Rovito

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Rovito
comune
Rovito – Stemma Rovito – Bandiera
Rovito – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Felice D'Alessandro
Territorio
Coordinate 39°19′00″N 16°19′00″E / 39.316667°N 16.316667°E39.316667; 16.316667 (Rovito)Coordinate: 39°19′00″N 16°19′00″E / 39.316667°N 16.316667°E39.316667; 16.316667 (Rovito)
Altitudine 744 m s.l.m.
Superficie 10,68 km²
Abitanti 3 213[1] (31-12-2010)
Densità 300,84 ab./km²
Comuni confinanti Casole Bruzio, Celico, Cosenza, Lappano, San Pietro in Guarano, Trenta, Zumpano
Altre informazioni
Cod. postale 87050
Prefisso 0984
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078110
Cod. catastale H621
Targa CS
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti rovitesi
Patrono santa Barbara
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rovito
Posizione del comune di Rovito all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Rovito all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Rovito (Ruvìtu in calabrese[2]) è un paesino di circa 3.000 abitanti della provincia di Cosenza. Sorge sui colli limitrofi della città capoluogo della provincia e dista circa 10 km da essa. È facilmente raggiungibile da ogni dove, essendo servito dalla superstrada "Paola - Crotone" che congiunge i mari Ionio e Tirreno, questi ultimi facilmente raggiungibili in pochissimo tempo. Pochi chilometri, pure, la separano dall'altopiano della Sila (1500 m s.l.m.) Rovito è rimasto tra le pagine della storia che segnano l'Unita' d'Italia. È nell'oramai famoso "Vallone di Rovito", che trovarono la morte nel 1844, i Fratelli Bandiera e Nicola Ricciotti, patrioti italiani di ideali Mazziniani.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Festività, Sagre e Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Pur essendo S. Barbara la Patrona di Rovito, è ormai consuetudine festeggiare nel centro storico, la ricorrenza della festa della Madonna della pietà, alla quale è consacrata la chiesetta caratteristica situata tra i castagni subito oltre il centro abitato.

I festeggiamenti, religiosi e civili, ricorrono come per tradizione, alla seconda domenica di settembre.

Di rilevante importanza è poi la sagra dedicata agli Arnedos, antica famiglia di origine spagnola, molto potente, che dimorava a Rovito ed estintasi da un paio di secoli. La sagra che li ricorda, si svolge tra l'antico borgo (frazione) di Motta, ed è caratterizzata da storie, musiche, canti, strumenti e cibi prettamente tradizionali. La sagra si svolge l'ultimo venerdì e sabato di agosto.

Storia ed Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La sua storia per lungo tempo è accomunata a quella degli agli altri casali. Vi si erge la splendida chiesa di Santa Barbara, attuale parrocchia, in stile romanico-gotico con sovrapposizioni barocche apportate dopo il restauro effettuato nel 1630. La facciata è a doppio spiovente con portale e rosoni gotici e ricorda la cattedrale di Cosenza. L’interno è trinavato con 4 colonne che reggono 5 arcate su una delle quali è incisa una data: 1556; il soffitto è ligneo. Qua e là frammenti architettonici di pietra (500-700). Il fonte battesimale, cinquecentesco, in pietra lavorata, poggia su un leone accovacciato.

Degni di nota sono i lavori lignei, opera di maestranze roglianesi del 600; le cose migliori sono visibili nella cappella degli Arnone eretta nel 1630. Ai lati dell’arco santo, monumenti sepolcrali in tufo della famiglia Arnone; sulla destra, tela di ignoto raffigurante San Tommaso d’Aquino datata 1737. Nell’abside, pala d’altare di legno scolpito all’interno della quale sono racchiuse delle tele raffiguranti il Martirio di Santa Barbara e santi e due statue lignee del XVII secolo raffiguranti Santa Barbara e Santa Caterina d’Alessandria; ai lati due dipinti su cui sono effigiati i SS. Pietro e Paolo entrambi del 700.

La chiesa della Riforma presenta un portale in pietra del 1634; tale data ricorda il tempo in cui la struttura, inizialmente dedicata a San Pietro, venne affidata ai Riformati di San Francesco d’Assisi. L’interno, barocco, è caratterizzato da un soffitto ligneo seicentesco dipinto con al centro l’iscrizione: "A. Reda pinse nel 1746". La cantoria reca, al centro, un dipinto raffigurante re Davide con una suonatrice d’arpa. A partire dalla destra, abbiamo: dipinto datato 1735 raffigurante Sant’Antonio che prega; sullo sfondo la chiesa della Riforma, in basso uno stemma (mano con pugnale sopra tre strisce chiare su fondo scuro). Segue un olio su tela di Cristoforo Santanna del 1792 raffigurante San Michele Arcangelo; più avanti, statue lignee ottocentesche dei SS. Francesco d’Assisi e Antonio da Padova. Sull’altare maggiore in legno, opera di maestranze provinciali del 700, statua dell’Ecce Homo e i dipinti raffiguranti San Pietro, San Paolo e, in alto Santa Chiara e altro santo, tutte opere di ignoti di fine 700. Inoltre, statua dell’Immacolata dell800, statua lignea di Santa Filomena dell'800, pulpito ligneo del 700 con raffigurazioni dell’Immacolata e stemmi. Altri dipinti sono dedicati a Sant'Umile di Bisignano (800), a San Pasquale di Baylon (1735), all’Immacolata (700).

Nella chiesetta di Loreto, altare ligneo con pregevole statua della Madonna di Loreto del sec. XVII e i seguenti dipinti di ignoti artisti: Santa Filomena (700), Immacolata (700), San Camillo (700), Madonna del Rosario (fine 700 - inizi 800).

In questo paese, in caso di morte, si assoldavano tre o quattro contadini ai quali si dava un prosciutto e del vino perché, si recassero al campanile della chiesa per suonare le campane dalla mezzanotte al mezzogiorno successivo.

Tratto da "L.Bilotto" - Itinerari culturali della provincia di Cosenza

A cura di "Depinius"

Persone legate a Rovito[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 558.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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