Brienza

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Brienza
Brienza - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Basilicata
Provincia: stemma Potenza
Coordinate: 40°28′43″N 15°37′47″E / 40.47861, 15.62972Coordinate: 40°28′43″N 15°37′47″E / 40.47861, 15.62972
Altitudine: 706 m s.l.m.
Superficie: 82,69 km²
Abitanti:
4.193 31-12-06
Densità: 51 ab./km²
Comuni contigui: Atena Lucana (SA), Marsico Nuovo, Polla (SA), Sala Consilina (SA), Sant'Angelo Le Fratte, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania
CAP: 85050
Pref. telefonico: 0975
Codice ISTAT: 076013
Codice catasto: B173 
Class. sismica: zona 1 (sismicità elevata-catastrofica)
Nome abitanti: burgentini 
Santo patrono: San Cataldo 
Giorno festivo: 10 maggio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Brienza è un comune di circa 4.200 abitanti della provincia di Potenza.

Indice

[modifica] Stemma

La descrizione araldica dello Stemma è la seguente: "A forma di scuso sannitico con una fascia mediale riportante l'iscrizione "BRIENZA FEDELE", che divide lo stemma in due campi. In quello superiore tre torri su fondo azzurro alludono al Castello Caracciolo,mentre in quello inferiore due braccia con mani si stringono in segno di amicizia e solidarietà. Esso infine è sormontato da una corona marchesale".

[modifica] Storia

L'origine di Brienza è quasi sicuramente longobarda: la radice burg (luogo fortificato), dal toponimo latino Burgentia, suffragherebbe tale ipotesi.

Il primo nucleo sembra datare al VII secolo dopo Cristo. Il borgo antico si sviluppa sopratutto dopo il 1000, tutto intorno al castello. Colpisce il visitatore con il suo fascino immediato e misterioso che fa di Brienza uno dei centri di origine medioevale più interessanti del mezzogiorno.

Il sacerdote Giuseppe Paternoster (1823-1888), raccontando in uno scritto le vicende del luogo dove era nato, osservava che "malagevole, per non dire impossibile, si è l´origine del nostro Paese, essendo come quella di tante Città e Paesi del Regno ravvolta nei; misteri dell´antichità. Di Brienza non fa menzione scrittore alcuno; né vi sono tradizioni che ci guidano al vero. Il sito però ove trovasi edificato, quello che ora chiamasi antico Paese intorno al Castello, accenna a quel periodo di tempi procellosi, in cui le continue invasioni barbaresche costringevano i Popoli a ridursi in luoghi pressoché inaccessibili, per cansare stragi e rapine. Secondo Giuseppe Gattini, Brienza veniva "nomata Burgentia e non si sarebbe alieni dal credere possa essere stato un accantonamento di terre burgansatiche ridivenute poi feudali, o semplicemente un borgo. È tra i pochi paesi della Basilicata che ha conservato la sua struttura architettonica di borgo medioevale.

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al Merito Civile

«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e di alto senso del dovere, meritevole dell’ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»

Si fregia inoltre del titolo di "Città", con Decreto del Presidente della Repubblica in data 07/11/2005.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa dell'Annunziata

Chiesa ad unica navata dalla volta affrescata con l'immagine di Gesù Cristo e dei quattro Evangelisti. Sull'altare maggiore è un dipinto su tavola, raffigurante la Deposizione e sui dieci altari laterali le statue dei santi. Fra le opere un pulpito ligneo del 1735, di Antonio la Sala di Potenza, con confessionale sottostante, ed un coro a 29 stalli alle spalle dell'altare maggiore.

[modifica] Chiesa Madre di Santa Maria Assunta

Nelle vicinanze del Castello è la Chiesa Madre dell’Assunta, probabilmente risalente alla fine dell’Xl sec., fortemente rimaneggiata a seguito dei terremoti del 1761 e 1857, quando furono aggiunti l’ampio sagrato e la cripta per la sepoltura del clero. L’interno si presenta diviso in tre navate (ma originariamente potrebbe essere stata una sola), con un prezioso altare maggiore bicromo con decori in oro. Nella navata sinistra è posto un secondo altare, del 1729, arricchito da un palliotto a motivi floreali. Di un certo interesse è il coro ligneo a 38 stalli, risalente al 1769, e la cantoria finemente lavorata e arricchita di un organo. Sul fonte battesimale - un’acquasantiera in pietra lastricata - troviamo scolpito lo stemma della famiglia Caracciolo.

[modifica] Chiesa di San Michele dei Greci

La Cappella di S. Michele Arcangelo, detta dei Greci perché adibita al rito ortodosso, è ad unica navata, in pietra rettangolare, all’interno contiene un unico altare e un ciclo di bellissimi affreschi di difficile attribuzione.

[modifica] Chiesa del S.S. Crocifisso

A monte dell’ abitato è posta la Chiesa del SS. Crocifisso risalente, secondo la tradizione, al 1237, sebbene studi più recenti l’abbiano datata a non più di quattro secoli fa. Si tratta di un piccolo edificio ad unica navata che conserva, al suo interno, alcuni affreschi del 1700. Di sicuro impatto per il visitatore è la sua posizione, su un’altura che domina l’intero corso del Melandro, in un’area circondata da boschi che si anima durante le celebrazioni del SS. Crocifisso.Vi si può godere un panorama assai suggestivo.(S.S. n.95 - Direzione Atena Lucana - Bivio al Km. 3)

[modifica] Architetture militari

[modifica] Castello Caracciolo

Assegnata da Federico II a Gentile de Petruro e, successivamente, dagli Angioini ai De Poncellis, dal XV sec. Brienza legò strettamente la sua storia alla famiglia dei Caracciolo che si insediarono stabilmente nel castello, ampliandolo. L’ultimo vero feudatario fu, nel 1700, Litterio Caracciolo che si adoperò molto per il paese: arricchì la rocca di numerose opere d’arte, e rifondò, nel 1788, il “Monte del S.S. Rosario di Brienza”, istituzione benefica che aveva lo scopo di assistere i poveri del luogo, cui forniva medicamenti gratuiti, assicurando quattro maritaggi all’anno. Istituì altresì la Scuola Normale per l’insegnamento ai bambini di ogni ceto sociale.

La rocca era, forse, una antica fortezza angìoina di cui rimane traccia nel mastio cilindrico, che emerge dalla massiccia mole, e nella semitorre circolare, situata al centro della cinta muraria per interrompere l’uniformità della cortina e assicurare una più efficace difesa: nel Medioevo si presentava protetto, secondo il metodo delle fortificazioni longobarde, con le case addossate le une alle altre, che costituivano una valida difesa da eventuali attacchi nemici. Una scalinata in pietra, a cielo aperto, conduce ad un terrazzo a terrapieno posto davanti all’ingresso principale. Un'antica tradizione attribuisce al castello 365 stanze, una per ogni giorno dell'anno.

I Caracciolo, con alterne vicende, rimasero proprietari dei feudo e del castello fino al 1857, anno in cui l'ultima esponente della famiglia, Maria Giulia, lo lasciò in eredità al nipote Luigi Barracco.

Iniziò da questo momento la lenta decadenza del maniero; infatti, alla morte del Barracco, il feudo passò a vari feudatari e amministratori che si disfecero, con una serie di vendite, dei beni rustici lasciando in completo abbandono il castello (fortemente danneggiato dal sisma del 1857). L'ultimo proprietario, il De Luca, lo donò, infine, a Francesco Mastroberti, il quale cominciò a vendere quanto di vendibile rimaneva nell'antica costruzione per mantenere i suoi 18 figli in un paese che non aveva ormai più niente altro da offrire.

Il maniero, che all'inizio dei 1900 era stato dichiarato di interesse storico, subì, in seguito al terremoto del 1980, il crollo della parete est e della parete sud. Attualmente in fase di radicale restauro,sono stati potati alla luce e recuperati le originarie pavimentazioni di numerosi ambienti e ritrovate varie statue, in pietra dura locale, poste in Municipio, in attesa di restauro; durante l'Estate, Il borgo antico e il Castello sono lo scenario e i soggetti principali di numerose manifestazioni e rievocazioni, tra le più importanti della regione, che continuano ad attrarre migliaia di visitatori.

[modifica] Altro

[modifica] Il Chiazzino

Situato dove era l'accesso principale del borgo, vi si può ammirare il portale più bello del paese. Partendo da questo punto, ci si inerpica per le fitte stradine della rocca prima di raggiungere il castello. Da visitare: la chiesa di S. Maria Assunta(XII sec.), la Torricella, la cappella di S. Michele dei Greci (XII sec.), la chiesa di S. Martino (XI sec.).

[modifica] Via degli Archi

Il borgo è un succedersi interessante di antri e piccoli tuguri scavati nella roccia, di modeste abitazioni e di qualche più signorile costruzione. La via degli archi ne è uno degli angoli più accattivanti: archi poveri e stretti che si rincorrono su un budello in cui si riesce a stento a conservare la linea del cielo e che culmina in una piazzetta scoscesa dove le case sembrano la proiezione necessaria della roccia.

[modifica] Piazza del Municipio

Al centro della piazza campeggia il monumento bronzeo (inaugurato nel 1890), a Francesco Mario Pagano (Brienza,1748-1799), giurista, filosofo e martire della Repubblica partenopea. Sullo sfondo si ergono il convento dei Frati Minori Osservanti (Opera di Cafaro Pignoloso-1571), oggi sede municipale, e l'annessa chiesa dell'Annunziata, coeva.

[modifica] Aree naturali

Gran valore dell'intera comunità Burgentina è il suo immenso patrimonio ambientale,paesagistico e faunistico: trovandosi in una posizione strategica (è il punto di incontro tra la Val d'Agri, la valle del Melandro e confinante con il Val di Diano), il comune Burgentino è arricchito da un patrimonio boschivo che copre oltre l'80% dell'intero territorio, con la presenza di una sorprendente varietà di specie biologiche e zoologighe, che vanno dai grandi boschi di Faggio, presenti soprattutto sul monte San Gennaro (1012 m.), alle varietà di querce sparse su tutto il territorio (cerri, querce secolari, roverelle), fino al castagno, che da il nome a una famosa località, ai piedi del Monte del S.S. Crocifisso, denominata, appunto, Castagneta. Di gran valore paesagistico è la località Lago, Faggeto a 1400 metri di altitudine, di bellezza entusiasmante e selvaggia, regno del silenzio e ricco di aria purissima.(S.S. 598-Direz. Atena Lucana- Uscita Pozzi - proseguire per 5 km.), con aria pick-nik attrezzata, e fonte di acqua purissima, che sgorga direttamente dalle rocce.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Tradizioni e folclore

[modifica] La leggenda di Bianca da Brienza

Verso la metà del 1300 viveva, in lusso sfarzoso, nel castello di Brienza una bellissima donna di nome Bianca. Ella era solita dare delle feste alle quali si presentava vestita solo dei suoi gioielli, verso i quali aveva un attaccamento morboso.

Si narra che il "suo tesoro" fosse custodito in un stanza segreta la cui ubicazione era conosciuta solo da Bianca e dalla sua fedele ancella. Durante un viaggio verso Amantea, Bianca e il suo seguito furono catturati dai pirati e condotti ad Algeri per essere venduti come schiavi. Un pascià, vista la bellissima Bianca, se ne invaghì e la condusse con se nel suo palazzo come favorita. Da quel momento non si è saputo più nulla nè della bella Bianca, nè del suo fantastico tesoro, rimasto rinchiuso nella segreta e mai più ritrovato.

Nel 1644 il castello fu "teatro" di un'altra intricata vicenda. Proprietario del castello era il marchese Rodolfo, costretto per necessità finanziarie a cedere il castello e il podere circostante al barone Tiburzio, che gliene lasciava provvisoriamente l'uso. Rodolfo, innamorato di Clorinda, sua pupilla e ospite (a sua volta innamorata del fattore Eugenio) dopo aver appreso dal suo confidente Enrico di un incontro amoroso tra Clorinda ed Eugenio, adirato, scacciò Eugenio. Costui rivelò di essere in realtà il barone di Laurente, incaricato dal fratello di Clorinda, in cambio della sua mano, di scoprire come Rodolfo la trattasse, avendo avuto sentore del fatto che il marchese aveva dissipato tutte le sostanze della sorella ed era pieno di debiti.

Enrico consigliò il marchese di sopprimere il finto Eugenio, ma, nel duello che ne seguì e che si svolse tra il confidente ed Eugenio, fu Enrico ad avere la peggio. Ciorinda ed Eugenio si sposarono e perdonarono al marchese tutte le sue malefatte.

Queste storie, leggendaria la prima, tratta da dramma lirico "Rodolfo da Brienza" (dramma in tre atti, ambientato nel castello di Brienza e privo di fondamento storico; su libretto di Domenico Bolognese e musica di Achille Pistilli, fu rappresentato per la prima volta nel Real Teatro del fondo di Napoli nel 1846) la seconda, ci introducono nel castello di Brienza, oggi ridotto a rudere ma un tempo palpitante di vita e di più o meno grandi drammi esistenziali.

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate a Brienza

[modifica] Eventi

  • Fucanoie

Falò rionali con balli e gastronomia tipica. 19 marzo (S.Giuseppe), 25 marzo (S. Annunziata)

  • Domenica delle Palme

La notte che procede la Domenica delle palme diviene lo scenario per i giovani del paese per consumare le proprie vendette o per le proprie dichiarazioni amorose: con l'ausilio dell'oscurità, l'amante respinto deposita davanti all'abitazione della ragazza un fascio di "Fav'lop", pianta ranuncolare, di discrete dimensioni, maleodorante, che abbonda nei boschi intorno al centro abitato; esso gesto è simbolo di rammarico e di disprezzo, ma spesso fatto anche con intenzioni scherzose.

Un tempo, per indicare una volontà forte di amore nei confronti della ragazza, veniva depositato un folto ramo d'ulivo, intrecciato con nastri e fiori, ed essa, come forma di accettazione e di pegno, raccoglieva tale ramo e lo faceva essicare, per poi bruciarlo nel giorno delle Palme dell'anno successivo, per trarne gli auspici, favorevoli o meno al matrimonio.

  • Festa del SS. Crocifisso

Di particolare interesse le sacre rappresentazioni dell'Incontro e del Volo dell'Angelo. I° domenica di maggio e III° domenica di settembre.

  • Festa di San Cataldo

Patrono del paese 10 maggio

  • Estate Burgentina

Manifestazioni di cultura e spettacolo a cura della Pro Loco nei mesi estivi

  • Notti al Castello

Visite giudate per le vie del Borgo Medioevale e nel Castello Caracciolo (uno dei più antichi e imponenti del Meridione), con concerti, rievocazioni storiche e antichi mestieri.

[modifica] Urbanistica

Sul versante opposto del colle è la parte più antica del paese, risalente al VII sec., abbandonata a seguito del terremoto del 1857, dove è possibile ancora distinguere resti di mura a delimitazione del perimetro della Chiesa di S. Martino (o delle Grazie), dell’XI sec. Di fianco alla torre, posta a guardia dell’estremità del muro di cinta giusto a strapiombo sul torrente Pergola, è la porta detta appunto Torricella, che introduce al rione di S. Michele. A monte dell’ abitato è posta la Chiesa del SS. Crocifisso risalente, secondo la tradizione, al 1237, sebbene studi più recenti l’abbiano datata a non più di quattro secoli fa. Si tratta di un piccolo edificio ad unica navata che conserva, al suo interno, alcuni affreschi del 1700.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Antonio Distefano (Uniti per Brienza) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0975 381003
Posta elettronica: comunebrienza@rete.basilicata.it

[modifica] Amministrazioni precedenti

Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Brienza.
Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Antonio Alfredo Lopardo L'Ulivo Sindaco
1990 1995 Raffaele Maria Distefano Sinistre Unite per Brienza Sindaco
1995 1999 Raffaele Maria Distefano Uniti per Brienza Sindaco
1999 2004 Pasquale Scelzo Patto per Brienza Sindaco
2004 2009 Antonio Distefano Uniti per Brienza Sindaco
2009 2014 Sindaco


[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni


Strumenti personali