Parasceva di Roma

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Santa Parasceva da Roma
Decapitazione di santa Parasceva, icona di Michele Damasceno (XVI secolo)
Decapitazione di santa Parasceva, icona di Michele Damasceno (XVI secolo)

Martire

Nascita Roma, 140
Morte Atene, 170
Venerata da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 26 luglio e 20 marzo

Parasceva, o Parasceve, in greco Paraskeva (Roma, 140Atene, 170), è stata una giovane cristiana che subì il martirio sotto Marco Aurelio; viene considerata santa.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da genitori greci cristiani, Agatone e Politia, che pregarono per molti anni per avere un figlio. Fu chiamata così perché nacque di venerdì, giorno di parasceve, cioè vigilia della festa ebraica del sabato, ma anche il giorno della morte di Cristo.

Nell'adolescenza fu molto corteggiata, ma pare che ella fosse invece molto dedita alla preghiera e allo studio.

Lasciò tutti i suoi beni per organizzare una comunità cristiana romana, che accogliesse donne vergini e vedove, e cominciò a viaggiare, anche in Grecia, e a predicare il cristianesimo. Nel 160 l'imperatore Antonino Pio, persecutore dei primi cristiani, la fece arrestare. Inoltre, pare che ne restò così affascinato da chiederle di sposarla, ma ella rifiutò.

Antonino Pio allora la fece torturare con un elmo di chiodi sulla testa, ma la donna resistette a tal punto da provocare la conversione di molti romani al cristianesimo. Allora Antonion Pio ordinò di imprigiorarla e fu torturata mediante la bruciatura delle braccia appesa per i capelli, poi fu immersa in un calderone di olio bollente e di catrame, ma ella rimase miracolosamente incolume. Accusata di stregoneria, Parasceva lanciò il liquido bollente in faccia all'imperatore Antonino Pio, che perse la vista. L'imperatore chiese quindi pietà alla donna e supplicò di riavere la vista. Il miracolo della santa non tardò; Antonino Pio guarì, quindi la liberò e terminò tutte le persecuzioni ai cristiani.

Tuttavia, qualche mese dopo gli successe l'imperatore Marco Aurelio, che iniziò nuovamente le persecuzioni e ordinò a un soldato di nome Asceplio di catturare la donna. Asclepio la catturò e la gettò in una buca con un serpente, ma quando Parasceva si fece il segno della croce, il serpente si divise miracolosamente a metà, quindi Asclepio la liberò.

Negli anni successivi si racconta che Parasceva continuò i viaggi di predicazione in Grecia. Qui fu perseguitata dai pagani di Taracio di Atene, quindi torturata. Tuttavia, al segno della croce della donna le statue del tempio di Apollo si distrussero da sole, e allora fu deciso di giustiziarla, mediante decapitazione.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]