Pietrapertosa

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Pietrapertosa
comune
Pietrapertosa – Stemma
Pietrapertosa – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Antonio Pasquale Stasi (lista civica Io mi impegno) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 40°31′00″N 16°04′00″E / 40.516667°N 16.066667°E40.516667; 16.066667 (Pietrapertosa)Coordinate: 40°31′00″N 16°04′00″E / 40.516667°N 16.066667°E40.516667; 16.066667 (Pietrapertosa)
Altitudine 1088 m s.l.m.
Superficie 67 km²
Abitanti 1 087[1] (31-12-2012)
Densità 16,22 ab./km²
Comuni confinanti Accettura (MT), Albano di Lucania, Campomaggiore, Castelmezzano, Cirigliano (MT), Corleto Perticara, Gorgoglione (MT), Laurenzana
Altre informazioni
Cod. postale 85010
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076061
Cod. catastale G623
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 888 GG[2]
Nome abitanti pietrapertosani
Patrono San Giacomo
Giorno festivo 25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pietrapertosa
Posizione del comune di Pietrapertosa all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Pietrapertosa all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Pietrapertosa è un comune italiano di 1.087 abitanti della provincia di Potenza in Basilicata, posto alla quota media di 1088 m s.l.m.

Si tratta di uno dei paesi che costituiscono il cuore del Parco delle dolomiti lucane, così chiamate perché le cime assomigliano a quelle alpine e assumono al tramonto la colorazione rosata tipica delle Dolomiti vere e proprie.

Pietrapertosa fa parte, insieme agli altri comuni lucani di Venosa, Acerenza, Castelmezzano e Guardia Perticara, del Club I borghi più belli d'Italia, che comprende quasi 200 località situate lungo tutto lo "stivale"[3].

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è costruito interamente sulla nuda roccia, quasi incastonato in essa, sfruttandone ogni più piccolo anfratto. Si snoda praticamente lungo l'unica strada principale, fino ai piedi dell'antico castello risalente all'epoca della dominazione romana. Tale fortificazione è dominata da un arco naturale che un tempo era luogo di vedetta e posto di sentinella.

Elementi connotativi non solo di questo posto ma anche di tutta l'area del parco sono le opere di incanalamento delle acque meteoriche (scavate nella roccia viva), presenti sul basamento roccioso, e i gradini scavati nel masso, che, pur essendo consumati dal tempo e dai turisti (essi portano infatti alla sommità dell'arco naturale), rimangono comunque una preziosità in tutto l'ambiente circostante.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antico nome della città, ovvero "Pietraperciata" (che significa pietra forata) era stato dato per via della presenza del foro in una grande rupe, visibile dalla città. La costruzione della città è incerta, le teorie più accreditate danno nell’VIII secolo a.C. la sua fondazione ad opera dei Pelasgi, mentre stavano attraversando l'Italia meridionale. I Pelasgi costruirono le loro dimore nella parte bassa, per proteggersi da eventuali attacchi nemici e innalzarono fortificazioni sulle rocce.

Ai Pelasgi si sostituirono i Greci, giunti dalla costa ionica, i quali si spinsero verso l’interno portando le loro merci e i loro manufatti. Tracce della presenza ellenica sono testimoniate dalla forma ad anfiteatro di Pietrapertosa e nel nome di alcune località come "La costa di Diana". Successivamente si stanziarono i Romani, che resero Pietrapertosa il loro Oppidum e costruirono una fortezza, ove attualmente si erige la chiesa di S. Francesco.

Durante le invasioni barbariche, fu occupata dai Goti e poi dai Longobardi, che inclusero Pietrapertosa nel gastaldato di Acerenza. Passò in seguito sotto la dominazione bizantina da parte del signore saraceno Bomar. Fu proprio sotto la dominanza dei Saraceni che Pietrapertosa vide la costruzione delle sue parti più caratteristiche. La discesa Normanna-Sveva, vide il paese diventare uno dei più importanti centri strategici della Lucania data la sua posizione dominante della collina sottostante, partecipò alla rivolta ghibellina contro il Papa nel 1268.

Durante l'epoca angioina, divenne feudo di Guglielmo Tournespè nel 1269, per poi passare sotto altri feudatari come Pietro de Burbura (1278) e Giovanni Borbone (1280). Con l'arrivo degli aragonesi, Pietrapertosa divenne possedimento dei Gozzuti, dei Grappini e dei Diazcarlon, conti di Alife. Nel XVI secolo, passò ai Carafa, agli Aprano, ai Campolongo, ai De Leonardis, ai Suardi, ai Iubero ed infine ai Sifola di Trani.

Nel giugno del 1647, il popolo pietrapertosano partecipò alla rivolta contro le gabelle imposte dai signori la quale, però, fu duramente repressa. Per sfuggire alle pene, i più poveri furono costretti ad allontanarsi dal proprio paese e, chi scappava senza versare le tasse, veniva dichiarato bandito. I fuggitivi furono così forzati a darsi alla macchia, compiendo depredazioni. Anche molti monaci di campagna, che collaboravano con i banditi, dovettero abbandonare il centro cittadino. Tra questi banditi è da menzionare Scalandrone, un contadino di Pietrapertosa, che operava nella valle del Basento.

Nell’ottocento, durante la dominazione francese di Gioacchino Murat, Pietrapertosa fu centro liberale governata da un consiglio comunale, un decurionato, un sindaco e una guardia urbana per l'ordine pubblico, tutti eletti dal sovrano. In seguito partecipò ai moti antiborbonici del 1820 e del 1848. Nel 1860, alcuni pietrapertosani si unirono alla spedizione dei mille e, qualche anno dopo, la città fu coinvolta nel brigantaggio

Agli inizi del novecento, Pietrapertosa fu spopolata per via della malaria e dell’emigrazione verso le Americhe. Oggi Pietrapertosa conta poco più di 1300 abitanti e, grazie al suo paesaggio naturale e incontaminato, sta conoscendo una lenta ma progressiva crescita.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Fra i molti luoghi di interesse della città ritroviamo:

  • Chiesa di San Giacomo Maggiore (Matrice) o Chiesa Madre, costruita nel 1400.
  • Convento di San Francesco fondato nel 1474 con l'obiettivo di dare un luogo che potesse ospitare i Frati Minori Osservanti locali; al suo interno è conservato il dipinto Apparizione del Bambino a S. Antonio da Padova realizzato da Giovanni De Gregorio nel 1631 e numerosi affreschi di Giovanni Luce.
  • Cappella di San Cataldo situata innanzi al Castello Normanno- Svevo vi è un piccolo luogo di culto: la Cappella di San Cataldo.
Torre del castello
  • Cappella della Madonna del Rosario
  • Cappella di S. Rocco
  • Cappella del Purgatorio
  • I portali, tipici quelli che si osservano lungo Via Garibaldi, residuo delle vecchie case baronali del paese.
  • Arco di San Giovanni
  • Castello Normanno-Svevo, struttura di origine saracena precedentemente appartenuta al Bomar, in seguito diventò il castello Normanno - Svevo. Abbandonato e ridotto in stato di rudere, è stato recentemente sistemato con scavi che hanno riportato alla luce locali di servizio ed importanti reperti archeologici.
  • L'Arabata, il quartiere più antico di Pietrapertosa, il cui nome deriva dagli arabi del Bomar (838)
  • Orologio Solare o Meridiana, in Piazza Plebiscito, con la riproduzione sul quadrante del vecchio panorama del paese che comprendeva la famosa roccia del "Becco della civetta" (dalla forma della roccia che sovrastava il paese e che riproduceva alla perfezione una civetta con il becco aperto), ormai abbattuta a seguito di un intervento di messa in sicurezza, all'inizio degli anni '60 del secolo scorso.

Feste religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • 10 maggio : Festa in onore di San Cataldo Vescovo
  • 18-19-20 giugno : Festa in onore di Sant'Antonio da Padova
  • 16 luglio : Festa in onore della Madonna del Carmine
  • 24 - 25 luglio : Festa in onore di San Giacomo il Maggiore Patrono del Comune e della Parrocchia di Pietrapertosa
  • 15 agosto : Festa in onore della Madonna Assunta in Cielo
  • 16 agosto : Festa in onore di San Rocco e San Cataldo
  • 4 ottobre : Festa in onore di San Francesco di Assisi
  • 13 dicembre : Festa in onore di Santa Lucia

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parco di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane.

Il Volo dell'angelo[modifica | modifica wikitesto]

Volo dell'angelo

Pietrapertosa, insieme a Castelmezzano, dalla fine degli anni 2000, ha assunto maggiore notorietà per un'attrazione turistico-sportiva ideata a partire dalla primavera 2007. Si tratta del Volo dell'angelo che unisce i due paesi per mezzo di due cavi d'acciaio su cui coloro che ne desiderano provare l'ebbrezza possono scivolare a 120 km orari librandosi per circa un minuto, ad un'altezza di circa 400 m, ammirando il paesaggio sottostante da un punto di vista insolito.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Piatti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Castelmezzano (sinistra) e Pietrapertosa (destra)
  • La Pastorale la pecora bollita per molte ore con patate, sedano, cipolla e pomodoro;
  • I Migntiell involtini di fegato e polmone di capretto o agnello.
  • La Rafanata specie di frittata con la radice del rafano e pecorino.
  • Il Sanguinaccio dolce fatto con il sangue.
  • I Cauzuncill panzerotti con crema di castagna o ceci
  • I Scrippelle pasta fritta condita con sale e zucchero.
  • I Fazzemole pasta di uova fritta e cosparsa di zucchero e miele;
  • Il Pasticcio pizza rustica, tipica del periodo Pasquale di pastafrolla e toma farcita con salame e uova sode.
  • la Cuccia zuppa di legumi, frumento e mais.
  • Il Piccilatiell caratteristica pizza rustica arrotolata con alici.

Persone legate a Pietrapertosa[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ I Borghi più belli d'Italia. URL consultato il 25 novembre 2009.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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