Brienza

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Brienza
comune
Brienza – Stemma Brienza – Bandiera
Scorcio dell'abitato
Scorcio dell'abitato
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Donato Distefano (lista civica Con noi vince Brienza) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 40°28′43″N 15°37′48″E / 40.478611°N 15.63°E40.478611; 15.63 (Brienza)Coordinate: 40°28′43″N 15°37′48″E / 40.478611°N 15.63°E40.478611; 15.63 (Brienza)
Altitudine 713 m s.l.m.
Superficie 82,94[1] km²
Abitanti 4 085[2] (novembre 2014)
Densità 49,25 ab./km²
Frazioni Braide I, Braide II, Monte I, Monte II, Schiavi
Comuni confinanti Atena Lucana (SA), Marsico Nuovo, Polla (SA), Sala Consilina (SA), Sant'Angelo Le Fratte, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania
Altre informazioni
Cod. postale 85050
Prefisso 0975
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076013
Cod. catastale B173
Targa PZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 206 GG[3]
Nome abitanti burgentini
Patrono San Cataldo - S.S.Crocifisso - Madonna Addolorata
Giorno festivo 10 maggio - 1ª Domenica di Maggio - 3ª Domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brienza
Posizione del comune di Brienza all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Brienza all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Brienza è un comune italiano di 4.085 abitanti [2] della provincia di Potenza, in Basilicata.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Sorge a 713 m s.l.m. nella parte centro-occidentale della provincia al confine con la parte centro-orientale della provincia di Salerno.

Confina con i comuni di: Sasso di Castalda (6 km), Satriano di Lucania (9 km), Atena Lucana (SA) (12 km), Marsico Nuovo (15 km), Sant'Angelo Le Fratte (16 km), Sala Consilina (SA) (18 km) e Polla (SA) (26 km). Dista 32 km da Potenza e 129 km dall'altra provincia lucana Matera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine di Brienza è quasi sicuramente longobarda: la radice burg (luogo fortificato), dal toponimo latino Burgentia, suffragherebbe tale ipotesi.

Il primo nucleo sembra datare al VII secolo d.C. Il borgo antico si sviluppa soprattutto dopo il 1000, tutto intorno al castello. Colpisce il visitatore con il suo fascino immediato e misterioso che fa di Brienza uno dei centri di origine medioevale più interessanti del mezzogiorno.

Il sacerdote Giuseppe Paternoster (1823-1888), raccontando in uno scritto le vicende del luogo dove era nato, osservava che "malagevole, per non dire impossibile, si è l´origine del nostro Paese, essendo come quella di tante Città e Paesi del Regno ravvolta nei; misteri dell´antichità. Di Brienza non fa menzione scrittore alcuno; né vi sono tradizioni che ci guidano al vero. Il sito però ove trovasi edificato, quello che ora chiamasi antico Paese intorno al Castello, accenna a quel periodo di tempi procellosi, in cui le continue invasioni barbaresche costringevano i Popoli a ridursi in luoghi pressoché inaccessibili, per causare stragi e rapine. Secondo Giuseppe Gattini, Brienza veniva "nomata Burgentia e non si sarebbe alieni dal credere possa essere stato un accantonamento di terre burgansatiche ridivenute poi feudali, o semplicemente un borgo. È tra i pochi paesi della Basilicata che ha conservato la sua struttura architettonica di borgo medioevale.

Uno studio comprensivo del periodo feudale è "The Continuity of Feudal Power: The Caracciolo Di Brienza in Spanish Naples", Tommaso Astarita, Cambridge University Press (CUP), 1991 (in Inglese). I marchesi Caracciolo di Brienza, erano un ramo di uno dei clan più antichi e potenti nel regno di Napoli, ed erano tra le cento più ricche famiglie feudali in quel periodo.

Cronologia di Brienza

dal 600 al 1799

  • VII secolo d.C. Sorse probabilmente allora il convento di San Giacomo, che sarebbe stato tenuto dai Benedettini e abbandonato nel sedicesimo secolo.
  • VII-VIII secolo d.C. A cavallo dei due secoli si innalzò la chiesa più antica di Brienza, dedicata a San Martino.
  • 849 In seguito al trattato di spartizione del ducato longobardo di Benevento, Brienza rientrò nei possedimenti di Siconolfo, principe di Salerno, come sede di un piccolo gastaldato. Le contrade Spineto e San Martino erano abitate dai fuggiaschi di due città vicine, distrutte dai Vandali: Acerronia ed Atina.
  • XI sec. Intorno a tale periodo fu eretto il castello, che più tardi gli Angioini e quindi i Caracciolo avrebbero ristrutturato.
  • 1080. Il figlio del conte Roberto di Montescaglioso, Guglielmo, ereditò il feudo di Brienza.
  • 1092 La chiesa di San Giovanni di Petra venne donata alla Trinità di Cava da Gregorio, conte di Capaccio, e da sua moglie Maria.
  • 1095/1098 Pietro, abate della Trinità di Cava, ebbe in dono la chiesa e il monastero di San Giacomo di Brienza.
  • XII sec. Venne costruita la chiesa di Santa Maria Assunta. A quell´epoca è anche databile la presenza di sei parrocchie: Santa Maria Assunta, Santa Elisabetta, San Martino, San Zaccaria e San Michele dei Greci.
  • 1130 La chiesa di San Giovanni fu donata all´abate di Cava da Guglielmo di Montescaglioso.
  • 1145 I documenti indicano in Giovanni di Marsico il priore del monastero di San Giacomo.
  • 1156 I discendenti di Guglielmo di Montescaglioso, per aver dato manforte alla ribellione del 1155-1156, persero le loro terre. A Brienza furono creati dei feudi in capite de domino Rege.
  • 1163 Il priore Giovanni di Marsico fece edificare la chiesa di San Lorenzo.
  • 1163-1179 Venne consacrata la chiesa di San Lorenzo e se ne affidò la giurisdizione alla badia di Cava.
  • 1166 La regina Margherita, scomparso il marito Guglielmo I, cedette il castello ad Enrico di Navarra.
  • 1178 1188 Mentre regnava Guglielmo II il Buono, gruppi locali di milites aderirono fedelmente alla missione in Terra Santa: è quanto si evince dalle testimonianze riportate nel puntualissimo Catalogo dei Baroni.
  • XIII sec. Ai principi del secolo, sul monte omonimo, sorse la cappella del Santissimo Crocifisso.
  • 1222 Alla chiesa di San Zaccaria vennero elargiti privilegia da Ruggiero, vescovo di Marsico Nuovo, che incaricò il diacono Luigi di redigere l´inventario dei beni.
  • 1269 Carlo I d´Angiò assegnò a Rainaldo De Poncellis il feudo di Brienza.
  • 1280 A Rainaldo De Poncellis successe il figlio Giovanni, che esercitava inoltre la propria autorità sui feudi di Andretta e Pescopagano.
  • XIV sec. Brienza passò al feudatario Mattia.
  • XV sec. 1412 Signore di Brienza era Roberto, quarto figlio di Gorrello Aurilia.
  • 1428 Il 2 novembre la regina Giovanna II vendette il feudo di Brienza a Petraccone Caracciolo per mille once.
  • 1438 Il potere locale veniva gestito da Giovanni Zurlo.
  • 1459 Giacomo Caracciolo diventò signore di Brienza. La sua famiglia, quasi senza interruzione, avrebbe governato nei secoli successivi.
  • 1499 Re Federico D´Aragona confermò il feudo a Perticone, figlio di Giacomo Caracciolo.
  • XVI sec. 1570 1571 Si edificarono la chiesa dell´Annunziata e il convento dei Frati Minori Osservanti, commissionati dai Caracciolo a Cafaro Pignoloso di Cava dei Tirreni.
  • 1574 Nel mese di giugno prese il via l´attività della confraternita del Santissimo Rosario.
  • XVII sec. 1609 La Cappella della Madonna degli Angeli venne costruita nella zona rurale che in seguito avrebbe ospitato anche un Lazzaretto.
  • 1616 Si ha notizia di una violenta contestazione da parte del popolo burgentino riguardo ai privilegi dei Caracciolo.
  • 1648 Quattrocento soldati, per ordine del feudatario Giuseppe Caracciolo, accorsero a sedare una rivolta scoppiata a causa di alcuni aggravi fiscali.
  • 1651 La popolazione venne decimata dalla peste.
  • 1681 Il feudo si cedette a Francesco Campione.
  • 1683 Santa Maria fu eletta Chiesa Madre.
  • XVIII sec. Nel corso del secolo la chiesa dell´Annunziata venne decorata da una serie di opere di Nicola La Sala, Francesco Maugieri, Nicola Peccheneda e Giacomo Colombo.
  • 1709 Nacque in quell´anno Pietro Giampietro detto il Pietrafesa, autore degli affreschi che impreziosiscono il chiostro del convento dell´Annunziata.
  • 1715-1720 La cappella di San Michele Arcangelo, meglio nota come San Michele dei Greci, fu ricostruita grazie al sacerdote Gaetano Addobbato.
  • 1726 Marchese di Brienza era Litterio Giuseppe Caracciolo.
  • 1736 I contadini occuparono le terre di Monte Pezzafarina e Croce dell´Ausino.
  • 1748 L´8 dicembre nacque Francesco Mario Pagano, primogenito di Tommaso e di Marianna Pastore.
  • 1754 Francesco Saverio Bruno, figlio di Antonio e di Giovanna Restaino, venne alla luce il 28 luglio. Lo attendeva una brillante carriera giuridica.
  • 1760-1770 Si ampliò la chiesa madre.
  • 1781 Luisa Labriola, consorte di Prospero Iannelli, mise al mondo il figlio Cataldo Iannelli (oggi ricordato come validissimo archeologo).
  • 1783 Litterio Caracciolo fece restaurare il Castello.
  • 1795 Nacque, da Nicola Ferrarese e da Antonia Contardi, il figlio Luigi Ferrarese. Avrebbe espresso il suo originale talento nella ricerca psichiatrica.
  • 1799 Il filosofo, giurista e letterato Mario Pagano venne impiccato a Napoli, in Piazza del Mercato, all´età di cinquantun anni. Era il 29 ottobre. "Spariti e per sempre que´ Governi che, con la strage dei più preclari cittadini, s´affidavano di mantenerci nell´abiezione e di toglierci così ogni speranza d´una ventura riscossa, i Brienzani costituirono un comitato per erigere un monumento al grand´uomo. S´iniziò subito una sottoscrizione, alla quale concorsero il Municipio, la Provincia e il Governo: ma passarono molti anni, e solamente nel 1890 la statua a Mario Pagano si poté inaugurare". L´opera bronzea, eseguita dallo scultore napoletano Achille D´Orsi, domina tuttora nel largo del palazzo comunale. Il suo ultimo restauro risale all´ottobre del 1999, quando è stato celebrato il bicentenario della rivoluzione napoletana.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

La descrizione araldica dello Stemma è la seguente: "A forma di scuso sannitico con una fascia mediale riportante l'iscrizione "BRIENZA FEDELE", che divide lo stemma in due campi. In quello superiore tre torri su fondo azzurro alludono al Castello Caracciolo, mentre in quello inferiore due braccia con mani si stringono in segno di amicizia e solidarietà. Esso infine è sormontato da una corona marchesale".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e di alto senso del dovere, meritevole dell'ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»

Si fregia inoltre del titolo di "Città", con Decreto del Presidente della Repubblica in data 07/11/2005.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il Borgo[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di Brienza si presenta con un modello ad avvolgimento centripeto avente per fulcro naturale il Castello Caracciolo, posto alla sommità di un colle sui pendii del quale si avviluppano e si divincolano in una miriade di prospettive fasci concentrici di case, abbarbicati precariamente alla roccia scoscesa. Alla fine di via Mario Pagano, dove anticamente era situata una delle porte di accesso, si inerpicano sul poggio due stradine, quella di Santa Maria a sinistra e di San Michele dei Greci a destra. Sul versante opposto, ove si accede per la "Portella" ancora visibile nella cinta muraria del Castello, brandelli di muri su viottoli ormai quasi del tutto cancellati testimoniano l'esistenza andata di quegli altri rioni che completavano il borgo: la Torricella, san Martino, San Sebastiano, Via Nuova, San Nicola e Santa Elisabetta. Più giù, verso il fiume, si alza ancora il perimetro dell'antichissima Chiesa di San Martino, probabilmente il primo centro di culto della "Burgentia Fidelis". Domina sulla confluenza di due torrenti (il Pergola e il Fiumicello) la torretta di guardia ("Trucedda" - torretta), all'estremità della cinta muraria che sale fino alla torre circolare del Castello, posta a nord[4].

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dell'Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa ad unica navata dalla volta affrescata con l'immagine di Gesù Cristo e dei quattro Evangelisti. Risalente al 1571 e già appartenuta ai Padri Minori Osservanti, è opera di Cafaro Pignoloso di Cava dei Tirreni, attivo pure a Marsico Nuovo, ove eresse il palazzo di don Francesco Santomango. Due altari marmorei laterali furono della famiglia Caracciolo e ne portano lo stemma gentilizio. Sull'altare maggiore è un dipinto su tavola, raffigurante la Deposizione e sui dieci altari laterali le statue dei santi. Fra le opere un pulpito ligneo del 1735, di Antonio la Sala di Potenza, con confessionale sottostante, ed un coro a 29 stalli alle spalle dell'altare maggiore.

Chiesa Madre di Santa Maria Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Nelle vicinanze del Castello è la Chiesa Madre dell'Assunta, probabilmente risalente alla fine dell'Xl secolo, fortemente rimaneggiata a seguito dei terremoti del 1761 e 1857, quando furono aggiunti l'ampio sagrato e la cripta per la sepoltura del clero. Costruita fra l'XI ed il XII secolo, si presenta con linea sobria. L'interno si presenta diviso in tre navate (ma originariamente potrebbe essere stata una sola), con un prezioso altare maggiore bicromo con decori in oro. Nella navata sinistra è posto un secondo altare, del 1729, arricchito da un paliotto a motivi floreali. Di un certo interesse è il coro ligneo a 38 stalli, risalente al 1769, e la cantoria finemente lavorata e arricchita di un organo. Sul fonte battesimale - un'acquasantiera in pietra lastricata - troviamo scolpito lo stemma della famiglia Caracciolo.

Chiesa di San Michele dei Greci[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella di S. Michele Arcangelo, detta dei Greci perché adibita al rito ortodosso, è ad unica navata, in pietra rettangolare, all'interno contiene un unico altare e un ciclo di bellissimi affreschi di difficile attribuzione.

Chiesa del S.S. Crocifisso[modifica | modifica wikitesto]

A monte dell'abitato è posta la Chiesa del SS. Crocifisso risalente, secondo la tradizione, al 1237, sebbene studi più recenti l'abbiano datata a non più di quattro secoli fa. Si tratta di un piccolo edificio ad unica navata che conserva, al suo interno, alcuni affreschi del 1700. Di sicuro impatto per il visitatore è la sua posizione, su un'altura che domina l'intero corso del Melandro, in un'area circondata da boschi che si anima durante le celebrazioni del SS. Crocifisso.Vi si può godere un panorama assai suggestivo.(S.S. n.95 - Direzione Atena Lucana - Bivio al Km. 3)

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello Caracciolo[modifica | modifica wikitesto]

Assegnata da Federico II a Gentile de Petruro e, successivamente, dagli Angioini ai De Poncellis, dal XV sec. Brienza legò strettamente la sua storia alla famiglia dei Caracciolo che si insediarono stabilmente nel castello, ampliandolo. L'ultimo vero feudatario fu, nel 1700, Litterio Caracciolo che si adoperò molto per il paese: arricchì la rocca di numerose opere d'arte, e rifondò, nel 1788, il “Monte del S.S. Rosario di Brienza”, istituzione benefica che aveva lo scopo di assistere i poveri del luogo, cui forniva medicamenti gratuiti, assicurando quattro maritaggi all'anno. Istituì altresì la Scuola Normale per l'insegnamento ai bambini di ogni ceto sociale.

La rocca era, forse, un'antica fortezza angìoina di cui rimane traccia nel mastio cilindrico, che emerge dalla massiccia mole, e nella semitorre circolare, situata al centro della cinta muraria per interrompere l'uniformità della cortina e assicurare una più efficace difesa: nel Medioevo si presentava protetto, secondo il metodo delle fortificazioni longobarde, con le case addossate le une alle altre, che costituivano una valida difesa da eventuali attacchi nemici. Una scalinata in pietra, a cielo aperto, conduce ad un terrazzo a terrapieno posto davanti all'ingresso principale. Un'antica tradizione attribuisce al castello 365 stanze, una per ogni giorno dell'anno.

I Caracciolo, con alterne vicende, rimasero proprietari dei feudo e del castello fino al 1857, anno in cui l'ultima esponente della famiglia, Maria Giulia, lo lasciò in eredità al nipote Luigi Barracco.

Iniziò da questo momento la lenta decadenza del maniero; infatti, alla morte del Barracco, il feudo passò a vari feudatari e amministratori che si disfecero, con una serie di vendite, dei beni rustici lasciando in completo abbandono il castello (fortemente danneggiato dal sisma del 1857). L'ultimo proprietario, il De Luca, lo donò, infine, a Francesco Mastroberti, il quale cominciò a vendere quanto di vendibile rimaneva nell'antica costruzione per mantenere i suoi 18 figli in un paese che non aveva ormai più niente altro da offrire.

Il maniero, che all'inizio dei 1900 era stato dichiarato di interesse storico, subì, in seguito al terremoto del 1980, il crollo della parete est e della parete sud. Attualmente in fase di radicale restauro, sono stati potati alla luce e recuperati le originarie pavimentazioni di numerosi ambienti e ritrovate varie statue, in pietra dura locale, poste in Municipio, in attesa di restauro; durante l'Estate, Il borgo antico e il Castello sono lo scenario e i soggetti principali di numerose manifestazioni e rievocazioni, tra le più importanti della regione, che continuano ad attrarre migliaia di visitatori.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Il Chiazzino[modifica | modifica wikitesto]

Situato dove era l'accesso principale del borgo, vi si può ammirare il portale più bello del paese. Partendo da questo punto, ci si inerpica per le fitte stradine della rocca prima di raggiungere il castello. Da visitare: la chiesa di S. Maria Assunta(XII sec.), la Torricella, la cappella di S. Michele dei Greci (XII sec.), la chiesa di S. Martino (XI sec.).

Via degli Archi[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo è un succedersi interessante di antri e piccoli tuguri scavati nella roccia, di modeste abitazioni e di qualche più signorile costruzione. La via degli archi ne è uno degli angoli più accattivanti: archi poveri e stretti che si rincorrono su un budello in cui si riesce a stento a conservare la linea del cielo e che culmina in una piazzetta scoscesa dove le case sembrano la proiezione necessaria della roccia[5].

Piazza del Municipio[modifica | modifica wikitesto]

Al centro della piazza campeggia il monumento bronzeo (inaugurato nel 1890), a Francesco Mario Pagano (Brienza,1748-1799), giurista, filosofo e martire della Repubblica partenopea. Sullo sfondo si ergono il convento dei Frati Minori Osservanti (Opera di Cafaro Pignoloso-1571), oggi sede municipale, e l'annessa chiesa dell'Annunziata, coeva. Il 12/03/2011 è stata inaugurata "Piazza dell'Unità d'Italia".

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Gran valore dell'intera comunità Burgentina è il suo immenso patrimonio ambientale, paesagistico e faunistico: trovandosi in una posizione strategica (è il punto di incontro tra la Val d'Agri, la valle del Melandro e confinante con il Val di Diano), il comune Burgentino è arricchito da un patrimonio boschivo che copre oltre l'80% dell'intero territorio, con la presenza di una sorprendente varietà di specie biologiche e zoologighe, che vanno dai grandi boschi di Faggio, presenti soprattutto sul monte San Gennaro (1012 m), alle varietà di querce sparse su tutto il territorio (cerri, querce secolari, roverelle), fino al castagno, che dà il nome a una famosa località, ai piedi del Monte del S.S. Crocifisso, denominata, appunto, Castagneta. Di gran valore paesagistico è la località Lago, Faggeto a 1400 metri di altitudine, di bellezza entusiasmante e selvaggia, regno del silenzio e ricco di aria purissima.(S.S. 598-Direz. Atena Lucana- Uscita Pozzi - proseguire per 5 km), con aria pick-nik attrezzata, e fonte di acqua purissima, che sgorga direttamente dalle rocce.

La Roverella[modifica | modifica wikitesto]

La Roverella è una quercia ultrasecolare (la sua età è stimata tra i quattrocento e i mille anni), situata in uno degli scorci più suggestivi del territorio burgentino, ad oltre 1000 metri di quota: essa rientra nelle prime venti piante più grandi d'Italia e, per abbracciarla completamente, ci vogliono più di sette persone; questo maestoso monumento è stato vittima di un tentativo di incendio, nel 2009, e per questo motivo è stata recintata con una staccionata, che permette, inoltre, l'ingresso in una'area pick-nick antistante.

R' Tnedd[modifica | modifica wikitesto]

Altra zona interessante e caratteristica è sicuramente la zona denominata in dialetto burgentino "Tnedd": l'etimologia del nome deriva dalla locuzione "tnedde", che non erano altro che dei tini, dove si conservavano acqua o vino, ed essa è stata denominata in questo modo proprio perché il letto pietrificato del fiume, eroso dall'incessante lavorio dall'acqua, presenta dei grandi buchi, dove, appunto, si raccoglie l'acqua, creando piccole isolette di pietra che spuntano dal letto del fiume. L'estate, nel periodo di secca del torrente Pergola, è il momento perfetto per andarci, dato che in autunno e in inverno esso è in accessibile per via delle fortissime piogge e delle conseguenti numerose piene. Infine, punto ideale per osservare tale caratteristica aerea di Brienza è il lato est del Borgo e del castello Caracciolo, con la parte più antica del Paese, il rione Torricella.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Del comune di Brienza fanno parte le frazioni di:

Pergola (4,89 km)
La frazione di PERGOLA dista 4,89 km dal Comune di BRIENZA (PZ) Coordinate: latitudine 40°26'34"N - longitudine 15°39'16E Altitudine: 887 metri s.l.m.
Acqua dei Salici (6,70 km)
La frazione di ACQUA DEI SALICI dista 6,70 km dal Comune di BRIENZA (PZ) Coordinate: latitudine 40°31'40"N - longitudine 15°35'2E Altitudine: 554 metri s.l.m.
Braide (7,57 km)
La frazione di BRAIDE dista 7,31 km dal Comune di BRIENZA (PZ) Coordinate: latitudine 40°28'41"N - longitudine 15°33'43E Altitudine: 745 metri s.l.m. Popolazione: 40 abitanti
Case del Monte (6,55 km)
La frazione di CASE DEL MONTE dista 6,55 km dal Comune di BRIENZA (PZ) Coordinate: latitudine 40°31'15"N - longitudine 15°35'17E Altitudine: 548 metri s.l.m.
Cesinale (3,43 km)
La frazione di CESINALE dista 3,43 km dal Comune di BRIENZA (PZ) Coordinate: latitudine 40°27'30"N - longitudine 15°39'10E Altitudine: 757 metri s.l.m.
Chiuse (1,58 km)
La frazione di CHIUSE dista 1,58 km dal Comune di BRIENZA (PZ) Coordinate: latitudine 40°28'47"N - longitudine 15°38'44E Altitudine: 783 metri s.l.m.
Noce del Monte (7,36 km)
La frazione di NOCE DEL MONTE dista 7,36 km dal Comune di BRIENZA (PZ) Coordinate: latitudine 40°31'19"N - longitudine 15°34'50E Altitudine: 640 metri s.l.m.
Pisciolo (6,05 km)
La frazione di PISCIOLO dista 6,05 km dal Comune di BRIENZA (PZ) Coordinate: latitudine 40°30'44"N - longitudine 15°35'23E Altitudine: 642 metri s.l.m
San domenica (1,23 km)
La frazione di SAN DOMENICA dista 1,23 km dal Comune di BRIENZA (PZ) Coordinate: latitudine 40°27'58"N - longitudine 15°38'8E Altitudine: 729 metri s.l.m
San Giuliano (1,01 km)
La frazione di SAN GIULIANO dista 1,01 km dal Comune di BRIENZA (PZ) Coordinate: latitudine 40°28'59"N - longitudine 15°38'16E Altitudine: 785 metri s.l.m.
Schiavi(6,00 km)
La frazione di SCHIAVI dista 6,00 km dal Comune di BRIENZA (PZ) Coordinate: latitudine 40°28'32"N - longitudine 15°34'19E Altitudine: 906 metri s.l.m. Popolazione: 11 abitanti
Taverne (3,45 km)
La frazione di TAVERNE dista 3,45 km dal Comune di BRIENZA (PZ) Coordinate: latitudine 40°27'36"N - longitudine 15°36'6E Altitudine: 891 metri s.l.m.
Visciglieta (5,15 km)
La frazione di VISCIGLIETA dista 5,15 km dal Comune di BRIENZA (PZ) Coordinate: latitudine 40°26'29"N - longitudine 15°39'33E Altitudine: 826 metri s.l.m.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda di Bianca da Brienza[modifica | modifica wikitesto]

Verso la metà del Trecento viveva, in lusso sfarzoso, nel castello di Brienza una bellissima donna di nome Bianca. Ella era solita dare delle feste alle quali si presentava vestita solo dei suoi gioielli, verso i quali aveva un attaccamento morboso.

Si narra che il "suo tesoro" fosse custodito in una stanza segreta la cui ubicazione era conosciuta solo da Bianca e dalla sua fedele ancella. Durante un viaggio verso Amantea, Bianca e il suo seguito furono catturati dai pirati e condotti ad Algeri per essere venduti come schiavi. Un pascià, vista la bellissima Bianca, se ne invaghì e la condusse con sé nel suo palazzo come favorita. Da quel momento non si è saputo più nulla né della bella Bianca, né del suo fantastico tesoro, rimasto rinchiuso nella segreta e mai più ritrovato.

Nel 1644 il castello fu "teatro" di un'altra intricata vicenda. Proprietario del castello era il marchese Rodolfo, costretto per necessità finanziarie a cedere il castello e il podere circostante al barone Tiburzio, che gliene lasciava provvisoriamente l'uso. Rodolfo, innamorato di Clorinda, sua pupilla e ospite (a sua volta innamorata del fattore Eugenio) dopo aver appreso dal suo confidente Enrico di un incontro amoroso tra Clorinda ed Eugenio, adirato, scacciò Eugenio. Costui rivelò di essere in realtà il barone di Laurente, incaricato dal fratello di Clorinda, in cambio della sua mano, di scoprire come Rodolfo la trattasse, avendo avuto sentore del fatto che il marchese aveva dissipato tutte le sostanze della sorella ed era pieno di debiti.

Enrico consigliò il marchese di sopprimere il finto Eugenio, ma, nel duello che ne seguì e che si svolse tra il confidente ed Eugenio, fu Enrico ad avere la peggio. Ciorinda ed Eugenio si sposarono e perdonarono al marchese tutte le sue malefatte.

Queste storie, leggendaria la prima, tratta da dramma lirico "Rodolfo da Brienza" (dramma in tre atti, ambientato nel castello di Brienza e privo di fondamento storico; su libretto di Domenico Bolognese e musica di Achille Pistilli, fu rappresentato per la prima volta nel Real Teatro del fondo di Napoli nel 1846) la seconda, ci introducono nel castello di Brienza, oggi ridotto a rudere ma un tempo palpitante di vita e di più o meno grandi drammi esistenziali.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Tra i primi piatti si consiglia la pasta fatta in casa: fusilli, orecchiette, cavatelli, ravioli, sigarette, lagane, insaporiti, secondo la tradizione con sughi alla carne e una spruzzata di ricotta salata.

Particolarmente gustose sono le minestre di verdure e legumi di produzione locale.

I secondi: squisite e genuine carni di agnello, capretto, coniglio, vitello, maiale. Di grande pregio e qualità è la selvaggina cacciata nei lussureggianti boschi burgentini, in special modo cinghiali, lepri e cacciagione da penna (quaglie e beccacce).

Nei due ruscelli che attraversano il comune di Brienza (torrente Fiumicello e torrente Pergola), assai apprezzata è la pesca di trote e baffi.

Ottimi i funghi: dal pregiato Porcino e Mazze di Tamburo, passando per ricercatissimi Ovuli e i gustosi Prataioli, fino ad arrivare al Cardarello(Gadd'tiedd) e alle "Manuzze" . Caratteristico il tartufo nero di Brienza ("Scorzone").

Rinomata la produzione casearia: mozzarelle, caciocavalli, provoloni, burrini, toma, ricotta (fresca e salata).

Vero oggetto di culto sono gli insaccati: salsicce, soppressate, capicolli, pancette; di grande qualità Guanciali e "Spicchj'nzan", una sorta di speck dalla forma di insaccato. L'uccisione del maiale è, nonostante gli anni, un vero e proprio rito: si invitano ancora le persone più care, è una festa, spesso nelle campagne si balla e si canta. E di questo mite, rubicondo animale si usa tutto; molti cibi, infatti, sono qui preparati con sugna o lardo ma ugualmente il sapore è delicato.

Eccellenti per fragranza i prodotti da forno: pane, biscotti, freselle, taralli, spesso insaporiti con semi di finocchietto selvativo. Attenzione speciale merita il pregiatissimo miele, con la presenza e la produzione, da parte di privati e aziende, totalmente artigianale. La pasticceria è ricca e varia durante le festività di Natale e Carnevale.

Piatti tradizionali[modifica | modifica wikitesto]

Zuppa di farro alla Contadina: farro e legumi poveri cotti e insaporiti con erbe selvatiche e spezie.

Frittata con i "Lampascioni", asparagi selvatici e germogli di "vutacchie".

"P'zent" con Verza: per "P'zent" si intende un tipico insaccato locale, simile alla salsiccia, così chiamato perché fatto con carni innervate (ritenute di qualità inferiore) e cotica: esso, insieme alla Verza, viene fatto cuocere accanto alle braci del camino, in un tipico recipiente di terracotta, la "Pignata". Da mangiare molto caldo e insaporito con pepe e aglio.

"Acquasale": ricetta povera della tradizione, semplice nella preparazione e al contempo gustosissima. In un tegame mettere insieme l'olio, l'aglio e il peperoncino, indi aggiungere l'acqua e portare ad ebollizione. Chi vuole può aggiungere un uovo per porzione, il tutto da versare su fette di pane raffermo, con una bella spruzzata di ricotta salata.

Pizza con le cipolle e Pizza "Chiena" : pizze rustiche salate, rispettivamante natalizia e pasquale, fatte, la prima, con cipolle (preferibilmente con gli "Spunzal", germogli teneri di cipolla) e la seconda con impasto di formaggio e toma di capra, uova e sopressata.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Fucanoie

Falò rionali con balli e gastronomia tipica.

19 marzo (S. Giuseppe), 25 marzo (S. Annunziata)

  • Domenica delle Palme

La notte che procede la domenica delle palme diviene lo scenario per i giovani del paese per consumare le proprie vendette o per le proprie dichiarazioni amorose: con l'ausilio dell'oscurità, l'amante respinto deposita davanti all'abitazione della ragazza un fascio di "Fav'lop", pianta ranuncolare, di discrete dimensioni, maleodorante, che abbonda nei boschi intorno al centro abitato; tale gesto è simbolo di rammarico e di disprezzo, ma spesso è compiuto con intenzioni scherzose. Un tempo, per indicare una forte volontà di amore nei confronti della propria ragazza, il fidanzato depositava un folto ramo d'ulivo dinanzi la porta della sua bella, intrecciato con nastri e fiori, ed essa, come forma di accettazione e di pegno, raccoglieva tale ramo e lo faceva essiccare, per poi bruciarlo nel giorno delle Palme dell'anno successivo, per trarne gli auspici, favorevoli o meno al matrimonio.

  • Festa del SS. Crocifisso

Di particolare interesse le sacre rappresentazioni dell'Incontro e del Volo dell'Angelo.
I domenica di maggio e III domenica di settembre.

  • Festa di San Cataldo

Patrono del paese
10 maggio

  • Estate Burgentina

Manifestazioni di cultura e spettacolo a cura della Pro Loco nei mesi estivi

  • Notti al Castello

Visite giudate per le vie del Borgo Medioevale e nel Castello Caracciolo (uno dei più antichi e imponenti del Meridione), con concerti, rievocazioni storiche e antichi mestieri. Le ultime edizioni hanno avuto come titolo "Anni ribelli 1967/1977 - Dieci anni di inquietudine" ed ha visto la partecipazione di circa 10.000 visitatori. Durante le date di svolgimento della manifestazione, è possibile visitare il Castello Caracciolo, chiuso negli altri periodi dell'anno.

Persone legate a Brienza[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Sul versante opposto del colle è la parte più antica del paese, risalente al VII secolo, abbandonata a seguito del terremoto del 1857, dove è possibile ancora distinguere resti di mura a delimitazione del perimetro della Chiesa di S. Martino (o delle Grazie), dell'XI secolo. Di fianco alla torre, posta a guardia dell'estremità del muro di cinta giusto a strapiombo sul torrente Pergola, è la porta detta appunto Torricella, che introduce al rione di S. Michele. A monte dell'abitato è posta la Chiesa del SS. Crocifisso risalente, secondo la tradizione, al 1237, sebbene studi più recenti l'abbiano datata a non più di quattro secoli fa. Si tratta di un piccolo edificio ad unica navata che conserva, al suo interno, alcuni affreschi settecenteschi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Brienza.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Antonio Alfredo Lopardo L'Ulivo Sindaco
1990 1995 Raffaele Maria Distefano Sinistre Unite per Brienza Sindaco
1995 1999 Raffaele Maria Distefano Uniti per Brienza Sindaco
1999 2004 Pasquale Scelzo Patto per Brienza Sindaco
2004 2009 Antonio Distefano Uniti per Brienza Sindaco
2009 2014 Pasquale Scelzo Brienza città futura Sindaco
2014 in carica Donato Distefano Con noi vince Brienza Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.P.D. Brienza Calcio che milita nel girone lucano di Promozione. I colori sociali sono: l'azzurro ed il grigio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati di riferimento alla superficie
  2. ^ a b ISTAT, Bilancio demografico (provvisorio), maggio 2014.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ C.C. COLLAZZO - A. CARBONE - M. COLLAZZO, Brienza il sortilegio della memoria, RCE Potenza 1988
  5. ^ C.C. COLLAZZO, A. CARBONE, M. COLLAZZO, Brienza il sortilegio della memoria, RCE Potenza 1988
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio PARENTE - Brienza 1850-1950 - memorie in bianco e nero, edizione RC Edizioni Napoli 2005
  • Antonio PARENTE - BIDIBU' Bianca di Burgentia - edizione RC Edizioni Napoli 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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