Marsico Nuovo
| Marsico Nuovo comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Domenico Vita dal 2008 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°25′0″N 15°44′0″E / 40.41667°N 15.73333°ECoordinate: 40°25′0″N 15°44′0″E / 40.41667°N 15.73333°E | ||||
| Altitudine | 865 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 101 km² | ||||
| Abitanti | 4 585[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 45,4 ab./km² | ||||
| Frazioni | Pergola, Galaino, Camporeale, Calabritto | ||||
| Comuni confinanti | Abriola, Brienza, Calvello, Marsicovetere, Padula (SA), Paterno, Sala Consilina (SA), Sasso di Castalda | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 85052 | ||||
| Prefisso | 0975 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 076045 | ||||
| Cod. catastale | E976 | ||||
| Targa | PZ | ||||
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2 482 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | marsicani | ||||
| Patrono | san Gianuario | ||||
| Giorno festivo | 26 agosto | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Marsico Nuovo all'interno della provincia di Potenza |
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| Sito istituzionale | |||||
Marsico Nuovo (Màrsëchë in dialetto lucano[3]) è un comune di 4.608 abitanti in provincia di Potenza.
Indice |
Geografia fisica [modifica]
Posto a 865 m sul livello del mare, si sviluppa su tre colline che dominano la Val d'Agri: Civita, la più alta con il centro storico, Portello e Casale, più basse, con l'espansione moderna. Intorno sono le vette dei monti Facito, (1360 m s.l.m.), Maruggio (1576 m s.l.m.), Calvelluzzo (1701 m s.l.m.), Malagrina (1016 m s.l.m.), Tumolo (1198 m s.l.m.), Volturino (1835 m s.l.m.), Cognone (1035 m s.l.m.), Ausineto (1087 m s.l.m.), Lama (1568 m s.l.m.), Cavallo (1336 m s.l.m.), Cavalluccio (1252 m s.l.m.), Fontanalunga (1384 m s.l.m.), Schiavo (1300 m s.l.m.) e Arioso (1707 m s.l.m.).
I corsi d'acqua sono costituiti dal fiume Agri; vi si trova anche il lago di Piana del Lago (1290 m2)
Storia [modifica]
| Per approfondire, vedi Storia della Basilicata. |
Ritrovamenti archeologici casuali hanno permesso di attribuire con certezza al territorio una frequentazione già in epoca preromana e forse un abitato nella parte alta della collina della Civita, identificato ipoteticamente con Abellinum Marsicum, menzionato da Plinio, e databile tra il V ed il IV secolo a.C. Il centro era collocato in posizione strategica a controllo dell'imbocco della Val d'Agri e delle vie verso il Salernitano e il Potentino.
La città di Abellinum Marsicum aveva fatto parte della federazione di città stato lucane che si oppose alla penetrazione romana in Lucania. Dopo la fondazione della colonia romana di Grumentum il centro lucano decadde, per riprendersi con la creazione della via Herculea tra le colonie di Venusia e di Grumentum. Sul tracciato della via, del quale è stato rinvenuto un miliario sorse una statio, citata con il nome di Acidios, Aciris, Agri.
Con l'arrivo dei Longobardi e le lotte tra questi e Bizantini e Saraceni ebbe nuovamente importanza strategica, trovandosi sul confine meridionale del principato longobardo di Salerno: il principe Gisulfo I intorno al 940, elevò la città a contea a capo di un vasto territorio. La città venne fortificata e registrò una consistente crescita demografica, ottenendo il titolo di civitas.
Nel 1054 venne trasferita a Marsico la sede episcopale della diocesi di Grumentum. Con i Normanni venne posta come capoluogo amministrativo di un territorio che si estendeva su quasi tutto il Vallo di Diano e il basso Cilento. Roberto il Guiscardo, divenuto principe di Salerno, l'affidò in feudo a Rinaldo Malaconvenienza, figlio di Asclettino. Nel 1144 fu fatto conte di Marsico un Altavilla, Silvestro, figlio del conte di Ragusa e cugino diretto del re di Sicilia. Agli Altavilla succedettero i Guarna e nel XIII secolo la contea di Marsico passò ai Sanseverino.
I conti di Marsico furono quasi tutti gran connestabili e consiglieri reali, influenzando la politica del regno per tutto il periodo angioino, e con gli aragonesi divennero principi di Salerno.
L'ultimo conte di Marsico e principe di Salerno, Ferrante Sanseverino, entrato in contrasto col viceré di Napoli fu esiliato nel 1552 ed i suoi feudi furono messi in vendita. L’Universitas marsicana riuscì a raccogliere la somma necessaria al riscatto e la città venne perciò ascritta al regio demanio.
Nel 1638 però, essendo le casse vicereali in dissesto ed i cittadini impossibilitati a reperire le somme necessarie al mantenimento dell'autonomia amministrativa, la città fu nuovamente messa in vendita ed acquistata dalla famiglia Pignatelli col titolo di principi. Nel 1647 la città fu interessata dai tumulti popolari collegati ai moti rivoluzionari di Masaniello. Il principe Francesco Pignatelli fu costretto alla fuga mentre una decina di cortigiani venivano trucidati dalla folla in rivolta. La peste del 1656 dimezzò la popolazione e solo nel XIX secolo la città poté riacquistare un rilevante peso demografico superando i diecimila abitanti a metà secolo.
Nel febbraio del 1799 anche a Marsico fu innalzato il simbolico ”albero della libertà”: gli stessi feudatari Diego e Vincenzo Pignatelli ed il vescovo Bernardo Maria Della Torre erano a favore delle idee rivoluzionarie e la città aderì presto alla Repubblica Partenopea, subendo danni dalle bande sanfediste. La città nel 1820 era già sede di una “vendita” carbonara (la "Scuola dei costumi") e partecipò alle lotte risorgimentali.
Nel 1857 la città fu colpita dal terremoto che rase al suolo gran parte dei paesi limitrofi. Qualche anno dopo subì fatti di sangue che videro protagonisti i capibanda locali Angelantonio Masini e Federico Aliano, detto "Forgiarello", di Paterno.
Nel XX secolo la città si impoverì a seguito delle ondate migratorie seguite alle due guerre mondiali.
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[4] 
Amministrazione [modifica]
Cultura [modifica]
Musica [modifica]
Nel 1996 è stata fondata da marsicani residenti e non l'associazione Civitas Marsicana[5]. L'associazione si occupa dal 1996 delle serate musicali al borgo "Case Nuove" sul colle Civita, dove era stata costituita negli anni quaranta una banda musicale ("Banda musicale della città di Marsico"), fondata da Onofrio Fittipaldi. La famiglia Fittipaldi ha ripreso, assieme alla famiglia Grieco-Ventre le antiche tradizioni, fondando l'Associazione Civitas Marsicana, con una sezione musicale dedicata a Mariele Ventre di origine marsicane. Sono stati tenuti concerti di musica classica, anche operistica (Serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi in abiti d'epoca nell'edizione del 2000 presso il largo del Casale) e jazz. Ogni anno viene consegnata ad un artista ospite della manifestazione la medaglia d'argento del Presidente della Repubblica. La Associazione "Civitas Marsicana" si è impegnata nel corso dei suoi anni di attività, alla valorizzazione artistica e culturale della città di Marsico. Attualmente le attività dell'Associazione sono state sospese, memorabile agli occhi dei marsicani è stato il recital del pianista Aldo Ciccolini, nel 1999.
Cucina [modifica]
La cucina di Marsico Nuovo è una cucina semplice, basata su prodotti locali tradizionali. Tra i piatti tipici si ricordano:
- la cuccia, fatta con grano, mais, lenticchie, fagioli, cotiche di maiale e salsiccia grassa (pezzente);
- i fusidd cu a muddica, fusilli fatti in casa con la mollica di pane fritta;
- i triidd e fasul, cavatelli fatti a mano, conditi con fagioli cotti nella pignatta, al camino;
- la rafanata, frittata con uova sbattute, rafano grattugiato fresco, formaggio pecorino, salsiccia. La cottura avviene su fuoco in padella di ferro con coperchio ricoperto di brace;
- il pan m'nisc'c, mosto d'uva cotto con farina di semola, pinoli, noci ed aromi vari.
Personalità legate a Marsico Nuovo [modifica]
- Silvestro di Marsico - nobile normanno
- Mariele Ventre - direttrice di coro
- Gino Volpe - modesto cantautore folk
Economia [modifica]
L'economia del paese è prettamente agricola: in particolare è sviluppato il settore ortofrutticolo e la produzione di fagioli, oltre alla zootecnia.
Successivamente al terremoto del 1980, inoltre, sono state create due aree P.I.P., nelle quali si sono insediate numerose aziende artigianali che hanno dato una notevole spinta all'economia locale, creando un numero considerevole di posti di lavoro.
Un'altra grande spinta al paese, in termini di benessere ed occupazione, è data dall'estrazione petrolifera che da qualche anno interessa parte del territorio di Marsico Nuovo; uno sfruttamento di petrolio nel comune era gia' presente nel passato, almeno nel periodo attorno la meta' del secolo XIX, in quanto il geografo Amati segnala l'esistenza di miniere di asfalto nel comune [6] .
Sport [modifica]
Particolarmente radicato è il calcio femminile: il Real Marsico gioca stabilmente in Serie A2. La squadra gioca le sue gare nell'impianto cittadino dello Stadio Del Sole.
Note [modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 380.
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ Sito ufficiale dell'associazione Civitas Marsicana
- ^ vedi pag. 134 di Amato Amati, Elementi di geografia dell'Italia: Con cenni storici e statistici,, presso G. Gnocchi editore-librario, Milano, 1860
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
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