Lauria

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Lauria
comune
Lauria – Stemma
Lauria – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Gaetano Giacomo Mitidieri (centrosinistra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°02′50″N 15°50′09″E / 40.047222°N 15.835833°E40.047222; 15.835833 (Lauria)Coordinate: 40°02′50″N 15°50′09″E / 40.047222°N 15.835833°E40.047222; 15.835833 (Lauria)
Altitudine 430 m s.l.m.
Superficie 175,16 km²
Abitanti 13 109[1] (dicembre 2013)
Densità 74,84 ab./km²
Frazioni Pecorone
Comuni confinanti Castelluccio Superiore, Castelsaraceno, Lagonegro, Laino Borgo (CS), Latronico, Moliterno, Nemoli, Tortora (CS), Trecchina
Altre informazioni
Cod. postale 85044
Prefisso 0973
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076042
Cod. catastale E483
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 691 GG[2]
Nome abitanti laurioti
Patrono beato Domenico Lentini
Giorno festivo 25 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lauria
Posizione del comune di Lauria all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Lauria all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Lauria è un comune di 13 109 abitanti[1] della provincia di Potenza in Basilicata.

La città[modifica | modifica sorgente]

Naturale centro di riferimento di un territorio molto ampio, corrispondente alla regione storica della Lucania sud–occidentale, Lauria è il maggiore e più popoloso centro del versante tirrenico della regione Basilicata. La sua posizione geografica, in una ristretta zona di transito tra Campania e Calabria, ne favorisce gli scambi commerciali e i flussi migratori attraverso il territorio. Fu, nel Medioevo, contea e sede vescovile de facto, con un'evoluzione demograficoistituzionale simile, per molti aspetti, a quella di Matera. La città ebbe una drammatica battuta d'arresto nel corso della sua storia con il massacro di Lauria del 1806, dovuto a una sfortunata vicenda che portò Lauria, sede del potere costituito, a divenire luogo di un'ostinata resistenza borbonica contro l'avanzata napoleonica. Le conseguenze di questa sanguinosa repressione furono gravi per la città: oltre al devastante incendio e alla perdita dell'archivo cittadino, si operò il trasferimento di tutti i presidi statali (l'ospedale, il tribunale e le forze dell'ordine) verso i centri limitrofi minori (Lagonegro e Trecchina). Tuttavia, grazie alle caratteristiche geografiche della città, alle sue dimensioni territoriali, ad una lunga e stimata tradizione di commercio, imprenditoria e manodopera, all'inevitabile lenta ripresa di alcune funzioni statali territoriali, è oggi il centro principale e di gran lunga più popoloso dell'area. La presenza di un numero cospicuo di abitanti nel territorio rurale, molto più popolato rispetto al centro cittadino,[3] rende l'intero territorio comunale quasi totalmente antropizzato.

Il centro abitato è suddiviso in due rioni, separati dall'antico quartiere Ravita: quello superiore, tradizionalmente denominato il Castello (Castiddu), e quello inferiore, chiamato altrimenti il Borgo (Burgu), facenti capo alle rispettive parrocchie di san Nicola di Bari e san Giacomo apostolo i cui santi patroni sono festeggiati il 9 maggio e il 25 luglio; dal 25 febbraio 2000 il riconoscimento di patrono dell'intera comunità religiosa è stato assegnato al beato Domenico Lentini,[4] sacerdote del luogo morto nello stesso giorno dell'anno 1828.

Simbolo del comune di Lauria è il basilisco aggrappato ad una pianta di lauro che ostenta il motto Noli me tangere ("Non mi toccare"), il cui significato tende ad enfatizzare la temibilità e intoccabilità dei suoi abitanti.

Il basilisco e il motto Noli me tangere

Nel centro storico, che rivela segni tipici dell'epoca medievale, con le abitazioni aggrappate alla collina, si aprono angoli caratteristici ed intricate viuzze e stradine, che s'inerpicano dando vita ad archi, sottopassi, portici e motivi architettonici caldi ed armoniosi. Il territorio lauriota, uno dei più grandi della Basilicata, offre un susseguirsi di paesaggi pittoreschi ad agresti, naturali ed artificiali: le vette del massiccio del Sirino (la più alta, quella del monte Papa, raggiunge i 2005 metri), innevate per buona parte dell'anno; il lago artificiale di Cogliandrino; il lago Rotonda; le fresche sorgenti del Sinni e di Fiumicello; il pino loricato del monte Serra la Spina; il castello di Seluci (latino: Seleuci) nella contrada dove sono stati riportati alla luce reperti archeologici e individuati giacimenti petroliferi.

Nel 1998 ha ricevuto ufficialmente dalla Presidenza della Repubblica Italiana il riconoscimento e la dignità di "città". Il Sole 24 ore, nell'edizione del 12 novembre 2004, ha segnalato Lauria tra le province nascoste d'Italia, una provincia che potrebbe concretizzarsi con l'attuazione del progetto della Grande Lucania.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La città, una delle più popolate della Basilicata, situata tra Campania e Calabria, è punto di snodo di tre principali direttrici viarie: l'autostrada A3 NapoliReggio Calabria[5], che ricalca pressappoco l'antica via romana Capua-Rhegium, la Fondovalle Sinnica, che porta alla costa ionica lucana, e la Fondovalle del Noce che collega l'autostrada A3 con la costa tirrenica calabro–lucana. Inoltre la città rappresenta il punto d'incontro di tre valli: del Noce, del Sinni e del Mercure. Ad esse si dovrebbe aggiungere storicamente anche la Val d'Agri raggiungibile tramite l'antico percorso per Moliterno, ormai di livello secondario e in lunga attesa di adeguamento. Lauria è collocata in uno dei più suggestivi paesaggi dell'Appennino Meridionale, comprendente la cittadina turistica di Maratea, il Parco nazionale del Pollino, il Parco nazionale dell'Appennino Lucano-Val d'Agri-Lagonegrese (5,8% del territorio comunale, pari a 1016 ettari) e il massiccio del Sirino. Il comune fa parte della provincia di Potenza e confina con i centri, della stessa provincia, di Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Latronico, Castelsaraceno, Moliterno, Lagonegro, Nemoli, Trecchina, e con quelli della provincia di Cosenza, Tortora e Laino Borgo. Il territorio comunale è collocato in una zona esposta ad un rischio sismico di media entità[6], come dimostrano gli eventi calamitosi registrati negli ultimi decenni; l'ultimo dei quali, di particolare rilevanza, si è verificato il 9 settembre 1998.

Orografia[modifica | modifica sorgente]

  • Massiccio del Sirino: nei confini amministrativi del comune di Lauria ricade parte del massiccio del Sirino, le cui vette sono innevate sei mesi all'anno. Sia la cima più alta, quella del monte Papa (2005 metri), che la vetta del Sirino (1907 metri), sono luoghi di attrazione per escursionisti o semplici appassionati della montagna. La montagna vanta piste da sci di buon livello, con cinque impianti di risalita, fra cui una seggiovia (questa per la maggior parte ubicata in territorio di Lagonegro), scuole di sci, nolo di attrezzature, affittacamere, bar e punti di ristoro. È possibile campeggiare d'estate presso la località Conserva di Lauria, a 1400 metri d'altitudine.
  • Monte Timpa del Capitano (1690 metri).
  • Monte Serra Orticosa (1676 metri).
  • Monte Serra la Spina: alto 1652 metri e situato entro la perimetrazione del Parco nazionale del Pollino, è noto per la presenza di numerosi esemplari del secolare pino loricato.
  • Monte Castello Starsia (1387 metri).
  • Monte Serra Rotonda: è alto 1285 metri e anche qui si riscontra la presenza di qualche giovane esemplare di pino loricato. Fra esso e il monte Serra la Spina, a quota 914 metri, vi è un laghetto di origine carsica chiamato lago della Rotonda.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

  • Fiume Sinni: è uno dei più importanti della Basilicata. Trattasi di un fiume dal regime estremamente torrentizio con piene turbinose nella stagione piovosa e magre notevoli in estate. Nasce a quota 1380 metri dalla Serra della Giumenta, nel versante orientale del massiccio montuoso del Sirino, in territorio di Lauria. Scorre quindi verso lo Ionio e sfocia nei pressi di Policoro, nella piana di Metaponto. Il suo percorso viene sbarrato due volte: dapprima dalla diga di Cogliandrino e successivamente, presso Senise, dalla diga di Monte Cotugno, la più grande d'Europa in terra battuta.
  • Fiume Noce: nasce dal versante nord del massiccio del Sirino, in territorio di Lagonegro. Il suo bacino idrografico, nei pochi chilometri quadrati di estensione a Lauria, presenta una rilevante escursione altimetrica, che va dagli oltre 2000 metri del monte Papa fino al livello del mare, sfociando nel Tirreno nei pressi di Castrocucco di Maratea, ai confini con Tortora (CS). Da esso prende il nome la valle che attraversa.
  • Torrente Carroso: affluente del fiume Noce.
  • Torrente Cafaro: passante per il centro storico del rione superiore, è oggi coperto. In epoca medioevale assumeva un'importanza strategica poiché era un'ulteriore difesa del castello posto a monte. È un affluente secondario del fiume Noce.
  • Torrente Gaglione: affluente secondario del fiume Noce.
  • Torrente Fiumicello: affluente secondario del fiume Noce.
  • Torrente Cogliandrino: sorge dai rilievi del massiccio del Sirino ed è uno dei principali affluenti del Sinni. Nei pressi dell'omonima contrada viene sbarrato da una diga.

Lago della Rotonda[modifica | modifica sorgente]

Bacino lacustre di una decina di ettari, a 914 metri sul livello del mare[7], è posto in una conca ai piedi del monte omonimo, sul versante di sud est; oggi ridotto a poco più di un pantano, in uno spazio di 800 per 100–150 m, profondo al massimo 2 m[8], raccoglie per lo più le acque alluvionali e di scorrimento superficiale provenienti dai versanti dei monti Serra Rotonda e Serra la Spina. È situato in direzione nord–est a 13 km dal centro urbano.

Invaso di Cogliandrino[modifica | modifica sorgente]

È la diga dell'omonima contrada, posta a 672 metri sul livello del mare, nell'alta valle del Sinni alla confluenza del torrente Cogliandrino nel fiume Sinni. Conosciuta anche come diga di Masseria Nicodemo, è gestita dall'ENEL (sezione di Napoli) e le sue acque sono utilizzate per la produzione di energia elettrica[9].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Nelle fonti scritte, fortemente penalizzate dalla distruzione dell'archivio cittadino, avvenuto durante il massacro di Lauria, l'antico nome Uria compare per la prima volta in un documento redatto nel 1079 dall'arcivescovo di Salerno, Alfano. Appare però improbabile che la sua area, attraversata anche dalla via romana Popilia, sia rimasta disabitata fino al X secolo. Una teoria leggendaria fa risalire la fondazione della città in epoca precedente al 400 a.C. ad opera di una colonia grecocretese, guidata da Teocle e Menippe, che giunta nell'attuale valle del Noce, a Piano dei Peri (Trecchina), decise d'insediarsi nel posto chiamandolo Iriae, in memoria dell'iride (latino: iris) che li aveva benevolmente accolti. La tesi della colonizzazione greca non è mai stata verificata per l'assenza di una sistematica campagna di scavi sul territorio comunale e nei paesi limitrofi; rimane ampia pure la gamma di possibilità sulle origini del nome. Il canonico don Nicola Curzio ha spiegato la nascita della città come il risultato della migrazione, in tempi diversi, di gente scampata alla distruzione delle vicine Iriae, Seleuci e Blanda.[10] Iriae si presume possa essere la città, menzionata prima, i cui abitanti decisero di trovare rifugio, per qualche sconosciuta ragione (presumibilmente tra il 280 e il 275 a.C. a causa delle incursioni di Pirro che combatteva contro i romani[11]), nei luoghi in cui poi sorgerà il castello di Ruggiero di Lauria e che all'epoca erano ricoperti abbondantemente di piante di lauro; Seleuci, viene idealmente collocata nella contrada, che poi ha italianizzato il suo nome in Seluci, rasa al suolo dai romani nel corso della seconda guerra punica (fine del III secolo a.C.) per il sostegno offerto ai cartaginesi; Blanda, invece, sarebbe stata individuata in una porzione di territorio, nei pressi di Tortora, che nel 914 d.C. fu definitivamente distrutta dai saraceni con la conseguenza di essere abbandonata dalla popolazione, spostatasi in parte nell'attuale quartiere Ravita, tra i due rioni della città. Dalla contrazione delle parole latine laurus (lauro) e Iriae sarebbe, quindi, derivato originariamente il nome, Lauria, anche se l'etimologia ipotizza che il suo nome derivi invece dal contenitore per l'olio, posto sotto il torchio, che i bizantini chiamavano laurion. Più verosimile è l'ipotesi che la rifondata Iriae sia poi diventata Uria (città aurea) per volere del tribuno consolare Caio Emilio Mamercino (latino: Caius Æmilius Mamercinus[12]) che volle premiare la laboriosità degli abitanti. Lo scrittore francescano, Giovanni Franchini, dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, facendo riferimento agli antichi latini, chiama Lauria coi nomi di Ulci, Ulciana Colonia, Luria e Laorina[13]. Nel 406 i visigoti di Alarico la distrussero[11] ma nel 460, mentre i vandali proseguivano l'opera di distruzione dell'Impero Romano d'Occidente di Maggioriano che decadeva lentamente, fu interamente ricostruita ai piedi della torre costruita dai saraceni, la quale sarà, in seguito, sostituita dal castello dell'ammiraglio aragonese Ruggiero di Lauria. Nel VII secolo confluì nei domini longobardi del ducato di Benevento e soffrì di frequente delle incursioni di saraceni, i quali infine distrussero il borgo nel 916[11]. L'imperatore Michele IV di Bisanzio, detto il Paflagone, la liberò dai saraceni e diede alla città il simbolo del basilisco con la scritta Noli me tangere. Guglielmo d'Altavilla la chiamò infine Lauria, ispirandosi a un lauro verdeggiante che fece anche dipingere sullo stemma, a fianco del basilisco. La prima fonte scritta di quest'antica città lucana risale, come già accennato, al XI secolo e fa riferimento a una laura di monaci basiliani insediati sulla sommità del colle Armo, dove l'antica chiesa, distrutta nel 1806 dalle truppe napoleoniche del generale Andrea Massena, fu poi ricostruita per devozione alla Madonna Assunta.

Il Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Nella documentazione scritta ritroviamo Lauria, per la prima volta, almeno dal punto di vista di una chiara identificazione toponomastica, nel Medioevo. Secondo studiosi accreditati[senza fonte] il centro abitato sorse nel X secolo intorno ad una laura basiliana, che era sita nel luogo ove poi è stato edificato il santuario della Madonna dell'Armo. Probabilmente furono i Normanni, che si stabilirono nella zona saracena, detta Ravita (arabo: rabit, zona vicina o annessa), ed edificarono il castello di Ruggiero. Dal XII secolo Lauria fu sede di un feudo in cui fiorivano artigianato e commercio. Lauria rappresentava a quell'epoca il centro politico ed economico della Valle del Noce: il feudatario era il capo incontrastato di questo microcosmo autonomo. Capostipite della baronia normanna è Gibel de Loria, cui seguì Riccardo (dal 1254 al 1266), fedelissimo di re Manfredi, che, insieme a lui, trovò la morte nella battaglia di Benevento. È proprio con Riccardo che la città diviene, anche se per pochi anni, la prima sede del Giustizierato di Basilicata. Il primogenito di questi, Ruggiero, divenne celebre perché nominato ammiraglio d'Aragona da Pietro III: non fu mai sconfitto in combattimento e riuscì, più volte, ad uscire vittorioso da scontri con la flotta angioina.

I signori di Lauria[modifica | modifica sorgente]

Nobili dal 1254 al 1860[senza fonte]
Anno Nobile Titolo
1254 Riccardo di Lauria barone
1266 Ruggiero di Lauria barone
1305 Ruggierone di Lauria barone
1308 Carlo di Lauria barone
1310 Ruggiero Berengario barone
1386 Francesco Sanseverino conte
1436 Stefano Sanseverino conte
1453 Venceslao Sanseverino conte
1456 Gaspare Sanseverino conte
1516 Bernardino Sanseverino conte
1556 Girolamo Exarques barone
1564 Pietro Exarques barone
1598 Girolamo Exarques barone
1621 Francesco Exarques barone
1694 Girolamo Calà di Tappia duca
Porzia di Castromediano duchessa
1698 Adriano Calà Ulloa duca
1741 Francesco Calà Ulloa duca
1779 Adriano Calà Ulloa duca
1801 Pietro Calà Ulloa duca
1806 soppressione del ducato di Lauria

L'epoca napoleonica[modifica | modifica sorgente]

Il regime della Prima Repubblica francese fu imposto anche in Italia con l'instaurazione della Repubblica Partenopea, nel 1799. In quel breve periodo, durato circa sei mesi e cominciato con l'usurpazione, da parte del generale francese Championnet, del Regno di Napoli di Ferdinando IV di Borbone, l'organizzazione amministrativa del territorio, almeno sulla carta, subì notevoli cambiamenti. Il Governo Provvisorio, sulla base del modello francese, istituì diversi dipartimenti, tra cui quello del Crati[14], che ebbe il suo capoluogo a Cosenza; esso era costituito a sua volta da dieci unità amministrative minori, tra le quali figurava anche il cantone di Lauria[15]; rientravano certamente in quest'area i comuni lucani di Rivello, Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore, Viggianello, Rotonda, Trecchina, Maratea, Nemoli, Lagonegro e i comuni calabresi di Tortora, Aieta (inclusa l'odierna Praia a Mare), San Nicola Arcella e Scalea.

Nel 1806, alla ripresa delle ostilità tra i regnanti della casa di Borbone e gli occupanti francesi, la città divenne un focolaio di rivolta: molti abitanti, tra il 7 e il 9 agosto, furono barbaramente trucidati dai soldati napoleonici, guidati dal generale Massena, perché rei di aver sostenuto la causa borbonica: l'evento è passato alla storia come il massacro di Lauria. Dopo il saccheggio e la sconfitta, per ritorsione alla città e sulla base della legge n. 132 dell'8 agosto 1806[16], il nuovo ente amministrativo del Regno di Napoli, chiamato distretto, nonché il giudicato, vennero ubicati dal re Giuseppe Bonaparte in un centro limitrofo, minore per abitanti, cioè nel comune di Lagonegro[17], un paese decentrato rispetto al territorio. Alla restaurazione borbonica del 1816 Lauria era capoluogo di circondario nell'ambito dello stesso distretto di Lagonegro.[18].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi massacro di Lauria.

Il Novecento[modifica | modifica sorgente]

Rimane tristemente noto nella memoria collettiva di Lauria il bombardamento effettuato dalle Forze Alleate il 7 settembre 1943, finalizzato alla distruzione del comando tedesco, sito nel centro della città, in cui perirono 37 civili.[19] Altre fonti, tra le quali quella del giornale L'eco di Basilicata, che riporta, a sua volta, le testimonianze dirette dell'allora vivente sacerdote don Antonio Spagnuolo e di diversi superstiti, affermano che il numero delle vittime civili fu superiore, ossia in numero pari a 39, che il bombardamento fu effettuato da aerei americani e che l'obiettivo militare prioritario fosse individuato in un deposito di munizioni nel quartiere Ravita[20] e non semplicemente, com'è facile immaginare in guerre di tale portata, nelle vie di comunicazione principali, quali sono strade e ferrovie, che da sempre in guerra vengono ritenute bersagli strategici. In particolare, come si apprende dai rapporti dei comandanti di squadriglia delle missioni n. 116 e 117, compiute nei giorni 7 e 8 settembre 1943 dal 321º Bombardment Group americano a bordo di 36 bombardieri B-25 (tra i quali pochi B-25G), furono colpiti i nodi viari principali. Il diario di guerra riporta anche che alcune bombe colpirono il centro abitato e non tutti i bersagli furono individuati a causa della presenza di banchi di nuvole[21].

È da annoverare, tra le vicende di cronaca nera di un certo rilievo, il pagamento del riscatto e il successivo rilascio di John Paul Getty III, nipote del petroliere Jean Paul Getty, allora noto per essere considerato l'uomo più ricco del mondo, lungo il tratto autostradale che interessava Lauria, a seguito del sequestro di persona compiuto dalla 'ndrangheta il 10 luglio 1973 a Roma.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Contrariamente a quanto è avvenuto per la maggior parte del Mezzogiorno, il numero dei residenti a Lauria è cresciuto nel Novecento, sebbene negli ultimi decenni la popolazione si sia arrestata sulla soglia dei 14 000 abitanti. Lo sviluppo urbano del comune è stato in parte favorito dalla presenza di infrastrutture quali sono gli svincoli autostradali di Lauria Nord e Lauria Sud della A3 SA-RC e le strade statali del Fondovalle del Noce e Sinnica, e conseguentemente dallo sviluppo industriale dell'area di Galdo.

Abitanti censiti[22]

Dialetto[modifica | modifica sorgente]

Il dialetto lauriota trae origine dalla fusione dei linguaggi dei monaci bizantini e delle genti orientali[senza fonte]. La divisione sociale che ha contraddistinto fin dal Medioevo il castello e il borgo ha generato evidenti differenze fonetiche tra i dialetti del rione superiore (u castiddu) e del rione inferiore (u burgu); tale diversità lessicale rappresenta una delle caratteristiche peculiari di Lauria.

La parlata lauriota è entrata a far parte dei dialetti dell'area arcaica calabro-lucana, essendo Lauria collocata nelle propaggini meridionali della provincia di Potenza, proprio al confine con quella di Cosenza. Questa fascia di territorio, che comprende altri comuni del potentino meridionale e del cosentino settentrionale, delimita l'area Lausberg, così chiamata in memoria del linguista che la individuò.

Oggigiorno il dialetto è parlato principalmente dalle persone più anziane, mentre fra i giovani subisce un processo d'italianizzazione. Negli ultimi anni è stato ampiamente rivalutato dalle varie rappresentazioni teatrali che si sono tenute a livello locale, anche grazie al contributo di alcune associazioni culturali e del celebre attore teatrale e cinematografico Rocco Papaleo.

Folclore[modifica | modifica sorgente]

È caratterizzato dal susseguirsi di manifestazioni civili e festività popolari che, per lo più, accompagnano le feste religiose. Dal 25 febbraio 2000, il beato Domenico Lentini è il patrono dell'intera comunità di fedeli di Lauria, ma la caratteristica del paese d'essere diviso in due grandi rioni e avere contrade molto popolose, lontane dal centro, ha portato alla venerazione di diversi santi protettori. Oltre alla festa del beato si annoverano quelle popolari di lunghissima tradizione. Il rione superiore festeggia il 9 maggio San Nicola di Bari, al quale è dedicata la chiesa madre. Il rione inferiore, invece, celebra il suo santo protettore, san Giacomo maggiore apostolo, nel giorno 25 luglio; al santo è intitolata la chiesa della parrocchia rionale e una delle piazze principali.

La parrocchia di contrada Seluci è dedicata alla Madonna del Carmine; si festeggia la prima domenica di agosto. Feste molto sentite sono anche quelle di: Sant'Antonio, celebrato il 13 giugno, a cui è dedicato il convento dei padri Cappuccini del rione superiore; San Rocco, l'ultima domenica di settembre, a devozione del quale è intitolata una cappella e una piccola piazza del rione inferiore. Particolarmente suggestiva è la festa che si svolge il 15 agosto sul colle Armo nei pressi del santuario della Madonna Assunta e del castello di Ruggiero di Lauria; il rudere di quest'ultimo si erge tuttora in cima ad una rupe scoscesa, scelta originariamente dall'ammiraglio aragonese in virtù della sua posizione dominante e difensiva nello stesso tempo.

Nelle giornate di festa si è soliti allestire mercatini e, in taluni casi, promuovere sagre di prodotti alimentari tipici, come quella da frisedda c'a pummadora (della frisella col pomodoro) a Ferragosto o quella du pede du purcu (del piede di maiale), tenuta presso il convento dei Padri Cappuccini in occasione della già citata festa di sant'Antonio. È tradizione che le feste civili di san Nicola, san Giacomo e dell'Assunta si concludano in nottata con spettacoli pirotecnici.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Arte[modifica | modifica sorgente]

Degni di nota sono: il rudere del medievale castello di Ruggiero e la restaurata casa natia con le reliquie del beato Domenico Lentini, entrambi nel quartiere Cafaro. Le numerose opere artistiche di varie epoche si concentrano prevalentemente nei luoghi di culto religioso.

Rione superiore


Rione inferiore

  • Chiesa di San Giacomo apostolo: è la parrocchia del rione, così intitolata nel XV secolo, nota per un pregevole coro ligneo.
  • Cappella di San Gaetano: non distante dalla chiesa parrocchiale di San Giacomo apostolo, è accessibile ai fedeli nel periodo natalizio poiché al suo interno è contenuto un presepe.
  • Cappella di Santa Veneranda: la sua fondazione risale al 1684[24] ed è la seconda del paese intitolata alla santa.
  • Chiesa dell'Immacolata: costruita nel '500, si caratterizza per il chiostro e il campanile; è attigua ad un convento di monache e ad una sala per attività sociali, intitolata al cardinale Lorenzo Brancati.
  • Cappella di San Rocco.
  • Chiesa del Purgatorio.

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Tra i primi piatti, preparati con pasta fresca, rinomati sono: gli gnocchi (raʃcatiddi) ; le tagliatelle con ceci o fagioli (rispettivamente chiamate nel dialetto locale coi nomi di làgane e cìciri e làgane e fasùli); i "tagliolini dell'Ascensione"; i màccaruni filàti, una sorta di maccheroni alla chitarra realizzati col ferro; la polenta con salsa di pomodoro e le variopinte minestre rustiche, solitamente a base di verza, accompagnate da cotiche, costine di maiale ed erbe di campagna.

Altre specialità sono: il capretto alla brace o al forno; gli involtini che fanno uso di interiora di agnello, denominati jummàriddi; la trippa; il tutto contornato da funghi, asparagi e cime di rape. Posto predominante nelle tavole di Lauria occupano i salumi come le salsicce e i salami, ma anche i formaggi e le ricotte fresche o stagionate, prodotte artigianalmente dai pastori del monte Sirino.

Tarallo ad 8 tipico di Lauria

D'annoverare: la focaccia bianca o ricoperta di salsa al pomodoro (pizzàtulu); il sanguinaccio, dolce invernale fatto con riso, cioccolato, uva passa ma soprattutto sangue di maiale; il dolce pasquale a forma di ciambella, fatto con molte uova e chiamato picciddàtu; i biscotti bianchi ricoperti di glassa (viscuttini); i mostaccioli (mustacciuoli); le zeppole. Tipici sono i piccoli biscotti, conosciuti come anginétti, con la forma di ciambelline, cotti prima in acqua e successivamente infornati per renderli croccanti, poi ricoperti col naspro ossia una glassa a base di zucchero e limone. In questo comune, inoltre, molto apprezzata è la gassosa di un'antica azienda locale che, in talune occasioni festive, non di rado è miscelata al vino rosso della zona e gustata coi dolci suddetti o coi tipici taralli locali dalla vaga forma ad 8 (viscutti lauriuti).

Persone legate a Lauria[modifica | modifica sorgente]

Ruggero di Lauria

Sport[modifica | modifica sorgente]

Atletica

È presente sul territorio un campo d'atletica utilizzato prevalentemente dai soci di un club sportivo interessato all'attività agonistica a livello locale e nazionale.

Arti Marziali

La città ospita un dojo di aikido affiliato all'Aikikai d'Italia con sede centrale a Roma.

Calcio

Esiste un impianto calcistico che può ospitare oltre mille spettatori. La squadra locale, denominata Ruggiero di Lauria, ha preso parte ai campionati nazionali calcistici di serie D del 1998–99, 1999-00, 2000-01, gareggiando nei gironi (H o I) in cui rientravano squadre lucane, siciliane e calabresi.

Ciclismo

Monte Sirino è stata più volte tappa di arrivo del Giro d'Italia.

Il 20 maggio 1999 la città è stata la sede di partenza della 6ª tappa dell'82º Giro d'Italia, la Lauria-Foggia, vinta dal lettone Romans Vainsteins.

Pallavolo

La città vanta di un'ottima tradizione pallavolistica e di un glorioso passato della squadra locale che, negli anni novanta, ha gareggiato nei campionati nazionali di:

Anche in campo giovanile si contano importanti successi delle diverse squadre giovanili nelle finali nazionali di U14/M (quarta classificata nel 2006 e 2007) e U16/M (seconda classificata nel 2008)[25]. Attualmente la squadra locale di pallavolo di maggior prestigio è presente nel campionato nazionale di serie B2 maschile, girone I, dalla stagione 2009-10[26].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

  • Il comune non è interessato dall'attraversamento di una linea ferroviaria da quando, nel 1979, la stazione di Lauria è stata ufficialmente soppressa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT, Bilancio demografico, dicembre 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Comune di Lauria, Capitolato speciale d’appalto del servizio di igiene ambientale nel territorio comunale (PDF), 20 luglio 2010, pp. 27–31. URL consultato il 30 luglio 2013.
  4. ^ Comune di Lauria, Tradizioni – Feste religiose.
  5. ^ Atlante Stradale Italia. URL consultato il 1-10-2011.
  6. ^ Regione Basilicata, D.G.R. n. 2000 del 04/11/2003 (PDF), 27 novembre 2003, p. 9. URL consultato il 17 settembre 2012.
  7. ^ Geografia in Basilicata Calabria, Milano, Touring Club Italiano, 1996, p. 19 di 761, ISBN 88-365-0021-8.
  8. ^ Lorenzo Quilici, Stefania Quilici Gigli, Sito 906 in Carta archeologica della Valle del Sinni, vol. 7, Roma, «L'ERMA» di BRETSCHNEIDER, 2003, p. 217 di 277, ISBN 88-8265-226-2.
  9. ^ Autorità Interregionale di Bacino della Basilicata
  10. ^ Nicola Curzio, Le vere origini di Lauria e dei paesi vicini, Lauria, Rossi, 1937.
  11. ^ a b c initalytoday.com.
  12. ^ Caio Emilio assunse la carica di tribuno consolare nel 394 e 391 a.C., così come narra il Libro V di (LA) Titi Livi, capitoli XXVI, XXXII in Ab Urbe Condita Libri, a cura di Martinus Hertz, Lipsia, Ex Officina Bernhardi Tauchnitz, 1857.
    «Comitiis tribunorum militum patres summa ope evicerunt, ut M. Furius Camillus crearetur. propter bella simulabant parari ducem, sed largitioni tribuniciae adversarius quaerebatur. cum Camillo creati tribuni militum consulari potestate L. Furius Medullinus sextum, C. Aemilius, L. Valerius Publicola, Sp. Postumius, P. Cornelius iterum.».
  13. ^ Giovanni Franchini, CCXLIV. Lorenzo Brancati da' Lauria, cardinale. in Bibliosofia e memorie letterarie di scrittori francescani conventuali ch'hanno scritto dopo l'anno 1585 raccolte da F. Gioanni Franchini,..., Modena, Per gli Eredi Soliani Stampatori Duc., 1693, p. 388. URL consultato il 22-6-2012.
  14. ^ Mario Battaglini (a cura di), N. 6 del 19 febbraio 1799 in Il monitore napoletano 1799, Napoli, Alfredo Guida, 1974, Pagina 203.
  15. ^ Carlo Colletta (a cura di), Legge concernente la fissazione e la distribuzione del Dipartimento del Crati. Articolo IX in Proclami e sanzioni della Repubblica Napoletana, Napoli, Stamperia Dell'Iride, 1863, Pagina 45.
  16. ^ Legge sulla divisione ed amministrazione delle provincie del regno in Bullettino delle leggi del Regno di Napoli. Anno 1806, Napoli, Stamperia della Segreteria di Stato, 1813, Pagine 269 – 280.
  17. ^ Legge, che determina i distretti del regno in Bullettino delle leggi del Regno di Napoli. Anno 1806, Napoli, Stamperia della Segreteria di Stato, 1813, Pagina 460.
  18. ^ Gabriello De Sanctis (a cura di), Dizionario statistico de' paesi del Regno delle Due Sicilie, Napoli, 1840, Pagina 22.
  19. ^ Comune di Lauria, Storia del Novecento.
  20. ^ Mario Lamboglia, Bombe su Lauria (PDF), l'Eco, settembre 2003, p. 4 di 44.
    «L'abitato venne colpito perché il comando Inglese fu informato che in città vi era un deposito di munizioni. Quel fantomatico deposito fu erroneamente individuato alla Ravita, nei pressi dell'ex macello comunale».
  21. ^ (EN) 12th Air Force, 57th Bombardment Wing. 321st Bombardment Group. History: September 1943 (PDF), 27 agosto 2013, pp. 55–70. URL consultato l'8 ottobre 2013.Le squadriglie in azione il giorno 7 settembre 1943 erano: la 446ª, la 447ª e la 448ª; il giorno seguente, l'8 settembre, la 445ª, la 446ª e la 447ª (quest'ultima con un velivolo in meno).
  22. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  23. ^ Da non confondere con l'altra cappella intitolata alla santa, di più recente costruzione, del rione inferiore. Vedi immagini della cappella del rione superiore in basilicata.cc
  24. ^ Nicola Riccio, Riaperta al culto la Chiesetta di Santa Veneranda, l'Eco, p. 6.
  25. ^ Polisportiva Lauria
  26. ^ Federazione Italiana Pallavolo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vito Pasquale Rossi, Uomini illustri di Lauria, vol.I e vol. II, Moliterno, Porfidio, 1984.
  • Antonio Boccia, Lauria tra leggende e realtà, Lauria, Tandem, 1993.
  • Antonio Boccia, Gaetano Petraglia, Il castello di Lauria: elementi per la storia ed il recupero, Lauria, MPM, stampa 2009, p. 100.

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