Lagonegro

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Lagonegro
comune
Lagonegro – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Domenico Mitidieri (Uniti per Lagonegro) dal 15/05/2011
Territorio
Coordinate 40°08′00″N 15°46′00″E / 40.133333°N 15.766667°E40.133333; 15.766667 (Lagonegro)Coordinate: 40°08′00″N 15°46′00″E / 40.133333°N 15.766667°E40.133333; 15.766667 (Lagonegro)
Altitudine 666 m s.l.m.
Superficie 112,41 km²
Abitanti 5 659[1] (febbraio 2014)
Densità 50,34 ab./km²
Frazioni Casale Serino, Cervaro, Farno, Fecìla, Fortino, Malpignata, Pennarone, Strette
Comuni confinanti Casalbuono (SA), Casaletto Spartano (SA), Lauria, Moliterno, Montesano sulla Marcellana (SA), Nemoli, Rivello, Tortorella (SA)
Altre informazioni
Cod. postale 85042
Prefisso 0973
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076039
Cod. catastale E409
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 120 GG[2]
Nome abitanti lagonegresi
Patrono san Nicola di Bari
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lagonegro
Posizione del comune di Lagonegro all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Lagonegro all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Lagonegro (Làhunìvr in dialetto lucano[3]) è un comune italiano di 5.659 abitanti[1] in provincia di Potenza.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il comune sorge a 666 m s.l.m. nel territorio della Valle del Noce nella parte sud-occidentale della provincia al confine con la parte sud-orientale della provincia di Salerno; vicini e ben collegati al paese sono anche i comuni della Campania meridionale e della Calabria settentrionale del Golfo di Policastro sul Mar Tirreno, come Sapri (SA), Praia a Mare (CS) e Tortora (CS), anche se non confinanti direttamente con il comune di Lagonegro, così come la perla del Tirreno lucana, Maratea. Nel suo territorio si trova il monte Sirino (2005 m).

La posizione geografica di Lagonegro è a metà strada tra il mare e le montagne, si tratta di una posizione particolarmente favorevole, che consente agli abitanti temperature quasi sempre miti. Di particolare importanza è l'orografia, allo studio dei monti e dei minerali si è dedicato nelle sue ricerche lo scienziato lagonegrese Giuseppe De Lorenzo. La zona è ricchissima di sorgenti e non mancano molti laghetti. Il suo territorio presenta una ricca fauna e una variegata flora contraddistinta dalla consistente presenza di castagneti e di faggeti.

Confina con i comuni di: Rivello (14 km), Nemoli (15 km), Casalbuono (SA) e Casaletto Spartano (SA) (20 km), Lauria (22 km), Tortorella (SA) (27 km), Moliterno (33 km) e Montesano sulla Marcellana (SA) (35 km). Dista 93 km da Potenza e 153 km dall'altro capoluogo di provincia lucano, Matera.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Per quel che riguarda il clima, esso è caratterizzato da un clima invernale rigido e umido e da estati fresche e piacevoli.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini della cittadina sono controverse, ma la teoria più accreditata fa derivare il borgo da un insediamento romano denominato Vicus Mendicoleius; pare addirittura che appena fuori del borgo vi sia una piccola chiesetta (detta del Rosario) sorta su un tempio pagano dedicato a Giunone[senza fonte]. Nell'VIII secolo pare avvenne l'insediamento di monaci Basiliani di origini bizantine o bulgare sulla rupe del castello. Forse la chiesa di San Nicola che svetta sul borgo, risalente al IX-X secolo, è opera conseguente allo stabilirsi di questi predicatori[senza fonte].

All'incirca in tale periodo il borgo è citato col suo attuale nome che pare derivi dalle scure acque di un lago appenninico situato nei dintorni e poi scomparso. Il borgo viene circondato nel IX-X secolo da mura e torri di cui ancora restano visibili incantevoli tracce. Di queste opere è molto suggestiva la porta di ingresso al borgo denominata "Porta di Ferro" la cui parte in pietra è stata rifatta nel 1552, al di sopra della porta c'è lo stemma della città post-feudale: San Michele Arcangelo che uccide il drago.

A partire dal 968, i suoi territori, costituirono una delle turme del thema di Lucania[4]. Nel periodo medievale, la cosiddetta "terra" di Lagonegro fece parte, della Contea di Lauria. Passò successivamente nel 1463 a Vinceslao Sanseverino, dodicesimo conte di Lauria. Non avendo figli maschi ammogliò sua figlia Luisia con Barnaba Sanseverino, fratello di Roberto principe di Salerno, dandole in dote il suffeudo di Lauria consistente in Lauria, Ursomarso, Layno, Castelluccio, Trecchina e cedette le sue ragioni sopra Torturella, Cuccaro, Lagoniro, Rocca, Policastro, Rivello, Scalea e Bervicaro.

L'11 agosto del 1498 il re Federico donò Lagonegro a Gaspare Saragusio, devoluta per ribellione di Guglielmo Sanseverino, la di cui figlia Giovanna la vendé poi a Vincenzo Caraffa. Nel 1548 il Caraffa la vendé a Giacomo Cossa col patto di retrovenderla. Nel 1550 il Vincenzo Caraffa cedé il dritto di ricomprarla per ducati 5000 a Luigi Caraffa, il quale, acquistò poi per ducati 20.000. I cittadini però nel 1559 si ricomprarono, divenendo così città demaniale[senza fonte]. Più recentemente, nel 1853, ha soggiornato a Lagonegro il Re di Napoli Ferdinando II[senza fonte].

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

"Di esso fu scritto: ‹Quem Nerulum dixere, Lagus post nomine niger | Iamdiu Lucanis, quae sibi fama Liber›, ma l’esser colà l’antica Nerula tu contraddetto dai moderni topografi, e la mutazione in Lagolibero[5], non fu ritenuto dagli stessi cittadini. Vuolsi invece fosse sorta all’epoca Longobarda ed il nome avesse tolto da un lago o stagno formato dal Tanagro detto pur Negro.

Cultura e Società[modifica | modifica sorgente]

Nella cultura di Lagonegro vi è la festività dedicata alla Madonna delle Nevi del Sirino, la quale si articola in tre successivi momenti: nella terza domenica di giugno la sua statua viene portata a spalle sul monte Sirino, facendo tappa presso la località Vrushco; il 4 e 5 agosto la festa si tiene sulla cima del monte Sirino, presso la cappella dedicata alla Madonna: per l'occasione molti lagonegresi organizzano un lungo campeggio sul monte, mentre il giorno della festa altri concittadini si fermano dopo il rito religioso per una scampagnata; la terza domenica di settembre, giorno della vera e propria festa patronale del paese, la statua della Madonna delle Nevi viene riportata a spalle a Lagonegro e riposta presso la cappella del "Sieggio", la chiesetta che la ospiterà per tutto l'inverno.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi diocesi di Tursi-Lagonegro.

Nel 1976 Lagonegro fu elevata a concattedrale della diocesi di Tursi-Lagonegro, che comprende tutta la fascia di territorio dal Tirreno allo Jonio. La forte tradizione che lega la cultura lagonegrese a quella cattolica è testimoniata dalle innumerevoli celebrazioni che si svolgono nel corso dell'anno:

  • Festività di San Giuseppe, viene realizzata nella zona del rione Rossi e che si svolge ai primi di maggio;
  • Festività di San Nicola, protettore della città, che si tiene la terza domenica di maggio;
  • Festività della Madonna del Carmine, che si svolge nella prima domenica successiva al 16 luglio;
  • Festività dell'Assunta, tradizionalmente celebrata a ferragosto;
  • Festività della Madonna degli Angeli che l'8 settembre si celebra presso l'omonimo monastero;
  • Festività dedicata alla Madonna delle Nevi del Sirino

Persone legate a Lagonegro[modifica | modifica sorgente]

Trasporti ed infrastrutture[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Lagonegro e Stazione di Lagonegro (FCL).

Lagonegro era servito da due linee ferroviarie, entrambe con capolinea nel medesimo, oggi chiuse. Una era la Lagonegro-Castrovillari-Spezzano Albanese chiusa nel tratto da Lagonegro fino alla successiva stazione negli anni cinquanta causa bradisismo e cedimento strutturale del ponte in uscita da Lagonegro chiamato "Serra". La linea era di gestione FCL. L'altra era la Sicignano degli Alburni-Lagonegro chiusa nel 1987 per cause ignote. La linea non è mai stata chiusa ufficialmente (quindi in esercizio), ma senza regolare passaggio. La linea è in pessimo stato ma ancora con ampi tratti di linea transitabile al treno. La gente del posto è legata all'infrastruttura in modo particolare; molto spesso si sono scatenate polemiche sulla possibile riapertura della linea del "Vallo di Diano", e ancora oggi ci sono varie associazioni per la riapertura tanto sperata e forse possibile.

Auto[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Lagonegro, all'incirca a metà strada tra Salerno e Cosenza, è situato in un punto nevralgico dei collegamenti vìari della Basilicata sud–occidentale ed è, in modo particolare, zona di transito per i viaggiatori che si spostano tra la regioni Campania e Calabria. Difatti, in tale zona, sono presenti due svincoli dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria:

Autobus[modifica | modifica sorgente]

È inoltre servita da numerose linee di autobus urbani ed extra–urbani; quest'ultimi sostituiscono la ex ferrovia e portano ogni giorno circa 7000 pendolari, tra studenti e lavoratori.

Aereo[modifica | modifica sorgente]

Aereo Gli aeroporti più vicini sono:

Infrastrutture[modifica | modifica sorgente]

Lagonegro è sede di numerosi servizi ed uffici pubblici, tra cui diverse scuole secondarie di secondo grado:

  • l'Istituto d'Istruzione Secondaria Superiore De Sarlo, comprendente un liceo linguistico, un liceo psicopedagogico ed un liceo scientifico;
  • l'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri Vittorino D'Alessandro, per le specializzazioni di ragioniere e geometra;
  • l'Istituto Professionale per l'Agricoltura e l'Ambiente Giustino Fortunato, coordinato dalla sede centrale di Potenza.

Lagonegro è inoltre sede distaccata dei corsi di Infermieristica della Scuola di Scienze della Salute Umana dell'Università di Firenze.

Sono presenti alcuni uffici decentrati della Regione Basilicata (tra cui la Protezione Civile), un ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate, il Tribunale e l'Azienda Sanitaria Locale n. 3.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Le due squadre di calcio della città sono: lA.S. Soccer Lagonegro '04 che milita in Eccellenza e lA.S.D Real Lagonegro '09 che milita nel girone C potentino di Terza Categoria.

In passato il Lagonegro Calcio ha disputato partite in Lega Nazionale Dilettanti.

Nella pallavolo è presente la Rinascita Volley Lagonegro '78 che milita nella serie B/2 nazionale.

Sono praticati molti altri sport come il ciclismo, che ha tuttora molti talenti giovanili per il panorama nazionale, e l'atletica con molti atleti che partecipano frequentemente a campionati provinciali, regionali e nazionali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Bilancio demografico Istat 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 340.
  4. ^ Spiritualità e società religiosa greca nell'Italia Meridionale e la Sicilia, pp. 25-26-27
  5. ^ come nota lo storico Giacomo Racioppi
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Iuri Lombardi. Monna Lisa: scoperta la vera sepoltura?. Nove da Firenze, gennaio 2007
  8. ^ Alla ricerca dei resti di Monna Lisa. «E se fossero finiti in discarica?», Corriere Fiorentino, aprile 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Guillou, Spiritualità e società religiosa greca nell'Italia Meridionale e la Sicilia, Bari, Istituto Superiore di Teologia Ecumenica "S. Nicola", 1972.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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