Chiaromonte
| Chiaromonte comune |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Antonio Vozzi (lista civica) dal 09/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°7′0″N 16°13′0″E / 40.11667°N 16.21667°ECoordinate: 40°7′0″N 16°13′0″E / 40.11667°N 16.21667°E | ||||
| Altitudine | 794 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 70 km² | ||||
| Abitanti | 2 015[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 28,79 ab./km² | ||||
| Frazioni | Armirosse, Battifarano, Bosco Magnano, Canocchielo-Pollino, Ponte, Cupolo, Grottole, Largo di Mezzo, Mancuoso, Pietrapica, Sagittario, Sammarella, San Pasquale, Sant'Uopo, Corice, Vertunno, Fiego, Ricolio, Cotura, Ischia, Ischitello, Don Fabio, Molioto, Pieschi, Savino, Valle Pastori, Foresta, Giardini del vescovo, Mainieri, Capricci, Poziello | ||||
| Comuni confinanti | Castronuovo di Sant'Andrea, Castrovillari (CS), Episcopia, Fardella, Francavilla in Sinni, Morano Calabro (CS), Noepoli, Roccanova, San Costantino Albanese, San Severino Lucano, Senise, Teana, Terranova di Pollino, Viggianello | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 85032 | ||||
| Prefisso | 0973 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 076028 | ||||
| Cod. catastale | C619 | ||||
| Targa | PZ | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Nome abitanti | chiaromontesi | ||||
| Patrono | san Giovanni Battista | ||||
| Giorno festivo | 24 giugno, 29 agosto | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Chiaromonte all'interno della provincia di Potenza |
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| Sito istituzionale | |||||
Chiaromonte è un comune di 2.016 abitanti della provincia di Potenza.
Indice |
[modifica] Geografia
Sorge a 794 m s.l.m. su uno sperone roccioso dominante la valle del fiume Sinni (a sud) e la valle del torrente Serrapotamo, suo affluente (a nord), all'interno del Parco nazionale del Pollino, nella parte meridionale della provincia al confine con la parte settentrionale della provincia di Cosenza. Verso est si erge l'altura denominata "Timpa Angari", alle cui pendici si trova l'ex area archeologica locale (ritrovamento di una tomba di un guerriero italico del VI secolo a.C.).
Il centro storico è raccolto sullo sperone roccioso a mo' di anfiteatro, mentre il centro moderno si è espanso velocemente alle pendici del colle. Una caratteristica del paese è la presenza di numerose grotte scavate nella roccia, in cui sono conservate le riserve di vino rosso prodotto artigianalmente dai vigneti locali, uno degli elementi fondamentali della gastronomia di Chiaromonte.
Il territorio comunale è suddiviso in diverse frazioni e confina con i comuni di: Fardella (6 km), Francavilla in Sinni (8 km), Senise (10 km), Teana (11 km), Castronuovo di Sant'Andrea (15 km), Roccanova (17 km), Episcopia e Noepoli (20 km), San Severino Lucano (25 km), Terranova di Pollino (28 km), San Costantino Albanese (29 km), Viggianello (41 km), Morano Calabro (CS) (88 km) e Castrovillari (CS) (95 km).
Dista 133 km da Potenza e 106 km dall'altra provincia lucana Matera.
[modifica] Storia
Il centro è di origine molto antica, e si hanno testimonianze di presenze umane fin dall'età del Ferro e poi di una penetrazione della cultura greca. Diventato un importante centro commerciale, venne poi conquistato dai Romani, che in località Castrovetere, a Sud dell'attuale Chiaromonte, avevano un fortino. Nell'area abbondano i toponimi romani (Castrovetere, Cotura, Maldinaso, Savino, Cozzocanino), che indicano una presenza di fattorie romane. La Cappella di S.Onofrio, attualmente in territorio di Fardella, è probabilmente derivata da un santuario pagano posto ai piedi del forte romano di Castrovetere e lungo la via di comunicazione fra la valle del Sinni e quella dell'Agri.
Il centro abitato di Chiaromonte si è verosimilmente sviluppato dopo che l'antico abitato romano di Castrovetere, successivamente alla caduta dell'impero, venne abbandonato (fenomeno simile è osservabile in altre località della Basilicata: per es. l'antico forte romano di Castrum Gloriosum diede origine all'abitato di Pignola). Durante il Medioevo vi fu eretta una fortezza da parte di Normanni e Longobardi, dopo che nel IX secolo un terremoto l'aveva rasa al suolo. Subentrarono in seguito le famiglie feudatarie Chiaromonte e Sanseverino, che costruirono il castello (oggi ex-monastero) e le mura, con torri cilindriche e quadrate. L'origine del toponimo è ancora discussa. Probabilmente deriva dal latino "Clarus Mons", in riferimento alla posizione dominante, o forse in relazione all'aspetto del luogo, disboscato e quindi libero (clarus).
[modifica] Studi antropologici
Il paese di Chiaromonte (mascherato sotto lo pseudonimo di Montegrano) è stato il teatro dell'analisi sociologica, condotta per conto dell'Università di Hanvard, dal sociologo Edward C. Banfield nel suo trattato The Moral Basis of a Backward Society, pubblicato negli Stati Uniti nel 1958.
Nel 1961 l'opera viene tradotta in italiano e pubblicata dalla casa editrice "Il Mulino" di Bologna, con il titolo "Una comunità del Mezzogiorno" e ripubblicata nel 1976 con il titolo "Le basi morali di una società arretrata". Un'ultima edizione, sempre dell'editrice "Il Mulino", è del 2006.
Lo spessore etico delle relazioni sociali dominanti nella società oggetto degli studi di Edward C. Banfield hanno portato all'enucleazione dell'archetipo socio-antropologico del "familismo amorale".
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Patrimonio architettonico
Sono numerosi gli edifici religiosi e civili di notevole interesse storico.
Sulla sommità del centro, poco distante dal "Catarozzolo", si trova la Chiesa di San Tommaso. La chiesa madre è dedicata a San Giovanni Battista, a tre navate, che custodisce una Madonna del Rosario su tavola del XVI secolo. Il Castello-monastero, di fronte all'ingresso della Chiesa di San Tommaso, fungeva da Castello baronale e fu ingrandito e abbellito dai Sanseverino nel XVI secolo.
Altri edifici religiosi sono la Cappella di S. Maria Melfitana (o dell'Immacolata Concezione), la Venerabile Cappella della S.ma Annunziata, eretta nel territorio detto "Grotta dell'Acqua", poco sotto l'abitato, la cappella dello Spirito Santo, alla base meridionale del paese, nella località omonima. In località Sagittario si erge la chiesa della Madonna del Sagittario. In contrada Sant'Uopo si erge infine la cappella, recentemente ristrutturata, detta di Sant'Opo, a 4 chilometri dall'abitato, dedicata all'eremita omonimo, che si narra avesse virtù profetiche e la capacità di provocare la pioggia ed era assai amato dagli agricoltori.
Tra gli edifici civili più importanti, sono degni di nota il Palazzo Vescovile (1609) e il Palazzo di Giura, con annessa Torre cilindrica (XVIII secolo), che conserva al suo interno cimeli, oggetti artistici di gran valore e carte provenienti dalla Cina, portati da Ludovico Nicola di Giura, ufficiale medico presso la corte imperiale in Cina nel primo Novecento.
Da ricordare sono anche la porta d'ingresso più antica, denominata "Il Portello", nel rione omonimo poco sotto la chiesa madre e i resti della Torre della Spiga, vestigia delle antiche mura che cingevano il borgo.
[modifica] Luoghi sacri
- La chiesa madre di San Giovanni Battista.[2]
Tra il XI e il XII secolo potrebbe essere stata edificata una prima cappella dedicata a San Nicola di Mira, successivamente dedicata a San Giovanni Battista. Nel 1790, in seguito a lavori di ristrutturazione, fatti eseguire dal vescovo Mons. Salvatore Vecchioni, la chiesa prende pressappoco la forma e le dimensioni odierne e nel secolo XVIII vi operano alcune confraternite laicali.
Al suo interno è custodita la statua lignea policroma della Madonna del Saggittario con Bambino, di scultore ignoto, risalente al XII-XIII secolo. Questa statua, nel 1807, con la soppressione del monastero del Saggittario, viene trasferita da questo monastero alla colleggiata insigne di San Tommaso Apostolo, dove rimane del tutto dimenticata per decenni. Nel 1950 viene rilevata dalla sovrintendenza alle Belle Arti di Bari, restaurata e trasferita presso la pinacoteca di quella città. Nel 2001, per iniziativa di alcuni cittadini e dell'allora parroco, viene indetta una pubblica sottoscrizione di richiesta della statua, che viene così riportata a Chiaromonte.
Nella navata destra della chiesa madre di San Giovanni Battista è esposto, dal 26 agosto 2003, in un'urna lignea dorata del 1600, il corpo mummificato del Beato Giovanni da Caramola.
La chiesa custodisce due preziosi quadri del XVI e XVIII secolo, uno (olio su legno) raffigurante la Madonna del Rosario con San Francesco e Santa Chiara (olio su legno attribuito al pittore Aniello de Laudiello), l'altro (olio su tela di autore sconosciuto) raffigurante la decapitazione di San Giovanni.
- La collegiata insigne di San Tommaso Apostolo.[3]
Il titolo di collegiata insigne, sancito dal Pontefice per una chiesa collocata in una paese inquivocabilmente importante, è attribuito nella seconda metà del XI secolo da Ugone il vecchio. Nel 1226 Riccardo, discendente di Ugone, conte di Chiaromonte e Prefetto Imperiale di Federico II, riconferma i privilegi, prerogative et onori perché ormai consunti.
Nel 1723 la collegiata di San Tommaso Apostolo è eretta a parrocchia. Dopo 30 anni di inattività dovuti ad un lungo e radicale restauro, l'8 agosto del 2005 la chiesa è riaperta al pubblico.
Al suo interno sono da ammirare il grande altare in marmo, che fu dell'Abbazia del Saggittario, un Crocifisso ligneo risalente al XIV secolo, un'acquasantiera e una fonte battesimale del 1574 e due preziose tele del XVII secolo, attribuite alla scuola di Luca Girodano.
- L'abbazia del Saggittario.[4]
Secondo l'Abbate de Lauro sarebbe il 1152 l'anno di fondazione dell'abbazia.Nel 1309, Riccardo, figlio di Agnese Chiaromonte e di Rinaldo del Guasto, dona al monastero del Saggittario leterre di Rocca Imperiale, San Nicola de Pertugio, San Nicola de Salza e Senise. Nel 1320, Margerita e Giacomo Sanseverino lo dotano di altre rendite, lo abbelliscono e lo rendono titolare di particolari benefici, confermati anche da Federico Re di Napoli.
Da questo momento il monastero diventa sempre più ricco ed importante. I suoi possedimenti e i suoi benefici sono riconosciuti e riconfermati da Alfonso d'Aragona nel 1444. Dipende da questo monastero la grancia di Ventrile, ex monastero benedettino dell'XI secolo intitolata alla Visitazione di Maria Vergine. Il monastero e la grancia restano attivi sino al 1807 quando, a seguito di una legge del governo francese, vengono incamerati dal demanio.
Da quell'anno, i contadini della zona cominciano ad abbattere l'abbazia e utilizzano le pietre dei muri per costruire case e circondare campi ed orti. Dell'abbazia del Saggittario ora resta in piedi, ma cadente, il campanile. Della grancia di ventrile si notano i ruderi delle mura e del campanile.
- La certosa di San Nicola.[5]
Venceslao decide di erigere una certosa in zona di Sant'Elania, presso il Rubbio nel tenimento di Chiaromonte, intitolata a San Nicola di Bari. Da un atto del 1710 risulta che la certosa ospita il carcere del Barone, che un documento dell'epoca così: "Le carceri della certosa erano lucide, luminose e pubbliche ed alte più palmi sopra il suolo".
- Il convento di San Pasquale.[6]
Alla fine del XVII secolo, in direzione sud/est, nelle immediate vicinanze del centro abitato di Chiaromonte, nell'area dove era ubicata l'antica Area Sacra, sorge già il convento di San Pasquale, donato dal principe Bisignano agli Alcantarini. Non si conosce l'epoca della fondazione. Il convento viene soppresso nel 1808 e nel 1852 è ormai ridotto a rudere quando il vescovo Gennaro Maria Acciardi chiede alla cittadinanza di riedificarlo. Ma l'invito, per ragioni economiche, finisce nel nulla.
[modifica] I Rioni
Chiaromonte si suddivide in rioni di antica origine.
Un tempo essere di un rione o di un altro si trasformava in una rivalità, soprattutto nelle funzioni religioni del paese. I rioni che appartenevano alla chiesa di san Giovanni, puntavano a fare oltre il limite per “vincere” contro i rioni che appartenevano alla chiesa di san Tommaso Apostolo. Questa tradizione è andata perduta col tempo, sia a causa della lunga chiusura della chiesa di san Tommaso a causa di restauri, e sia dal crescente spopolamento della zona vecchia del paese.
I nomi dei rioni sono: Tempa, Timpone, Purtiello, Spirito Santo, San Pasquale, San Pietro, San Rocco, San Tommaso, Grancìa, Santa Lucia, Calvario, Mercato, Croce, Serrone, Giudea, Dietro le mura (Adderete o mure), Torre della Spiga, Alla Turr.
[modifica] Personalità legate a Chiaromonte
- Giovanni da Caramola, (Tolosa, 1280 - Chiaromonte, 1339). Beato della Chiesa Cattolica.
- Ludovico Nicola di Giura, (Casoria, 1868 - Chiaromonte, 1947). Ufficiale medico di marina, scrittore e letterato.
- Giovanni Favoino di Giura, (Chiaromonte, 1885 - Chiaromonte, 1967). Avvocato, giornalista, scrittore e poeta.
- Spaltro Arnaldo, Bove, Luigi, (Chiaromonte). Medico. Promosse, con grande impegno politico e professionale, la costruzione dell'ospedale San Giovanni di Chiaromonte. Una via a lui dedicata ne ricorda l'opera.
- Deodato Leo, (Chiaromonte, 1 dicembre 1776). Notaio. Fu indagato per essersi schierato in favore dei Francesi e contro la Monarchia e poi indultato. Rogò in Chiaromonte dal 1796 al 1845.
- Raffaele Leo, (Chiaromonte, 1797). Aderì alla Carboneria nel 1820 e all'associazione segreta denominata Giovane Italia (non la quasi omonima e mazziniana Giovine Italia) nel 1848. Accorse a Campotenese in appoggio all'insurrezione calabrese e accusato di insurrezione armata contro l’autorità reale, fu indultato nel 1850. Da allora fu costretto al confino a Noja, attuale Noepoli.
- Francesco Leo[7], (Chiaromonte, 26 marzo 1811). Esercitò la professione di avvocato senza rinunciare agli ideali politici che espresse sin da studente a Napoli. Nei 1848 fece parte del Circolo Costituzionale di Chiaromonte e partecipò ai fatti di Campotenese. La reazione che seguì lo costrinse alla latitanza, ma fu arrestato nel 1850, processato dalla Gran Corte Speciale di Potenza e condannato a 7 anni di ferri nel 1852. Scontata la pena, riprese l'attività insurrezionale malgrado l'età avanzata e la salute cagionevole. Inviò i suoi due figli, Emanuele ed Errico, appena maggiorenni, a combattere tra i garibaldini sotto le mura di Capua nell’agosto 1860. Una volta raggiunta l'Unità d'Italia, rifiutò le offerte di onori e uffici e restò semplice cittadino.
- Umberto Leo, (Chiaromonte, 14 settembre 1859). Giurista. Modesto e schivo ma dotato di grande intelligenza, onorò le tradizioni legali della famiglia Leo e si occupò attivamente dell'amministrazione della cittadina.
- Alfredo Vozzi, (Chiaromonte, 1905 - Chiaromonte, 1998). Arcivescovo. Laureatosi in teologia dogmatica presso l'Università Gregoriana, divenne rettore del seminario regionale di Potenza. Nel 1953, Pio XII lo eleva alla dignità episcopale e gli affida la diocesi di Cava dei Tirreni e Sarno. Con l'unificazione delle diocesi di Amalfi e di Cava dei Tirreni, ne diventa Arcivescovo.
- Antonio Pozzi, (Chiaromonte, 1921 - Roma, 1943). Vicebrigadiere dei Carabinieri, medaglia d'argento al valor militare. Nel settembre del 1943, rifiutò di consegnare le armi della caserma a lui affidata ad un gruppo di delinquenti comuni romani, che lo denunziarono alle autorità tedesche. Arrestato, venne condotto nella sede delle SS di via Tasso a Roma, dove subì atroci torture. Venne poi giustiziato da un plotone di esecuzione tedesco, presso il Forte Bravetta, il 31 dicembre del 1943.
- Antonio Vozzi, (Chiaromonte, 1950). Politico. Sindaco di Chiaromonte per tre mandati, dal 1985 al 1999 e dal 2009 ad oggi. Senatore della Repubblica Italiana per due legislature, 1992 e 1994, e consigliere provinciale negli anni 70.
- Luigi Viola, (Chiaromonte, 1957 - Chiaromonte 2010). Politico. Sindaco di Chiaromonte per due mandati consecutivi, dal 1999 al 2004 e dal 2004 al 2009. Consigliere provinciale dal 2009 al 2010. Consigliere dell'Ente Parco del Pollino e Vice presidente della Fondazione Stella Maris Chiaromonte.
- Maddalena Ferrara, (Chiaromonte, 1982). Modella e attrice.
[modifica] Aeroporti
Lo scalo più vicino a Chiaromonte è quello di Lamezia Terme.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Antonio Vozzi (lista civica) dal 09/06/2009
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ C. Calza, "Cronologia della Storia della città di Chiaromonte.", Grafiche Zaccara - 2009. ("pp.23-24")
- ^ C. Calza, "Cronologia della Storia della città di Chiaromonte.", Grafiche Zaccara - 2009. ("pp.24-25")
- ^ C. Calza, "Cronologia della Storia della città di Chiaromonte.", Grafiche Zaccara - 2009. ("p.24")
- ^ C. Calza, "Cronologia della Storia della città di Chiaromonte.", Grafiche Zaccara - 2009. ("p.25")
- ^ C. Calza, "Cronologia della Storia della città di Chiaromonte.", Grafiche Zaccara - 2009. ("p.26")
- ^ (archiviato dall'url originale il 24-05-2008)
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Chiaromonte
[modifica] Collegamenti esterni
Si tratta di link a siti web esterni che forniscono un'ampia gamma di contenuti su Chiaromonte. Immagini e fotografie dei monumenti, delle località più suggestive del comune, informazioni molto utili su tradizioni, storia locale, artigianato e gastronomia, informazioni pratiche e aggiornate su come raggiungere il paese e soggiornarvi.
Documentario di Chiaromonte su FamilyLifeTV
http://www.consiglio.basilicata.it/pubblicazioni/leo/leo.asp
http://www.basilicata.cc/lucania/chiaromonte
http://www.parcopollino.it/comuni/chiaromonte.htm
http://www.antichisaporilucani.it/paesi/chiaromonte/chiaromonte.htm
http://www.altosinni.it/chiaromonte.htm
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