Vaglio Basilicata

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vaglio Basilicata
comune
Vaglio Basilicata – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Giancarlo Tamburrino (lista civica Rinascita Vagliese) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 40°40′00″N 15°55′00″E / 40.666667°N 15.916667°E40.666667; 15.916667 (Vaglio Basilicata)Coordinate: 40°40′00″N 15°55′00″E / 40.666667°N 15.916667°E40.666667; 15.916667 (Vaglio Basilicata)
Altitudine 935 m s.l.m.
Superficie 42 km²
Abitanti 2 128[1] (31-12-2010)
Densità 50,67 ab./km²
Comuni confinanti Albano di Lucania, Brindisi Montagna, Cancellara, Pietragalla, Potenza, Tolve, Tricarico (MT)
Altre informazioni
Cod. postale 85010
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076094
Cod. catastale L532
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti vagliesi
Patrono san Faustino
Giorno festivo terza domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vaglio Basilicata
Posizione del comune di Vaglio Basilicata all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Vaglio Basilicata all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Vaglio Basilicata (fino al 1863 chiamata Vaglio, dal 1863 al 1933 chiamata Vaglio di Basilicata, dal 1933 al 1955 chiamata Vaglio Lucano) è un comune italiano di 2.150 abitanti della provincia di Potenza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

1861 - Brigantaggio. Il 15 novembre, ormai in vista di Potenza, Carmine Crocco, e José Borjès, mossero da San Chirico per attaccare il paese di Vaglio nei cui pressi si accamparono. Al mattino gli abitanti assaliti e massacrati da forze soverchianti si difesero per quanto possibile rifugiandosi in parte all’interno del convento. Qui continuarono ad opporre resistenza malgrado fosse stato appiccato il fuoco al palazzo stesso. [2] Secondo quanto riportato dal Del Zio nel corso della battaglia le bande di Crocco “uccisero i fratelli Rocco e Francesco De Mattia, Giuseppe Janelli, Faustino Saponara, Rocco D’Anzi e la figlia, Domenico Tamburrini ed altri, tutti gentiluomini patriotti che lasciarono la vita per mano dei feroci masnadieri”. [3]

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio del comune si trova il sito archeologico dell'abitato di Serra di Vaglio, attribuito al popolo dei Peuketiantes, ricordati da Ecateo di Mileto, a partire dall'VIII, e con una successiva fase lucana tra la fine del V e gli inizi del III secolo a.C. Nella vicina necropoli di "Braida di Vaglio" sono state rinvenute tombe principesche databili tra la fine del VI e la metà del V secolo a.C. I resti dell'abitato e della necropoli sono visitabili nel "Parco archeologico di Serra di Vaglio".

Nella località di Rossano di Vaglio si trovano invece i resti del santuario federale dei Lucani, dedicato alla dea Mefite, nato a partire dal IV secolo a.C. e sviluppato in particolare nel corso del II secolo a.C., nell'ambito del processo di romanizzazione della regione lucana. I resti del santuario sono visibili all'interno del "Parco del Santuario di Rossano".

Il presunto ritratto di Leonardo da Vinci, conservato nel Museo delle antiche genti di Lucania

Nella pineta di Vaglio si trova inoltre il Museo delle antiche genti di Lucania, che offre una serie di ricostruzioni della vita dell'abitato e del santuario ed è noto per la presenza di un ritratto attribuito a Leonardo da Vinci, mentre i materiali dei siti archeologici si conservano in gran parte nel Museo archeologico nazionale della Basilicata, a Potenza.

Nelle vicinanze di una delle due porte di accesso all'antico abitato, è stato allestito il museo della civiltà rurale che racconta la storia del paese attraverso oggetti e foto raccolti dall'associazione ACLI del paese.

A Vaglio sulla Serra San Bernardo vi era la cittadina denominata Utilia Bella. Nel Bosco di Rossano o come si chiamava anticamente: Ursana, vi sono i resti del tempio dedicato alla dea Mefitis: antichissima divinità Greco-Romana, venerata nel meridione d’Italia, come protettrice dalle febbri malariche e dalle esalazioni dell’acqua stagnante, nonché dei campi e delle greggi. In questo luogo vi era la cittadina di Ursana fondata dagli antichi lucani chiamati Ursentum, con il contributo delle popolazioni greche, che giunsero nell’entroterra attraverso il corso dei fiumi dalle coste. Alcune lapidi sottratte al tempio di Ursana sono incastonate sui muri di alcuni palazzi nobiliari di Potenza. Una lapide ancora oggi è visibile sul lato sinistro del palazzo del conte Loffredo, nei pressi della cattedrale. Su questa lapide alla dea Mefitis viene dato l’appellativo di “Utiana”, che potrebbe essere un’iscrizione corrotta di “Ursiana” da cui sarebbe derivata la denominazione di “Utinia” l’altro sito archeologico sull’altura di Serra San Bernardo.

Il nome latino di Vaglio è Balium, che il Racioppi fa derivare da Vallum: luogo cinto da vallo, ma sarebbe più verosimile che il nome scaturisca dal medioevale Balium; ossia un fortilizio composto di mura, torri ed alcune porte nei punti strategici, come quelle che ancora oggi si notano alle estremità opposte dell’antico caseggiato. A conferma dell’architettura militare difensiva del paese, come: “castrum militum” è il nome Balium, attribuito ad una porta del Maschio Angioino di Napoli. La tesi molto personalistica e fantasiosa dell’autore lo porta a pensare che il nome derivi dal greco Balio- Balios-, che era anche il nome di uno dei cavalli di Achille. Balios, per i greci era il nome di una razza di cavalli dal manto pezzato, che essi forse allevavano in questa parte della Lucania.

Di derivazione greca, sembrerebbe essere, anche lo stemma comunale; nel quale è raffigurato Ercole o Eracle per i greci, nell’atto di cavalcare un leone per potergli assestare una randellata. Lo stemma rappresenta la prima delle dodici fatiche di Ercole: l’uccisione del leone della selva Nemea e potrebbe essere derivato da iconografie greche diffuse nella zona. Anche il nome del monte sul quale si estende l’abitato sarebbe di origine Greco Bizantino, infatti è chiamato Cenapora, come molte altre contrade diffuse in Lucania, che hanno lo stesso toponimo leggermente modificato in Cenapura, Cinapura, Cinapora. Una cartina topografica dell’Alfano, sulla Basilicata, riporta al centro dei tre confini di Vaglio, Cancellara e Tolve un Santuario dedicato a Santa Maria di Cenapura. Si danno di questo toponimo, due interpretazioni: la prima lo farebbe derivare da una corruzione di Regina Pura, quale appellativo della Madonna, la seconda da Acinapura il cui etimo sarebbe acheiropoieo, lo stesso significato di Acheropita, come viene definita la Sindone, che significa: non dipinta da mano d’uomo. In questo luogo ricco di storia si rinvengono le più antiche notizie della famiglia Catherini o De Caterina, la quale era nel novero delle famiglie dominanti del tempo, come Cresio, Lo Vece, De Paulis, Giacomino, Ventre, De Felice, Petraccone, La Sala, Sforza, Guarnimento, Salbitano ed altre che in seguito emergeranno.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetti gallo-italici di Basilicata.

La popolazione parla un dialetto gallo-italico.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

A Vaglio è stato girato il videoclip de La fine di Gaia, brano di Caparezza.[5]

Persone legate a Vaglio[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Da Frà Diavolo a Borjès – Con il diario del generale spagnolo - supplemento a “La Sicilia” – Capone Editore/Edizioni del Grifo. Pag. 211 e 212
  3. ^ Basilide del Zio “Il Brigante Crocco e la sua autobiografia” – Ristampa dell’edizione di Melfi del 1903 – Arnaldo Forni Editore Pag. 27
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Caparezza gira il suo ultimo videoclip a Vaglio in basilicata24.it, 04-10-2011. URL consultato il 06-05-2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Caterini Carlo. Gens Catherina de terra Balii. Edizioni Scientifiche Calabresi. Rende 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Basilicata Portale Basilicata: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Basilicata