamano: La squadra di pallamano ("Pallamano Cosenza") milita nel campionato di Serie A2.

  • A Cosenza e in Calabria la pallamano ha fatto la sua apparizione negli anni 1976/1977 grazie al contributo degli allenatori Federico Aretano (allora delegato provinciale della FIGH presso il CONI di Cosenza), Enzo Grano e della Polisportiva Panathlon di Spezzano della Sila.

Pallanuoto: La squadra di pallanuoto ("A.S. Cosenza Nuoto") milita nel campionato di Serie C con un lungo passato in serie A1. La Polisportiva Gnisci milita in serie B.

Rugby: La squadra di rugby "Università Rugby Cosenza" milita nel campionato di Serie C.

Scherma: La squadra di scherma "Club Scherma Cosenza" milita nel campionato di Serie B1.

Boxe: La società che rappresenta la città in questa disciplina è l'AS Boxe Popolare, che svolge la propria attività a contrada Caricchio presso l'ex villaggio del Fanciullo.

Enduro & Motocross: Il Motoclub Calabria Enduro nasce a Cosenza come associazione sportiva nel 2002, dal desiderio di un gruppo di amici di catalizzare l'interesse di tutti coloro che amano il mondo del “tassello” e dalla voglia di avvicinarsi ad attività agonistiche e non solo “fuoristradistiche”. Negli anni il numero degli affiliati è cresciuto dando ragione ai fondatori: creare una struttura organizzata è la giusta idea per fare avvicinare quante più persone all'agonismo. Attualmente il Motoclub organizza gare di Enduro, Supermotard, Cross-Country e può vantare diversi piloti che militano con ottimi risultati nei campionati regionali e nazionali.

[modifica] Eventi sportivi

[modifica] Ciclismo

Le tappe del Giro d'Italia a Cosenza

[modifica] Olimpiadi

Il 29 dicembre 2005 Cosenza è stata tappa del viaggio della Fiaccola olimpica per i Giochi olimpici invernali di Torino 2006.

[modifica] Beach volley

Dal 13 giugno al 15 giugno 2008 si è tenuta, in piazza Bilotti, la prima manifestazione sportiva "Beach Volley in Città".

[modifica] Lavori in corso e opere da realizzare

[modifica] Parco Acquatico del Fiume Crati

Il Parco Fluviale del centro storico

Sono attualmente in corso, iniziati nel mese di aprile del 2008 i lavori per la realizzazione del Parco Acquatico del Fiume Crati che rappresenta un primo stralcio del più ampio programma di Riqualificazione ambientale dei fiumi Crati e Busento, intrapresa dal Comune di Cosenza attraverso l'utilizzo dei finanziamenti ricevuti dalle risorse assegnate alla Regione Calabria dalla delibera Cipe n. 20 del 20 settembre 2004 .Il Progetto si sviluppa su una superficie complessiva di circa 15.000 metri quadrati con un perimetro di circa 600 m. Il progetto consiste nella realizzazione di un Parco Acquatico nell'area dell'esistente Parco Fluviale, alla confluenza tra il Fiume Crati e il Torrente Cardone, al confine Sud del Comune di Cosenza e prevede principalmente le seguenti opere: la realizzazione di un fabbricato con una piscina semiolimpionica coperta, destinata ad attività d'addestramento e riabilitazione; la realizzazione di un locale tecnologico; la sistemazione di tutta l'area esterna del Parco Acquatico con l'inserimento di aree verdi e di parcheggi e il restauro dell'esistente passerella di legno lamellare che collegherà il Parco Acquatico con le strutture sportive esistenti sulla riva opposta del Crati. Nel secondo stralcio verranno realizzate invece due vasche scoperte a completamento di un progetto molto importante nella riqualificazione del centro storico con ricadute importanti sull'aspetto sociale e culturale[38].

[modifica] Piste ciclabili

È stato aperto ad aprile del 2008 anche il cantiere per la realizzazione delle piste ciclabili lungo la riva del Crati. Entro un anno dall'inizio dei lavori i cosentini dovrebbero avere la possibilità di usufruire dell'opera, con la prospettiva per gli amanti dell'attività sportiva, di fare belle passeggiate in bici lungo piste che si espanderanno dall’estremo lato sud del Parco fluviale fino al ponte della Massa (Spirito Santo) e dal ponte Europa fino alle immediate vicinanze del territorio di Rende. Il progetto dell'itinerario naturalistico che si snoda lungo il fiume Crati, precisamente dal torrente Campagnano al fiume Cardone, rientra nei fondi presenti nel Por Calabria e comporterà una spesa di circa 655 mila euro. Nel progetto sono previste anche operazioni di bonifica degli alvei, la realizzazione di sentieri a contatto con la natura, accessi pedonali attraverso rampe in legno o gradinate, molto verde attrezzato con annessi arredi urbani, impianti di irrigazione e naturalmente strutture che possano garantire la sicurezza dei cittadini[39].

[modifica] Viale Parco, Ponte di Calatrava e Planetario

Il progetto del futuro ponte di Calatrava che sorgerà a Cosenza

Nel mese di giugno 2008 sono stati consegnati i lavori per il completamento dell'ultimo km (830 metri per la precisione) di Viale Parco intitolato al compianto Giacomo Mancini nel tratto cosentino che va dalla casa circondariale di Via Popilia al parco Nicholas Green che dovrebbe essere consegnato entro un anno dall'apertura dei cantieri alla cittadinanza. L'ultimo lotto si aprirà e chiuderà con una rotatoria che eviterà la realizzazione di altri semafori:la prima sarà realizzata all'altezza del carcere e disciplinerà il traffico proveniente dallo stesso viale attualmente aperto al traffico e da via Popilia, la seconda che sarà arredata con con fontane e verde attrezzato, all'altezza invece del torrente Campagnano che rappresenta il confine naturali di Cosenza e Rende. Il tracciato sarà realizzato attenendosi all'impianto strutturale del viale già fruibile, due carreggiate per i due sensi di marcia, separata al centro da una fascia di verde attrezzato con pista ciclabile, arredi urbani vari, panchine, aiuole e naturalmente l'impianto di illuminazione. Ad ovest sarà realizzato un controviale con spazi sosta riservati a margine[40].

Un tratto della corsia nord di Viale Giacomo Mancini

Questo nuovo tratto si unirà al viale parco in fase di realizzazione nel comune di Rende attraverso la costruzione di un nuovo ponte di raccordo sul torrente Campagnano che verrà realizzato in sinergia dai comuni di Cosenza e di Rende, collegando il centro storico della città dei Bruzi con l'Unical e Settimo di Montalto Uffugo e quindi creando un'altra infrastruttura fondamentale in chiave area urbana e città unica. Si attende con attesa spasmodica in città anche l'apertura dei cantieri dell'imponente ponte progettato dall'architetto spagnolo Santiago Calatrava e altre opere importanti come il planetario il cui progetto è curato dall'architetto Antonio Monestiroli, preside della facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano, progetto che darà vita ad uno dei planetari più grandi del meridione sui livelli di quelli di Napoli e Palermo, e ad uno dei più innovativi della penisola[41].

[modifica] Metropolitana leggera

Per quanto riguarda il settore della mobilità urbana, particolare importanza riveste la realizzazione della metropolitana leggera di superficie che avrà il compito di collegare in maniera veloce ed efficiente l'area Cosenza-Rende all'università e più in generale la zona a sud di Cosenza con la vasta area a nord[30], opera simbolo dell'area urbana che inizia a diventare realtà. Secondo il tracciato già approvato dai Consigli di Cosenza e Rende, la metro in direzione nord correrà lungo il viale parco Giacomo Mancini che ne costituirà l'arteria preferenziale.

[modifica] Svincolo Cosenza Sud e tangenziale est

Svincolo di Cosenza Centro all'epoca dei lavori di ammodernamento

Programmata la realizzazione dello svincolo autostradale (Autostrada A3 ("SalernoReggio Calabria") ) a sud di Cosenza[23], fondamentale per la realizzazione del nuovo ospedale[42], per liberare la città da gran parte del traffico automobilistico, e bilanciare lo sviluppo del territorio orientato da diversi anni verso nord, quindi indirizzandolo verso sud con lo scopo di valorizzare il centro storico. In questo contesto si inquadra anche la realizzazione della tangenziale est sulla destra del Crati che rappresenterà per l'area urbana cosentina un'altra importante arteria di accesso ed uscita fondamentale per decongestionare il centro urbano e attraversare la città e l'area urbana in tempi ridotti[43].

[modifica] Quartiere fieristico

L'attuale quartiere fieristico (Cupole Geodetiche)e sullo sfondo l'autostrada A3 e l'area urbana cosentina

È in dirittura d'arrivo anche il progetto esecutivo per la realizzazione del quartiere fieristico[44] una struttura moderna, polifunzionale, tecnologicamente avanzata, in grado di garantire all'area urbana cosentina e all'intera regione non solo eccellenze nel campo delle attività produttive, ma anche numerosi servizi di primissimo livello nell'ambito di un sistema fieristico e congressuale. La nuova struttura comprenderà un padiglione espositivo su due livelli con facciata continua in vetro più un interrato, con una superficie coperta di 2.472 metri quadri; ma anche un centro congressi su due livelli interamente inglobati in un giardino pensile con sentieri piantumati, per una superficie coperta di 2.940 metri quadri. Gli spazi espositivi si svilupperanno per 5.100 metri quadri e comprenderanno 5 multisale a piano terra, da 100 a 140 posti, altre 3 multisale al primo piano per un totale di 1.524 posti e, in più, ristorante, bar, laboratori artigianali, depositi ed uffici direzionali.

[modifica] Amministrazione comunale

Consiglio comunale di Cosenza
Il Comune: Palazzo dei bruzi
Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Cosenza.

Sindaco: Salvatore Perugini (centrosinistra) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0984 8131
Posta elettronica: ipe@comune.cosenza.it

  • Assessori:
    • Francesco Ambrogio - Vice Sindaco
    • Anna Maria Nucci, Damiano Cosimo Covelli, Domenico Genise, Roberto D'Alessandro, Alessandra La Valle, Agostino Conforti, Carlo Salatino, Maria Lucente, Maria Vuono, Francesca Bozzo, Salvatore Dionesalvi

[modifica] Circoscrizioni, frazioni e quartieri

Per approfondire, vedi le voci Borgo Partenope, Donnici e Sant'Ippolito (CS).

Le circoscrizioni di Cosenza sono 7.

Le frazioni di Cosenza sono 3: Borgo Partenope, Donnici e Sant'Ippolito. La storia di questi tre centri è molto simile. Tutti e tre nascono intorno al X secolo, quando Cosenza venne invasa varie volte dai saraceni ed i suoi abitanti lasciarono la città per trovare rifugio sulle colline circostanti dando così vita ai famosi Casali cosentini.

I quartieri di Cosenza sono essenzialmente 10, 13 se si contano le frazioni. I quartieri poi sono divisi in piccoli e grandi rioni. A questi quartieri va poi aggiunto il centro città, che va dal Centro Storico ai quartieri a nord, e che comprende il corso principale (Mazzini), l'ospedale, le maggiori piazze (fra cui Bilotta ex Fera ed Europa), e le arterie stradali Misasi (ex via Roma) e viale della Repubblica

  • Centro Storico o Cosenza Vecchia
  • Via Popilia, sicuramente il più popoloso (quasi un terzo dell'intera popolazione)
  • Torrealta, suddiviso in Torrealta superiore ed inferiore
  • Panebianco, che prende il nome dalla via che lo attraversa
  • De Rada,quartiere che prende il nome dalla via che lo attraversa ove vi è l'acquedotto
  • Serra Spiga
  • San Vito, spesso erroneamente confuso con il quartiere adiacente allo stadio San Vito
  • Città 2000
  • Bosco De Nicola
  • Stadio, nel quale è posto anche il quartiere fieristico di Cosenza
  • Gergeri, ex campo nomadi recentemente smobilitato e verso cui sono partite discussioni per una riqualificazione strutturale

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Personalità legate a Cosenza

Per approfondire, vedi la voce Personalità legate a Cosenza.

[modifica] Note

  1. ^ Bilancio demografico aggiornato al 31 Dicembre 2008 (dati Istat)
  2. ^ sito dell'Unical
  3. ^ Luigi Caruso. STORIA DI COSENZA-Edizioni di Storia Patria, 1970
  4. ^ ASCA (agenzia stampa quotidiana nazionale)CITTA'%20D'ARTE
  5. ^ Piano Strategico Cosenza-Rende e area urbana 2008-2020[1]
  6. ^ Comunicato stampa Regione Calabria [2]
  7. ^ Rete aree urbane calabresi [3]
  8. ^ Statistiche del Ministero dell' Università e della Ricerca le statistiche del Ministero dell'Università e della Ricerca
  9. ^ Progetto di legge regionale n. 405 [4]
  10. ^ Intervista del settimanale d'informazione regionale "Mezzoeuro" al professor Ciccone [5]
  11. ^ Giuseppe Boatti, "L'Italia dei sistemi urbani", Electa 2008 [6]
  12. ^ ASCA (agenzia stampa quotidiana nazionale) [7]
  13. ^ Comunicato Stampa Comune di Cosenza[8]
  14. ^ Bilancio demografico aggiornato al 31 Ottobre 2008 dati Istat
  15. ^ Cosenza Meteo - Il portale meteo di Cosenza e provincia [9]
  16. ^ Dati Ecosistema urbano Legambiente
  17. ^ P. MANFREDI, Saggio su la topografia antica su gli antichi abitatori su le vicende e stato attuale della città di Cosenza, Cosenza, Migliaccio, 1844, p.38.
  18. ^ D. ANDREOTTI, Storia dei Cosentini, I, p. 238
  19. ^ Vincenzo Napolillo, STORIA DI COSENZA da luogo fatale a città d'arte, Falco Editore
  20. ^ Istituto di storia del Risorgimento italiano Comitato cosentino, I martiri cosentini del 15 marzo 1844 : celebrazione ad iniziativa della consulta del comitato cosentino del Regio Istituto di storia del Risorgimento italiano: 15 marzo 1937 , Cosenza, SCAT, 1937 .
  21. ^ Felice Venosta, I fratelli Bandiera e loro compagni martiri a Cosenza : notizie storiche , Milano, C. Barbini, 1863 .
  22. ^ Cittadini Stranieri. Popolazione residente per sesso e cittadinanza al 31 dicembre 2007 Comune: Cosenza - Tutti i Paesi [10]
  23. ^ a b Comunicazione istituzionale della Provincia di Cosenza [11]
  24. ^ Comunicato stampa di informazione.it [12]
  25. ^ Sito ufficiale delle Ferrovie della Calabria [13]
  26. ^ Programma operativo Regione Calabria FESR 2007-2013 [14]
  27. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza [15]
  28. ^ Ricchezza dei Comuni
  29. ^ Dati dell'ufficio di statistica del MUR 2006
  30. ^ a b Comunicato stampa Regione Calabria[16]
  31. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza [17]
  32. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza [18]
  33. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza [19]
  34. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza[20]
  35. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza[21]
  36. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza[22]
  37. ^ Sindaci di Cosenza da Wikipedia[23]
  38. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza[24]
  39. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza[25]
  40. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza[26]
  41. ^ Portale web del Comune di Cosenza[27]
  42. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza[28]
  43. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza[29]
  44. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza[30]

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali