Mongrassano

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Mongrassano
comune
Mongrassano – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Ferruccio Mariani (Progetto Mongrassano) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 39°32′00″N 16°07′00″E / 39.533333°N 16.116667°E39.533333; 16.116667 (Mongrassano)Coordinate: 39°32′00″N 16°07′00″E / 39.533333°N 16.116667°E39.533333; 16.116667 (Mongrassano)
Altitudine 540 m s.l.m.
Superficie 34 km²
Abitanti 1 650[1] (31-12-2010)
Densità 48,53 ab./km²
Frazioni Cataldo, Mongrassano Scalo
Comuni confinanti Acquappesa, Bisignano, Cervicati, Cerzeto, Fagnano Castello, Fuscaldo, Guardia Piemontese, San Marco Argentano
Altre informazioni
Cod. postale 87040
Prefisso 0984
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078080
Cod. catastale F370
Targa CS
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona D, 1 998 GG[2]
Nome abitanti mongrassanesi
Patrono santa Caterina d'Alessandria
Giorno festivo 25 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mongrassano
Posizione del comune di Mongrassano all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Mongrassano all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Mongrassano (Mungrasana in arbëreshë) è un comune italiano di 1.655 abitanti della provincia di Cosenza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Mongrassano rinacque grazie ai greco-albanesi (arbëreshë) che, dopo aver lasciato la patria a causa della conquista turca, si diressero verso l'Italia. Era quello che nel Regno di Napoli veniva definito "casale", ossia un villaggio non fortificato inserito nel territorio di un centro abitato più importante. In questo caso, Mongrassano era casale di San Marco Argentano sede vescovile e, per secoli, centro principale dell'omonimo ducato, che risaliva al tempo dei Longobardi e poi dei Normanni. A far ripopolare il casale dai profughi albanesi che fuggivano dall'invasione ottomana musulmana, attorno al 1470, fu quasi certamente l'allora duca di San Marco, Luca Sanseverino, il quale era anche principe di Bisignano e, in ogni caso, uno dei più influenti baroni del Regno di Napoli. Qualche anno più tardi, nel 1479, il figlio di Luca e nuovo feudatario di quei luoghi, Geronimo (Gerolamo) Sanseverino, concesse alla Mensa vescovile di San Marco una parte delle sue prerogative feudali relative al casale albanese, e da quel momento i vescovi di San Marco Argentano si fregiarono del titolo di Baroni di Mongrassano. Nel 1543 gli abitanti furono oggetto, come negli altri 44 casali albanesi esistenti in Calabria Citeriore, di uno specifico censimento fiscale che diede questi risultati: 63 "fuochi", ossia nuclei familiari, per un totale di 194 abitanti; i cognomi registrati dai numeratori regi furono: Arrigoni, Capparello, Cingaro, Drames, Lo Russo, Migliano, Mosciara, Petta, Rotundo, Smilara, Tabularo, Yerbes (o Ayerbes). Dei successivi censimenti si conoscono solo i totali: 62 fuochi nel 1561; 55 fuochi nel 1595; 70 fuochi nel 1648; 43 fuochi nel 1669 (periodo difficile, quest'ultimo, in cui era ricomparsa la peste). Il confinante "casale" di Serradileo, oggi rione del comune di Mongrassano, ebbe una storia diversa. Popolato agli inizi del Cinquecento, nella seconda meta' di quel secolo appartenne in feudo prima ai Cavalcanti, e quindi, dalla fine del Cinquecento alla fine del Seicento, ai Sersale di Cosenza. Nel gennaio 1750 Serradileo venne infeudato a Tommaso Miceli, che aveva acquistato il territorio dai Catalano Gonzaga duchi di Majera', e che ne divenne Barone. I baroni Miceli, suoi discendenti, esercitarono i diritti feudali e la giurisdizione su Serradileo fino al 1806.

L'uso della lingua arbëreshë tra gli abitanti oggi è quasi totalmente scomparsa già da circa un secolo.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
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