Puglia
| Puglia regione |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Capoluogo | Bari | ||||
| Presidente | Nichi Vendola (SEL) dal 2010 (2º mandato) | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate del capoluogo |
41°7′31″N 16°52′E / 41.12528°N 16.86667°ECoordinate: 41°7′31″N 16°52′E / 41.12528°N 16.86667°E | ||||
| Altitudine | 184 (media)[1] m s.l.m. | ||||
| Superficie | 19 358 km² | ||||
| Abitanti | 4 090 195[2] (31-08-2011) | ||||
| Densità | 211,29 ab./km² | ||||
| Province | 6 | ||||
| Comuni | 258 | ||||
| Regioni confinanti | Basilicata, Campania, Molise | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Lingue | italiano, pugliese, tarantino, salentino
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| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| ISO 3166-2 | IT-75 | ||||
| Codice ISTAT | 16 | ||||
| Nome abitanti | pugliesi | ||||
| PIL | (PPA) 54.043,6 mln € | ||||
| PIL procapite | (PPA) 16.900 €[3] anno 2009 | ||||
| Localizzazione | |||||
Mappa della regione con le sue province |
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| Sito istituzionale | |||||
La Puglia (Pùgghie in barese, foggiano e tarantino, Απουλία in Lingua greca, Apulia in Lingua latina e in Inglese, Poulye in francoprovenzale e Puia in salentino)[4] è una regione dell'Italia meridionale di 4.090.195 abitanti[5], con capoluogo Bari. Confina a nord-ovest con il Molise, a ovest con la Campania e la Basilicata ed è bagnata dal mare Adriatico a est e nord e dal mar Ionio a sud.
Comprende le province (da nord verso sud) di Foggia, Barletta-Andria-Trani, Bari, Taranto, Brindisi e Lecce[6]. La Puglia è la regione più orientale d'Italia: la località più a est è Punta Palascìa, presso Otranto, distante circa 80 km dalle coste dell'Albania.
[modifica] Geografia fisica
| Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia. |
[modifica] Territorio
[7]. Lungo la costa si alternano tratti rocciosi (come sul Gargano), falesie (nel sud barese e nel basso Salento), ma anche litorali sabbiosi (come lungo il Golfo di Taranto). Nel 2010 il Ministero della Salute ha dichiarato balneabile il 98% delle coste pugliesi.[8]
L'interno della regione è prevalentemente pianeggiante e collinare, senza evidenti contrasti tra un territorio e l'altro. Tuttavia, vi sono otto sub regioni differenti: il Gargano e il Subappennino Dauno sono le uniche zona montuose della Puglia (con rilievi che superano i 1000-1100 metri s.l.m.);[9] il Tavoliere delle Puglie, esteso per 3000 chilometri quadrati,[9] rappresenta la più estesa pianura d'Italia dopo la Pianura Padana;[10] le Murge, un altopiano di natura calcarea posto a sud del Tavoliere che si estende fino alle Serre Salentine;[7] la Terra di Bari, tra la Murge e il mare Adriatico, è un'area pianeggiante o leggermente ondulata; la Valle d'Itria, situata a cavallo tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, si caratterizza da un'alternanza tra vallate e ondulazioni e soprattutto da un'elevatissima popolazione sparsa (questa è la zona di maggior concentrazione di trulli);[11] l'Arco ionico tarantino segue la costa dell'intera provincia, estendosi dal sistema murgiano, a nord, fino alla penisola salentina, a sud, abbracciando una zona collinare ed una vasta zona costiera pianeggiante;[12] Alla Puglia appartiene l'arcipelago delle Tremiti, a nord-est al largo della costa garganica, le piccole isole Cheradi, presso Taranto e l'isola di Sant'Andrea dinanzi alla costa di Gallipoli. Dal punto di vista geografico la regione fisica pugliese include anche il piccolo arcipelago di Pelagosa, a nord-est delle Tremiti, che oggi è parte della Croazia.
[modifica] Il Salento
Il Salento occupa l'intera omonima penisola, ed è formato per la maggior parte da vaste pianure (il Tavoliere di Lecce) alternate a lievi ondulazioni (a nord vi sono gli ultimi rilievi dell'altopiano murgiano, mentre a sud vi è la presenza delle Serre Salentine).[13]
[modifica] Geologia
Dal punto di vista geologico la Puglia è costituita per quasi l'80% da rocce calcaree e dolomitiche in tutte le loro varietà.[14]
Nel Giurassico medio e inferiore, nella parte geologica che poi diventerà la Puglia vi erano isole e scogliere sommerse dall'oceano Tetide e dai mari epi-continentali che la frammentazione della Pangea andava formando: con il progressivo deposito sui fondali dei gusci dei microrganismi marini, che li formavano sottraendo all'acqua il carbonato di calcio (CaCO3), si formò uno strato di rocce sedimentarie calcaree e dolomitiche, spesso in media centinaia di metri. Strati così spessi poterono formarsi non solo per la durata del processo di sedimentazione, circa 125 milioni di anni, ma anche per effetto della loro progressiva subsidenza[15].
Nel Cretacico[16] buona parte della Puglia era al di sopra del livello del mare, per quanto la regione si presentasse come un arcipelago. In questo periodo iniziano i primi fenomeni carsici. Nel Paleocene una serie di intrusioni subvulcaniche crearono la Punta delle Pietre nere, in prossimità di Marina di Lesina, le uniche rocce magmatiche affioranti in Puglia[17].
Tra i 12 e i 2 milioni di anni fa l'Appennino prende la sua forma definitiva[18]: nel processo di creazione di questa catena montuosa la Puglia non è direttamente coinvolta, ma ne subisce soltanto gli effetti secondari. Nel processo di orogenesi degli appennini, infatti, la Puglia rappresenta l'avampaese, cioè quella massa continentale che fa da ostacolo alla spinta orogenetica proveniente da un'altra massa. In questo periodo si forma anche la cosiddetta fossa bradanica, e il processo di sedimentazione provvede alla formazione dei calcari teneri, come il tufo. Diecimila anni fa si completa il Tavoliere con i laghi di Lesina e Varano[19]
[modifica] Idrografia
La natura carsica di gran parte del territorio pugliese e la scarsità di precipitazioni rendono la regione particolarmente povera di corsi d'acqua superficiali. Con l'eccezione dell'Ofanto e del Fortore, che hanno in Puglia solo parte del loro percorso, i fiumi pugliesi sono caratterizzati per lo più corsi brevi e a carattere torrentizio, come accade al Candelaro, al Cervaro e al Carapelle.
I laghi naturali della regione sono tutti laghi costieri, separati dal mare Adriatico mediante stretti cordoni sabbiosi. I maggiori sono quelli di Lesina e di Varano sulla costa settentrionale del Gargano. In territorio di Manfredonia si trova l'area umida del lago Salso, alimentata dalle acque dolci del Cervaro. Le Saline di Margherita di Savoia sono invece il residuo del cosiddetto lago di Salpi, attestato in epoca romana. Più a sud, presso Otranto, si trovano invece i laghi Alimini.
Tra gli invasi artificiali, il lago di Occhito, a monte della omonima diga costruita sul fiume Fortore nei pressi del confine col Molise, è il primo bacino artificiale realizzato in Puglia, dal Consorzio per la Bonifica della Capitanata di Foggia, per fronteggiare le frequenti crisi idriche della regione.A Brindisi si trova l'invaso del Cillarese,creato nel 1980 e oggi oasi protetta.Più recente è il lago sul torrente Locone, affluente dell'Ofanto, realizzato nel territorio di Minervino Murge al confine con la Basilicata.
[modifica] Orografia
Il suo territorio è pianeggiante per il 53,3%, collinare per il 45,3% e montuoso solo per l'1,4% il che la rende la regione meno montuosa d'Italia. I monti più elevati si trovano nel subappennino Dauno, nella zona nord-occidentale, al confine con la Campania, dove si toccano i 1152 m del Monte Cornacchia, e sul promontorio del Gargano, a nord-est con i 1055 m del monte Calvo.
Il territorio collinare pugliese è suddiviso tra le Murge e le serre salentine. La Murgia (o le Murge), è una subregione pugliese molto estesa, corrispondente a un altopiano carsico di forma rettangolare compresa per gran parte nella provincia di Bari e in quella di Barletta-Andria-Trani. Si estende a occidente toccando la provincia di Matera, in Basilicata; inoltre si prolunga verso sud nelle province di Taranto e Brindisi. Si suddivide in Alta Murgia, che rappresenta la parte più alta e rocciosa, costituita prevalentemente da bosco misto e dove la vegetazione è piuttosto povera, e in Bassa Murgia, dove la terra è più fertile e ricoperta in prevalenza da oliveti. Le serre salentine, invece, sono un elemento collinare che si trova nella metà meridionale della provincia di Lecce.
Le pianure sono costituite dal Tavoliere delle Puglie, che rappresenta la più vasta pianura d'Italia dopo la Pianura Padana e occupa quasi la metà della Capitanata; dalla Pianura Salentina, un vasto e uniforme bassopiano del Salento che si estende per gran parte del brindisino (piana brindisina), per tutta la parte settentrionale della provincia di Lecce, fino alla parte meridionale della provincia di Taranto, e dalla fascia costiera della Terra di Bari, quella parte di territorio stretto tra le Murge e il mare Adriatico e comprendente l'intero litorale dalla foce dell'Ofanto fino a Fasano.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi le voci Stazioni meteorologiche della Puglia e Clima della Puglia. |
In tutta la Puglia il clima è tipicamente mediterraneo[20]: le zone costiere e pianeggianti hanno estati calde, ventilate e secche e inverni miti. Le precipitazioni, concentrate durante l'autunno inoltrato e l'inverno, sono scarse e per lo più di carattere piovoso in pianura, mentre sull'altopiano delle Murge sono frequenti le nevicate in caso di correnti fredde da est. In autunno inoltrato e in inverno sono frequenti le nebbie mattutine e notturne nella Capitanata e sulle Murge. Le escursioni termiche tra estate e inverno sono notevolissime nelle pianure interne: nel Tavoliere si può passare dagli oltre 40 °C estivi ai -2 °C / -3 °C delle mattine invernali.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia della Puglia. |
L'insediamento umano in Puglia risale quanto meno a 250.000 anni fa, come testimoniano i resti fossili dell'Uomo di Altamura, una forma arcaica di Homo neanderthalensis. Numerosi sono i reperti di epoca preistorica, tra i quali diversi menhir e dolmen[21]. Intorno al I millennio a.C., si insediarono sul territorio i popoli dei Dauni, dei Peucezi e dei Messapi di probabile origine illirica[22], e più tardi, in epoca ellenica, numerose furono le colonie magnogreche soprattutto nella parte meridionale della regione, tra le quali la città spartana di Tarentum.
| Le origini del nome |
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Il toponimo storico Apulia (esito latino del greco Ἰαπυγία, Japigia) deriva dall'antica popolazione degli Apuli (gr. Japigi) che in epoca preromana abitavano la parte centro-settentrionale della regione (i Dauni a nord, i Peuceti al centro, mentre a sud era stanziato l'affine popolo dei Messapi). Il termine Japudes (Japigi) si compone del prefisso arcaico "jap-", che indicherebbe i popoli provenienti dall'altra costa dell'Adriatico. Secondo una diffusa pseudo-etimologia, invece, Apulia deriverebbe da Apluvia, ossia terra senza piogge[23].
Mappa del XIX secolo del Regno delle Due Sicilie
Con l'occupazione romana fu istituita la Regio II Apulia et Calabria, che includeva un territorio appena più esteso dell'attuale regione: solo in seguito il toponimo Apulia sarebbe stato adottato per designare anche la penisola salentina. Solo negli ultimi decenni l'uso del singolare Puglia si è stabilizzato; fino a prima dell'istituzione delle regioni, infatti, si usava indifferentemente anche il nome le Puglie[24]. |
Ben presto Roma comprese l'importanza strategica dell'Apulia, ma l'occupazione della regione, nel III secolo a.C., non fu agevole soprattutto per la resistenza di Tarentum e Brundisium. Nel 216 a.C. a Canne l'esercito romano patì contro i Cartaginesi di Annibale la sua peggiore sconfitta.
Venne quindi istituita la Regio II Apulia et Calabria[25], che includeva anche il Sannio, una parte dell'attuale Molise e la Basilicata orientale. Con la costruzione della via Appia e, in epoca imperiale, della via Traiana (lungo cui prosperarono città come Aecae, Herdonia, Silvium, Canusium e Bitonto), la regione occupò posizioni di primato nella produzione del grano e dell'olio, diventando la maggior esportatrice di olio d'oliva in Oriente[26].
Alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, anche la Puglia attraversò un lungo periodo di sofferenza[27]. Molti popoli si alternarono sul territorio, ma alla fine divenne dominio dell'Impero Bizantino. Bari divenne capoluogo di un territorio esteso sino all'odierna Basilicata e sottoposto all'autorità di un capitano, nome del governatore bizantino da dove deriva il termine Capitanata. Con l'arrivo dei Normanni, Taranto diventò la capitale dell'omonimo principato, esteso su tutta la Terra d'Otranto.
Sia con i Normanni che con gli Svevi capeggiati dagli Hohenstaufen[28], la Puglia conseguì un grande progresso materiale e civile, che toccò l'apice con Federico II, a cui si deve la realizzazione di una serie di edifici laici e religiosi, alcuni di alto valore artistico, tra cui Castel del Monte ad Andria. Tra il 1200 e il 1400 la Puglia fu sotto la dominazione degli Angioini, all'interno del Regno di Napoli, a cui si sostituirono gli spagnoli: a partire da questo momento cominciò a radicarsi il potere dei latifondisti sul territorio.
Dopo varie prese di potere, nel 1734 la Puglia, con la battaglia di Bitonto passò, insieme al resto del Regno di Napoli dagli Asburgo ai Borboni, sancendo l'indipendenza del Regno delle due Sicilie. Tra il 1806 e il 1815, vi fu la dominazione francese che provvide alla modernizzazione della Puglia con l'abolizione del feudalesimo e con le riforme giudiziarie.
Movimenti liberali si formarono in tutta la regione nel 1820 con il diffondersi della Massoneria e della Carboneria[29]. Con il Regno d'Italia costituito nel 1861, la Puglia fu divisa amministrativamente nelle province di Foggia, Bari e Lecce; a queste si aggiunsero nel Novecento le province di Brindisi e Taranto. Nel periodo postumo all'unità d'Italia, sorsero diverse bande brigantesche, soprattutto in Capitanata e Terra di Bari; tra i maggiori esponenti sono da menzionare Michele Caruso, Antonio Angelo Del Sambro e Giuseppe Schiavone, quest'ultimo fedele luogotenente del capobrigante lucano Carmine Crocco.
Con il progressivo decadere del latifondo, decaddero anche le antiche masserie pugliesi, proprietà di media estensione agraria. Durante il Fascismo la Puglia fu interessata da numerose bonifiche in vaste aree e, successivamente alla riforma agraria del secondo dopoguerra, la regione ha goduto di un forte sviluppo agricolo. Negli anni settanta e negli anni ottanta l'economia della regione passò dal settore primario a quello terziario, con il notevole sviluppo derivato dal settore turistico.
Nel 1946, durante i lavori dell'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, fu avanzata la proposta di fare della Puglia e del Salento due regioni distinte. Il 17 dicembre 1946, dopo la relazione di Giuseppe Codacci Pisanelli, la Regione Salento fu istituita sulla carta, ma quando si arrivò alla ratifica in aula, il 29 novembre 1947, essa non era più prevista. Stando all'intervento in assemblea del socialista Vito Mario Stampacchia, la Regione Salento sarebbe stata sacrificata in seguito a un accordo fra DC e PCI in difesa dei forti interessi economici baresi. Principale artefice di questo accordo fu Aldo Moro, magliese di nascita.
Nel 2004 viene istituita la sesta provincia pugliese, la provincia di Barletta-Andria-Trani comprendente come capoluogo tre grosse città e complessivamente dieci comuni scorporati dalle province di Bari e Foggia. Questa provincia è diventata pienamente operativa con le elezioni provinciali del 2009. Recentemente, è stata depositata la proposta di un referendum avente lo scopo d'istituire la Regione Salento, mediante scorporo delle province di Brindisi, Lecce e Taranto dalla Regione Puglia.
[modifica] Stemma
Il sito istituzionale della Regione Puglia[30] descrive ufficialmente lo stemma in questo modo:
| « Lo stemma della Regione Puglia è costituito da uno scudo, a sua volta sormontato da una corona "federicana" dedicata a Federico II di Svevia. Lo scudo racchiude alla sua sommità 5 cerchi che rappresentano le cinque province pugliesi (adesso sono sei). Il corpo centrale è costituito da un ottagono nel cui centro campeggia l'albero d'ulivo, simbolo della pace e fratellanza. L'ottagono invece, rappresenta Castel del Monte, costruzione di origine medievale che costituisce uno degli itinerari turistico-culturali più suggestivi della Regione. I colori dominanti della stemma sono l'oro, l'argento, il rosso e l'azzurro del mare. » |
Lo stemma regionale raffigura un albero d'olivo che non soltanto ricorda che l'olio extravergine prodotto dalla spremitura delle drupe di questo albero rappresenta una delle risorse più preziose e importanti per l'agricoltura pugliese, ma anche un elemento costante nel paesaggio che diventa anche segno di unità di tutta la regione, da nord a sud.
[modifica] Onorificenze
| Medaglia d'oro al Merito Civile | |
| «In occasione dei massicci e ripetuti episodi di immigrazione clandestina, l'intera popolazione della Puglia dava prova collettiva di civismo e di forza morale. Con straordinaria abnegazione privati cittadini, comuni, province e istituzioni offrivano il loro determinante contributo e incondizionato impegno in soccorso dei numerosissimi profughi arrivati sulle loro coste in condizioni disperate. Operando generosamente per accorrere in aiuto dei più deboli, la Comunità tutta offriva alla Nazione splendido esempio di grande solidarietà sociale e nobile spirito di sacrificio[31]» |
Conferita il 11/10/2010:
| Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile | |
| «Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.» — D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi del ai sensi dell'art. 5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008, "5. Oltre che nell'ipotesi di cui al comma 4, la I classe di eccellenza si può conseguire, per atti di eccezionale rilevanza compiuti nel corso interventi di protezione civile, in seguito a segnalazione del Capo del Dipartimento della protezione civile, equivalente a 25 eventi." |
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
La Puglia conosce negli ultimi anni uno sviluppo accelerato del turismo, che però presenta dei limiti: esso è soprattutto nazionale e stagionale. Gli arrivi turistici nel 2007 sono stati di 2.276.402 italiani e 417.479 stranieri[32].
Chiave del successo di questa regione sono le lunghe coste pugliesi con le sue spiagge e scogliere, l'arte delle città e dei numerosi borghi, i reperti archeologici eredità dei popoli che l'hanno abitata anticamente, l'attrattiva dei suoi prodotti enogastronomici e il turismo d'affari, dovuto alla Fiera del Levante di Bari e alle numerose fiere specialistiche che si susseguono nel corso dell'anno nei vari centri pugliesi.
[modifica] Luoghi di interesse naturalistico
| Per approfondire, vedi la voce Aree naturali protette della Puglia. |
[modifica] Il Gargano e le isole Tremiti
Il Gargano, o sperone d'Italia, è un imponente promontorio della provincia di Foggia proteso per 70 km nel mare Adriatico, che lo circonda a nord, est e sud; solo a ovest il Gargano si salda con il Tavoliere delle Puglie. Il suo territorio, di circa 2.000 km², include il Parco Nazionale del Gargano.
L'area più interna, ricoperta da una fitta vegetazione arborea come nella Foresta Umbra, è poco popolata; gli abitanti tendono a raccogliersi nei centri costieri o ai piedi dei monti, anche per via dello sviluppo acquisito in epoca recente dal turismo balneare, che si è aggiunto alla tradizionale attività peschereccia e agricola.
Una strada panoramica, la SS 89, si sviluppa lungo quasi tutto il perimetro del Gargano, toccando molti dei principali comuni come San Nicandro Garganico, Carpino, Ischitella, e le rinomate località turistiche quali Rodi Garganico, San Menaio, Peschici, Vieste, Mattinata, fino a Manfredonia.
Il parco include anche l'arcipelago delle isole Tremiti, situato a 12 miglia a nord del promontorio del Gargano, nel mare Adriatico. Anche essendo il più piccolo e il secondo meno popoloso comune della Puglia (con meno abitanti vi è solo Celle di San Vito) è uno dei centri turistici più importanti dell'intera regione. Per la qualità delle sue acque di balneazione è stato più volte insignito della Bandiera Blu.
[modifica] La Murgia e Gravina
| Per approfondire, vedi la voce Murgia. |
L'altopiano delle Murge è situato nella zona centrale della Puglia. La parte più elevata dell'altopiano, quella di nord-ovest ospita il parco nazionale dell'Alta Murgia che ha un'estensione di 67.739 ettari, ha sede a Gravina in Puglia, e si estende nella provincia di Barletta-Andria-Trani e nella provincia di Bari.
La superficie dell'area coincide con una parte della più estesa zona di protezione speciale istituita per proteggere la Steppa a Graminacee, che ospita una delle popolazioni più importanti del falco grillaio. Il resto della fauna comprende volpi, istrici, lupi e cinghiali.
Il parco ospita anche superfici boschive come la foresta Mercadante, in territorio di Cassano delle Murge, il bosco Rogadeo, in territorio di Bitonto, il Bosco Quarto, sito ai confini dei territori di Altamura, Grumo Appula e Toritto e il Bosco "Difesa Grande" situato a 6 km dal centro abitato di Gravina in Puglia.
Durante la primavera nei pascoli si rende protagonista la presenza di asfodeli, mentre durante l'estate si diffonde il mirto e la salvia[33]. Di rilievo anche la gravina di Gravina in Puglia, caratterizzato da incisioni erosive profonde anche più di 100 metri scavate dalle acque meteoriche nella roccia calcarea.
[modifica] Le Grotte di Castellana
| Per approfondire, vedi la voce Grotte di Castellana. |
Il complesso di cavità sotterranee di origine carsica a Castellana Grotte, nel sud-barese, è di grande importanza speleologica e turistica. A partire dalla Grave, un'enorme voragine profonda 60 metri, si raggiungono in successione grotte lungo un percorso orizzontale di circa 3 km.
Di particolare interesse sono la grotta bianca e la caverna del duomo di Milano, così denominata per la particolare forma delle stalagmiti, che ricordano dei pinnacoli.
[modifica] Luoghi di interesse archeologico
[modifica] Gli scavi messapici tra le province di Brindisi e Lecce
Tra i reperti preistorici sono degni di nota le specchie (antichi monumenti megalitici realizzati mediante utilizzo a secco di grossi blocchi in pietra), i dolmen (tombe megalitiche preistoriche a camera singola), i menhir (megaliti monolitici eretti solitamente in età della pietra).
Degna di nota l'area della necropoli messapica presso Manduria che conserva tombe di varie epoche, un fossato, una duplice cinta muraria e resti di alcune vie dell'antica città. Un'altra area archeologica messapica è quella di Roca Vecchia, dove è stata riportata alla luce un antico villaggio fortificato sorto su un precedente sito preistorico. Nei dintorni sono state ritrovate anche iscrizioni in lingua messapica e latina, oltre a graffiti preistorici.[34]i
Da menzionare anche i due ecomusei pugliesi: l'area archeologica di Cavallino e Castello d'Alceste nel territorio di San Vito dei Normanni. Nel primo è stato rinvenuto un insediamento messapico di età arcaica. A San Vito dei Normanni lo scavo ha permesso di identificare le tracce di un villaggio a capanne della seconda metà del VIII secolo a.C. e abitazioni a pianta ovale nonché, sovrapposti a queste, costruzioni del VI secolo a.C. che riflettono l'avvento di nuove tecniche costruttive e di un nuovo modo di concepire lo spazio abitativo.
[modifica] Egnazia
Egnazia, tra Monopoli e Fasano, è uno dei più interessanti siti archeologici della Puglia. L'antica città, di cui oggi sono visibili le rovine, fu fondata in piena età del bronzo lungo la soglia messapica che separava la Messapia dalla Peucezia; nel IV secolo a.C. era sede di importanti manifatture di ceramiche.
La sua importanza crebbe nei secoli per l'invidiabile posizione geografica: grazie alla presenza del porto e successivamente della via Traiana, essa fu infatti attivo centro di traffici e commerci tra la penisola italica e l'oriente.
Citata da Plinio, Strabone e successivamente da Orazio, entrò nell'orbita di Roma dopo il 267, prima come civitas foederata e poi come municipium. Nonostante fosse divenuta sede episcopale, decadde in epoca tardo-imperiale e venne definitivamente abbandonata nel Medioevo.
[modifica] Lucera
A Lucera, sul Monte Albano, all'interno della Fortezza Svevo-Angioina, sono state rinvenute tracce di alcuni villaggi neolitici del III millennio a.C. e resti di una civiltà dell'età del bronzo e del ferro. Sulla stessa fortezza ci sono poi siti di epoca normanna, sveva (Palatium di Federico II) e angioina (Palazzo di Carlo II d'Angiò, una chiesa francescana e l'intera cinta muraria).
In località “Carmine Vecchio” inoltre sono state ritrovate antiche sepolture a grotta risalenti al V-IV secolo a.C. mentre gli scavi in località San Giusto hanno portato al ritrovamento di un'antica basilica e di un mosaico. Di epoca romana vi sono diversi scavi nel centro cittadino riguardanti terme e templi. Il più importante è però costituito dal maestoso Anfiteatro Augusteo, fatto costruire tra il 27 a.C. e il 14 d.C., e che solo nel 1932 alcuni scavi riportano alla luce. Nelle zone adiacenti l’anfiteatro sorgevano la palestra degli atleti, alcuni edifici pubblici e anche un’infermeria.
Dell'età angioina restano ben conservate la Cattedrale dell'Assunta, il Santuario di San Francesco Antonio Fasani e altre chiese del centro storico; notevoli sono anche i due archi d'ingresso al centro storico Porta Troia e Porta Foggia, quest'ultimo ricostruito nell'Ottocento.
[modifica] Canosa di Puglia
La città di Canosa rappresenta uno dei casi più significativi di città a lunghissima continuità di vita, e i suoi siti archeologici, spesso sovrapposti, ne sono la testimonianza. Dell'età Dauno-ellenistica sono testimonianza gli innumerevoli ipogei.
Templi, terme, mausolei, ma anche il ponte sull'Ofanto e l'arco Traiano sono i resti del processo di romanizzazione del territorio avvenuto fra il III secolo a.C. e il II secolo d.C. La necropoli e la basilica di Santa Sofia, i resti della basilica di San Pietro, il Battistero di San Giovanni e Basilica di San Leucio (sovrapposto al Tempio Italico dedicato a Minerva) sono le testimonianze del periodo che va del III secolo d.C. al X secolo d.C.
Dell'età normanno-sveva restano ben conservate la Cattedrale di San Sabino e il Mausoleo di Boemondo d'Altavilla, mentre restano le rovine del castello eretto sulla collina che anticamente ospitava l'acropoli dauna.
[modifica] Canne
Nel territorio barlettano è presente il sito di Canne, ossia il luogo in cui si svolse le celebre Battaglia di Canne (2 agosto del 216 a.C.), in cui i Romani subirono la pesante sconfitta a opera dei Cartaginesi di Annibale. Le rovine della cittadella restarono isolate e disabitate tanto che nel 1303 il suo territorio fu annesso, per volere di Carlo II d'Angiò, a quello della più estesa Barletta.
Il sito archeologico è caratterizzato dalla duplice presenza dell'Antiquarium e del Parco Archeologico con le rovine della cittadella medievale, distrutta definitivamente nel 1083. Nei dintorni della cittadella sono stati ritrovati i resti di un villaggio apulo, tra cui un menhir, e quelli di una necropoli.
Tra il 2002 e il 2005 sono state condotte indagini archeologiche nell'area del complesso termale di San Mercurio, che hanno messo in luce una cisterna con il relativo impianto idrico.[35]
[modifica] Monumenti dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO
[modifica] I trulli di Alberobello
I trulli sono antiche costruzioni coniche in pietra "a secco", di origini preistoriche, presenti in tutta la Valle d'Itria; tuttavia, nonostante nelle zone di sviluppo dei trulli si rinvengano reperti archeologici di epoca preistorica, o fondazioni di capanne in pietra risalenti all'età del bronzo, non esistono trulli particolarmente antichi: questo sarebbe giustificato dal fatto secondo cui piuttosto che provvedere alla riparazione dello stesso in caso di dissesto, si preferiva abbatterlo e ricostruirlo per motivi economici, riutilizzandone il materiale.
Il trullo, tipico di Alberobello anche se nella contrada Rizzi in Locorotondo c'è il trullo più antico d'Italia.
Il trullo era una tipica costruzione contadina, dove il cozzaro, ovvero colui che coltivava la terra del padrone, poteva avere un giaciglio dove dormire e tenere gli attrezzi del campo. I bambini usavano dormire in alcove scavate come nicchie direttamente nel muro e divise dall'ambiente principale tramite tende. Alcune travi di legno, tuttora visibili nei trulli attuali, non avevano funzione strutturale ma servivano piuttosto per appendere le vivande e le provviste, tenendole sollevate da terra (non di rado il pavimento, in terra battuta, era condiviso da persone e animali domestici).
[modifica] Castel del Monte
La nascita di Castel del Monte in territorio di Andria, si colloca ufficialmente il 29 gennaio 1240, quando Federico II di Svevia ordina affinché vengano predisposti i materiali e tutto il necessario per la costruzione di un castello presso la chiesa di Sancta Maria de Monte (oggi scomparsa). Questa data, tuttavia, non è accettata da tutti gli studiosi: secondo alcuni, infatti, la costruzione del castello in quella data era già giunta alle coperture. Incerta è anche l'attribuzione a un preciso architetto: alcuni riconducono l'opera a Riccardo da Lentini ma molti sostengono che a ideare la costruzione fu lo stesso Federico II. Pare fu costruito sulle rovine di una precedente fortezza prima longobarda e poi normanna. Probabilmente alla morte di Federico II (avvenuta nel 1250) l'edificio non era ancora terminato. L'edificio ha pianta ottagonale (16,30 m per lato all'esterno) e a ogni angolo si innesta una torretta a sua volta ottagonale (lato 3,10 m), mentre l'ottagono che corrisponde alla corte interna ha lati di 8,65 m ciascuno. Il diametro dell'intero castello è di 56 m, mentre il diametro di ogni torre è di 7,80 m. Le torri sono alte 24 m e superano di poco l'altezza dell'intera struttura. Lo spazio interno è suddiviso in due piani, rialzati rispetto al piazzale antistante di 3 e 9,5 metri rispettivamente. Questa suddivisione viene ripresa all'esterno da una cornice marcapiano. Ogni piano è costituito da otto stanze trapezoidali, suddivise congiungendo gli spigoli dell'ottagono interno e gli spigoli di quello esterno, dove si impostano le omologhe torri.
[modifica] Monte Sant'Angelo
Monte Sant’Angelo in provincia di Foggia il 25 giugno 2011 diventa Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO con il circuito seriale "The Longobards in Italy, Places of Power, 568 – 774 A.D.", ed entrando quindi nella World Heritage List che raccoglie i beni culturali che hanno fatto la storia dell'umanità. Sebbene il centro urbano sia stato fondato attorno all'anno 1000, la storia di Monte Sant'Angelo è precedente di almeno cinque secoli. Secondo la tradizione agiografica, infatti, l'8 maggio del 490 l'arcangelo Michele apparve al santo vescovo di Siponto Lorenzo Maiorano e gli ordinò di dedicare la grotta al culto cristiano in suo nome. Dopo questa apparizione (detta del Toro) l'Arcangelo si manifestò al vescovo Maiorano nel 492 e nel 493. Nel VII secolo i Longobardi, particolarmente devoti di san Michele, elevarono la grotta a loro santuario nazionale. Attraverso il tratto della Via Francigena che congiungeva la località con l'isola di Mont Saint-Michel, sul canale della Manica, si sviluppò un intensissimo flusso di pellegrini. Il Santuario di San Michele Arcangelo fu costruito nel XIII secolo da Carlo I d'Angiò. La Tomba di Rotari è un battistero del XII secolo. Da vedere anche l'Abbazia di Pulsano ed il Castello: fatto edificare dal vescovo di Benevento Orso I fra l'837 e l'838.
[modifica] Luoghi di interesse artistico
[modifica] Le chiese rupestri
Numerose sono le grotte carsiche dipinte con motivi religiosi in epoca medievale[36], luoghi di antico culto ricavati in antri naturali dai monaci basiliani provenienti dall'Oriente, le cui volte e pareti sono ricoperte da pitture in stile bizantino. Rilevante è l'esempio della cripta di Santa Cristina a Carpignano Salentino datata 959 e dipinta da Teofilatto. Note sono anche quelle di Vaste (fraz. di Poggiardo), la grotta di San Biagio a San Vito dei Normanni, quella del Crocifisso nei pressi di Casarano e la cripta dell'Annunziata nel territorio di Lizzano. Nella parte occidentale della Provincia di Taranto c'è una notevole concentrazione di chiese rupestri, principalmente nei territori di Massafra, Mottola, Ginosa e Palagianello. Al confine tra la Provincia di Bari e la Provincia di Brindisi, esistono numerose tracce di insediamenti rupestri, specie nelle campagne di Fasano, dove le popolazioni che migravano dalla costa verso l'entroterra, per sentirsi più sicure, si fermarono dove la natura ha creato le "lame", cioè avvallamenti del terreno incisi nella roccia calcarea. Qui scavarono dei veri e propri villaggi, nel tenero tufo: abitazioni, ricoveri di animali, luoghi dedicati alle attività agricole, frantoi e cripte decorate con affreschi bizantini. Nella stessa zona è presente il singolare Tempietto di Seppannibale, piccola costruzione medioevale oggetto di studi, ricerche e scavi a cura dell'Università degli Studi di Bari.
[modifica] Il romanico pugliese
| Per approfondire, vedi la voce Romanico pugliese. |
La felice posizione geografica della Puglia, naturale terra d'imbarco verso la Terrasanta prima dei pellegrini e dal 1090 anche dei crociati, determinò la ricezione di una grande varietà di influssi culturali che si manifestò soprattutto in architettura, scultura e nel mosaico. Il romanico pugliese, che raggiunse il suo massimo splendore tra l'XI e la prima metà del XIII secolo[37], fu l'antecedente più immediato dell'arte che si sviluppò alla corte di Federico II nel XIII secolo e che, tramite il movimento di artisti come Nicola Pisano de Apulia, portò al rinnovamento artistico innestato in Toscana e da qui in tutta Italia. In architettura religiosa, le chiese pugliesi recepirono caratteri lombardi, pisani, borgognoni e orientali, rielaborandoli secondo uno schema peculiare.
Uno degli edifici più rappresentativi è la basilica di San Nicola a Bari, iniziata nel 1087 e terminata verso la fine del XII secolo. Esternamente si presenta con un aspetto massiccio, con una facciata a salienti decorata da archetti pensili e un protiro poco pronunciato di derivazione lombardo-emiliana. Ai lati, la facciata è chiusa da due torri incompiute che alludono a esempi transalpini di ascendenza normanna. La pianta è a tre navate, con quelle laterali provviste di ulteriori pareti voltate che rinforzano la struttura; alla navata principale, in origine coperta a capriate, corrispondono i matronei delle navate laterali. Questi terminano in corrispondenza dell'altare maggiore, dove lo spazio si allarga per formare un transetto che non sporge dalla pianta rettangolare dell'edificio. Simili stilemi identificano le numerose altre chiese romaniche di Puglia.
La cattedrale di Bitonto, dedicata a Santa Maria Assunta e a San Valentino, costruita tra il 1087 e il 1095 e consacrata nel 1114, è considerata l'espressione più completa del romanico pugliese[38] presenta la facciata tripartita da lesene e caratterizzata da un rosone a sedici bracci, unico nel suo genere per la presenza del sovrarco sormontato da una sfinge, e un portale centrale in stile arabo riccamente scolpito con scene del Nuovo Testamento; di rilievo il prezioso ambone, di ottima fattura, e il grifone a mosaico, perfettamente conservato e situato nella chiesa paleocristiana sottostante l'edificio attuale. L'interno, con pianta a croce latina è diviso in tre navate ciascuna terminante con un'abside semicircolare. Come molte chiese pugliesi, anche la cattedrale di Bitonto è stata rivestita nel XVIII secolo da stucchi e decori barocchi, ma l'aspetto originario venne ripristinato nel corso dei restauri ottocenteschi.
La cattedrale di Trani, unica per la sua posizione sul mare, presenta una facciata armoniosa affiancata all'alto campanile, di 59 m, poggiante su un arco a sesto acuto. Iniziata nel 1099, oltre al rosone sulla facciata principale, ne presenta uno ancor più ricco su quella meridionale, mentre la parte orientale dell'edificio presenta uno dei maggiori elementi di originalità: il transetto con tre alte e possenti absidi a vista. Particolarmente pregevole il coevo portale bronzeo 1175 di Barisano da Trani, oggi visibile all'interno della chiesa superiore ripartita in tre navate divise da colonne binate che sorreggono i matronei. La costruzione risulta composta da tre chiese sovrapposte: l'ipogeo di San Leucio di epoca paleocristiana, la chiesa di Santa Maria la Scala e la chiesa superiore dedicata al Santo Patrono San Nicola Pellegrino.
La cattedrale di Troia, terminata nel 1125, rivela forti influssi pisani nel registro inferiore, mentre le decorazioni scultoree richiamano le matrici più disparate, inclusa l'arte islamica e armena.
Il romanico pugliese non omise le decorazioni: gli esempi scultorei preminenti sono le cattedre episcopali, i cibori e i pulpiti. Spesso il pavimento delle cattedrali romaniche era a mosaico: tra gli esempi giunti a noi, quello della cattedrale di Otranto fu realizzato tra il 1163 e il 1165: esteso lungo tutta la navata centrale, il presbiterio, l'abside e i bracci del transetto, vi è raffigurato l'intero immaginario medievale, con l'albero della vita, un bestiario, le allegorie dei mesi, scene dell'Antico Testamento ed eroi cavallereschi e della cultura pagana.
[modifica] Il gotico angioino
Accanto ai monumenti romanici spiccano anche importanti emergenze gotiche, prime tra tutte il grandioso Duomo angioino di Lucera. Fatta edificare da Carlo II d'Angiò tra il 1302 e il 1317, sui resti della demolita moschea saracena, la cattedrale fu subito dedicata a Santa Maria Assunta. La facciata si presenta asimmetrica con una torre campanaria quadrata alla cui cima è posta una lanterna ottagonale (XVI secolo). Sopra la porta centrale è posto il rosone. L'interno della cattedrale è a tre navate suddivise da pilastri, con transetto e tre absidi di stile gotico, una per ogni navata. Pregevoli sono il battistero, un ciborio del XV secolo, il pulpito, l'altare dedicato alla trecentesca statua lignea di Santa Maria Patrona di Lucera. Infine l'altare centrale è formato da una lastra di pietra, trovata sui resti di Castel Fiorentino, dove fungeva da mensa a Federico II, e portata a Lucera nel XV secolo dal beato Giovanni Vici da Stroncone.
Sempre a Lucera troviamo il santuario di San Francesco Antonio Fasani, coevo della cattedrale angioina e fatto erigere sempre da Carlo II d'Angiò in onore di San Francesco d'Assisi a devozione del figlio Ludovico d'Angiò, francescano. La facciata è a capanna, con un maestoso rosone nel centro. L'interno è a una sola ampia navata e il suo luminoso abside poligonale conserva i primitivi affreschi della chiesa. Sotto l’altare maggiore, in un’urna di bronzo, sono conservati i resti mortali di San Francesco Antonio Fasani, primo Santo della Capitanata, noto come il Padre Maestro.
Altri esempi di gotico in Puglia sono la basilica di San Francesco della Scarpa a Bitonto, la basilica del Santo Sepolcro a Barletta e la basilica di Santa Caterina d'Alessandria a Galatina.
[modifica] Il barocco leccese
| Per approfondire, vedi la voce Barocco leccese. |
Il Barocco leccese è una singolare declinazione del barocco che, nata alla fine del XVI secolo in clima di Controriforma, si protrae fino alla prima metà del Settecento, in un tutt'uno col Rococò. Questa corrente artistica si diffuse in tutta la provincia salentina favorita oltre che dal contesto storico, anche dalla qualità della pietra locale impiegata; la pietra leccese, un calcare tenero e compatto dai toni caldi e dorati adatto alla lavorazione con lo scalpellino.
Il barocco del Salento è riconoscibile per le sue sgargianti decorazioni che caratterizzano i rivestimenti degli edifici. In un primo momento, tale stile interessò solo gli edifici sacri e nobili, ma successivamente le esuberanze barocche, i motivi floreali, le figure, gli animali mitologici, i fregi e gli stemmi trionfarono anche nell'architettura privata.
Tra gli architetti del barocco leccese si ricordano Giuseppe Zimbalo (1617-1710) e Giuseppe Cino (1644-1722).
L'architettura barocca è rigogliosa a Lecce e in tutti i comuni della provincia e in particolare nella Grecìa Salentina e nei grossi centri del basso Salento quali Gallipoli, Maglie, Nardò, Galatina, Galatone e Lequile.
Lecce, tanto ricca di monumenti barocchi, conserva insigni capolavori, tra i quali la Basilica di Santa Croce, annessa al complesso monumentale dei Celestini, la piazza del Duomo, considerata tra le più belle d'Italia e circa 40 chiese.
Nel Salento, inoltre, si distingue il barocco di Martina Franca, che piega una pietra più dura e bianca di quella leccese in forme generalmente più sobrie.
[modifica] Il tardobarocco di Capitanata
Estremamente diversa dal barocco leccese e maggiormente legata alla cultura del Settecento, tanto da sfociare nel rococò, l'architettura tardobarocca di Capitanata, pur mostrando forme precipue (come il fasto grottesco e popolare del complesso delle Croci a Foggia), risente fortemente degli influssi napoletani (esemplare lo sfarzoso interno della chiesa sanseverese della Pietà).
Il più significativo centro barocco della zona è San Severo, dove il linguaggio partenopeo (espresso, tra l'altro, in importanti macchine d'altare in marmi policromi) si fonde con quello lombardo (importato dall'architetto intelvese Ambrosio Piazza), dando vita a esiti di una vaporosa e festosa leggerezza di linee e di ornati, evidentissima in particolar modo nella prestigiosa fabbrica benedettina di San Lorenzo, che conserva, per di più, le ultime opere marmoree di Giuseppe Sanmartino. Altri esempi di tardobarocco di Capitanata sono:
- Cattedrale di Foggia
- Chiesa delle Croci a Foggia
- Palazzo vescovile a Lucera
- Chiesa della Pietà a San Severo
- Chiesa di San Lorenzo delle Benedettine a San Severo
- Chiesa di San Nicola a San Severo
- Palazzo Celestini a San Severo
[modifica] La chiesa di San Pio
| Per approfondire, vedi la voce Chiesa di Padre Pio. |
A San Giovanni Rotondo si trova la seconda chiesa d'Italia per dimensioni, dopo la Basilica di San Pietro in Vaticano: si tratta della chiesa di Padre Pio, che l'Ordine dei Frati Minori Cappuccini della provincia di Foggia ha commissionato all'architetto italiano Renzo Piano[39] per contenere le migliaia di pellegrini che ogni anno giungono a onorare la memoria di San Pio da Pietrelcina[40] e che con le offerte hanno finanziato l'opera[41]. La chiesa, inaugurata nel 2004, è adiacente al preesistente convento in cui il santo frate visse e in cui ne sono conservate le spoglie; ha una pianta a spirale archimedea, il cui fulcro corrisponde con l'altare, al centro dell'aula liturgica. Oltre che per il rapporto con il grande sagrato che all'occorrenza può essere impiegato per le celebrazioni, l'opera risulta particolarmente innovativa per l'uso della pietra di Apricena con funzioni strutturali.
[modifica] Ostuni
La peculiarità del centro storico di Ostuni è l'imbiancatura a calce delle case fino ai tetti. L'uso, attestato sin dal Medioevo, deriva, oltre che dalla facile reperibilità della calce come materia prima, dalla necessità di assicurare alle viuzze e agli ambienti ristretti di impianto medievale una maggiore luminosità, data dalla luce sia diretta che riflessa. Inoltre, viste le non rare epidemie di peste che interessarono l'area fino al XVII secolo, si riteneva che la calce fosse un rimedio efficace al dilagare del morbo.
[modifica] I castelli pugliesi
[modifica] Il Castello normanno-svevo di Bari
Oltre al già citato Castel del Monte, è da ricordare in Puglia anche il Castello Normanno-Svevo di Bari, che sorse intorno al 1131 per volontà di Ruggero il Normanno e che consta di due parti distinte: la prima comprendente il maschio, di origine bizantino-normanna e trasformato da Federico II tra il 1233 ed il 1240, a pianta trapezoidale con due torri delle quattro originarie; la seconda che ingloba i baluardi a scarpata con torrioni angolari a lancia sul fossato che furono addizionati nel XVI secolo sui tre lati dalla parte terrestre. Il lato Nord, quello marittimo, conserva il portale ogivale (ora murato) e le graziose bifore della costruzione duecentesca.
[modifica] Il Castello svevo di Barletta
Il Castello svevo di Barletta ha,invece,forma quadrangolare con, agli spigoli, le caratteristiche torri-bastioni lanceolate. L'edificio è il risultato di una sovrapposizione di edificazioni e demolizioni susseguitesi nei secoli operate dalle varie dominazioni. Il nucleo originario, risalente all'XI secolo, è normanno, come testimonia la Torre maggiore inglobata nell'area meridionale dell'attuale edificio.[42] Durante le crociate divenne abituale ricovero per i cavalieri in partenza e in arrivo dalla Terra Santa. Evidente è il lascito di Federico II di Svevia, testimoniato nel lato sud da finestre ogivali che presentano l'aquila imperiale scolpita nelle lunette, motivo ricorrente dell'iconografia sveva. Nel 1228 l'imperatore tenne qui la dieta in vista della partenza per la sesta crociata.
[modifica] Il Castello di Otranto
Il castello di Otranto, che diede il nome al primo romanzo gotico della storia, è in stretta relazione con la cinta muraria con cui forma un unico apparato difensivo. Fatto costruire da Alfonso d'Aragona tra il 1485 e il 1498, il castello fu ideato da Ciro Ciri con la consulenza di Francesco di Giorgio Martini.
[modifica] Il Castello svevo di Trani
Il castello svevo di Trani è un castello edificato nella città di Trani nel 1233 sotto il regno di Federico II. Nel castello soggiornò spesso il figlio di Federico, Manfredi, che il 2 giugno del 1259 vi sposò la seconda moglie, Elena Ducas.
[modifica] Castello Aragonese di Taranto
Il Castello aragonese o Castel Sant'Angelo, occupa con la sua pianta quadrangolare e il vasto cortile centrale, l'estremo angolo dell'isola su cui sorge il borgo antico della città. Il primo nucleo del castello risale al 916, quando i Bizantini avviarono la costruzione della "Rocca" a protezione dagli attacchi dei Saraceni e della Repubblica di Venezia. Questa prima fortificazione era costituita da torri alte e strette, dalle quali si combatteva con lance, frecce, pietre, ed olio bollente. Nel 1481 fu realizzato un primo canale navigabile, più stretto dell'attuale e con sponde irregolari, per consentire il passaggio di piccole imbarcazioni e migliorare la difendibilità del castello.
Nel 1486, Ferdinando II d'Aragona incaricò l'Arch. Francesco Di Giorgio Martini di ampliare il castello e di conferirgli l'attuale struttura, onde rimpiazzare la tipologia medievale delle torri concepita per la difesa piombante. La nuova fortificazione doveva comprendere sette torri, di cui quattro unite tra loro a formare un quadrilatero, e le rimanenti tre allineate lungo il fossato fino al Mar Piccolo. Le quattro torri furono intitolate rispettivamente a San Cristofalo, a San Lorenzo, alla Bandiera ed alla Vergine Annunziata. Nel 1491 fu aggiunto sul lato rivolto al Mar Grande il rivellino di forma triangolare tra la "Torre della Bandiera" e la "Torre San Cristofalo". Il castello fu ultimato nel 1492, come risulta dall'incisione di una lapide murata sulla "Porta Paterna".
[modifica] Il Castello di Conversano
Il Castello di Conversano sorge sul punto più alto della collina su cui sorge la città, in una posizione in grado di dominare l'intero territorio circostante fino al mare, e delimita l'antico largo della Corte, un'ampia piazza dalla forma irregolare da sempre fulcro della vita cittadina.
[modifica] Il Castello angioino di Gallipoli
Il Castello angioino di Gallipoli, circondato quasi completamente dal mare, sorse nel XIII secolo in epoca bizantina. Subì radicali modifiche e rifacimenti in periodo angioino e aragonese quando fu costruito un recinto a pianta poligonale fortificato da torri cilindriche. Gli interventi più significativi furono eseguiti dall'architetto senese Francesco di Giorgio Martini il quale lavorò per conto di Alfonso II di Napoli.
Nel 1522 venne costruita la cortina di levante denominata Rivellino, staccata dal perimetro della fortezza ed isolata nelle acque. Nella parte superiore della torre si trovavano ancora le originarie catapulte e i cannoni usati per difendere la città. L'accesso al Rivellino, è consentito mediante un ponte levatoio in legno ancora esistente.
Il castello possiede grandi sale con volte a botte e a crociera, vari cunicoli e camminamenti.
[modifica] Il Castello svevo-angioino di Manfredonia
Voluto da Manfredi di Sicilia all'atto di fondazione della città, il castello di Manfredonia è frutto di diverse trasformazioni, ampliamenti e rifacimenti durante le diverse epoche. All'origine la struttura era un quadrilatero con una cinta muraria dotata di cinque torrioni a pianta quadrata (quattro agli angoli ed una presumibilmente posta a nord-est presso la porta centrale). Attualmente esistono di quelle torri solo quattro di cui solo quella a sud-est ha mantenuto l'originaria forma quadrangolare, mentre le altre tre sono state inglobate in strutture cilindriche. Di chiara marca sveva, il primo castello fu concluso da Carlo I d'Angiò.
[modifica] Il Castello svevo di Lecce
Il Castello è stato realizzato, secondo la tradizione, per volere di Carlo V per scongiurare le invasioni turche, di cui la più funesta fu, per la Terra d'Otranto, quella che nel 1480 causò il sacco di Otranto. In realtà Carlo V ampliò e modificò un preesistente maniero, che secondo gli scavi e gli studi condotti dall'Università del Salento doveva risalire al XIII-XIV secolo. Una parte risalente a tale periodo risulta essere il torrione di forma quadrangolare detto mastio di Accardo. Gli ampliamenti del XVI secolo hanno dato al complesso una pianta quadrilatera, formata da quattro fronti bastionate, un tempo munita di fossato che venne colmato nel 1870. La fortezza presenta due porte: una orientata a nord-ovest che è quella rivolta verso la città, e l'altra sul lato opposto, che un tempo guardava la campagna. Sulla seconda porta appare lo stemma dell'imperatore asburgico, stemma che pure sormontava la prima porta ma che, poi, è stato rimosso e collocato in un muro del cortile. L'interno è dotato di ampi ambienti che oggi ospitano manifestazioni culturali.
[modifica] Il Castello di Oria
Il Castello di Oria è Monumento Nazionale. Considerata l'importanza strategica del territorio di Oria (che divideva spesso con diverse sfumature di dominio i territori bizantini da quelli dei goti), pur senza prove archeologiche si deve presumere l'esistenza di un primo nucleo fortificato già in età alto-medievale. Importanti modifiche furono effettuate nel periodo angioino a cui vanno riferite le torri cilindriche dette "del Salto" e del "Cavaliere". L'originario maschio normanno-svevo fu pesantemente riadattato, come d'altronde tutta la struttura, anche nel corso del XV-XVI secolo adattandolo alle nuove esigenze difensive, nate con l'adozione delle armi da fuoco, e dotandolo quindi di numerose cannoniere in parte ancora oggi visibili. Infine è stato oggetto di integrazioni, restauri e ricostruzioni tra Ottocento e Novecento: nel corso del 1897 il castello devastato dal ciclone che investì la città di Oria.
[modifica] Il Castello svevo di Brindisi
Il castello si sviluppa attorno ad un cortile di forma quadrangolare trapezoidale circondato da un'alta muraglia munita di un magnifico maschio con funzione di entrata e altre sei torri, due di forma circolare tre a pianta quadrata ed una pentagonale: questo nucleo originario appartiene al periodo svevo. L'origine della costruzione è da riferire all'età sveva, secondo la testimonianza di Riccardo da San Germano che la colloca intorno al 1227, e cioè proprio negli anni in cui è attestata la presenza di Federico II a Brindisi, tra il suo matrimonio con Jolanda di Brienne (1225) e la partenza della crociata (1228). Gli storici locali riferirono, senza alcun riscontro archeologico, che per la sua costruzione furono utilizzati materiali di reimpiego romani (in particolare dall'anfiteatro).
[modifica] Il Castello angioino di Brindisi
Il Castello Alfonsino (detto anche Castel Rosso, Castello di Mare o Forte a Mare) è una complessa opera fortificata costruita sull'isola di Sant'Andrea, all'imboccatura del porto esterno di Brindisi.Il castello alfonsino occupa il promontorio meridionale con forme irregolari che seguono la conformazione del luogo (ha subito anche crolli e ricostruzioni): all'interno è un salone decorato da un lavabo con stipiti in pietra (XVI secolo). Alla fine del XV secolo risalgono i due baluardi, rotondo quello verso l'interno, triangolare quello verso il mare aperto. L'isola era occupata almeno dal XI secolo dall'antica abbazia benedettina di Sant'Andrea all'Isola,che però fu abbandonata. Alfonso I d'Aragona nel 1445 decise così di costruire una prima torre, sorta come avamposto difensivo del porto all'estremità dell'isola; l'opera venne poi prolungata verso NE nel 1481.Dal 1558 al 1604 buona parte del resto dell'isola venne racchiusa da baluardi (Forte a mare), separandone l'ultimo tratto con un taglio nella roccia che funge da fossato e creando un sistema complesso di fortificazione a difesa dell'entrata del porto.Al Forte a Mare sono legati diversi eventi bellici tra i quali si ricordano l'attacco di sedici galee veneziane (1528) sorprese dalle artiglierie da poco realizzate e l'assedio francese al controrivoluzionario Boccheciampe (1799). L'isola ha funzionato a lungo come lazzaretto; poi è stato in mano alla Marina Militare, fino a quando gravi danni alle strutture murarie causate da una mareggiata hanno convinto alla dismissione (1984). La lunga ed importante fase di restauro dell'intero complesso è in fase di ultimazione, ciò nonostante la struttura viene periodicamente aperta a visite ed ospita eventi culturali, e si dibatte sulla sua destinazione (museale, ricettiva, congressuale).
[modifica] Il Castello svevo di Monopoli
I lavori per la costruzione del castello terminarono nel 1552: il fortilizio, voluto dal re spagnolo Carlo V nell'ottica del sistema di fortificazioni costiere pugliesi, fu edificato su di un piccolo promontorio (detto Punta Penna). Il promontorio era il confine della città medioevale, e quindi il castello anticamente si trovava isolato: in seguito all'espansione della città attorno al castello, si svilupperanno i borghi settentrionali del comune. La semplice pianta del castello, è arricchita da bastioni pentagonali, che si innalzano ai cinque vertici. Il ponte levatoio (e dunque l'entrata primaria) si doveva trovare a sud-ovest dove si innalza una torre cilindrica edificata in seguito raggiungibile tramite una piccola rampa. A sinistra della torre è visibile ancora una parte ben conservata delle antiche mura. Ben disposte le numerose cannoniere distribuite dalle coperture fino al pelo d'acqua, all'esterno e all'interno del porto. Suggestiva la grande "sala d'armi". Sotto la loggia è presente lo stemma in pietra caricato della data 1552, e dal nome del viceré Don Pedro di Toledo, come già detto realizzatore materiale dell'edificio.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
| Per approfondire, vedi la voce Demografia della Puglia. |
Con una popolazione di 4.090.589 abitanti[43], la Puglia è l'ottava regione italiana per numero di abitanti[44].
[modifica] Popolazione per provincia
| Provincia | Numero di comuni | Popolazione | Superficie (km²) |
|---|---|---|---|
| Provincia di Bari | 41 | 1.259.337 | 3.821 |
| Provincia di Lecce | 97 | 815.488 | 2.759 |
| Provincia di Foggia | 61 | 640.071 | 6.965 |
| Provincia di Taranto | 29 | 579.556 | 2.430 |
| Provincia di Brindisi | 20 | 403.135 | 1.840 |
| Provincia di Barletta-Andria-Trani | 10 | 393.002 | 1.543 |
| Totale Puglia | 258 | 4.090.589 | 19.358[45] |
[modifica] Comuni più popolosi
Di seguito la tabella riporta la popolazione residente nei comuni della Puglia con più di 40.000 abitanti[46]:
| Stemma | Comune | Provincia | Popolazione (ab) |
Superficie (km²) |
|---|---|---|---|---|
| Bari | Provincia di Bari | 320.146 | 116 | |
| Taranto | Provincia di Taranto | 191.370 | 217 | |
| Foggia | Provincia di Foggia | 152.557 | 508 | |
| Andria | Provincia di Barletta-Andria-Trani | 100.217 | 408 | |
| Lecce | Provincia di Lecce | 95.677 | 238 | |
| Barletta | Provincia di Barletta-Andria-Trani | 94.561 | 146 | |
| Brindisi | Provincia di Brindisi | 89.843 | 328 | |
| Altamura | Provincia di Bari | 69.728 | 427 | |
| Molfetta | Provincia di Bari | 60.179 | 58 | |
| Cerignola | Provincia di Foggia | 59.226 | 594 | |
| Manfredonia | Provincia di Foggia | 57.416 | 352 | |
| Bitonto | Provincia di Bari | 56.518 | 173 | |
| San Severo | Provincia di Foggia | 55.259 | 333 | |
| Bisceglie | Provincia di Barletta-Andria-Trani | 54.869 | 68 | |
| Trani | Provincia di Barletta-Andria-Trani | 53.950 | 102 | |
| Martina Franca | Provincia di Taranto | 49.722 | 295 | |
| Monopoli | Provincia di Bari | 49.638 | 156 | |
| Corato | Provincia di Bari | 48.163 | 167 | |
| Gravina in Puglia | Provincia di Bari | 44.374 | 396 |
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti in regione sono 95.709. Le comunità più numerose sono quelle di:
Fonte Istat
[modifica] Lingue e dialetti
| Per approfondire, vedi la voce Dialetti della Puglia. |
I numerosi dialetti parlati in Puglia sono classificati entro due gruppi fondamentali[47], nettamente distinguibili soprattutto sotto il profilo fonetico:
- nella parte centro-settentrionale della regione sono parlati i dialetti pugliesi propriamente detti, appartenenti alla famiglia dei dialetti meridionali italiani, insieme a quelli campani, lucani, abruzzesi e molisani, e comprendenti il barese, il foggiano e le loro varianti comunali;
- nel Salento si parla invece il dialetto salentino, appartenente insieme al siciliano e al calabrese alla famiglia dei dialetti meridionali italiani estremi e a sua volta classificabile in leccese, brindisino e gallipolino.
Il dialetto tarantino e quelli di altri centri lungo la direttrice Taranto-Ostuni possono essere classificati come dialetti di transizione apulo-salentina.
Una peculiarità linguistica della Puglia è inoltre la presenza di piccole isole linguistiche nelle quali si parlano idiomi non riconducibili al gruppo delle lingue neolatine:
- il griko, diffuso nella Grecìa salentina, è una lingua derivata dal greco, la cui diffusione nel Salento è fatta risalire a insediamenti bizantini o addirittura a colonie magnogreche;
- l'arbëreshë, derivato dalla lingua albanese, è parlato nel tarantino a San Marzano di San Giuseppe e sul Subappennino dauno a Casalvecchio di Puglia e Chieuti. È l'esito dell'emigrazione dall'Albania tra il XV e il XVIII secolo.
Infine, nei comuni subappenninici di Celle di San Vito e Faeto è presente l'unica minoranza francoprovenzale (o arpitana) dell'Italia peninsulare, attestata dal 1566 ma risalente forse al XIII secolo.
[modifica] Tradizioni e folklore
[modifica] Tradizione
- La Fòcara a Novoli (16-18 gennaio)
- È il caratteristico falò della festa patronale di Sant'Antonio abate, un monumento di ingegneria agraria formato da decine di migliaia di fascine di tralci di vite, che supera l'altezza e il diametro di venti metri, il quale viene acceso con un tripudio di fuochi pirotecnici la sera del 16 gennaio. Nei Giorni del Fuoco, inoltre si assiste a innumerevoli rassegne e gare di fuochi pirotecnici e si ammirano le esposizioni artistiche delle grandi luminarie. L'evento è stato oggetto di un documentario della National Geographic e di servizi della Nippon Press.
- Tavole di San Giuseppe (18/19 marzo) a Cocumola, San Marzano di San Giuseppe, Uggiano la Chiesa, Giurdignano, e Lizzano
- È un'antica tradizione in cui, in onore di San Giuseppe si imbandiscono grandi tavolate con piatti tipici. Durante la visita alla taula si possono assaggiare lu cranu stumpatu e la massa culli ciciri o i "vermiceddhri" cioè il grano e la pasta con i ceci.
- Settimana Santa a Taranto (marzo o aprile)
- È una suggestiva e mistica serie di riti che, inoltre, vede i componenti le due principali Confraternite della Chiesa di Taranto gareggiare per aggiudicarsi le statue e le poste nelle processioni dell'Addolorata e dei Misteri.
- Processione della desolata a Canosa di Puglia (marzo o aprile)
- È una processione suggestiva, dove tante donne vestite di nero, con il volto coperto, a piedi nudi cantano lo Stabat Mater.[48]
- Palio di Taranto (maggio e luglio)
- è una manifestazione in costume che consiste in due regate con dieci barche a remi abbinate ai rispettivi rioni della città. Il trofeo viene assegnato solo dopo le due gare che si disputano l'8 maggio e la terza domenica di luglio.
- Processione del cavallo parato a Brindisi
- nel giorno del Corpus Domini, l'arcivescovo della diocesi, a cavallo di un bianco destriero, portando con sé il tabernacolo, percorre, procedendo dalla Cattedrale, le strade della città mentre la folla lancia fiori. Al passaggio dalla zona del porto tutte le navi all'attracco suonano le sirene di bordo e l'arcivescovo sosta di fronte al Monumento al Marinaio d'Italia per la benedizione delle acque e, poi, in Piazza della Vittoria per la benedizione della città. La cerimonia rievoca la tradizione secondo cui san Luigi IX, re di Francia, sconfitto e fatto prigioniero dal Saladino in Egitto, a Damietta, avrebbe concordato il suo rilascio in cambio di un riscatto per il quale avrebbe lasciato in pegno l'Eucarestia e, giunto a Brindisi, ottenne la somma necessaria da Federico II. Tornato in Egitto per saldare il suo debito, San Luigi non solo si vide restituire l'Eucarestia ma il Saladino rinunciò anche al riscatto come premio della sua fede e lealtà. Il sovrano sulla via del ritorno dalla Terra Santa fu sorpreso da una tempesta e approdò presso la spiaggia della Torre Cavallo nelle vicinanze del porto di Brindisi. Preoccupato di mettere in salvo l'Eucaristia fece chiamare l'arcivescovo di Brindisi Pietro III che arrivò in sella a un cavallo bianco, scortato dalle confraternite e dai fedeli.
- Festa del Soccorso a San Severo (maggio)
- È un evento barocco che ha il suo fulcro nelle due sontuose processioni con le statue dei santi patroni; i sacri cortei sono scanditi dalle batterie pirotecniche, incendiate nei rioni cittadini: le contrade, addobbate coi loro colori identificativi, si contendono il palio per la migliore batteria. Durante l'accensione dei fuochi, inoltre, si scatena la corsa dei fujenti, giovani che corrono a breve distanza dalle esplosioni.
- Palio di Oria (seconda settimana di agosto)
- È una manifestazione in costumi medievali della venuta di Federico II di Svevia a Oria nel 1225: al corteo storico seguono le gare fra i rappresentanti dei quattro rioni cittadini, che determinano l'assegnazione del palio.
- Danza delle spade a Torrepaduli (15 e 16 agosto)
- È un ballo della Notte di San Rocco in cui, al ritmo incalzante dei tamburelli, coppie di uomini mimano un duello, danzando e "sfidandosi" con le braccia e le mani.
- Cavalcata dei Devoti a Ostuni (26 agosto)
- È un antico rito dei festeggiamenti per il patrono Sant'Oronzo. La Cavalcata di sant'Oronzo è una sfilata di cavalli e cavalieri, bardati con gualdrappe e divise rosse ricche di ricami e lustrini. Di particolare interesse è anche lo svolgimento di due fiere in contemporanea, nei tre giorni di festa.
- Festa dei santi Medici a Bitonto (terza domenica di ottobre)
- È una suggestiva intorciata, in devozione ai due santi martiri, che percorre le strade e gran parte del centro storico della città. Ha origine nel XIII secolo quando i resti delle braccia dei Santi Cosma e Damiano giunsero a Bitonto. Nella festa si tiene anche una fiera molto frequentata.
- La 'Nzegna a Carovigno (Lunedì dell'Angelo, martedì e sabato dopo Pasqua)
- È un antico rito religioso che consiste in uno sbandieramento effettuato con riproduzione di antichi vessilli di devozione mariana. Il rito è preceduto da una lunga processione per le vie del paese con corteo di confraternite e sbandieratori.
- La Scamiciata a Fasano (terzo sabato di giugno)
- È la rievocazione storica della vittoria ottenuta sui Turchi il 2 giugno 1678. In questo giorno, infatti, dopo anni o secoli di scorrerie turche subite, i Fasanesi sconfissero definitivamente i Turchi in una battaglia campale sotto le mura della Città. A ricordo di quella vittoria, viene organizzato un Corteo Storico, per ricordare il trionfo dei Fasanesi, con sbandieratori, trombe, tamburi, vestiti d'epoca e la rappresentazione della lotta cittadina.
- Corteo Storico di Lucera (seconda settimana di agosto)
- Istituito nel 1983 per rievocare la cacciata dei saraceni e l’avvento dei d’Angiò, si snoda per le vie della città, partendo dalla Fortezza svevo-angioina. Fino a pochi anni fa, si svolgeva nel pomeriggio del 14 agosto, trovando il suo culmine in Piazza Duomo, dove aveva luogo la suggestiva consegna delle chiavi della città da parte del re Carlo II d'Angiò all’icona trecentesca di Santa Maria Patrona di Lucera; seguiva poi il Torneo delle Chiavi o Palio della città, presso l'Anfiteatro Romano. Ad oggi, con gran rammarico, rimane solo il corteo storico, anticipato di qualche giorno, perdendo così la sua importanza e il suo tradizionale valore simbolico.
- La Passio Christi a Ginosa (Sabato delle Palme, sabato Santo e intorno alla metà di agosto)
- È la rappresentazione della vita, morte e resurrezione di Gesù Cristo nello scenario naturale della Gravina. Più di 300 attori in abiti curati nei minimi particolari sono impegnati nella rappresentazione che assume connotati alquanto suggestivi e mistici.
- Festa della Madonna della Fontana e corteo storico a Torremaggiore (martedì e mercoledì dopo Pasqua, e ultima settimana di agosto)
- la prima è la processione di una statua in gesso della Madonna della Fontana, una Madonna che apparve a un contadino mentre dava da bere al suo cavallo in una fontana, e ogni anno viene festeggiata con fiere e fuochi d'artificio. Il secondo è una rievocazione storica della venuta dei profughi da Fiorentino e Dragonara nel 1252, e del passaggio di Federico II da Torremaggiore. Ogni anno durante questo periodo si svolge il palio tra le contrade e il caratteristico "incendio del castello".
- Festa della Madonna del Pozzo a Capurso (ultima domenica di agosto)
- Si festeggia il ritrovamento dell'icona di Santa Maria del Pozzo, avvenuto nel 1705 dopo un'apparizione miracolosa al sacerdote capursese don Domenico Tanzella. I festeggiamenti includono la processione diurna dei grandi ceri, di circa 8 ore, e quella del Carro Trionfale, trainato a braccia dai pellegrini provenienti della città di Bisceglie.
- Palio del Viccio a Palo del Colle (martedì grasso)
- tradizionale palio equestre che si tiene l'ultimo giorno del carnevale locale. I cavalieri, rappresentanti dei rioni, con abilità si contendono il Palio ed il premio rappresentato simbolicamente da un tacchino (in dialetto locale Viccio). Il palio vede i contendenti, dotati di una corta lancia, devono forare una vescica riempita di acqua, posta ad alcuni metri di altezza nel corso principale del paese. La gara mostra abili cavalieri che si esibiscono con abilità equestre, cavalcando al galoppo in piedi.
[modifica] Folklore
- Carnevale di Putignano
- È considerato uno dei più importanti e antichi carnevali d'Italia. La maschera caratteristica della manifestazione è chiamata Farinella e deve il suo nome all'omonima pietanza putignanese. Il carnevale di Putignano è uno dei più lunghi per durata, avendo inizio il 26 dicembre con la cerimonia dello "scambio del cero". Dal 2006, ne viene disputata anche un'edizione estiva.
- Carnevale di Massafra
- È considerato uno dei più importanti e festosi della Puglia. Questo perché, a differenza degli altri carnevali, la maggior parte del corso mascherato non è transennato, e cittadini e forestieri partecipano direttamente all'animazione e al divertimento, stimolati dalle coreografie e dalle scenografie dei carri e dei gruppi allegorici che sfilano lungo il corso principale del paese.
- Carnevale Dauno a Manfredonia
- Un'altra importante manifestazione carnevalesca è quella legata alla città di Manfredonia. Il Carnevale dauno nasce nel 1954 ed è riconosciuto dalla Regione Puglia come "manifestazione di interesse regionale". Le iniziative si protraggono per almeno due settimane e culminano nella sfilata dei gruppi e dei carri allegorici la domenica di Carnevale. La maschera tipica è "Ze Pèppe". Piatti tipici carnevaleschi sono la "farrata", (rustico), e gli "scagliozzi" (polenta fritta).
- Carnevale di Gallipoli
- Inizia il 17 gennaio con la festa di Sant'Antonio Abate (te lu focu = del fuoco); viene accolto con la tradizionale Focareddha, cioè un grande falò costruito con gli alberi di Natale. L'ultima domenica di carnevale e il martedì grasso si svolge la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati lungo Corso Roma. La maschera tradizionale di Gallipoli è lu Titoru, cioè Teodoro. Tradizione vuole che Teodoro fosse un giovane gallipolino, che tornato dal militare chiese alla madre un piatto di polpette, il suo piatto preferito. La madre accontentò il figlio, ma questi, nella foga di mangiarle, si strangolò con una di esse. Nel gruppo mascherato è rappresentato il giovane morto, la madre e un gruppo di comari che piangono (le "chiangimorti"), che sono sempre dei ragazzi vestiti da donna. La madre di "Titoru", è la "Caremma", figura caratterizzante della Quaresima. Nel 2010 il Carnevale di Gallipoli è stato abbinato alla Lotteria Italia.
[modifica] Criminalità organizzata
La Puglia è interessata in maniera più o meno rilevante dal fenomeno mafioso che in questa regione si estrinseca con l'organizzazione criminale detta Sacra corona unita. Notabile, in ogni caso, la minore invasività e l'inesistenza di un controllo capillare del territorio analogo a quello esercitato in altre regioni dalle mafie.
[modifica] Cultura
| « Si possiede quasi la sensazione che la letteratura abdichi ai propri statuti affidandosi quasi totalmente al figurativo e all'architettonico. » | |
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(Michele Dell'Aquila - Letteratura in Puglia e nel Mezzogiorno d'Italia fra Sette e Novecento - Giardini, 1992)
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La posizione della Puglia è stata un'arma a doppio taglio da un punto di vista economico e culturale. Ubicazione fortunata in epoca classica perché era il ponte naturale per l'Oriente, la Puglia risente tutt'oggi della sua peculiarità di confine culturale tra un Occidente romano-germanico e un Oriente greco-bizantino.
[modifica] Istruzione
[modifica] Università e ricerca
Nell'anno 2003/04, secondo i dati del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in Puglia la popolazione scolastica era di 728.739 alunni, di cui 132.813 (pari al 18,2%) nella scuola materna, 222.903 (il 30,6%) nella scuola elementare, 150.457 (20,6% del totale) nella scuola secondaria di primo grado e 222.566 (30,5%) nella scuola secondaria di secondo grado.[49]
[modifica] Sistema universitario
Secondo i dati del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, nell'anno 2003/04 i nuovi iscritti alle università pugliesi sono stati 20.094 su una popolazione complessiva di circa 120.000 studenti, suddivisi in sei università.
- Università di Bari Aldo Moro
- Fondata nel 1925, conta più di 60.000 studenti, 15 facoltà e 150 corsi di laurea.[50] È la principale università pugliese e uno dei maggiori istituti universitari italiani. Oltre allo storico palazzo Ateneo, al centro di Bari, l'università conta diverse sedi nel capoluogo barese e sedi staccate a Taranto e Brindisi. Il 15 gennaio 2010, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è stata intitolata allo statista pugliese Aldo Moro, che vi fu docente per oltre trent'anni. Fino al giorno prima era rimasta intitolata a Benito Mussolini.
- Politecnico di Bari
- È un'università statale a carattere scientifico-tecnologico fondata nel 1990 per gemmazione dall'Università di Bari. Organizzato sulle tre sedi di Bari, Taranto e Foggia, nelle quali si contano complessivamente circa 12.000 studenti, il Politecnico forma architetti, ingegneri e disegnatori industriali per un totale di 36 corsi di laurea di primo e secondo livello. Vi hanno sede inoltre diversi corsi di dottorato di ricerca e master universitari.
- Università del Salento
- Nota sino al 2007 come Università degli Studi di Lecce, con nove facoltà e 29.000 iscritti è il secondo ateneo della Puglia per dimensioni. Accanto alla sede leccese, conta dislocazioni a Brindisi e Mesagne. Ospita l'ISUFI, una scuola superiore universitaria attiva nell'alta formazione in molteplici settori scientifici, cui fa capo il National Nanotechnologies Laboratory (NNL), centro di eccellenza a livello internazionale sulle nanotecnologie.
- Università di Foggia
- Il polo universitario foggiano, nato nel 1990 come sede staccata dell'Università di Bari, ha ottenuto l'autonomia amministrativa nel 1999[51]. Conta oggi cinque facoltà e oltre 10.000 studenti e ha sedi in diversi comuni della provincia.
- Libera Università Mediterranea
- Nata nel 1995 con il riconoscimento da parte dell'Action Jean Monnet – Commissione Europea di Bruxelles - quale sede di cattedre, corsi permanenti e moduli d'insegnamento, orientati a diffondere la cultura dell'integrazione europea, ha sede a Casamassima, nell'hinterland barese.
- Università LUMSA
- La Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA), un'università privata di ispirazione cattolica con sede a Roma, ha anche una sezione staccata a Taranto.
[modifica] Ricerca
In Puglia la ricerca è coordinata dall'Agenzia Regionale per la Tecnologia e l'Innovazione (ARTI), e condotta da numerosi istituti:
- Il Centro di Eccellenza in Meccanica Computazionale (CEMeC)
- Si occupa di ricerca e innovazione industriale, formazione e consulenza nei settori delle turbomacchine, dei sistemi di iniezione, delle trasmissioni meccaniche, dei sistemi frenanti, dei sistemi ruota-rotaia e dell'interazione fluido-struttura (flutter).
- Il Consiglio Nazionale delle Ricerche
- Con 23 istituti, lavora nei settori agroalimentare, dell'ingegneria, delle scienze naturali, chimiche e biologiche, delle scienze marine e della mineralogia. In particolare a Lecce sono presenti l'Istituto per i beni archeologici e monumentali e le sezioni dell'Istituto di scienze delle produzioni alimentari, dell'Istituto per la microelettronica e microsistemi, dell'Istituto di fisiologia clinica e dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima. Taranto è, invece, sede dell'Istituto sperimentale talassografico "Attilio Cerruti" e della Fondazione marittima "Ammiraglio Michelagnoli" che opera d'intesa con lo stesso CNR e con organismi universitari.
- L'ENEA di Mesagne
- Il centro ricerca è presente fin dai primi anni novanta con uno sportello tecnologico. Nel 2001 l'ENEA ha consolidato la propria presenza nella città adriatica, rilevando le strutture del Centro Nazionale per la Ricerca e lo Sviluppo dei Materiali, e creando un proprio centro all'interno della "Cittadella della Ricerca". Attualmente operano nel Centro l'Unità Tecnico Scientifica Materiali e Nuove Tecnologie (MAT), l'Unità Tecnico Scientifica Fusione (FUS), l'Unità Tecnico Scientifica Tecnologie Fisiche Avanzate (FIS) e il Progetto Speciale Clima Globale (CLIM).
- Tecnopolis
- È il primo parco scientifico e tecnologico nato in Italia, si occupa di trasferimento tecnologico e e-government, ha sede a Valenzano, alle porte di Bari. Finalità dell'Istituzione è il trasferimento tecnologico dal mondo accademico (Università) a quello produttivo.
- Il distretto tecnologico regionale “Dhitech” di Lecce
- Opera per la competitività e l'innovazione nella ricerca scientifica, comprende il Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie, centro di eccellenza a livello internazionale sulle nanotecnologie, che ha ricevuto riconoscimenti di varia natura, tra cui la visita ufficiale del Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano il 15 settembre 2006. Il laboratorio segue linee di ricerca sia di tipo fondamentale, che di tipo fortemente applicato, grazie alle partnership con le multinazionali tecnologiche residenti presso di esso (STMicroelectronics, Agilent Technologies, TechInt, Alenia Marconi System) che appoggiano i loro programmi di formazione e reclutamento post laurea sull'ISUFI.
- L'Osservatorio sul mondo rurale e sul sistema agroindustriale della Puglia
- l'INEA è una iniziativa inserita nell'ambito della Misura 4.3.6. del sottoprogramma FEOGA del Programma Operativo Plurifondo Puglia 1994-1999[52] che ha visto la nascita nel 1997. Suo compito è svolgere attività di supporto alla programmazione regionale, attraverso la fornitura di analisi, idee, strumenti, dati e informazioni.
- L'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari
- L'istituto fornisce ai laureati la possibilità di effettuare ricerca scientifica applicata e di lavorare in funzione delle esigenze del territorio e in stretta collaborazione politico-economica coi vari enti territoriali. Unico in Italia, è uno dei quattro istituti presenti in Europa con sede rispettivamente in Francia (IAM di Montpellier), in Spagna (IAM di Zaragoza) e in Grecia (IAM di Chania). Questi quattro costituiscono la struttura operativa del CIHNEAM (Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Mediterraneennes - Centro Internazionale degli Alti Studi Agronomici Mediterranei), organismo intergovernativo la cui sede è a Parigi, a cui i quattro istituti europei fanno capo.
- Il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA)
- è un Ente nazionale di ricerca e sperimentazione con competenza scientifica generale nel settore agricolo, agroindustriale, ittico e forestale.
- Il Centro Ricerche agroalimentari Bonomo (CRB) di Andria
- svolge attività di ricerca applicata, con progetti nazionali e internazionali, in collaborazione con istituti universitari, enti di ricerca, consorzi e imprese private, nei seguenti settori: gestione post-raccolta dei prodotti ortofrutticoli freschi, trasformazione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari, utilizzazione dei sottoprodotti e degli scarti di produzione delle aziende agroalimentari.
- L'ISUFI (scuola di management dell'innovazione)
- L'Istituto Superiore Universitario di Formazione Interdisciplinare è una delle nove Scuole Superiori d'Italia, costruita sul modello della Scuola Normale di Pisa, riconosciuta dal MIUR nel 2005 dopo 5 anni di sperimentazione. È stata attivata presso l'Università del Salento nel 1999. La scuola realizza programmi di alta formazione nell'ambito dei seguenti settori: Nanoscenze, e-Business Management, Euromediterranean School of Law and Politics, Beni Culturali.
- I centri di ricerca pubblico-privati
- Consorzio Sintesi (meccatronica), il Centro Laser (automazione industriale), il Cetma (materiali).
- L'Università dell'idrogeno
- Centro d'eccellenza no profit aperto a Monopoli nel giugno 2007 per la formazione, la ricerca e l'informazione sui temi delle nuove energie.
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- Nel 2008 nasce in collaborazione con il ministero dell'Ambiente, della Regione Puglia e la consulenza di Jeremy Rifkin Progetto Idrogeno, un progetto triennale dal costo di 5 milioni di euro per la costruzione di distributori di idrogeno, metano e idrometano, una miscela di idrogeno e metano. L'idrogeno viene ottenuto da fonti rinnovabili in loco.
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[modifica] Musei
| Per approfondire, vedi la voce Musei della Puglia. |
[modifica] Musei archeologici
- Museo archeologico nazionale di Ruvo di Puglia
- I reperti conservati nel museo furono raccolti dall'archeologo Giovanni Jatta nei primi anni dell'Ottocento. Successivamente venne arricchita dall'omonimo nipote, e venne ceduta allo Stato nel Novecento. Il museo, costituito da quattro sale contenenti quasi esclusivamente materiale ceramico della Magna Grecia, è ospitato nel piano terra dell’ottocentesco Palazzo Jatta e raccoglie materiale proveniente dalla vasta e ricca necropoli peucetica di Ruvo di Puglia, vittima, nei secoli scorsi, di scavi abusivi che hanno distribuito oggetti in tutto il mondo.
- Museo archeologico nazionale di Taranto
- L'importante museo archeologico, fondato nel 1887 con l'intenzione di farne il Museo della Magna Grecia, ma è dedicato principalmente alla documentazione archeologica di Taranto e del resto della Puglia. Posto nell'ex convento di San Pasquale Baylon, è stato riaperto nel 2007: accanto alla sezione preistorica, inerente ai reperti Paleolitico e dell'età del Bronzo dell'intero territorio pugliese, si fregia di una delle più grandi collezioni di manufatti dell'epoca della Magna Grecia, tra cui i famosi Ori di Taranto. Questi ultimi costituiscono la più importante testimonianza di come la lavorazione dei metalli preziosi, e in particolare dell'oro, fosse una delle attività più sviluppate nella città magno-greca tra il IV e il I secolo a.C..
- Museo archeologico provinciale Francesco Ribezzo di Brindisi
- Il museo, che prende il nome dall'omonimo archeologo e glottologo (1875-1952), si trova in piazza Duomo a Brindisi. Include le sezioni preistorica, che raccoglie i reperti dell'intera provincia, epigrafica, con iscrizioni in latino, ebraico e greco, numismatica, comprendente monete di età classica, medioevale e moderna, statuaria, con le statue romane rinvenute nel centro storico di Brindisi, più un antiquarium, con vasi apuli e attici, trozzelle, monete, e un ambiente dedicato ai bronzi di Punta del Serrone, con le due statue restaurate del console Lucio Emilio Paolo Macedonico e del civis romanus nelle vesti di togato, teste-ritratti, immagini femminili e altri bronzi rinvenuti in occasione degli scavi subacquei del 1992.
- Museo archeologico provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce
- È uno dei musei archeologici di Lecce ed è intitolato al duca di Cavallino Sigismondo Castromediano, appassionato di archeologia, che ne volle l'istituzione nel 1868. È situato nel collegio Argento, dal nome del padre gesuita che lo fondò nel 1888 ed è stato acquistato dalla Provincia di Lecce nel 1967 e ristrutturato.
Il museo si divide in cinque sezioni: Didattica, con il plastico del Salento che riporta tutti i siti di rilevanza storico-artistica; Antiquarium, con vasi attici a figure nere e a figure rosse e vasi italici (VI e V secolo a.C.) e vari altri reperti archeologici: oggetti in bronzo, monete antiche e lapidi con iscrizioni messapiche; Topografia, con le antiche mappe del Salento; Pinacoteca, con tele di scuola veneta e napoletana (tra XIV e XVIII secolo) e anche alcune sculture romaniche e rinascimentali; Sala mostre, con opere di artisti contemporanei (tra XIX e XX secolo).
Nello stesso plesso è presente la Biblioteca Provinciale, con oltre 1000 scritti tra libri, riviste e giornali d'epoca. Oltre a essa è presente una grande sala studio.
- Museo archeologico civico di Canosa
- Fu istituito nel 1934 e collocato nel settecentesco Palazzo Casieri. Ospita circa 2000 reperti archeologici provenienti da scavi in Canosa e in tombe del V - III secolo a.C. Si trovano iscrizioni, sculture, bassorilievi, marmi, monete, gioielli, ceramiche e vasi che risalgono a un vasto arco di tempo di circa 1500 anni (dal VI -V secolo a.C. al IX -X secolo d.C.): dal preistorico, dauno, romano, paleocristiano e bizantino-medioevale. In passato il museo è stato privato di alcuni pezzi di inestimabile valore, come ad esempio i preziosi ori della Tomba degli Ori. Questi gioielli sono attualmente custoditi presso Museo nazionale archeologico di Taranto, e sparsi nei maggiori musei italiani e europei (fra cui il Museo del Louvre).
[modifica] Altri musei
- Museo dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie-Nazareth
- Il museo nasce nel 1975 per volontà dell'Arcivescovo Giuseppe Carata, al fine di dare una più adeguata sistemazione al materiale lapideo e scultorio proveniente da demolizioni operate nella Cattedrale ed in altre chiese della città di Trani. Nel corso degli anni il suo patrimonio si è notevolmente arricchito di opere e reperti di grande valore artistico e storico. L'Istituzione ha così, nel corso degli anni, sdoppiato le sue sedi, dedicando agli spazi di Palazzo Addazi l'esposizione della collezione pittorica e scegliendo l'attiguo Palazzo Lodispoto come nuova sede per il restante patrimonio artistico.
- Museo diocesano Monsignor Aurelio Marena di Bitonto
- Creato tra il 1969 e il 1970, il museo è ospitato sui tre piani della curia vescovile di Bitonto. Si tratta del museo dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto, che raccoglie i beni artistici della cattedrale di Bitonto. La collezione è composta soprattutto da tele ma anche da vasi di Sevres, arredi sacri e sculture datate dal XIII secolo fino al Novecento. La ricca collezione ospitata nel museo diocesano sarà a breve trasferita presso l'ex seminario vescovile annesso alla chiesa di Chiesa di San Francesco della Scarpa. La struttura, articolata su due livelli e dotata di un giardino pensile, ospiterà oltre 2500 pezzi e sarà il museo diocesano più grande del mezzogiorno.
- Pinacoteca Provinciale di Bari
- Istituita nel 1928, era inizialmente ospitata nel locale Palazzo del Governo. Nel 1936 la sua sede fu trasferita nelle sale del Palazzo della Provincia, sul lungomare monumentale di Bari, dov'è tuttora custodito il suo ingente patrimonio artistico. Il materiale attualmente esposto comprende: una sezione medioevale; pittura pugliese tardo medioevale e di scuola napoletana alto medioevale; dipinti veneti del XV e XVI secolo provenienti da numerose chiese di tutta la Puglia; una sezione di dipinti di Corrado Giaquinto; un'importante raccolta di pittura napoletana e meridionale del XIX secolo; maiolica pugliese medioevale; presepi napoletani; capi d'abbigliamento antico; dipinti del XIX e XX secolo nonché opere d'arte contemporanea.
- Pinacoteca De Nittis di Barletta
- Nella pinacoteca, ospitata presso il barocco Palazzo della Marra, è esposta la collezione permanente delle opere del celebre impressionista barlettano cui è dedicata. Periodicamente vi vengono organizzate mostre temporanee di livello internazionale, in genere relative ad artisti di fine Ottocento coevi di De Nittis.
- Galleria nazionale di Bitonto
- È la prima galleria nazionale della Puglia ed è considerato il più importante nel suo genere in città e uno dei più ammirati e prestigiosi della regione. È nato il 18 aprile 2009 e ha sede nel Palazzo Sylos-Calò di Bitonto, gioiello rinascimentale cittadino risalente alla prima metà del XVI secolo. La raccolta è frutto di una ricerca da parte dei fratelli collezionisti Girolamo e Rosaria De Vanna, cui il museo è intitolato, i quali nel 2004 donarono allo Stato gran parte della loro ricchissima collezione privata, formata da 229 dipinti e 108 disegni di importanti artisti italiani e stranieri, databili tra il XVI e i primi del XX secolo, chiedendo la sistemazione delle opere nel prestigioso e rinascimentale palazzo Sylos-Calò, sede attuale della galleria. Per quanto concerne l'arte contemporanea, sono presenti opere provenienti anche dagli Stati Uniti.[54] Sono attualmente esposti 166 dipinti suddivisi in cinque sezioni.
- Tesoro della Basilica del Santo Sepolcro di Barletta
- Comprende diverse oreficerie sacre, in parte provenienti dalla Palestina e databili ai primi decenni del XIII secolo; tra questi una croce patriarcale binata, contenente la reliquia della Santa Croce, portata a Barletta nel 1291 dal Patriarca di Gerusalemme Randulphus.
[modifica] Media
[modifica] Cinema
Numerosi film e fiction hanno per sfondo e ambientazione varie località di Puglia[55]. Tra di essi si segnalano:
- 1923, Maria ...vieni a Marcello, Jovine
- 1930, Idillio Infranto, Nello Mauri
- 1946, L'atleta di cristallo, Enzo Fiermonte
- 1948, Il grido della terra, Duilio Coletti
- 1958, Gambe d'oro, Turi Vasile
- 1958, La legge, Jules Dassin
- 1962, Anni ruggenti, Luigi Zampa
- 1964, Il Tramontana, Adriano Barbano
- 1964, La ragazza con la pistola, Mario Monicelli
- 1964, Il sole scotta a Cipro, Ralph Thomas
- 1968, Nostra Signora dei Turchi, Carmelo Bene
- 1972, Non si sevizia un paperino, Lucio Fulci
- 1972, I pugni di Rocco, Lorenzo Artale
- 1973, Polvere di stelle, Alberto Sordi
- 1974, Allonsanfan, Paolo e Vittorio Taviani
- 1974, Il Saprofita, Sergio Nasca
- 1976, La compagna di banco, Mariano Laurenti
- 1976, La legge violenta della squadra anticrimine, Stelvio Massi
- 1978, L'insegnante va in collegio, Mariano Laurenti
- 1979, L'infermiera di notte, Mariano Laurenti
- 1980, Il sole anche di notte, Paolo e Vittorio Taviani
- 1981, Tre fratelli, Francesco Rosi
- 1983, Desiderio, Anna Maria Tatò
- 1984, Il ragazzo di Ebalus, Giuseppe Schito
- 1985, Myra, Silvana Abbrescia Roth
- 1987, Giselle, Herbert Ross
- 1987, Le vie del Signore sono finite, Massimo Troisi
- 1988, Il giovane Toscanini, Franco Zeffirelli
- 1988, La posta in gioco, Sergio Nasca
- 1989, Odore di pioggia, Nico Cirasola
- 1989, Turné, Gabriele Salvatores
- 1990, La stazione, Sergio Rubini
- 1991, La sposa di San Paolo, Gabrielle Rosaleva
- 1991, La riffa, Francesco Laudadio
- 1992, Verso sud (film), Pasquale Pozzessere
- 1992, Io speriamo che me la cavo, Lina Wertmüller
- 1994, Da do da, Nico Cirasola
- 1996, Pizzicata, Edoardo Winspeare
- 1997, Il viaggio della sposa, Sergio Rubini
- 1997, Le acrobate, Silvio Soldini
- 1997, Fratelli coltelli, Maurizio Ponzi
- 1998, I figli di Annibale, Davide Ferrario
- 1998, Matrimoni, Cristina Comencini
- 1998, Aprile, Nanni Moretti
- 1998, Io non ho la testa, Michele La Nubile
- 1998, Prima del tramonto, Stefano Incerti
- 1999, La capagira, Alessandro Piva
- 1999, Liberate i pesci, Cristina Comencini
- 1999, Terra bruciata, Fabio Segatori
- 1999, Fuori di me, Gianni Zanasi
- 2000, Sangue vivo, Edoardo Winspeare
- 2000, Chi ruba donne, Maurizio Sciarra
- 2000, Tutto l'amore che c'è, Sergio Rubini
- 2000, Albania blues, Nico Cirasola
- 2000, Il grande botto, Leone Pompucci
- 2000, Un giudice di rispetto, Bruno Mattei
- 2000, Venti, Marco Pozzi
- 2001, Hotel Dajti - Una storia al di là del mare, Carmine Fornari
- 2001, I cavalieri che fecero l'impresa, Pupi Avati
- 2001, Nemmeno in sogno, Gianluca Greco
- 2001, Ti voglio bene Eugenio, Francisco José Fernandez
- 2002, Sotto gli occhi di tutti, Nello Correale
- 2002, Zana, Corrado Lannajoli
- 2002, Azzurro, Denis Rabaglia
- 2002, Un giudice di rispetto, Walter Toschi
- 2003, A.A.A.Achille, Giovanni Albanese
- 2003, L'Anima Gemella, Sergio Rubini
- 2003, Io non ho paura, Gabriele Salvatores
- 2003, il miracolo, Edoardo Winspeare
- 2003, Mio cognato, Alessandro Piva
- 2004, L'amore ritorna, Sergio Rubini
- 2005, La bestia nel cuore, Cristina Comencini
- 2005, Eccezzziunale... veramente - Capitolo secondo... me, Carlo Vanzina
- 2005, Melissa P., Luca Guadagnino
- 2005, Craj, Davide Marengo
- 2005, La seconda notte di nozze, Pupi Avati
- 2006, Il padre delle spose, Lodovico Gasparini
- 2006, La terra, Sergio Rubini
- 2006, Manuale d'amore 2, Giovanni Veronesi (III dei quattro episodi)
- 2006, Come a Cassano, Pippo Mezzapesa (corto)
- 2007, 2061 - Un anno eccezionale, Carlo Vanzina
- 2007, La duchessa di Langeais, Jacques Rivette
- 2007, Les Chanteurs de Carpino, Thierry Gentet
- 2007, Fine pena mai, Davide Barletti e Lorenzo Conte
- 2008, Il passato è una terra straniera, Daniele Vicari
- 2008, Maria, ihm schmeckt's nicht, Lino Banfi
- 2008, Galantuomini, Edoardo Winspeare
- 2008, Sogno di una morte di mezza estate, Pippo Mezzapesa (corto)
- 2009, L'uomo nero, Sergio Rubini
- 2009, Cado dalle nubi
- 2009, Piede di Dio, Luigi Sardiello
- 2009, Focaccia blues, Nico Cirasola
- 2010, Mine vaganti, Ferzan Özpetek
- 2011, Il paese delle spose infelici, Pippo Mezzapesa
[modifica] Editoria
| Per approfondire, vedi la voce Emittenti televisive della Puglia. |
Nella regione sono pubblicati giornalmente alcuni quotidiani, i principali sono: il Corriere del Giorno, La Gazzetta del Mezzogiorno, il Nuovo quotidiano di Puglia, e Quotidiano Puglia.
[modifica] Letteratura
| Il Brigantaggio |
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Al centro; Agostino Sacchitiello, luogotenente di Carmine Crocco, e alcuni membri della sua banda
Il fenomeno sociale del "Brigantaggio" è oggi considerato sotto una nuova lente dalla storiografia ufficiale, con una valenza politico-sociale che prima era stata oscurata dalla storia retorica del Risorgimento, in cui i Savoia erano i "buoni" mentre i briganti erano solo dei criminali. Ora si pone l'attenzione più verso le cause che hanno determinato l'evento e soprattutto nel fatto di considerarlo una reazione partita dal basso, senza bandiere o padroni, che si prefiggeva come scopo la liberazione dai soprusi che il nuovo ordine politico stava effettuando nell'Italia unificata. La reazione dei contadini che vivevano in una società funzionale, in una burocrazia giusta, un'economia basata su piccole industrie, un'agricoltura arretrata ma che garantiva una vita adeguata, andò contro uno stato Savoiardo amministrativamente arretrato che non fece altro che smontare letteralmente tutte le aziende meridionali, confiscare la flotta navale napoletana, istituire tasse come quella sul macinato, istituire la leva militare obbligatoria. |
In epoca latina la vicinanza geografica e culturale della Puglia alla Grecia, fecero si che diventasse un territorio di importanti uomini di cultura e terra di passaggio di tutti gli studiosi romani che si recavano nell'antico Paese ellenico per approfondire i propri studi.
Livio Andronico, poeta, drammaturgo e attore teatrale tarantino, tradusse in versi saturni l'Odissea di Omero, e fece rappresentare a Roma nel 240 a.C. un dramma teatrale che è tradizionalmente considerato la prima opera letteraria scritta in lingua latina.[56]
Quinto Ennio, pugliese di Rudiae, è stato un poeta, drammaturgo latino, considerato fra i padri della letteratura latina. Scrisse opere teatrali, un poema epico centrale nella cultura latina (gli Annales) e altre opere di vario genere.
Il brindisino Marco Pacuvio è stato un importante drammaturgo e poeta. Nato in area culturale greco-osca e nipote di Quinto Ennio, si trasferì giovane a Roma, dove intraprese a lungo l'attività di pittore (nel I secolo a.C. era ancora integro un suo dipinto nel tempio di Ercole) e di poeta, frequentando il Circolo degli Scipioni.
La posizione della regione è stata, invece, un punto di debolezza durante il Medioevo, a causa di un feudalesimo non sviluppato e dipendente da sovrani e capitali lontani.
Nel caso specifico la cultura pugliese è stata spesso riflesso della più fortunata cultura napoletana. Capitale del Meridione, la città partenopea, ospitava l'unica Università del sud Italia e rappresentava tappa obbligatoria per gli intellettuali pugliesi.
Numerosissimi sono stati i casi di intellettuali che sono partiti per luoghi culturalmente più dinamici e che non hanno fatto più ritorno nella terra d'origine, contribuendo alle attività di città come Roma, Venezia, Torino.
La mancanza di una corte, come avvenne in altre zone d'Italia, ha ridotto la vita culturale pugliese. Lodevoli eccezioni sono state la corte normanna di Federico II, il "puer Apuliae", nel XIII secolo; la corti dei Orsini Del Balzo nell'alto Salento, quella di Isabella d'Aragona e di Bona Sforza a Bari; quella degli Acquaviva a Conversano e Nardò tra il XV secolo e XVI secolo. Questi centri, insieme a centri ecclesiastici e mercantili hanno sviluppato importanti forme culturali e di innovazione capaci di dare impulso alla letteratura.
Nel corso del XVIII secolo gli intellettuali pugliesi, a differenza di quanto avvenuto a Napoli e a Milano non si sono fatti conquistare dai principi dell'Illuminismo. Un impulso in questo senso è tuttavia dato da Ferrante de Gemmis, nobile letterato, che coglie gli insegnamenti dell'amico Antonio Genovesi e fonda una Accademia Illuminista, a Terlizzi nel 1760 circa. Quando la Borghesia prende coscienza di sé, nel XIX secolo si sviluppa un'attiva cultura scientifica, giuridica, economica e amministrativa.
Nel frattempo si diffonde, in conseguenza dell'annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia, come nel resto del Mezzogiorno il fenomeno del brigantaggio, grazie al quale avrà origine la cosiddetta letteratura meridionalista. Questa filone culturale, si caratterizzerà in riviste come la "Rassegna Pugliese" di Valdemaro Vecchi, e sarà il punto di partenza per lo sviluppo di un'importante editoria, la Laterza.
Il XX secolo è segnato da una profonda riflessione meridionalista e da un sentito antifascismo, esempio lampante è stato Tommaso Fiore, meridionalista convinto di parte socialista, lottò sempre per le autonomie e per il federalismo meridionalista, fu guida di un gruppo di giovani intellettuali e si occupò delle condizioni del Mezzogiorno e, in particolare, di quelle dei contadini.
Sicuramente tra i massimi esponenti della cultura ritroviamo Carmelo Bene, per il contributo che ha dato all'arte drammatica italiana come attore, drammaturgo e regista. È stato stimato anche come filosofo, intellettuale, poeta e uomo di spettacolo.
Dei nostri giorni i successi editoriali di Gianrico Carofiglio, magistrato e senatore barese, che usa Bari come scenario di avvincenti romanzi.
[modifica] Architettura e urbanistica
Da un punto di vista urbanistico, la Puglia si caratterizza, rispetto al resto d'Italia, per la presenza di un numero di comuni ridotto, di dimensioni demografiche e territoriali medio-grandi, salvo che nel Salento.
I comuni pugliesi hanno mantenuto la loro struttura medievale inalterata fino al XIX secolo quando i borghi, ancora chiusi nelle loro mura e torri, cominciano a espandersi. Questa situazione si verificò per due ordini di ragioni: le necessità di difesa delle città vennero meno e nello stesso tempo si registrò un aumento di popolazione che non poteva essere contenuta negli antichi borghi. In epoca moderna, la regione ha visto trasformare le sue città con alcuni esempi del periodo liberty, e le costruzioni di numerose strutture pubbliche nel periodo fascista.
[modifica] Musica
| Per approfondire, vedi le voci tarantella, pizzica e tarantismo. |
Come in gran parte dell'Italia meridionale la tradizione musicale pugliese si lega strettamente a quella coreutica. Dal nord al sud della regione in passato erano diffuse danze popolari dette usualmente tarantelle, alle quali corrispondevano melodie musicali in tempo veloce. Della tradizione della tarantella pugliese resta molto attiva la scuola musicale di Carpino, piccolo centro del Gargano. La musica, probabilmente influenzata dalla cultura araba o slava, corre sul quarto di tono ed è accompagnata con la voce, la chitarra battente, la chitarra francese, le castagnole e il tamburo.
Di particolare interesse antropologico è la pizzica (o taranta), una particolare danza popolare diffusa nel Salento che si balla in coppia tra individui non necessariamente di sesso opposto. Un tempo, oltre che nelle occasioni di festa, essa veniva eseguita per giorni nell'ambito dei riti di guarigione delle tarantate, ossia delle donne che si credeva fossero state morse dalla tarantola. Gli studi compiuti dall'etnologo Ernesto de Martino, e confluiti nel fondamentale saggio La terra del rimorso (1959), hanno indagato il fenomeno del tarantismo mostrandone i nessi con l'isteria, l'epilessia, la depressione. Sebbene il fenomeno del tarantismo possa ritenersi ormai estinto, la musica che lo accompagna negli ultimi anni è stata oggetto di una straordinaria riscoperta che ha travalicato i confini regionali e che annualmente culmina nell'affollatissima Notte della Taranta di Melpignano. Un grande compositore e cantante pugliese conosciuto in tutto il mondo è stato Matteo Salvatore, i suoi generi erano il folk, la musica popolare ed era un grande interprete dei canti tradizionali del Gargano.
[modifica] Cucina
| Per approfondire, vedi le voci Cucina pugliese, cucina salentina, Vini della Puglia e Prodotti DOP, IGP, STG e IG italiani. |
La cucina pugliese si caratterizza soprattutto per il rilievo dato alla materia prima, sia di terra che di mare, e per il fatto che tutti gli ingredienti sono appunto finalizzati a esaltare e a non alterare i sapori base dei prodotti usati.
Pertanto si troveranno tutte le verdure di stagione, dalla cima di rapa al cavolo verde, al cardo, ai peperoni, alle melanzane, ai carciofi, tutti i legumi, dai fagioli alle lenticchie alle cicerchie, alle fave, alla Cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti e tutti i prodotti del mare, in particolare dell'Adriatico; questi ultimi hanno una particolare caratteristica che li distingue, in conseguenza della particolare pastura che si rinviene lungo le sue coste, e dalle polle di acqua dolce che si scaricano in mare, e che servono ad attutire il salmastro, ma non ad alterarne il profumo. Peraltro, anche se vi sono dei piatti comuni, le ricette variano da provincia a provincia, e talvolta, da città a città, così per esempio le ricette tipiche delle province di Bari, Brindisi e Taranto, adagiate sul mare, non sono uguali a quelle praticate nella provincia di Foggia, più collinosa, e di Lecce, più terragna.
Tante sono le ricette che presenta questa cucina, che ha poi una particolarità che la distingue dalle altre, di offrire piatti diversi in relazione alle diverse stagioni, così che durante le stagioni più miti, cioè in primavera e in estate, viene data preferenza alle verdure e al pesce, mentre nelle altre predominano i legumi, la pasta fatta in casa condita con vari sughi, da sola o combinata alle verdure o al pesce.
Il piatto più tipico è quello delle "Orecchiette al ragù di carne", la cui ricetta è ormai diffusa in tutti i ricettari, ma non sono meno conosciute le "Orecchiette con le cime di rapa", la "cicoria con la purea di fave", e quelle che ricollegano il territorio al Mediterraneo, come i "Cavatelli con le cozze", il "Risotto ai frutti di mare", il "Polpo alla griglia" o il riso al forno alla barese chiamato pure riso, patate e cozze. Tra i piatti tipici del Salento vi sono i "municeddhi", gli involtini con interiora di agnello (variamente denominati), i "ciceri e tria" e i "pezzetti di cavallo" al sugo.
Città simbolo della variegata cultura gastronomica pugliese è senz’altro Ceglie Messapica, che con i suoi diversi ristoranti stellati presenti nelle più importanti guide del settore, la scuola internazionale di gastronomia, ed un territorio ricco di oltre 100 biodiversità tipiche in campo alimentare, si pone come capitale gastronomica pugliese nota in campo nazionale e internazionale.
I prodotti DOP pugliesi includono:
- Gli agrumi arancia del Gargano, limone femminiello del Gargano e clementine del Golfo di Taranto
- La Bella della Daunia (detta anche Bella di Cerignola)
- L'olio d'oliva nelle denominazioni Dauno, Terra di Bari, Collina di Brindisi, Terre Tarentine e Terra d'Otranto
- Il pane di Altamura
- Il caciocavallo silano e il canestrato pugliese
Numerosi sono anche i vini pugliesi DOC, DOCG e IGT.
[modifica] Eventi
[modifica] Festival e manifestazioni
- Festival del Cinema Europeo a Lecce (aprile)
- È un susseguirsi di proiezioni nell'arco di una settimana, fino ad arrivare alla serata di consegna dell'Ulivo d'oro ad attori e registi internazionali del grande schermo.
- Salento finibus terrae festival a San Vito dei Normanni (fine luglio)
- È una rassegna cinematografica internazionale di cortometraggi e si presenta con una formula originale: promuove e premia i corti dividendoli in tre categorie: "Registi pugliesi", "Registi italiani" e "Registi internazionali".
- Festival della Valle d'Itria a Martina Franca (luglio-agosto)
- È un festival lirico, nato nel 1975, che propone titoli inediti e programmi di raro ascolto. Il programma prevede, nell'arco di tre settimane, opere riscoperte e rivelate, capolavori dimenticati del ricco patrimonio operistico italiano ed europeo, interpretazioni musicali celebri, affermazioni di giovani cantanti ed esibizioni di importanti interpreti.
- Carpino Folk Festival a Carpino (prima decade di agosto)
- È il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni nato in omaggio alla musica popolare di Andrea Sacco e dei Cantori di Carpino.
- Tralcio d'oro a Mariotto, frazione di Bitonto (luglio-agosto)
- È minifestival canoro a cui partecipano concorrenti di età compresa tra i sei e i tredici anni, che conobbe la sua prima edizione nel lontano 1974 e in quegli anni ci furono altre due edizioni, nel 1975 e nel 1977. Dopo una sosta durata quindici anni, fu ripreso nel 1993 e da allora non ha conosciuto altre interruzioni. Nato senza pretese, con lo scopo di promuovere, attraverso il canto e la musica, l'uva prodotta nella frazione bitontina e di contribuire allo sviluppo turistico della zona, oggi è diventato un concorso per bambini di interesse nazionale.
- Notte della Taranta nei comuni della Grecìa Salentina (agosto)
- È un festival di musica popolare salentina, dove la pizzica tradizionale e quella rivisitata incontrano le musiche tradizionali nazionali e internazionali. Consiste in un tour per i paesi della Grecìa Salentina e per altri comuni del Salento, che si conclude con il concertone finale a Melpignano che dura fino alle prime luci del mattino.
- De Finibus Vocis a Tricase (agosto)
- Il De Finibus Vocis è un concorso canoro nazionale annuale promosso dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca che si prefigge di dare spazio ai giovani talenti che vogliono entrare nel mondo dello spettacolo.
- Salento International Film Festival a Tricase (agosto)
- È un festival cinematografico del cinema indipendente, organizzato dall'associazione CineSalento. Si articola nelle tre sezioni: "Lungometraggi world cinema", "Documentari", "Cortometraggi".
- Murgia International Film Festival a Gravina in Puglia (settembre)
- È un festival cinematografico dedicato ai cortometraggi, organizzato dall'associazione ViagrA'. La sua prima edizione risale al 2006. Nell'edizione 2010 (nel Castello Federiciano di Gravina) si articola nelle sezioni: "Potere","Cortolibero, "Documentari", "Videoclip","Fuoriconcorso" e "Omaggio alla Spagna".
- Castel dei Mondi ad Andria (agosto-settembre)
- È un festival internazionale che presenta un'anteprima a luglio ed è interamente dedicato al teatro. Per più di una settimana, nella dimora federiciana di Castel del Monte e in vari monumenti e piazze del centro storico di Andria, si svolgono spettacoli di ogni tipo e in contemporanea tra loro.
- I Dialoghi di Trani a Trani (settembre)
- È un festival letterario in cui si siedono intorno a un tavolo, nel castello svevo della città, persone di diverso orientamento e di diversa provenienza. Esse si confrontano intorno al libro, riguardo alla società che esso rappresenta in ogni sua problematica, per riflettere proprio sul rapporto tra cultura e società.
- Città del Libro a Campi Salentina (ultima settimana di novembre)
- È un festival letterario: la rassegna nazionale degli autori e degli editori presenta una nutrita esposizione della grande e media editoria italiana e si propone come occasione per riflettere sulle sfide dei nostri tempi, utilizzando le formule consuete dell'incontro con l'autore, il cinema e il teatro, nonché tavole rotonde, mostre, laboratori e concorsi. Forte è il coinvolgimento del pubblico e in particolare delle scuole.
- Alba dei Popoli a Otranto (dicembre)
- È una rassegna di arti, culture, ambiente, musica e spettacoli e si svolge nell'ambito dell'Otranto Festival.
- Alterfesta a Cisternino (agosto)
- È un festival musicale organizzato dal circolo Arci "Alter", con ospiti del panorama nazionale e internazionale.
- Premio "Leonardo Azzarita" - maggio- giugno di ogni anno, organizzato dall'associazione senza fini di lucro dedicata al giornalista molfettese
[modifica] Premi
- Premio Barocco a Gallipoli (giugno)
- È un riconoscimento d'eccellenza a personaggi dello spettacolo, della cultura, dell'arte, della scienza e dello sport che si sono particolarmente distinti rendendo grande il nome dell'Italia nel mondo.
- Premio Rodolfo Valentino a Lecce (luglio)
- È un riconoscimento alla carriera dei protagonisti del cinema internazionale intitolato al celebre divo del cinema muto, nato a Castellaneta. La cerimonia di consegna del premio, istituito nel 1972, dal 2004 si svolge a Lecce come tra 1972 e 1980 (nel 1977 si è svolto a Bari).
- Premio Zeus a Ugento (settembre)
- È un riconoscimento pubblico a coloro che si distinguono nel campo dell'archeologia. Le sezioni del Premio sono:Giovani laureati in Archeologia in Italia e all'estero; Premio alla carriera; Innovazione e Tecnologia; Restauro Archeologico; Investimenti in Ricerca e Missione all'estero.
[modifica] Fiere
- Fiera del Levante a Bari
- È per importanza la seconda fiera d'Italia (dopo quella di Milano) e una delle principali fiere di tutto il bacino del Mediterraneo, nata nel 1929 per iniziativa del comune, dell'amministrazione provinciale e della camera di commercio. Riprende la tradizione delle antiche "Fiere Nicolaiane" tenute dal 1100 al 1850 accanto alla basilica di San Nicola. La fiera campionaria, la più grande d'Europa, con oltre settecentomila visitatori e più di duemila espositori, si tiene a settembre di ogni anno in un'apposita area di circa 300 000 metri quadrati, è volta a favorire gli scambi tra Oriente e Occidente, di cui Bari costituisce, per tradizione millenaria, il più favorevole punto d'incontro. Durante l'anno si tengono tantissime fiere specializzate nei settori del turismo, dell'agricoltura, dell'alimentazione, dell'edilizia, della moda e di tanti comparti merceologici minori.
- Fiera dell'Agricoltura di Foggia a Foggia
- È per importanza la seconda fiera della Puglia: si tiene in aprile, ma il recinto fieristico ospita durante l'anno anche altre fiere, come la Campionaria in ottobre e altre manifestazioni specializzate (vini, carni, ecc...).
SNIM Salone Nautico di Puglia a Brindisi: in pochi anni questo evento fieristico è divenuto un punto di riferimento nel Mediterraneo Orientale occupandosi non solo d nautica da diporto e di turismo nautico ma anche di promozione del territorio e di turismo sostenibile. Si tiene in primavera in genere tra aprile e maggio.
- Fiera D'Aprile ad Andria
- Si tiene dal 1438[57]. Celebra il ritrovamento delle ossa di San Riccardo da parte di Francesco II Del Balzo, Duca di Andria. Il Duca istituì la fiera dal 23 al 30 aprile di ogni anno[57].
- Fiera Nazionale dell'Ascensione a Francavilla Fontana (maggio)
- È il terzo polo fieristico regionale e tratta principalmente i temi dell'agricoltura, dell'artigianato, dell'industria e del commercio. Fu riorganizzata nel 1930 su iniziativa del Podestà Pompeo Pisciotta.
- Fiera di San Giorgio a Gravina in Puglia (aprile)
- È una fiera importante per l'agricoltura, artigianato, zootecnia, enogastronomia e prodotti tipici. Si tiene tradizionalmente dall'epoca Angioina, dal 1294 rappresenta la più antica fiera d'Italia ed Europa.
- Fiera Campionaria a Galatina (giugno)
- È una grande vetrina espositiva (58 edizioni) per il commercio, l'industria e l'artigianato, finalizzata alla valorizzazione dei prodotti locali.
- Fiera di San Leone a Bitonto (aprile)
- È una fiera tradizionale di importanza storica. Risale infatti all'XI secolo e fu molto rinomata, tanto da essere citata da Giovanni Boccaccio nel suo Decameron. Dopo un lungo periodo di crisi, sta tornando a fiorire. Nata come fiera del bestiame, tratta oggi tutti i tipi di prodotti.
- Fiera Pessima a Manduria (marzo)
- È una fiera campionaria generale che tratta della produzione agroalimentare, dell'artigianato, del commercio, del tempo libero e dei servizi.
- Fiera di San Cosimo a Oria (maggio)
- Presso il santuario di San Cosimo alla Macchia. È una fiera campionaria che tratta i temi della produzione alimentare, dell'agricoltura e altri servizi.
- Mercatino del Gusto a Maglie (luglio-agosto)
- È un percorso enogastronomico per le strade, le piazze, le corti e i giardini della città. La fiera gode anche della collaborazione di Slow Food, che porta al Mercatino I Presidii del Gusto di Puglia.
- Fiera di Sava a Sava
- Presso l'area mercatale del popoloso centro tarantino. È una fiera che tratta molti temi tra cui agricoltura, artigianato, commercio e molti altri servizi.
[modifica] Altre manifestazioni
- Focare di Sant'Antonio abate a Soleto (17 gennaio)
- Fiera di Sant'Ippazio a Tiggiano (19 gennaio)
- Falò di San Sebastiano ad Accadia (20 gennaio)
- Fiera di Sant'Antonio abate a Monteroni di Lecce (fine di gennaio)
- Carnevale Terranovese a Poggio Imperiale (Febbraio)
- Sagra te li pampasciuni a Galugnano (primo venerdì di marzo)
- Tavole e Sagra di San Giuseppe a Cocumola (19 marzo)
- Tavole di San Giuseppe a Lizzano (18-19 marzo)
- Fiera della zootecnia a Copertino (aprile-maggio)
- Celebrazioni in onore di San Cataldo a Taranto (maggio)
- Celebrazioni in onore di San Pasquale Baylon con fiera e spettacoli a Lizzano (17-18-19 maggio)
- Rievocazione storica del matrimonio di Maria d'Enghien a Taranto (maggio)
- Fiera di San Giovanni a Zollino (giugno)
- Salento Fiera del Fumetto a Maglie (giugno)
- Brindisi International Film Festival a Brindisi (luglio)
- Festa del maiale a Carmiano (luglio)
- Fiera della Madonna della Visitazione a Salice Salentino (luglio)
- Sagra te lu ranu a Merine (luglio)
- Sagra delle quattro stagioni e sagra del pesce a San Foca (luglio-agosto)
- Sagra della municeḍḍa a Cannole (agosto)
- Sagra ortofrutticola a Borgagne (agosto)
- Sagra ti la puccia chena a Mesagne (agosto)
- Sagra dei vecchi tempi a Ostuni (agosto)
- Sagra de li pizzarieddi a San Pietro in Bevagna (agosto)
- Sagra de la friseḍḍa a Specchia Gallone (agosto)
- Sagra dell'ulivo a Torre dell'Orso (agosto)
- Sagra della Sceblasti a Zollino (agosto)
- Sagra dell'uva e del vino cardinal a Guagnano (primo fine settimana di agosto)
- Notte della Pizzica a Ugento (14 agosto)
- Agritur manifestazione eno-gastronomica e turistica con degustazioni e serate di pizzica a Lizzano (8 giorni, nella metà di agosto)
- Congresso Internazionale sulla Magna Grecia a Taranto (settembre)
- Mostra dell'artigianato antico e moderno a Copertino (settembre)
- Festa te lu mieru a Carpignano Salentino (primo fine settimana di settembre)
- Fiera della Madonna dell'Uragano a Cocumola (seconda domenica di settembre)
- Festa della Madonna della Luce a Mattinata (14 - 15 -16 settembre)
- Sud Salento Festival nelle località del basso Salento (settembre-ottobre)
- Festa te lu porcu a Muro Leccese (ottobre)
- Lu paniri te e site a Palmariggi (ottobre)
- Festa del Soccorso a San Severo (terza domenica di maggio)
- Sagra de la volìa cazzata a Martano (ottobre)
- Fiera della Madonna della Mercede a Campi Salentina (terza domenica di ottobre e lunedì seguente)
- Fiera di San Raffaele Arcangelo a Trepuzzi (quarta domenica di ottobre)
- Fiera di San Vito a Carmiano (quarto lunedì di ottobre)
- Festa del vino novello a Lizzano e Manduria (novembre)
- Novello in Festa a Leverano (novembre)
- Taranto Film Festival a Taranto (dicembre)
- Frasca, Fanoia e Olio novello a Carpino (dicembre)
- Rassegna nazionale di enogastronomia turistica "Exposapori" a Campi Salentina (dicembre)
- Festa de lu focu a Zollino (28 dicembre)
- Strada dei Saperi e dei Sapori a Maruggio (agosto)
[modifica] Personalità legate alla Puglia
| Per approfondire, vedi la voce Personalità legate alla Puglia. |
[modifica] Economia
| Per approfondire, vedi la voce Economia della Puglia. |
Tra le regioni del Mezzogiorno, l'economia della Puglia è quella che ha registrato negli ultimi anni l'andamento migliore. La crescita del PIL, secondo i dati ISTAT, segna un +1,8% (+1,5% dell'Italia nel complesso e +0,7% del Mezzogiorno) dovuto soprattutto alla crescita del settore terziario (+2,9%) e dell'Industria (+0,7%) a fronte di un calo notevole del settore agricolo (-8,8%). Il Pil ai prezzi di mercato per abitante evidenzia un ritmo di crescita del +3,9% (a fronte del +3,0% nazionale e +2,6% del Mezzogiorno).
La Puglia è riuscita a coniugare le proprie tradizioni[58], la propria storia e le vocazioni produttive con l'innovazione e la tecnologia. Ha raggiunto, infatti, buoni livelli di specializzazione in numerosi comparti industriali. Diverse politiche con l'obiettivo di sviluppare processi di innovazione insieme a una vasta disponibilità di incentivi agli investimenti, hanno fatto si che il sistema produttivo locale crescesse e che si attirassero oltre 40 gruppi industriali internazionali appartenenti ai settori aerospaziale, automobilistiche, chimico e ICT.
Il sistema regionale della ricerca conta oltre 5.000 ricercatori e vanta competenze scientifiche specializzate in ambiti interdisciplinari: settori Biologia, ICT e nanotecnologie, che hanno contribuito alla nascita e consolidamento di tre distretti tecnologici: biotecnologie, high tech e meccatronica. La regione dispone inoltre di un capitale umano altamente qualificato e specializzato che conta oltre 103.000 studenti universitari e quasi 15.000 nuovi laureati l'anno.
Di seguito la tabella che riporta il PIL e il PIL pro capite al 2009[59][60] della Puglia dal 2000 al 2009:
| 2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 | 2010 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Prodotto Interno Lordo (Milioni di Euro) |
55.716,8 | 58.348,9 | 60.173,5 | 61.632,8 | 63.706,4 | 64.864,0 | 67.638,3 | 70.319,6 | 71.446,1 | 68.292,9 | 69.273,2 |
| PIL ai prezzi di mercato per abitante (Euro) |
13.825,2 | 14.504,5 | 14.962,2 | 15.284,0 | 15.702,1 | 16.022,6 | 16.656,6 | 17.355,8 | 17.955,90 | 16.880,0[61] | 16.932[62] |
[modifica] Valore aggiunto per provincia
Di seguito valore aggiunto per provincia pro capite nel 2009[63].
| Provincia | Valore aggiunto (€) | Capoluogo | Valore aggiunto (€) |
|---|---|---|---|
| Provincia di Foggia | 14.344 | Foggia | 19.179 |
| Provincia di Barletta-Andria-Trani | 12.559 | Andria Barletta Trani | 13.101 |
| Provincia di Bari | 16.037 | Bari | 23.008 |
| Provincia di Taranto | 14.929 | Taranto | 21.963 |
| Provincia di Brindisi | 14.164 | Brindisi | 22.438 |
| Provincia di Lecce | 14.523 | Lecce | 27.540 |
| Totale Puglia | 14.794 | Totale capoluoghi di provincia | 20.415 |
[modifica] Infrastrutture e trasporti
La Puglia presenta una notevole dotazione infrastrutturale che presenta però notevoli carenze soprattutto nella zona meridionale della regione (provincie di Lecce, Brindisi e marginalmente entroterra foggiano e barese)
[modifica] Assi viari
[modifica] Autostrade
Autostrada A14 Bologna-Taranto: detta anche Autostrada Adriatica, è il secondo asse meridiano della penisola italiana, lungo 743,4 km. È stata ed è tuttora una delle "vie delle vacanze" servendo la costa adriatica dalla Riviera Romagnola alla Puglia. Nel territorio pugliese l'A14 ha un andamento pianeggiante e caratterizzato da lunghi rettilinei e presenta due corsie per senso di marcia più la corsia di emergenza. L'apertura della tratta fra Bari e Canosa di Puglia risale al 1969, mentre la porzione a nord di Canosa e il prolungamento fino a Taranto datano rispettivamente al 1973 e 1975.
Autostrada A16 Napoli-Canosa di Puglia: L'Autostrada A16, inaugurata nel 1969, è definita anche Autostrada dei due mari, perché connette la parte meridionale della Penisola dalla costa tirrenica a quella adriatica; in particolare essa ha origine dall'A1 alla periferia di Napoli e termina dopo 172 km intersecando l'A14 presso Canosa. A causa della conformazione del territorio, il tratto pugliese dell'autostrada è spesso soggetto a forti venti che ostacolano la circolazione dei mezzi pesanti. L'attuale denominazione risale al 1973 quando venne inaugurato il tratto dell'Autostrada Adriatica da Lanciano a Canosa: fino ad allora l'intera tratta da Napoli a Bari era infatti denominata A17, nome poi abbandonato probabilmente per motivi scaramantici.
[modifica] Altri assi viari
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[modifica] Linee ferroviarie
La rete ferroviaria pugliese, fuori dalle linee principali è alquanto obsoleta e sottoutilizzata.
[modifica] Linee ferroviarie dello Stato
I collegamenti delle Ferrovie dello Stato sono:
- la Ferrovia Adriatica Ancona-Lecce (con tratta Foggia-Bari adeguata al trasporto TAV con limite max di 250 km/h) e con tratta Bari-Lecce, a doppio binario;
- la Ferrovia Bari-Taranto con raddoppio di linea recentemente eseguito;
- la Ferrovia Taranto-Brindisi;
- le linee secondarie sono la Barletta-Spinazzola, la Foggia-Manfredonia, Rocchetta Sant'Antonio-Gioia del Colle;
- i collegamenti con la Campania e la Basilicata sono assicurate on la Ferrovia Napoli-Foggia e la linea Avellino-Rocchetta Sant'Antonio, Foggia-Potenza è in fase di programmazione la realizzazione della linea ad alta capacità Bari-Foggia-Caserta, che porterà i tempi di percorrenza a 110 minuti rispetto alle 4 ore attuali;
- i collegamenti con la Calabria e la Basilicata ionica sono assicurati dalla Ferrovia Jonica.
[modifica] Ferrovie in concessione
In Puglia la rete delle ferrovie private supera per estensione quella delle Ferrovie dello Stato: da moltissimi anni (alcune da un secolo) operano quattro diverse aziende ferroviarie:
- Ferrovie del Nord Barese (già Bari Nord)
- si snodano lungo la linea Bari-Barletta, collegando numerosi centri dell'entroterra al capoluogo pugliese, con un bacino di utenza di circa 700.000 abitanti. La società che gestisce la rete ferroviaria e il trasporto passeggeri è la Ferrotramviaria Spa. Sono indicate con l'acronimo FNB o, secondo la vecchia denominazione, FT (acronimo di Ferrotramviaria). La linea, lunga 70 km, attraversa il territorio dei seguenti comuni: Bari, Bitonto, Terlizzi, Ruvo di Puglia, Corato, Andria, Barletta. Attualmente il primo tratto della ferrovia costituisce una linea cittadina metropolitana e collega le stazioni di Bari (Bari Centrale, sottovia Q. Sella, Via Brigata Bari, Cimitero, San Girolamo, con deviazione verso il Rione San Paolo). Le Ferrovie gestiscono anche un servizio di autolinee lungo le stesse direttrici di percorso.
- Ferrovie del Sud Est
- raggiungono i comuni interni della provincia di Brindisi, della provincia di Taranto e quelli più a sud della provincia di Lecce. Le ferrovie si estendono dalla stazione di Bari Centrale sino a Gagliano del Capo, vicino a Santa Maria di Leuca, nell'estremo sud del Salento. Nel Salento questa ferrovia è conosciuta anche col nome di Littorina, che è poi il nome delle prime motrici diesel a tutt'oggi utilizzate (nonostante la loro vetusta età). Nel 2009 la Regione Puglia ha consegnato alle FSE (acronimo delle Sud-est) ben 26 nuovi treni modernissimi. È in programmazione l'elettrificazione delle linee, a partire dalla Bari - Martina Franca. Va ricordato che le ferrovie esistono da oltre un secolo: il primo tratto fu la linea Bari - Locorotondo. Attualmente il primo tratto della ferrovia costituisce una linea cittadina metropolitana e collega le tre stazioni di Bari (Bari Centrale, Bari Sud Est e Bari Mungivacca-Ikea), Le FSE gestiscono anche un servizio di autolinee (le più importanti collegano Bari a Taranto e Bari a Brindisi).
- Ferrovie del Gargano
- (acronimo FdG o FG) è una società (fondata dall'ingegner Romeo e ora di proprietà della famiglia barese Scarcia) che gestisce la linea ferroviaria di quasi 79 km (da San Severo a Peschici), con 11 stazioni e 7 fermate, che collega i centri del Gargano settentrionale alla rete ferroviaria nazionale. Le FG, che sono la più importante società di trasporto pubblico della Capitanata, gestiscono anche la linea Foggia - Lucera e offrono anche un servizio su strada che assicura numerosi collegamenti extraurbani su gomma, a livello sia regionale sia nazionale.
- Ferrovie Appulo Lucane
- rappresentano la linea ferroviaria che collega la Puglia con la Basilicata. Attualmente tale linea è gestita dalla Ferrovie Appulo-Lucane S.r.l. (da cui l'acronimo FAL). La FAL gestisce anche un servizio autolinee per il collegamento Puglia - Basilicata. Le linee ferroviarie presenti non sono elettrificate, per cui il servizio è effettuato con motrici Diesel. A Potenza le FAL si collegano sia alla rete delle FS, che alla gemella FCL.
[modifica] Porti
- Il porto di Bari è mercantile, commerciale e turistico (terminal crociere). I collegamenti principali sono per Albania (Durazzo), Montenegro (Antivari) e Grecia (Corfù, Igoumenitsa e Patrasso). Le molteplici funzioni operative del porto di Bari possono contare su banchine attrezzate per la movimentazione di ogni tipo di merce e su una eccellente rete di collegamenti con ogni modalità di trasporto. Anche grazie a tali caratteristiche il Porto di Bari è stato indicato quale "terminale occidentale".
- Il porto di Brindisi è mercantile, commerciale, turistico e militare (COMDINAV 3). Effettua collegamenti con l'Albania (Valona), Grecia (Corfù, Igoumenitsa, Cefalonia, Paxos, Zante, Patrasso), Turchia (Çeşme).
- Il porto di Taranto è per lo più militare (COMDINAV 2), mercantile e industriale. È uno dei porti più importanti in Italia e nel Mediterraneo ed è il secondo porto italiano per numero di merci. Effettua collegamenti con gli altri porti italiani e con quelli del Mediterraneo, del medio Oriente e della Cina.
- Il porto di Manfredonia.
- Il nuovissimo porto turistico di Rodi Garganico. Con 310 posti barca, dai 8 ai 40 metri si può godere di tutti i servizi: acqua potabile e industriale, energia elettrica, connessione wi-fi, vigilanza, posto auto. L'ormeggio è strutturato con trappe e pontili galleggianti. La stazione di rifornimento di carburante è dotata di impianto di aspirazione acque di sentina e nere, e raccolta oli esausti.
Tutte le attività portuali e di navigazione sono coordinate dalla Torre di controllo del Marina, con servizio meteo e servizi di assistenza di altissimo livello.
- Il porto di Barletta prevalentemente mercantile.
- Il Porto di Trani, a vocazione soprattutto turistica e peschereccia, occasionalmente vi sono collegamenti con la costa croata.
- Il porto di Bisceglie è mercantile e turistico. Prevalentemente peschereccio, recentemente adeguato all'accoglienza di poche imbarcazioni da diporto.
- Il porto di Molfetta, prevalentemente peschereccio
- Il porto di Monopoli.
- Il porto di Otranto è mercantile e turistico. Effettua collegamenti con Valona (Albania), Corfù, Igoumenitsa (Grecia).
- Il porto di Gallipoli è mercantile e turistico
[modifica] Aeroporti
- Aeroporto internazionale di Bari "Karol Wojtyła"
- Sorge nel quartiere Palese-Macchie, a nord del capoluogo. Il terminal passeggeri, inaugurato nel 2005, è dimensionato per 3.600.000 passeggeri/anno, con un picco di 1.400 passeggeri/ora. Grazie all'introduzione di diverse nuove rotte, anche internazionali, con vettori tradizionali e low-cost, nel 2007 il traffico annuo è stato di circa 2,4 milioni di passeggeri, in netto aumento. Nel 2012 è prevista l'apertura del collegamento ferroviario con il centro di Bari.
- Aeroporto internazionale del Salento
- Si trova alla periferia di Brindisi e serve l'intera Puglia meridionale, con un traffico annuo di 984 000 passeggeri nel 2008. Il terminal è stato recentemente ammodernato. La presenza di due piste con diverso orientamento garantisce l'operatività dello scalo anche con condizioni climatiche avverse. L'aeroporto è adibito anche a uso militare e ospita una base logistica e di pronto intervento umanitario dell'ONU.
- Aeroporto di Foggia "Gino Lisa"
- È impiegato per voli nazionali e per collegamenti con elicottero per le isole Tremiti e le località turistiche del Gargano.
- Altri aeroporti
- L'aeroporto di Taranto-Grottaglie, a servizio dei vicini stabilimenti Alenia Aeronautica, ha una pista lunga a sufficienza per permettere l'atterraggio degli enormi Boeing 747-400 LCF cargo, impegnati per il trasporto delle fusoliere dei Boeing 787 in costruzione. Sono a esclusivo uso militare gli aeroporti di Gioia del Colle, Lecce-Galatina e Amendola, presso Foggia. L'aeroporto Lepore di Lecce-San Cataldo è un aeroporto civile di terzo livello adibito a uso privato e di soccorso.
[modifica] Politica
La regione Puglia fu creata dopo l'Unificazione d'Italia ricalcando i confini di tre circoscrizioni del Regno delle due Sicilie:
- La Capitanata, corrispondente al territorio a nord dell'Ofanto, che ebbe come capoluogo San Severo dal XIV secolo fino al 1579, poi Lucera fino al 1806 e infine Foggia.
- La Terra di Bari, estesa a sud dell'Otranto e comprendente gran parte dell'altopiano delle Murge e della pianura costiera, che ebbe come capoluogo Trani dal 1586 e Bari dal 1806.
- La Terra d'Otranto, comprendente l'arco ionico tarantino e il Salento, che ebbe come capoluogo dapprima Otranto e dal XII secolo Lecce.
Durante i lavori dell'Assemblea Costituente fu avanzata la proposta di fare della Puglia settentrionale e del Salento due regioni distinte. Il 17 dicembre 1946, dopo la relazione di Giuseppe Codacci Pisanelli, la Regione Salento fu istituita sulla carta, ma quando si arrivò alla ratifica in aula, il 29 novembre 1947, essa non era più prevista.
Il presidente della Regione è Nichi Vendola (Sinistra Ecologia Libertà), eletto a sorpresa nel 2005 e confermato nel elezioni regionali del 2010. In precedenza la Puglia ha sempre visto prevalere formazioni politiche centriste o di destra che si sono tradotte in amministrazioni regionali a impronta democristiana prima e di centrodestra poi.
[modifica] Giunta regionale
| Per approfondire, vedi la voce Presidenti della Puglia. |
Dal 27 aprile 2010 la giunta regionale è composta dai seguenti assessori:
- Loredana Capone (PD), vicepresidente con delega allo sviluppo economico;
- Fabiano Amati (PD), opere pubbliche e protezione civile;
- Marida Dentamaro (PD), federalismo e Sud;
- Maria Campese (FdS), personale, semplificazione, sport;
- Alba Sasso (Sel), diritto allo Studio e alla Formazione professionale;
- Guglielmo Minervini (PD),Trasporti e Infrastrutture strategiche;
- Angela Barbanente, Urbanistica, Qualità del territorio, e Beni culturali;
- Silvia Godelli, Turismo e al Mediterraneo;
- Tommaso Fiore (tecnico), politiche sanitarie;
- Dario Stefàno, agricoltura, caccia e pesca;
- Elena Gentile (PD), Welfare, lavoro, pari Opportunità, Pugliesi nel mondo;
- Michele Pelillo (PD, Bilancio, programmazione, Fondi Strutturali, Fondi Fas;
- Nicola Fratoianni (Sel), politiche giovanili e attuazione di programma;
- Lorenzo Nicastro (IdV), Ecologia e Ambiente;
[modifica] Cooperazione con i paesi balcanici
Negli ultimi anni la Puglia ha stretto numerosi e importanti relazioni con i paesi dell'area balcanica[64]: Albania, Macedonia, Montenegro e Serbia. L'Albania è un partner commerciale della Puglia ormai da molti anni (si menzionano a proposito le numerose iniziative congiunte in occasione della annuale Fiera del Levante di Bari). Inoltre, la fine della guerra dei Balcani ha consentito, negli anni, la nascita di numerose iniziative legate alla cooperazione.
Si ricordano, tra esse, soprattutto alcuni programmi (ad esempio Interreg, nato per la cooperazione tra regioni dell'Unione Europea e con i Paesi vicini) e varie iniziative legate a gemellaggi culturali e scambi commerciali.
Si segnala inoltre la notevole importanza legata all'attività programmatica del Corridoio 8, asse europeo dei trasporti che collegherà la Puglia (dai porti di Bari e Brindisi) all'Albania e al Mar Nero.
[modifica] Politiche ambientali
Dal 31 gennaio 2007, con la conclusione del mandato di commissario per l'emergenza ambientale, sino ad allora espletato dal Presidente della Regione, le province sono tornate in possesso della delega per la gestione del ciclo dei rifiuti. Il sistema di raccolta è imperniato su 15 Ambiti Territoriali Ottimali. Nei primi sei mesi del 2011 la percentuale di raccolta differenziata in Puglia è stata del 18,62%[65]
La Puglia, nel 2006, è stata la prima regione italiana a emanare una legge sugli acquisti pubblici ecologici[66] (Green public procurement). Inoltre, nel 2005 ha varato una specifica legge regionale sull'inquinamento luminoso e il risparmio energetico[67].
[modifica] Amministrazioni
- Comuni della provincia di Bari (41)
- Comuni della provincia di Barletta-Andria-Trani (10)
- Comuni della provincia di Brindisi (20)
- Comuni della provincia di Foggia (61)
- Comuni della provincia di Lecce (97)
- Comuni della provincia di Taranto (29)
- Comunità montane della Puglia
-
Teatro Romano a Lecce
-
Colosso di Barletta
-
Chiesa ad Alberobello
-
Vista di Castro
-
Cattedrale di Altamura
-
Interno della cattedrale di Galatina
-
Chiesa di Santa Croce a Lecce
-
Piazza Plebiscito a Martina Franca
-
mare di Santa Cesarea Terme
-
La Cattedrale di Canosa di Puglia
[modifica] Sport
| Per approfondire, vedi la voce Sport in Puglia. |
La Puglia è una regione molto attiva dal punto di vista sportivo. Alla numerosa e capillare presenza di impianti sportivi sul suo territorio, si accompagna anche la rilevanza a livello nazionale e internazionale delle sue società sportive.
[modifica] Manifestazioni sportive
- Rally del Salento sulle strade della provincia di Lecce (giugno)
- È una competizione automobilistica valevole per il Campionato Italiano Rally, per il Trofeo d´Italia Rally GT e per la Coppa Europa Rally.
- Rievocazione storica della Milano-Taranto a Taranto (luglio)
- È la rievocazione della celebre corsa motociclistica che si disputò dal 1937 al 1940 e dal 1950 al 1956, anno quest'ultimo in cui una legge dello Stato abolì le gare agonistiche su strada. Sul lungomare della città ionica è posto il simbolico traguardo per i partecipanti.
- Coppa Fasano-Selva (agosto)
- È una gara di cronoscalata automobilistica su un percorso di circa 5,6 km. Si svolge dal 1946 nel territorio del comune di Fasano (BR) lungo i tornanti della strada statale 172. Conta a oggi 51 edizioni.
- Coppa Messapica (agosto)
- È una competizione ciclistica di rilevanza nazionale riservata oggi alle categorie Elite e Under 23. Dal 1952 si disputa a Ceglie Messapica e dintorni in un circuito urbano ed extra urbano,noto nell'ambiente del ciclismo come circuito dei "Trulli,delle Grotte e della Gastronomia". Nel 1982 la competizione valse come prova unica del campionato italiano femminile di ciclismo su strada.
[modifica] Note
- ^ http://it.db-city.com/Italia/Puglia db-city.com
- ^ Dato Istat al 31/08/2011
- ^ http://blog.lalocandina.it/post/2011/04/22/Crolla-il-Pil-pro-capite-in-Italia.aspx id=7&user_100ind_pi1[id_pagina]=58&cHash=85588a4fd38ccb3c061c32a042fc0b94 Istat, Conti economici regionali, Statistiche in breve, 28 settembre 2010
- ^ in passato nota anche come Le Puglie.
- ^ Dato Istat al 31/08/2011
- ^ Legge 11 giugno 2004 n. 148. URL consultato il 26-03-2008.
- ^ a b Il territorio della Puglia. URL consultato il 6-7-2011.
- ^ «Acque di balneazione 2010: ecco il rapporto del ministero della salute che presenta il nuovo portale. Caserta fanalino di coda». greenme.it. URL consultato in data 6-7-2011.
- ^ a b Touring Club Italiano: Puglia - Google Libri. URL consultato il 6-7-2011.
- ^ Il Tavoliere delle Puglie - La Terra di Puglia.it. URL consultato il 6-7-2011.
- ^ La Murgia dei Trulli: analisi e prospettive della economia agro-silvo-pastorale. URL consultato il 6-7-2011.
- ^ Schede degli ambiti paesaggistici: Arco Jonico Tarantino. URL consultato il 6-7-2011.
- ^ Penisola salentina - Biopuglia.it. URL consultato il 6-7-2011.
- ^ Tutela e valorizzazione delle lame. URL consultato il 26-7-2011.
- ^ Geologia della Puglia. URL consultato il 14-06-2008.
- ^ Notizie on-line. URL consultato il 26-03-2008.
- ^ (PDF) Punta delle pietre Nere. URL consultato il 13-04-2008.
- ^ G. de Lorenzo, "Studi di geologia nell'Appennino meridionale, Atti d. R. Accad. d. Sci, Fis. e Mat., 1896, Napoli ser. 2, vol. viii. no. 7.
- ^ Geologia della Puglia. URL consultato il 13-04-2008..
- ^ (PDF) Vegetazione e clima della Puglia. URL consultato il 26-03-2008.
- ^ Dolmen e Menhir in Puglia, di Giulia Ferola. URL consultato il 26-03-2008.
- ^ Conectitur secunda regio amplexa Hirpinos, Calabriam, Apuliam, Sallentinos ... Graeci Messapiam a duce appellavere et ante Peucetiam a Peucetio Oenotri fratre in Sallentino agro.
(Plinio il Vecchio, Naturalis historia, Libro III, edizione a cura di H. Zehnacker, Parigi, 1998) Traduzione: Confina con questi luoghi la Lucania la seconda regione, che comprende gli Irpini, la Calabria, la Puglia e i Salentini ... I Greci chiamarono la Calabria Messapia dal nome del loro comandante, e prima ancora Peucezia, da Peucezio, fratello di Enotro, che risiedeva nel territorio del Salento.
Traduzione di G. Ranucci in G.B. Conte (a cura di), Gaio Plinio Secondo. Storia Naturale I. Cosmologia e geografia. Libri 1-6, Torino 1982 - ^ Regione Puglia. URL consultato il 26-03-2008.
- ^ Ad esempio, dall'unità d'Italia sino al 1931 il nome ufficiale dell'attuale capoluogo di Regione era Bari delle Puglie.
- ^ Regio II Apulia et Calabria mappa e storia
- ^ Italia Antiqua di Antonio Montesanti. URL consultato il 26-03-2008.
- ^ Caduta dell'Impero Romano e dominazioni straniere (secoli IV-XI) di Franco Savelli. URL consultato il 26-03-2008.
- ^ Federico II di Svevia. URL consultato il 26-03-2008.
- ^ La Carboneria. URL consultato il 26-03-2008.
- ^ Sito istituzionale della Regione Puglia. URL consultato il 3-7-2011.
- ^ Descrizione sul sito istituzionale della Presidenza della Repubblica. URL consultato il 3-7-2011.
- ^ Dati Istat 2007. URL consultato il 3-7-2011.
- ^ F. Pratesi - F. Tassi, Guida alla natura Puglia, Basilicata e Calabria, Mondadori, Verona 1979.
- ^ Roca Vecchia - Archeosalento. URL consultato il 4-7-2011.
- ^ Il campo di ricerca: terme romane di San Mercurio a Canne della Battaglia. URL consultato il 20-3-2009.
- ^ Chiese rupestri in Puglia. URL consultato il 26-03-2008.
- ^ P. Belli D'Elia, Alle sorgenti del romanico. Puglia XI secolo, Bari 1975.
- ^ La Gazzetta del Mezzogiorno
- ^ «Completata la Chiesa di Padre Pio progettata da Renzo Piano». Edilportale.com. URL consultato in data 4-7-2011.
- ^ A cura di Domenico Potenza. La pietra armata. Claudio Grenzi editore, 2005. ISBN 88-8431-166-7
- ^ L'unica donazione giunta da un ente pubblico è stata quella della regione Puglia per la colossale croce in pietra che decora il sagrato.
- ^ Grisotti, op. cit., pp.15-22
- ^ Dato Istat al 30/04/2011
- ^ Regioni italiane per popolazione - Comuni Italiani.it. URL consultato il 3-7-2011.
- ^ Annuario statistico regionale Puglia 2004: Territorio. URL consultato il 26-03-2008.
- ^ Dato Istat al 30/04/2011
- ^ Giulio Bertoni (1916), Italia dialettale, Milano, Hoepli, p. 152.
- ^ [1]
- ^ Annuario statistico regionale Puglia 2004: Istruzione. URL consultato il 4-7-2011.
- ^ Dati dell'ufficio di statistica del MUR 2006
- ^ Decreto del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.
- ^ B.U.R. 109 del 12/10/1995
- ^ Isman, I predatori dell'arte perduta, pag. 81
- ^ Enzo Garofalo. Dal prossimo aprile la Puglia avrà un nuovo tempio dell'Arte. 10 marzo 2009. URL consultato il 19 aprile 2009.
- ^ Per approfondire, consulta il sito www.apuliafilmcommission.it.
- ^ Ci si riferisce a una produzione letteraria scritta: prima di lui era fiorente una letteratura a carattere prettamente orale.
- ^ a b http://www.fieradaprile.it/home.htm
- ^ Tutte le risorse di una delle regioni più produttive del Sud-Italia. URL consultato il 26-03-2008.
- ^ Dati Svimez - Tavole regionali
- ^ Dati Istat - Tavole regionali
- ^ Dati Svimez - Tavole regionali
- ^ Rapporto Svimez
- ^ Puglia in cifre 2010, Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali, pag. 81. URL consultato il 06-11-2011.
- ^ Cooperazione Balcani. URL consultato il 3-7-2011.
- ^ Raccolta differenziata rifiuti - RSU Puglia. URL consultato il 6-7-2011.
- ^ Legge Regionale 23/2006
- ^ Legge Regionale 15/2005.
[modifica] Bibliografia
- Emanuele Boaga, I Carmelitani in Terra d'Otranto e di Bari in epoca moderna (note di ricerca), in Ordini religiosi e società nel mezzogiorno moderno. Atti del seminario di studio (Lecce, 29-31 gennaio 1986) , Galatina, B. Pellegrino e F. Gaudioso.
- Pina Belli e D'Elia, Alle sorgenti del romanico. Puglia XI secolo , Bari, 1975.
- Antonella Calderazzi, Itinerario culturale tra le masserie della provincia di Bari , Bari, 1997.
- Antonella Calderazzi, L'architettura rurale in Puglia. Le masserie , Fasano(BR), 1989.
- Antonella Calderazzi, Architettura rurale nel territorio pugliese , Bari, 1984.
- Mario Cazzato, Guida ai castelli Pugliesi 1. La provincia di Lecce, Martina Franca, Congedo editore, 1997.
- Vincenzo Cazzato, Topografia di Puglia: Atlante dei “monumenti“ trigonometrici; chiese, castelli, torri, fari, architetture rurali, Galatina, Congedo editore, 2001.
- Vincenzo Cazzato; Marcello Fagiolo; Domenica Pasculli Ferrara, Atlante del Barocco in Italia. Terra di Bari e Capitanata, Roma, 1996.
- Bari extra moenia. Insediamenti rupestri e ipogei 1985; C. Dell'Aquila; F. Carofiglio, , Bari, Quaderni del Comune di Bari (voll.2-3).
- Raffaele De Vita, Castelli, torri e opere fortificate di Puglia, Bari, Editoriale Adda, 1974.
- Liliana Giardino, Il Tempo e le sue Orme percorsi turistico-culturali nel Salento, Mesagne, 2004.
- Raffaele Licinio, Castelli, foreste, masserie, Bari, 1991.
- Gustavo Meyer-Graz, Puglia/Sud 1890, Lecce, Capone Editore, 1999.
- Luigi Antonio Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Lecce, Istituto Araldico salentino, 1994.
- Ajère e ôsce. Alle radici del dialetto tarantino, Bari, Edizioni Bnd, 1985.
- Il Salento normanno. Territorio, istituzioni, società, Galatina, Itinerari di ricerca storica, 1988.
- Guida alla natura Puglia, Basilicata e Calabria 1979; F. Pratesi ; F. Tassi, Mondadori, Verona.
- V. A. Sirago, Il Salento al tempo di Augusto, Brindisi, 1979.
- Michele Cristallo, Nei castelli di Puglia. Storie, leggende, amori, congiure, Bari, 1995.
- Stefania Mola, Puglia. Turismo storia arte folklore, Bari, 1997.
- Cosimo Damiano Fonseca (a cura di), Cattedrali di Puglia. Una storia lunga duemila anni, Bari, 2001.
- Raffaele Licinio (a cura di), Castel del Monte. Un castello medievale, Bari, 2002.
- Raffaele Nigro (a cura di), Puglia. Viaggio nelle tradizioni e nel folklore, Bari, 2002.
- Michèle Sajous d'Oria (a cura di), La Puglia e la Basilicata nell'Encyclopédie di Diderot e d'Alembert, Bari, 2002.
- E. Verrengia, La notte degli stramurti viventi. Racconti della pugliesità, Viterbo, Stampa Alternativa, 2003.
- Raffaele Nigro (a cura di), Puglia. Colori e sapori, Bari, 2003.
- Raffaele Nigro (a cura di), Puglia. Città d'arte, Bari, 2004.
- Raffaele Nigro (a cura di), Puglia. Borghi da riscoprire, Bari, 2005.
- Raffaele Nigro (a cura di), Puglia. Terra dell'olivo, Bari, 2006.
- Roberto Campanelli - Puglia Insolita - 2007
- Raffaele Nigro (a cura di), Puglia. Dal grano al pane, Bari, 2007.
- Raffaele Nigro (a cura di), Puglia. Viaggio nella cultura del vino, Bari, 2008.
- Michele Orlando (a cura di), La Puglia. Saggio di edizione dalla "Descrittione di tutta Italia" (Venezia, 1568) di fra Leandro Alberti, Trento, 2009.
- Michele Orlando, La Puglia nell'odeporica domenicana di fra Leandro Alberti, in «Rivista di Studi italiani», XXIII, n. 1, (giugno 2005), ora sul sito www.rivistadistudiitaliani.it
[modifica] Voci correlate
- Regione ecclesiastica Puglia
- Presidenti della Puglia
- Nativi della Puglia
- Magna Grecia
- Stele daunie
- Mezzogiorno
- Regno delle Due Sicilie
[modifica] Altri progetti
Wikisource contiene alcuni canti della Puglia
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[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale Regione Puglia
- Portale turistico ufficiale della Regione Puglia
- Sito dell'Acquedotto Pugliese S.p.A.
- Bollenti Spiriti - Politiche Giovani Puglia
- Pagina Dmoz sulla Puglia