Cava de' Tirreni
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 180 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 36,46 km² | ||||||||
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| Densità: | 1.462,06 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Alessia, Annunziata, Arcara, Castagneto, Corpo di Cava, Croce, Dupino, Li Curti, Maddalena, Marini, Passiano, Petrellosa, Pianesi, Pregiato, Rotolo, San Cesareo, San Giuseppe al Pennino, San Giuseppe al Pozzo, San Lorenzo, San Martino, San Nicola, San Pietro a Siepi, Santa Lucia, Santa Maria del Rovo, Sant'Anna, Sant'Arcangelo, Santi Quaranta | ||||||||
| Comuni contigui: | Baronissi, Maiori, Mercato San Severino, Nocera Superiore, Pellezzano, Roccapiemonte, Salerno, Tramonti, Vietri sul Mare | ||||||||
| CAP: | 84013 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 089 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 065037 | ||||||||
| Codice catasto: | C361 | ||||||||
| Nome abitanti: | cavesi / cavensi / metelliani [2] | ||||||||
| Santo patrono: | Santa Maria Incoronata dell'Olmo, Sant'Adiutore | ||||||||
| Giorno festivo: | 8 settembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
| « Giungemmo quindi a una gola alpestre, che abbiamo attraversato di volo, trottando sopra una via ben battuta, al piede dei più pittoreschi gruppi di boschi e di rocce. Infine, giunti presso Cava de' Tirreni, Kniepp non seppe resistere dal buttar giù il contorno netto e caratteristico d'una montagna stupenda, che spiccava mirabilmente nel cielo di fronte a noi, oltre al paesaggio che dai lati e dal basso chiudeva la montagna. Ne siam rimasti tutt'e due soddisfatti, come d'un buon principio per il nostro accordo. » | |
| « Godro’ di tutto il fascino che questo paese incantevole ha per me, come se fosse volonta’ Sua, né lascero’ che i miei pensieri vadano verso altri sogni » | |
Cava de' Tirreni è una città di 53.314 abitanti in provincia di Salerno, seconda per popolazione dopo il capoluogo.
[modifica] Geografia
La città di Cava de' Tirreni sorge a ridosso del Mar Tirreno, a 5 km nell'entroterra di spalle alla Costiera Amalfitana, rappresentandone in pratica la porta nord. L'abitato centrale si sviluppa nella vallata formata dai Monti Lattari ad ovest (che la separano appunto dalla Costiera) ed i Monti Picentini ad est. Ciononostante, le colline che la circondano in ogni direzione si rivelano amene località di residenza per molti dei cittadini. Essa confina a nord con i Comuni di Nocera Superiore, Roccapiemonte e Mercato San Severino, ad est con quelli di Baronissi, Pellezzano e Salerno, a sud con Vietri sul Mare e Maiori, ad ovest con Tramonti. La città funge da cerniera tra l'area geografica dell'agro nocerino sarnese (morfologia pianeggiante ed economia agricola e industriale) e quella della penisola sorrentina-amalfitana (morfologia montuosa ed economia di tipo turistica). La vallata di Cava de' Tirreni (198 mt sul mare ca.) separa, dunque, due gruppi montuosi: ad est Monti Picentini, prevalentemente dolomitici, (M.te Caruso, M.te Sant'Adiutore, M.te Castello, M.te Stella, M.te San Liberatore e Colle Croce); ad ovest Monti Lattari, prevalentemente carbonatici (M.te Finestra, M.te Sant'Angelo, M.te San Marino e M.te Crocella). La cima più alta è costituita da Monte Finestra.
[modifica] Clima
Il clima è tipicamente mediterraneo, caratterizzato da inverni miti ed estati con piogge scarse: le caratteristiche orografiche del territorio (come si è detto in precedenza, Cava è chiusa fra i Picentini ed i Lattari) fanno però sì che la città, seppur protetta dai venti per mezzo dei monti che la circondano, sia colpita leggermente più frequentemente da piogge rispetto alla vicina costa.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Cava de' Tirreni. |
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Economia
Come ricordato, Cava è una cittadina dedita principalmente al commercio: molti sono i negozi di qualità (specialmente vestiario) sotto i porticati del Centro Storico.
[modifica] L'agricoltura
Fino agli anni ottanta del secolo scorso, la città (e specialmente le frazioni) aveva una vocazione prevalentemente agricola: il clima mite della vallata favoriva i raccolti, e si coltivavano in particolare legumi, broccoli e lattuga. Altrettanto diffusi erano i frutteti e i vigneti.
Negli appezzamenti familiari di terreno si coltivava il tabacco, il granturco e la verdura necessaria per il sostentamento. Il surplus veniva venduto al mercato locale od ai fruttivendoli vietresi, che pagavano meglio. Altrettanto ridotto è l'allevamento: solo in alcune frazioni rurali resiste l'usanza di mantenere uno o due capi di maiali o bovini per il sostentamento, o del pollame, quando fino a meno di 10 anni fa avere un animale del genere era consuetudine e non di rado si poteva vedere a passeggio per le strade il proprietario di un verro o di un toro disposto a prestare il proprio animale per la monta in cambio di qualche soldo.
Caratteristica della località Contrapone era la presenza di un pastore con un gregge di capre e pecore, che tuttavia è deceduto nel 2005.
[modifica] Il taglio del legname
Abbastanza diffusa è l'attività del taglio di legname. La vallata abbonda soprattutto di acacie (in dialetto i' pungient) e castagni: oltre alla legna da ardere, dai tronchi si ricava anche il carbone, tramite la tecnica del catuozzo.
[modifica] L'industria
A Cava, al confine con Nocera Superiore, è attiva una zona industriale nella quale sono presenti impianti per la lavorazione di alimentari (specialmente per quanto riguarda l'inscatolamento dei cibi), meccanici, tessili, del mobile e del tabacco stesso.
Cava, inoltre, assieme con Vietri sul Mare, vanta una lunga tradizione della lavorazione della ceramica.
[modifica] Urbanistica
Il centro della vallata ospita il nucleo urbano principale. Qui troviamo l'antico Borgo Scacciaventi, che in epoca rinascimentale rappresentò il cuore religioso, amministrativo e commerciale della città. Dagli anni '50 il centro si è sviluppato in modo abnorme verso nord, saldandosi alla zona industriale ed alle frazioni più vicine (Passiano, Pregiato, S.Arcangelo). Sulle colline realizzano un'opposta corona semicircolare i restanti villaggi che, conservando la fisionomia degli antichi "Casali", vivono in un leggero isolamento.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade e autostrade
La città di Cava è attraversata dall'autostrada A3 Napoli-Salerno, facente parte della Strada Europea E45. Per quanto riguarda le strade statali, Cava è attraversata dalla SS 18 Tirrenia Inferiore.
[modifica] Linee ferroviarie
La stazione di Cava de' Tirreni si trova sulla linea Napoli - Salerno, più precisamente sulla diramazione che da Nocera Inferiore porta al capoluogo provinciale. Questa tratta, precedentemente alla costruzione della "Galleria Santa Lucia", era la linea percorsa da tutti i treni (tra l'altro, non senza difficoltà fino a qualche decennio orsono, a causa della pendenza della linea che richiedeva l'intervento di locomotori ausiliari). Ora la variante permette il passaggio in stazione unicamente dei treni interessati al servizio viaggiatori, che offrono la possibilità di raggiungere Salerno in 10-15 minuti, allietati dallo splendido panorama, dovuto alla posizione sopraelevata della strada ferrata, della vallata metelliana e dei primi chilometri di Costiera Amalfitana. La stazione è di modeste dimensioni: il fabbricato viaggiatori ospita una biglietteria, un'edicola ed una sala d'attesa, mentre all'interno si contano 3 binari utilizzati per il servizio viaggiatori: Il primo in direzione Napoli, il secondo in direzione Salerno, il terzo (adattato al servizio passeggeri nel 2004 con la costruzione di un nuovo marciapiede) utilizzato in caso di coincidenze per entrambe le direzioni. Vi sono due banchine a servizio dei binari unite mediante un sottopassaggio, entrambe coperte. Provenendo da Salerno, un binario si stacca dalla linea principale per giungere allo scalo merci della stazione, scalo che risulta essere di notevoli dimensioni visto la lunga tradizione industriale della città: oggi è inutilizzato. Nella stazione fermano tutti i treni regionali.
[modifica] Trasporto urbano
Il trasporto pubblico urbano e suburbano è garantito dal CSTP (Consorzio Salernitano Trasporti Pubblici), il quale collega Cava a tutte le città limitrofe, oltre a collegare il centro con le numerose frazioni. Il trasporto pubblico per distanze maggiori, quali i circa 50 km che separano Cava da Napoli ed i circa 25 km che la separano da Amalfi sono invece garantiti dalla SITA. Dal piazzale antistante la stazione ferroviaria partono autobus per la Costiera Amalfitana, Salerno, Sarno, Pompei, Napoli e Fisciano (sede dell'Università degli studi di Salerno). Sia SITA che CSTP fanno parte del consorzio Unicocampania, formato da 13 aziende di trasporto pubblico su strada e su ferro, che, tramite delle tariffe unificate, serve tutta la regione.
[modifica] Grandi opere
È in fase di costruzione il "Sottovia Veicolare", una variante stradale tesa al decongestionamento del tratto urbano della SS 18 Tirrenia Inferiore attraverso la creazione di un percorso automobilistico alternativo per le persone di solo passaggio sul territorio cavese, dirette a sud e a nord, affinché esse non contribuiscano all'aumento del traffico urbano. È infase di ristrutturazione il quattrocentesco pallazzo di Villa Rende. Completamento del palazzetto dello sport
[modifica] Luoghi d'interesse
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[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Luigi Gravagnuolo (lista civica E’ Viva Cava, centrosinistra) dal 13/06/2006
Centralino del comune: 089 682111
Posta elettronica: sindaco@comune.cava-de-tirreni.sa.it
[modifica] Manifestazioni
[modifica] Festa di Montecastello
Una delle più importanti manifestazioni religiose e folkloristiche della città di Cava de' Tirreni, e sicuramente fra le più sentite, è la "Festa di Montecastello". Essa ha luogo ogni anno dal lontano 1656, anno in cui la città e la popolazione cavese furono devastate da una cruenta pestilenza. I parroci della frazione Annunziata, nell'ottava del Corpus Domini, organizzarono con i fedeli, ormai in ginocchio, una processione dalla chiesa fin sul Monte Castello, collina che sovrasta la vallata metelliana, dal quale invocarono la benedizione di Dio sulla città e sui cavesi. L'epidemia finì ed i cavesi, devoti, di anno in anno, nei secoli, rinnovano la processione in segno di gratitudine per la grazia ricevuta. Uno dei principali simboli della Festa di Montecastello è costituito dal pistone: un'arma del XVI secolo (conosciuta anche come archibugio). L'arma, nei secoli, ha perso la sua identità come strumento di guerra diventando invece strumento di "gioia": i cavesi sono soliti esplodere colpi a salve dal Monte Castello per celebrare la Festa e la cessazione della pestilenza. Accanto all'aspetto religioso, nel corso degli anni, la festa si è arricchita di avvenimenti folkloristici: in quest'ottica sono nati i gruppi pistonieri (o anche trombonieri) ed i gruppi sbandieratori, che con le loro divise d'epoca ed i giochi di bandiera rallegrano le giornate della Festa. Un altro appuntamento fisso della Festa è rappresentato dalla rievocazione storica della tragica pestilenza in costumi d'epoca. Le celebrazioni sono concluse ogni anno con un grandioso spettacolo pirotecnico dal Monte Castello, tanto caro ai cavesi da far accrescere il valore di una casa per il solo fatto di avere la giusta esposizione verso il Monte. Non ultimo, l'aspetto culinario con alcuni piatti tipici che le famiglie cavesi sono solite consumare durante la Festa: milza, soppressata, melanzane con la cioccolata, pastiera di maccheroni (la frittata di pasta napoletana) e, naturalmente, buon vino.
[modifica] Disfida dei Trombonieri
Ogni anno ai primi di luglio, viene ricordata la storia con una manifestazione folkloristica in costume d'epoca ed una competizione Storica si tiene in rievocazione della battaglia di Sarno. Era il caldo pomeriggio del 6 luglio 1460 quando le campane delle cinquanta chiese della Città de la Cava chiamarono a raccolta i cittadini cavesi. Qualcosa di clamoroso era successo: Re Ferrante I d'Aragona era sceso in battaglia nella valle di Sarno, contro l'esercito di Giovanni d'Angiò, ivi schierato, ma una manovra sbagliata stava per compromettere la vita ed il regno del giovane sovrano. Il Sindaco Universale di Cava, Onofrio Scannapieco, da Dupino, non disponendo di una milizia permanente, che potesse rendere soccorso al Re, chiamò a raccolta l'intero popolo cavese. Dalla moltitudine furono scelti cinquecento uomini tra i più validi e i più animosi, capaci di affrontare l'assalto. I cavesi guidati dai Regi Capitani Giovanniello Grimaldi, Giosuè e Marino Longo, Matteo Stendardo e Bernardo Quaranta, dopo una marcia di 18 km per raggiungere Sarno, sfruttando le tenebre della notte e la sorpresa, si incunearono nello schieramento nemico al grido "Aragona, Aragona", creando scompiglio tra gli assedianti Angioini e creando un corridoio di fuga per il Re che si riparò a Napoli nel Castel Nuovo. Il 4 settembre 1460 Onofrio Scannapieco, chiamato dal Re Ferrante alla corte di Napoli, ritirò quale segno di gratitudine, la Pergamena Bianca. Con essa l'Università de la Cava avrebbe potuto richiedere ogni enere di concessione sovrana. Poiche nulla venne richiesto il 22 settembre 1460 il Re Ferrante "motu propio" concesse allo popolo cavajuolo cospique guarentigie, quale l'esenzione dal pagamento, in tutto il reame, di ogni tipo di gabella, sia nel vendere che nell'acquistare, oltre il pregio di integrare con le armi Aragonesi (due barre rosse e due gialle intervallate) lo stemma della città e la sovrapposizionne allo stesso della corona regale. La pergamena bianca, rimasta immacolata, tale si conserva negli archivi del Palazzo di Città di Cava de Tirreni. La rievocazione prevede che gli 8 distretti della città si sfidino a suon di tromboni (archibugi dalla canna più corta e svasata all’estremità in modo da somigliare ad una tromba) in quella che viene denominata "La Disfida dei Trombonieri", assegnata nel 2005 (31a edizione) e nel 2006 (32a edizione) alla contrada Sant'Anna all'Uliveto. I trombonieri sfilano, nelle loro imponenti uniformi, in un corteo che si snoda per il centro storico della città, accompagnati dagli abilissimi sbandieratori (tra i più noti ed esperti del mondo), per poi raggiungere il campo di gara: lo stadio "Simonetta Lamberti". Qui, osservati da un'impressionante folla di Cavesi e di turisti, i concorrenti si cimentano, un gruppo alla volta, in roboanti batterie di sparo davanti ad una giuria di esperti che valuta la velocità di caricamento, la precisione e lo stile dei concorrenti secondo un rigoroso e dettagliato regolamento. Alla fine della Disfida vengono consegnati i premi "Città Fedelissima" e, soprattutto, la leggendaria Pergamena Bianca, che il Casale vincente conserverà fino all'edizione successiva.
Albo d'oro
[modifica] Gastronomia
Quella di Cava è la tipica cucina mediterranea: antipasti "di mare" (in virtù della vicinanza alla costiera amalfitana, anche se è da precisare che Cava non è lambita dal mare), sapidi primi piatti e stuzzicanti pietanze spesso rese piccanti dal peperoncino (u' pupàine), il tutto innaffiato dai robusti vini locali.
- Tra le raffinatezze tipiche c'è la pastiera di maccheroni, che può essere rustica o dolce.
- Per Pasqua si è soliti servire in tavola a fine pasto la pizza di grano, un dolce casalingo confezionato con chicchi di grano cotti, latte, limone, scorza dicedro candita, ricotta dolce, buccia d'arancia: gli ingredienti veno amalgamati ben bene e poi versati in una teglia ricoperta di sfoglia che va infornata. È importante che l'impasto del ripieno non sia troppo cremoso, poiché al momento d'infornare si ricopre la torta con strisce di sfoglia da disporre a rete, le quali affonderebbero nel ripieno se questo fosse troppo liquido.
- Un'altra ricetta tipica sono le melanzane alla cioccolata, che si preparano indorando e friggendo fettine di melanzane, già ricoperte di formaggio e farina.
- Altro fragrante piatto cavese con lo stesso ingrediente principale è la parmigiana di melanzane, guarnita di mozzarella di bufala, pane raffermo, uova, basilico e aglio, il tutto disposto a strati, infornato e tagliato a fette a mo' di torta.
- Piatto tipico che si prepara in occasione delle varie sagre e manifestazioni estive ed autunnali (fra cui la Festa di Monte Castello) è invece il Pan e mév'z, vale a dire il pane con fette di milza bovina precedentemente cotta in aceto e farcita con abbondanti menta e peperoncino.
[modifica] Artigianato
Vedere anche L'arte della ceramica a Cava Lungo Borgo Scacciaventi si articola da secoli l'artigianato cavese, il quale annovera tra le sue produzioni principali: oggetti in pelle, lavori in rame e ferro e, soprattutto, la ceramica, che è considerata la regina dell'artigianato cavese.
[modifica] Sport
Il 24 maggio 1997 l'8^ tappa del Giro d'Italia 1997 si è conclusa a Cava de'Tirreni con la vittoria di Mario Manzoni. In quella tappa, il "Pirata" Marco Pantani abbandonò il giro a causa di una caduta in Costiera Amalfitana.
Ogni anno verso la metà di settembre si disputa la Gara Podistica Internazionale "S. Lorenzo"
La città è rappresentata calcisticamente dalla S.S. Cavese 1919, che è sostenuta attivamente con orgoglio e passione da tutta la città e dai gruppi di tifosi. Attualmente la squadra milita in Serie C1.
La città è rappresentata pallavolisticamente dalla Società Sportiva Genoino New Volley, che dopo un biennio straordinario, è retrocessa dalla serie C1 alla serie D a causa di problemi dirigenziali;altra realtà pallavolistica cavese è quella dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Cava de' Tirreni, che nel campionato 2008/2009 disputerà la Serie D.
Ogni anno, il 1 maggio, il CSI di Cava organizza la Scetajorde, una manifestazione sportiva destinata a tutti che attraversa le vie della città, per poi fermarsi a Piazza lentini, dove vengono allestiti campi da gioco per bambini di tutte le età.
[modifica] Personalità legate a Cava de' Tirreni
- Lucia Apicella (benefattrice)
- Giuliana De Sio (attrice)
- Teresa De Sio (cantautrice)
- Raffaele Della Monica (fumettista)
- Antonietta Di Martino (atleta salto in alto,record italiano indoor/outdoor con 2,03m)
- Antonio Fiorentino della Cava (architetto, autore dei chiostri di Santa Caterina a Formiello)
- Giulio Genoino (artefice con Masaniello della rivolta napoletana del 1647)
- Costantino Grimaldi (filosofo, giurista, uomo politico e noto anticurialista)
- Simonetta Lamberti (vittima della Camorra)
- Sabato Martelli Castaldi (generale dell'aeronautica, partigiano, ucciso nell'eccidio delle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944)
- Attilio Mellone, presbitero religioso francescano e letterato
- Gino Palumbo (giornalista)
- Fausto Salsano (calciatore)
- Raffaele Sergio (calciatore e allenatore)
- Stefano Sorrentino (calciatore)
[modifica] Frazioni
- Castagneto: La località deve il suo nome ai numerosi castagneti nei pressi dell'abitato, e sorge sulla strada che da Cava porta a Dragonea.
- Croce: Sorge in collina, vicino all'omonima frazione di Salerno (sulla strada verso il Castello Arechi), ed al bivio con la strada per Pellezzano.
- Pianesi: Vi si trovano la chiesetta di San Gabriele ai Pianesi,la maestosa e gloriosa Villa Rende in fase di ricostruzione, e un monumento dedicato a padre Pio.
- Pregiato: Frazione situata ad est del centro abitato, oltre la ferrovia, conosciuta localmente per la lavorazione del tabacco.
- San Giuseppe al Pozzo: Popolosa frazione situata sulla SS18, è situata vicino al confine comunale con Nocera Superiore ed allo svincolo autostradale cavese.
- Santa Lucia: Maggiore frazione comunale per popolosità, situata alle pendici del parco del monte Diecimari.
- Santa Maria del Rovo: Frazione situata a nord-est di Cava, in essa sorge una chiesetta omonima del 1830.
[modifica] Città gemellate
Gorzów - Polonia
Kaunas - Lituania (19-2-2007)
Pittsfield - Massachusetts, U.S.A.
Schwerte - Germania
[modifica] Cava in Italia
A Napoli c'è un rione (Rione r'e' Cavajuole) ed una strada (o' vico r'e' Cavajuole) intitolati a Cava: a Roma sono presenti una via Cava de' Tirreni (quartiere Prenestino) ed una via della Badia di Cava in prossimità dell'Eur.
[modifica] Dicerie sui cavesi
L'invidia nei confronti di una città demaniale così florida ha da sempre suscitato una quantità di dicerie su Cava ed i suoi abitanti (chiamati spregiativamente cavajuoli, mentre la parola cavajuolo se detta da un abitante di Cava non è offensiva).
- Famoso il detto Passere, fessi e cavajuoli, arò vaje, llà i' truove! ("ovunque tu vada, troverai passeri, stupidi e cavesi"), che affonda le sue radici nel latino medievale, dove aveva valore esaltatore nei confronti dei cavesi.
- Altra locuzione, tipica del salernitano, è Cavajuole votacannuole ("cavesi voltacannolo"): la leggenda vuole infatti che, per punire un asino per aver mangiato dell'erba su suolo pubblico, gli si doveva insufflare aria nel retto tramite una canna di legno; giunto il turno del sindaco, questi per non sporcare la bocca dove l'avevano poggiata i "plebei" preferì girare la canna.
Ciò ha fatto sì che col tempo si siano creati attriti anche forti (trasferitisi anche in ambito calcistico) fra Cava e le città di Salerno, Vietri sul Mare e Cetara (ex-frazioni cavesi), Amalfi (antica rivale per il predominio sui mari), Napoli (più che una rivale è considerabile una "sorella maggiore" un po' autoritaria).
[modifica] Note
- ^ Dati Demo-Istat 2007
- ^ Gentilizio tradizionale tuttora in uso
[modifica] Bibliografia
Canonico, Valerio. Noterelle Cavesi. Lions Club Cava-Vietri. Cava de' Tirreni, 1998.
Comune di Cava de' Tirreni. Guida alla Città di Cava de' Tirreni. Cava de' Tirreni, 2000.
[www.tuttosucava.it Tutto su Cava]. URL consultato il 19 - 08 - 2007.
[modifica] Voci correlate
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