Tito (Italia)

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Tito
comune
Tito – Stemma Tito – Bandiera
Tito – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Graziano Scavone (lista civica "Cambio Tito") dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 40°35′00″N 15°41′00″E / 40.583333°N 15.683333°E40.583333; 15.683333 (Tito)Coordinate: 40°35′00″N 15°41′00″E / 40.583333°N 15.683333°E40.583333; 15.683333 (Tito)
Altitudine 650 m s.l.m.
Superficie 70,59[1] km²
Abitanti 7 263[2] (31-01-2013)
Densità 102,89 ab./km²
Frazioni Frascheto, Radolena, Rione Mancusi, Tito Scalo
Comuni confinanti Abriola, Picerno, Pignola, Potenza, Sant'Angelo Le Fratte, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania, Savoia di Lucania
Altre informazioni
Cod. postale 85050
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076089
Cod. catastale L181
Targa PZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti titesi
Patrono San Laviero Protomartire
Giorno festivo 7 settembre e 17 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tito
Posizione del comune di Tito all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Tito all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Tito (Lu Titu in dialetto locale) è un comune italiano di 7.263 abitanti[2] della provincia di Potenza, in Basilicata.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Basilicata.

Appartiene alla comunità montana del Melandro e si trova sullo spartiacque tra Ionio e Tirreno. Nascono nel suo territorio, difatti, due torrenti affluenti di due distinti corsi d'acqua che sfociano nei mari sopra citati, rispettivamente il torrente Tora, affluente del fiume Basento, e la fiumara di Tito, affluente del fiume Sele.

Centro con una delle principali aree industriali della provincia di Potenza, che è collocata poco sotto il versante sud del Monti Li Foj, avrebbe dovuto ospitare l'interporto lucano. In data 18 giugno 2009 il commissario ASI della provincia di Potenza, Alfonso Ernesto Navazio, con delibera numero 115, ha revocato la concessione dei terreni alla società che avrebbe dovuto realizzarlo.

Si ricordano diversi eventi storici nonché la presenza di scavi archeologici nei pressi del vecchio abitato del paese di Satriano. Nel territorio comunale rientra la Torre di Satriano, centro medievale che comprende i resti di una torre normanna, di una cattedrale e delle complementari strutture. Quest'area è un sito archeologico molto importante dove, in seguito a diverse attività di ricerca, sono stati ritrovati numerosi reperti risalenti anche al VII secolo a.C.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è sostanzialmente diviso in due parti: il capoluogo, Tito, dove risiedono la maggior parte degli abitanti, sede del Municipio e altri servizi, e la zona industriale e commerciale di Tito Scalo, che ospita lo scalo ferroviario delle Ferrovie dello Stato e una delle più importanti zone industriali della regione, dove stanno trasferendosi molte imprese del potentino.

Il territorio del comune di Tito è stato inserito in una zona di grado sismico pari a S=9 dopo il catastrofico sisma in Irpinia del 23 novembre 1980[3]. In seguito, con la delibera del Consiglio Regionale della Basilicata n.724 dell'11 novembre 2003 Tito, è stato inserito nella zona sismica 1[4][5].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Le stazioni meteorologiche più vicine sono quelle di Potenza e quella di Picerno. In base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +3,5 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +20,2 °C. Le precipitazioni medie annue si aggirano sui 650 mm, mediamente distribuite in 91 giorni, con minimi relativi in estate e picco massimo moderato in autunno[6][7][8][9].

POTENZA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,2 6,7 9,3 13,0 18,0 21,7 25,0 25,0 21,4 16,2 11,2 7,5 6,8 13,4 23,9 16,3 15,1
T. min. mediaC) 0,8 0,9 2,4 5,2 9,2 12,5 15,0 15,3 12,6 8,8 5,0 2,2 1,3 5,6 14,3 8,8 7,5
Precipitazioni (mm) 62,9 53,9 53,0 59,9 45,7 42,2 29,4 35,6 45,0 69,7 79,8 73,5 190,3 158,6 107,2 194,5 650,6
Giorni di pioggia 9 9 10 9 7 6 3 5 5 8 10 10 28 26 14 23 91
Umidità relativa media (%) 77 75 72 69 69 67 62 64 66 72 76 78 76,7 70 64,3 71,3 70,6
Vento (direzione-m/s) W
5,7
W
6,0
W
5,6
W
5,5
W
5,0
W
4,9
W
5,1
W
4,9
W
4,8
W
4,7
W
5,3
W.
5,5
5,7 5,4 5,0 4,9 5,2
PICERNO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,4 7,6 10,3 14,3 19,0 23,4 26,9 27,1 22,7 17,3 11,8 8,3 7,4 14,5 25,8 17,3 16,3
T. min. mediaC) 0,7 1,2 3,1 6,3 9,9 13,9 16,4 16,7 13,7 9,8 5,6 2,7 1,5 6,4 15,7 9,7 8,3
Precipitazioni (mm) 78 42 58 62 40 35 20 21 37 60 93 106 226 160 76 190 652
Giorni di pioggia 10 7 9 8 6 6 3 2 5 8 12 14 31 23 11 25 90
Eliofania assoluta (ore al giorno) 2,8 3,9 4,0 5,2 7,3 8,4 9,7 9,1 6,6 5,5 3,8 3,0 3,2 5,5 9,1 5,3 5,8

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Basilicata e Dialetti gallo-italici di Basilicata.

L'abitato sorgeva originariamente in posizione prospiciente all'attuale zona industriale sulle alture a sud della Piana di Santa Loja. A seguito della distruzione dello stesso (come riportato da Tito Livio), i titesi si spostarono più a valle, verso sud, nei pressi della Fiumara di Tito[11] dove sorge l'attuale cittadina la cui popolazione si incrementò anche grazie alla distruzione della non lontana Satrianum (1420-1430) della quale sono presenti importanti resti archeologici oggetto di campagne di ricerca.[12] A Tito, in Piazza del Seggio, durante la rivoluzione napoletana del 1799, gridando per l'ultima volta: “Viva la Repubblica, viva la libertà” venne fucilata Francesca De Carolis Cafarelli, diventando un'eroina repubblicana per il paese lucano.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della città di Tito.
« D'azzurro ad un T d'oro (che l'iniziale del nome) accostato da due stelle d'argento e sormontato da un solo parimenti d'oro... meno il campo ch'è... color di rosa. Aggiunge il motto: "Post Nebula Phoebus" forse alludente a disastri sofferti da essa, che poi fu riedificata con sorte migliore. »
(Delle Armi de' Comuni della Provincia di Basilicata di C.G. Gattini, Matera 1910[13])


Secondo lo statuto comunale il motto corretto è Post Nubila Phoebus[14]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Torre di Satriano[modifica | modifica wikitesto]

Torre di Satriano

Resti di edificio risalente al periodo X/VII secolo a.C.[15]. L'antica Satriano venne rasa al suolo nel 1420 per volere di Giovanna II e non fu mai più ricostruita. I suoi abitanti si dispersero nei paesi vicini di Pietrafixa (oggi Satriano di Lucania) e Tito e del suo glorioso passato non rimasero che il nome, i resti che ancor oggi possono essere visitati[12] e i racconti a metà tra la realtà e la fantasia circa la sua distruzione.

Fontana di Piazza del Seggio[modifica | modifica wikitesto]

Fontana monumentale in pietra che fu costruita nel XVIII secolo.[11]

Arco Durazzesco[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruito nel XV secolo ed introduce al palazzo comunale.[11]

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Nell'abitato di Tito, durante il periodo feudale, sorgeva, nel punto che ancor oggi è denominato Castello, una fortificazione cinta da mura, ma senza torri. Tale castello apparteneva in origine alla famiglia dei principi Ludovisi. Venne acquistato poi dai Principi di Stigliano, i quali nel 1692 lo cedettero per vendita al barone Laviano che era pure marchese di Satriano. Nel 1827 il castello fu venduto dal marchese Pietro Laviano ai proprietari terrieri Luigi Spera e Francesco Laurini.[16]

Luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Matrice di San Laviero Martire (Principale edificio di culto della città)
  • Chiesa e Santuario della Madonna del Carmine
  • Cappella di San Vito Martire
  • Cappella del Santissimo Crocifisso
  • Chiesa della Madonna delle Grazie
  • Chiesa della Madonna degli Sposi
  • Chiesa e Convento di Sant'Antonio di Padova
  • Chiesa dei Santi Primo,Sonzio,Valentino Martiri
  • Cappella di Santa Filomena
  • Cappella di San Vincenzo
  • Chiesa della Madonna Immacolata (Tito Scalo)
  • Chiesa della Madonna del Rosario

Chiesa Matrice Parrocchiale di San Laviero Martire[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruita nel 1465 è venne dedicata al patrono San Laviero martire. Fu gravemente danneggiata dai terremoti del 1694, del 1826 e del 1857. Anche nel sisma del febbraio 1963 subì notevoli danni. Danneggiata anche dal terremoto del 23 novembre 1980, è stata interamente ricostruita e riconsacrata e dedicata il 26 luglio 2009 a San Laviero martire. La chiesa è a tre navate e custodisce un organo ligneo e una tela del 1700 che rappresenta il martirio dei fratelli martiri Primo, Sonzio e Valentino. Sulla navata sinistra si vede il cappellone di San Mattia Apostolo mentre nella navata destra si apre un corridoio con le nicchie laterali. Nel transetto laterale destro si accede al campanile mentre nell'atrio si accede a una scala che scende nel seminterrato ove ci sono uffici, depositi e aule parrocchiali. La navata centrale si presenta con l'abside e la sede dell'altare mentre da una porta a sinistra si accede alla sagrestia. Al suo interno si custodiscono diverse statue.

  • la statua lignea della Madonna del Carmine, opera di ignoto intagliatore lucano;
  • le statue di San Donato e di Sant'Emidio e dei Santi Martiri Primo, Sonzio e Valentino, in cartapesta, realizzate tutte attorno al 1852 e completamente restaurate nel 1992;
  • la statua in cartapesta leccese della Madonna Addolorata;
  • il busto settecentesco ligneo di San Biagio;
  • le statue lignee di epoche differenti di San Pasquale, San Michele, Sant'Agostino, Santissima Annunziata, Madonna di Loreto, Sacro Cuore di Gesù e Sant'Anna.

Il campanile della vetusta matrice realizzato in ferro e metallo si presenta con delle vetrate doppie, al suo interno sono state collocate il 15 marzo 2009 tre campane con le immagini di San Laviero martire, della Madonna del Carmine e dei Santi Primo, Sonzio, Valentino martiri.

Chiesa del Calvario[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruita nel 1300 ed è uno dei luoghi di culto più antichi di Tito. Al suo interno si custodiscono i pregevoli altari lignei dedicati al SS. Crocifisso con una scultura del 1236 e a San Biagio vescovo e martire di Sebasten. La statua lignea di San Biagio è del 1700 circa, all'interno della chiesa del Crocifisso viene venerata anche una Madonna Nera, chiamata attualmente dal popolo titese Santa Brigida. La statua della Madonna è rivestita con un abito nuziale del 1900 ricamato a mano.

Chiesa della Madonna delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruita per devozione verso la Madonna delle Grazie dalla famiglia Laurino. Originariamente era privata, ma fu aperta come luogo di culto pubblico alla metà del XX secolo. All'interno della chiesa si custodisce un altare in legno dedicato alla Madonna delle Grazie con una statua in manichino del 1845, altre statue della chiesa sono quelle di Sant'Antonio abate, di Sant'Agnese martire e di Santa Filomena, inoltre si custodisce un crocifisso ligneo del 1500 circa di buona fattura, restaurato per devozione nel 1923. Nel 2010 sono state rubate tre statue, la Madonna delle Grazie, Sant'Agnese e Santa Filomena. Il comitato feste della Madonna delle Grazie si è adoperato con una colletta popolare per far ricostruire in vetroresina una copia della Statua della Madonna.

Convento francescano con annessa Chiesa di Sant'Antonio di Padova[modifica | modifica wikitesto]

Venne costruito nel 1514[11], e venne dedicato a Sant'Antonio da Padova e a San Francesco di Assisi. Al suo interno si possono osservare gli artistici e pregevoli altari barocchi del 1700 dedicati a San Francesco di Assisi e a Sant'Antonio da Padova. La chiesa è in stile barocco e ha due navate quella centrale e quella di sinistra. Le tele che si trovano nella chiesa sono sei e sono quello di San Michele arcangelo, della SS. Trinità, dei Martiri di Tito, dell'Immacolata Concezione, di Santa Chiara di Assisi e di Santa Marta monaca e della Madonna dei Martiri. Le statue che si trovano nella chiesa sono quelle lignee del 1769 di Sant'Antonio di Padova, San Francesco di Assisi e di Santa Rosa da Viterbo. La statua di Santa Lucia è in legno del 1800 mentre quella di San Rocco è in cartapesta del 900. Si conservano tre statue lignee del 1500 raffiguranti la Madonna del divino amore, la Madonna di Loreto e la Madonna del Carmine. Si conservano anche le statue del Gesù risorto, di Gesù bambino, del Cristo flagellato, e di un sacro cuore di Gesù. Il chiostro del convento francescano è affrescato con le vite di Sant'Antonio di Padova, di San Francesco di Assisi e lodi francescane opera del celebre Giovanni De Gregorio detto il pietrafesa del 1639. Il campanile del Convento ha tre campane con le immagini di S.Filomena,S.Antonio e S.Vito.

Santuario della Madonna del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruito nel 1800 da soldati francesi e custodisce nei quattro mesi estivi la statua della Madonna del Carmine. In questo periodo si svolgono numerosi pellegrinaggi in onore della Madonna del Carmine, dalla seconda domenica di maggio fino all'8 settembre. La chiesa è molto semplice e presenta un altare in marmo e una caggia (gabbia dalla struttura lignea aperta o chiusa da vetri sui lati) dove viene trasportata la statua della Madonna del Carmine nei cortei processionali. La festa della Madonna del Carmine si svolge la seconda domenica di maggio e l'8 settembre di ogni anno.

Chiesa di San Vito martire[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa si trova nell'omonimo rione. La chiesa di San Vito Martire completamente distrutta dal terremoto del 1980 è stata ricostruita nel 2000. All'interno si custodiscono su una colonna in marmo la statua lignea di San Vito martire del 1892 e le statue dell'Immacolata e del Cuore di Gesù. La festa in onore di San Vito martire si svolge ogni anno il 12 giugno. È molto frequentata la parrocchia dalla pietà popolare del rione.

Chiesa della Madonna degli Sposi[modifica | modifica wikitesto]

Posta a tre chilometri dal centro abitato sulla strada vecchia Tito Picerno, venne costruita da soldati francesi nel 1745. Si tratta di un'antica cappella che custodisce una statua lignea della Madonna che il popolo titese chiama dei martiri o degli sposi.

Chiesa dei Santi Primo, Sonzio, Valentino fratelli e martiri[modifica | modifica wikitesto]

Dedicata ai primi protettori di Tito, venne costruita nel 313. All'interno si custodisce un quadro dei tre Santi mentre le loro statue si venerano nella chiesa madre.

Chiesa della Madonna dell'Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

Costruita da famiglia nobile e devota alla Madonna di Pompei, all'interno custodiscono un altare in marmo con il quadro della Vergine del rosario e due quadri raffiguranti San Giuseppe e San Luigi Gonzaga. Nella cappella si recita il rosario per tutto il mese di maggio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[17]

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene i valori siano ancora molto lontani dalla media italiana, gli stranieri regolari al 31.12.2009[18] sono 226 (116 maschi e 110 femmine). La cittadinanza straniera al 31.12.2009 è pari al 3,16% della popolazione titese.

Le comunità maggiormente rappresentate sono:[19]

Nazione Stranieri regolari sul totale degli immigrati
Romania Romania 110 48,67%
Marocco Marocco 48 21,24%
Ucraina Ucraina 13 5,75%
Cina Cina 8 3,54%
Altre 47 20,8%

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetti gallo-italici di Basilicata.

Il dialetto titese fa parte dei cosiddetti dialetti gallo-italici[20]. Il filologo Gerhard Rohlfs descrive la particolarità dei suoni ascoltati durante il viaggio da Salerno a Taranto nei pressi delle cittadine di Picerno, Tito, Potenza e Vaglio Basilicata:

« ...Il viaggiatore che, in uno scompartimento di III classe nel tragitto da Napoli a Taranto, presti attenzione alla conversazione dei contadini che salgono ad ogni stazione, si renderà subito conto che nel primo tratto – se si trascurano variazioni nell’intonazione e differenze locali minime – la base linguistica è sorprendentemente unitaria. Ma subito dopo la profonda valle del platano, dalla stazione di Picerno in poi il quadro cambia. Improvvisamente arrivano all’orecchio del viaggiatore forme foniche che non si adattano assolutamente alla situazione osservata fino a quel momento... E così si continua anche dopo che il treno ha superato le stazioni di Tito e Potenza. Soltanto a partire da Trivigno queste caratteristiche scompaiono e, mentre il treno tra le brulle e selvagge montagne della valle del Basento si dirige verso il golfo di Taranto, ricompare improvvisamente la situazione linguistica che, appena due ore prima, era scomparsa così improvvisamente e in modo così inspiegabile... »

Feste religiose e tradizioni popolari[modifica | modifica wikitesto]

  • Venerdì Santo: processione della Madonna Addolorata - Via Crucis vivente per le vie del paese.
  • 18 marzo: falò in onore di San Giuseppe.
  • domenica successiva alla Trinità: festa in onore del Corpus Domini.
  • 13 maggio: ricordo popolare della Madonna degli Sposi (detta dei martiri)
  • Seconda domenica di maggio e 8 settembre: festa in onore della Madonna del Carmine.
  • 12 giugno: festa in onore di San Vito.
  • 13 giugno: festa in onore di Sant'Antonio di Padova.
  • 1ª domenica di luglio: festa in onore della Madonna delle Grazie.
  • 26 luglio: ricordo della consacrazione e della dedicazione della nuova Chiesa Madre (ricostruita dopo il terremoto del 23 novembre 1980) a San Laviero martire avvenuta il 26 luglio del 2009.
  • 6 agosto: festa in onore di Sant'Emidio.
  • 7 agosto: festa in onore di San Donato.
  • 16 agosto: festa parrocchiale in onore di San Rocco (pellegrinaggi ai santuari del santo a Satriano di Lucania e Tolve)
  • 27 maggio e 23 agosto: festa parrocchiale in onore di Santi Primo, Sonzio, Valentino Martiri di Tito.
  • 7 settembre e 17 novembre: Solenni festeggiamenti in onore di San Laviero martire, patrono e protettore principale della parrocchia e della città di Tito.
  • 8 dicembre: festa dell'Immacolata Concezione di Maria (parrocchia di Tito Scalo)
  • 8 dicembre - 6 gennaio: Accensione Albero di Natale Luminoso più grande della Basilicata e del Sud, a cura della locale Associazione A.N.S.P.I. Carità di Tito. L'Albero illumina le pendici della Torre di Satriano.
  • 13 dicembre: festa parrocchiale in onore di Santa Lucia Vergine e Martire

La Festa Patronale di San Laviero Martire[modifica | modifica wikitesto]

È il santo Patrono e Protettore del paese ed è titolare della Chiesa Parrocchiale. Viene invocato nei casi di malattie e di pubbliche calamità. Solenni Festeggiamenti sono a lui riservati il 4-5-6-7 settembre, con la grande festa estiva che è preparata con un solenne triduo di preghiere, e il 17 novembre giorno della Festa Patronale in cui si ricorda il suo martirio avvenuto nell'antica città romana di Grumentum nel 312 d.C. Nelle due date di festa il popolo partecipa numeroso, con solennità e devozione per ringraziare il santo della sua protezione su persone, case e cose. Molto suggestiva è la processione con la statua del santo che percorre le vie cittadine del centro storico e della città moderna.

San Laviero martire si festeggia nelle seguenti date:

  • 26 luglio: Ricordo della Consacrazione e Dedicazione della Chiesa Madre a San Laviero martire
  • 7 settembre: Festa del Patrocinio e della Protezione di San Laviero martire sul popolo di Tito
  • 17 novembre: Festa Patronale di San Laviero martire Solennità e Memoria del Martirio avvenuto nel 312 d.C. a Grumento Nova

La devozione verso San Laviero (Laverio) Martire[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la distruzione della città di Satriano nel 1420 una parte della popolazione si spostò nell'attuale Satriano di Lucania. Il resto della popolazione rifugiò a Tito portando via la reliquia del braccio di San Laviero martire. Tito accolse il Santo con tale devozione da elevarlo a patrono e protettore principale della cittadina. In suo onore venne costruita la Chiesa Madre del paese ancora oggi a lui dedicata. La tradizione titese vuole che per richiedere l'intercessione del Santo chiunque si senta poco bene o venga colpito da gravi malattie può legare un nastro rosso al braccio della statua lignea del santo implorandone la grazie. A distanza di qualche giorno, il nastro rosso viene ritirato dalla statua e messo al polso dell'ammalato affinché avvenga la guarigione.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Tito[modifica | modifica wikitesto]

Di ieri[modifica | modifica wikitesto]

  • Sodegerio da Tito (fl. 1239-1255), funzionario imperiale di Federico II di Svevia, governatore del Principato vescovile di Trento
  • Francesca Cafarelli De' Carolis (San Marco in Lamis, 1755 - Tito, 27 maggio 1799), Patriota.[21]
  • Andrea Federici (1733-1813), Giureconsulto.
  • Frate Giovanbattista da Tito, Religioso.
  • Frate Matteo da Tito, Religioso Francescano.
  • Giuseppe Messina, Giureconsulto e magistrato vissuto nel XIX secolo.
  • Don Giuseppe Spera (Tito, 12 agosto 1835 - 18 maggio 1908), Religioso e Poeta.[22]
  • Guido Spera (Tito 1886 - Bari 1956), Artista, pittore, illustratore. Conseguita la maturità classica a Potenza e laureatosi in Agraria nel 1914 presso la Scuola Superiore di Agricoltura di Portici,Guido Spera fu dapprima assistente alla cattedra di Patologia vegetale presso la stessa istituzione e dal 1927 funzionario direttivo presso le Cattedre Ambulanti di Agricoltura inizialmente in quella di Potenza e poi in quella di Matera, dove svolse una intensa attività di divulgazione delle tecniche agricole e di promozione dei prodotti agroalimentari lucani ininterrottamente fino alla soppressione di tali enti. Collaborò, inoltre, come illustratore alla rivista mensile illustrata “La Basilicata nel mondo”, rivolta agli emigrati d’Oltreoceano. Spera, con lo pseudonimo di Giesse, ideò una serie di ritratti fotografici e disegni per molte rubriche della pubblicazione. Raffigurò alcuni personaggi lucani del mondo della finanza, della politica, delle arti e delle professioni, ed elaborò anche il logo pubblicitario dell’Amaro Lucano del Cavalier Vena di Pisticci.
  • Carlo Alianello (Roma, 20 marzo 1901 - 1º aprile 1981), scrittore.[23] Di padre potentino e madre titese, nel suo romanzo storico l'Alfiere, sceneggiato anche in televisione nel 1956 (Vallecchi edit. Torino, capp. XII-XVI), pone lo svolgimento di una parte dell'azione narrativa a Tito: Pino Lancia, l’Alfiere dei Cacciatori borbonici protagonista dell’avvincente romanzo, ripara per la convalescenza appunto in Tito.[16]
  • Alfredo Mancinelli (Tito, 8 agosto 1924 - Potenza, 8 maggio 2005), allenatore di calcio.
  • Lorenzo Ostuni (Tito, 1938 - Roma 2013), filosofo, scrittore, simbologo, artista e autore TV.[24]

Di oggi[modifica | modifica wikitesto]

Associazioni locali[modifica | modifica wikitesto]

  • A.N.S.P.I. Carità TITO
  • Banda "Città di Tito"
  • Donne 99
  • GeneraZione Zero
  • Gruppo folk titese
  • Juve Club
  • Pro Loco "Gli Antichi Portali" di Tito
  • Ri-crea
  • San Laviero
  • Titesemente
  • Tito bike
  • Avis Comunale Tito

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

A Tito è ambientata parte dello sceneggiato televisivo L'Alfiere (1956) di Anton Giulio Majano, tratto dall'omonimo romanzo (1942) di Carlo Alianello.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade statali e provinciali della Basilicata.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti ferroviari sono assicurati dalla stazione di Tito, quindi verso tutte le località servite dalla Napoli-Salerno-Potenza-Taranto. La stazione di Tito sorge a circa 4 km dal centro abitato di Tito

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Tito.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Antonio Salvatore Sindaco
1990 1995 Sabatino Lucente Sindaco
1995 1999 Nicola Fermo Sindaco
1999 2004 Nicola Fermo Sindaco
2004 2009 Pasquale Edoardo Scavone Sindaco
2009 2014 Pasquale Edoardo Scavone Sindaco
2014 Graziano Scavone Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati di riferimento alla superficie
  2. ^ a b Dato Istat - Bilancio demografico Anno 2013.
  3. ^ Dichiarato sismico con D.M. 7 marzo 1981 di cui al n. (1) - http://www.geoastrovulcanologia.eu/elenco%20zone%20sismiche.pdf
  4. ^ http://zonesismiche.mi.ingv.it/documenti/031111_delibera_regione_basilicata.pdf
  5. ^ perComune.xls
  6. ^ http://www.meteoam.it/modules.php?name=viewClinoFile&station=300&name_station=Potenza Tabella climatica
  7. ^ www.wunderground.com/global/IY.html Medie climatiche 1961-1990
  8. ^ www.eurometeo.com/italian/climate Dati climatologici medi
  9. ^ http://erg7118.casaccia.enea.it/profili/tabelle/596%20%5BPotenza%5D%20capoluogo.Txt Tabella dei venti
  10. ^ Classificazioni climatiche dei comuni lucani
  11. ^ a b c d APT Basilicata: Tito
  12. ^ a b Scavi Archeologici effettuati sulla Torre di Satriano - Sito ufficiale del Comune di Tito
  13. ^ Delle Armi de' Comuni della Provincia di Basilicata di C.G. Gattini, Matera 1910
  14. ^ Statuto comunale su comune.tito.pz.it URL visitato l'8-2-2011
  15. ^ APT Basilicata: Sito di Torre di Satriano
  16. ^ a b Antonio Satriani, Il comune di Tito nella sua storia, Tito: 1978
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Dati Comune di Tito al 31 dicembre 2009. cittadini stranieri residenti al 31.12.2009.
  19. ^ Dati ISTAT al 31 dicembre 2008. La presenza straniera a Tito. URL consultato il 13 agosto 2011.
  20. ^ Home
  21. ^ Tito - Francesca De Carolis Cafarelli: un’eroina titese
  22. ^ Lu Vaccaru di Don Giuseppe Spera
  23. ^ Fondo Alianello - Sito ufficiale del Comune di Tito
  24. ^ LorenzoOstuni

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