Cosenza

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Cosenza
comune
Cosenza – Stemma Cosenza – Bandiera
Scorcio notturno nel centro antico di Cosenza
Scorcio notturno nel centro antico di Cosenza
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Mario Occhiuto (PdL - La Destra) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 39°18′00″N 16°15′00″E / 39.3°N 16.25°E39.3; 16.25 (Cosenza)Coordinate: 39°18′00″N 16°15′00″E / 39.3°N 16.25°E39.3; 16.25 (Cosenza)
Altitudine 238 m s.l.m.
Superficie 37,86 km²
Abitanti 67 760[1] (30-09-2014)
Densità 1 789,75 ab./km²
Frazioni Borgo Partenope, Donnici, Sant'Ippolito
Comuni confinanti Aprigliano, Carolei, Casole Bruzio, Castrolibero, Dipignano, Mendicino, Paterno Calabro, Pedace, Piane Crati, Pietrafitta, Rende, Rovito, Trenta, Zumpano
Altre informazioni
Cod. postale 87100
Prefisso 0984
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078045
Cod. catastale D086
Targa CS
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti Cosentini
Patrono Madonna del Pilerio
Giorno festivo 12 febbraio
Soprannome La città dei Bruzi
Atene della Calabria[2][3][4][5]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cosenza
Cosenza
Posizione del Comune di Cosenza all'interno dell'omonima provincia
Posizione del Comune di Cosenza all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale

Cosenza (Ascolta[?·info], IPA: [koˈzɛnʦa][6], Cusenza [kuˈsɛnʣa] in cosentino) è un comune italiano di 70 185 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia, in Calabria. Nota come "città dei Bruzi" in riferimento alla popolazione che la fondò nel IV secolo a.C. e della quale divenne capitale, è identificata anche come Atene della Calabria[2][3][4][5] per la sua tradizione culturale.

È capofila di una agglomerato urbano comprendente, tra gli altri, i comuni di Rende e Castrolibero. Il sistema urbano cosentino, policentrico ma sostanzialmente unitario, costituisce uno dei principali poli regionali dal punto di vista culturale, socio-economico e della dotazione di servizi.

Riconosciuta nel 2008 come città d'arte dalla Regione Calabria[7], Cosenza racchiude nel proprio centro storico il duomo duecentesco, che nel 2011 è stato dichiarato dell'UNESCO "patrimonio testimone di una cultura e di pace"[8] mentre sull'isola pedonale di Corso Mazzini ospita il Museo all'aperto Bilotti, unico nel suo genere sul territorio italiano.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Confluenza del Busento nel Crati
Comune di Cosenza visto dalla Confluenza dei Fiumi Crati e Busento. In Basso a destra si vedono il Ponte "Mario Martire" e il Piccolo Ponte Pedonale.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Cosenza, il capoluogo di provincia più a nord della Calabria, sorge sui sette colli nella valle del fiume Crati, alla confluenza di quest'ultimo con il Busento. Tale confluenza consente di distinguere l'area dell'insediamento primigenio, posta in alto fino al colle Pancrazio, e la città moderna sviluppatasi lungo la riva sinistra del Crati. Il nucleo storico, meglio conosciuto come Cosenza vecchia, rispecchia la comune facies degli antichi insediamenti collinari, dominata da vicoli erti, stretti e tortuosi lungo i quali si erge un'edificazione fatta da fabbricati minuti e palazzi signorili, arroccati sui colli Pancrazio, Guarassano e Torrevetere, a sinistra del Crati, mentre sono rare le abitazioni su i restanti colli Gramazio, Triglio, Mussano e Veneri.

L'intera area d'insediamento è protetta ad ovest dalla Catena Costiera meridionale (lungo la quale svetta Monte Cocuzzo di formazione dolomitica calcarea e che molti ritengono invece erroneamente un vulcano spento) che separa la città dal Mar Tirreno, e ad est dalla Sila, l'altipiano boscoso in cui vive ancora il lupo, animale totemico della città stessa e simbolo della locale squadra di calcio.

La città si estende su una superficie di 37,2 km², ad un'altezza dal livello del mare pari a 238 m

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Cosenza.
Viale Giacomo Mancini e sullo sfondo il centro storico innevati (dicembre 2010)
Cosenza sotto la neve

La città, ubicata nella valle del Crati a circa 200 metri s.l.m. ma interamente circondata dai rilievi della Catena Costiera, della Sila e del Pollino, presenta un particolare microclima, pressoché non influenzato dal mare, sebbene non lontano. L'inversione termica è quasi una costante della vallata, grazie alla scarsa presenza di venti, da cui risulta riparata proprio a causa dell'orografia del territorio. Le temperature minime, che grazie all'irraggiamento notturno ed all'inversione termica raggiungono valori bassi (se rapportati ad altitudine e latitudine), sono affiancate da massime che, specie in condizioni di calma di vento e nella stagione estiva, risultano molto elevate. L'inverno a Cosenza si presenta abbastanza freddo e sono frequenti le nevicate, anche con considerevoli accumuli[9]. In condizioni anticicloniche, oltre all'escursione termica accentuata sono frequenti foschie o banchi di nebbia, specie nelle zone più basse, e brinate nel periodo invernale; in estate, invece, tendono a generarsi temporali e nubi cumuliformi nelle ore centrali e frequentemente si hanno temperature molto elevate accompagnate da valori di umidità molto bassi.[10]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Cosenza.

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

« Fuit Consentia, ait Strabo, Bruttiorum Metropolis »

(IT)

« Cosenza, dice Strabone, fu la città più importante dei Bruzi »

(Gabriele Barrio[11])
Cosentia è menzionata nel Cippo di Polla, epigrafe romana di età repubblicana

Le origini della città risalgono al IV secolo a.C., quando il popolo bruzio fondò Cosentia (o Consentia) nella Valle del Crati, ritenuta strategica per il controllo dell'area. Il toponimo ricorderebbe il "consenso" che le altre città bruzie espressero nel riconoscerle un ruolo egemonico.[senza fonte] La città si sviluppò rapidamente e giunse ad esercitare il proprio controllo anche sulla Lucania e su quasi tutte le città della Magna Grecia calabra, che caddero una dopo l'altra sotto i continui attacchi dei Bruzi.

Quando il territorio venne sottomesso dai romani, Cosentia divenne un'importante statio lungo la Via Capua-Rhegium. Sotto l'impero di Augusto assunse le caratteristiche di città commerciale che mantenne sino all'età tardo-imperiale. Il re dei Visigoti Alarico, dopo il sacco di Roma del 410, muore a Cosenza venendo sepolto sotto il fiume Busento.

Medioevo ed età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Dipinto raffigurante Cosenza del XV secolo

Trasformata in ducato nel 568, nell'VIII e IX secolo la città fu prima dominio longobardo e poi bizantino, quando assunse il nome di Constantia. Violentemente contesa da saraceni e longobardi, la città fu quasi distrutta e riedificata nel 988. Oppostasi senza troppo successo all'occupazione normanna dell'XI secolo, successivamente divenne ducato degli Svevi, tra le città predilette da Federico II. In età angioina, sebbene mantenesse una certa autonomia, la città attraversò un periodo buio, attanagliata dalla miseria e dal brigantaggio. Solo nel XV secolo fu prescelta da Luigi III d'Angiò come luogo di residenza: in quegli anni Cosenza poté assurgere a fulcro del ducato di Calabria.

Nel periodo aragonese la città divenne capoluogo della Calabria Citeriore, che comprendeva grosso modo l'attuale provincia cosentina. In questo periodo nacque l'Accademia Cosentina che, soprattutto sotto la guida di Bernardino Telesio, divenne una delle principali istituzioni culturali dell'Italia Medidionale. Il XVI secolo vide un impressionante fioritura umanistica e segnò per Cosenza una rinascita intellettuale: in quegli anni la città ottenne l'appellativo di "Atene della Calabria".

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Fucilazione dei Fratelli Bandiera nel Vallone di Rovito

Durante l'età napoleonica la città fu contrassegnata da un orientamento anticlericale e libertario, di matrice fortemente antiborbonica. Con la Restaurazione non mancarono le iniziative liberali e patriottiche che culminarono con la rivolta del 15 marzo 1844. Ad essa si ispirarono i Fratelli Bandiera chem a capo di un gruppo di repubblicani veneziani, cercarono di aiutare i "fratelli calabresi" ad emanciparsi dal giogo borbonico.

Interessata in epoca fascista da un ampio processo di riqualificazione ed espansione urbana, la città patì i ripetuti bombardamenti della seconda guerra mondiale. L'incontrollata espansione edilizia connotò anche il secondo dopoguerra, egemonizzato da classi dirigenti democristiane cui si affiancarono in un secondo tempo i socialisti. Nel 1971 la popolazione residente superò i 100.000 abitanti, contro gli appena 57.000 di venti anni prima: furono quelli anni di abbandono del centro storico cittadino in favore di periferie urbane, spesso prive di servizi. Negli anni successivi Cosenza ha visto un repentino calo della popolazione, a vantaggio dei comuni della cintura urbana.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma della città dei Bruzi

Lo stemma araldico di Cosenza istituito con Decreto del 24 aprile 1941, detto settimonio, D'azzurro al monte all'italiana di sette cime d'oro, raffigura i sette colli d'oro sentinelle dell'indipendenza della città in campo verde e i due fiumi Crati e Busento.

« Consentia Calabriae Citerioris caput, ostendas in signis septem collium, quod in totidem videbatur locata, cum oppidorum corona, quod veluti luxu naturae Romam parvulam effingere connitentis »
(Cesare Recupito, Roma 1670[12])

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Panorama dal centro storico con vista sulla Cupola di San Domenico
Corso Plebiscito in una foto d'epoca
« Cosenza ha interessi e meraviglie che danno la tentazione di girarla tutto il giorno. È inadeguato chiamarla pittoresca; a ogni passo, dall'inizio della strada principale al piede della collina fino al severo castello medievale che ne corona la sommità, c'è da stupirsi e da ammirare. »
(George Gissing, Sulla riva dello Jonio, 1897)

Il centro storico di Cosenza incarna nelle sue forme architettoniche l'apice dell'espansione e della cultura dei Bruzi. Elementi caratteristici della parte antica della città di estensione ragguardevole, nella comparazione con le altre città del Mezzogiorno, sono la concentrazione di edifici monumentali, i numerosi palazzi padronali e di pregio, il disegno urbano, caratterizzato da un dedalo di strette strade che si snodano attorno agli antichi edifici, chiese, conventi, case fortezze, slarghi e piazze. Lo spazio urbano è inserito tra i fiumi Crati e Busento e lo scenario delle colline periurbane cosentine. Dalla fontana dei 13 canali sgorga l'acqua proveniente dall'acquedotto dello Zumpo in Sila; lungo il corso Telesio si trovano la Casa delle culture e il duomo del 1100,dichiarato il 12 ottobre 2011 dell'UNESCO "testimone di una cultura e di pace", mentre su uno dei sette colli (il Pancrazio) si staglia la figura del castello svevo, imponente fortezza anch'essa millenaria che fu roccaforte di Federico II di Svevia, lo "Stupor Mundi", imperatore-magnate profondamente innamorato della città.

Corso Telesio

Di rilievo anche la biblioteca nazionale e i conventi di San Gaetano e San Domenico con le relative chiese. Sul colle Triglio, si trova palazzo Arnone, ex sede del Tribunale, e del carcere, ora restituito all'antico splendore e trasformato in sede della galleria nazionale, presso la quale è possibile ammirare l'originale icona della Madonna del Pilerio protettrice di Cosenza e la Stauroteca, preziosissima croce-reliquiario donata da Federico II alla città in occasione della riconsacrazione della cattedrale (1222), oltre che opere di vari pittori meridionali tra cui Pietro Negroni, Mattia Preti e Luca Giordano. Nel quartiere detto della Massa è ubicato il Museo dei Brettii e degli Enotri un tempo Convento di Sant'Agostino, mentre nella Galleria Santa Chiara sorge il Museo del Fumetto, unico nel suo genere nel meridione d'Italia. La città antica dopo lo sviluppo della Cosenza moderna ha alternato lunghi periodi caratterizzati da degrado ed abbandono ad altri di rinascita, valorizzazione e riqualificazione strutturale. Nel 2013 è stata approvata e finanziata la realizzazione del "Museo di Alarico" attraverso l'abbattimento dell'ex hotel Jolly che deturpava il paesaggio e la riqualificazione della confluenza dei fiumi Crati e Busento[13][14], il cui progetto ha attirato l'attenzione della prestigiosa testata internazionale "Times Europe" e del "Corriere della Sera"[15].

Architetture civili del centro storico[modifica | modifica wikitesto]

[16][17]

  • Casa delle Culture (XVI secolo), Corso Telesio
  • Palazzo del Governo (XVII secolo), Piazza XV Marzo
Alcune architetture civili del centro storico

Originariamente Convento delle Domenicane, questo palazzo storico ubicato nella suggestiva Piazza XV Marzo, fu sede dell' Intendenza Borbonica e della Prefettura cittadina. La Sala consiliare presenta degli affreschi di Federico Andreotti risalenti al 1874. Recentemente restaurato è attualmente sede dell'amministrazione provinciale.

  • Ponte ferrovie mediterranee - calabrolucane - 1895
  • Teatro di tradizione Alfonso Rendano (XIX secolo), centro storico
  • Teatro Morelli
  • Palazzo Arnone (XVI secolo);
  • Palazzo Compagna, piazza Duomo centro storico - 1700
  • Vecchio Palazzo di città (oggi Casa delle Culture) Corso Telesio centro storico - XVII secolo
  • Palazzo Orsomarsi, via Giostra Vecchia centro storico - XVIII secolo
  • Palazzo Bombini, centro storico - XVII secolo
  • Palazzo Giannuzzi-Savelli, piazza Duomo centro storico - XV secolo
  • Palazzo Archi di Vaccaro- XV secolo
  • Palazzo Grisolia
  • Palazzo Persiani, via Vincenzo Gravina - 1500
  • Palazzo Collice, via Tommaso Cornelio
  • Palazzo Magliocchi
  • Palazzo Gervasi
  • Palazzo Maria Greco,
  • Palazzo Vercillo,
  • Palazzo Vitari, Via Gaeta
  • Palazzo Caselli Vaccaro
  • Palazzo Cicala - 1400
  • Palazzo Falvo - 1400
  • Palazzo Quintieri,
  • Palazzo Sersale - 1592
  • Palazzo di Città, ex sede del Decurionato Cittadino e sede municipale fino al 1969 - centro storico 1600
  • Palazzo del Contestabile Ciaccio poi Sedile dei Nobili e infine Palazzo di Giustizia sino alla metà del XVI secolo, centro storico
  • Villa Salfi

Realizzata nella seconda metà dell'Ottocento sorge al limite nord del quartiere delle Paparelle. La facciata è di stile neoclassico con influsso napoletano, in particolare dello stile pompeiano. L'atrio è decorato da due colonne in stile dorico, mentre il resto della facciata è caratterizzata da balconi con stipiti modanati, bugnato piatto regolare, mensole d'arcotrave, fascia marcapiano con la cornice e la trabeazione con fregio, bugnato piatto regolare e triglifi e metope. Enrico Salfi curò i dipinti e gli interni della propria villa[18].

  • Villa Rendano

Sorge al limite sud del quartiere Paparelle e viene completata nel 1891. Si sviluppa su tre piani con volume rettangolare fasciato con disegni a lesene. Il prospetto decorativo della facciata si presenta abbastanza ricco ed ornato, i balconi sono caratterizzati da balaustra in ghisa, e timpani superiori triangolari ed arcuati. È presente inoltre nella facciata una ricca balaustra con cimase d'angolo su cui si erge una vela scenografica ornata in muratura. Anche l'interno si presenta elegante ed ornato con pitture, soffitti dipinti, pannelli decorativi e stucchi della tradizione napoletana dell'Ottocento[18].

Architetture civili del Novecento[modifica | modifica wikitesto]

[18]

Alcune architetture civili del Novecento

A Cosenza l'architettura pubblica e privata nel primo novecento fu caratterizzata da una separazione netta tra le rivisitazioni classiche dell'Ottocento in cui coesistevano le visioni neogotiche e neorinascimentali, e le proiezioni moderne e futuriste. L'architettura dell'espansione urbana dal 1904 al 1934 circa fu quindi segnata dal cosiddetto "eclettismo umbertino" connesso a decorazioni e impianti formali di rivisitazione classica, dal 1935 in poi e nel dopoguerra fu invece contraddistinta da innovazioni formali e da un salto di visione funzionale ad un rinnovamento delle proposte architettoniche in ottica moderna e di qualità. Si raggiunsero dei buoni risultati anche grazie all'apporto di maestranze, professionisti ed architetti esterni che indirizzarono il percorso futuro dell'edilizia cittadina e agli interventi a diretta partecipazione dello Stato. Tra le architetture del Novecento inserite nel contesto urbano sono degne di menzione le seguenti:

  • Palazzo della Cassa di Risparmio, Corso Telesio - 1910

Venne realizzato su Corso Telesio su progetto redatto nel 1904, completato il 1909 e inaugurato nel 1910. L'edificio di notevoli dimensioni si presenta con un portale d'ispirazione classica e una struttura architettonica segnata dal bugnato liscio e lesene di prospetto. L'atrio interno presenta delle colonne marmoree e una bella scalinata principale inserita nel contesto.

  • Edificio ex Banca di Calabria, via Trento - 1912

Edificio che richiama lo stile sobrio di ispirazione coloniale, che emerge anche nella struttura del giardino perimetrale.

  • Banca d'Italia, Corso Umberto - 1916

L'edificio richiama lo stile di ispirazione coloniale sia nella facciata esterna che nel giardino che impegna tutto il perimetro. È caratterizzata da un'impronta neoclassica riconoscibile dall'accentuazione delle cornici orizzontali di piano e dai terrazzi laterali che ne equilibrano il prospetto, l'insieme è completato da un ampio spazio verde attrezzato a giardino.

  • Ferrovie dello Stato edificio della sezione Lavori, Via Piave - 1926

La facciata dell'edificio propone un prospetto caratterizzato da lesene segnate da bugne emergenti che si estendono fino al portale d'accesso. Il disegno complessivo è segnato dalle aperture che si alternano in un rapporto di vuoto e pieno.

  • Edificio ex Banca Popolare Cosentina, Piazza dei Valdesi - 1926

L'edificio opera dell'architetto Giovanni Battista Milani presenta espressioni di recupero rinascimentale e di ispirazione barocca tipiche di fine Ottocento. Il prospetto mostra il portale segnato da due colonne con accenni di timpano curvo, e imponenti decorazioni come l'arco del piano superiore con fregio scultoreo e il bugnato di base. Il salone e l'atrio sono decorati con stucco, ferro lavorato e lavori artigiani che richiamano lo stile classico.

  • Edificio Regie Poste e Telegrafi, Via Rivocati - 1927

È uno degli edifici più imponenti di Cosenza che per la centralità e il servizio pubblico segnava un punto d'incontro tra la città vecchia e la nuova. A pianta trapezoidale, è caratterizzato da elementi architettonici d'ispirazione classica. Il salone interno di forma ovale presenta decori e cornici di ispirazione neoclassica e rinascimentale e lesene scanalate.

  • Hotel Excelsior - 1927

Venne costruito dopo la stazione ferroviaria e presenta un ampio prospetto su Viale Trieste ben curato e caratterizzato da richiami neorinascimentali. La facciata del prospetto principale con relativo decoro superiore di facciata e gli arredi interni sono invece ornati con decori tardo- liberty.

  • Acquedotto del Merone - 1932

Fu progettato dall'ingegnere Tommaso Gualano ed edificato su una collina che domina la città nuova ispirando il richiamo al castello con due torri, con il fine di esaltare il ruolo di rilevante importanza nei servizi urbani di Cosenza. Il prospetto richiama lo stile neogotico e neorinascimentale, l'area annessa fu completata con il verde del Parco delle Rimembranze.

  • Istituto Tecnico Commerciale Nitti (Ex Casa Littoria Michele Bianchi), Piazza Cappello - 1934

La Casa Littoria ripropone il recupero di elementi rinascimentali tipici del tardo Ottocento. Il prospetto principale evidenzia le bugne e lesene a fascia orizzontale, nei piani superiori si ricorre alle finestre con aggetti a timpani triangolari e cornici orizzontali. Nelle sezioni murarie esterne spicca l'apparato decorativo.

  • Villino Castiglione, Rione Bianchi - 1930

Il Villino interpreta lo sviluppo di temi eclettici di quel periodo storico a Cosenza con il recupero formale di stile romanico e rinascimentale soprattutto nell'attuazione esteriore; il taglio grafico infatti è di derivazione romanica mentre i decori e i dettagli di qualità richiamano lo stile rinascimentale.

  • Edificio Unione Agricoltura, Via Piave

Il fabbricato manifesta uno stile del tardo periodo liberty attraverso la facciata esaltata con fascia di sommità ornata di medaglioni senza il ricorso a richiami decorativi. Sulla faccia prospettica di colmo campeggia la denominazione di fabbrica inserita in una vela con sagoma curva, adorna di ghirlande stilizzate.

  • Villa Valentini, Via Alimena - 1935

La villa esprime il ritorno agli assunti di matrice classica anche se senza l'apporto di elementi decorativi. L'impostazione risente ancora dell'articolazione dei volumi nella ricerca di spazi introversi.

  • Palazzo della Camera di Commercio, Industria e Agricoltura - 1935

Rappresenta l'edificio più interessante dell'architettura del Novecento a Cosenza e tra i più significativi dell'architettura contemporanea italiana. La totalità del prospetto centrale su Via Alimena è contraddistinta da una parete curva è raccordata al volume della sala delle adunate con piani orizzontali che ne suddividono le funzioni. La base del corpo di fabbrica a sezione di circonferenza è rivestita con lastre in pietra, mentre l'esposizione seriale delle aperture superiori evidenzia delle griglie riquadrate con cornice a doppia altezza in posizione trasversale all'ingresso. Nella pianta del piano terra risaltano il grande atrio centrale collegato allo scalone a cui fanno da sfondo i pilastri dell'ampia vetrata curva, la sala convegni e il vestibolo d'ingresso in cui sono collocati gli uffici amministrativi e il Salone del Consiglio illuminato dalla griglia centrale di prospetto. Gli interni evidenziano degli eleganti pilastri rivestiti in lastre di marmo, si armonizzano con i pavimenti chiari e il flusso di luce immesso dalla vetrata in vetro cemento; l'arredo interno è complessivamente contraddistinto da un'architettura di qualità mediante l'uso di materiali durevoli.

  • Istituto Magistrale statale "Lucrezia Della Valle" - 1936

Progettato dall'ingegnere Gualano nel 1936, i lavori vennero parzialmente conclusi nel 1941 e completati nel dopoguerra. Il progetto prevedeva su una superficie di 1900 m² 18 aule con servizi complementari, palestra coperta di 240 m² e aree scoperte. Il prospetto è segnato dal "gigantismo" della facciata che si esprime attraverso i grossi pilastri che solcano la facciata di entrata. L'impianto venne raccordato alle strade di piano, Via Somalia, Via Asmara, Via Balilla e l'ingresso su piazza delle Colonie.

  • Palazzo degli Uffici Finanziari, Piazza XI Settembre - 1936

Progettato nel 1929 dall'ingegnere Bonetti in stile neo-rinascimentale, fu ridisegnato dall'architetto Camillo Autore e completato nel 1936. Il prospetto principale è segnato dal riquadro verticale a rilievo dei pilastri per tutta la sua altezza, con un'ampia corte centrale con volume monolitico su cui si apre il sistema delle aperture in modo indistinto. È presente un'ampia gradinata su Corso Mazzini che enfatizza il ruolo istituzionale e monumentale della struttura, mentre all'interno è caratterizzato da un vasto atrio d'ingresso a cui fa seguito una scala semicircolare. Gli ambienti vengono collegati da un ampio corridoio centrale con il cortile aperto.

  • Edificio INPS, Via Isonzo - 1938

La facciata ripropone lo schema del portale su pilastri e della planimetria regolare del tipo a blocco su ampia base di travertino e il sistema originale dei balconi d'angolo curvo fino al terzo livello della facciata. La disposizione simmetrica prevede al centro la scala al servizio degli alloggi superiori.

  • Edificio INAIL, Via Montegrappa - 1939

L'edificio che risale al 1939 presenta l'ingresso su un portico pilastrato in travertino che si stacca dalla facciata dell'edificio stesso. Il prospetto principale invece corre parallelo al marciapiede su via Montegrappa e mostra la qualità innovativa del progetto, attraverso una composizione architettonica che evidenzia il rapporto con il contesto urbano attraverso un uso adeguato dei rapporti spaziali. Sul lato opposto sono presenti gli ingressi degli alloggi su via Sabotino.

  • Palazzo Banco di Napoli, Corso Umberto - 1941

L'edificio venne progettato e poi approvato il 4 luglio 1938 dall'ufficio tecnico del Banco di Napoli - Direzione generale e poi completato nel 1941. Il prospetto principale in cui viene utilizzato sia il travertino che il laterizio, presenta una variante al sistema dei pilastri della facciata, che evidenzia una piccola accentuazione del prospetto nella parte centrale, e la riduzione in altezza dei pilastri in corrispondenza dei vari ingressi. La funzione principale delle attività bancarie viene svolta nel salone centrale arredato da eleganti pilastri in marmo verde, su cui sono posti a filo per tre lati i banconi degli sportelli e i banchi riservati al pubblico realizzati in marmo verde venato; i due piani superiori sono destinati rispettivamente ad uffici della direzione e ad alloggi. L'architettura complessiva dell'edificio richiama l'eclettismo di maniera, per l'utilizzo dei materiali e lo stile proporzionato e misurato nelle linee.

  • Casa Principe - Carino - 1945

Venne progettata dall'architetto Salvatore Giuliani nel 1945 nel centro-città. Alcuni elementi quali oblò e finestre, balconata continua e telaio di sommità appartengono all'architettura modernista, altri quali le lastre trasversali in pietra, il gronde con le verande e lo spazio in arretramento, sono elementi di peculiarità e diversità dalla norma. Innovativo è anche l'utilizzo della pietra non lavorata per i muri trasversali e il contenimento del terreno.

  • Palazzo Rizzo, Piazza XI Settembre - 1947

Si contrappone visivamente al Palazzo degli Uffici Finanziari in Piazza XI Settembre e ripropone il tema del monumentalismo classico che risalta dall'avanzamento del fronte centrale, dalle lastre in pietra chiara del basamento e dai contorni di aperture e balconate.

  • Ponte Mario Martire 1947 (ex ponte San Domenico 1930)
  • Ponte Alarico 1948 (ex ponte vecchio in ferro 1878)
  • Edificio ex INAM, Viale degli Alimena - 1949

L'edificio pubblico evidenzia l'espressività modernista del periodo in cui venne realizzato. La facciata in lastre di travertino propone delle finestre seriale su due ordini e una parete curva che corre lungo l'andamento della strada esaltandone il percorso. Il prospetto a valle invece è segnato da una griglia vetrata trasparente lungo lo scalone interno e sul lato est dove si trova l'atrio.

  • Edificio ex ONMI (Opera Nazionale Maternità Infanzia), Piazza Amendola - 1950

Venne progettato dall'ingegnere Francesco Longobardi e dall'architetto Giuseppe Berardi e venne completato nel 1950. Il prospetto sud-est è caratterizzato da un impianto a sagoma mistilinea e dal raccordo ad angolo curvo con la veranda d'angolo. Nel prospetto centrale è presente un'ampia balconata sorretta da un sistema di pilastri che consente di evidenziare il ritmo delle aperture di facciata. L'impostazione planimetrica ha consentito un largo uso degli spazi esterni, e una suddivisione dei vari ambienti in base alla funzione e alla destinazione d'uso.

  • Palazzo dei Bruzi, Piazza dei Bruzi - 1959

Anche il nuovo Palazzo del Comune è frutto della concezione modernista del tardo periodo razionalista. L'edificio a pianta quadrangolare con la base in marmo scuro, presenta il prospetto principale sul fronte della piazza in cui emerge il porticato, l'apertura delle finestre del corpo superiore e una raffinata ricerca della tessitura dei materiali e dei piani visivi. Lo stile nel complesso è frutto del rapporto prevalente della proporzione e della progettazione degli spazi di qualità tipiche dell'architettura razionalista.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello normanno-svevo (Cosenza).

All'origine, prima della Guerra annibalica, Cosenza, concentrata sul colle Pancrazio e capitale della confederazione delle città bruzie, era caratterizzata dell’assenza di mura difensive e opere di fortificazioni; la sicurezza e la protezione della città era garantita dai borghi della alta valle del Crati che successivamente verranno chiamati Casali cosentini, disposti a forma di corona sui rilievi della pre-Sila in maniera tale da costituire una fortezza naturale. Il rapporto città-campagna era tale da assicurare a Cosenza tutti gli attributi della sovranità, a partire da quella alimentare ed energetica. Sui 380 metri del colle Pancrazio, in fondo all'omonima via, i ruderi del Castello Normanno-Svevo dominano il capoluogo bruzio; venne innalzato dai saraceni forse su rovine della Rocca Bretica, dopo il 1000 d.C.[19].

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Domenico

Ricco di testimonianze religiose è il centro antico sede delle chiese più pregevoli, in primis del Duomo opera del XII secolo, realizzato dall'allora arcivescovo Luca Campano. L'edificio religioso più antico è San Giovanni Battista del X secolo mentre del XIII secolo è la Chiesa, convento e chiostro di S. Francesco d'Assisi ; la Chiesa fa parte di un complesso monastico fondato nel 1217 ed è stata oggetto di modifiche e cambiamenti in epoche successive. Al suo interno sono presenti opere che attraversano un arco temporale molto vasto; risale all'inizio del Quattrocento la tela raffigurante San Francesco di Paola nella sagrestia mentre altri elementi artistici sono collocabili tra il Seicento e il Settecento. Il convento attiguo alla Chiesa è sede del Laboratorio di conservazione per i Beni Ambientali, Artistici e Storici della Calabria ed ospita una importante raccolta di opere d'arte, affreschi e sculture presenti anche nel chiostro. Le principali costruzioni religiose sono del XV secolo, fra queste troviamo la Chiesa e Complesso Monumentale di Sant'Agostino e la Chiesa, convento e chiostro di S. Francesco di Paola che venne costruito ne 1444 da San Francesco di Paola divenendo la sua dimora abituale. L'edificio religioso che sorge sull'omonima piazza è rappresentato da un bel portale in stile gotico ed è ritenuto il secondo santuario dedicato al Santo per importanza. Secondo la tradizione San Francesco di Paola viveva nella grotta posta dietro l'edificio, nota a tutti come "la grotta del santo", in cui si conserva una croce in legno che lo stesso santo vi aveva lasciato. Del secolo successivo sono invece il Chiesa e Convento del Santissimo Crocifisso (o della Riforma), la Chiesa della Madonna del Carmine, la Chiesa di San Domenico, la Chiesa e convento delle Cappuccinelle, il Convento di Santa Maria delle Vergini e la Chiesa del Santissimo Salvatore

Chiesa di Santa Teresa

. La Chiesa della Madonna del Carmine, situata davanti al Palazzo del Municipio, fu di proprietà dei Carmelitani dell'Antica Osservanza in seguito alla donazione da parte di Bernardino Mollica, come si ricava da una bolla di papa Pio V del 1567. Dopo il terremoto e la distruzione del 1635, per volontà dei frati venne ricostruita in grande stile e completata nel 1696. Risale al 1756 un'altra opera di restyling con la quale si realizzò l'altare maggiore impreziosito dal dipinto di S. Maria della Bruna. I terremoti del 1783 con conseguente abbandono dei frati, e del 1854 misero a dura prova la struttura che venne ricostruita in maniera definitiva conservando l'aspetto odierno caratterizzato dallo stile neoclassico. Menzione particolare merita la Chiesa di San Domenico considerata la più pregevole chiesa dopo il Duomo. La Chiesa, parte di un complesso monastico, nacque per volontà della famiglia Sanseverino di Bisignano verso la metà del Quattrocento e nella facciata conserva ancora oggi elementi della costruzione originale, come il rosone e l'arco che incorniciano il portale d'ingresso, in stile gotico. L'interno è caratterizzato da decorazioni riconducibili al tardo barocco, come si evince dagli stucchi, dalla volta a botte e dalla cupola; il coro invece è ascrivibile al periodo medievale. L'interno venne modificato nel Settecento e del periodo in questione vanno menzionate le Sante dipinte da Granata e l'altare maggiore marmoreo accanto al quale si trova la sacrestia, che contiene un coro ligneo del Seicento realizzato da artigiani cosentini. Accanto al portale sono ubicate due cappelle rinascimentali e nella Cappella del Rosario in particolare è presente una copertura di legno dipinta; accanto ad essa è visibile l'altare cinquecentesco della Madonna della Febbre di Giovanni da Nola. Nelle cappelle prossime al transetto si trovano altre opere del Cinquecento, tra queste la rappresentazione di Santa Liberata e dell'Eterno Padre. Degno di menzione è pure l'organo settecentesco in legno decorato che è collocato sulla cantoria. Del XVII secolo è il Convento dei Carmelitani Scalzi mentre altre chiese di rilievo sono la Chiesa di San Nicola che racchiude preziose opere d'arte, il Palazzo Arcivescovile e il Convento delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo in cui operò la Beata suor Elena Aiello, nota come a monaca santa. Un'altra architettura religiosa di pregio è la Chiesa di Santa Teresa completata nel 1978 con il rivestimento esterno in ceramica.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

L'area archeologica di P.tta Toscano a ridosso dell'abside del Duomo di Cosenza

Piazzetta Toscano[modifica | modifica wikitesto]

La più grande area archeologica cittadina per estensione e complessità stratigrafica è rappresentata dai ruderi archeologici di Piazzetta Antonio Toscano[20] nel centro storico alle spalle del Duomo di Cosenza, quasi a ridosso dell'abside, fra la stessa Cattedrale e la Piazza Parrasio antistante la Curia, venuti alla luce dopo i bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale. Al periodo del IV-III secolo a.C., periodo ellenestico in cui Cosenza era capitale dei Bruzi risale un edificio in blocchi parallelepipedi di calcarenite insieme ai resti di strutture abitative utilizzate probabilmente fino al I secolo a.C. Risale al periodo romano la fase più importante della piazza che ne conserva i suoi mosaici; è del periodo imperiale romano infatti la presenza di una articolata domus (casa ricca romana) con tracce significative di eleganti pavimenti in mosaico, pareti decorate da intonaci policromi nei vani più lussuosi, ed altri vani probabilmente utilizzati come magazzini dell'abitazione almeno fino al II-III secolo a.C. Alla fine degli anni 90 avviene il tanto criticato intervento di restyling urbanistico della piazza dell'architetto Marcello Guido[21]; i vetri che attualmente pavimentano la piazza consentono di guardare sotto i piedi e ammirare i ruderi d’epoca romana e pre-romana.

Scavi di San Tommaso[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo di via San Tommaso nel centro storico risalente al XV secolo come si evince dall'architettura dei portali d'ingresso e degli archi ribassati di stile catalano-durazzesco e attualmente sede del settore cultura del comune di Cosenza, è stato oggetto da parte della Sovrintendenza archeologica della Calabria di alcuni scavi al piano terra che hanno evidenziato un opus reticolatum, un troncone di muro romano in opera reticolata che delimitava un grosso edificio romano su cui si è poggiato il palazzo. Oltre ad un grande vano centrale in opus signinum , sono stati recuperati limbi di intonaci dipinti, frammenti di ampolle di vetro e ceramica databili tra il I sec. A.C. al IV sec. D.C. che testimoniano la continuità storica a Cosenza dal 356 A.C. dell'epoca bruzia, ellenistica e romana.

Scavi Biblioteca Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Grazie agli scavi, voluti della Soprintendenza archeologica della Calabria in collaborazione con la Soprintendenza B.A.A.A.S. della Calabria e la Direzione della Biblioteca Nazionale, sono emersi un po' ovunque, sotto i basamenti dell'ex edificio vescovile, resti della metropolis dei Bruzi (o Bretti) risalenti al IV secolo a.C. e della cultura romana che è possibile visitare nei sotterranei della biblioteca stessa. Le sale della biblioteca che custodiscono le emergenze archeologiche sono state restaurate in base ai progetti redatti dall'arch. Roberto Gallo e dall'ing. Vincenzo Divoto

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Fontana collocata al posto della statua di Cesare Baccelli nel centro storico

Altri luoghi da visitare del Centro Storico e dei suoi immediati dintorni:

Vie principali[modifica | modifica wikitesto]

Tratto dell'isola pedonale di Corso Mazzini con museo all'aperto nel centro di Cosenza
Gradinata di Via Arabia con le fontane artistiche nel centro di Cosenza
Statua di Cesare Baccelli nel centro storico, successivamente scomparsa
  • Corso Giuseppe Mazzini

Rappresenta il cuore pulsante e il salotto buono della città moderna e riveste una notevole importanza economico-commerciale per la presenza dei negozi più esclusivi della città e di palazzi stile liberty. Dal 2002 è diventato isola pedonale e sede del Museo all'aperto Bilotti. Da corso Mazzini si diramano numerose vie che lo intersecano perpendicolarmente e conducono verso Via Misasi e Viale Mancini, tra queste la gradinata di Via Arabia adorna delle fontane artistiche con giochi d’acqua e luce[23]. Longitudinalmente rappresenta l'anello di congiunzione del percorso storico-artistico che va da Piazza Bilotti al centro storico.

  • Corso Telesio

Rappresenta il corso più suggestivo di Cosenza vecchia, una tortuosa via che attraversa in salita il nucleo antico della città . Fino al 1898 la prima parte di questa strada, fino alla Piazza Piccola, era nota un tempo come Strada dei mercanti e degli orefici, dove tra gli altri negozi, prevalevano quelli che vendevano stoffe di pura seta, lana, cotone e merci varie, esaltando la sua vocazione artigiana e mercantile. Il corso conserva nelle viuzze interne, spesso con gradinate e sottopassi il fascino della Cosenza del passato.

  • Via Giostra Vecchia

Rappresenta l'anima della Cosenza del Rinascimento. Gli scavi effettuati nella zona nel corso del XIX secolo, la collocano nell'ambito urbano della vecchia città romana e del più antico impianto bruzio. Il sito doveva essere il fulcro delle attività del tempo libero, sfruttando la favorevole posizione pianeggiante, nel periodo successivo divenne sede di uffici pubblici e di palazzi signorili.

  • Corso Umberto
  • Viale Giacomo Mancini
  • Viale Sergio Cosmai
  • Viale Trieste
  • Viale della Repubblica
  • Via Misasi già Via Roma

Piazze[modifica | modifica wikitesto]

Piazza del Duomo (centro storico) in una foto d'epoca
  • Piazza del Duomo

Piazza del Duomo nota anche come Piazza Grande, Piazza del Seggio per la sua vicinanza col "Sedile" e infine dal XVI secolo "Piazza degli aromatici e degli speziali" perché vi si svolgeva la vendita di farmaci confezionati su degli eleganti banconi con bilance, alambicchi e recipienti. Era il cuore pulsante della città dell'Ottocento. Anche oggi rappresenta uno dei luoghi più suggestivi della città, grazie alla presenza del Duomo del 1100.

  • Piazza Parrasio

Piazza Parrasio sorge nel centro storico dopo il palazzo Compagna sulla sinistra del "Corso Telesio" congiungendosi a Piazza Duomo tramite un tratto di strada un tempo nota come "strada degli orefici" per la prevalente presenza di negozi di orefici, gioiellieri ed orologiai. Nella piazza dedicata al famoso umanista cosentino Aulo Giano Parrasio si affaccia il palazzo arcivescovile che appartenne alla famiglia Cicala che lo alienò in favore dell’arcivescovo di Cosenza nel 1523 ed in cui i francesi vi posero l’Intendenza della provincia nel 1811. Con la Restaurazione borbonica, nel 1819, venne spostata nella struttura dell’ex monastero della Madonna di Costantinopoli; il seminario fu fatto costruire a partire dal 1892 dal rettore del tempo Francesco Parise. Passando sotto un imponente portale al cui centro è posto uno stemma nobiliare, si accede agli uffici della Curia. Sulla piazza dove per anni ebbe luogo la vendita di attrezzi agricoli e opere in ferro battuto si affaccia anche Palazzo Spada.

  • Piazza XV Marzo

Piazza XV Marzo nello splendido scenario del centro storico è una delle piazze più rappresentative e suggestive della città dei Bruzi che prende il nome in ricordo dei moti insurrezionali del 15 marzo 1844 quando molti cosentini tentarono l'assalto al Palazzo dell'Intendenza Borbonica trovando la morte. Nella piazza ha sede la biblioteca civica di Cosenza strettamente legata alla storica Accademia cosentina che la istituì nel 1871, il teatro di tradizione Alfonso Rendano, lo storico palazzo del Governo sede della Provincia di Cosenza nonché la Villa Vecchia ed il monumento dedicato al famoso filosofo cosentino Bernardino Telesio. Durante l'anno, alcune delle manifestazioni culturali più importanti della città si svolgono nei pressi della piazza; di queste, la maggiore è probabilmente la Festa delle Invasioni, durante la quale intellettuali e artisti di tutto il mondo si riuniscono in base a un tema preciso.

  • Piazza Archi di Ciaccio

Identificata nel Cinquecento come "Capopiazza" , è nota per gli Archi di Ciaccio sui quali poggia il palazzo del Contestabile Ciaccio, costituito dalla facciata con due arcate ad arco ribassato ed elementi di un terzo arco aragonese risalenti al XV secolo.

Uno scorcio di Portale Via Gaetano Argento nel centro storico, meglio noto come "Archi di Ciaccio"
  • Piazza Piccola o piazza dei Pesci

Piazza Piccola o "Piazza dei pesci" è una piazzetta storica della città vecchia lungo Corso Telesio, circondata da scalinate e bei palazzi, sormontata da un'ampia balconata con ringhiera in ferro battuto, nella quale avveniva la vendita del pesce. Era chiamata "piccola" per distinguerla dalla "grande", ma si chiamò anche dei "mercanti" o delle "chianche", termine che deriva dalle panche sulle quali i macellai lavoravano e vendevano le carni. Alla fine del Cinquecento, come si evince da un disegno rinvenuto alla Biblioteca Angelica di Roma, a fianco delle "chianche", v’era una fontana pubblica detta "dello Mastro Andrea" e nel 1799 vi venne piantato uno degli alberi della libertà.

  • Piazza dei Valdesi

La piazza che si trova nella parte iniziale del centro storico è legata alla strage dei Valdesi di Calabria consumata ai danni del popolo dei valdesi che professava una fede in contrasto con i canoni del Concilio di Trento. Alla fine di giugno del 1561 erano presenti nelle carceri del castello di Montalto Uffugo quasi 1.400 valdesi,[24] mentre proseguiva la caccia agli sbandati. Un altro centinaio di valdesi, rinchiusi nei sotterranei del Castello normanno-svevo (Cosenza), erano in attesa del processo. In quella che è l'attuale piazza Valdesi, il 27 giugno quattro o cinque furono bruciati dopo essere stati unti di resina, affinché «soffrano di più per correzione della loro empietà», e per il 28 giugno era previsto il rogo di cinque donne.[25]. Morì sul rogo il predicatore Bernardino Conte, mentre il vecchio barba Stefano Negrin, destinato a essere mandato di fronte all'Inquisizione di Roma, morì invece di stenti in carcere.[26].

  • Piazza XXV Luglio
  • Piazza dei Follari

Piazza dei Follari che sorse nel 1840 quando venne eliminato il giardino del monastero delle Vergini nel cuore della città vecchia. Le sue origini sono da ricercare nel fatto che in quest’area si vendevano i "follari" o "cuculli", nomi popolari dei bozzoli del baco da seta.

  • Piazza Crispi
  • Piazza Cappello
  • Piazza Tommaso Campanella
Piazza Loreto e sullo sfondo l'omonima chiesa nel centro della città di Cosenza

La piazza è il punto di partenza per la visita alla città più antica in quanto costituisce la linea di demarcazione tra il centro storico e la nuova Cosenza. È dominata dalla chiesa di San Domenico la cui consacrazione risale al 1468 con la sua cupola barocca rivestita di rame dopo l'ultimo conflitto mondiale.

Piazza Europa
  • Piazza dei Bruzi

La piazza ristrutturata nel 1998 ospita palazzo dei Bruzi, il palazzo municipale costruito verso la metà degli anni ’60 e sede attuale del Comune di Cosenza; in precedenza la sede comunale era in corso Telesio. All'ingresso della stessa si nota una scultura realizzata da Palladino che raffigura un elmo di bronzo posto su una vasca piena d’acqua che rievoca la leggenda di Alarico e la sua sepoltura nel letto del fiume Busento.

  • Piazza Matteotti
  • Piazza Kennedy

Piazza Kennedy si apre all'isola pedonale di corso Mazzini, una delle arterie principali del centro di Cosenza, strada di negozi e di passeggio molto amato dai cosentini. Dal 1974 al 2002 ha ospitato il monumento della Pace, l'opera che venne realizzata da Cesare Baccelli e Benito De Luca e rappresentava uno dei luoghi più frequentati dai giovani degli anni ottanta. All'occorrenza questo spazio si trasforma anche in palcoscenico per gli eventi cittadini.

  • Piazza Bilotti

Storica piazza Luigi Fera, piazza centralissima della città che segna l'inizio del percorso del Mab, da giugno 2013 per l'importo di 16 milioni di euro è interessata da una vasta opera di restyling, riqualificazione e rifunzionalizzazione. Il progetto prevede a livello strada una piazza che esalta il Museo all'aperto Bilotti con nuove opere d’arte; al primo livello sottostrada dei laboratori artistici e spazi espositivi, e in parte parcheggi, al secondo livello sottostrada un parcheggio sotterraneo con 306 posti auto[27].

  • Piazza Loreto

È la piazza antistante la chiesa "Sacro Cuore di Gesù e Madonna di Loreto", inaugurata nel 1959 nel centro della città tra Via Caloprese e Via Nicola Serra. La piazza molto frequentata nel tempo libero, ha subito nei primi anni del 2000 un'opera di restyling ed attualmente si presenta con un aspetto moderno ben illuminata e adorna di aiuole con alberi, due fontane e arredi urbani vari.

  • Piazza Europa
  • Piazza Matteotti
  • Piazza Santa Teresa
Fontana di Giuno su Corso Mazzini

È la piazza antistante la frequentatissima chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù edificata nel XX secolo. Si trova in una zona strategica della città perpendicolare a viale degli Alimena e a due passi da corso Mazzini. Dal 2013 è interessata da un'opera di riqualificazione[28].

Fontane[modifica | modifica wikitesto]

  • Fontana dei 13 canali, Centro storico
  • Fontana di Giuno, Corso Mazzini
  • Fontane musicali, Via Arabia
  • Fontana del Balilla, Piazza Crispi - 1934
  • Fontana dei Leoni, Via Montegrappa
  • Fontana della Venere, Villa Vecchia
  • Fontane di Piazza Europa
  • Fontane di Largo Salvatore Perugini, Via Caloprese
  • Fontane di Piazza Loreto
  • Fontana di Piazza dei Bruzi

Statue e monumenti commemorativi[modifica | modifica wikitesto]

Fontana dei leoni via Sabotino
Monumento ai caduti in guerra in piazza della Vittoria
Monumento a Bernardino Telesio, in piazza XV marzo, prospiciente la sede dell'Accademia Cosentina e della Biblioteca civica.
Monumento ai Caduti in guerra
Progettato dall'architetto Nino Bagalà e realizzato dallo scultore Clemente Spampinato, fu inaugurato il 9 maggio 1936 da Vittorio Emanuele III per commemorare i militari morti durante la prima guerra mondiale. Sorge in piazza della Vittoria, nella Villa Nuova, e si compone di un basamento circolare a gradoni in granito della Sila sul quale si innestano tre imponenti parallelepipedi rivestiti di travertino bianco. Le gradinate di raccordo fra i parallelepipedi sono pure in pietra bianca.
Statua di Bernardino Telesio
ubicato nel cuore del centro storico, in piazza XV Marzo, fu realizzato da Achille Orsi nel 1914. La statua bronzea ritrae il filosofo cosentino mentre regge un libro e una penna, attributi della sua attività di studioso. Sul piedistallo in granito della Sila sono applicati dei bassorilievi che riportano alcune fasi della vita di Telesio, in particolare l'arresto patito in giovane età e l'insegnamento della filosofia.
Ara dei Fratelli Bandiera
Fu eretta nel 1937 per ricordare i veneziani Attilio ed Emilio Bandiera e sette loro compagni[29] fucilati il 25 luglio 1844 presso il vallone di Rovito dopo essere giunti in Calabria per dare manforte ai patrioti cosentini già giustiziati il precedente 15 marzo.[30]
Monumento ai martiri
Fu eretto in piazza XV marzo nel 1878 in onore dei martiri dei moti risorgimentali del 1844, per volontà dello scultore Giuseppe Pacchioni, uno dei superstiti del gruppo dei Bandiera. La statua di marmo bianco stringe con il braccio sinistro la bandiera raccolta e con la mano destra (oggi mutila) ed ha il capo cinto da una corona d'alloro che simboleggia l'Italia libera. La lapide sul piedistallo riporta un'iscrizione di Giosuè Carducci e i nomi dei patrioti del 14 marzo e del 25 luglio 1844.
Monumento a Michele De Marco
Il busto bronzeo su base di granito, sito in piazza XXV Luglio, ritrae il poeta satirico cosentino Michele De Marco detto Ciardullo.
Monumento ai caduti del lavoro
Inaugurata nel 1974 in piazza Bonaventura Zumbini, raffigura un operaio mutilato che sorregge un compagno esanime. L'opera, in ferro e bronzo, fu realizzata da Cesare Baccelli ed è circondata da un'aiuola con alcune specie arboree.
Monumento alla Pace
Collocata originariamente in piazza Kennedy e poi spostata in viale Mancini, l'opera di Cesare Baccelli e Benito De Luca, anch'essa risalente al 1974, è composta da lamine metalliche saldate tra loro che rappresentano due colombe con le ali spiegate.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Interno della Villa Vecchia
Statua Italia all'ingresso della Villa Vecchia
Veduta esterna della Villa Nuova
Veduta esterna del Parco fluviale
Scorcio di Viale Mancini

La Villa Vecchia, realizzata nel XVIII secolo su un precedente giardino seicentesco, si estende su circa 30.000 m2 del centro storico nei pressi di piazza XV Marzo. Si sviluppa su più piani, lambendo il colle Guarassano, ed è adorna di alberi secolari, fontane monumentali e statue. Include un'area circolare inizialmente destinata a svolgere la funzione di anfiteatro. La cosiddetta Villa Nuova fu invece realizzata nel 1932 nella città moderna su viale Trieste: ospita il monumento ai caduti e si contraddistingue per la presenza di pini e palme. Ad essa coevo è il Parco delle Rimembranze, realizzato nell'area annessa all'acquedotto del Merone.

Agli anni settanta e ottanta risalgono il centrale parco Morrone, che sorge dove un tempo aveva sede l'impianto sportivo "Emilio Morrone" che funse da stadio cittadino fino al 1963, il parco Corrado Alvaro di via Aldo Moro e il parco Nicholas Green (già parco degli Ulivi) che costeggia il torrente Campagnano al confine con Rende. Nel 1999 fu inaugurato il Parco Fluviale del centro storico, che costeggia il fiume Crati per quasi due chilometri tra il quartiere Spirito Santo e contrada Guarassano. Viale Giacomo Mancini (già viale Parco), risalente al 2001, è una fascia di verde attrezzato estesa per circa 6 km e dotata di pista ciclabile e percorso pedonale. Ulteriori parchi e aree verdi ricadono amministrativamente negli altri comuni dell'area urbana cosentina.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune, che ha con il censimento del 1981 sfiorò i 107.000 abitanti, è stato successivamente interessato da una sensibile deurbanizzazione e in in trent'anni ha perso oltre un terzo dei residenti a vantaggio dei comuni contigui come Rende (33,07% in più rispetto al 1981), Castrolibero (+40%), Mendicino (+74,62%), Montalto Uffugo (+51%), Marano Principato (+129,72%). Tale processo causato dall'espansione della città principalmente verso nord e da una ricerca di una qualità della vita migliore lontano dal caos cittadino, insieme allo sviluppo urbanistico del circondario ha favorito la creazione di un'area urbana integrata di circa 260.000 abitanti, una forma policentrica di agglomerazione in cui sono riscontrabili elementi di continuità fisica, urbanistica, culturale e sociale. Risulta evidente la sproporzione tra il peso demografico del comune capoluogo e la reale dimensione dell'area urbana.[31]. Il territorio è proiettato ormai da anni verso la creazione di un comune unico[32][33]

Abitanti censiti[34]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Il 4,6% della popolazione residente a Cosenza, pari a 3.211 unità, è straniera.[35]Le principali nazionalità sono le seguenti:

Lingua e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto cosentino, come quelli dell'estremità settentrionale della Calabria settentrionale (che corrisponde approssimativamente alla regione storica detta Calabria Citeriore), è di tipo alto-meridionale o napoletano e presenta fonetica e sintassi chiaramente distinte da quelle degli altri dialetti parlati in Calabria. In particolare le peculiarità della pronuncia riguardano le vocali, in generale lunghe e dilatate, e le variazioni dell'intonazione, mentre è molto attenuata l'enfasi sulle consonanti T e C che contraddistingue il resto dei dialetti della regione. Altrettanto caratteristica, rispetto agli altri dialetti meridionali, è l'assenza del passato remoto. La matrice linguistica è in gran parte latina, ma sono chiari i prestiti dal greco, dallo spagnolo e dal francese.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La Vergine del Pilerio
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Madonna del Pilerio e Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.

La religione più diffusa è il cattolicesimo: Cosenza è sede dell'arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, appartenente alla regione ecclesiastica Calabria. La protettrice della città è la Madonna del Pilerio, che deve il suo nome alla parola greca "puleros" che vuol dire guardiano. È raffigurata in una icona del XII secolo che si trova dal 1607 nella cappella appositamente costruita all'interno del duomo di Cosenza, voluta da monsignor Giovan Battista Costanzo (1591-1617), per favorire l'afflusso dei pellegrini. La festa patronale è celebrata il 12 febbraio, anniversario del violento terremoto che nel 1854 risparmiò la città colpendo rovinosamente altri centri della Calabria.

Sono presenti inoltre luoghi di culto della Chiesa evangelica valdese, dei Testimoni di Geova e dalla Chiesa ortodossa.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel capoluogo bruzio è ubicato il 1º Reggimento Bersaglieri.

Istituti
  • Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), "Unità Organizzativa di Supporto", U.O.S. di Cosenza[36].
Ospedali
  • Ospedale Civile dell'Annunziata
  • Ospedale Civile Mariano Santo
  • I.N.R.C.A. Istituto di Ricovero e cura a carattere scientifico IRCCS
  • Policlinico "Sacro Cuore"

Qualità della vita e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Anno Qualità della Vita (Il Sole 24 ORE) Dato riferito alla provincia Ecosistema Urbano (Legambiente)
2008 85º[37] 33° Capoluogo di Provincia[38]
2009 89º[39] 45° Capoluogo di Provincia[40]
2010 88º[41] 55° Capoluogo di Provincia[42]
2011 93°[43] 37° Capoluogo di Provincia[44]
2012 96°[45] 32° Capoluogo di Provincia[46]

Secondo l'indagine Ecosistema Urbano stilata da Legambiente e Ambiente Italia pubblicata su Il Sole 24 ORE, Cosenza dal 2008 si conferma la città più verde in Calabria e in buona posizione per quanto riguarda il Mezzogiorno (Italia). La città dei Bruzi dopo il 33º posto dell'anno 2008, si è collocata al 45º posto complessivo tra i 103 capoluoghi di provincia italiani nella classifica finale e seconda nel sud solo a Caserta[40]. Secondo la stessa indagine del 2010 che si basa su parametri come trasporto pubblico, isole pedonali, zone a traffico limitato, depurazione delle acque, raccolta differenziata, Cosenza è al 55º posto, primo capoluogo in Calabria davanti a Reggio Calabria (86º posto), Catanzaro (88º posto), Vibo Valentia (99º posto) e Crotone penultimo posto (102º)[42]. Nota dolente è il problema atavico della perdita di acqua potabile con percentuali considerevoli[47], a cui le amministrazioni comunali stanno cercando di far fronte negli anni attraverso un programma di lavori di riefficientamento della rete idrica ormai obsoleto[48][49]. Nel mese di gennaio del 2013 Cosenza ha avviato un piano di alleanza con la città di Torino nell'ambito dell'esperienza sulle smart city, "città intelligenti" che investono su servizi ad alto contenuto tecnologico ed alto indice di sostenibilità ambientale[50]. Il progetto "smart city" di cui Cosenza è beneficiaria per un importo di 20 milioni di euro interessa in modo particolare l'isola pedonale di Corso Mazzini, cuore della città moderna[51][52]. Nel 2014 entra a far parte della rete internazionale Civitas 2020 insieme ad altre 24 città italiane e 300 città europee grazie alle politiche perseguite in materia di mobilità sostenibile attraverso l'implementazione di piste ciclabili, bike e car sharing, ZTL e in generale ristrutturazione del trasporto urbano[53]. Per quanto riguarda il tema dei rifiuti solidi urbani, dopo molti anni di problemi relativi alla raccolta e allo smaltimento, dal 2011 il comune ha introdotto con un progetto definitivo la raccolta differenziata porta a porta[54]. Alla XXI edizione di "Comuni Ricicloni" organizzata da Legambiente nazionale del 2014, Cosenza ha ricevuto il riconoscimento "Start up" grazie alla percentuale del 52,5% di raccolta differenziata raggiunta in poco tempo, primo capoluogo in Calabria[55] e tra i più virtuosi del Mezzogiorno[56].

Problemi[modifica | modifica wikitesto]

Tratto sud dell'isola pedonale di Corso Mazzini con museo all'aperto nel centro di Cosenza

Il territorio comunale della città dei Bruzi presenta un elevato tasso di urbanizzazione e risulta quasi completamente edificato, tale fenomeno è all'origine della forte crescita demografica dei comuni limitrofi e in via più generale, dell'intera agglomerazione. Diversi studi di settore tra i quali quello dell'ingegnere Boatti hanno accertato che per motivi di lavoro, studio e tempo libero sulla città convergono quotidianamente circa 50 comuni dell'hinterland cosentino da cui deriva soprattutto nelle ore di punta un'intensa concentrazione di veicoli commerciali e ad uso privato che ha generato problemi di traffico e di congestione a partire dagli anni settanta. Il fenomeno è sensibilmente migliorato consentendo di innalzare il livello di qualità della vita a partire dalla fine degli anni 90' con la realizzazione di Viale Mancini lungo l'asse nord-sud che ha contribuito a decongestionare il centro cittadino e con la pedonalizzazione di Corso Mazzini nel 2002, che oggi è isola pedonale tra le più grandi d'Italia per estensione. Più recentemente (2012) è stato introdotto il servizio delle circolari veloci con bus a metano che viaggiano su sede protetta per disincentivare l'uso dei mezzi privati conseguendo benefici sia in termini di rapidità che di ecosostenibilità urbana[57], c'è un progetto di mobilità sostenibile[58] che mira a potenziare l'area della Stazione Vaglio Lise come polo di scambio intermodale per restituire vivibilità e fruibilità alla zona centrale dell’Autostazione, in cui quotidianamente giungono circa 120 pullman extraurbani[59], e nel 2014 si apriranno i cantieri della metropolitana leggera su ferro per collegare il centro con l'Università della Calabria[60]. Cosenza e la provincia come la maggior parte delle realtà del Meridione d'Italia, anche se in maniera sensibilmente minore rispetto ad altre province della Calabria come si evince dal rapporto semestrale 2008 della DIA, è afflitta dal fenomeno della criminalità organizzata. Lo sviluppo dell'attività criminale ha subito un processo di evoluzione, passando da una forma primitiva di banditismo metropolitano dagli anni 70', ad una realtà organizzata e radicata a partire dagli anni 80'[61].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

« La mia diletta città potrebbe benissimo fare a meno di me, ma sono io che non posso fare a meno di essa. Essa che mi scorre nelle vene e che amo. »
(Bernardino Telesio)
Palazzo Caselli Vaccaro, sede della Scuola di Alta Specializzazione Universitaria

Le radici di Cosenza si perdono nel IV secolo a.C. quando i Bruzi si insediarono sul colle Pancrazio. Nota come l'Atene della Calabria, fu patria del grande umanista Aulo Giano Parrasio, iniziatore dell'Accademia Cosentina. Inoltre ha dato i natali nel 1508 al filosofo Bernardino Telesio, primo pensatore non-aristotelico e perciò detto "Primo degli Uomini Nuovi", il titolo che gli diede Bacone.

Il dialetto cosentino ha la personalità per ambire a descrivere la letteratura cosiddetta alta. Tra i poeti dialettali spicca Michele De Marco, in arte Ciardullo e del figlio Ciccio De Marco. Lo spirito goliardico dei poeti in lingua è stato ripreso negli ultimi anni da alcuni siti internet cosentini.

I principali poli dell'attività teatrale cosentina sono il Teatro di tradizione Alfonso Rendano, dedicato ad Alfonso Rendano, il Teatro Stabile d'Innovazione della Calabria Centro Rat - Teatro dell'Acquario, nonché lo storico Cinemateatro "Italia" intitolato nel mese di ottobre 2008 al celebre attore cosentino Aroldo Tieri[62] e il Teatro Morelli inaugurato nel mese di novembre 2008 grazie alla ristrutturazione a seguito della crisi degli anni novanta che ne aveva determinato la chiusura dopo oltre sessanta anni e oggi parte integrante della programmazione teatrale cittadina insieme al Rendano e all'Aroldo Tieri[63]. Negli anni novanta è stata creata una grande struttura, denominata Città dei Ragazzi, che prevede numerose attività rivolte ai più piccoli suddivise in quattro diversi edifici, gli "scrigni" (ludoteca, laboratori, municipio, comunicazione e spettacolo, più uno Spazio Verde). Il centro, insieme alla Biblioteca dei Ragazzi e ad alcune ludoteche, è il risultato delle politiche giovanili intraprese dalle ultime amministrazioni. La Città ha dato i natali a due celebri artisti della Danza di fama mondiale: Stefano Valentini su cui si sviluppò il metodo Martha Graham e Fabio Gallo, il Coreografo cui si deve la riscoperta della danze Mediterranee, Premio Internazionale per le Arti dello Spettacolo (Teatro Sistina – Roma – 1992). Quest'ultimo ha istituito la Carta della Pace per la Tutela della Memoria e dei Diritti dell'Uomo (Roma 2007). A Cosenza operano inoltre gruppi attivi nel campo dell'informatica come il CSLUG, l'HackLab Cosenza, un'associazione culturale di Retro Computing (Verde Binario) ed è presente una radio libera e popolare chiamata Radio Ciroma che ormai da molti anni è un punto di ritrovo cultural-musicale per le tendenze alternative e giovanili.

Accademia Cosentina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Accademia Cosentina e [[]].

L'Accademia Cosentina, tutt'ora esistente, è tra le più antiche d'Europa[64]. Fu fondata nel 1511 col nome di Accademia Parrasiana da Aulo Giano Parrasio, e si dedica principalmente agli studi filosofici e letterari. Dopo la morte di Parrasio (1534), Bernardino Telesio ne prende le redini, la riorganizza e la ribattezza come Accademia Telesiana. Alcuni anni prima della morte di Telesio (che avvenne nel 1588), l'Accademia Telesiana passa sotto il controllo di Sertorio Quattromani, che le dà il nome di Accademia Cosentina rimasto fino ai giorni nostri[65][66].

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Biblioteca Nazionale di Cosenza, Biblioteca Civica di Cosenza e [[]].
Piazza XV Marzo: in primo piano la statua raffigurante Bernardino Telesio, sullo sfondo la sede dell'Accademia Cosentina e della Biblioteca Civica di Cosenza.
Vista panoramica dell'auditorium del Liceo classico Bernardino Telesio di Cosenza

Elenco delle principali biblioteche cosentine

La Biblioteca Nazionale di Cosenza inizialmente nasce come sezione distaccata della Biblioteca Nazionale di Napoli per D.M. del 3 novembre 1978. La sua attività ha inizio nel 1985 con l'acquisto dell'ex edificio Seminario Vescovile di Cosenza. Nel 1991, grazie al decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, la Biblioteca Nazionale di Cosenza assume piena autonomia.

La Biblioteca Civica di Cosenza, ha sede nel centro storico della città bruzia, ed è strettamente legata alla storica Accademia Cosentina che la istituì nel 1871. All'interno della Biblioteca è presente la Mediateca di Cosenza.

  • Biblioteca dei Ragazzi
  • Biblioteca dell'Archivio di stato di Cosenza
  • Biblioteca ecclesiastica SS. Crocifisso
  • Biblioteca provinciale di Cosenza
  • Biblioteca arcivescovile del Seminario cosentino
  • Biblioteca del Conservatorio di musica Stanislao Giacomantonio – Convento di Santa Maria delle Grazie
  • Biblioteca del Centro jazz Calabria – Archivio discografico Centro di documentazione sonora
  • Biblioteca della Fondazione Antonio Guarasci
  • Biblioteca della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico – PSAE – Palazzo Arnone
  • Biblioteca del Liceo classico Telesio

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema scolastico di Cosenza dispone di 13 Scuole Secondarie di I grado. Le Scuole Secondarie di II grado sono invece 12,[67] tra le quali possiamo citare il Liceo classico Bernardino Telesio e il Liceo scientifico Enrico Fermi.

Università[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Università della Calabria.
Scorcio di alcuni cubi dell'università

Uno dei principali centri culturali dell'area urbana cosentina è l'Università della Calabria, la più antica e più grande delle università calabresi che ha sede a Rende, nel campus universitario più esteso d'Italia[68]. Essa conta circa 40.000 studenti, provenienti prevalentemente dalla Calabria e da altre regioni meridionali. L'università conta 14 dipartimenti nelle aree delle scienze, dell'ingegneria, dell'economia, della farmacia, degli studi umanistici e delle scienze politiche.

Musei e gallerie[modifica | modifica wikitesto]

[69]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Museo all'aperto Bilotti e Museo dei Brettii e degli Enotri.

Il Museo dei Brettii e degli Enotri inaugurato il 17 ottobre 2009[70] nel quattrocentesco complesso monumentale di S. Agostino (quartiere detto della Massa – Centro Storico) è il polo culturale della città e vanta una vasta collezione archeologica proveniente dalla città e da località diverse della sua provincia, abbracciando un ampio arco cronologico: dai resti ossei del Paleolitico superiore delle grotte di Cirella, sino all’oinophoros di età romano imperiale (III secolo d.C.) proveniente da Cosenza[71].

Il corso principale e il salotto della città, Corso Mazzini, è sede dal 2002 di una grande isola pedonale ed oltre ad essere un centro commerciale all'aperto, ospita dai primi anni del nuovo secolo una galleria d'arte "en plein air", il Museo all'aperto Bilotti (MAB), unico nel suo genere non solo in Calabria e nel meridione, ma in tutta Italia. Si tratta di una serie di sculture di artisti di calibro internazionale donate alla città da un facoltoso collezionista (Carlo Bilotti, morto a New York nel dicembre del 2006)[72][73].

Lupo della Sila, opera di Mimmo Rotella nel Museo all'aperto Bilotti
  • Museo del Fumetto

Il Museo del Fumetto, unico museo di questo genere nel sud Italia è ubicato nel centro storico bruzio e precisamente nella Galleria d'arte provinciale Santa Chiara. Al suo interno racchiude personaggi di culto del fumetto italiano come Tex Willer e Dylan Dog e artisti di levatura internazionale come Jim Avignon, Nicola Alessandrini e David Vecchiato che attraverso l'arte contemporanea raccontano il territorio bruzio. Tra i fumettisti italiani veri e propri degne di nota sono le opere di Tanino Liberatore, Angelo Stano, Gianluca Cestaro, Bruno Brindisi, Davide Toffolo con un'opera dedicata a Pasolini, di Ken Parker e Ivo Milazzo autore di un ritratto del cantautore Fabrizio De André, al quale nel museo è dedicata l'esposizione di un'opera con relativa mostra[74].

  • Museo delle Rimembranze
  • Museo Diocesano di Cosenza[75]
  • Museo delle Arti e dei Mestieri della Provincia di Cosenza
  • Museo Interattivo di Archeologia Informatica
  • Museo dello sport
  • Mostra permanente delle Suore Minime della Passione “Suor Elena Aiello
  • Mostra permanente del Laboratorio di Restauro della Soprintendenza dei Beni Culturali
  • Galleria provinciale Santa Chiara
  • Galleria Nazionale di Cosenza "Palazzo Arnone": la Galleria Nazionale di Cosenza ha sede nell'antico Palazzo Arnone, situato sul colle Triglio, in via G. V. Gravina.

Il palazzo, iniziato a costruire agli inizi del XVI secolo da Bartolo Arnone, fu venduto allo stato prima del suo completamento. Fu prima sede del Tribunale e della Regia Udienza, e col tempo assunse la funzione di carcere. Dopo il trasferimento del carcere, ed un periodo di abbandono, iniziarono i lavori per l'adattamento della struttura a sede museale. Vi trova collocazione permanente una pinacoteca, con opere di Pietro Negroni, Mattia Preti, Luca Giordano e altri, ed è sede di varie mostre temporanee di alto profilo.

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Teatro di tradizione Alfonso Rendano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Teatro Alfonso Rendano.
Il Teatro Rendano in P.zza XV Marzo

Il Teatro Alfonso Rendano è dedicato al pianista Alfonso Rendano[76].

Costruito dal Comune, su progetto dell'architetto Zumpano, nel 1887, fu completato nel 1909 ed inaugurato il 20 novembre dello stesso anno con la rappresentazione dell'Aida di Giuseppe Verdi. Di stile neoclassico ottocentesco, con tre ordini di palchi, spiccavano belle decorazioni pittoriche e in stucco, in particolare sul soffitto, realizzato dal pittore cosentino Enrico Salfi. Nel 1943, una bomba destinata al vicino castello svevo, colpì in pieno il teatro distruggendone il soffitto e danneggiando gravemente tutte le suppellettili.

I lavori di ricostruzione iniziarono nel 1953 e nel 1966 venne nuovamente inaugurato con una rappresentazione dell'Aida, come per la prima inaugurazione. Il 16 novembre 1976 il Teatro Comunale “A. Rendano” venne riconosciuto, con decreto del Ministro dello Spettacolo, teatro di tradizione per la qualificata attività culturale e artistica svolta e per il particolare impulso alle locali tradizioni artistiche e musicali. Tra le parti originali ricordiamo Il sipario storico, dipinto dal napoletano Paolo Vetri nel 1901, e che si conserva ancora oggi, che illustra l'arrivo a Cosenza, nel 1433, del duca di Calabria Luigi III d'Angiò e di sua moglie Margherita di Savoia. Nel 2002-2003 venne nuovamente restaurato ed è stato riaperto.

Teatro Morelli[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro Morelli a Cosenza

Noto come Politeama negli anni ‘30, il teatro fu semidistrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e poi riaperto nel dopoguerra. Chiuso a metà degli anni novanta insieme al Consorzio teatrale che vi aveva avviato il suo laboratorio, è stato poi ristrutturato e riaperto nel 2008 con una capienza di 626 spettatori[63]. Dal 2013 il Teatro Morelli è affidato all'organizzazione della Compagnia Scena Verticale[77].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Sede Rai regionale
Studi di Radio Ciroma

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

La sede regionale della Rai ha sede a Cosenza fin dal 1958. Le altre emittenti televisive cosentine, tutte a carattere locale, includono Cam Tele 3, Tele Cosenza, Telestars, Telitalia e Tele Europa Network (TEN).

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Quotidiani:

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

A Cosenza nel 1987 è stato girato il film Uomo contro uomo di Sergio Sollima e nel 2009, in città e sul Tirreno cosentino, il film Vorrei vederti ballaredi Nicola Deorsola.[83].

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La città dei Bruzi è sede del Conservatorio "Stanislao Giacomantonio" intitolato al compositore cosentino Stanislao Giacomantonio[22]. Il 5 maggio 2011 l'artista Franco Battiato ha inaugurato in Piazza Amendola la "Casa della Musica", un'opera che ha trasformato un'ex istituto scolastico in un bell'auditorium da 400 posti, aperto a tutte le esperienze musicali con grande cura per l'acustica. La struttura è gestita dal Conservatorio “Giacomantonio” che mette a disposizione concerti, didattica, ricerca, proposta musicale di qualità in collaborazione con l'amministrazione comunale[84]. A Cosenza è stata dedicata la serenata "Buonanotte Cosenza" del compositore cosentino Giuseppe Giacomantonio, interpretata, tra gli altri, da Claudio Villa, Luciano Tajoli e Giorgio Consolini; la città viene citata anche nella canzone "La paranza" di Daniele Silvestri, nella canzone "C'era un Re" di Edoardo Bennato e nella canzone "Da Cosenza a Milano" di Eugenio Bennato. Ha dato inoltre i natali al noto rapper Mirko Filice, meglio noto come Kiave che, insieme a Dj Lugi, anch'egli cosentino d'adozione, è stato ed è tutt'oggi uno degli esponenti più importanti del rap della penisola.

Planetario[modifica | modifica wikitesto]

Sono in corso (2015) i lavori di costruzione del Planetario di Cosenza che sarà uno dei più grandi del Meridione potendo competere con quelli di Napoli e Palermo e tra i più versatili d'Italia. Nelle intenzioni del progetto verrà intitolato all'astronomo cosentino Giovan Battista Amici, autore del primo scritto che mise in discussione la teoria tolemaica e per molti ispiratore di Copernico, e sarà in grado di soddisfare le richieste educative, teatrali e scientifiche non solo delle attuali generazioni ma di quelle che verranno[85][86].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: cuddrurieddru, Patata della Sila e Cucina calabrese.
Un piatto di cuddrurieddri

La cucina cosentina semplice e fantasiosa, è una cucina influenzata dai progenitori greci e romani fino ad arrivare ai dominatori spagnoli. È caratterizzata da sapori forti e genuini tipici della tradizione contadina calabrese che sfrutta a pieno tutti i prodotti genuini della terra e legata nel genere alla tradizione culinaria silana. Specialità gastronomica cosentina per eccellenza sono i cuddrurieddri (ciambelle fritte salate preparate per la ricorrenza dell'Immacolata e successivamente in tutto il periodo natalizio) che vanno gustati preferibilmente caldi e accompagnati da salumi fatti in casa, formaggi nostrani e naturalmente con un buon bicchiere di vino rosso locale. Il pane locale tra il quale spicca il rinomato e pregiato pane di Mangone e di Tessano nelle sue varianti (ad esempio la pitta ), preparato a lievitazione naturale e cotto al forno a legna accompagna tutte le pietanze dei cittadini bruzi.

Antipasti
Caciocavallo silano e frutti autunnali

Gli antipasti cosentini sono caratterizzati essenzialmente dagli insaccati di carne di maiale tipici, accompagnati dall'antica pratica delle conserve sott'olio e dei prodotti caseari silani come il Caciocavallo silano tipici della gastronomia locale. L'antipasto tipo è caratterizzato principalmente da capiccuaddru (capocollo cosentino), prisuttu crudu (prosciutto crudo cosentino), suprissata (soppressata di Calabria), sazizza (salsiccia cosentina), pancetta, funghi silani sott'olio, melanzane sott'olio, pomodori seccati e olive sott'olio (in particolare le olive ammaccate (olive schiacciate), messe in salamoia, preparate con un po' di piccante, o addolcite con prezzemolo ed aglio; vi sono poi le olive infornate e le olive nere), N'ghiambara (frittata di cipolle e farina senza uova), polpette di carne e di melanzana, pittuliddre (frittelle) ai fiori di zucchine, zuppa di fagioli, melanzane e zucchine grigliate, formaggi silani e latticini vari.

Primi

Tra i primi piatti primeggiano la pasta e patate ara tijeddra, pasta e patate al forno alla cosentina la cui caratteristica è quella di venir cotta a crudo con tutti gli ingredienti (penne a candela, patate, sugo, parmigiano grattugiato, aglio, origano e sale), i fusilli alla cosentina che insieme a diversi tipi di pasta fresca lavorata in casa la domenica (tra queste gli gnocchi preparati con la Patata della Sila ) secondo le vecchie tradizioni vengono conditi con innumerevoli varietà di sughi a base di carne di manzo, vitello, maiale, agnello, cotti con cura in un passato di pomodoro e olio d'oliva e lagane e ciciari ara cusentina (tagliatelle larghe preparate in casa con un impasto di sola acqua e farina di semola, mescolate con ceci che vengono condite con soffritto di aglio, olio e peperoncino). Da provare anche la pasta fresca con i funghi della Sila. Da tradizione il martedì grasso del periodo di carnevale si prepara la pastachina, la lasagna al forno condita tra l'altro con salsiccia locale a pezzetti, caciocavallo silano, soppressata e polpettine di carne fritta. Il primo a base di pesce della tradizione bruzia sono gli spaghetti cù a muddrica con acciughe sotto sale, mollica di pane fritta e peperoncino (solitamente preparato come primo piatto del cenone della vigilia di Natale).

Secondi

Altrettanto gustosi i secondi piatti tra i quali spiccano vruacculi i rapa e sazizza (broccoli di rapa fritti con olio di oliva, sale e peperoncino insieme alla salsiccia cosentina), le costolette d'agnello alla cosentina (preparate con olio, cipolla, pomodori, peperoni e le olive verdi), le mazzacorde alla cosentina preparate con interiora di agnello (trippa, polmone, cuore, milza, budelline, rete) e condite con aglio, peperoncino rosso piccante, pomodori pelati, basilico, origano, olio extravergine di oliva e sale.

Altro secondo piatto in voga anche nel resto della provincia il soffritto alla cosentina, soffritto di maiale preparato con guanciale fresco ed altra carne di maiale con alta percentuale di grasso, olio d'oliva, foglie di alloro, salsa di pomodoro, aglio, aceto e sale. Rari i piatti a base di pesce, essendo Cosenza una città dalla tradizione culinaria contadino-montanara: il secondo per antonomasia è il baccalà alla cosentina (con patate, olive nere, peperoni, salsa di pomodoro, alloro, prezzemolo, sale e pepe) e il baccalà fritto. Utilizzate anche le alici schiattate.

Verdure

Piatto tipico bruzio utilizzato soprattutto come contorno ma talvolta anche nell'antipasto sono le patate 'mbacchiuse(preparate rigorosamente con la rinomata Patata della Sila ), caratterizzato da patate fritte appiccicate tra di loro (mbacchiuse in cosentino) in olio extravergine di oliva con cipolla, origano e sale (alla ricetta di base si possono aggiungere peperoni, funghi porcini o la salsiccia cosentina e a gusto il peperoncino piccante). Le melanzane vengono consumate non solo come conserva sott'olio ma anche fritte con la tradizionale parmingiana i milungiane (Parmigiana di melanzane) e le polpette di melanzana, alla griglia, ripiene con farciture miste di carne, salsa di pomodoro e formaggi (milungiane chine che a Cosenza vengono preparate con caciocavallo e prezzemolo fresco). Molto utilizzati anche i peperoni, consumati fritti come contorno, alla griglia e ripieni (pipi chini).

Pizza

Alla tradizionale pizza calabrese servita in tutta Italia con salame stagionato piccante, mozzarella e pomodoro, si affianca la pizza cosentina generalmente condita con mozzarella, pomodoro, patate, salame stagionato e funghi porcini della Sila.

Dolci

I dolci cosentini per antonomasia e prettamente del periodo natalizio sono i Turdiddri e le Scaliddre (il primo è una specie di gnocco dolce, fritto, a base di farina, anice e olio, solitamente ricoperto di miele o di miele di fichi (altro prodotto tipico della città), le seconde sono dei dolci fritti dove la pasta viene arrotolata a mo' di piccola scala grazie ad un apposito bastoncino di legno e poi ricoperte con il "gileppo" che è in sostanza della glassa di zucchero. Non bisogna dimenticare poi le Chinuliddre (altro tipo di dolce fritto, a forma di piccolo calzone, ripieno di mostarda d'uva o cioccolata preparato soprattutto nel periodo natalizio) e la Pitta 'mpigliata che è un dolce natalizio composto da una sottilissima sfoglia riempita di noci, mandorle, uva passa, miele e attorcigliata su sé stessa a formare una torta. Il dolce viene composto, a volte, come tante piccole rose messe vicine una all'altra a formare una torta. Le Corone fritte o Zeppole sono, invece, le golosità preparate per la festa del papà (San Giuseppe); le Zeppole cosentine sono in sostanza delle ciambelle preparate con burro, farina, uova e decorate infine con crema pasticcera ed un'amarena sciroppata. In genere sono fritte ma vengono cotte anche al forno. Dolci tipici del periodo pasquale sono i Cucùli (in genere sull'impasto, prima della cottura al forno, vengono posizionate una o più uova sode, tipiche della tradizione pasquale), i Mostaccioli (dolci a base di miele d'api o di fichi, mosto cotto, farina e mandorle, dalle tipiche forme alcune delle quali, come il paniere con fiori, derivanti dalle antiche offerte alle divinità) e le Chiacchiere che vengono preparate, invece, a Carnevale. Utilizzati molto anche i fichi, ripieni di mandorle o noci nelle diverse lavorazioni in base alle forme che assumono prendono il nome di "Crucette". Con i fichi vengono anche preparati i "palloni di fichi" che sono sostanzialmente dei fichi cotti al forno in modo da rendere i frutti morbidi e mielosi che poi vengono avvolti in foglie dell'albero di fico a formare una piccola palla. Il dolce più tipico di Cosenza, però, è la "Varchiglia". Questo dolce risale addirittura al 1300. Era un dolce preparato dalle suore, le Carmelitane Scalze . Il dolce è a base di mandorle, zucchero e cioccolato ed ha ancora oggi una tipica forma a barca da cui probabilmente prende il nome. È in sostanza una morbida frolla che racchiude un ripieno fatto con farina di mandorle e zucchero. La Varchiglia viene infine ricoperta con un goloso strato di cioccolato fondente. Da non dimenticare, poi, i "Bucchinotti" che sono preparati per ogni festa o ricorrenza felice. Sono dei piccoli dolcetti di pastafrolla, preparati in apposite formine di metallo, che racchiudono un interno di mostarda d'uva o marmellata. Vengono poi passati nello zucchero a velo.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Un tratto della Fiera di San Giuseppe edizione 2013
Tratto del Lungofiume Boulevard edizione 2013
  • Capodanno Cosentino, con concerti di musica leggera ed eventi collaterali sul tema della pace
  • Fiera di San Giuseppe (marzo). Istituita da Federico II di Svevia nel 1234, la fiera si tiene oggi per una decina di giorni quando centinaia di espositori si dispongono tutt'oggi nelle principali strade nei pressi del centro storico e nei lungofiumi. In occasione della Fiera di San Giuseppe, inoltre, si tiene un festival musicale chiamato San Giuseppe Rock e la Fiera Inmensa (o "festa dell'accoglienza") dedicata ai migranti.
  • La Primavera del Cinema Italiano (aprile), festival cinematografico istituito nel 2007, che culmina con la cerimonia di consegna del Premio Federico II (statuetta che rappresenta l'ottagono, simbolo della storia della città di Cosenza) ai protagonisti del cinema.[87]
  • Fiera Campionaria Nazionale (maggio) presso il quartiere fieristico noto come Cupole Geodetiche.
  • Moda Movie (maggio) per celebrare la relazione tra il mondo della moda e quello delle arti, su un tema diverso di anno in anno. Gli appuntamenti comprendono un concorso internazionale riservato a giovani fashion designer e uno per giovani registi autori di cortometraggi, oltre a workshop, convegni di studi, mostre e installazioni.
  • Lungo Fiume Boulevard (da giugno a settembre), organizzato presso il parco fluviale alle pendici del centro storico con diverse postazioni dedicate allo spettacolo.[88][89][90].
  • Festa delle Invasioni (luglio). Si svolge a luglio nel centro storico, presso Villa Vecchia.[91][92]
  • Gradinate in scena (settembre). Le scalinate di via Alimena si trasformano per l'occasion in una passerella di moda dove non manca anche la riflessione culturale (nel 2010 ad esempio sono state ricordate le vittime del nazismo e lo sterminio degli ebrei).[93].
  • Festa del Cioccolato (ottobre), con esposizione di cioccolato artigianale di eccellenza, lavoratori e spettacoli[94]. La festa, istituita nel 2004 si è spesso tenuta nell'isola pedonale del centralissimo corso Mazzini o nei pressi dei fiumi Crati e Busento alle pendici della città vecchia.[95]
  • Sagra del Vino D.O.C (ottobre), nella frazione di Donnici, per la promozione del vino Donnici D.O.C..[96]
  • Calabria film festival (ottobre).
  • Raduno Rock, interamente dedicato alle esperienze musicali locali. Ideato e organizzato fin dai primi anni novanta dall'emittente comunitaria Radio Ciroma, si svolge presso il castello normanno-svevo.

Persone legate a Cosenza[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Categoria:Nati a Cosenza e Categoria:Morti a Cosenza.

Sono molteplici le personalità di rilievo che, nate o vissute nella città dei Bruzi, hanno lasciato un'impronta importante nel campo della letteratura, dell'astronomia, della poesia, della politica, dell'arte, della filosofia e dello sport. Dall'astronomo Giovan Battista Amici, autore del primo scritto che mise in discussione la teoria tolemaica e per molti ispiratore di Niccolò Copernico, al filosofo Bernardino Telesio che influenzò Tommaso Campanella, Giordano Bruno, Francesco Bacone, Cartesio e Thomas Hobbes, a Giacomo Mancini, esponente di primo piano del Partito Socialista Italiano, eletto svariate volte Ministro della Repubblica. Dall'umanista Aulo Giano Parrasio, fondatore dell'Accademia Cosentina (1511), la seconda del Regno di Napoli e una delle primissime accademie fondate in Europa[64]. Tuttavia molti personaggi, hanno vissuto a lungo o comunque hanno operato significativamente ed hanno stabilito dei saldi rapporti con la città come l'imperatore del sacro romano impero e re di Sicilia Federico II di Svevia ed il re visigoto Alarico I, che secondo la leggenda morì a Cosenza e fu seppellito armato a cavallo e col suo tesoro alla confluenza dei due fiumi Busento e Crati.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo dei Bruzi, sede del municipio di Cosenza
Un tratto di viale Giacomo Mancini, una delle arterie che collega Cosenza e Rende

Con il piano di ampliamento del 1887 prese avvio un primo processo di espansione urbanistica della città che, dopo la costruzione nel 1876 del ponte alla confluenza dei fiumi Crati e Busento, poté estendersi verso la spianata che si estendeva al di là del Busento (Quartiere Carmine). Una seconda, più decisiva, fase di espansione si ebbe dopo la seconda guerra mondiale, quando venne edificata la cosiddetta città nuova, nella quale si riscontrava la giustapposizione di aree di maggiore pregio architettonico ad una periferia popolare, sviluppatasi lungo via Popilia e via San Vito. Fino alla fine degli anni sessanta Cosenza era una città fisicamente autocontenuta. Nei primi anni settanta, la costruzione dell'Università della Calabria nel contiguo comune di Rende rappresentò il nuovo catalizzatore dell'evoluzione urbana cosentina: Cosenza intensificò l'espansione verso nord favorita anche da un territorio pianeggiante, e si trasformò via via in una città policentrica, nella quale il capoluogo andò saldandosi, oltre che a Rende, al comune di Castrolibero, dalla prevalente connotazione residenziale. Negli anni ottanta l'area urbana, sempre più integrata anche nei servizi, ha finito per inglobare altri comuni, tra i quali Montalto Uffugo, Mendicino, Dipignano, Zumpano.

La città moderna si presenta con una maglia ordinata e regolare con vie ampie e rettilinee in direzione nord-sud. A metà degli anni novanta risale il progetto di recupero dell'ex rilevato ferroviario che condusse nel 2001 alla realizzazione di viale Parco (ora via Giacomo Mancini)[97] e nel 2009 della sua prosecuzione nel territorio di Rende, che va sotto il nome di viale Francesco e Carolina Principe.[98] Tale importante asse viario, lungo 6 km, non solo ha garantito il collegamento diretto fra i centri dell'area urbana cosentina, ma ha anche mutato la configurazione del tessuto urbano cosentino, favorendo la ricucitura tra i quartieri della città. Il futuro sviluppo urbanistico ha individuato l'area di contrada Vaglio Lise, già servita da importanti assi viari e dal 1987 dalla nuova stazione ferroviaria, come polo di scambio intermodale e sede del nuovo centro direzionale dell'area urbana.[99]

Area urbana[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Martin Luther King e sullo sfondo centro commerciale nell'area urbana

L'area urbana cosentina menzionata nel Piano strategico Cosenza-Rende e area urbana 2008-2020[100], nel PSU (Piano di Sviluppo Urbano) Cosenza-Rende[101][102], nel Progetto Integrato di Sviluppo Urbano (PISU) riferito all'Asse Città[103][104], nei documenti regionali relativi alla Programmazione Comunitaria 2007-2013 e in molti altri documenti locali rappresenta una realtà vissuta quotidianamente da migliaia di cittadini (250.000 circa) che si muovono in un ambito territoriale molto più vasto dei confini comunali per motivi di lavoro, di studio, di residenza, tempo libero e attività sociali, ma non costituisce ancora un ente giuridico-amministrativo unitario. Essa è il risultato di un graduale processo di conurbazione iniziato negli anni sessanta che ha dato origine all'attuale città policentrica che si estende senza soluzione di continuità (un continuum urbano di edifici, piazze, infrastrutture, residenze e servizi accessori) nei comuni di Cosenza-Rende[105][106] rispettivamente capoluogo di provincia e sede dell'Università della Calabria (primo ateneo calabrese per nascita, prestigio e numero di iscritti[107]), che ne costituiscono il nucleo centrale per densità abitativa, storia, cultura, qualità urbanistica e dinamismo economico e negli altri comuni dell'hinterland cosentino che sono legati al cuore dell'area urbana da un elevato grado di interdipendenza. Negli ultimi anni al concetto di area urbana si è affiancato anche quello di comune unico: il processo di fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero, allo studio da alcuni anni[32][108], darebbe così vita ad una vasta area metropolitana.

Teorie sul sistema urbano cosentino[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Cosenza vista dalla collina di Zumpano

L'area urbana cosentina è oggetto di discussione dagli anni 70', da quando la conurbazione del capoluogo con il suo hinterland è diventata un fenomeno in rapida evoluzione. Il professor Ciccone, docente di Tecnica e Pianificazione Urbanistica all'Università della Calabria attraverso l'utilizzo di parametri tecnico-scientifici, in particolare del criterio geo-morfologico costituito dal bacino della Media Valle Crati, ha individuato un sistema urbano di 36 comuni su 155 totali della provincia per un totale di oltre 200.000 abitanti. I confini di questa elaborazione sono rappresentati da Montalto Uffugo a nord, Piano Lago (Mangone) a sud, le pendici della Catena Paolana a ovest e la Sila a est[109] Un'altra teoria molto recente è quella dell'ingegner Boatti, docente di urbanistica al Politecnico di Milano che nel mese di Febbraio del 2008 ha pubblicato il libro "L'Italia dei sistemi urbani". Secondo le sue elaborazioni l'esatta popolazione del sistema urbano di Cosenza inteso come insieme urbano pluricomunale irrelato (Daily Urban System), perimetrato sui flussi di mobilità intercomunale per motivi di studio o lavoro rilevati dal censimento ISTAT del 2008 a cui è stato applicato un algoritmo di contenimento, è di 268.876 abitanti (53 comuni su 155 della provincia), il più popoloso della Calabria. Questi sono i 53 comuni nel dettaglio: Altilia, Aprigliano, Belsito, Bianchi, Bisignano, Carolei, Carpanzano, Casole Bruzio, Castiglione Cosentino, Castrolibero, Celico, Cellara, Cerisano, Cervicati, Cerzeto, Cosenza Dipignano, Domanico, Figline Vegliaturo, Grimaldi, Lappano, Lattarico, Luzzi, Malito, Mangone, Marano Marchesato, Marano Principato, Marzi, Mendicino, Mongrassano, Montalto Uffugo, Parenti, Paterno Calabro, Pedace, Piane Crati, Pietrafitta, Rende, Rogliano, Rose, Rota Greca, Rovito, San Benedetto Ullano, San Fili, San Martino di Finita, San Pietro in Guarano, San Vincenzo La Costa, Santo Stefano di Rogliano, Scigliano, Serra Pedace, Spezzano della Sila, Spezzano Piccolo, Torano Castello, Trenta, Zumpano[110]

Verso la città unica[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio di Via Rossini e sullo sfondo il Municipio di Rende e la Chiesa San Carlo Borromeo

Dopo la sottoscrizione del "Patto per l'area urbana di Cosenza "[111] del 25 luglio 2008, il 24 marzo 2009 con l'approvazione del Piano Strategico Cosenza-Rende e area urbana 2008-2020 da parte dei consigli comunali di Cosenza e Rende[100], si è data un ulteriore svolta alla realizzazione dell'area urbana e della città unica. L'essenza del Piano Strategico si riscontra nel disegno politico dello sviluppo sostenibile in una prospettiva di medio e lungo periodo, con una visione dell'area urbana Cosenza-Rende imperniata su due poli di eccellenza: il polo di Cosenza, incentrato principalmente su servizi, istruzione e cultura, e quello di Rende, incentrato su università, innovazione e ricerca. L'area Cosenza-Rende rafforza la propria centralità attraverso una serie di relazioni eccentriche: un primo livello ingloba anche i comuni di Montalto Uffugo, Castrolibero, Mendicino e Dipignano; il secondo livello configura le relazioni con l'hinterland dell'area urbana, il terzo il ruolo relazionale dell'area urbana nel vasto quadro provinciale (740.000 abitanti circa), e il quarto stabilisce le interconnessioni con il resto della regione e le aree extra-regionali. Obiettivo principale del Piano è quindi oltre a quello di creare una città universitaria che non implichi più distinzioni tra Cosenza e Rende, la creazione di un'area leader nel mezzogiorno per la qualità urbana, la cultura e l'innovazione in grado di garantire interconnessioni di rilievo nazionale ed internazionale. Un ulteriore step al percorso verso la città unica è stato compiuto a febbraio del 2012 con la presentazione delle opere finanziate per 35 milioni di euro con i fondi Pisu[104] per il rifacimento di Piazza Bilotti[112] a Cosenza e la costruzione di un grande parco acquatico a Rende al confine con il comune bruzio[113]. Nel mese di gennaio 2015 è stato attivato il percorso di linea circolare Cosenza-Rende-Unical che collega i punti nevralgici della città di Cosenza, Rende e l'Università della Calabria con corse effettuate ogni 10, massimo 20 minuti. Il progetto, partito dal capoluogo è stato ideato per offrire un percorso prolungato e frequente il quale rispondesse alle richieste degli utenti, soprattutto studenti, che quotidianamente si spostano lungo l’asse Cosenza-Rende-università.[114].

Abitanti censiti nei sei comuni dell'area urbana cosentina individuati attualmente nel Piano Strategico Cosenza-Rende[115]

Provincia Comune Superficie
(in km²)
Popolazione[116]
Calabria
Provincia di Cosenza Cosenza 37,24 70.044
Rende 54,00 35.779
Montalto Uffugo 78,43 21.083
Castrolibero 11,00 10.275
Mendicino 35,00 9.497
Dipignano 23,00 4.498
TOTALE 238.67 151.176

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Una veduta notturna della città moderna

I quartieri di Cosenza sono essenzialmente 10, 13 se si contano le frazioni. I quartieri poi sono divisi in piccoli e grandi rioni. A questi quartieri va poi aggiunto il centro città, che va dal Centro Storico ai quartieri a nord, e che comprende il corso principale (Mazzini), l'ospedale, le maggiori piazze (fra cui Bilotti ex Fera ed Europa), e le arterie stradali Misasi (ex via Roma) e viale della Repubblica.

  • Centro Storico o Cosenza Vecchia
  • Via Popilia, sicuramente il più popoloso (quasi un terzo dell'intera popolazione)
  • Torrealta, suddiviso in Torrealta superiore ed inferiore
  • Panebianco, che prende il nome dalla via che lo attraversa
  • De Rada, quartiere che prende il nome dalla via che lo attraversa ove vi è l'acquedotto
  • Serra Spiga
  • San Vito, spesso erroneamente confuso con il quartiere adiacente allo stadio San Vito
  • Città 2000
  • Bosco De Nicola
  • Stadio, nel quale è posto anche il quartiere fieristico di Cosenza
  • Gergeri, ex campo nomadi recentemente smobilitato e verso cui sono partite discussioni per una riqualificazione strutturale
  • Carduchianu, quartiere in cui è ubicato il mercato ortofrutticolo e l'Oasi francescana (centro ritrovo per i senza tetto e gli immigrati)

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Le circoscrizioni di Cosenza sono 4.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Borgo Partenope, Donnici e Sant'Ippolito (Cosenza).

Le frazioni di Cosenza sono 3: Borgo Partenope, Donnici e Sant'Ippolito. La storia di questi tre centri è molto simile. Tutti e tre nascono intorno al X secolo, quando Cosenza venne invasa varie volte dai saraceni ed i suoi abitanti lasciarono la città per trovare rifugio sulle colline circostanti dando così vita ai famosi Casali cosentini. Fu costituito anche un quarto centro, limitrofo agli altri 3 e poi divenuto comune a sé stante: Piane Crati.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Cosenza e i comuni della circostante area urbana costituiscono un unicum sotto il punto di vista economico. Sulla base delle dichiarazioni fiscali del 2011, si tratta dell'area con i più elevati redditi pro capite della regione: in particolare, nei comuni di Rende e Cosenza si registrano redditi pro capite superiori a 25.000 euro[117]. Secondo l'indice di benessere redatto da Il Sole 24 ORE, nel 2009 Cosenza risulta la 63ª provincia d'Italia in classifica[118].

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Una bottiglia di Donnici Bianco DOC

Per effetto del tumultuoso consumo di suolo che ha caratterizzato Cosenza a partire dagli anni cinquanta, il settore primario riveste oggi un ruolo secondario nel sistema economico cittadino. Il censimento dell'agricoltura del 2000 ha riscontrato nell'area Cosenza-Rende 1,7 aziende agricole ogni 100 abitanti, a fronte di una media provinciale e regionale di 9 ogni 100 abitanti, il 70% delle quali con una superficie agricola utilizzata inferiore ad un ettaro.

Nell'area sud delle frazioni collinari di Borgo Partenope, Donnici e Sant'Ippolito permane la viticoltura, che consente la produzione del vino Donnici DOC nelle tipologie rosso, rosso riserva, bianco, Donnici rosato e novello.[119] Dal 2011 l'intero territorio della provincia rientra nell'areale dei vini DOP "Terre di Cosenza".[120] Altri prodotti agricoli con riconoscimento DOP sono i fichi di Cosenza, ossia i frutti essiccati di fico domestico del cultivar Dottato[121][122] e l'olio d'oliva Bruzio.[123]

Torre Skyline: il maggiore grattacielo per altezza della regione Calabria

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema industriale cosentino è costituito prevalentemente da piccole e medie imprese operanti nell'agroalimentare, nel manifatturiero e nei servizi tecnologici. Nel parco industriale di Rende, esteso per 500 ettari, operano circa 300 aziende.[124]. Altre sono ubicate nell'area industriale di Montalto Uffugo e nel nucleo industriale di Piano Lago di Mangone-Figline.

Nell'area urbana di Cosenza la principale attività del settore secondario è tuttora l'industria edilizia, che ha beneficiato delle ricadute derivanti dai piani urbanistici generali orientati a incidere profondamente sull'immagine urbana della città e dei centri vicini. Al 2011 risale la l'inaugurazione della Torre Skyline, alta 77 metri e pertanto tra i più alti edifici del Mezzogiorno.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

L'isola pedonale di Corso Mazzini nel centro della città

Una cospicua frazione della forza lavoro di Cosenza è impiegata nel settore terziario pubblico e privato. Sotto il profilo commerciale, la città costituisce un punto di riferimento per l'intera Calabria settentrionale, favorita dalla buona dotazione di infrastrutture di trasporto. Un altro volano dell'economia cosentina è l'università, in grado di generare una cospicua domanda di servizi per gli studenti nonché un elevato fabbisogno di terziario avanzato. In particolare, il distretto tecnologico cosentino, costituito da 900 piccole imprese specializzate nell'ITC, rende la provincia di Cosenza la quinta in Italia tra i sistemi locali del lavoro specializzati nel settore informatico.[125]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Vico Padolisi nel centro storico

Il riconoscimento regionale di Cosenza come "città d'arte", arrivato nel 2008,[7] denota le potenzialità turistiche della città, che tuttavia sono in gran parte inespresse. Nonostante la posizione baricentrica di Cosenza tra la costa tirrenica, la piana di Sibari e le aree montuose del Pollino e della Sila, queste aree hanno potenzialità turistiche che non collimano con quelle di taglio prevalentemente culturale, storico-artistico e di affari che connotano Cosenza. Nel 2010 le presenze registrate in città sono state 50.000, per soggiorni in media di due giorni[7] Un'indagine demoscopica promossa nel 2013 dalla Regione Calabria ha rivelato tuttavia che Cosenza è la terza località turistica prescelta nella regione, dopo Tropea e Reggio Calabria.[126]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

L'area urbana cosentina per quanto riguarda mobilità e trasporti rappresenta uno dei principali nodi del trasporto calabrese: infatti nell'area convergono l'Autostrada A3, la SS 107, la Strada statale 19 delle Calabrie, la S.S. 19 bis e due linee ferroviarie. Queste arterie di rilevanza regionale e nazionale determinano un consistente traffico di attraversamento sulla direttrice Tirreno-Ionio che si sovrappone al flusso locale della conurbazione cosentina. Sono in corso anche i lavori di costruzione della superstrada Cosenza - Sibari[127][128].

Le principali arterie che attraversano il comune sono:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Paola-Cosenza.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il terminale dei bus nel centro di Cosenza
  • La rete di trasporti pubblici nell'area urbana cosentina è gestita da:
  • AMACO SpA che gestisce l'intera città di Cosenza e parte di Rende e Castrolibero. Gli autobus in servizio sono caratterizzati dal color "Rosso Londra", molti dei quali alimentati a metano. Da febbraio 2012 l'AMACO Spa gestisce anche il servizio di Circolare Veloce con due linee di bus a metano, la verde e la blu, una da Cosenza a Rende (CVR) e ritorno, l’altra da Cosenza a contrada Andreotta di Castrolibero (CVC) e ritorno che consegue benefici sia in termini di rapidità nel trasporto che di ecosostenibilità urbana[57]. Da gennaio 2015 l'AMACO gestisce la "linea verde" Cosenza-Rende-Unical, la circolare veloce che collega i punti nevralgici dell'area urbana con l'Unical con l'integrazione nel breve periodo anche dei centri di Castrolibero e Montalto Uffugo[131][132].
  • Consorzio Autolinee che gestisce l'intero comune di Rende e parte di Cosenza e Castrolibero.
Le scale mobili di Piazza XV marzo

Trasporto alternativo[modifica | modifica wikitesto]

  • Scale Mobili. Il centro storico è dotato di una serie di scale mobili e tapis-roulant che collegano il quartiere dello Spirito Santo a piazza XV marzo.

Ponte di Calatrava[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto del ponte di Calatrava che sorgerà a Cosenza

Risulta in costruzione[133][134] dell'avveniristico ponte sul fiume Crati progettato dal famoso architetto spagnolo Santiago Calatrava per volontà dell'ex sindaco Giacomo Mancini all'inizio del nuovo millennio[135]. Il ponte che avrà la struttura di base in calcestruzzo sarà strutturato con un grande pilone centrale in acciaio al quale verranno collegati vari cavi che lo percorreranno per tutti i 120 metri di lunghezza mentre l'altezza varierà dagli 80 ai 100 metri e la larghezza sarà di 22 metri. L'opera prevede quattro corsie veicolari ed una centrale pedonale e non avrà esclusivamente la funzione di collegamento ma soprattutto quella di urbanizzare, riqualificare, dare nuovo impulso alla zona in cui sorgerà (Gergeri) ed offrire una scultura di alto livello ingegneristico alla città[136].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio comunale di Cosenza
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Cosenza.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il Cosenza Calcio promosso in Lega Pro Prima Divisione nel campionato 2008-2009
Curva Bergamini dello Stadio San Vito nel campionato 2008-2009
Calcio
La principale società di calcio della città è il Cosenza Calcio che milita nel campionato di Lega Pro. La seconda squadra della città è l'ASD Brutium Cosenza nata nel 2011, che gioca nel campionato di seconda categoria e disputa gli incontri al campo sportivo "Marca".[137].
Calcio a cinque 
La principale squadra di calcio a 5 è l'A.S Città di Cosenza che milita nel campionato di serie B. Altra formazione è l'ASD Carpe Diem Cosenza che partecipa al campionato di serie C1.
Basket
La squadra di Basket locale è il Cus Cosenza che milita nel campionato di Serie D.
Pallavolo
L'Associazione Sportiva Cosenza Pallavolo ha disputato il campionato italiano maschile di Serie A2 nelle stagioni 2002/2003 e 2003/2004 con la denominazione "Eurosport Brutium Pallavolo Cosenza" ed è presente nei campionati nazionali e giovanili con diverse selezioni. La prima squadra maschile, ha vinto la Coppa Calabria ed il Campionato di Serie C e partecipa al campionato nazionale di B2. La prima squadra femminile milita in Serie D.

La società G.M. Volley 2000 CS milita invece nel campionato femminile di Serie C.

Pallamano
La squadra di pallamano, Pallamano Cosenza milita nel campionato di Serie A2.
Pallanuoto
La squadra di pallanuoto "Associazione Sportiva Cosenza Nuoto" milita nel campionato di Serie C con un lungo passato in serie A1. La "Polisportiva Gnisci" milita in serie B.
Rugby
La squadra di rugby Università Rugby Cosenza milita nel campionato di Serie C.
Football Americano
È presente la squadra di football americano Sauk Wolves Cosenza nata nel 2010, che partecipa al Campionato Italiano di Football a 9, organizzato dalla Federazione Italiana di American Football.
Scherma
La squadra di scherma Club Scherma Cosenza milita nel campionato di Serie B1.
Boxe
La società che rappresenta la città in questa disciplina è l'ASD Boxe Popolare, che svolge la propria attività presso la palestra ubicata all'interno dello Stadio San Vito.
Motociclismo
Nel Comune è presente il Motoclub Calabria Enduro [138] nato nel 2002.
Beach volley
Nel 2008 si è tenuta a Cosenza, la prima manifestazione sportiva "Beach Volley in Città".
Ciclismo.
Le tappe del Giro d'Italia a Cosenza
Filippo Pozzato a Cosenza alla tappa del Giro d'Italia 2013
Luca Paolini a Cosenza alla tappa del Giro d'Italia 2013

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Stadio San Vito visto dalla curva sud Donato Bergamini
  • Stadio San Vito (calcio): 24.479 posti a sedere, ospita le partite del Cosenza Calcio 1914.
  • Impianto sportivo Real Cosenza (calcio), c/oTorricelli
  • Impianto sportivo A.S.D. Popilbianco (calcio), Via Popilia
  • Impianto sportivo FC Marca (calcio), Via Popilia
  • Impianto sportivo Pro Cosenza (calcio), Via Popilia
  • Impianto sportivo Donnici (calcio)
  • Impianto sportivo atletica leggera
  • Impianto sportivo natatorio
  • Pala "Ferraro" sito in via Popilia (pallavolo, pallacanestro)
  • Palazzetto dello sport di via Casali (calcetto, pallamano, pallavolo, tamburello)
  • Impianto sportivo di Casole Bruzio con palazzetto e campo in erba sintetica, sport vari
  • Palazzetto dello sport di Donnici (calcetto, pallamano, pallavolo)
  • Miniautodromo
  • Bocciodromo
  • Pattinodromo
  • Impianto sportivo per la scherma

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Istat mensile 2014
  2. ^ a b Carlo Carlino "Cosenza. Storia, arte, cultura", Meridiana Libri, Pomezia(Roma), 1998
  3. ^ a b Giovanni Patari "Cosenza, l'Atene della Calabria" Sonzogno, Milano 1928
  4. ^ a b Gabriele Barrio "De antiquitate et situ Calabriae", Roma 1737
  5. ^ a b G. Galasso "Alla periferia dell'impero. Il Regno di Napoli nel periodo spagnolo (secoli XVI,XVII)", Einaudi, Torino 1994
  6. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 22 maggio 2013.
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  10. ^ Cosenza Meteo - Il portale meteo di Cosenza e provincia
  11. ^ Gabriele Barrio "De antiquitate et situ Calabriae", libro II, P.186, Roma 1737
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  13. ^ Comunicato Comune di Cosenza
  14. ^ Comunicato Comune di Cosenza
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  16. ^ Enzo Stancati, Cosenza, Toponomastica e Monumenti, Cosenza, Brenner, 1979
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  19. ^ [Enzo Stancati, Cosenza: toponomastica e monumenti, Cosenza, Brenner, 1979
  20. ^ Sul patriota calabrese di famiglia cosentina Antonio Toscano (22.01.1777/13.06.1799) si veda: http://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-toscano/
  21. ^ Piazza Antonio Toscano, (1997)1999-2001, Cosenza, Italy | Marcello Guido
  22. ^ a b Sito AFAM Cosenza
  23. ^ Comunicato Comune di Cosenza
  24. ^ Il numero di 1.374 persone, delle quali 539 donne, 50 ragazzi e 465 bambini, è in L. Amabile, cit., I, p. 254.
  25. ^ Lettera di Luigi d'Appiano, 27 giugno 1561, in L. Amabile, cit., I, pp. 249-250. Luigi d'Appiano era forse il segretario dell'arcivescovo Del Fosso
  26. ^ E. Stancati, cit., p. 222
  27. ^ Comunicato Comune di Cosenza
  28. ^ Comunicato Comune di Cosenza
  29. ^ Giovanni Venerucci, Anacarsi Nardi, Nicola Ricciotti, Giacomo Rocca romagnolo di Lugo di Ravenna, Domenico Moro, Francesco Berti romagnolo di Bagnacavallo e Domenico Lupatelli. Si veda Felice Venosta, I fratelli Bandiera e loro compagni martiri a Cosenza: notizie storiche, Milano, C. Barbini, 1863.
  30. ^ Comitato cosentino del Regio Istituto di storia del Risorgimento italiano, I martiri cosentini del 15 marzo 1844, Cosenza, SCAT, 1937.
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  33. ^ Programma amministrativo del candidato a sindaco di Rende 2011
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  127. ^ Diritto-oggi Quotidiano on line
  128. ^ CalabriaEconomia.it
  129. ^ Comunicazione istituzionale della Provincia di Cosenza
  130. ^ Stradeanas.it
  131. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza
  132. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza
  133. ^ Comunicato Stampa Comune di Cosenza
  134. ^ Comunicato Stampa Comune di Cosenza
  135. ^ Comunicato Stampa Comune di Cosenza
  136. ^ Sito Urbanfile
  137. ^ Sito ufficiale Brutium Cosenza
  138. ^ Motoclub Calabria Enduro

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enzo Stancati, Cosenza, Toponomastica e Monumenti, Cosenza, Brenner, 1979.
  • Cesare Minicucci, Cosenza Sacra, Cosenza, Domenico Chiappetta, 1932.
  • Fulvio Terzi, La città ripensata - Urbanistica e architettura a Cosenza tra le due guerre, Cosenza, Progetto 2000, 2010 (Prima edizione), ISBN 978-88-8276-343-5.
  • Luigi Caruso, Storia di Cosenza, Cosenza, Eplar, 1970.
  • Giovanni Soda, Politiche e piani in medie città del Sud Italia - Politiche urbane a Cosenza, Cosenza, 2002.
  • Alle origini dell'Accademia Cosentina. L'Accademia Parrasiana, in Accademia Cosentina, Cosenza, 1984.
  • Giorgio De Leonardis, Un tesoro d'arte veneto in terra di Calabria. Il trittico di Bartolomeo Vivarini a Zumpano, Bari, Laterza Giuseppe Edizioni, 2010, ISBN 88-8231-564-9.
  • Vincenzo Napolillo, Storia di Cosenza, da luogo fatale a città d'arte, Cosenza (Cs), Falco, 2001, ISBN 88-89848-08-1.
  • Alexandre Dumas, Viaggio in Calabria, Soveria Mannelli (Cz), Rubettino, 1996, ISBN 88-7284-445-2.
  • Enzo Stancati, Cosenza nei suoi quartieri, Cosenza, Pellegrini, 2007 (opera in 4 volumi), ISBN 978-88-8101-412-5.
  • Enzo Stancati, Cosenza e la sua provincia dall'Unità al fascismo, Cosenza, Pellegrini, 1988.

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