Trecchina

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Trècchina
comune
Trècchina – Stemma
Trècchina – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Ludovico Iannotti (Insieme Per La Continuità) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°02′00″N 15°46′00″E / 40.033333°N 15.766667°E40.033333; 15.766667 (Trècchina)Coordinate: 40°02′00″N 15°46′00″E / 40.033333°N 15.766667°E40.033333; 15.766667 (Trècchina)
Altitudine 500 m s.l.m.
Superficie 38,19 km²
Abitanti 2 369[2] (31-12-2010)
Densità 62,03 ab./km²
Frazioni Bolago, Camporotondo, Colla, Foresta, Maurino, Parrùta, Piano dei Peri,Pietra,Pietramorta, Ronzino, Santiquaranta,Scaloni,Starsia.[1]
Comuni confinanti Maratea, Lauria, Rivello, Nemoli, Tortora (CS)
Altre informazioni
Cod. postale 85049
Prefisso 0973
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076092
Cod. catastale L357
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti trecchinèsi
Patrono San Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Trècchina
Posizione del comune di Trecchina all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Trecchina all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Trècchina (['trekkina]) è un comune di 2.377 abitanti della provincia di Potenza.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Sita nell'entroterra della costa tirrenica lucana, nel mezzo dell'appennino lucano, il clima di Trècchina è proverbialmente alpestre, con inverni rigidi ed estati fresche.

Il paese si trova su un altopiano incastonato tra montagne ricoperte di boschi cedui all'altezza di 500 metri sul mare, tra cui dominano le cosiddette tre chine.

Il territorio trecchinese è attraversato lungo i suoi confini coi comuni di Nemoli, Lauria, Maratea e Tortora dal Fiume Noce.

Nel territorio di Trecchina sono presenti cime montuose di media altezza: il monte Coccovello (1.505 m) che è anche la vetta più alta del versante tirrenico dell'Appennino lucano, il monte Crivo (1.265 m), il monte Serra Pollino o Santa Maria (1099 m) ed il monte Messina (oltre 1000 m). Dalla cima del Monte Santa Maria ove è situato il santuario della Madonna del Soccorso nelle giornate limpide e prive di foschia è possibile ammirare il comprensorio delle Isole Eolie oltre che le maggiori cime montuose lucane e buona parte del litorale dell'alto Tirreno cosentino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del Nome

Numerose sono le interpretazioni date circa l'origine e il significato del toponimo. Lo storico Giacomo Racioppi vuole che derivi dal latino e significhi «luogo di sterpi e burroni», mentre l'abate Pacichelli sostiene che sia una corruzione del nome Terenziana. Una fantasiosa credenza popolare ritiene invece che il nome sia semplicemente il composto di tre chine, cioè le tre vette che sovrastano l’altopiano dove sorge il paese. A guar dar bene le vette sono quattro: Maiorino, Serra Pollino bipartita in cima, e Crivo

Poche e frammentarie sono le testimonianze archeologiche nel territorio di Trecchina. Gli storici che si sono soffermati sulla sua origine hanno presentato teorie discordanti:

Trecchina appare in un documento del 1079 col nome di Triclina. Il paese fu successivamente prima roccaforte gotica, poi longobarda. Dopo essere stata distrutta dai Saraceni, fu riedificata dai Longobardi di Salerno. Tra il XI e il XII secolo fu interessata da correnti migratorie di gruppi eretici provenienti dal Piemonte, in particolare dal Monferrato, che hanno lasciato una indelebile traccia nel dialetto locale[5]. Nell’epoca dei regimi feudali appartenne alla contea di Lauria, sotto la famiglia Sanseverino, e a quella di Tortora, sotto la famiglia Vitale. Tra i numerosi passaggi di proprietà del borgo, segnaliamo che nell’anno 1500 circa il feudatario Roberto Sanseverino, principe di Salerno, donò il castello di Trecchina (“la terra di Trecchiena”) al conte Michele Rizzo de Ricci di Castellammare di Stabia[6][7], ma questa famiglia detenne il feudo per poco tempo, avendo sostenuto l’entrata dei francesi in Napoli. Il castello, i cui ruderi sovrastano ancora oggi la parte antica dell’abitato, fu costruito nel 1530 dai baroni Palmieri di Latronico. Per pochi anni, dal 1811 al 1816, durante il governo francese di Gioacchino Murat del Regno di Napoli, Trecchina fu capoluogo di circondario[8] nell'ambito del distretto di Lagonegro; dopodiché, alla restaurazione borbonica, fu abolito, ripristinato il circondario di Maratea e introdotto quello di Lauria.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Michele Arcangelo: costruita nel 1857, è la chiesa parrocchiale di Trecchina ed è una delle chiese più grandi della Basilicata. Si trova nel mezzo di Piazza del Popolo.
  • Santuario della Madonna del Soccorso: piccola chiesetta sita sulla cima del Monte Santa Maria(altitudine 1089 m s.l.m.).
  • Chiesa di S. Giovanni.
  • Chiesa di Sant'Antonio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetti gallo-italici di Basilicata.

Trecchina è uno dei centri lucani dove si parla il gallo-italico.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Trecchina è famosa anche per un prodotto di panificio, comunemente chiamato "Pane di Trecchina", che proviene dalla cultura dei pastori cosentini i quali, durante i lunghi periodi di transumanza per il pascolo, cuocevano questo pane la cui particolarità è conservarsi morbido anche per più di una settimana. Per la vicinanza alla costiera di Maratea, Trecchina costituisce un luogo montano ambito da chi frequenta il golfo di Policastro perché consente il grande vantaggio sia del mare e sia dei monti, e il piacere di apprezzare la spiccata ospitalità trecchinese. Il piccolo ma incantato Paese lucano, infatti, pur essendo a dieci minuti d'auto dal litorale tirrenico, si trova a quota 500m s.l.m., circondato da giganteschi castagni, con Piazza del Popolo ornata di lussureggianti giardini ordinati in aiuole e viali fiancheggiati da conifere, acacie, tigli e rare piante ornamentali. Rinomati sono gli antichi dolci di pasta di noci e i gelati alla castagna.

Persone legate a Trecchina[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Carnevale trecchinese (mese di febbraio)
  • Pellegrinaggio della Madonna del Soccorso al Monte S. Maria (mesi di maggio e settembre)
  • Festa di S. Antonio (13 giugno)
  • Estate trecchinese (mesi di luglio e agosto con manifestazioni principalmente in Piazza del Popolo e nelle varie contrade)
  • Festa della Madonna del Soccorso (7 e 8 settembre)
  • Festa di San Michele Arcangelo (28 e 29 settembre)
  • Sagra della Castagna (mese di ottobre)
  • TrecchiNatale e Raduno Nazionale di Canoa (mese di dicembre)

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

L’abitato di Trecchina si divide in un centro-storico medioevale, sorto intorno a un Palazzo Baronale-Castello del XVI secolo, e in una zona residenziale, sorta nel XIX secolo. I primo, chiamato popolarmente Castello, è un tipico esempio di borgo medioevale, sorto intorno a un Palazzo Baronale, con vicoli stretti e caratteristici. Il secondo, detto Piano, si sviluppa intorno Piazza del Popolo (ampia oltre 1800 mq) e presenta un disegno urbanisticamente eccellente, con strade larghe e viabilità funzionale.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale di Trecchina sono presenti piccole frazioni. Quelle maggiormente popolate sono Parrutta e Piano dei Peri, che si trovano aggrappate su un declivio sospeso sulla valle del Noce. Le altre maggiori frazioni sono: Maurino, Scaloni, Starsia, Pietra, Pietramorta, Foresta, Ronzino, Camporotondo, Santiquaranta, Ortigliuolo, Bolago, Colla.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Trecchina è attraversato dalla Strada Statale 585 meglio conosciuta come Fondo Valle del Noce che collega l'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria all'altezza di Lagonegro Nord alla Statale 18 presso Castrocucco di Maratea.

Le strade provinciali che attraversano Trecchina sono la SP3 che la collega a Maratea e Lauria e la SP44 che porta alla frazione di Parrutta e successivamente alla SS585.

Collegamenti ferroviari[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Maratea (distante circa 16 km), servita regolarmente da treni regionali e interregionali e durante il periodo estivo anche dagli Eurostar. Le altre Stazioni vicine a Trecchina sono quella di Sapri (distante 32 km) e quella di Praja-Aieta-Tortora (a 20 km).

Collegamento Autostrada[modifica | modifica wikitesto]

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Gli scali aeroportuali più vicini sono:

Distanza dalle principali località[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Speleologia[modifica | modifica wikitesto]

A Trecchina, dal 1987, è presente la sede regionale del Catasto delle Grotte e delle Aree Carsiche della Basilicata (sede regionale del Catasto Grotte Naturali d'Italia). L'attuale curatore è Carmine Marotta.

A Trecchina è operativo dal 1974 il Gruppo Geo-Speleo "Valle del Noce" i cui affiliati hanno scritto le pagine più belle della storia della speleologia lucana.

Grotte[modifica | modifica wikitesto]

Numerose cavità naturali sono state inserite nell'elenco catastale delle Grotte della Basilicata. La Grotta Sant'Angelo con i suoi 580 metri è la cavità più estesa di Trecchina, mentre la Festola Grande con 136 metri di verticale è la più profonda.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ dati Istat 2001
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ G. B. Pacichelli, Il regno di Napoli in Prospettiva, Napoli 1702.
  4. ^ G. Antonini, La Lucania. Discorsi di G. Antonini barone di S. Biase, Napoli 1795.
  5. ^ G. Rohlfs, Sull’origine del dialetto di Trecchina, in P. Schettini, Trecchina nel presente e nel passato, Alessandria 1947.
  6. ^ Francesco Alvino, Viaggio da Napoli a Castellammare, Stamperia dell'Iride, Napoli 1845 - pag. 131.
  7. ^ Castellammare di Stabia (STABIANA). F. Alvino, Viaggio da Napoli a Castellammare
  8. ^ Decreto per la nuova circoscrizione delle quattordici provincie del regno di Napoli in Bullettino delle leggi del Regno di Napoli. Anno 1811. Da gennaio a tutto giugno, seconda edizione, Napoli, Stamperia della Segreteria di Stato, 1813, Pagine 231, 232.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Marotta, "Escursioni sul Coccovello", Il Coscile editore 1995
  • C. Marotta, "Trecchina Oasi della Basilicata", Il Coscile Editore, 1997.
  • C. & C. Marotta, "Casa Confiança", Attucci Editrice, 2005
  • P. Schettini, Trecchina nel presente e nel passato, Alessandria 1947.
  • G. Mensitiere, "Cenni sulle origini di Trecchina", in L. Orrico, 'Il dialetto Trecchinese', Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1985.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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