Rapolla

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Rapolla
comune
Rapolla – Stemma Rapolla – Bandiera
Rapolla – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Michele Sonnessa (Partito Democratico) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 40°59′00″N 15°40′00″E / 40.983333°N 15.666667°E40.983333; 15.666667 (Rapolla)Coordinate: 40°59′00″N 15°40′00″E / 40.983333°N 15.666667°E40.983333; 15.666667 (Rapolla)
Altitudine 450 m s.l.m.
Superficie 29,87 km²
Abitanti 4 400[1] (31-12-2012)
Densità 147,3 ab./km²
Comuni confinanti Barile, Lavello, Melfi, Rionero in Vulture, Venosa
Altre informazioni
Cod. postale 85027
Prefisso 0972
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076064
Cod. catastale H186
Targa PZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti rapollesi
Patrono san Biagio
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rapolla
Posizione del comune di Rapolla all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Rapolla all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Rapolla (Rapòdde in dialetto lucano) è un comune italiano di 4.400 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata. Noto per la produzione vinicola (Malvasia, Aglianico e Moscato conservato nelle cavità di tufo vulcanico del Parco Urbano delle cantine), olivicola (l'olio extravergine di oliva) e turismo termale collegato alla presenza di fonti di acque acidulo-ferruginose che sgorgano dalle tre sorgenti in contrada " Orto del Lago ".

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

È sito sul versante nord-orientale del massiccio del monte Vulture. Sorge su un crinale digradante ad est delimitato a nord dal fiume Melfia (area fonti termali) e a sud dal fiume Ontrolmo (parco cantine) (entrambi tributari di destra del fiume Ofanto). Il resto del territorio si sviluppa a valle verso est lungo la S.S. n. 93 - via Barletta tra i due altipiani delle località Piano di Chiesa - Gelosìa - Cerro (sulla costa sud) e Braide - Piano di Ruca - Albero in Piano (sulla costa nord); all'estrema valle comprende le acque della diga del Rendina.

  • Altitudine (in metri sul livello del mare)
    • Casa Comunale 450
    • Minima 191
    • Massima 927
    • Escursione Altimetrica 736
    • Zona Altimetrica: collina interna

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Non essendo bagnata dal mare e data la sua altitudine, Rapolla ha un clima temperato freddo, con piogge irregolari e presenti perlopiù nelle stagioni autunnali ed invernali ed inverni rigidi con frequenti nevicate. Le estati sono piuttosto calde con un clima secco. La direzione prevalente dei venti è da ovest. Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +5,6 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +23,6 °C.[2]

RAPOLLA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 8,8 9,9 12,5 16,4 20,9 26,2 29,5 30,0 25,4 19,2 14,6 11,1 9,9 16,6 28,6 19,7 18,7
T. min. mediaC) 2,4 2,7 4,4 7,2 10,6 14,5 16,9 17,2 14,5 10,5 7,0 4,7 3,3 7,4 16,2 10,7 9,4

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Resti di una mastodontica necropoli trovati in località Toppo d'Avuzzo testimoniano che il territorio di Rapolla fu abitato già nel neolitico.

Storia greca e romana[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda vuole che la sua nascita sia da collocarsi nell'XI secolo a.C. ad opera dei discendenti del mitico eroe Diomede che costruirono nella zona tra il Vulture e l'Ofanto alcuni tempi tra cui quello di Venere a Rocchetta e quello di Apollo a Rapolla,

facciata della concattedrale di Rapolla

da cui l'etimo dell'antica Strapellum che potrebbe essere derivato da stratiotai apollon che significa soldati a guardia del Tempio di Apollo.[senza fonte]

La storia ufficiale di Rapolla risale al V secolo a.C. ad opera dei coloni greci che fondarono, in Italia meridionale ed insulare, la Magna Grecia. Assieme ai maggiori centri dell'epoca: Metaponto, Heraclea, Taranto, Siponto, Bari, Lucera e Troia, Rapolla si configura come una delle sentinelle greche più estreme nell'entroterra.

Vicolo nel Centro Storico di Rapolla

Notizie più precise sono legate alla battaglia di Heraclea nel III secolo a.C., sulle coste ioniche, quando le truppe del generale romano Luscino ritiratosi nell'entroterra lucano dopo la sconfitta con i greci di Pirro e i loro Trenta Elefanti, si accamparono sulle Terrazze del Cerro site a oriente del territorio rapollese; di lì i romani intravidero una fortificazione ai piedi del Monte Vulture: era l'allora Strapellum, un fortilizio militare con un tempio greco al centro dominato da una torre; quando i soldati romani oltrepassato il vallone dell'Ontrolmo entrarono a Strapellum, ansiosi di incontrare la Cavalleria Lucana, videro gente riversa a terra e resti di battaglia; allora, convinti di non aggiungere "sangue al sangue" i soldati romani posero sulla porta del paese (presumibilmente l'Arco dell'Annunziata) una mattonella di terracotta rossa con una iscrizione recante due serpenti attorcigliati che nel linguaggio militare romano di allora voleva dire, "Attenzione: è luogo sacro, non si passa, non si fa rumore". Tale significato attribuito ai due serpenti rimane dubbio in quanto oggi sullo stemma comunale i due serpenti attorcigliati stanno a raffigurare le due fiumare Melfia e Ontrolmo che delimitano, sui versanti nord e sud, il vecchio centro abitato.

In epoca romana si hanno notizie legate alla battaglia contro Annibale in contrada "Querce d'Annibale" dove il condottiero africano si sarebbe accampato prima della battaglia contro il console Marco Claudio Marcello della vicina Venusia, nel 210 a.C. In epoca romana Strapellum faceva parte dell'Apulia e fu nominata da Plinio (circa 70 d.C.), nell'elenco delle città Daune, ed aveva un'importante funzione di crocevia per i traffici lungo la via Appia, assieme alla vicina Venusia, come testimonia il ponte ancora ben conservato in località Toppo d'Avuzzo. Altra testimonianza d'epoca romana è il Sarcofago di Rapolla rinvenuto nel 1856 in località Albero in Piano lungo il tracciato della via Appia antica. Il monumento in marmo è tra i migliori esempi di arte funeraria dei maestri dell'Asia Minore, esso raffigura nella parte inferiore una serie di divinità e sul coperchio raffigura con una bella dormiente il corpo della defunta che si pensa appartenga ad Emilia Scaura. Conservato oggi nella torre dell'orologio del castello di Melfi, la sua datazione è da riferirsi intorno alla seconda metà del II secolo d.C.

Storia medievale[modifica | modifica wikitesto]

Roccaforte longobarda della "Contea di Conza" costruita sulle rovine dell'antica Strapellum, accolse alla fine del secolo X una fiorente comunità basiliana. All'inizio del secolo XI, fu conquistata dai Normanni subito dopo Melfi.

Fu Sede Vescovile per quasi 1000 anni (dal 603 al 1528, anche se le datazioni ufficiali riportano l'anno 603, e, con un grosso vuoto storiografico si passa dal 1026 al 1528) per mano di Papa Gregorio I che nell'anno 603, a premura di Teodolinda regina dei longobardi e del Re Agilulfo, per assecondare il desiderio dei Principi di Rapolla, fonda la Diocesi con Agnus I, primo Vescovo di Rapolla.

Strapellum, lungo la via Appia, in epoca romana, secondo The Historical Atlas

Nel 1127 fu assalita e saccheggiata da Lotario III. Schieratasi in favore di Roberto di Loritello, fu assalita e distrutta dai Normanni nel 1163. Ricostruita e fortificata da Guglielmo il Buono, fu terra demaniale sotto gli Svevi. Ribelle a Manfredi dopo la morte di Corrado, fu riconquistata da Galvano Lancia che la tenne sino al 1266. Assegnata da Carlo I d'Angiò a Giovanni Galard, ad Herveo de Chevreuse e poi ad Anselino de Toucy, alla fine del secolo XIII era feudo di Ugone de Sully.

Roberto d'Angiò l'assegnò alla regina Sancha d'Aragona che la vendette nel 1344 al Conte di Mirabella. Incamerata dalla Corona, nel 1416 fu incorporata nello feudo di Melfi ed assegnata a Giovanni Caracciolo. Nel 1532 Carlo V la concesse a Diego Orlando de Mendoza. Feudo di Ruiz Gomez de Silva nel 1554, fu assegnata nel 1567 a Nicola Grimaldi con il titolo di conte. Passata ai Gesualdo, nel 1603 fu acquistata da Ettore de Brayma. Da questi passò nel 1621 ai Carafa, nel 1632 a Lelio Penchi ed ai Caracciolo.

Cenni artistici[modifica | modifica wikitesto]

bassorilievo dell'Annunciazione fianco destro della concattedrale di Rapolla

Rapolla in quanto storica sede vescovile vanta un altissimo numero di costruzioni sacre anche rurali. Si contano tre conventi, due monasteri, tre croci, dieci laure, cinque eremi, sette chiese, e, se consideriamo il passato come curia vescovile, perfino la badia di Santa Maria di Pierno e la badia di Monticchio.

La chiesetta di Santa Lucia, costruzione romanica con influssi pugliesi e bizantini dei secoli X-XI, è a tre navate con due crociere che nel punto d'incontro con la navata principale determinano due cupolette denunciate all'esterno da alzate in forma di parallelepipedo. La facciata è misuratamente ravvivata da un armonioso portale con doppio arco a tutto sesto ed una sovrastante finestra centinata.

La cattedrale fu terminata nel 1253 da Melchiorre di Montalbano che adornò la facciata (manomessa da restauri negli anni settanta del secolo scorso) con un imponente portale di impostazione lombarda. Sul lato destro si leva il maestoso campanile (ridotto in altezza dai terremoti) di Mastro Sarolo di Muro Lucano nel 1209 che scolpì i bassorilievi (Adamo ed Eva, Annunciazione) murati sul piano destro della chiesa. Nell'interno sono presenti una tavola bizantineggiante e un grande crocifisso ligneo del Cinquecento.

La parte posteriore della chiesa del Crocifisso (eretta su una laura basiliana e restaurata negli anni cinquanta del secolo scorso) accoglie alcune nicchie scavate nella roccia con resti di affreschi deperiti del secolo XIII. La chiesa di San Biagio è di origine duecentesca ma fu rifatta in varie epoche.

Musica e Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Adamo ed Eva bassorilievo della concattedrale di Rapolla

È il 1886 l'anno della prima formazione orchestrale col maestro Caruso. Le orchestre attuali sono:

  • Corpo Bandistico San Michele Arcangelo Città di Rapolla (dal 2014)
  • Concerto Musicale Città di Rapolla (dal 1952)
  • Banda Municipale Città di Rapolla (dal 1982)

Persone legate a Rapolla[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Si coltivano cereali, castagne, fichi, olive, uva e peperoncini piccanti.

Assai attiva è l'industria vinicola (aglianico, malvasia e moscato del Vulture) e olivicola (olio extravergine da uliveti di qualità Coratina o dell'ormai autoctona Ogliarola, importata dagli antichi greci, oggi diffusa e infatti denominata Rapollese).

Abbastanza sviluppato è il turismo legato alle cure termali che sfruttano le proprietà terapeutiche delle acque minerali.

L'economia territoriale, dopo anni di ristagno economico (dal dopoguerra ad inizio anni ottanta), che ha causato consistenti flussi migratori, ha subito prima, negli anni ottanta, un notevole impulso dovuto agli ingenti finanziamenti per la ricostruzione successiva al sisma del 23 novembre 1980 e, negli anni novanta, un nuovo modello economico dovuto all'insediamento del complesso industriale di San Nicola di Melfi che vede impiegata buona parte della manodopera locale.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l' A.S.D. Rapolla Calcio che milita nel girone lucano di Promozione. I colori sociali sono: il bianco ed il nero. La squadra gioca le sue partite casalinghe allo Stadio Comunale, che ha una capienza di 800 spettatori.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Tabella climatica di Melfi. URL consultato il 13 settembre 2008.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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