Scigliano

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Scigliano
comune
Scigliano – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Carlo Arcuri (Scigliano libera) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 39°08′00″N 16°18′00″E / 39.133333°N 16.3°E39.133333; 16.3 (Scigliano)Coordinate: 39°08′00″N 16°18′00″E / 39.133333°N 16.3°E39.133333; 16.3 (Scigliano)
Altitudine 659 m s.l.m.
Superficie 17 km²
Abitanti 1 267[1] (30-09-2012)
Densità 74,53 ab./km²
Frazioni Agrifoglio, Calvisi, Celsita, Cupani, Diano, Lupia, Petrisi, Serra, Traversa
Comuni confinanti Altilia, Carpanzano, Colosimi, Pedivigliano
Altre informazioni
Cod. postale 87057
Prefisso 0984
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078139
Cod. catastale D290
Targa CS
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti sciglianesi
Patrono san Giuseppe
Giorno festivo 19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Scigliano
Posizione del comune di Scigliano all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Scigliano all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Scigliano è un comune italiano di 1.267 abitanti della provincia di Cosenza.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il comune è costituito dall'insieme di nove località (Agrifoglio, Calvisi, Celsita, Cupani, Diano, Lupia, Petrisi, Porticelle, Traversa), nessuna delle quali si chiama "Scigliano", situate su una collina mediamente attorno a 600 metri sul livello del mare, alle pendici della Sila, nella vallata del Savuto, a circa 45 km a sud di Cosenza. Il territorio ha una superficie di 17,2 km² con una altitudine che varia da 200 m a 1100 m sul livello del mare. Completamente immerso nella macchia mediterranea caratteristica delle diverse altezze è composto da 9 frazioni che conservano le tracce degli antichi borghi del quale era costituito Scigliano. Attraversato da due fiumi, il Savuto e un suo affluente il Bisirico, conserva ancora intatto un ponte romano del II secolo a.C. detto di Annibale perché la leggenda vuole sia stato attraversato dalle sue truppe.

Il comune di Scigliano appartiene al comprensorio della Comunità montana Savuto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Secondo la tradizione Scigliano fu fondato sul sito di un antico borgo di nome Sturni e crebbe attorno ad un castello commissionato nell'anno 556 di Roma dal romano Marco Giulio Sillano, di cui fa menzione Tito Livio in "De bello macedonico, IV decade, 4, cap. 27"[2].

Dalle memorie storiche di Francesco Antonio Accattatis (1686-1766), chiosate poi dall'abate Rosario Gualtieri, si apprende che nel XVI secolo la città di Scigliano fosse uno dei più rinomati comuni del Regno di Napoli, che più volte i signori Firrao, di Gennaro e d'Aquino cercarono di assoggettarla al proprio dominio, ma che i cittadini riuscirono sempre a riscattare la libertà con l'oro e che, per sottrarsi al vassallaggio e alla tirannia dei feudatari, Scigliano si sia mantenuta sempre fedele ai sovrani di Napoli, Aragonesi o Borboni. All'episodio della vendita di Scigliano, fatta nel maggio 1631 dal viceré di Napoli duca d'Alcalá al principe di Castiglione Cesare d'Aquino, fino al riscatto avvenuto il 12 settembre 1636 è dedicato il poema vernacolare in ottave Lu ricattu de Sciglianu (Il riscatto di Scigliano) scritto da Flaminio Cimino nel 1636[3].

Alla fine del XVII secolo la giurisdizione civile e giudiziaria di Scigliano si estendeva in latitudine dal Savuto ai confini occidentali di Taverna e Gimigliano, non essendo ancora sorti Cicala e Carlopoli, e in longitudine dai confini settentrionali di Martirano e di Motta Santa Lucia alla Sila. Comprendeva sette quartieri e ventuno villaggi corrispondenti ai territori di Scigliano, Pedivigliano, Colosimi, Bianchi, Panettieri, Carpanzano, Decollatura, Soveria Mannelli e alla frazione Castagna di Carlopoli. I quartieri erano Villanova (attualmente nel territorio di Pedivigliano), Castagna (attualmente nel territorio di Carlopoli), Fornello (attualmente nel territorio di Soveria Mannelli), Panettieri, Colosimi, Serra di Piro (attualmente nel territorio di Bianchi) e Bianchi. I villaggi erano: Agrifoglio, Traversa, Celsita (nel comune di Scigliano), Gigliotti, Arcuri, Rizzuti, Volponi, Mascari, Coraci, Ischi, Melilla, Trearie e Carrano (attualmente frazioni di Colosimi); Paragolia, Ronca e Morachi (attualmente frazioni di Bianchi), Colla e Pirillo (nel comune di Soveria Mannelli), Casenove (nel comune di Decollatura), Pittarella e Borboruso (nel comune di Pedivigliano)[4].

Scigliano che era riuscita a difendere la libertà e l'integrità territoriale dalle insidie feudali, una volta caduto il feudalesimo (1806), venne invece completamente smembrata. Il 4 maggio 1811 fu emanato da Gioacchino Napoleone il decreto n. 922 per la nuova circoscrizione delle province del Regno di Napoli con cui l'antica Scigliano fu smembrata in quattro comuni: Scigliano, Pedivigliano, Colosimi e Soveria Mannelli. Il 25 gennaio 1820 da Napoli fu emanato un Regio Decreto portando alcune rettifiche sulla circoscrizione dei Comuni e circondari, e gli abitanti degli antichi casali di Scigliano ottennero la completa autonomia amministrativa.

Dal 1845 al 1847 fu pubblicato a Scigliano il quindicinale scientifico-letterario Il Pitagora[5][6].

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Scigliano[modifica | modifica sorgente]

Feste e Fiere[modifica | modifica sorgente]

Il Santo Patrono è San Giuseppe, festeggiato il 19 marzo. Le feste principali sono San Giuseppe, con la caratteristica fiera; Santa Croce il 3 maggio anch’essa con fiera caratteristica. Altre feste con fiere sono la Madonna SS di Monserrato, la seconda domenica di luglio, e San Michele Arcangelo il 29 settembre. Celsita: Di particolare interesse in questa frazione è la festa della Madonna Maria SS.Addolorata caratterizzata da una lunga processione che coinvolge numerose frazioni( Celsita Superiore, Celsita Sottane,San Giovanni, Casino Rizzo e Tasso)

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2012.
  2. ^ Mario Felice Marasco, Soveria Mannelli e il suo territorio, Notizie e dati tratti dagli appunti di Ivone Sirianni, San Vito al Tagliamento: Tipografia Sanvitese Ellerani, 1969.
  3. ^ Vera Lettere, «Flaminio Cimino». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. XXV, Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, 1981
  4. ^ Francesco Antonio Accattatis, Storia di Scigliano, a cura di Isidoro Pallone, Cosenza: Brenner, 1965.
  5. ^ Antonio Piromalli, La letteratura calabrese. Volume 1, Pellegrini Editore, 1996, ISBN 9788881010134. (consultabile anche online)
  6. ^ Il Giornalismo in Calabria dagli scriptoriae agli audiovisivi, Circolo culturale Agorà, 11 giugno 2003. URL consultato il 26 aprile 2013.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]