Pleurotus eryngii

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Pleurotus eryngii

Pleurotus eryngii
Classificazione scientifica
Regno: Fungi
Divisione: Basidiomycota
Classe: Basidiomycetes
Ordine: Agaricales
Famiglia: Pleurotaceae
Genere: Pleurotus
Specie: P. eryngii
Nomenclatura binomiale
Pleurotus eryngii
(DC.) Gillet, 1874
Nomi comuni

Cardoncello, Cardarello

Partecipa al Progetto:Forme di vita


Caratteristiche morfologiche
Pleurotus eryngii

cappello
convesso

imenio
lamelle

decorrenti

sporata
bianca

nudo

carne
immutabile

micorrizico

commestibile
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Il Pleurotus eryngii (DC.) Gillet, Hyménomycètes (Alençon) (1874) è un fungo molto ricercato ed apprezzato per il suo ottimo valore commerciale. Questa specie era nota fin dall'antichità.

Indice

[modifica] Descrizione della specie

[modifica] Cappello

Carnoso, convesso, poi depresso al centro, margine involuto, leggermente vellutato; di colore biancastro, poi brunastro; 3-10 cm di diametro.

[modifica] Lamelle

Bianco-grigiastre, decorrenti sul gambo.

[modifica] Gambo

4-10 x 1-3 cm, sodo, centrale o eccentrico, attenuato alla base, di colore biancastro, con macchie color ocra-ruggine.

[modifica] Carne

Bianca, soda e consistente.

[modifica] Spore

10-13 x 4-6 μm, bianche in massa, lisce, ellissoidali, non amiloidi.

[modifica] Habitat

Fruttifica dalla primavera all'autunno, sulle ombrellifere o sul cardo.

Uno dei luoghi italiani dove il "cardoncello" cresce spontaneamente si trova in Puglia sulle Murge.

[modifica] Commestibilità

Ottima.
Si presta molto bene alla coltivazione.

[modifica] Etimologia

  • Genere: dal greco pleurón = di fianco e oûs, otós = orecchio, con l'orecchio (il cappello) a fianco, per la forma del carpoforo.
  • Specie: dal latino eryngium = Eringio, per il suo habitat preferenziale.

[modifica] Sinonimi e binomi obsoleti

  • Agaricus eryngii DC., Fl. Fr., Edn 3 6: 47 (1815)
  • Pleurotus fuscus Battarra ex Bres., Iconographia Mycologica 6 (1928)

[modifica] Nomi comuni

  • Cardoncello
  • Carderello
  • In Sicilia è noto come fungiu di panicaudu, chiara derivazione dal nome francese dell'eryngium (panicaut), e non da pane caldo, che potrebbe essere una storpiatura popolare successiva alla dominazione angioina.

[modifica] Varietà di Pleurotus eryngii

Diversi pleurotus eryngii
Diversi pleurotus eryngii

Oltre al biotipo Pleurotus eryngii var. eryngii, esistono alcune varietà sulle quali sono in atto studi e dispute tassonomiche.

Le varietà attualmente prese in considerazione sono:

[modifica] Pleurotus eryngii var. elaeoselini

Pleurotus eryngii var. elaeoselini Venturella, Zervakis & La Rocca, Mycotaxon 76: 420 (2000).

Cresce associato alle radici di Eleoselino (Elaeoselinum asclepium).

[modifica] Pleurotus eryngii var. ferulae

Pleurotus eryngii var. ferulae (Lanzi) Sacc., Sylloge fungorum (Abellini) 5: 347 (1887).

Si differenzia dal biotipo per la taglia maggiore, il colore più chiaro, il portamento più slanciato e spesso imbutiforme e la cuticola screpolata con tempo secco.

[modifica] Descrizione

Cappello
5-25(30) cm, prima convesso, poi appianato, imbutiforme; cuticola liscia, spesso screpolata con la siccità;margine involuto, colore dal marrone chiaro al marrone al bruno all'ocra-grigiastro.
Lamelle
fitte, decorrenti, anastomosate (intervenate), colore bianco-crema.
Gambo
3-10 x 1-4 cm, pieno, sodo, eccentrico, attenuato alla base, di tonalità più chiare rispetto al cappello.
Carne
bianca, soda, di gradevole sapore.
Habitat
cresce associato a Ferula communis.
Nomi comuni
antunna, feurrazzu, codrolinu 'e ferula, Cordolinu 'e pezza, Antunna 'e ferula, cardolino, cardolino della ferula, fungo di carne, fungo di ferula.
Etimologia
dal latino ferula = pianta che ospita il fungo.

[modifica] Pleurotus eryngii var. thapsiae

Pleurotus eryngii var. thapsiae Venturella, Zervakis & Saitta, (2002).

Varietà che cresce associata alla Thapsia garganica, di recente delimitazione.[1]

[modifica] Pleurotus eryngii var. nebrodensis

Oggi è considerata una specie a sé stante con il nome di Pleurotus nebrodensis, endemica delle Madonie, che cresce associata a Cachrys ferulacea.[2]

[modifica] Bibliografia

  1. ^ Venturella G., Zervakis G., Saitta A., 2002 - Pleurotus eryngii var. thapsiae var. nov. from Sicily. Mycotaxon 81: 69-74
  2. ^ Venturella G., 2004 - Stato delle conoscenze sui pleuroti delle ombrellifere. Annali Micologici A.G.M.T., 1: 69-73.

[modifica] Collegamenti esterni

Attenzione: La determinazione di un fungo e la sua commestibilità va affidata a micologi esperti e certificati, o ai centri di controllo delle ASL. Non azzardare il consumo di funghi, potresti mettere a repentaglio la salute e persino la vita tua e dei tuoi commensali.
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