San Vincenzo La Costa

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San Vincenzo La Costa
comune
San Vincenzo La Costa – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Aristide Filippo (lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 39°22′00″N 16°09′00″E / 39.366667°N 16.15°E39.366667; 16.15 (San Vincenzo La Costa)Coordinate: 39°22′00″N 16°09′00″E / 39.366667°N 16.15°E39.366667; 16.15 (San Vincenzo La Costa)
Altitudine 493 m s.l.m.
Superficie 18,42 km²
Abitanti 2 199[1] (31-12-2010)
Densità 119,38 ab./km²
Frazioni Gesuiti, San Sisto dei Valdesi
Comuni confinanti Montalto Uffugo, Rende, San Fili
Altre informazioni
Cod. postale 87030
Prefisso 0984
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078135
Cod. catastale I388
Targa CS
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti sanvincenzesi
Patrono san Vincenzo Martire
Giorno festivo 22 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Vincenzo La Costa
Posizione del comune di San Vincenzo La Costa all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di San Vincenzo La Costa all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

San Vincenzo La Costa è un comune di 2.197 abitanti della provincia di Cosenza. Il comune è situato alle pendici della Catena Costiera e si affaccia sulla Valle del Crati. Fanno parte del comune di San Vincenzo La Costa, due frazioni, Gesuiti e San Sisto dei Valdesi. Le origini di San Vincenzo La Costa sono medioevali, presso l'archivio Vaticano il centro viene citato in un documento datato 1113. Inizialmente S. Vincenzo sorgeva come piccolo monastero, che veniva gestito dai diversi feudatari, in base alle diverse vicissitudini del periodo storico. Nel 1855 diviene comune autonomo con le frazioni di S. Sisto e Gesuiti. Il Santo Patrono, che è appunto San Vincenzo, si festeggia il 22 gennaio. Il Comune fa parte della Comunità Montana Media Valle Crati.

Località[modifica | modifica wikitesto]

Gesuiti[modifica | modifica wikitesto]

Gesuiti conta circa 400 abitanti è adagiata sul fianco del Monte Luta a circa 600 metri sul livello del mare e domina tutta la Valle del Crati. La storia di questo paesino, immerso tra i castagneti e uliveti pregiati, comincia durante la seconda metà del Cinquecento quando durante la persecuzione dei Valdesi furono inviati i frati Gesuiti per contrastare quella che era considerata un'eresia. A testimonianza del passato resta un antico borgo, che oggi è di proprietà privata, chiamato "il Cortiglio", in cui aveva sede un monastero che anticamente si chiamava "Villa Expulsorum" (dal latino "villa degli espulsi", nome che ha comunque un'origine ancora incerta). Gesuiti dista circa 40 minuti di auto da Camigliatello Silano, una delle località montane più rinomate della Sila, ed è posta a circa 11 km dal Passo Crocetta, meta di appassionati della natura e appassionati di Ciclismo.

San Sisto dei Valdesi[modifica | modifica wikitesto]

San Sisto dei Valdesi è situata su una collina a circa 450 metri sul livello del mare, circondata da querce e da campi coltivati. Intorno al 1200 inizia ad ospitare una vasta comunità di emigrati Valdesi provenienti dal Piemonte, che lavoravano come manovali e agricoltori nascondendo la loro credenza religiosa, cosa che riuscirono a fare fino alla metà del Cinquecento, finché il 29 maggio 1561 i soldati di Marino Caracciolo, capitano del Viceregno di Napoli, devastarono il borgo, bruciando le case e uccidendo centinaia di sansistesi.

Di rilevante importanza architettonica e storica, è il Palazzo Vercillo, conosciuto anche come "Palazzotto", costruzione nobiliare risalente al XVI secolo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia si basa sull'agricoltura precisamente nella produzione olivicola e sull'artigianato, sulla lavorazione del legname, ma esistono anche ottime prospettive per l'agriturismo.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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