Latronico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Latronico
comune
Latronico – Stemma Latronico – Bandiera
Il centro storico (Capadavutu) visto dal rione Munisterio
Il centro storico (Capadavutu) visto dal rione Munisterio
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Fausto Alberto De Maria (lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 40°05′00″N 16°01′00″E / 40.083333°N 16.016667°E40.083333; 16.016667 (Latronico)Coordinate: 40°05′00″N 16°01′00″E / 40.083333°N 16.016667°E40.083333; 16.016667 (Latronico)
Altitudine 888 m s.l.m.
Superficie 75 km²
Abitanti 4 773[3] (30-04-2012)
Densità 63,64 ab./km²
Frazioni Agromonte Magnano, Agromonte Mileo, Calda, Cerri, Fraccia-Laghi, Iannazzo, Ischitelli, Lucarelli, Battista, Mastroluca, Masullo, Pargo, Pantoni, Perosa, Perricchio, Preti, Procoio, Serrone, Varrazzo, Santa Croce[1]
Comuni confinanti Carbone, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Castelsaraceno, Episcopia, Fardella, Lauria[2]
Altre informazioni
Cod. postale 85043
Prefisso 0973
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076040
Cod. catastale E474
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 535 GG[4]
Nome abitanti latronichesi, latronicesi
Patrono sant'Egidio
Giorno festivo 1º settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Latronico
Posizione del comune di Latronico all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Latronico all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Latronico ([la'troniko][5] o Latruonicu in latronichese) è un comune italiano di 4.773 abitanti[6] della provincia di Potenza in Basilicata.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il centro è posizionato a 888 m s.l.m all'entrata della Valle del Sinni, nella parte sud-occidentale della provincia, e sorge ai piedi del monte Alpi, un'imponente montagna dell'Appennino meridionale, costituito da tre cime denominate Santa Croce (1893 m s.l.m.), Punta del Corvo (1880 m s.l.m.) e Pizzo Falcone (1900 m s.l.m.). Ha una superficie di 75,98 km² prevalentemente montuoso ed è attraversato dal fiume Sinni e dal torrente Fiumitello, entrambi a regime torrentizio.

Esso nasce inizialmente attorno alla parte alta per poi svilupparsi successivamente nelle zone sottostanti. Lo si può notare guardando la struttura urbanistica: è sostanzialmente a "macchia d'olio" e si può distinguere una parte, dove sorge il centro storico, denominata Capadavutu ed una parte bassa detta Capabbasciu. Nella zona denominata dagli abitanti Munisterio in tempi antichi sorgeva un Monastero di monaci Gesuiti[7].

Confina con i comuni di: Episcopia (14 km), Castelluccio Superiore (19 km), Castelluccio Inferiore (20 km), Lauria (22 km), Carbone (24 km), Castelsaraceno e Fardella (25 km). Dista 118 km da Potenza e 129 km dall'altra provincia lucana di Matera.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Latronico.

Nel territorio comunale vi è ubicata la stazione meteorologica di Latronico, ufficialmente riconosciuta dall'organizzazione meteorologica mondiale, fondamentale punto di riferimento per lo studio del clima che caratterizza l'Appennino Meridionale.

In base alle medie climatiche del periodo 1971-2000, la temperatura media del mese più freddo, febbraio, è di +4,2 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +20,8 °C; mediamente si contano 30 giorni di gelo all'anno e 4 giorni con temperatura massima uguale o superiore ai +30 °C. I valori estremi di temperatura registrati nel medesimo trentennio sono i -9,4 °C del gennaio 1979 e i +34,8 °C dell'agosto 2000.

Le precipitazioni medie annue si attestano a 981 mm, mediamente distribuite in 91 giorni di pioggia, con minimo in estate, picco massimo in inverno e massimo secondario in autunno.

L'umidità relativa media annua fa registrare il valore di 73 % con minimo di 65 % a luglio e massimi di 80 % a novembre e a dicembre; mediamente si contano 12 giorni di nebbia all'anno.

Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti registrati nel trantennio 1971-2000 e pubblicati nell'Atlante Climatico d'Italia del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare relativo al medesimo trentennio[9].

LATRONICO
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,4 6,7 9,0 11,8 17,1 21,2 24,5 24,6 20,9 15,9 10,8 7,6 6,9 12,6 23,4 15,9 14,7
T. min. mediaC) 2,0 1,6 3,1 5,3 10,1 13,7 16,4 16,9 13,9 10,2 5,9 3,1 2,2 6,2 15,7 10,0 8,5
Precipitazioni (mm) 92,7 105,9 84,3 94,4 57,7 35,4 23,1 37,6 64,6 113,5 140,9 130,5 329,1 236,4 96,1 319,0 980,6
Giorni di pioggia 9 9 9 10 7 4 3 5 6 8 10 11 29 26 12 24 91
Giorni di nebbia 2 2 2 1 1 0 0 0 0 1 1 2 6 4 0 2 12
Umidità relativa media (%) 79 76 73 72 72 69 65 66 69 75 80 80 78,3 72,3 66,7 74,7 73

Classificazione climatica di Latronico[10]: Zona climatica E, 2535 GG.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Basilicata.

Vi sono diverse opinioni sulla derivazione del suo nome: secondo alcuni deriverebbe da due termini di lingua greca che significano "luogo nascosto", mentre altri affermano che sia una derivazione del termine anch'esso greco Latomia (cava di pietre, che il paese possiede tuttora) con l'aggiunta del suffisso -ico[11].

Allo stesso modo del nome anche le origini dell'attuale centro abitato di Latronico sono molto incerte. Nel corso degli anni è stato provato con ricerche archeologiche che esistesse un insediamento di una comunità di origine enotria nella località che oggi viene chiamata Colle dei Greci. Gli insediamenti umani nel territorio di Latronico sono presenti fin dal Mesolitico (circa 8000 a.C.). Testimonianza ne è il ritrovamento di tracce di una comunità di uomini primitivi che vissero in piccoli gruppi per oltre 6000 anni nelle Grotte di Calda praticando essenzialmente un'economia di tipo agricolo-pastorale[12].

Il primo nucleo abitativo risale probabilmente all'Alto Medioevo ad opera di una popolazione rurale che si stabilì su un colle più alto per sottrarsi alle scorribande di Longobardi e Saraceni.

Le vicende storiche di Latronico e del suo popolo continuano ad essere oscure dal III secolo a.C. al XI secolo, quando solo nel 1063 per la prima volta compare il nome di Latronico in un documento, il Syllabus Graecarum Membranarum. Negli anni che seguirono il paese fu feudo di Cola di Jonata, dei Sanseverino, dei Palmieri, dei Corcione e infine dei Gesuiti. Quando i Gesuiti furono espulsi dal Regno di Napoli (1767) il feudo passò al Demanio.

Alla fine del Settecento anche Latronico partecipava attivamente alla vita della Repubblica Partenopea, e alcuni latronichesi, che avevano evidentemente a cuore le idee rivoluzionarie di fratellanza, libertà, uguaglianza furono inclusi nel "Notamento dei Rei di Stato" e andarono così incontro al carcere e alla morte. Anche Latronico dal 1861 al 1865 ebbe i suoi briganti che erano organizzati in bande. Ricordiamo quella di De Luca Nicola (detto Scaliero) e quella di Francesco Viola (Pedatella).

Scoppiò la Grande Guerra e Latronico pagò anch'essa uno scotto di 52 tra morti e dispersi e 12 mutilati. Durante l'epoca fascista si incominciarono a sfruttare le sorgenti solfo-magnesiache site in contrada Calda costituendo una società e costruendo uno stabilimento termale all'avanguardia per l'epoca. Questo fece di Latronico una delle zone di cura, svago e riposo più importanti dell'intera Basilicata. Sempre durante il ventennio Fascista al comune di Latronico furono aggregate le frazioni di Agromonte Magnano e Agromonte Mileo.

Durante gli anni sessanta Latronico vide il suo più grande incremento demografico, situazione che da quegli anni non si è più ripetuta a causa della piaga sociale che da molti anni ormai sta condizionando pesantemente lo sviluppo meridionale: l'emigrazione.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Stemma del Comune di Latronico.

I tre monti sovrastati da tre stellette a cinque raggi d'argento (chiaro riferimento al Monte Alpi), rappresentano l'unità dei latronichesi e il profondo legame che intercorre tra gli abitanti del paese e il monte.

Il sito Comuni italiani[13] descrive così lo stemma:

Blasonatura stemma

« Di azzurro, ai tre colli all'italiana, uniti, ristretti, d'oro, il colle centrale più alto, accompagnati in capo da tre stelle di cinque raggi, di argento, ordinate in fascia. Ornamenti esteriori da Comune. »

Blasonatura gonfalone

« Drappo di bianco con la bordatura di azzurro. »

Caratteristiche dello stemma

Simboli: Colle all'italiana, Stella.

Monumenti e luoghi di Interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Vista della Basilica di S. Egidio.

Basilica Pontificia Minore di Sant'Egidio Abate[modifica | modifica sorgente]

La Basilica Pontificia Minore di Sant'Egidio Abate è situata nel centro storico, sull'omonima piazza. La data probabile dell'ampliamento è quella del 1570, quando la statua del Santo, cui la chiesa fu edificata, fu scolpita. Essa crollò in parte a causa dei terremoti del 1837 e del 1857, la ricostruzione fu ultimata nel 1859. L'effetto di quei terremoti è forse alla base della costruzione così come si presenta oggi: bassa e con colonne mastodontiche.

L'interno è a tre navate, divise da sei colonne con capitelli dorici. Sulle prime due colonne della navata centrale sono ubicate due acquasantiere datate 1859 realizzate con marmo locale. Nel transetto a destra c'è una tela ad olio del XVIII secolo raffigurante Sant'Alfonso. Si notano sulle pareti laterali dell'abside le tele dipinte ad olio Sant'Egidio nella gloria di Emilio Larocca di Trecchina e il polittico Vita di Sant'Egidio realizzato dal Latronichese Egidio Viola.

Nel transetto a sinistra si può ammirare l'affresco del XVIII secolo Incontro di Sant'Egidio col re Wamba, dal quale dal 1709 trasuda in uno o più venerdì di marzo il miracolo della Santa Manna. Poco lontano troviamo in una nicchia la statua marmorea del santo realizzata nel 1570. Di recente costruzione la cripta (1998) che custodisce gelosamente il mezzo busto in argento finemente lavorato del protettore del paese, il cui volto manifesta un'espressione di severo ascetismo.

La Chiesa di Sant'Egidio fu proclamata Basilica Minore da Pontefice Paolo VI, nel 1971.

La statua lignea della Madonna delle Grazie.

Chiesa di San Nicola[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa di San Nicola, datata secolo XII, domina il paese e costituisce uno degli edifici più caratteristici del centro storico. È a navata unica con torre campanaria quadrata. Il presbiterio è su un piano rialzato. Custodisce sull'altare il dipinto ad olio del settecento, restaurato nel 1852, della Madonna della Pietà di Simone Oliva (pittore di Tursi). Nell'anno 2009, nell'ambito di una rappresentazione di opere d'arte permanenti sul territorio latronichese, sono stati posti all'interno del campanile dei fari a luce rossa temporizzata che accendendosi ogni 15 minuti lo illuminano. La luce resta accesa per 64 secondi in memoria dei 64 tra morti, mutilati e invalidi che Latronico pagò durante il primo conflitto mondiale.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Santa Maria delle Grazie sorgeva al centro dell'attuale piazza del paese. Demolita per allargare la piazza, fu spostata alle base del rialto nel rione Munisterio dove già si trovava la cappella della SS. Concezione.

La chiesa è a navata unica con torre campanaria quadrata e al suo interno custodisce un altare barocco con un affresco del Crocifisso risalente al XVIII secolo. Degna di nota la statua lignea settecentesca della Madonna delle Grazie. Restaurata dal 1988 è stata riaperta nel 1996.

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Il portale di Palazzo Arcieri

Palazzo Arcieri[modifica | modifica sorgente]

Antico palazzo appartenente alla famiglia Arcieri, una tra le ricche famiglie di possidenti e, per tutto il XIX secolo, la famiglia che ha espresso a Latronico il massimo grado di cultura. Il palazzo sito in via Dante 96 inizialmente contava 64 vani, tra cui un oratorio privato. Presenta un interessante portale con stemma nobiliare, volute e una rosta in ferro battuto che testimonia la bravura degli artigiani nella lavorazione della pietra locale. Molto interessante il cortile interno attraverso il quale si nota un uso particolare del marmo dato dalla ricerca di particolarità di quei tempi.

Palazzo Gioia[modifica | modifica sorgente]

Imponente palazzo posto in posizione dominante sull'altopiano della piazza principale, è appartenuto alla famiglia Gioia. Utilizzato oltre che come residenza anche da magazzino, ha sull'entrata principale un notevole portale in marmo bianco con stemma nobiliare.

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Il Centro storico antico con le sue caratteristiche stradine tortuose e i diversi portali in pietra lavorata o in marmo del Monte Alpi. Degni di menzione quello di via Dante 124, ex casa Maturi, con fregi floreali e animalistici e quello situato in via Dante 191/193 con un originale portale in pietra locale, con un fregio floreale e la data 1548 scolpiti in bassorilievo nella chiave di volta. Sono testimonianza del livello dell'artigianato locale, definibile quasi come artistico. Innumerevoli le edicole votive ammirabili.
  • I Calanchi: uno dei punti panoramici più suggestivi del paese, delimitano sul lato est e nord-est il centro storico. Costituiscono una forma mista di erosione e colamento dei terreni argillosi e si presenatano come un ventaglio di creste affilate disposte una accanto all'altra che delimitano impluvi stretti e ripidi. Da tale zona è possibile vedere le montagne del Massiccio del Pollino, dei Monti di Lauria, di Colle dei Greci e gran parte della vallata del Sinni.
  • Earth Cinema di Anish Kapoor: all'interno della zona verde del complesso termale in località Calda è stata realizzata dall'artista internazionale Anish Kapoor un'opera d'arte dal titolo "Earth Cinema" ossia "cinema di terra". Composta di cemento è rappresentata da un taglio scavato nella terra (45 metri di lunghezza e 7 di profondità) in cui le persone entrano dai due lati, all'interno della quale vi è una lunga feritoia che permette di vedere all'interno delle viscere del terreno circostante.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

  • Colle dei Greci.

La ricerca archeologica a Latronico si è svolta a più riprese nel corso degli anni ed ha portato alla luce diversi siti archeologici di interesse rilevante. Uno di questi è l'altura di Colle dei Greci che, allo stato attuale delle ricerche, sembra essere stata occupata tra il VII e il V secolo a.C. da piccoli gruppi di stirpe enotria. In tale sito sono state individuate varie zone cimiteriali dalle quali sono state dissepolte a più riprese vasi di tipo greco, spade, pugnali, fuseruole, alari, statuette, elmi, ambre, bacili in bronzo. Rilevante il ritrovamento di una sepoltura completa di scheletro risalente a 2500 anni fa.

  • Le Grotte di Calda.

Cinque Grotte situate in località Calda sono state oggetto di ricerca archeologica da parte di diversi esperti nel corso degli anni. All'interno di esse oltre a formazioni calcaree come stalattiti e stalagmiti sono stati portati alla luce diversi reperti che vanno dal 8000 al 1300 a.C., quali industrie litiche e su osso, ceramiche dell'Età del Rame e del Neolitico fino ad arrivare all'Età del Bronzo. Questi e molti altri reperti sono apprezzabili nel Museo Civico Archeologico.

  • Il pesce fossile.

Alle pendici del Monte Alpi, su una grossa lastra di pietra in contrada Iannazzo è possibile vedere il fossile di un pesce accreditato dagli esperti nel corso degli anni come un esemplare di Istiophoridae del genere makaira (noto agli appassionati di pesca come marlin) lungo 235 cm, alto 95 cm e dal rostro di 30 cm, risalente a circa 30 milioni di anni fa. Esso costituisce una preziosa testimonianza di un ambiente marino molto particolare, risalente al Miocene.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Latronico è un comune del Parco nazionale del Pollino e della Comunità montana Lagonegrese ed è perciò ricco di ampie zone naturalistiche complete di aree attrezzate e percorsi alpinistici.

  • Terme Lucane

In contrada Calda, immerse nel verde, vi sono le Terme Lucane dove da maggio a ottobre si possono effettuare molti tipi di cure idropiniche e soggiornare nelle attrezzate strutture ricettive. Il complesso basa le sue cure sul valore terapeutico delle acque bicarbonato solfato calcica e bicarbonato calcica solfurea. Le acque bicarbonato calciche sulfuree di Latronico sono selettivamente indicate per le malattie delle vie respiratorie, artroreumatiche, epatobiliari e gastroenteriche, delle vene e nella riabilitazione delle funzionalità respiratorie[14]. Questi benefici sulla salute hanno fatto sì che venissero sfruttate già dal primo Novecento.

  • Malboschetto

Il bosco comunale di Latronico, detto Malboschetto, ha una superficie di circa 700 ettari, con all'incirca 5 milioni e 600 mila piante. È situato ai confini occidentali del massiccio del Monte Alpi con quota compresa tra gli 850 m s.l.m. e i 1070 m s.l.m. Lo strato arboreo è costituito quasi prevalentemente da cerri e faggi con sporadici nuclei di abete bianco e pino nero. È attraversato da una strada che porta fino ad un rifugio montano, all'incirca a 1000 m s.l.m., dove sono allestite aree attrezzate con tavoli, panche e punti fuoco. Al suo interno ritroviamo in abbondante quantità vari frutti della natura tra cui fragole, funghi e more.

  • Il Monte Alpi
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monte Alpi.
Un pino loricato ormai scheletro.

Con diverse difficoltà durante il corso dell'anno si può raggiungere la cima del Monte Alpi, area naturalistica incontaminata che ospita inerpicato tra le rocce il pino loricato. La stazione di pini loricati del Monte Alpi risulta essere la più settentrionale d'Italia, contando all'incirca 1000 esemplari distribuiti tra le quote di 1200 e 1700 m s.l.m. Meta di escursioni da parte degli appassionati e di passeggiate naturalistiche, è possibile risalire fino alla cima in diversi modi: in auto e poi proseguendo a piedi oppure seguendo i percorsi alpinistici organizzati da esperti arrampicatori.

  • La pineta comunale

Caratterizzata da una ricca copertura arborea in prevalenza di pino nero e abete bianco con sparuti gruppi di cedri, cipressi e pseudotsuga; si estende su una superficie pari a 4 ettari. È posizionata alle porte del centro urbano del comune, a nord del rione Munisterio e vicino alla Cappella di S.Vito. La viabilità interna è esclusivamente pedonale e ciclabile. Dispone di una struttura di ristoro comprendente bar e ristorante.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Il comune conta, al 31 dicembre 2009, 4.859 abitanti[15] così ripartiti: 2.356 maschi e 2.515 femmine.

Evoluzione storica della popolazione[16]
anno abitanti
1275 560 (112 fuochi)[17]
1532 1.270 (254 fuochi)
1541 1.785 (357 fuochi)
1561 1.795 (359 fuochi)
1591 1.925 (385 fuochi)
1630 1.328 (265 fuochi)
1648 1.400 (280 fuochi)
1669 785 (157 fuochi)
1722 1.723
1736 2.218
1748 2.307
1753 2.382
1791 3.321
1803 3.228
1806 3.427
1816 3.445
1828 3.889
1833 3.536
1845 3.928
1848 4.094
1851 4.262
Località m.s.l.m. Popolazione[18]
CALDA 720 434
LATRONICO 888 2.374
MAGNANO 688 1.067
MILEO 655 524
Cerri 700 82
Cimitero 653 72
Fraccia 893 16
Iannazzo 850 76
Ischitelli 775 7
Lucarelli 733 44
Masullo 640 9
Perosa 563 22
Pirricchio 886 23
Preti 789 140
Procoio 705 132
Serrone 680 143
Varrazzo 600 103
Case Sparse - 119
Santa Croce[19] 1250/1893 -

Abitanti censiti[20]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Latronico è stata interessata da un'ampia emigrazione durante il Novecento, prima verso le Americhe (Argentina, Brasile, Uruguay) successivamente verso l'Europa settentrionale (Germania, Svizzera) e l'Italia nord-occidentale (soprattutto Lonate Pozzolo, Modena e Prato, dove si contano nutrite comunità di latronichesi), oggi invece è interessata in modo superficiale dall'immigrazione. Al 31 dicembre 2008 a Latronico risultano residenti 57 cittadini stranieri, che rappresentano l'1,08 della popolazione latronichese.[21]

Le comunità maggiormente rappresentate sono:

Nazione Stranieri regolari sul totale degli immigrati sulla popolazione residente
Romania Romania 34 59,65 % 0,64 %
Marocco Marocco 19 33,33 % 0,36 %
Altre 4 7,02 % 0,076 %
57 100,00 % 1,08 %

Tra le altre troviamo: Polonia, Brasile e Austria.

Religione[modifica | modifica sorgente]

La statua di Sant'Egidio, patrono di Latronico.

La religione professata dalla maggioranza della popolazione latronichese, è la religione cattolica. La parrocchia fa parte della diocesi di Tursi-Lagonegro. Attualmente operano sul territorio il parroco e un curato, oltre alla presenza di sacerdoti in pensione. Oltre alla confessione cattolica a Latronico sono presenti anche i Testimoni di Geova che contano all'incirca 150 fedeli.

Il patrono cristiano della comunità di Latronico è Sant'Egidio abate, e si festeggia il 1º settembre.

Di seguito è riportato l'elenco dei Reverendi parroci della comunità, dei quali ne è rimasta testimonianza[22].

Parroco dal al
Longo Giovanni Domenico 1583 1594
Auletta Giovanni 1612  ?
Di Feudo Girolamo 1634  ?
Papandrea Francesco 1681  ?
Pancaro Girolami 1701 1707
Papandrea Francesco 1708 1715
Lofiego Antonio 1726  ?
Maturo Ignazio 1733 1735
Del Gaudio Angelo 1735 1739
Cantisani Saverio 1739  ?
Viola Francesco 1759 1782
Cirillo Francesco 1782 1792
De Luca Francesco 1792 1794
Papaleo Benedetto 1794 1796
Caricati Michele 1797 1799
Di Bartolomeo Liborio 1800 1801
De Marsico Simone 1801 1806
Caricati Michele 1806 1815
De Marsico Simone 1816 1818
Pietrapertosa Francesco Saverio 1819 1830
Basile Vincenzo 1831 1835
Spagna Crescenzo 1835 1836
Marsico Mariano 1836 1842
Del Gaudio Giuseppe 1843 1863
De Sanctis Giovanni 1863 1872
Del Gaudio Giuseppe Nicola 1872 1875
Bartolomeo Vincenzo 1876 1886
Maturo Egidio 1886 1899
Palagano Liborio 1899 1901
Basile Raffaele 1902 1908
D'Angelo Egidio Raffaele 1913 1919
Fiore Francesco 1919 1954
Giordano Gaetano 1954 1963
Riccio Mario 1964 1964
Iantorno Giovanni 1964 1971
Alagia Guido 1971 1974
Romano Nicola 1974 1982
Barbella Guido 1982 1991
Costanza Giovanni 1991 in carica

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo del Termalismo

Il Museo del Termalismo, allestito nello storico stabilimento termale costruito nel 1928, è nato con lo scopo di approfondire e diffondere le conoscenze intorno all’attività termale del territorio comunale. Le terme, oltre a rivestire un’importante funzione terapeutica, sono state negli anni un significativo spazio di aggregazione e un elemento modificatore dei costumi sociali, tanto da rivestire una funzione di osservatorio sulle trasformazioni della vita sociale latronichese nel ’900. Il Museo si articola in otto sezioni: Il ritorno a Latronico; La piazza; Le terme e la socializzazione; Le terme e le cure; L’artigianato latronichese; I cibi tradizionali; Il rito e la festa; L’emigrante e le sue storie. Completano l’allestimento lo Spazio introduttivo e la Galleria espositiva, dedicati alla rappresentazione e valorizzazione delle attività termali e alle risorse del territorio. La presenza di elementi assai diversi, da pannelli fotografici a filmati, da oggetti a testi, inseriti in ambientazioni scenografiche, caratterizza un allestimento che punta a fare immergere il visitatore in un mondo passato. Le aree espositive presentano schermi tattili e documentazione inerente.

  • Museo Civico Archeologico

Situato nella frazione Calda, ospita una selezione di materiali archeologici concessi in affidamento dalla Soprintendenza Archeologica della Basilicata e provenienti da scavi regolari condotti nel territorio di Latronico. È composto da due sale: quella della Preistoria e un'altra dell'Età storica, entrambe dotate di una serie di vetrine con didascalie e alle pareti pannelli esplicativi con documentazione grafica e fotografica. I materiali esposti riflettono gli intensi scambi culturali che la località di Colle dei Greci nel corso del VII e VI secolo a.C. aveva sia con i Greci della costa ionica che con gli Etruschi dell'area campano-tirrenica.

È possibile apprezzare al suo interno tutti i reperti rinvenuti nelle campagne di scavo su Colle dei greci e nelle Grotte di Calda.

  • Museo delle Arti, dei Mestieri e della Civiltà contadina[23]

Il Museo delle Arti, dei Mestieri e della Civiltà Contadina, inaugurato nel 2000, nasce dall'esigenza di documentare quel mondo contadino che sta rapidamente scomparendo, recuperando il patrimonio dei suoi usi e costumi. Gli oggetti esposti non riflettono, però, il lavoro di una sola classe sociale, quella contadina, ma testimoniano anche il lavoro degli artigiani di supporto all'agricoltura. Il Museo è costituito da raccolte private latronichesi acquistate dal Comune, grazie a finanziamenti esterni. Completo di pannelli esplicativi e materiale informativo.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Il tipico puntino ad ago di Latronico.
Merletto applicato ad un asciugamano.
  • Puntino ad ago di Latronico

Menzione particolare va fatta al merletto e puntino ad ago. Le origini di questa tradizione risale ad alcune generazioni fa: è noto che alcune donne di Latronico di inizio Novecento ne conoscessero l'esecuzione. All'inizio del secolo scorso, appartengono alcuni pregevoli manufatti conservati ancora oggi in case private. Differente da tutti gli altri tipi di lavorati, ne è ignota l'origine, si ritiene che questo merletto sia un derivato dal filet classico molto diffuso nel Comune di Latronico ed esportato nei paesi limitrofi. La tradizione del puntino ad ago di Latronico è molto praticata ancora oggi, sia per i corredi nuziali che per arricchire l'abbigliamento. Molti lavori hanno ricevuto rilevanza nazionale tramite pubblicazioni su periodici del settore quali Rakam[24].

  • Lavorazione artigianale della pietra

Grazie alla presenza di giacimenti di pirite, marmo, quarzo, talco e alabastro bianco sul Monte Alpi già in epoche remote la lavorazione della pietra era un'attività ampiamente diffusa. Gli esperti scalpellini latronichesi lavorano tuttora la caratteristica pietra grigia di Latronico che ora si può ammirare su portali, scalinate e pavimenti. Ampio uso ne è stato fatto nella costruzione di portali nel centro storico e nelle chiese dove si possono apprezzare manufatti di un certo spessore artistico come la statua di S.Egidio custodita nell'omonima chiesa, acquesantiere e vari altari.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilicata#Cucina e gastronomia e Prodotti agroalimentari tradizionali della Basilicata.

La cucina tradizionale presenta tutte pietanze prodotte con le genuinità della terra, con ingredienti autoprodotti e semplici ma di ottima fattura nonché di una squisitezza unica.

Tra i primi piatti, tutti rigorosamente fatti di pasta casereccia, da menzionare vi sono senza dubbio: le Tapparedde cch'i lardari (lasagnette con funghi porcini), i Maccaruni 'i casa ccu' savuzizzonu e coria (fusilli con salsiccione e cotica), i Rascatieddi du' gualano (gnocchi a tre dita del lavoratore), i Maccaruni 'i casa cca' muddica (fusilli con la mollica del pane), i Tagliulini e fasuoli ccu' zzifft (tagliolini, fagioli e polvere di peperoni macinati), le Lagane e ciciri (lagane e ceci), la Coria e fasuoli (cotica e fagioli), Raviuoli cca' ricotta (ravioli con ricotta di pecora), Virmicieddi 'a trappitara (vermicelli alla trappitara).

I secondi piatti sono rappresentati da: Crapettu sfrittuliatu (capretto fritto in padella), Baccalà e zafarane crusc'che (baccalà e peperoni secchi), Ainu ccu' patane e cipuddine (agnello con patate e cipolline selvatiche), Puddastru arrustutu (pollo nostrano arrostito) e la Custata 'i castratu arrustuta (costata di castrato arrosto).

Altre pietanze tipiche della culinaria sono: gli gliummarieddi (budelline di agnello avvolte a gomitolo), la pastorale (carne di pecora cucinata secondo l'usanza dei pastori lucani), la 'Rrappaiona (piatto antichissimo composto da tutti i tipi di legumi e cereali con l'aggiunta di lardo, aglio, prezzemolo e peperoncino), una varietà di insaccati (salsiccia, salsiccione, sopressata, prosciutto, capicollo), latticini (formaggio pecorino, caprino, ricotta) e funghi (porcini, ovoli, gallinacci). Non raramente la cucina si arricchisce di selvaggina come il cinghiale e la lepre.

Dolci tipici della tradizione latronichese sono: u sanguinaccio (il sanguinaccio, dolce fatto in massima parte di sangue di maiale con aggiunta di riso, uva passa e cioccolato), u purciddato (dolce pasquale) e i cannariculi (dolcetti di pasta fritta consumati nel periodo di carnevale).

Persone legate a Latronico[25][modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

La statua di S.Egidio durante la processione per le vie del paese.

Uno degli eventi più importanti di Latronico è senza dubbio la festa di S. Egidio Abate, con la consueta processione per le vie del paese della statua del Santo. Rinomata a livello locale ha una durata di tre giorni (30, 31 e 1 settembre) durante i quali il paese illuminato a festa viene invaso da venditori ambulanti, giostranti, e molti emigrati. Allietata da rappresentazioni musicali di complessi bandistici e di artisti di livello nazionale, è senza dubbio la festa più amata dai latronichesi la cui attesa è specchio della devozione nei confronti del Santo.

Durante l'anno vengono organizzate diverse manifestazioni culturali.

Nel mese di agosto si svolge il Palio Rionale di S. Egidio in cui si sfidano in gare sportive diverse squadre rappresentanti i rioni del paese. È altresì previsto il Premio il Tassello, manifestazione organizzata dall'associazione culturale il Tassello[26] in cui vengono premiate persone che si sono distinte nel campo professionale.

Altro evento rilevante è la rassegna musicale Terme Live Festival[27] che ospita sia artisti emergenti che nomi affermati del panorama musicale italiano e internazionale.

Latronico è stata negli ultimi anni tappa della tournée comica Risollevante Tour[28], evento allargato del "Festival del Cabaret" di Martina Franca. Oltre a ciò vengono organizzate mostre, rappresentazioni (musicali, di letteratura) e sagre.

Ogni primo venerdì del mese si svolge il Mercato Cittadino lungo tutto il rione Funtana Villa.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Rione Capadavutu

È senza dubbio il primo rione abitato di Latronico. Anticamente costruito a ventaglio attorno al castello baronale (di cui oggi non rimane alcuna traccia) e alla chiesa di San Nicola, ha mantenuto nonostante i pesanti riammodernamenti delle case la sua struttura originaria. È caratterizzato da un'architettura povera: le case addossate le une alle altre creano un labirinto di stradine ripide e vicoli, dette carrare, la cui massima larghezza raggiunta è quella del metro. All'interno del rione si ritrovano vari portali di ottima fattura ad opera degli scalpellini locali. Ospita la basilica minore di Sant'Egidio abate e la chiesa di San Nicola rispettivamente risalenti al XIV e XII secolo. Vicino alla chiesa di San Nicola c'è il largo Eleonora Pimentel, il punto più alto del paese, dove è possibile contemplare lo spettacolare paesaggio.

Rione Cimarotto

Formatosi subito dopo il centro storico si sviluppa immediatamente a valle di piazza Umberto I. Al suo interno ritroviamo la particolare cappella di San Cataldo.

Il rione Codda illuminato di notte

Rione Codda

Con il passare del tempo e il progressivo spopolamento del centro storico è diventato il nuovo punto nevralgico del paese, frequentato in tutte le stagioni dai latronichesi che ne hanno fatto un po' il centro-salotto. Ospita svariati esercizi commerciali, in particolar modo quelli dedicati all'intrattenimento. Nel rione è presente il palazzo Gioia, uno dei più grandi palazzi di Latronico.

Rione Munisteriu

Deve il nome al convento di Frati Minori Osservanti che un tempo ospitava. Nel rione è presente la chiesa della Madonna delle Grazie, la cui semplice facciata presenta un portale del XVIII secolo e la cappella di San Vito. Lambisce nella sua parte più alta la pineta comunale.

Rione Viscigliu

Abbraccia l'area compresa tra via Zanardelli e via Roma. Sorto in una zona anticamente caratterizzata dalla presenza diffusa di piante di visciglio (il cerro), oggi è un quartiere con discreta densità demografica che vanta insediamenti artigianali e commerciali. Al suo interno si può apprezzare la piccola Cappella di Sant'Antonio.

Rione Funtana 'a Villa

Prende il nome dalla presenza di un'antica fontana pubblica adibita a lavatoio. Fino agli anni cinquanta considerato quartiere fuori porta, oggi è il quartiere che ha conosciuto maggiormente lo sviluppo edilizio degli anni sessanta - settanta e gode di discreta presenza demografica e di attività commerciali. Nel rione è presente il complesso scolastico comprendente le scuole medie e il Liceo Scientifico "G. De Lorenzo", sezione staccata di Lagonegro.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è formato da svariate frazioni.

Esse sono (in ordine decrescente di abitanti): Agromonte Magnano, Agromonte Mileo, Calda, Serrone, Preti, Procoio, Varrazzo, Cerri, Iannazzo, Cimitero, Lucarelli, Pirricchio, Perosa, Fraccia, Masullo, Ischitelli e Santa Croce[18].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade statali e provinciali della Basilicata.

Strade[modifica | modifica sorgente]

I principali collegamenti stradali per raggiungere Latronico sono(MapQuest Maps - Driving Directions - Map):

  • Autostrada A3 Italia.svg Autostrada Salerno-Reggio Calabria: nel tratto lucano uscire a Lauria Nord e proseguire per la SS Sinnica. Nel tratto calabro uscire a Lauria Sud e proseguire per la SS Sinnica.
  • Strada Statale 653 Italia.svg Sinnica: uscire a Latronico.

Autobus[modifica | modifica sorgente]

Data la mancanza di linee ferroviarie nella regione, i mezzi di trasporto maggiormente utilizzati per raggiungere o spostarsi da Latronico sono gli autobus. Latronico è servito quotidianamente da collegamenti autobus per:

A tali autolinee vanno aggiunte quelle destinate alle principali città italiane.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Latronico non è servita dai collegamenti ferroviari delle FS. Le stazioni ferroviarie più vicine sono rappresentate dalla Stazione di Sapri (km 55), Stazione di Maratea (km 50) e dalla Stazione di Policoro-Tursi (km 80).

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Aeroporti per voli di linea più vicini:

Per quanto riguarda voli privati e charter il punto di appoggio più vicino è l'aviosuperficie di Scalea, in provincia di Cosenza.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1948 Attilio Fanelli - Sindaco
1948 1948 Vincenzo Rossi - Sindaco
1948 1948 Gaetano Guarino - Sindaco
1948 1960 Vincenzo Ciminelli - Sindaco
1961 1963 Mario D'Angelo - Sindaco
1964 1964 Pietro Cerminara - Sindaco I
1965 1965 Luigi Grezzi - Sindaco
1965 1966 Egidio Gioia - Sindaco
1966 1970 Pietro Cerminara - Sindaco II
1970 1974 Giovanni Del Vecchio - Sindaco
1975 1976 Egidio Luigi Ponzo - Sindaco I
1976 1978 Carmelo Rosario Grezzi - Sindaco
1978 1983 Albino Rossi - Sindaco
1983 1984 Luigi Ciminelli - Sindaco
1985 1985 Egidio Nicola Mitidieri - Sindaco
1985 1990 Egidio Luigi Ponzo - Sindaco II
1991 1992 Domenico Ponzo - Sindaco
1992 1993 Aniello De Blasio - Sindaco
1994 1997 Domenico Antonio Pugliese - Sindaco
1997 2001 Franco Mastropierro - Sindaco
2002 2012 Egidio Nicola Ponzo Centro Sinistra Sindaco
2012 In carica Fausto Alberto De Maria Lista Civica Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il calcio è praticato a Latronico dal primo dopoguerra e nei momenti di maggiore presenza demografica ha visto anche due squadre contendersi accesi derby. Nel 1991 nasce la Polisportiva Latronico Terme che in seguito a diverse fusioni partecipa tuttora tra alterne fortune ai campionati regionali. La squadra nell'anno calcistico 2013-2014 si aggiudica il campionato di Promozione Regionale. Praticano attività sportiva anche le società Hellas Latronico, Agromonte (Terza categoria Provinciale) e Real Latronico (Over 35 Provincia di Salerno).

Rilevante anche l'attività di volley e atletica, discipline in cui le rappresentative giovanili hanno ottenuto numerosi riconoscimenti.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Stadio Comunale, inaugurato nell'estate del 1974, è posto alla periferia del centro abitato. In seguito a pesanti riammodernamenti e lavori di messa in sicurezza lo stadio è stato munito di campo in erbetta, dispone di tribune coperte, di ottimi spogliatoi e di una buona illuminazione notturna. Ampie le possibilità di parcheggio.
  • Palestra Comunale, ospita partite di volley delle rappresentative giovanili locali.
  • Campo di Calcetto Comunale, situato all'interno del complesso termale in contrada Calda, è munito di campo in erbetta sintetica, spogliatoi e illuminazione notturna.
  • Campo da tennis Comunale, dispone di campo in gomma ed è munito di spogliatoi ed illuminazione per le partite in notturna. È utilizzato esclusivamente per le partite di tennis outdoor. È ubicato all'interno del complesso termale, in contrada Calda.
  • Piscina Coperta Polifunzionale, situata all'interno del complesso termale, è dotata di impianto di riscaldamento dell'acqua, spogliatoi e zona svago. Vi si tengono corsi di nuoto e nuoto libero durante il periodo invernale.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Popolazione residente nelle frazioni e nei borghi, Istat 2001. URL consultato il 13 marzo 2010.
  2. ^ Comuni limitrofi, dati del ministero dell'ambiente. URL consultato il 13 marzo 2010.
  3. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2012.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Dizionario d'ortografia e di pronunzia-Latronico. URL consultato il 10 marzo 2010..
  6. ^ Bilancio demografico Anno 2010 - Comune: Latronico. URL consultato il 30 gennaio 2011.
  7. ^ Vista di Latronico dal satellite. URL consultato il 13 marzo 2010.
  8. ^ Classificazione sismica dei comuni lucani, dati della Regione Basilicata. URL consultato l'11 febbraio 2010.
  9. ^ Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. URL consultato il 10 marzo 2010.
  10. ^ Classificazioni climatiche dei comuni lucani, dati Confedilizia. URL consultato l'11 febbraio 2010.
  11. ^ Articolo di Antonio Rossi riguardante l'origine del nome di Latronico. URL consultato l'11 marzo 2010.
  12. ^ Ugo Rellini, op. cit., pag. 37
  13. ^ Blasonatura stemma e gonfalone, da comuni-italiani.it. URL consultato l'11 febbraio 2010.
  14. ^ informazione sul complesso termale di Latronico. URL consultato il 28 gennaio 2011.
  15. ^ Bilancio demografico 2009, dati Istat. URL consultato il 10 giugno 2010.
  16. ^ E. Giordano, op. cit., pag. 552
  17. ^ Ogni fuoco equivale a 5 abitanti, da E. Giordano, op. cit., pag. 553
  18. ^ a b Popolazione residente, dettaglio locazioni abitate, dati Istat. URL consultato il 13 marzo 2010.
  19. ^ Area speciale, territorio in contestazione con Castelsaraceno. Da Popolazione residente, dettaglio locazioni abitate, dati Istat. URL consultato il 13 marzo 2010.
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  21. ^ Cittadini Stranieri. Bilancio demografico anno 2008 e popolazione residente al 31 dicembre. URL consultato il 10 marzo 2010.
  22. ^ E. Giordano, op. cit., pag. 341
  23. ^ Museo delle Arti, dei Mestieri e della Civiltà contadina, sito ufficiale del museo. URL consultato il 12 marzo 2010.
  24. ^ Articolo di Rakam del febbraio 2009 trattante il puntino ad ago di Latronico. URL consultato l'11 marzo 2010.
  25. ^ E. Giordano, op. cit., pp. 9-169
  26. ^ Associazione culturale il Tassello, sito ufficiale dell'associazione. URL consultato l'11 marzo 2010.
  27. ^ Terme Live Festival, sito ufficiale della manifestazione. URL consultato il 13 marzo 2010.
  28. ^ Risollevante Tour, sito ufficiale della manifestazione. URL consultato il 13 marzo 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gaetano Arcieri, Monografia storico-statistica di Latronico, Sapri, Tip. S. Francesco, 1852.
  • Egidio Raffaele D'Angelo, Monografia di Latronico: geografia, storia, culto di S.Egidio abate, zona climatica e turistica, Napoli, 1970.
  • Egidio Giordano, Latronico guida turistica e fotografica, Lagonegro, Tip. Zaccara, 2000.
  • Egidio Giordano, Cronache di Latronico, Folklore - Tradizioni - Cultura, Lagonegro, Tip. Zaccara, 2002.
  • Giuseppe Grezzi, Latronico in un soffio dell'Alpi, Lagonegro, Tip. Zaccara, 1996.
  • Lorenzo Quilici, Carta Archeologica della Valle del Sinni, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2003, ISBN 88-8265-231-9.
  • Ugo Rellini, La caverna di Latronico e il culto delle acque salutari nell'età del Bronzo, Roma, M.A.L. XXIV, 1916.
  • Ugo Rellini, Sui vasi contenenti cereali della grotta di Latronico, Roma, BPI, 1940.
  • Francesco Trinchera, Syllabus Graecarum membranarum, Catanzaro, Ed. Ursini, 2004.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]