Albano di Lucania

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Albano di Lucania
comune
Albano di Lucania – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Rocco Guarino (lista civica) dall'8/05/2012
Territorio
Coordinate 40°35′00″N 16°02′00″E / 40.583333°N 16.033333°E40.583333; 16.033333 (Albano di Lucania)Coordinate: 40°35′00″N 16°02′00″E / 40.583333°N 16.033333°E40.583333; 16.033333 (Albano di Lucania)
Altitudine 899 m s.l.m.
Superficie 55 km²
Abitanti 1 474[1] (31.12.2011)
Densità 26,8 ab./km²
Comuni confinanti Brindisi Montagna, Calciano (MT), Campomaggiore, Castelmezzano, Pietrapertosa, San Chirico Nuovo, Tolve, Tricarico (MT), Trivigno, Vaglio Basilicata
Altre informazioni
Cod. postale 85010
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076003
Cod. catastale A131
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 544 GG[2]
Nome abitanti albanesi
Patrono san Vito di Lucania
Giorno festivo 15 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Albano di Lucania
Posizione del comune di Albano di Lucania all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Albano di Lucania all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Albano di Lucania è un comune italiano di 1.495 abitanti della provincia di Potenza in Basilicata.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Sorge a 899 m s.l.m. (sul monte San Leonardo) nella parte centro-occidentale della provincia e confina con la parte nord-orientale della provincia di Matera. Confina con i comuni di: Campomaggiore (6 km), Trivigno (13 km), San Chirico Nuovo (15 km), Castelmezzano e Pietrapertosa (17 km), Tolve e Tricarico (MT) (18 km), Brindisi di Montagna (20 km), Vaglio Basilicata (22 km) e Calciano (MT) (27 km). Dista 34 km da Potenza e 78 km dall'altra provincia lucana Matera.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Esistono varie ipotesi sull'origine del nome del paese. Alcune tesi indicano il nome derivante da un condottiero di origine albanese, altri dalla storica contessa Filippa D'Alba. La tesi più accreditata è quella che fa derivare il nome dalla nobile famiglia romana degli Albius.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del paese sono molto incerte, a causa delle scarse documentazioni scritte. Durante i secoli esso fu governato da varie famiglie di nobili origini. Fino al 1301 fu governato dalla famiglia della contessa Filippa D'Alba. Dal 1301 in poi Albano fu governata dai Pipino. Nei secoli XV e XVI Albano fece parte del feudo dei Sanseverino. Fino al 1800 Albano fu governata dai duchi Ruggiero.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma d'Albano rappresenta in maniera stilizzata un albero, quasi certamente una quercia. La quercia vuole rappresentare il grande bosco che si estendeva nei dintorni di Albano nel passato e che vi si estende tuttora, seppur sfoltito dai vari campi adibiti ad un fine agricolo. L'utilizzo di questo stemma dovrebbe risalire alla fine del XVI secolo, come testimonia uno stemma situato nel paese del 1581.

Edifici storici e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Le chiese[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Matrice di Santa Maria Maggiore (ex chiesa Madonna della neve)[modifica | modifica sorgente]

Come molti altri edifici di culto della Basilicata la chiesa attuale sembra sorgere su un precedente edificio di culto, quasi sicuramente una chiesa paleocristiana. Successivamente, tra il 1200 e 1300, venne costruita la chiesa attuale, in stile romanico. Inizialmente era dedicata alla Madonna della Neve e dal 1924 in poi fu dedicata a Maria Santissima Assunta. La facciata principale della chiesa è chiusa dal 1924, realizzata in stile neoclassico ed in netto contrasto con il predominante stile romanico, con una facciata a capanna in pietra viva con alcuni spioventi. Sulla facciata principale si apre un portale con un arco acuto, sovrastato da un rosone centrale e due laterali più piccoli, che illuminano l'interno della chiesa. Sulla facciata laterale destra si trova il portale minore, che funge anche da ingresso principale della chiesa da quando venne chiuso nel 1924 il portale maggiore. La chiesa ha anche un grande campanile in pietra del XVIII secolo con una cuspide del 1967, realizzata successivamente ad un fulmine che abbatté la cuspide più antica nel 1963. Il campanile ha sei campane. Internamente l'edificio è costituito da tre navate con dodici altari minori e uno maggiore in marmo.E UNA STATUA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE,ATTRIBUITA A GIACOMO COLOMBO SEC.XVII SCOPERTA DALLO STUDIOSO MICHELE PICCINNI.

Cappella dell'Annunziata[modifica | modifica sorgente]

La piccola chiesetta dell'annunziata è una piccola cappella situata nei pressi della villa comunale. La Cappella ha vari oggetti liturgici di notevole importanza: Un altare ligneo del XVII o XVIII secolo, una tela del XVII e una scultura lignea del XVI.

Santuario della Madonna delle Grazie[modifica | modifica sorgente]

Il santuario si trova a circa quattro chilometri dal paese. L'edificio è in pietra viva e per alcuni periodi dell'anno accoglie la statua della Madonna delle Grazie, assieme ad un ritratto che la rappresenta.

Santuario della Madonna di Gis[modifica | modifica sorgente]

La nascita di questo santuario è incerta ma, secondo la tradizione orale, dovrebbe essere avvenuta fra il 1700 e il 1800. Al santuario è legata una leggenda secondo la quale un vecchio vaccaro osservò la Madonna in quel luogo.

Grotte e sculture[modifica | modifica sorgente]

Rocca del cappello[modifica | modifica sorgente]

La rocca del cappello è il netto esempio delle sculture naturali che prosperano nei dintorni del paese. Situata fra le Dolomiti lucane ed il Basentola Rocca del cappello è un colossale monolito alto dieci metri sovrastato da un enorme masso a forma di cappello.

Seggia del diavolo[modifica | modifica sorgente]

Altra scultura monolitica è la Seggia del diavolo. Essa presenta delle fattezze demoniache. Se osservata attentamente la scultura può sembrare un demone dotato di copricapo. Come la Rocca del cappello essa è stata costruita sicuramente per degli scopi rituali-religiosi.

Grotta dell'Annunziata[modifica | modifica sorgente]

Struttura religiosa risalente al VII e VIII secolo.

Resti archeologici e altri edifici storici[modifica | modifica sorgente]

Scavi archeologici di Seroto[modifica | modifica sorgente]

Nei dintorni dintorni di Albano, nel 1983, è stata rinvenuta una necropoli risalente al IV secolo a.C. La necropoli comprendeva cinque tombe, sotterrate da 1,50 a 3,50 metri sotto terra. Solamente tre avevano i resti di un cadavere. Tutti (tranne uno) i cadaveri rinvenuti avevano una caratteristica particolare: la testa era indirizzata ad est e il corredo funebre era situato ai piedi o lungo il fianco destro del defunto. Inoltre erano tutti supini.

Antichi mulini[modifica | modifica sorgente]

Nei dintorni di Albano si trovano i resti di due grandi mulini. Uno è ad acqua e uno è forse a vento. I mulini erano caratterizzati da un sistema di canali artificiali che convergevano presso un pozzo, sotto il quale si trovava una ruota che metteva in funzione delle pesanti macine di pietra.

Palmenti[modifica | modifica sorgente]

I palmenti sono delle strutture a forma di vasca. Essi sono formati da grandi blocchi di pietra. Ad Albano se ne contano almeno un centinaio e la loro funzione ancestrale era quella di altari pagani. I riti pagani che si svolgevano su questi palmenti erano sicuramente volti a placare l'ira degli dei o ingraziarseli. Durante le feste sacre venivano immolati i primogeniti di ogni famiglia oppure una fanciulla scelta a caso dopo delle danze sacre.

Santi[modifica | modifica sorgente]

San Vito, San Modesto e Santa Crescenza[modifica | modifica sorgente]

San Vito è il patrono d'Albano di Lucania. Il santo viene venerato e festeggiato il 15 giugno di ogni anno. la venerazione degli abitanti verso il santo è da far risalire al 1773, anno in cui la sacra congregazione dei riti elesse su richiesta del clero e del popolo d'Albano il santo come proprio protettore. San Vito viene venerato assieme ai santi Modesto e Crescenza.

San Rocco[modifica | modifica sorgente]

Originariamente festeggiato il 18 settembre, attualmente viene celebrato il 18 agosto. Essa è una delle più sentite dalla popolazione e viene festeggiata annualmente con un concerto.

San Michele Arcangelo[modifica | modifica sorgente]

La festa si celebra il 29 settembre. Dal 2000 questa tradizione è stata ripresa, grazie a una nuova statua edificata a sostituire la precedente, brutalmente trafugata.

Madonna delle Grazie[modifica | modifica sorgente]

La festa della Madonna delle grazie si celebra fra il 1° ed il 2 luglio. La celebrazione inizia già la terza domenica di maggio, quando la statua della Madonna delle Grazie viene condotto al suo santuario, situato nei pressi del paese. Da quel giorno un gruppo di devoti si reca ogni mattina a pregare e recitare il rosario al santuario. Il 1º luglio una processione giunge dal paese al Santuario. Alle 20:00 ricomincia la processione che trasporta la Madonna fino al paese, talvolta fino a tarda notte. Il giorno seguente in paese si celebra la festa.

Sant'Antonio Abate[modifica | modifica sorgente]

La festa avviene il 17 gennaio, dove, nella piazza principale del paese, si accendono vari falò.

Santa Lucia[modifica | modifica sorgente]

Celebrata il 13 dicembre, la tradizione è stata ripresa da pochi anni.

Sant'Antonio da Padova[modifica | modifica sorgente]

La festa avviene il 13 giugno, con una processione anticamente accompagnata da animali (soprattutto asini).

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Persone legate ad Albano di Lucania[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

http://www.albanowebsite.com/index.html http://www.basilicata.cc/chiese/albano1/index.htm http://www.comune.albanodilucania.pz.it/Home/Guidaturistica/tabid/15714/Default.aspx?IDPagina=6384

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
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