Ferrovia Lagonegro-Castrovillari-Spezzano Albanese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lagonegro–Spezzano Albanese
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 105 km
Apertura dal 1915 al 1931
Chiusura 1978
Gestore MCL (1915-1961)
FCL (1961-1978)
Scartamento ridotto a 950 mm
Elettrificazione no
Ferrovie

La ferrovia Lagonegro–Spezzano Albanese era una linea a scartamento ridotto (950 mm) delle Ferrovie Calabro Lucane, che collegava il sud della Lucania ed il nord della Calabria attraversando l'area del Massiccio del Pollino. La linea serviva anche per collegare tra loro due stazioni delle Ferrovie dello Stato, Lagonegro a nord e Spezzano Albanese a sud.

Indice

Geografia[modifica]

Il tracciato percorre gran parte del Parco nazionale del Pollino e si trova ricompreso per la maggiore del percorso nell'area settentrionale della provincia di Cosenza, partendo dall'area meridionale di quella di Potenza. Oltre ai capolinea, altri importanti centri attraversati erano Lauria, Mormanno, Cassano all'Ionio e soprattutto la città di Castrovillari.

I comuni serviti erano: Lagonegro (PZ), Rivello (PZ), Nemoli (PZ), Lauria (PZ), Castelluccio Superiore (PZ), Castelluccio Inferiore (PZ), Rotonda (PZ), Viggianello (PZ), Laino Borgo (CS), Laino Castello (CS), Mormanno (CS), Morano Calabro (CS), Castrovillari (CS), Frascineto (CS), Civita (CS), Cassano all'Ionio (CS) e Spezzano Albanese (CS).

Storia[modifica]

Già nel 1882 la deputazione provinciale della città di Cosenza avanzava al governo del Regno la richiesta di costruzione di una ferrovia a scartamento normale che staccandosi dalla già esistente Ferrovia Cosenza-Sibari nella stazione di Spezzano Albanese raggiungesse, a Lagonegro, la costruenda Ferrovia Sicignano-Lagonegro attraverso il Vallo di Diano realizzando così il congiungimento con la linea per Eboli, Salerno e Napoli. La richiesta venne accolta solo più tardi con la legge Zanardelli del 1902 ma quando fu realizzata, a partire dal 1915, congiungendo Spezzano Albanese a Castrovillari, venne costruita a scartamento ridotto pregiudicando qualunque possibilità di prosecuzione senza cambiare convoglio e con tratte a cremagliera e un percorso tortuosissimo che ne limitavano fortemente la potenzialità. L'intera ferrovia venne inaugurata a spezzoni, il primo dei quali nel 1915 e l'ultimo nel 1931 .

Le aperture ed il grande progetto MCL[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferrovie_Calabro_Lucane.
Tratta Apertura Lunghezza km
Lagonegro-Laino Borgo
30 ottobre 1929 39,857
Laino Borgo-Morano Calabro
1 luglio 1931 32,255
Morano Calabro-Castrovillari
23 giugno 1930 3,377
Castrovillari-Spezzano Albanese
15 settembre 1915 25,254

Questa linea era il maggior tracciato distaccato dal resto della rete delle Ferrovie Calabro Lucane (All'epoca MCL - Mediterranea Calabro Lucane) e venne costruita, come gli altri spezzoni, nell'ambito di un mastodontico progetto che avrebbe congiunto, tramite un intricato percorso appenninico, Bari con il sud della Calabria, portando il totale della rete FCL oltre i 1.000 km. Il percorso prevedeva vari allacci: Da Bari Centrale, la tratta Bari-Altamura-Avigliano-Potenza-Laurenzana si sarebbe congiunta con la piccola Marsico Nuovo-Atena Lucana, che avrebbe proseguito, con la posa di una terza rotaia (per lo scartamento 950 mm), sul resto della Sicignano-Lagonegro (FS), per poi congiungersi con questa linea. Da Spezzano Albanese a Cosenza sarebbe proseguita sul tracciato della linea FS (sempre con la posa di una terza rotaia), per poi congiungersi alla linea Cosenza-Catanzaro. Da Catanzaro Lido a Soverato avrebbe nuovamente usato il tracciato FS per poi riallacciarsi alla linea trasversale dei due mari Soverato-Chiaravalle che con la sua prosecuzione, attraverso Simbario, doveva congiungersi alla ferrovia Vibo Valentia-Mileto. La linea, da Simbario attraverso Serra San Bruno, si sarebbe congiunta, a Cinquefrondi, con l'altra linea trasversale intermares che avrebbe allacciato la Marina di Gioiosa-Mammola alle Cinquefrondi-Gioia Tauro- e Palmi-Sinopoli.

Vita e chiusura della ferrovia[modifica]

Tuttavia questo colossale progetto, mai completato, lasciò isolati l'uno dall'altro i vari tracciati, la maggior parte dei quali sopravvisse stentatamente fino all'inesorabile chiusura dato lo scarso traffico locale fornito dai piccoli centri attraversati. Nei 50 anni di vita della linea[1] essa attraversò varie vicissitudini dovute a problemi strutturali, scarsità di traffico e tempi di percorrenza che, in un'Italia che andava sempre più velocizzandosi, diventavano sempre più lunghi e meno concorrenziali. Una serie di movimenti franosi sollevò una pila del Viadotto Serra, così che dal 1952 fu sospeso il transito dei treni tra La­gonegro e Rivello e venne sostituito con autoser­vizi, penalizzando ancor più la linea che sopravvisse finché, nei primi anni settanta, un viadotto nei pressi di Cassano Jonio ebbe dei cedimenti in volta che decretarono il distacco della linea anche dall'ultimo collegamento col resto della rete ferroviaria italiana. La linea, ridotta ad un moncone, nonostante servisse ancora svariati ed anche popolosi centri, fu chiusa all'esercizio nel 1978. Pochi anni dopo, nel 1984, vennero tolti anche i binari dalla sede.
La ferrovia successivamente passò in gestione, con un esiguo numero di autocorse sostitutive, alle FC (Ferrovie della Calabria).

Progetti non realizzati e ipotesi future[modifica]

La ferrovia, o parte di essa, è stata interessata da vari progetti. Il più importante, previsto dalla Legge Baccarini del 1879, era quello che prevedeva la costruzione della linea il cui tracciato da Sicignano attraverso Lagonegro e fino a Castrocucco si sarebbe ricongiunto (nei pressi di Maratea) alla Ferrovia Tirrenica Meridionale, snellendo il traffico ferroviario tra Battipaglia e Maratea. Ciò avrebbe portato grande beneficio in termini di traffico all'area del Pollino ed anche all'area silana dato che una prima richiesta progettuale del 1882 proponeva la costruzione della linea, a scartamento normale (1.435 mm). Questa, con la prosecuzione da Cosenza per Nocera Terinese, sulla Ferrovia Tirrenica Meridionale, prevista dalla stessa Legge Baccarini[2], sarebbe diventata un'importante alternativa per il traffico ferroviario verso Reggio Calabria e la Sicilia,

Nonostante le aspirazioni insopite e alcuni progetti di ripristino parziale non vi è stata alcuna iniziativa concreta. Permane chiusa anche principale afferente, la Sicignano-Lagonegro. Qualche ipotesi è stata fatta sulla riapertura come servizio suburbano della sola tratta Spezzano Albanese-Castrovillari, che comprende grossi centri abitati come Castrovillari[3] e Cassano Jonio la cui stazione FS, posta a 9 km di distanza sulla Cosenza-Sibari è stata soppressa nel 2005.

Caratteristiche[modifica]

Le zone attraversate hanno caratteristi­che orografiche difficili e instabili: la linea pertanto ebbe caratteristiche di ferrovia di montagna con numerose curve con raggio di 100 m, pendenza fino al 60 per mille ad aderenza naturale e tre tratte a cremagliera con pendenza dal 75 al 100 per mille. Nella tratta Spezzano-Castrovillari (seconda per anzianità fra le MCL / FCL dopo la Bari-Matera), si usò la cremagliera per superare i dislivelli; nella restante tratta Lagonegro-Castrovillari oltre alla cremagliera di tipo Strub, si usarono lunghe livellette e gallerie elicoidali.

Tra le opere d'arte più importanti è da notare il viadotto sul Vallone Serra, nei pressi di Lagonegro, lungo 200 metri, capolavoro di ingegneria interessantissimo in quanto la ferro­via era in ascesa dell'85 per mille e a cremagliera. Un'altra opera degna di nota, frutto dell'ingegno architettonico dell'epoca, è presente nel tratto compreso tra i comuni di Castelluccio Inferiore e Castelluccio Superiore: infatti, per collegare le due stazioni non distanti in linea d'aria, ma separate da un forte dislivello pari a 200 metri d'altezza, venne realizzata una galleria elicoidale, manufatto alquanto raro nelle strade ferrate d'Italia.

Lungo il tracciato aveva 28 tra stazioni e fer­mate, a una distanza media di 5,2 km. Le 2 stazioni capolinea erano contigue alle omonime stazioni FS rendendo semplice il trasbordo; erano costituite da fabbricati viaggiatori e parchi binari propri ed indipendenti da quelli FS.

Da Spezzano Albanese aveva origine anche una piccola linea ferroviaria, ad uso forestale, in direzione dei vicini comuni di Firmo e Lungro (capolinea).

I rotabili della linea[modifica]

I primi mezzi, in attesa di mezzi propri delle MCL, erano locomotive a vapore del Gruppo 370 delle Ferrovie dello Stato, atte al servizio sulla cremagliera; successivamente le MCL introdussero locomotive a vapore proprie classificate nei Gruppi 200, 260, 350 e 500. L'ultima locomotiva superstite del Gruppo 500, la 503 fabbricata dalla Cemsa nel 1932 è a tutt'oggi esposta nel piazzale della ex stazione di Castrovillari. Vi prestarono servizio successivamente per velocizzare e rendere più economico il servizio viaggiatori delle piccole automotrici monocabina, dei gruppi M1c80 e M1c 90r, conosciute come Emmine.

Percorso, stazioni e fermate[modifica]

BSicon exSTR.svgBSicon .svgBSicon .svgBSicon .svgBSicon .svg Linea FS per Sicignano
BSicon exKBHFe.svgBSicon exKBHFa.svgBSicon .svgBSicon .svgBSicon .svg Lagonegro (FS) / Lagonegro (FCL)
BSicon .svgBSicon exWBRÜCKE.svgBSicon .svgBSicon .svgBSicon .svg Viadotto Serra
BSicon .svgBSicon exHST.svgBSicon .svgBSicon .svgBSicon .svg Rivello
BSicon .svgBSicon exHST.svgBSicon .svgBSicon .svgBSicon .svg Nemoli
BSicon .svgBSicon exHST.svgBSicon .svgBSicon .svgBSicon .svg Bivio Latronico
BSicon .svgBSicon exHST.svgBSicon .svgBSicon .svgBSicon .svg Pastorella
BSicon .svgBSicon exBHF.svgBSicon .svgBSicon .svgBSicon .svg Lauria
BSicon .svgBSicon exHST.svgBSicon .svgBSicon .svgBSicon .svg Galdo
BSicon .svgBSicon exHST.svgBSicon .svgBSicon .svgBSicon .svg Prestieri
BSicon .svgBSicon exHST.svgBSicon .svgBSicon .svgBSicon .svg Castelluccio Superiore
BSicon exSTRrg.svgBSicon exKRZu.svgBSicon exSTRlg.svgBSicon .svgBSicon .svg Elicoidale
BSicon exSTRlf.svgBSicon exSTRrf.svgBSicon exSTR.svgBSicon .svgBSicon .svg
BSicon exHST.svg Castelluccio Inferiore
BSicon exHST.svg Rotonda-Viggianello
BSicon exGRENZE.svg Confine Basilicata - Calabria
BSicon exHST.svg Laino Borgo
BSicon exHST.svg Laino Castello
BSicon exHST.svg Pietragrossa
BSicon exHST.svg Papasidero
BSicon exBHF.svg Mormanno
BSicon exHST.svg Campotenese
BSicon exHST.svg Carbonaro
BSicon exHST.svg Morano Calabro
BSicon exHST.svg Crocifisso
BSicon exBHF.svg Castrovillari
BSicon exHST.svg Frascineto Pietà
BSicon exHST.svg Frascineto
BSicon exHST.svg Civita
BSicon exHST.svg Madonna della Catena
BSicon exBHF.svg Cassano allo Ionio
BSicon exWBRÜCKE.svg Viadotto
BSicon exHST.svg Garda
BSicon xABZrg.svg Linea FS per Sibari
BSicon .svgBSicon exKBSTa.svgBSicon BHF.svgBSicon .svgBSicon .svg Spezzano Albanese (FCL) / (FS)
BSicon .svgBSicon exSTRrf.svgBSicon STR.svgBSicon .svgBSicon .svg ferrovia forestale per Zoccalia
BSicon STR.svg Linea FS per Cosenza

Note[modifica]

  1. ^ Il cinquantennio si fa partire dalla data in cui furono ultimate tutte le tratte
  2. ^ s:L. 29 luglio 1879, n. 5002, per la costruzione di nuove linee di completamento della rete ferroviaria del Regno
  3. ^ Castrovillari si è candidato a capoluogo di provincia

Bibliografia[modifica]

  • Vittorio Cappelli, Tra Sibari e il Pollino - La percezione del paesaggio negli ultimi due secoli. Antologia degli scritti di viaggiatori, studiosi e narratori, Rubettino, 2003, 168 pagine. ISBN 978-88-498-0881-0

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]