Lauria
| Lauria comune |
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|---|---|---|---|---|---|
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Gaetano Giacomo Mitidieri (centrosinistra) dal 16/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°02′50″N 15°50′09″E / 40.04722°N 15.83583°ECoordinate: 40°02′50″N 15°50′09″E / 40.04722°N 15.83583°E | ||||
| Altitudine | 430 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 175,16 km² | ||||
| Abitanti | 13 177[1] (settembre 2012) | ||||
| Densità | 75,23 ab./km² | ||||
| Frazioni | Pecorone | ||||
| Comuni confinanti | Castelluccio Superiore, Castelsaraceno, Lagonegro, Laino Borgo (CS), Latronico, Moliterno, Nemoli, Tortora (CS), Trecchina | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 85044 | ||||
| Prefisso | 0973 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 076042 | ||||
| Cod. catastale | E483 | ||||
| Targa | PZ | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Cl. climatica | zona D, 1 691 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | laurioti | ||||
| Patrono | Beato Domenico Lentini | ||||
| Giorno festivo | 25 febbraio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Lauria all'interno della provincia di Potenza |
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| Sito istituzionale | |||||
Lauria è un comune di 13 177 abitanti[1] della provincia di Potenza in Basilicata.
Indice |
La città [modifica]
Naturale centro di riferimento di un territorio molto ampio, corrispondente alla regione storica della Lucania sud–occidentale, Lauria è il maggiore e più popoloso centro del versante tirrenico della regione Basilicata. La sua posizione geografica, in una ristretta zona di transito tra Campania e Calabria, ne favorisce gli scambi commerciali e i flussi migratori attraverso il territorio. Fu, nel Medioevo, contea e sede vescovile de facto, con un'evoluzione demografico–istituzionale simile, per molti aspetti, a quella di Matera. La città ebbe una drammatica battuta d'arresto nel corso della sua storia con il massacro di Lauria del 1806, dovuto a una sfortunata vicenda che portò Lauria, sede del potere costituito, a divenire luogo di un'ostinata resistenza borbonica contro l'avanzata napoleonica. Le conseguenze di questa sanguinosa repressione furono gravi per la città: oltre al devastante incendio e alla perdita dell'archivo cittadino, si operò il trasferimento di tutti i presidi statali (l'ospedale, il tribunale e le forze dell'ordine) verso i centri limitrofi minori (Lagonegro e Trecchina). Tuttavia, grazie alle caratteristiche geografiche della città, alle sue dimensioni territoriali, ad una lunga e stimata tradizione di commercio, imprenditoria e manodopera, all'inevitabile lenta ripresa di alcune funzioni statali territoriali, è oggi il centro principale e di gran lunga più popoloso dell'area. La presenza di un numero cospicuo di abitanti nel territorio rurale, altrettanto popolato quanto il centro cittadino, rende l'intero territorio comunale quasi totalmente antropizzato.
Il centro abitato è suddiviso in due rioni, quello superiore, tradizionalmente denominato il Castello (Castiddu), e quello inferiore, chiamato altrimenti il Borgo (Burgu), separati dall'antico quartiere Ravita. Simbolo del comune di Lauria è il basilisco aggrappato ad una pianta di lauro che ostenta il motto Noli me tangere ("Non mi toccare"), il cui significato originario è la temibilità e intoccabilità degli abitanti.
Nel centro storico, che rivela segni tipici dell'epoca medievale, con le abitazioni aggrappate alla collina, si aprono angoli caratteristici ed intricate viuzze e stradine, che s'inerpicano dando vita ad archi, sottopassi, portici e motivi architettonici caldi ed armoniosi. Il territorio lauriota, uno dei più grandi della Basilicata, offre un susseguirsi di paesaggi pittoreschi ad agresti, naturali ed artificiali: le vette del massiccio del Sirino (la più alta, quella del monte Papa, raggiunge i 2005 metri), innevate per buona parte dell'anno; il lago artificiale di Cogliandrino; il lago Rotonda; le fresche sorgenti del Sinni e di Fiumicello; il pino loricato del monte Serra la Spina; il castello di Seluci (latino: Seleuci) nella contrada dove sono stati riportati alla luce reperti archeologici e individuati giacimenti petroliferi.
Nel 1998 ha ricevuto ufficialmente dalla Presidenza della Repubblica Italiana il riconoscimento e la dignità di "città". Il Sole 24 ore, nell'edizione del 12 novembre 2004, ha segnalato Lauria tra le province nascoste d'Italia, una provincia che potrebbe concretizzarsi con l'attuazione del progetto della Grande Lucania.
Geografia [modifica]
La città, una delle più popolate della Basilicata, situata tra Campania e Calabria, è punto di snodo di tre principali direttrici viarie: l'autostrada A3 Napoli–Reggio Calabria[3], che ricalca pressappoco l'antica via romana Capua-Rhegium, la Fondovalle Sinnica, che porta alla costa ionica lucana, e la Fondovalle del Noce che collega l'autostrada A3 con la costa tirrenica calabro–lucana. Inoltre la città rappresenta il punto d'incontro di tre valli: del Noce, del Sinni e del Mercure. Ad esse si dovrebbe aggiungere storicamente anche la Val d'Agri raggiungibile tramite l'antico percorso per Moliterno, ormai di livello secondario e in lunga attesa di adeguamento. Lauria è collocata in uno dei più suggestivi paesaggi dell'Appennino Meridionale, comprendente la cittadina turistica di Maratea, il Parco nazionale del Pollino, il Parco nazionale dell'Appennino Lucano-Val d'Agri-Lagonegrese (5,8% del territorio comunale, pari a 1016 ettari) e il massiccio del Sirino. Il comune fa parte della provincia di Potenza e confina con i centri, della stessa provincia, di Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Latronico, Castelsaraceno, Moliterno, Lagonegro, Nemoli, Trecchina, e con quelli della provincia di Cosenza, Tortora e Laino Borgo. Il territorio comunale è collocato in una zona esposta ad un rischio sismico di media entità[4], come dimostrano gli eventi calamitosi registrati negli ultimi decenni; l'ultimo dei quali, di particolare rilevanza, si è verificato il 9 settembre 1998.
Orografia [modifica]
- Massiccio del Sirino: nei confini amministrativi del comune di Lauria ricade parte del massiccio del Sirino, le cui vette sono innevate sei mesi all'anno. Sia la cima più alta, quella del monte Papa (2005 metri), che la vetta del Sirino (1907 metri), sono luoghi di attrazione per escursionisti o semplici appassionati della montagna. La montagna vanta piste da sci di buon livello, con cinque impianti di risalita, fra cui una seggiovia (questa per la maggior parte ubicata in territorio di Lagonegro), scuole di sci, nolo di attrezzature, affittacamere, bar e punti di ristoro. È possibile campeggiare d'estate presso la località Conserva di Lauria, a 1400 metri d'altitudine.
- Monte Timpa del Capitano (1690 metri).
- Monte Serra Orticosa (1676 metri).
- Monte Serra la Spina: alto 1652 metri e situato entro la perimetrazione del Parco nazionale del Pollino, è noto per la presenza di numerosi esemplari del secolare pino loricato.
- Monte Castello Starsia (1387 metri).
- Monte Serra Rotonda: è alto 1285 metri e anche qui si riscontra la presenza di qualche giovane esemplare di pino loricato. Fra esso e il monte Serra la Spina, a quota 914 metri, vi è un laghetto di origine carsica chiamato lago della Rotonda.
Idrografia [modifica]
- Fiume Sinni: è uno dei più importanti della Basilicata. Trattasi di un fiume dal regime estremamente torrentizio con piene turbinose nella stagione piovosa e magre notevoli in estate. Nasce a quota 1380 metri dalla Serra della Giumenta, nel versante orientale del massiccio montuoso del Sirino, in territorio di Lauria. Scorre quindi verso lo Ionio e sfocia nei pressi di Policoro, nella piana di Metaponto. Il suo percorso viene sbarrato due volte: dapprima dalla diga di Cogliandrino e successivamente, presso Senise, dalla diga di Monte Cotugno, la più grande d'Europa in terra battuta.
- Fiume Noce: nasce dal versante nord del massiccio del Sirino, in territorio di Lagonegro. Il suo bacino idrografico, nei pochi chilometri quadrati di estensione a Lauria, presenta una rilevante escursione altimetrica, che va dagli oltre 2000 metri del monte Papa fino al livello del mare, sfociando nel Tirreno nei pressi di Castrocucco di Maratea, ai confini con Tortora (CS). Da esso prende il nome la valle che attraversa.
- Torrente Carroso: affluente del fiume Noce.
- Torrente Cafaro: passante per il centro storico del rione superiore, è oggi coperto. In epoca medioevale assumeva un'importanza strategica poiché era un'ulteriore difesa del castello posto a monte. È un affluente secondario del fiume Noce.
- Torrente Gaglione: affluente secondario del fiume Noce.
- Torrente Fiumicello: affluente secondario del fiume Noce.
- Torrente Cogliandrino: sorge dai rilievi del massiccio del Sirino ed è uno dei principali affluenti del Sinni. Nei pressi dell'omonima contrada viene sbarrato da una diga.
Lago della Rotonda [modifica]
Bacino lacustre di una decina di ettari, a 914 metri sul livello del mare[5], è posto in una conca ai piedi del monte omonimo, sul versante di sud est; oggi ridotto a poco più di un pantano, in uno spazio di 800 per 100–150 m, profondo al massimo 2 m[6], raccoglie per lo più le acque alluvionali e di scorrimento superficiale provenienti dai versanti dei monti Serra Rotonda e Serra la Spina. È situato in direzione nord–est a 13 km dal centro urbano.
Invaso di Cogliandrino [modifica]
È la diga dell'omonima contrada, posta a 672 metri sul livello del mare, nell'alta valle del Sinni alla confluenza del torrente Cogliandrino nel fiume Sinni. Conosciuta anche come diga di Masseria Nicodemo, è gestita dall'ENEL (sezione di Napoli) e le sue acque sono utilizzate per la produzione di energia elettrica[7].
Storia [modifica]
Le origini [modifica]
Nelle fonti scritte, fortemente penalizzate dalla distruzione dell'archivio cittadino, avvenuto durante il massacro di Lauria, l'antico nome Uria compare per la prima volta in un documento redatto nel 1079 dall'arcivescovo di Salerno, Alfano. Appare però improbabile che la sua area, attraversata anche dalla via romana Popilia, sia rimasta disabitata fino al X secolo. Una teoria leggendaria fa risalire la fondazione della città in epoca precedente al 400 a.C. ad opera di una colonia greco–cretese, guidata da Teocle e Menippe, che giunta nell'attuale valle del Noce, a Piano dei Peri (Trecchina), decise d'insediarsi nel posto chiamandolo Iriae, in memoria dell'iride (latino: iris) che li aveva benevolmente accolti. La tesi della colonizzazione greca non è mai stata verificata per l'assenza di una sistematica campagna di scavi sul territorio comunale e nei paesi limitrofi; rimane ampia pure la gamma di possibilità sulle origini del nome. Il canonico don Nicola Curzio ha spiegato la nascita della città come il risultato della migrazione, in tempi diversi, di gente scampata alla distruzione delle vicine Iriae, Seleuci e Blanda.[8] Iriae si presume possa essere la città, menzionata prima, i cui abitanti decisero di trovare rifugio, per qualche sconosciuta ragione (presumibilmente tra il 280 e il 275 a.C. a causa delle incursioni di Pirro che combatteva contro i romani[9]), nei luoghi in cui poi sorgerà il castello di Ruggiero di Lauria e che all'epoca erano ricoperti abbondantemente di piante di lauro; Seleuci, viene idealmente collocata nella contrada, che poi ha italianizzato il suo nome in Seluci, rasa al suolo dai romani nel corso della seconda guerra punica (fine del III secolo a.C.) per il sostegno offerto ai cartaginesi; Blanda, invece, sarebbe stata individuata in una porzione di territorio, nei pressi di Tortora, che nel 914 d.C. fu definitivamente distrutta dai saraceni con la conseguenza di essere abbandonata dalla popolazione, spostatasi in parte nell'attuale quartiere Ravita, tra i due rioni della città. Dalla contrazione delle parole latine laurus (lauro) e Iriae sarebbe, quindi, derivato originariamente il nome, Lauria, anche se l'etimologia ipotizza che il suo nome derivi invece dal contenitore per l'olio, posto sotto il torchio, che i bizantini chiamavano laurion. Più verosimile è l'ipotesi che la rifondata Iriae sia poi diventata Uria (città aurea) per volere del tribuno consolare Caio Emilio Mamercino (latino: Caius Æmilius Mamercinus[10]) che volle premiare la laboriosità degli abitanti. Lo scrittore francescano, Giovanni Franchini, dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, facendo riferimento agli antichi latini, chiama Lauria coi nomi di Ulci, Ulciana Colonia, Luria e Laorina[11]. Nel 406 i visigoti di Alarico la distrussero[9] ma nel 460, mentre i vandali proseguivano l'opera di distruzione dell'Impero Romano d'Occidente di Maggioriano che decadeva lentamente, fu interamente ricostruita ai piedi della torre costruita dai saraceni, la quale sarà, in seguito, sostituita dal castello dell'ammiraglio aragonese Ruggiero di Lauria. Nel VII secolo confluì nei domini longobardi del ducato di Benevento e soffrì di frequente delle incursioni di saraceni, i quali infine distrussero il borgo nel 916[9]. L'imperatore Michele IV di Bisanzio, detto il Paflagone, la liberò dai saraceni e diede alla città il simbolo del basilisco con la scritta Noli me tangere. Guglielmo d'Altavilla la chiamò infine Lauria, ispirandosi a un lauro verdeggiante che fece anche dipingere sullo stemma, a fianco del basilisco. La prima fonte scritta di quest'antica città lucana risale, come già accennato, al XI secolo e fa riferimento a una laura di monaci basiliani insediati sulla sommità del colle Armo, dove l'antica chiesa, distrutta nel 1806 dalle truppe napoleoniche del generale Andrea Massena, fu poi ricostruita per devozione alla Madonna Assunta.
Il Medio Evo [modifica]
Nella documentazione scritta ritroviamo Lauria, per la prima volta, almeno dal punto di vista di una chiara identificazione toponomastica, nel Medioevo. Secondo studiosi accreditati[senza fonte] il centro abitato sorse nel X secolo intorno ad una laura basiliana, che era sita nel luogo ove poi è stato edificato il santuario della Madonna dell'Armo. Probabilmente furono i Normanni, che si stabilirono nella zona saracena, detta Ravita (arabo: rabit, zona vicina o annessa), ed edificarono il castello di Ruggiero. Dal XII secolo Lauria fu sede di un feudo in cui fiorivano artigianato e commercio. Lauria rappresentava a quell'epoca il centro politico ed economico della Valle del Noce: il feudatario era il capo incontrastato di questo microcosmo autonomo. Capostipite della baronia normanna è Gibel de Loria, cui seguì Riccardo (dal 1254 al 1266), fedelissimo di re Manfredi, che, insieme a lui, trovò la morte nella battaglia di Benevento. È proprio con Riccardo che la città diviene, anche se per pochi anni, la prima sede del Giustizierato di Basilicata. Il primogenito di questi, Ruggiero, divenne celebre perché nominato ammiraglio d'Aragona da Pietro III: non fu mai sconfitto in combattimento e riuscì, più volte, ad uscire vittorioso da scontri con la flotta angioina.
I signori di Lauria [modifica]
| Anno | Nobile | Titolo |
|---|---|---|
| 1254 | Riccardo di Lauria | barone |
| 1266 | Ruggiero di Lauria | barone |
| 1305 | Ruggierone di Lauria | barone |
| 1308 | Carlo di Lauria | barone |
| 1310 | Ruggiero Berengario | barone |
| 1386 | Francesco Sanseverino | conte |
| 1436 | Stefano Sanseverino | conte |
| 1453 | Venceslao Sanseverino | conte |
| 1456 | Gaspare Sanseverino | conte |
| 1516 | Bernardino Sanseverino | conte |
| 1556 | Girolamo Exarques | barone |
| 1564 | Pietro Exarques | barone |
| 1598 | Girolamo Exarques | barone |
| 1621 | Francesco Exarques | barone |
| 1694 | Girolamo Calà di Tappia | duca |
| Porzia di Castromediano | duchessa | |
| 1698 | Adriano Calà Ulloa | duca |
| 1741 | Francesco Calà Ulloa | duca |
| 1779 | Adriano Calà Ulloa | duca |
| 1801 | Pietro Calà Ulloa | duca |
| 1806 | soppressione del ducato di Lauria | |
L'epoca napoleonica [modifica]
Il regime della Prima Repubblica francese fu imposto anche in Italia con l'instaurazione della Repubblica Partenopea, nel 1799. In quel breve periodo, durato circa sei mesi e cominciato con l'usurpazione, da parte del generale francese Championnet, del Regno di Napoli di Ferdinando IV di Borbone, l'organizzazione amministrativa del territorio, almeno sulla carta, subì notevoli cambiamenti. Il Governo Provvisorio, sulla base del modello francese, istituì diversi dipartimenti, tra cui quello del Crati[12], che ebbe il suo capoluogo a Cosenza; esso era costituito a sua volta da dieci unità amministrative minori, tra le quali figurava anche il cantone di Lauria[13]; rientravano certamente in quest'area i comuni lucani di Rivello, Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore, Viggianello, Rotonda, Trecchina, Maratea, Nemoli, Lagonegro e i comuni calabresi di Tortora, Aieta (inclusa l'odierna Praia a Mare), San Nicola Arcella e Scalea.
Nel 1806, alla ripresa delle ostilità tra i regnanti della casa di Borbone e gli occupanti francesi, la città divenne un focolaio di rivolta: molti abitanti, l'8 e il 9 agosto, furono barbaramente trucidati dai soldati napoleonici, guidati dal generale Massena, perché rei di aver sostenuto la causa borbonica: l'evento è passato alla storia come il massacro di Lauria. Dopo il saccheggio e la sconfitta, per ritorsione alla città e sulla base della legge n. 132 del 8 agosto 1806[14], il nuovo ente amministrativo del Regno di Napoli, chiamato distretto, nonché il giudicato, vennero ubicati dal re Giuseppe Bonaparte in un centro limitrofo, minore per abitanti, cioè nel comune di Lagonegro[15], un paese decentrato rispetto al territorio. Alla restaurazione borbonica del 1816 Lauria era capoluogo di circondario nell'ambito dello stesso distretto di Lagonegro.[16].
| Per approfondire, vedi massacro di Lauria. |
Il Novecento [modifica]
Rimane tristemente noto nella memoria collettiva di Lauria il bombardamento effettuato dalle Forze Alleate il 7 settembre 1943, finalizzato alla distruzione del comando tedesco, sito nel centro della città, in cui perirono 37 civili.[17] Altre fonti, tra le quali quella del giornale L'eco di Basilicata, che riporta, a sua volta, le testimonianze dirette dell'allora vivente sacerdote don Antonio Spagnuolo e di diversi superstiti, affermano che il numero delle vittime civili fu superiore, ossia in numero pari a 39, che il bombardamento fu effettuato da aerei americani e che l'obiettivo militare prioritario fosse individuato in un deposito di munizioni nel quartiere Ravita[18] e non semplicemente, com'è facile immaginare in guerre di tale portata, nelle vie di comunicazione principali, quali sono strade e ferrovie, che da sempre in guerra vengono ritenute bersagli strategici. In particolare, come si apprende dai rapporti dei comandanti di squadriglia delle missioni n. 116 e 117, compiute nei giorni 7 e 8 settembre 1943 dal 321º Bombardment Group americano a bordo di 36 bombardieri B-25 (tra i quali pochi B-25G), furono colpiti i nodi viari principali. Il diario di guerra riporta anche che alcune bombe colpirono il centro abitato e non tutti i bersagli furono individuati a causa della presenza di banchi di nuvole[19].
È da annoverare, tra le vicende di cronaca nera di un certo rilievo, il pagamento del riscatto e il successivo rilascio di John Paul Getty III, nipote del petroliere Jean Paul Getty, allora noto per essere considerato l'uomo più ricco del mondo, lungo il tratto autostradale che interessava Lauria, a seguito del sequestro di persona compiuto dalla 'ndrangheta il 10 luglio 1973 a Roma.
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Contrariamente a quanto è avvenuto per la maggior parte del Mezzogiorno, il numero dei residenti a Lauria è cresciuto nel Novecento, sebbene negli ultimi decenni la popolazione si sia arrestata sulla soglia dei 14 000 abitanti. Lo sviluppo urbano del comune è stato in parte favorito dalla presenza di infrastrutture quali sono gli svincoli autostradali di Lauria Nord e Lauria Sud della A3 SA-RC e le strade statali del Fondovalle del Noce e Sinnica, e conseguentemente dallo sviluppo industriale dell'area di Galdo.
Abitanti censiti[20] 
Dialetto [modifica]
Il dialetto lauriota trae origine dalla fusione dei linguaggi dei monaci bizantini e delle genti orientali[senza fonte]. La divisione sociale che ha contraddistinto fin dal Medioevo il castello e il borgo ha generato evidenti differenze fonetiche tra i dialetti del rione superiore (u castiddu) e del rione inferiore (u burgu); tale diversità lessicale rappresenta una delle caratteristiche peculiari di Lauria.
La parlata lauriota è entrata a far parte dei dialetti dell'area arcaica calabro-lucana, essendo Lauria collocata nelle propaggini meridionali della provincia di Potenza, proprio al confine con quella di Cosenza. Questa fascia di territorio, che comprende altri comuni del potentino meridionale e del cosentino settentrionale, delimita l'area Lausberg, così chiamata in memoria del linguista che la individuò.
Oggigiorno il dialetto è parlato principalmente dalle persone più anziane, mentre fra i giovani subisce un processo d'italianizzazione. Negli ultimi anni è stato ampiamente rivalutato dalle varie rappresentazioni teatrali che si sono tenute a livello locale, anche grazie al contributo di alcune associazioni culturali e del celebre attore teatrale e cinematografico Rocco Papaleo.
Folclore [modifica]
È caratterizzato dal susseguirsi di manifestazioni civili e festività popolari che, per lo più, accompagnano le feste religiose. Dal 25 febbraio 2000, il beato Domenico Lentini è il patrono dell'intera comunità di fedeli di Lauria, ma la caratteristica del paese d'essere diviso in due grandi rioni e avere contrade molto popolose, lontane dal centro, ha portato alla venerazione di diversi santi protettori. Oltre alla festa del beato si annoverano quelle popolari di lunghissima tradizione. Il rione superiore festeggia il 9 maggio San Nicola di Bari, al quale è dedicata la chiesa madre. Il rione inferiore, invece, celebra il suo santo protettore, san Giacomo maggiore apostolo, nel giorno 25 luglio; al santo è intitolata la chiesa della parrocchia rionale e una delle piazze principali.
La parrocchia di contrada Seluci è dedicata alla Madonna del Carmine; si festeggia la prima domenica di agosto. Feste molto sentite sono anche quelle di: Sant'Antonio, celebrato il 13 giugno, a cui è dedicato il convento dei padri Cappuccini del rione superiore; San Rocco, l'ultima domenica di settembre, a devozione del quale è intitolata una cappella e una piccola piazza del rione inferiore. Particolarmente suggestiva è la festa che si svolge il 15 agosto sul colle Armo nei pressi del santuario della Madonna Assunta e del castello di Ruggiero di Lauria; il rudere di quest'ultimo si erge tuttora in cima ad una rupe scoscesa, scelta originariamente dall'ammiraglio aragonese in virtù della sua posizione dominante e difensiva nello stesso tempo.
Nelle giornate di festa si è soliti allestire mercatini e, in taluni casi, promuovere sagre di prodotti alimentari tipici, come quella da frisedda c'a pummadora (della frisella col pomodoro) a Ferragosto o quella du pede du purcu (del piede di maiale), tenuta presso il convento dei Padri Cappuccini in occasione della già citata festa di sant'Antonio. È tradizione che le feste civili di san Nicola, san Giacomo e dell'Assunta si concludano in nottata con spettacoli pirotecnici.
Cultura [modifica]
Arte [modifica]
Degni di nota sono: il rudere del medievale castello di Ruggiero e la restaurata casa natia con le reliquie del beato Domenico Lentini, entrambi nel quartiere Cafaro. Le numerose opere artistiche di varie epoche si concentrano prevalentemente nei luoghi di culto religioso.
Rione superiore
- Chiesa madre di San Nicola di Bari: è la parrocchia del rione ospitante la tomba del Lentini; il suo campanile fu edificato sul preesistente torrione medievale; rimane incerto il periodo della sua fondazione a seguito dei moti napoleonici del 1806.
- Cappella di Santa Veneranda: è nascosta in un vicolo del quartiere Cafaro, sottostante al colle Armo ed è probabilmente la più antica del paese poiché fu costruita nel XII secolo[21].
- Cappella di San Pasquale Baylon e Santa Lucia: è situata lungo la scalinata del colle Armo.
- Santuario dell'Armo: nei pressi del castel Ruggiero, è eretto sul colle omonimo.
- Eremo di Sant'Elia e del Beato Domenico Lentini: contiene dipinti e oggetti sacri del '800 e la statua di sant'Anna.
- Cappella di San Biagio: è situata nel quartiere storico del Muraccione.
- Convento dei Padri Cappuccini: è annesso alla chiesa seicentesca di Sant'Antonio; conserva un prezioso affresco del '600 e le tele del polittico d'Ippolito Borghese
- Cappella di San Ferdinando: voluta dai Borbone, si trova nel quartiere Taverna.
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Il campanile della chiesa di San Nicola di Bari nel rione superiore
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Chiesa parrocchiale di San Giacomo apostolo e monumento al cardinale Lorenzo Brancati nel rione inferiore
Rione inferiore
- Chiesa di San Giacomo apostolo: è la parrocchia del rione, così intitolata nel XV secolo, nota per un pregevole coro ligneo.
- Cappella di San Gaetano: non distante dalla chiesa parrocchiale di San Giacomo apostolo, è accessibile ai fedeli nel periodo natalizio poiché al suo interno è contenuto un presepe.
- Cappella di Santa Veneranda: la sua fondazione risale al 1684[22] ed è la seconda del paese intitolata alla santa.
- Chiesa dell'Immacolata: costruita nel '500, si caratterizza per il chiostro e il campanile; è attigua ad un convento di monache e ad una sala per attività sociali, intitolata al cardinale Lorenzo Brancati.
- Cappella di San Rocco.
- Chiesa del Purgatorio.
Gastronomia [modifica]
Tra i primi piatti, fatti di pasta fresca, rinomati sono i raschcatiddi (gnocchi), le làgane e cìciri (tagliatelle e ceci), le làgane e fasùli (tagliatelle e fagioli), i tagliolini "dell'Ascensione" e le variopinte minestre rustiche con cotiche ed erbe di campagna, che arricchiscono le mense della cucina locale.
Altre specialità sono il capretto alla brace o al forno, i tipici involtini gli ummàriddi e trippa, contornati da funghi, asparagi e cime di rape. Posto predominante occupano le salsicce e salami, ma anche formaggi e ricotte fresche o stagionate, prodotte artigianalmente dai pastori del monte Sirino.
Raffinatezze da annoverare sono il pane di grano, u pizzàtulu (una semplice focaccia bianca, a volte ricoperta di salsa al pomodoro), u sanguinacc (il sanguinaccio, dolce invernale fatto con riso, cioccolato, uva passa ma soprattutto sangue di maiale), u picciddàt (dolce pasquale), li viscuttini (i biscottini, bianchi ricoperti di glassa), li mustacciùli (i mostacciuoli), l'anginétt e l zéppule (le zeppole). In questo comune, inoltre, molto apprezzata è la gassosa locale di un'antica ditta che, in talune occasioni festive, non di rado è miscelata al vino rosso della zona.
Personalità legate a Lauria [modifica]
- Ruggiero di Lauria (Lauria o Scalea, 1250 – Cocentaina, 1305), barone ed invitto ammiraglio della flotta aragonese; come condottiero affrontò con successo numerose battaglie sul mare tra il XIII e XIV secolo.
- Lorenzo Brancati di Lauria (Lauria, 1612 – Roma, 1693), cardinale, insigne studioso dell'Immacolata Concezione, durante un conclave fu proposto per l'elezione al soglio pontificio
- Domenico Lentini (Lauria, 1770 – Lauria, 1828), beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 1997
- Nicola Miraglia (Lauria, 1835 – Napoli, 1926), insigne studioso di materie economiche, fu tra le altre cose direttore generale del Banco di Napoli. Venne nominato conte per aver salvato le finanze dello storico istituto bancario.
- José Imbelloni (Lauria, 1885 – Buenos Aires, 1967), antropologo, etnologo e paleontologo.
- Leonarda Cianciulli (Montella, 1894 – Pozzuoli, 1970), destinata ad essere tristemente nota come la serial killer di Correggio, fu abitante in Lauria dal 1921 al 1927, poiché sposata ad un tale Pansardi originario del luogo, e ivi incarcerata per truffa continuata.
- Antonio Cantisani (Lauria, 1926), arcivescovo.
- Rocco Papaleo (Lauria, 1958), attore cinematografico e teatrale, nonché regista del film Basilicata coast to coast (2010).
- Giovanni Pittella (Lauria, 1958), deputato e vice-presidente del Parlamento Europeo.
Sport [modifica]
È presente sul territorio un campo d'atletica utilizzato prevalentemente dai soci di un club sportivo interessato all'attività agonistica a livello locale e nazionale.
La città ospita un dojo di aikido affiliato all'Aikikai d'Italia con sede centrale a Roma.
Esiste un impianto calcistico che può ospitare oltre mille spettatori. La squadra locale, denominata Ruggiero di Lauria, ha preso parte ai campionati nazionali calcistici di serie D del 1998–99, 1999-00, 2000-01, gareggiando nei gironi (H o I) in cui rientravano squadre lucane, siciliane e calabresi.
Monte Sirino è stata più volte tappa di arrivo del Giro d'Italia.
- 1995 (20 maggio): 8ª tappa, vinta dallo spagnolo Laudelino Cubino.
- 1996 (25 maggio): 7ª tappa, vinta da Davide Rebellin.
- 1999 (19 maggio): 5ª tappa, vinta dal colombiano José Jaime González.
Il 20 maggio 1999 la città è stata la sede di partenza della 6ª tappa dell'82º Giro d'Italia, la Lauria-Foggia, vinta dal lettone Romans Vainsteins.
La città vanta di un'ottima tradizione pallavolistica e di un glorioso passato della squadra locale che, negli anni novanta, ha gareggiato nei campionati nazionali di:
- serie B2 maschile (girone E - 1990-91)
- serie B1 maschile (girone C - 1991-92, 1992-93, 1993-94)
Anche in campo giovanile si contano importanti successi delle diverse squadre giovanili nelle finali nazionali di U14/M (quarta classificata nel 2006 e 2007) e U16/M (seconda classificata nel 2008)[23]. Attualmente la squadra locale di pallavolo di maggior prestigio è presente nel campionato nazionale di serie B2 maschile, girone I, dalla stagione 2009-10[24].
Trasporti [modifica]
- L'arteria viaria più importante in territorio lauriota è l'autostrada A3 Napoli–Reggio Calabria
; sono presenti due svincoli: Lauria Nord
, a 138 chilometri dalla città campana di Salerno, e Lauria Sud
, a 114 chilometri dallo svincolo omonimo del capoluogo calabrese, Cosenza[3]. Il tratto compreso tra i due svincoli, Lauria Nord – Lauria Sud, è lungo sette chilometri; appena al di fuori di esso è, inoltre, possibile fruire delle aree di servizio Galdo in entrambi i sensi di marcia. Per raggiungere il centro cittadino da entrambi gli svincoli è necessario percorrere circa sette chilometri di strada, in minima parte statale (SS104, solo da nord) e nel resto provinciale (SPexSS19). - La strada statale 585 del Fondo Valle del Noce mette in comunicazione Lauria e i paesi limitrofi con la strada statale 18 Tirrena Inferiore che permette di raggiungere la costa tirrenica lucana di Maratea e le altre località dell'Alto Tirreno cosentino, fra cui Tortora Marina, Praia a Mare, Scalea e Diamante, per poi terminare a Reggio Calabria.
- La strada statale 653 della Valle del Sinni unisce Lauria con i comuni di Latronico, Senise, Tursi e, soprattutto, con la costa ionica lucana attraversata dalla strada statale 106 Jonica Taranto–Reggio Calabria.
- Il comune non è interessato dall'attraversamento di una linea ferroviaria da quando, nel 1978, la stazione di Lauria è stata ufficialmente soppressa. L'utenza locale si serve delle stazioni ferroviarie di Maratea (PZ), Praia a Mare (CS) e Sapri (SA).
- Il territorio è privo anche di una sede aeroportuale nelle immediate vicinanze, perciò gli abitanti, che hanno necessità d'intraprendere viaggi in aereo nell'ambito del territorio italiano, si recano con mezzi stradali fino all'aeroporto di Salerno-Pontecagnano, dove presta servizio la compagnia aerea nazionale Alitalia. Gli aeroporti internazionali più vicini sono situati a Lamezia Terme in Calabria e a Napoli Capodichino in Campania. Non molto lontana e destinata alla sola utenza privata è ubicata l'aviosuperficie di Scalea, in provincia di Cosenza.
- Distanze chilometriche indicative per:
- Salerno-Pontecagnano: 130 km;
- Lamezia Terme: 186 km;
- Napoli-Capodichino: 209 km.
Note [modifica]
- ^ a b ISTAT. Bilancio demografico (provvisorio). Settembre 2012
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
- ^ a b Atlante Stradale Italia. URL consultato in data 1-10-2011.
- ^ Regione Basilicata. D.G.R. n. 2000 del 04/11/2003 (PDF), p. 9. 27 novembre 2003. URL consultato in data 17 settembre 2012.
- ^ Geografia in Basilicata Calabria, Milano, Touring Club Italiano, 1996, p. 19 di 761. ISBN 8836500218
- ^ Lorenzo Quilici, Stefania Quilici Gigli, Sito 906 in Carta archeologica della Valle del Sinni, Roma, «L'ERMA» di BRETSCHNEIDER, 2003, Vol. 7, p. 217 di 277. ISBN 8882652262
- ^ Autorità Interregionale di Bacino della Basilicata
- ^ Nicola Curzio, Le vere origini di Lauria e dei paesi vicini, Lauria, Rossi, 1937.
- ^ a b c initalytoday.com
- ^ Caio Emilio assunse la carica di tribuno consolare nel 394 e 391 a.C., così come narra il Libro V di Titi Livi, capitoli XXVI, XXXII in Ab Urbe Condita Libri (in latino), a cura di Martinus Hertz, Lipsia, Ex Officina Bernhardi Tauchnitz, 1857.
- «Comitiis tribunorum militum patres summa ope evicerunt, ut M. Furius Camillus crearetur. propter bella simulabant parari ducem, sed largitioni tribuniciae adversarius quaerebatur. cum Camillo creati tribuni militum consulari potestate L. Furius Medullinus sextum, C. Aemilius, L. Valerius Publicola, Sp. Postumius, P. Cornelius iterum.».
- ^ Giovanni Franchini, CCXLIV. Lorenzo Brancati da' Lauria, cardinale. in Bibliosofia e memorie letterarie di scrittori francescani conventuali ch'hanno scritto dopo l'anno 1585 raccolte da F. Gioanni Franchini,..., Modena, Per gli Eredi Soliani Stampatori Duc., 1693, p. 388. URL consultato il 22-6-2012.
- ^ N. 6 del 19 febbraio 1799 in Mario Battaglini (a cura di), Il monitore napoletano 1799, Napoli, Alfredo Guida, 1974, Pagina 203.
- ^ Legge concernente la fissazione e la distribuzione del Dipartimento del Crati. Articolo IX in Carlo Colletta (a cura di), Proclami e sanzioni della Repubblica Napoletana, Napoli, Stamperia Dell'Iride, 1863, Pagina 45.
- ^ Legge sulla divisione ed amministrazione delle provincie del regno in Bullettino delle leggi del Regno di Napoli. Anno 1806, Napoli, Stamperia della Segreteria di Stato, 1813, Pagine 269 – 280.
- ^ Legge, che determina i distretti del regno in Bullettino delle leggi del Regno di Napoli. Anno 1806, Napoli, Stamperia della Segreteria di Stato, 1813, Pagina 460.
- ^ Gabriello De Sanctis (a cura di), Dizionario statistico de' paesi del Regno delle Due Sicilie, Napoli, 1840, Pagina 22.
- ^ Comune di Lauria. Storia del Novecento
- ^ Mario Lamboglia. Bombe su Lauria (PDF), p. 4 di 44. l'Eco, settembre 2003
- «L'abitato venne colpito perché il comando Inglese fu informato che in città vi era un deposito di munizioni. Quel fantomatico deposito fu erroneamente individuato alla Ravita, nei pressi dell'ex macello comunale».
- ^ (EN) 12th Air Force, 57th Bombardment Wing. 321st Bombardment Group. History: September 1943 (PDF), pp. 54–69. Le squadriglie in azione il giorno 7 settembre 1943 erano: la 446ª, la 447ª e la 448ª; il giorno seguente, l'8 settembre, la 445ª, la 446ª e la 447ª (quest'ultima con un velivolo in meno).
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ Da non confondere con l'altra cappella intitolata alla santa, di più recente costruzione, del rione inferiore. Vedi immagini della cappella del rione superiore in basilicata.cc
- ^ Nicola Riccio. Riaperta al culto la Chiesetta di Santa Veneranda, p. 6. l'Eco
- ^ Polisportiva Lauria
- ^ Federazione Italiana Pallavolo
Bibliografia [modifica]
- Vito Pasquale Rossi, Uomini illustri di Lauria, vol.I e vol. II, Moliterno, Porfidio, 1984.
- Antonio Boccia, Lauria tra leggende e realtà, Lauria, Tandem, 1993.
- Antonio Boccia; Gaetano Petraglia, Il castello di Lauria: elementi per la storia ed il recupero, Lauria, MPM, stampa 2009, pp. 100.
Voci correlate [modifica]
- Provincia di Potenza
- Comunità montana Lagonegrese
- Parco nazionale dell'Appennino Lucano-Val d'Agri-Lagonegrese
- Parco nazionale del Pollino
- Stazione di Lauria
- Dialetti dell'area arcaica calabro-lucana
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