Plataci

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Plataci
comune
Plataci – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Francesco Tursi (centro sinistra) dal 7/05/2012
Territorio
Coordinate 39°54′00″N 16°26′00″E / 39.9°N 16.433333°E39.9; 16.433333 (Plataci)Coordinate: 39°54′00″N 16°26′00″E / 39.9°N 16.433333°E39.9; 16.433333 (Plataci)
Altitudine 930 m s.l.m.
Superficie 52 km²
Abitanti 817[1] (30-06-2012)
Densità 15,71 ab./km²
Comuni confinanti Albidona, Alessandria del Carretto, Cerchiara di Calabria, Trebisacce, Villapiana
Altre informazioni
Cod. postale 87070
Prefisso 0981
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078100
Cod. catastale G733
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti platacesi (in italiano)
pllatënian (in arbëresh)
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo ultima domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Plataci
Posizione del comune di Plataci all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Plataci all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Plataci (pronuncia Plàtaci), (IPA: ['platači]; Pllatëni in arbëreshë, Pràtaci in calabrese[2]) è un comune italiano di 817 abitanti circa della provincia di Cosenza in Calabria.

Plataci si trova a un'altitudine di 950 metri s.l.m. e con superficie pari a 50,38 km². Gli abitanti sono di etnia arbëreshë, e conservano ancora l'antica lingua, i costumi tradizionali e il rito bizantino-greco.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Plataci è un centro agricolo del versante orientale del Gruppo del Pollino, dominante la piana di Sibari e il mar Jonio. Anticamente villaggio di Cerchiara (Plattici e Plataci), il nome potrebbe essere derivato da "platanià" (πλατανιά, ossia bosco di plataci in greco). Gli esuli albanesi si sarebbero insediati intorno al 1476 nel preesistente casale di Cerchiara che abbandonarono probabilmente in occasione del terremoto del 1456. Il paese fu prima casale del marchesato di Cerchiara e poi passò ai Pignatelli che lo tennero fino al 1806. Fa parte delle comunità italo-albanesi e dell'Eparchia di Lungro.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Dal 5 al 21 agosto vi sono varie manifestazioni tradizionali e culturali: accensione di falò, giornate ecologiche con escursione al monte Sparviero a quota 1713 metri, mostre di pittura, scultura e antiquanato di artisti locali. Interessante il recupero del tradizionale corteo nuziale al suono della zampogna o dell'organetto con la vestizione dei costumi tipici albanesi di gaIa da parte dei parenti o amiche della sposa. Molto interessante, infatti, è il costume tradizionale arbëresh, indossato dalle donne. Particolare menzione merita la festa della Madonna di Costantinopoli o dell'Odigitria, che viene festeggiata in primavera, il martedì dopo le Pentecoste e il primo martedì di novembre, molto sentita tra la popolazione per significati non solo religiosi ma anche sociali e propiziatori. Il 24 giugno si festeggia San Giovanni Battista, santo patrono del paese. Suggestiva è la festa di San Rocco, con grande partecipazione della cittadinanza. L'attività culturale è attiva, interessante è anche il Festival dei Piccoli Cantori Arbëreshë (Festivalin i Këngëtarëvet të vegjël Arbëreshë), in cui si esibiscono canti tradizionali albanesi.

Feste religiose e popolari[modifica | modifica sorgente]

Le feste religiose principali, secondo il calendario e la liturgia greco-bizantina, sono:

  • gennaio-febbraio, Commemorazione dei defunti secondo il rito Bizantino (Përkujtimi i vdekuravet sipas ritit Bizantin)
  • maggio-giugno, Domenica dopo Pentecoste: festa della Madonna di Costantinopoli (Të dielën pas Rrëshajës: festë e Shën Mërisë së Kostandinopolit)
  • 24 giugno, festa di San Giovanni Battista, patrono di Plataci (festë e Shën Janjit Pagëzor, pajtori i Pllatënit)
  • 20 agosto, festa di San Rocco (festë e Shën Rokut)
  • 21 agosto, festa della Madonna del Monte (festë e Shën Mërisë Bregut)
  • settembre, Prima domenica successiva al giorno 23: festa di San Giovanni Battista, patrono di Plataci (Të dielën pas ditës 23: festa e Shën Janjit Pagëzor, pajtori i Pllatënit)
  • novembre, Prima domenica del mese: festa della Madonna di Costantinopoli (Të dielën e parë të muajit: festa e Shën Mërisë së Kostandinopolit)

Tra le altre feste quelle più popolari sono il Carnevale (Karnivalli) e Il primo marzo (e para marsit). A Plataci c'è l'impropria usanza di festeggiare il carnevale fino alla prima domenica di Quaresima. Durante la festa per le vie del paese, mentre sfilano le maschere, s’intona una divertente filastrocca in lingua albanese. Nel primo giorno di marzo invece vige la credenza di scongiurare il perdurare del maltempo invernale con un rituale superstizioso, giacché a marzo inizia la primavera. Così l’ultimo giorno di febbraio, una comitiva di giovani strascina per le vie del paese una sfilza di lattine legate tra di loro, che fanno un gran rumore. Tale rumore, accompagnato dal grido corale in albanese:

(SQ)
« Manat ë a para marsit, nxirni dhent ka jaci dhe i kullosni”, bëhet për të larguar fuqitë natyrore të liga që sjellin motin e lig, të cilat e pengojnë ardhjen e ditëve të bukura me motin e mirë. Kjo pengesë i krijon probleme fshatarit dhe bariut. »
(IT)
« Domani è il primo marzo, togliete le pecore dallo stazzo e pascolatele; serve ad allontanare le forze naturali invisibili del cattivo tempo, che impediscono o ritardano l’arrivo delle belle giornate e creano problemi al contadino e al pastore. »

Persone legate a Plataci[modifica | modifica sorgente]

I nonni paterni di Antonio Gramsci (1891-1937), politico e filosofo, erano di Plataci.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa della Madonna di Costantinopoli, eretta all'inizio del XVII secolo da Martino Troiano, conserva un'antica statua del paese. Un'altra chiesa è quella dedicata a San Giovanni Battista, edificio di fondazione quattrocentesca con torre campanaria a pianta quadrata, sovrastata da tiburio ottagonale. L'interno è stato rifatto in periodo barocco e conserva statue processionali di legno.

Stemma di Plataci[modifica | modifica sorgente]

La descrizione dello stemma di Plataci, situato nella chiesa di S. Maria di Costantinopoli, è:

(SQ)
« Fushë e qiellit, lisit të gjelbër (simboli i jetës dhe i shpëtimit nga i ligu) i mbajtur nga e majta nga një luan ari (armiku turk që hidhet) me të mbështetur mbi trungun, ai lis i shoqëruar në të djathtë nga tri yje me tetë rreze ari (simboli i Shën Mëris që ne ruan) përpara dejtit. »
(IT)
« Campo di ciel, all’albero di verde (simbolo della vita e della salvezza dal nemico), fustato al naturale e sostenuto a sinistra dal leone d’oro (il nemico turco che si avventa), con entrambe le zampe anteriori appoggiate sul tronco, esso albero accompagnato a destra da tre stelle di otto raggi d’oro (simbolo della madre di Dio che protegge) davanti al mare. »

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 500.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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