Marano Marchesato

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Marano Marchesato
comune
Marano Marchesato – Stemma Marano Marchesato – Bandiera
Marano Marchesato – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Eduardo Vivacqua (Insieme) dal 28/05/2013
Territorio
Coordinate 39°19′00″N 16°10′00″E / 39.316667°N 16.166667°E39.316667; 16.166667 (Marano Marchesato)Coordinate: 39°19′00″N 16°10′00″E / 39.316667°N 16.166667°E39.316667; 16.166667 (Marano Marchesato)
Altitudine 550 m s.l.m.
Superficie 5 km²
Abitanti 3 540[1] (31-12-2010)
Densità 708 ab./km²
Frazioni Perri, Carmine
Comuni confinanti Castrolibero, Marano Principato, Rende, San Lucido
Altre informazioni
Cod. postale 87040
Prefisso 0984
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078076
Cod. catastale E914
Targa CS
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona D, 1 899 GG[2]
Nome abitanti maranesi
Patrono Madonna del Carmine
Giorno festivo 16 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Marano Marchesato
Posizione del comune di Marano Marchesato all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Marano Marchesato all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Marano Marchesato è un comune di 3.519 abitanti della provincia di Cosenza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sull'origine di Marano Marchesato non si hanno notizie certe né l'archeologia ha dato una risposta al riguardo. Il nome, a giudizio di qualcuno, deriverebbe dalla famiglia Marano che nel corso del medioevo diede asilo ad alcuni cittadini di Cosenza i quali, per sfuggire alle incursioni delle masnade saracene del vicino emirato di Amantea, si sparsero per le campagne e le colline adiacenti l'antica metropoli brettia, trovando asilo in questo territorio (Fagiani 1936:31).

Secondo un'altra ipotesi il nome sarebbe derivato da "marrani", aggettivo con cui gli arabi indicavano i miscredenti (dall'arabo mahran= cosa proibita). A prescindere dall'origine del nome, l'ipotesi più accreditata sulla nascita della comunità locale è quella che fa risalire la sua formazione all'indomani del terremoto del 27 marzo 1638 che nella provincia di Cosenza provocò il decesso di quasi diecimila persone, come accertò il consigliere Ettore Capelcelato (Anelli-Savaglio 1989:136), Tra gli abitanti, i vicini paesi di Rende Castelfranco subirono gravissimi danni e alcuni dei loro abitanti trovarono rifugio nelle campagne adiacenti a Marano dove possedevano delle proprietà (Fonte 1980:121, Bilotto 1988:82). Col tempo, le famiglie aumentarono e incominciarono a edificare delle case per soggiornarvi con più sicurezza, determinando la nascita di un nuovo agglomerato, il cui controllo originò un'aspra contesa tra i principi di Sersale di Castelfranco e i marchesi Alarcon y Mendozza di Rende (Savaglio 1996: 4). La disputa si protrasse per diversi anni e nel 1684 il tribunale del Consiglio Collaterale di Napoli vi mandò un regio Tabulario col compito di accomodare la questione. Dopo questa fase una parte del borgo, quella sud-occidentale fu assegnata ai Sersale, e le restanti contrade poste agli Alarcon y Mendoza. Marano Marchesato divenne quindi casale di Rende e ne seguì le vicende politiche e sociali fino al 1806, anno dell'evasione feudale (Savaglio 2002: 157).

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sindaco
Eduardo Vivacqua

Partito: Lista Civica; Insieme
in carica dal 26/05/2013

Assessori
Giuseppe Belmonte
Domenico Carbone
Gianmarco Totera
Consiglieri Comunali
Giuseppe Belmonte
Tonino Belmonte
Domenico Carbone
Vincenzo Covello
Mario Guido
Giovanni Tenuta

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (elezione: 12/06/2013) Gianmarco Totera

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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