Lagonegro

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Lagonegro
Lagonegro - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Basilicata
Provincia: stemma Potenza
Coordinate: 40°8′0″N 15°46′0″E / 40.13333, 15.76667Coordinate: 40°8′0″N 15°46′0″E / 40.13333, 15.76667
Altitudine: 666 m s.l.m.
Superficie: 112,41 km²
Abitanti:
5.858 luglio 2008
Densità: 52,32 ab./km²
Frazioni: Casale Serino, Cervaro, Farno, Fecile, Fortino, Malpignata, Pennarone, Strette 
Comuni contigui: Casalbuono (SA), Casaletto Spartano (SA), Lauria, Moliterno, Montesano sulla Marcellana (SA), Nemoli, Rivello, Tortorella (SA)
CAP: 85042
Pref. telefonico: 0973
Codice ISTAT: 076039
Codice catasto: E409 
Class. sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Nome abitanti: lagonegresi 
Santo patrono: San Nicola di Bari 
Giorno festivo: 6 dicembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Lagonegro è un comune di 5.858 abitanti[1] in provincia di Potenza.

Indice

[modifica] Geografia

Il comune sorge a sud-ovest della provincia di Potenza, ai confini con quella di Salerno e con il territorio del Vallo di Diano. Nel suo territorio, al confine con Lauria, si trova il monte Sirino (2005 m).

La posizione geografica di Lagonegro è a metà strada tra il mare e le montagne, si tratta di una posizione particolarmente favorevole, che consente agli abitanti temperature quasi sempre miti. Di particolare importanza è l'orografia, allo studio dei monti e dei minerali si è dedicato nelle sue ricerche lo scienziato lagonegrese Giuseppe De Lorenzo.

La zona è ricchissima di sorgenti e non mancano molti laghetti. Per quel che riguarda il clima, esso è caratterizzato da elevate precipitazioni invernali e da una spiccata siccità estiva. Il suo territorio presenta una ricca fauna e una variegata flora contraddistinta dalla consistente presenza di castagneti e di faggeti.

[modifica] Storia

Le origini della cittadina sono controverse, ma la teoria più accreditata fa derivare il borgo da un insediamento romano denominato Vicus Mendicoleius; pare addirittura che appena fuori del borgo vi sia una piccola chiesetta (detta del Rosario) sorta su un tempio pagano dedicato a Giunone[senza fonte]. Nel VIII secolo pare avvenne l'insediamento di monaci Basiliani di origini bizantine o bulgare sulla rupe del castello. Forse la chiesa di San Nicola che svetta sul borgo, risalente al IX-X secolo, è opera conseguente allo stabilirsi di questi predicatori[senza fonte].

All'incirca in tale periodo il borgo è citato col suo attuale nome che pare derivi dalle scure acque di un lago appenninico situato nei dintorni e poi scomparso. Il borgo viene circondato nel IX-X secolo da mura e torri di cui ancora restano visibili incantevoli tracce. Di queste opere è molto suggestiva la porta di ingresso al borgo denominata "Porta di Ferro" la cui parte in pietra è stata rifatta nel 1552, al di sopra della porta c'è lo stemma della città post-feudale: San Michele Arcangelo che uccide il drago.

A partire dal 968, i suoi territori, costituirono una delle turme del thema di Lucania[2]. Nel periodo medievale, la cosiddetta "terra" di Lagonegro fece parte, della Contea di Lauria. Passò successivamente nel 1463 a Vinceslao Sanseverino, dodicesimo conte di Lauria. Non avendo figli maschi ammogliò sua figlia Luisia con Barnaba Sanseverino, fratello di Roberto principe di Salerno, dandole in dote il suffeudo di Lauria consistente in Lauria, Ursomarso, Layno, Castelluccio, Trecchina e cedette le sue ragioni sopra Torturella, Cuccaro, Lagoniro, Rocca, Policastro, Rivello, Scalea e Bervicaro.

L'11 agosto del 1498 il re Federico donò Lagonegro a Gaspare Saragusio, devoluta per ribellione di Guglielmo Sanseverino, la di cui figlia Giovanna la vendé poi a Vincenzo Caraffa. Nel 1548 il Caraffa la vendé a Giacomo Cossa col patto di retrovenderla. Nel 1550 il Vincenzo Caraffa cedé il dritto di ricomprarla per ducati 5000 a Luigi Caraffa, il quale, acquistò poi per ducati 20.000. I cittadini però nel 1559 si ricomprarono, divenendo così città demaniale[senza fonte]. Più recentemente, nel 1853, ha soggiornato a Lagonegro il Re di Napoli Ferdinando II[senza fonte].

[modifica] Toponimo

"Di esso fu scritto: ‹Quem Nerulum dixere, Lagus post nomine niger | Iamdiu Lucanis, quae sibi fama Liber›, ma l’esser colà l’antica Nerula tu contraddetto dai moderni topografi, e la mutazione in Lagolibero[3], non fu ritenuto dagli stessi cittadini. Vuolsi invece fosse sorta all’epoca Longobarda ed il nome avesse tolto da un lago o stagno formato dal Tanagro detto pur Negro.

[modifica] Cultura e Società

Nella cultura di Lagonegro vi è la festività dedicata alla Madonna delle Nevi del Sirino, la quale si articola in tre successivi momenti: nella terza domenica di giugno la sua statua viene portata a spalle sul monte Sirino, facendo tappa presso la località Brusco; il 4 e 5 agosto la festa si tiene sulla cima del monte Sirino, presso la cappella dedicata alla Madonna: per l'occasione molti lagonegresi organizzano un lungo campeggio sul monte, mentre il giorno della festa altri concittadini si fermano dopo il rito religioso per una scampagnata; la terza domenica di settembre, giorno della vera e propria festa patronale del paese, la statua della Madonna delle Nevi viene riportata a spalle a Lagonegro e riposta presso la cappella del "Sieggio", la chiesetta che la ospiterà per tutto l'inverno.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Religione

Per approfondire, vedi la voce diocesi di Tursi-Lagonegro.

Nel 1976 Lagonegro fu elevata a concattedrale della diocesi di Tursi-Lagonegro, che comprende tutta la fascia di territorio dal Tirreno allo Jonio. La forte tradizione che lega la cultura lagonegrese a quella cattolica è testimoniata dalle innumerevoli celebrazioni che si svolgono nel corso dell'anno:

[modifica] Personalità legate a Lagonegro

[modifica] Trasporti ed infrastrutture

Per approfondire, vedi la voce Stazione di Lagonegro.
Per approfondire, vedi la voce Stazione di Lagonegro (FCL).

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Domenico Mitidieri (PD) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0973 41330
Posta elettronica: protocollo@comune.lagonegro.pz.it

[modifica] Note

  1. ^ Abitanti residenti, dati Istat a luglio 2008. URL consultato il 02-02-2009.
  2. ^ Spiritualità e società religiosa greca nell'Italia Meridionale e la Sicilia, pp. 25-26-27
  3. ^ come nota lo storico Giacomo Racioppi

[modifica] Bibliografia

  • A. Guillou, Spiritualità e società religiosa greca nell'Italia Meridionale e la Sicilia, Bari, Istituto Superiore di Teologia Ecumenica "S. Nicola", 1972.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


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