Orsomarso

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Orsomarso
comune
Orsomarso – Stemma
Orsomarso – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Antonio Di Caprio (Progetto Orsomarso) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 39°48′00″N 15°55′00″E / 39.8°N 15.916667°E39.8; 15.916667 (Orsomarso)Coordinate: 39°48′00″N 15°55′00″E / 39.8°N 15.916667°E39.8; 15.916667 (Orsomarso)
Altitudine 131 m s.l.m.
Superficie 90 km²
Abitanti 1 298[1] (31-12-2013)
Densità 14,42 ab./km²
Frazioni Bonicose, Buonangelo, Castiglione, Marina di Orsomarso, Molina, Scorpari, Vallementa
Comuni confinanti Lungro, Mormanno, Papasidero, San Donato di Ninea, Santa Domenica Talao, Santa Maria del Cedro, Saracena, Scalea, Verbicaro
Altre informazioni
Cod. postale 87020
Prefisso 0985
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078088
Cod. catastale G129
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti orsomarsesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Orsomarso
Posizione del comune di Orsomarso all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Orsomarso all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Orsomarso (Ursumàrzù in calabrese[2]) è un comune di 1.298 abitanti della provincia di Cosenza, facente parte del Parco nazionale del Pollino.

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

Orsomarso è raggiungibile via strada da Scalea via sponda destra del flume Lao - 10 km da centro a centro, e da Scalea via SS 18 o dalla vecchia variante - 18 km da centro a centro.

Via treno, le stazioni più vicine sono Scalea-Santa Domenica Talao e Marcellina-Verbicaro-Orsomarso, sulla linea tirrenica.

Dalla parte Jonica invece, proseguire per l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, direzione Salerno, e svoltare allo svincolo di Morano Calabro, e appena trovato l'Hotel Regina (trovandoselo di fronte), girare a destra e seguire le indicazioni per Orsomarso.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Questo comune dà il nome alla Catena montuosa dell'Orsomarso, che costituisce l'espansione sud-occidentale del Parco nazionale del Pollino, contribuendo a farne uno dei parchi nazionali più estesi d'Europa.

Questo complesso montuoso che con la sua cima più elevata (il Cozzo del Pellegrino, m 1987 s.l.m.) sfiora i 2000 metri, è stato accostato al Massiccio del Pollino per alcune analogie che ne attestano l'unicità rispetto ad altre montagne vicine. Tra queste la più evidente è costituita dalla esistenza, soprattutto lungo le impervie pendici della Montea (m 1825 s.l.m.) del Pino Loricato che caratterizza con la sua esclusiva presenza, in Italia, il parco nazionale di cui fa parte, testimoniando dell'antico collegamento tra l'Italia meridionale ed i Balcani, attraverso il Mare Adriatico, quando i suoi fondali, durante le ere glaciali, non erano completamente sommersi e costituivano un corridoio preferenziale di scambio di flora e fauna tra i due versanti.

Altre caratteristiche comuni si ritrovano nelle specie faunistiche (lupo, lontra, aquila reale), nella purezza delle acque dei suoi torrenti, in ispecie l'Argentino, nella difficoltà di collegamenti viari tra versanti contigui, data la ripidità e la asprezza di molti versanti, spesso inaccessibili se non si è provetti scalatori, tutti fattori che esaltano la naturalità dei luoghi preservando gli antichi ecosistemi da rischi di alterazioni profonde.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Di probabile origine romanica sorta non come nucleo abitativo, bensì come fortezza a difesa degli avamposti romanici sviluppati lungo la pianura del fiume Lao. Non è improbabile però che la zona sia stata abitata da gruppi sparsi di uomini preistorici. Nel 389 in località Piano dei Morti si svolse una dura battaglia con la sconfitta dei Turini ad opera dei Sibaritici. Notizie certe circa l'esistenza dell'abitato si hanno solo verso l'anno 1000 diventando prima centro romanico con interessanti scambi commerciali e poi centro importante per il monachesimo basiliano. Questa zona è stata visitata da Santi importanti quali S. Nilo, S. Leone Luca, S. Saba, S. Primo, S. Fantino il Giovane, S. Macario, durante le incursioni saracene nell'interno, precisamente alla confluenza dei fiumi "Argentino" e "Porta La Terra", durante le lotte fra Gotici e Bizantini per la difesa delle abbazie di Monaci Basiliani, sorse una fortezza: uno dei suoi comandanti fu Ursus Martius (Orso Marso) da cui derivò il nome del borgo che sorse intorno alla stessa fortezza. L'abitato si è sviluppato non in modo graduale, ma a piccoli nuclei intorno a monasteri o palazzi. Nel Medioevo e nei secoli successivi, in seguito al recupero culturale del Monachesimo Bizantino, la terra di Orsomarso ebbe alterne vicende. Sequestrata a Barnaba Sanseverino, conte di Lauria, nel 1498, fu venduta da Federico II a Perrotto Bisach che lo donò in dote alla figlia Barbara. Nel 1538 Barbara porta in dono il feudo al conte Silvestro Tomacello Ferrante di Alarçon. Nel 1640 fu degli Ametrano. Nel 1668 il feudo va in proprietà ad Andrea I Brancati di Napoli. Il Castello baronale, posto sotto l'orologio e le mura perimetrali, furono anche l'abitazione residenziale della famiglia Brancati. Il feudo dei Brancati venne dato in fitto al duca di Giovene e da questo a don Nicola Cavalcanti, marchese di Verbicaro. Con la fine del feudalesimo, Orsomarso prese parte attiva alle battaglie e lotte risorgimentali, dopo aver subito atroci rappresaglie da parte del comandante borbonico Necco. Orsomarso, oggi, è un famoso borgo appartenente al Parco nazionale del Pollino, famoso non solo per le sue bellezze artistiche, ma anche grazie alle sue bellezze naturali, le quali annualmente richiamano visitatori da ogni parte d'Europa e del mondo.

Luoghi di interesse storico, artistico e culturale[modifica | modifica sorgente]

  • chiesa di S. Maria di Mércuri, del secolo X. La chiesetta è l'unica testimonianza dello scomparso abitato di Mercourion, di origine altomedievale, e degli cenobi ed eremi che lo circondavano in epoca medioevale. Formata da un'unica navata e con un'abside semicilindrica. Lungo le pareti ci sono sedili in muratura che utilizzavano gli antichi monaci greci (basiliani). Vi si trova una statuetta della Madonna, plasticata in manta di gesso, in cui si fondono gli attributi della madonna Odigitria e della madonna Coronata.
  • parrocchia di S. Giovanni Battista, nella piazza centrale del paese, costruita nel sec. XVII sui resti di una cappelle medievale.

All'interno due tele con due Sante incoronate da angeli di Francesco Antonio Collimodio, pittore locale del '600 e numerose altre tele dell'arte del '600 e '700 meridionale. La chiesa contiene otto altari in marmi policromi del XVIII secolo, un organo dipinto ed un coro ligneo.

  • Frammento del portale lapideo scolpito, XII sec.
  • Colonna mozza, quale basamento sacrificale, di epoca romanica;
  • Grotta di S. Michele o dell'Angelo ed eremo di S. Nilo, località Timpone Simara;
  • Ruderi del Castello di Mercurion X sec. si hanno notizie del fortilizio fin dagli inizi del secolo XIV;
  • Mulino ad acqua, nei pressi della chiesetta di S. Leonardo;
  • Cappella di S. Cosimo di origine bizantina;
  • Convento Francescano edificato su resti di Cenobio Basiliano del X sec. circa, fondato nel 1610, venne chiuso dopo il terremoto del 1783;
  • Chiesa di S. Leonardo e resti di cenobio basiliano del X sec, già intitolata a S. Sofia;
  • Grotta di S. Michele o dell'Angelo ed eremo di S. Nilo, località Timpone Simara;
  • torre dell'orologio con punto panoramico.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Luoghi di interesse naturale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riserva naturale Valle del Fiume Argentino.

Questo comune è sede della Riserva naturale Valle del Fiume Argentino, pertanto costituisce il punto di partenza ideale per molti itinerari escursionistici che si possono svolgere in questa porzione del Parco nazionale di cui fa parte. Tra questi si possono evidenziare il trekking lungo le gole del torrente Argentino o l'emozione delle discese in canoa o del "rafting" lungo le rapide del vicino fiume Lao. Oltretutto, la Valle presenta numerose oasi naturali, tra le quali una è stata dedicata al Beato Giovanni Paolo II, da sempre amante della natura (che ha avuto un posto privilegiato negli argomenti dei suoi scritti poetici) nel 2005, da iniziativa dell'Azione Cattolica parrocchiale.

Inoltre è presente una falesia tra le più conosciute della regione[4].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 458.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ La falesia di Orsomarso

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]