Verginità

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Sidney Hall, Virgo, 1825

La verginità è un termine utilizzato per definire la condizione fisica e mentale di una persona che non ha mai sperimentato un rapporto sessuale completo.

In un senso più ampio del termine, il termine "verginità" indica uno stato di purezza, rispetto ad uno stato originario. [1]

Lo stato di verginità in alcune culture è considerato un valore sprituale, religioso e morale, in particolare ove i rapporti sessuali pre-matrimoniali sono osteggiati, in relazione a determinate norme sociali o religiose.

Fisiologia[modifica | modifica wikitesto]

Verginità nella donna[modifica | modifica wikitesto]

Nelle donne, l'imene è una sottile membrana, parte della vulva, che occlude parzialmente l'ingresso della vagina, e può essere lacerata con l'introduzione di corpi estranei, o con il pene in erezione, nel momento del primo rapporto sessuale.

La presenza di una membrana intatta vienr quindi spesso vista come una prova della verginità. Tuttavia, la sua assenza non è necessariamente l'indicazione di un rapporto sessuale completo: infatti, in alcune donne, l'imene può essere assente fin dalla nascita, o sufficientemente vestigiale, tale da non occludere l'ingresso della vagina. Inoltre, è possibile che l'imene si rompa, prima che una donna prenda parte ad un rapporto sessuale, ad esempio, sotto sforzi intensi, o durante l'inserimento di un tampone.

Sebbene non possa annullare gli effetti dell'avvenuta penetrazione (cioè "tornare vergine"), ma abbia solo un valore simbolico, è possibile ricostruire una nuova membrana simile all'imene, dopo aver avuto esperienze sessuali, con una imenoplastica, intervento eseguito in day hospital da un chirurgo estetico o un chirurgo plastico.

Secondo recenti dati si stima che la media mondiale dell'età in cui viene persa la verginità sia tra i 14 e i 15 anni, ed è leggermente in diminuzione. Ad ogni modo una donna si considera pronta a perdere la verginità con l'arrivo del menarca.[senza fonte]

Tradizionalmente, le donne non sono più considerate vergini dopo aver subito una violenza sessuale, [senza fonte] ma presso in alcune culture ciò non è vero. C'è chi intende la verginità in un senso esclusivamente spirituale, arrivando alla nozione di "vergini rinate", cioè donne che "tornano" alla verginità (intesa come astinenza). In questo caso sarebbe però più corretto usare la parola castità.

Verginità nell'uomo[modifica | modifica wikitesto]

La verginità maschile dal punto di vista fisiologico è difficilmente accertabile.

Tuttavia alcuni uomini possono avere problemi di fimosi [2] . Questi problemi possono essere a vari livelli, più o meno gravi, e normalmente si risolvono durante l'adolescenza [3]. In alcuni casi la pelle e/o il frenulo, non essendo molto spessi, possono rompersi durante i primi rapporti sessuali e/o la masturbazione. In altri casi è necessario l'intervento chirurgico. In altri casi ancora si riesce a conviverci a vita senza problemi. Per gli uomini, invece, l'età media mondiale di perdita della verginità sarebbe intorno ai 15/16 anni[senza fonte], le cause di questa divergenza rispetto alle donne sono da ricercare in una maturazione sessuologo-mentale più lenta rispetto alle donne.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

In molte culture la verginità femminile è strettamente legata all'onore personale o familiare, e spesso la perdita della verginità prima del matrimonio è motivo di vergogna. Moltissime culture prevedono un esame della verginità, effettuato a volte da un'anziana del villaggio.

In molte culture occidentali, nelle cerimonie matrimoniali la verginità è simboleggiata dal velo e dall'abito bianco, ma spesso la donna indossa l'abito bianco anche se non è più vergine. Va inoltre considerato che in alcune culture occidentali la verginità non è più considerata una virtù, e anzi in certi casi può essere vista come qualità negativa, in quanto suggerisce che la persona non sia attraente o matura o sia eccessivamente legata alle tradizioni.

Il filosofo Bertrand Russell, nel suo libro "Perché non sono cristiano", sosteneva che evitare esperienze sessuali prima del matrimonio fosse ingenuo e sciocco, e che farlo avrebbe alla lunga portato a più infelicità della pratica sessuale. Questo sulla base del fatto che se si è all'oscuro del desiderio sessuale e della sua naturale conclusione, non si è in grado di distinguere tra una profonda infatuazione e un vero sentimento, e perciò si è condotti a scegliere male il proprio partner, mentre tale errore sarebbe evitabile se si conoscesse la differenza.

Al contrario il filosofo Philipp Mainländer, nel suo lavoro centrale, "Die Philosophie der Erlösung" [4] secondo Theodor Lessing, "forse il più radicale sistema pessimistico noto in tutta la letteratura filosofica mondiale", intende la verginità, come strumento d'elezione dell'elusione procreativa, come un assecondamento di quello che egli identifica come il processo dissolutivo universale.

Molti storici e antropologi fanno notare come in realtà anche nelle culture che attribuiscono grande valore alla verginità, come accadeva nelle culture occidentali prima della rivoluzione sessuale, si riscontra comunque una notevole attività sessuale pre-matrimoniale, nelle tipologie che non implicano penetrazione vaginale: si parla dunque di una "verginità tecnica". Pur non essendovi lacerazione dell'imene, ad esempio, si è fatto ricorso a rapporti sessuali di altro tipo: orale, anale, masturbazione, o simulazione del coito tra le gambe. Analogamente, nell'odierna gioventù iraniana la pratica più diffusa è il lapai, che consiste nello stringere il sesso dell'uomo tra le gambe della donna in modo da simulare il coito. Lapai, in farsi, significa letteralmente «in mezzo alle gambe».[5]

La tradizione dell'esposizione delle lenzuola[modifica | modifica wikitesto]

In Italia meridionale, per dare una prova concreta della verginità della donna, era tradizione esporre sul terrazzo, alla finestra o sul balcone le lenzuola che avevano ospitato i coniugi nella loro prima notte di nozze. Mettendo in bella vista le tracce di sangue, infatti, si dimostrava che la sposa era effettivamente illibata. L'usanza aveva risvolti tragicomici quando le tracce di sangue, per varie ragioni, non c'erano: si suppliva allora con sangue animale.[6]

Perdita di verginità come rito di passaggio[modifica | modifica wikitesto]

L'atto di "perdere la verginità", ovvero la prima esperienza sessuale, è considerato in moltissime culture come un evento molto importante, e affine a un vero e proprio rito di passaggio. La perdita della verginità può essere vista come una pietra miliare di cui essere orgogliosi, o un fallimento di cui vergognarsi, soprattutto se derivante da sensi di colpa per una perdita di autocontrollo, o semplicemente come un momento naturale della crescita. Storicamente, queste percezioni hanno spesso avuto una grande variazione tra uomo e donna, implicando orgoglio per l'uomo e vergogna per la donna.[senza fonte] Tuttavia, nella recente evoluzione della cultura occidentale, l'influenza di questa contrapposizione si è affievolita, ed ora è sempre più comune anche per le donne vivere la prima esperienza sessuale con naturalezza e a volte anche con orgoglio.

Diritto[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della storia molti stati hanno spesso protetto legalmente la verginità. La Germania ha abolito solo nel 1998 una legge che autorizzava una donna deflorata a chiedere un risarcimento, se la relazione veniva poi interrotta.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

Per il cristianesimo il sesso al di fuori del matrimonio è considerato peccato, mentre nel Nuovo Testamento si trovano incoraggiamenti al celibato (Matteo 19, 12). È da notare che il cristianesimo non distingue tra verginità maschile e verginità femminile, ma attribuisce identico valore alla verginità in entrambi i sessi.

Islam[modifica | modifica wikitesto]

L'Islam prevede regole estremamente severe, secondo cui l'attività sessuale deve restare confinata all'interno del matrimonio [7]. Sebbene la verginità della sposa sia sempre stata molto importante nelle società islamiche, la pratica comune dei divorzi e nuovi matrimoni, anche in società molto tradizionali, implica che una donna possa sposarsi anche avendo avuto precedenti esperienze sessuali, purché sempre nell'ambito di un precedente matrimonio. Khadìja bint Khuwàylid era una vedova quarantenne e non più vergine quando sposò il Profeta Maometto : ciò non fu di ostacolo al loro matrimonio.

Ebraismo[modifica | modifica wikitesto]

Uno degli aspetti più importanti della tradizione ebraica è la grande importanza attribuita alla verginità, che appare evidente già nella Genesi, nella figura di Rebecca:

« La giovinetta era molto bella d'aspetto, era vergine, nessun uomo le si era unito. »
(Genesi 24, 16)

Il tema è ricorrente nella Bibbia, soprattutto nelle regole riguardanti tradimenti, matrimoni e divorzi.

In pratica, l' ebraismo è molto tollerante riguardo alle relazioni sessuali. Il sesso non è visto come sporco o indesiderabile di per sé, ed anzi, all'interno del matrimonio è considerato una mitzvah. Le correnti più liberali [8] sono relativamente aperti anche nei confronti del sesso pre-matrimoniale: sebbene non sia incoraggiato, non è nemmeno proibito - si applicano ad esempio anche ad esso tutte le regole generali sulla sessualità.

Almah[modifica | modifica wikitesto]

Almah (עלמה) o, al plurale, alamot (עלמות), è un appellativo ebraico dato a una ragazza che ha raggiunto la pubertà, ma che è ancora sotto la protezione della famiglia. È una giovane donna in età da marito ma non ancora sposata. Nella Bibbia, almah, è tipicamente tradotto con, "vergine", "fanciulla", "giovane donna", "damigella" o "ragazza". Per ragioni teologiche il significato e la definizione di questa parola [9], possono essere controverse, in particolar modo quando vengono applicate a Isaia 7:14.

Definizione e etimologia. La versione maschile di almah è elem ("עלם") che significa "giovane" o "giovane uomo nell'età della pubertà". La femminilizzazione di questo termine risulterà "giovane donna" o "giovane donna nell'età della pubertà". Gesenius definisce la parola come "una donna in età da marito". Usato in questo senso, la parola almah significa ancora oggi, nell'ebraico moderno, "damigella" [10] o "signorina" [11].

Neopaganesimo[modifica | modifica wikitesto]

In molte tradizioni neopagane, la figura di una Vergine è una delle tre persone della dea triplice.

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

La verginità è spesso stata considerata una virtù indicante purezza e capacità di fronteggiare le tentazioni, e come tale è un attributo importante di molte figure divine, esclusivamente femminili. Ad esempio, nella mitologia greca è attributo di Atena, Artemide, ed Estia. Le vestali nella Roma antica erano condannate a morte in caso di rapporti sessuali. La costellazione della Vergine rappresenta poi in molte culture una vergine sacra, la cui identità e storia però è abbastanza variabile.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La parola deriva dal latino virginitas, virginitatis, quindi da virgo, virginis (vergine). Secondo alcuni, Virgo significherebbe semplicemente "giovane donna", al contempo puella significa ragazza. Non è certo se il passaggio dalla giovane età all'età matura fosse sancito dalla perdita della verginità o da un altro rito di passaggio similare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In tal senso è usata ad esempio nella locuzione foresta vergine, cioè inviolata dall'essere umano.
  2. ^ Si intende pelle troppo stretta e/o frenulo troppo corto.
  3. ^ Il [[pene]] aumenta di dimensione, ma la pelle intorno aumenta di poco di più)
  4. ^ Trad. Ted. "Filosofia della redenzione"
  5. ^ Lilli Gruber, Chador. Nel cuore diviso dell'Iran, Rizzoli, 2005
  6. ^ La tradizione dell'esposizione delle lenzuola, dal blog Storia Proibita di History Channel
  7. ^ "Non andate nemmeno vicini, alla Fornicazione", Al-Israa 17: 32
  8. ^ Ebraismo ricostruzionista, ebraismo riformato, e ebraismo conservativo.
  9. ^ Specialmente la definizione di "vergine". 
  10. ^ Usato per definire una "giovane donna".
  11. ^ Usato per chiamare una "giovane" o una "donna nubile".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]