Verginità

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La verginità è il termine adoperato per connotare la condizione fisica di una persona che non ha mai avuto un rapporto sessuale completo.

In un senso più ampio del termine, verginità indica uno stato di purezza, di immodificazione rispetto ad uno stato originario (in tal senso è usata ad esempio nella locuzione foresta vergine, cioè inviolata dall'essere umano).

Lo stato di verginità è in alcune società, considerato un valore morale, in particolare dove i rapporti sessuali pre-matrimoniali sono osteggiati in funzione di determinate prescrizioni religiose.


Indice

[modifica] Fisiologia

[modifica] Verginità nella donna

Nelle donne, l'imene è una membrana, parte della vulva, che occlude parzialmente l'ingresso della vagina e che è spesso fisicamente rotta al momento del primo rapporto sessuale. La presenza di una membrana intatta è quindi spesso vista come una prova della verginità. Tuttavia, la sua assenza non è necessariamente l'indicazione di partecipazione ad un rapporto sessuale: infatti, in alcune donne, l'imene può essere assente fin dalla nascita, o sufficientemente vestigiale da non occludere l'ingresso della vagina. Inoltre, è possibile che l'imene si rompa prima che una donna prenda parte a un rapporto sessuale, ad esempio sotto sforzi intensi o durante l'inserimento di un tampone o altro. Oppure, anche nel caso sia vestigiale, è impossibile che non si rompa in seguito al primo parto. Al contrario, è molto raro che l'imene non venga danneggiato, e poiché questo può provocare problemi di salute potrebbe richiedere un intervento chirurgico.

È anche possibile ripristinare la verginità fisica dopo aver avuto una prima esperienza sessuale, con una imenoplastica, intervento eseguito in day hospital da un chirurgo estetico, del quale devono essere valutati i risvolti psicologici.

Tradizionalmente, le donne non sono considerate vergini dopo aver subito una violenza sessuale, ma presso alcune culture ciò non è vero, e c'è chi intende la verginità in un senso prettamente spirituale, arrivando alla nozione di "vergini rinate", cioè donne che "tornano" alla verginità (intesa come astinenza). In questo caso sarebbe però più corretto usare la parola castità.

[modifica] Verginità nell'uomo

La verginità maschile dal punto di vista fisiologico non è definibile.

È vero, però, che molti uomini hanno problemi di fimosi (pelle troppo stretta e/o frenulo troppo corto).

Questi problemi possono essere a vari livelli, più o meno gravi, e normalmente si risolvono durante l'adolescenza (il pene aumenta di dimensione, ma la pelle intorno aumenta di poco di più). In alcuni casi la pelle e/o il frenulo, non essendo molto spessi, possono rompersi durante i primi rapporti sessuali e/o la masturbazione. In altri casi è necessario l'intervento chirurgico. In altri casi ancora si riesce a conviverci a vita senza problemi.

[modifica] Cultura

In molte culture la verginità femminile è strettamente legata all'onore personale o familiare, e spesso la perdita della verginità prima del matrimonio è motivo di vergogna; molte culture, come i Bantu del Sudafrica, prevedono un esame della verginità, generalmente effettuato da un'anziana del villaggio.

Nelle cerimonie matrimoniali occidentali la verginità è simboleggiata dal velo e dall'abito bianco; la simbologia però non è esplicita e non è inconsueto che la sposa indossi l'abito bianco anche se non è più vergine. Va inoltre considerato che in alcune culture occidentali la verginità non è più considerata una virtù, e anzi in certi casi può essere vista come qualità negativa, in quanto suggerisce che la persona non sia attraente o matura o sia legata alle tradizioni.

Il filosofo Bertrand Russell, nel suo libro Perché non sono cristiano, sosteneva che evitare esperienze sessuali prima del matrimonio fosse ingenuo e sciocco, e che farlo avrebbe alla lunga portato a più infelicità della pratica sessuale; questo sulla base del fatto che se si è all'oscuro del desiderio sessuale e della sua naturale conclusione non si è in grado di distinguere tra una profonda infatuazione e un vero sentimento, e perciò si è condotti a scegliere male il proprio partner, mentre tale errore sarebbe evitabile se si conoscesse la differenza.

Molti storici e antropologi fanno notare come in realtà anche nelle culture che attribuiscono grande valore alla verginità, come accadeva nelle culture occidentali prima della rivoluzione sessuale, si riscontra comunque una notevole attività sessuale pre-matrimoniale, nelle tipologie che non implicano penetrazione vaginale: si parla dunque di una "verginità tecnica". Pur non essendovi lacerazione dell'imene, ad esempio, si è fatto ricorso a rapporti sessuali di altro tipo: orale, anale, masturbazione, o simulazione del coito tra le gambe. Analogamente, nell'odierna gioventù iraniana la pratica più diffusa è il lapai, che consiste nello stringere il sesso dell'uomo tra le gambe della donna in modo da simulare il coito. Lapai, in farsi, significa letteralmente «in mezzo alle gambe».[1]

[modifica] La tradizione dell'esposizione delle lenzuola

Per dare una prova concreta della verginità della donna, in Italia era tradizione esporre sul terrazzo, alla finestra o sul balcone le lenzuola che avevano ospitato i coniugi nella loro prima notte d'amore. Mettendo in bella vista le tracce di sangue, infatti, si dimostrava che la sposa era effettivamente illibata. L'usanza aveva risvolti tragicomici quando le tracce di sangue, per varie ragioni, non c'erano: si suppliva allora con sangue animale.[2]

[modifica] Perdita di verginità come rito di passaggio

L'atto di "perdere la verginità", ovvero la prima esperienza sessuale, è a volte considerato nelle culture occidentali come un evento molto importante e affine a un vero e proprio rito di passaggio. La perdita della verginità può essere vista come una pietra miliare di cui essere orgogliosi, un fallimento di cui vergognarsi, soprattutto se derivante da sensi di colpa per una perdita di autocontrollo, o semplicemente come un momento naturale della crescita: storicamente, queste percezioni hanno spesso avuto una grande variazione tra uomo e donna, implicando orgoglio per l'uomo e vergogna[senza fonte] per la donna. Tuttavia, nella recente evoluzione della cultura occidentale, l'influenza di questa contrapposizione si è affievolita ed è ora sempre più comune per le donne vivere la prima esperienza con orgoglio, anche se in contrasto con la famiglia che cerca di proteggerne la verginità (tipicamente i maschi della famiglia).

[modifica] Religione

[modifica] Cristianesimo

La società cristiana medievale guardava alla perdita della verginità come un peccato, ma non dei più gravi; ad esempio nell'Inferno dantesco i lussuriosi si trovano nel secondo cerchio, quindi appena dopo il Limbo, e la loro punizione (essere in balia della bufera) è molto più lieve del cerchio seguente (i golosi, flagellati dalla pioggia e straziati da Cerbero).

Tuttavia, nel corso della storia gli stati di matrice cristiana hanno spesso protetto legalmente la verginità: la Germania ha abolito solo nel 1998 una legge che autorizzava una donna deflorata a chiedere un risarcimento se la relazione veniva poi interrotta.

Per i cristiani moderni la verginità fa parte degli attributi della santità, e molti considerano necessaria e auspicabile la verginità pre-matrimoniale; per il cattolicesimo, in particolare, il sesso al di fuori del matrimonio è considerato peccato e nel Nuovo Testamento si trovano condanne più o meno esplicite del sesso pre-matrimoniale e incoraggiamenti al celibato (ad esempio Matteo 19:12).

[modifica] Islam

L'Islam prevede regole molto severe secondo cui l'attività sessuale deve restare confinata all'interno del matrimonio (Non andate nemmeno vicini, alla Fornicazione, Al-Israa 17: 32). Sebbene la verginità della sposa sia sempre stata molto importante nelle società islamiche, la pratica comune dei divorzi e nuovi matrimoni, anche in società molto tradizionali, implica che una donna possa sposarsi anche avendo avuto precedenti esperienze sessuali, purché sempre nell'ambito di un precedente matrimonio. Khadìja bint Khuwàylid era una vedova quarantenne e non più vergine quando sposò il Profeta Maometto; ciò non fu di ostacolo al loro matrimonio.

[modifica] Ebraismo

Uno degli aspetti più importanti della tradizione ebraica è la grande importanza attribuita alla verginità, che sembra evidente già nella Genesi, nella figura di Rebecca:

« La giovinetta era molto bella d'aspetto, era vergine, nessun uomo le si era unito. »
(Genesi, 24:16 [1])

Il tema è ricorrente nella Bibbia, soprattutto nelle regole riguardanti tradimenti, matrimoni e divorzi.

In pratica, l'ebraismo è però molto tollerante riguardo alle relazioni sessuali; il sesso non è visto come sporco o indesiderabile di per sé, ed anzi all'interno del matrimonio è considerato un mitzvah. Le correnti più liberali (ebraismo ricostruzionista, ebraismo riformato, e ebraismo conservativo) sono relativamente aperti anche nei confronti del sesso pre-matrimoniale: sebbene non sia incoraggiato, non è nemmeno ignorato - si applicano ad esempio anche ad esso tutte le regole generali sulla sessualità.

[modifica] Mitologia

La verginità è spesso stata considerata una virtù indicante purezza e capacità di fronteggiare le tentazioni, e come tale è un attributo importante di molte figure divine, soprattutto femminili. Ad esempio nella mitologia greca è attributo di Atena, Artemide, e Estia; alle vestali era severamente proibito avere contatti sessuali.

La costellazione della Vergine rappresenta poi in molte culture una vergine sacra, la cui identità e storia però è abbastanza variabile.

[modifica] Neopaganesimo

In molte tradizioni neopagane, la figura di una Vergine è una delle tre persone della dea triplice.

[modifica] Etimologia

La parola deriva dal latino virginitas, virginitatis, quindi da virgo, virginis (vergine). Secondo alcuni, Virgo significherebbe semplicemente "giovane donna", al contempo puella significa ragazza. Non è certo se il passaggio dalla giovane età all'età matura fosse sancito dalla perdita della verginità o da un altro rito di passaggio similare.

[modifica] Note

  1. ^ Lilli Gruber, Chador. Nel cuore diviso dell'Iran, Rizzoli, 2005
  2. ^ La tradizione dell'esposizione delle lenzuola, dal blog Storia Proibita di History Channel

[modifica] Riferimenti

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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