Chiaromonte

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Chiaromonte
comune
Chiaromonte – Stemma Chiaromonte – Bandiera
Chiaromonte – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Valentina Viola (lista civica "Chiaromonte Rinasce") dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 40°07′00″N 16°13′00″E / 40.116667°N 16.216667°E40.116667; 16.216667 (Chiaromonte)Coordinate: 40°07′00″N 16°13′00″E / 40.116667°N 16.216667°E40.116667; 16.216667 (Chiaromonte)
Altitudine 794 m s.l.m.
Superficie 70,02 km²
Abitanti 1 933[1] (novembre 2014)
Densità 27,61 ab./km²
Frazioni Armirosse, Battifarano, Bosco Magnano, Canocchielo-Pollino, Ponte, Cupolo, Grottole, Largo di Mezzo, Mancuoso, Pietrapica, Sagittario, Sammarella, San Pasquale, Sant'Uopo, Corice, Vertunno, Fiego, Ricolio, Cotura, Ischia, Ischitello, Don Fabio, Molioto, Pieschi, Savino, Valle Pastori, Foresta, Giardini del vescovo, Mainieri, Capricci, Poziello
Comuni confinanti Castronuovo di Sant'Andrea, Castrovillari (CS), Episcopia, Fardella, Francavilla in Sinni, Morano Calabro (CS), Noepoli, Roccanova, San Costantino Albanese, San Severino Lucano, Senise, Teana, Terranova di Pollino, Viggianello
Altre informazioni
Cod. postale 85032
Prefisso 0973
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076028
Cod. catastale C619
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti chiaromontesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno, 29 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Chiaromonte
Posizione del comune di Chiaromonte all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Chiaromonte all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Chiaromonte è un comune italiano di 1.933 abitanti [1] della provincia di Potenza, in Basilicata.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Sorge a 794 m di altitudine s.l.m. su uno sperone roccioso dominante la valle del fiume Sinni (a sud) e la valle del torrente Serrapotamo, suo affluente (a nord), all'interno del Parco nazionale del Pollino, nella parte meridionale della provincia, al confine con la parte settentrionale della provincia di Cosenza. Verso est si erge l'altura denominata "Timpa Angari", alle cui pendici si trova l'ex area archeologica locale (ritrovamento di una tomba di un guerriero italico del VI secolo a.C.).

Il centro storico è raccolto sullo sperone roccioso a mo' di anfiteatro, mentre il centro moderno si è espanso velocemente alle pendici del colle. Una caratteristica del paese è la presenza di numerose grotte scavate nella roccia, in cui sono conservate le riserve di vino rosso prodotto artigianalmente dai vigneti locali, uno degli elementi fondamentali della gastronomia di Chiaromonte.

Il territorio comunale ha tre exclave.

Dista 133 km da Potenza e 106 km da Matera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del "Portello" e del centro storico

Il centro è di origine molto antica, e si hanno testimonianze di presenze umane fin dall'età del ferro e poi di una penetrazione della cultura greca. Diventato un importante centro commerciale, venne poi conquistato dai Romani, che in località Castrovetere, a sud dell'attuale Chiaromonte, avevano un fortino. Nell'area abbondano i toponimi romani (Castrovetere, Cotura, Maldinaso, Savino, Cozzocanino), che indicano una presenza di fattorie romane. La Cappella di sant'Onofrio, attualmente in territorio di Fardella, è probabilmente derivata da un santuario pagano posto ai piedi del forte romano di Castrovetere e lungo la via di comunicazione fra la valle del Sinni e quella dell'Agri.

Il centro abitato di Chiaromonte si è verosimilmente sviluppato dopo che l'antico abitato romano di Castrovetere, successivamente alla caduta dell'impero, venne abbandonato (fenomeno simile è osservabile in altre località della Basilicata: per esempio l'antico forte romano di Castrum Gloriosum diede origine all'abitato di Pignola). Durante il Medioevo vi fu eretta una fortezza da parte di Normanni e Longobardi, dopo che nel IX secolo un terremoto l'aveva rasa al suolo. Subentrarono in seguito le famiglie feudatarie Chiaromonte e Sanseverino, che costruirono il castello (oggi ex-monastero) e le mura, con torri cilindriche e quadrate. L'origine del toponimo è ancora discussa. Probabilmente deriva dal latino clarus mons, in riferimento alla posizione dominante, o forse in relazione all'aspetto del luogo, disboscato e quindi libero (clarus).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa madre di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa madre di San Giovanni Battista, a tre navate, potrebbe essere stata edificata tra il XI e il XII secolo e inizialmente dedicata a san Nicola di Mira. Nel 1790, in seguito a lavori di ristrutturazione fatti eseguire dal vescovo Salvatore Vecchioni, prese pressappoco la forma e le dimensioni odierne. Nel XVIII secolo vi operarono alcune confraternite laicali.

Al suo interno è custodita la statua lignea policroma della Madonna del Sagittario con Bambino, di scultore ignoto, risalente al XII-XIII secolo. Questa statua, nel 1807, con la soppressione del monastero del Sagittario, venne trasferita da questo monastero alla collegiata insigne di san Tommaso Apostolo, dove rimase del tutto dimenticata per decenni. Nel 1950 venne rilevata dalla sovrintendenza alle Belle Arti di Bari, restaurata e trasferita presso la pinacoteca di quella città. Nel 2001, per iniziativa di alcuni cittadini e dell'allora parroco, venne indetta una pubblica sottoscrizione di richiesta della statua, che venne così riportata a Chiaromonte.

Nella navata destra è esposto, dal 26 agosto 2003, in un'urna lignea dorata del 1600, il corpo mummificato del beato Giovanni da Caramola.

La chiesa inoltre custodisce due preziosi quadri del XVI e XVIII secolo: un olio su legno raffigurante la Madonna del Rosario con san Francesco e santa Chiara attribuito al pittore Aniello de Laudiello e un olio su tela di autore sconosciuto raffigurante la decapitazione di san Giovanni.[2]

Collegiata insigne di San Tommaso apostolo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa venne onorata del titolo di collegiata insigne nella seconda dell'XI secolo. Nel 1226 Riccardo conte di Chiaromonte e prefetto imperiale di Federico II, riconfermò privilegi, prerogative et onori perché ormai consueti. Nel 1723 la collegiata di San Tommaso Apostolo fu eretta a parrocchia. Dopo trent'anni di inattività dovuti ad un lungo e radicale restauro, l'8 agosto del 2005 venne riaperta al pubblico.

Al suo interno sono da ammirare il grande altare in marmo, che fu dell'Abbazia di Santa Maria del Sagittario, un crocifisso ligneo risalente al XIV secolo, un'acquasantiera e una fonte battesimale del 1574 e due preziose tele del XVII secolo attribuite alla scuola di Luca Girodano.[3]

Abbazia di Santa Maria del Sagittario[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Abbazia di Santa Maria del Sagittario.

Secondo l'Abbate de Lauro sarebbe il 1152 l'anno di fondazione dell'abbazia. Nel 1309, Riccardo, figlio di Agnese Chiaromonte e di Rinaldo del Guasto, donò al monastero le terre di Rocca Imperiale, San Nicola de Pertugio, San Nicola de Salza e Senise. Nel 1320, Margerita e Giacomo Sanseverino lo dotarono di altre rendite, lo abbellirono e lo resero titolare di particolari benefici, confermati anche da Federico re di Napoli. Da questo momento il monastero divenne sempre più ricco e importante. I suoi possedimenti e i suoi benefici vennero riconosciuti e riconfermati da Alfonso d'Aragona nel 1444. Dipendeva da questo monastero la grancia di Ventrile, ex monastero benedettino dell'XI secolo intitolato alla Visitazione di Maria Vergine. Il monastero e la grancia restarono attivi sino al 1807 quando, a seguito di una legge, vennero incamerati dal demanio. Da quell'anno, i contadini della zona cominciarono ad abbattere l'abbazia e utilizzarne le pietre dei muri per costruire case e circondare campi ed orti. Dell'abbazia del Saggittario ora resta in piedi, ma cadente, il campanile. Della grancia di Ventrile si notano i ruderi delle mura e del campanile.[4]

Certosa di San Nicola[modifica | modifica wikitesto]

Venceslao decise di erigere una certosa in zona di Sant'Elania, presso il Rubbio nel tenimento di Chiaromonte, intitolata a san Nicola di Bari. Da un atto del 1710 risulta che la certosa ospitava il carcere del Barone.[5]

Convento di San Pasquale[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del XVII secolo, in direzione sud/est, nelle immediate vicinanze del centro abitato di Chiaromonte, nell'area dove era ubicata l'antica Area Sacra, sorgeva già il convento di San Pasquale, donato dal principe Bisignano agli Alcantarini. Non si conosce l'epoca della fondazione. Il convento venne soppresso nel 1808 e nel 1852 era già ridotto a rudere quando il vescovo Gennaro Maria Acciardi chiede alla cittadinanza di riedificarlo. Ma l'invito, per ragioni economiche, non sortì risultati.[6]

Altri edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Altri edifici religiosi sono: la Cappella di Santa Maria Melfitana (o dell'Immacolata Concezione), la Venerabile Cappella della Santissima Annunziata (eretta nel territorio detto "Grotta dell'Acqua", poco sotto l'abitato), la Cappella dello Spirito Santo (alla base meridionale del paese, nella località omonima), la Chiesa della Madonna del Sagittario (in località Sagittario), la Cappella di Sant'Opo (in contrada Sant'Uopo, dedicata all'eremita omonimo, che si narra avesse virtù profetiche e la capacità di provocare la pioggia ed era assai amato dagli agricoltori).

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La Torre della Spiga

Tra gli edifici civili più importanti, sono degni di nota il Palazzo Vescovile (1609) e il Palazzo di Giura, con annessa Torre cilindrica (XVIII secolo), che conserva al suo interno cimeli, oggetti artistici di gran valore e carte provenienti dalla Cina, portati da Ludovico Nicola di Giura, ufficiale medico presso la corte imperiale in Cina nel primo Novecento.

Da ricordare sono anche la porta d'ingresso più antica, denominata Portello, nel rione omonimo poco sotto la chiesa madre, i resti della Torre della Spiga, vestigia delle antiche mura che cingevano il borgo e il Castello-monastero, di fronte all'ingresso della Chiesa di San Tommaso, che fungeva da castello baronale e fu ingrandito e abbellito dai Sanseverino nel XVI secolo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Chiaromonte (mascherato sotto lo pseudonimo di Montegrano) è stato il teatro dell'analisi sociologica, condotta per conto dell'Università di Harvard, dal politologo Edward C. Banfield nel suo trattato The Moral Basis of a Backward Society, pubblicato negli Stati Uniti nel 1958.

Nel 1961 l'opera fu tradotta in italiano e pubblicata dalla casa editrice "Il Mulino" di Bologna, con il titolo Una comunità del Mezzogiorno; ripubblicata nel 1976 con il titolo Le basi morali di una società arretrata, è stata riedita, sempre per la stessa casa editrice, nel 2006.

Lo spessore etico delle relazioni sociali dominanti nella società oggetto degli studi di Edward C. Banfield hanno portato all'enucleazione dell'archetipo socio-antropologico del "familismo amorale".

Persone legate a Chiaromonte[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Chiaromonte si suddivide in rioni di antica origine, tradizionalmente rivali nelle funzioni religiose del paese. In particolare, i rioni appartenenti alla chiesa di san Giovanni erano rivali di quelli appartenenti alla chiesa di san Tommaso apostolo. Questa tradizione è andata perduta col tempo, sia a causa della lunga chiusura della chiesa di san Tommaso a causa di restauri, sia per il crescente spopolamento della zona vecchia del paese.

Rione La Croce

I nomi dei rioni sono: Calvario, Croce, Dietro le mura, Giudea, Grancìa, Mercato, Purtiello, Spirito Santo, San Pasquale, San Pietro, San Rocco, San Tommaso, Santa Lucia, Serrone, Tempa, Timpone, Torre della Spiga.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2009 2014 Antonio Vozzi Sindaco
2014 in carica Valentina Viola Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT, Bilancio demografico (provvisorio), maggio 2014.
  2. ^ C. Calza, "Cronologia della Storia della città di Chiaromonte.", Grafiche Zaccara - 2009. ("pp.23-24")
  3. ^ C. Calza, "Cronologia della Storia della città di Chiaromonte.", Grafiche Zaccara - 2009. ("pp.24-25")
  4. ^ C. Calza, "Cronologia della Storia della città di Chiaromonte.", Grafiche Zaccara - 2009. ("p.24")
  5. ^ C. Calza, "Cronologia della Storia della città di Chiaromonte.", Grafiche Zaccara - 2009. ("p.25")
  6. ^ C. Calza, "Cronologia della Storia della città di Chiaromonte.", Grafiche Zaccara - 2009. ("p.26")
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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