Santa Venera

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Santa Venera, detta anche Veneranda o Venerina, (Aci, odierna Acireale, 100 circa - 143 circa) è venerata come santa martire dalla Chiesa cattolica. Non ci sono notizie documentabili sull'esistenza storica di questo personaggio e generalmente si pensa che la figura di santa Venera sia stata creata per cercare di sostituire il culto locale della dea Venere.

Indice

[modifica] Leggende devozionali

Santa Venera in un dipinto di Giacinto Platania (conservato alla Pinacoteca Zelantea di Acireale)
Santa Venera in un dipinto di Giacinto Platania (conservato alla Pinacoteca Zelantea di Acireale)

Quello che segue è il racconto tradizionale così come viene tramandato da generazioni.

Santa Venera sarebbe nata il venerdì Santo dell'anno 100 d.C., nella zona delle terme romane Xiphonie vicino Acireale (dette anche Terme di S. Venera al Pozzo), figlia di due nobili cristiani della Gallia, Agatone e Ippolita, che vollero chiamarla Venera in ricordo del fortunato giorno dedicato alla dea romana.

Consacratasi a Dio, Venera studiò la Bibbia e le vite dei martiri e, dopo la morte dei genitori, si sarebbe dedicata per dieci anni all'assistenza dei poveri e dei malati, vendendo tutti i beni ereditati a favore di questi ultimi. Secondo la tradizione, Venera avrebbe predicato il messaggio evangelico nella sua Sicilia e poi in Campania e in Calabria. Qui sarebbe stata arrestata a Locri dal prefetto Antonio, il quale avrebbe cercato invano di ricondurla alla religione romana, prima con inviti e poi addirittura con atroci torture, dalle quali però Venera sarebbe uscita illesa.

Dopo questa esperienza, Venera avrebbe ripreso l'attività missionaria, percorrendo quasi tutte le province della Magna Grecia e convertendo molte persone, fino a un nuovo arresto da parte delle autorità locali (in particolare si fa il nome di un certo Temio), che l'avrebbe sottoposta ad altre torture ma dalle quali, anche stavolta, sarebbe uscita illesa.

Secondo la tradizione, Venera sarebbe morta in Gallia in seguito a una condanna alla decapitazione e il suo corpo lasciato insepolto finché alcuni cristiani l'avrebbero traslato ad Ascoli Piceno, dove sarebbe stato venerato fino al IV secolo, quando sarebbe stato trasferito a Roma, un 14 novembre.

Secondo una tradizione diversa, invece, Venera sarebbe morta il 26 luglio del 143 d.C., per decapitazione ma in Sicilia anziché in Gallia, e precisamente nello stesso luogo dove si presume sia nata. Le sue reliquie sarebbe giunte ad Acireale soltanto nel tardo Medioevo (anche se in momenti diversi), probabilmente da Roma. Nella città di Salemi, paese della Sicilia Occidentale, vengono custodite le restanti parti del corpo della santa, queste erano poste dentro un sarcofago sotto una delle Cappelle della Chiesa dei Gesuiti,oggi Chiesa Madre, un'iscrizione riporta proprio il nome della Santa in latino "Veneriae" e del suo martirio. Adesso queste ossa sono custodite nella sacrestia e attendono di riavere un giusto ricordo e rispetto. A Taormina una tradizione locale riferisce del ritrovamento degli arnesi usati per il martirio di Venera.

[modifica] Il culto

L'iconografia tradizionale la ritrae con in mano il libro dei Vangeli e il Crocifisso, tutti segni volti ad indicare l'opera di predicatrice. È venerata in Sicilia ed in genere in Italia meridionale.

Parte delle sue relique si trova nel Duomo di Acireale, nel busto reliquiario custodito nella cappella del Filocamo.

[modifica] Patronato

Santa Venera è la patrona di varie località italiane:

Santa Venera è anche la patrona di un comune maltese:

[modifica] Collegamenti esterni

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