Vagina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando la parte esterna alla vagina, vedi Vulva.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Vagina (disambigua).
Rappresentazione dell'apparato genitale femminile

La vagina (dal latino vagina, letteralmente "fodero" o "guaina"[1]) è una parte interna dell’apparato genitale femminile ed è costituita da un canale fibromuscolare molto elastico che serve da supporto al collo dell’utero e all'uretra. Si tratta dell'organo femminile interessato nel rapporto sessuale e, come canale ultimo, nel parto.

Conduce dall'utero all'esterno dell'organismo nei mammiferi femmina (tranne nei mammiferi monotremi), o alla cloaca negli uccelli, nei monotremi ed in alcuni rettili.

Anche gli insetti femmina ed altri invertebrati hanno una vagina, che è la parte terminale dell'ovidotto.[2]

Nel linguaggio comune, il termine è usato spesso per riferirsi generalmente ai genitali femminili o alla vulva.

Anatomia umana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Posizione anatomica.

La vagina è un canale che si estende dalla cervice uterina (porzione anatomica più profonda) alla vulva (porzione anatomica superficiale), la quale ha una lunghezza da 6 a 8 cm nella parte anteriore e di 8–9 cm nella parte posteriore,[3] dilatandosi/espandendosi in lunghezza e larghezza durante l'eccitazione sessuale.[4]

Anatomia della vulva, dall'"alto" (pube) al "basso" (ano):
Pube - Monte di Venere
Prepuzio clitorideo
Glande clitorideo
Grandi labbra
Piccole labbra
Orifizio uretrale
Imene
Orifizio vaginale
Perineo
Ano

Quando la donna mantiene la stazione eretta, il condotto vaginale traccia (rispetto alla regione pelvica) una curva geometrica di orientamento superiore-posteriore che forma un angolo leggermente minore di 45 gradi con l'utero. L'apertura vaginale si trova verso l'estremità caudale della vulva, dietro l'apertura dell'uretra. Il quarto superiore della vagina è separato dal retto per mezzo del cavo rettouterino.[5][6][7] Sopra la vagina sta il monte di Venere.

La vagina, come l'interno della vulva, è di colore rosa vivo tendente al rosso, particolare comune alle membrane mucose interne (in condizione fisiologica) della maggior parte dei mammiferi. I solchi prodotti dalla ripiegatura della parete nel terzo esterno della vagina sono detti pieghe vaginali.[8] Si tratta di rughe costituite da tessuto epiteliale che hanno lo scopo di offrire alla vagina un'estesa area superficiale che ne favorisce l'estensione e l'allungamento.

La dilatazione è agevolata, oltre che da dette pieghe che ne aumentano l'espandibilità, pure dalla particolare lubrificazione, che avviene tramite le ghiandole di Bartolino. La membrana della parete vaginale mantiene una determinata umidità, anche se non contiene alcuna ghiandola. Prima e durante l'ovulazione, vengono prodotte diverse varianti di muco della cervice,[9] che fornisce un ambiente favorevole alcalino nel canale vaginale per massimizzare le possibilità di sopravvivenza per gli spermatozoi.

La vagina, nella donna vergine, è (di norma, ma non immancabilmente)[10][11] coperta in parte dall'imene: una membrana di tessuto connettivo che può essere infranta oltre che da un rapporto sessuale, anche da alcuni tipi di esercizi, come le passeggiate a cavallo o la ginnastica, ed altresì da un esame pelvico incauto.[12] Per converso, non necessariamente il coito determina una lacerazione[13] dell'imene: ne consegue che la deflorazione non è un criterio affidabile per la determinazione del primo rapporto completo (specie nell'ipotesi di cosiddetto imene compiacente).[14]

Fisiologia[modifica | modifica sorgente]

La vagina è chiamata ad assolvere svariate funzioni fisiologiche.

Secrezioni uterine[modifica | modifica sorgente]

La vagina costituisce una via attraverso la quale il sangue mestruale e parti di tessuto organico lasciano il corpo.[15] Queste escrezioni possono essere assorbite o trattenute per mezzo di tamponi, coppe mestruali, assorbenti igienici.

Sostanze odorifere presenti nel fluido vaginale[modifica | modifica sorgente]

Nei mammiferi la secrezione di molecole odorifere (urea, acido lattico, acido acetico, composti alifatici a catena corta) nell'area genitale è importante per comunicare la ricettività sessuale della femmina.

Nella donna, la produzione di acido lattico e acido acetico è sempre presente; la produzione di composti alifatici è invece variabile da soggetto a soggetto e l'odore che ne deriva (generalmente attribuibile all'acido butanoico), a seconda della loro concentrazione nei fluidi vaginali, dà luogo a giudizi di varia gradevolezza e può costituire ugualmente un richiamo sessuale.

Bacillo di Döderlein[modifica | modifica sorgente]

Il bacillo di Döderlein è ospite in condizioni di normalità della vagina sana e contribuisce a mantenere il pH dell'ambiente vaginale nella donna sana intorno a 3,5-4,5 attraverso la scissione del glicogeno in acido lattico e biossido di carbonio. Il mantenimento di tale pH acido è di fondamentale importanza per la difesa della vagina dai germi provenienti dall'esterno (autodepurazione della vagina).

Attività sessuale[modifica | modifica sorgente]

Orifizio vaginale.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Penetrazione sessuale.

La concentrazione di terminazioni nervose che giacciono intorno all'entrata della vagina può causare sensazioni piacevoli durante l'attività sessuale, qualora avvenga un tipo di stimolazione gradito alla specifica donna.[16]

Durante l'eccitazione sessuale, specie se vi è stimolazione del clitoride, le pareti della vagina si auto-lubrificano. Ciò riduce l'attrito che può manifestarsi in conseguenza di varie attività sessuali; tuttavia esistono pratiche - dette di "Sesso asciutto" - per limitare o evitare la lubrificazione in corso di coito. In passato si riteneva che le ghiandole di Bartolino fossero responsabili della lubrificazione vaginale. I lavori di Masters & Johnson[17][18] rilevarono invece che è la stessa parete vaginale ad emettere goccioline di liquido che, dapprima isolate, successivamente formano un velo continuo e lucente su tutta la parete. La risposta vaginale è la stessa qualunque sia il tipo di stimolazione sessuale (clitoridea, mammaria, orale, ecc) ma la quantità di liquido può essere maggiore o minore a seconda dell'intensità e della durata dello stimolo. La lubrificazione si verifica anche in post-menopausa, ma la quantità di liquido secreto è fortemente inadeguata.

Alcuni studi hanno rilevato che porzioni del clitoride si estendono nella vulva e nella vagina.[19]

Con l'eccitazione, la vagina si allunga velocemente di un valore medio di 8,5 cm, ma può continuare ad allungarsi per reazione ad una pressione.[20] Quando la donna raggiunge la massima eccitazione, la vagina si gonfia come una tenda (gli ultimi ²⁄₃ si espandono in lunghezza e larghezza) mentre la cervice si ritrae.[21] Le pareti della vagina sono composte di morbide pieghe elastiche di pelle membranoso-mucosa che si allungano o contraggono (con il concorso dei muscoli pelvici) per adeguarsi alla misura del pene.

Punto G[modifica | modifica sorgente]

Apparato genitale femminile, vista sagittale. Il punto G è cerchiato in nero, ed abbinato a didascalia in grassetto.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Punto G.

Una zona erogena, comunemente chiamata punto G, è ubicata nella parete anteriore della vagina, a circa cinque cm più addentro del suo ingresso. Alcune donne provano intenso piacere se il loro punto G è stimolato convenientemente durante l'amplesso. Un orgasmo scaturente dal punto G potrebbe essere la causa dell'eiaculazione femminile, il che porta alcuni medici e ricercatori a ritenere che il piacere connesso al punto G provenga dalle ghiandole di Skene (v. ghiandole esocrine),[22] un omologo femminile della prostata, piuttosto che da un qualche particolare punto sulla parete vaginale.[23][24][25] Alcuni ricercatori, peraltro, negano radicalmente l'esistenza del punto G.[26]

Localizzazione delle ghiandole di Skene.

Parto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parto.

Durante il parto, la vagina fornisce il canale attraverso cui il feto abbandona l'utero per affacciarsi alla vita indipendente al di fuori del grembo materno. In questa fase, la vagina è chiamata anche canale del parto. La vagina è notevolmente elastica e si ingrandisce di diverse volte rispetto al suo diametro normale durante il parto vaginale.

Dopo il primo di tale atto scompare il frenulo inferiore delle piccole labbra.

Benessere sessuale ed igiene[modifica | modifica sorgente]

La vagina è auto-detergente e pertanto di norma non ha bisogno di speciali trattamenti di sorta. I medici generalmente sconsigliano la pratica dell'irrigazione vaginale (v. enteroclisma).[27][28] Dato che una vagina sana è colonizzata da una flora di microrganismi reciprocamente simbiotici che proteggono il corpo-ospitante da microbi che potrebbero provocare malattie, qualunque tentativo di alterare questo equilibrio può causare svariati esiti indesiderabili, come — a solo titolo di esempio — perdite anormali e candidosi. L'acidità di una vagina in salute, a causa dell'acido lattico secreto dai microrganismi simbiotici, ritarda la crescita di molte specie di microbi pericolosi.

La vagina è esaminata durante le visite ginecologiche, spesso con l'ausilio di uno speculum, che mantiene la vagina divaricata per l'ispezione visiva della cervice, o per prelevare campioni di tessuto.[29]

Sintomi di affezioni vaginali[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Le malattie della vagina si presentano con gonfiori, perdite, ulcerazioni.[30]

Gonfiori[modifica | modifica sorgente]

La presenza di gonfiori insoliti sulla parete o sulla base della vagina è sempre anormale.[31] Il fenomeno più comune è la cisti di Bartolino.[32] La cisti, alla palpazione assimilabile ad un pisello, si forma in conseguenza di un'occlusione delle ghiandole che normalmente apportano i loro umori all'orifizio vaginale. Questa condizione viene trattata facilmente, con un atto di chirurgia minore, o farmacologicamente con nitrato d'argento.
L'herpes può essere una causa meno comune di piccoli gonfiori o vesciche. In questo caso la sintomatologia è caratterizzata dalla diffusione in più punti e dalla presenza di vivo dolore, con un fluido chiaro che tende a risolversi in piccole croste. Possono essere associate a protuberanza generalizzata, e sono molto tenere.
I gonfiori associati a tumori della parete vaginale sono assai rari e l'età media di esordio è settant'anni.[33] La forma tumorale più comune è il carcinoma dell'epitelio pavimentoso, poi il cancro delle ghiandole (adenocarcinoma) ed infine (estremamente raro) il melanoma.

Perdite[modifica | modifica sorgente]

Le perdite vaginali[34] sono in massima parte fisiologiche, e comprendono sangue mestruale (dall'utero), il caso più frequente, ed un fluido chiaro che può essere correlato ad eccitazione sessuale o può derivare da altre secrezioni della cervice uterina. Fra le cause non infettive si annoverano le dermatiti e le perdite da corpo estraneo, come nel caso di tamponi "igienici" ritenuti, o — nelle bambine — a seguito dell'inserimento in vagina degli oggetti più disparati, sostanzialmente per curiosità.[35]
Perdite non connesse a pratiche sessuali si verificano per vaginiti batteriche o per candidosi genitale.
Il gruppo finale di perdite è correlato a malattie sessualmente trasmissibili: gonorrea, clamidia e trichomonas vaginalis. Le perdite da candida sono leggermente maleodoranti e bianche; quelle da trichomonas hanno un odore più intenso e sono verdastre; quelle da corpo estraneo assomigliano a quelle da gonorrea — grigiastre o gialle, e purulente (simili a pus).

Ulcerazioni[modifica | modifica sorgente]

Tutte le ulcerazioni[36] comportano un cedimento della sottile membrana in cui consiste la parete vaginale. I fenomeni più comuni sono piccole abrasioni/ulcerazioni provocate da trauma. Ancorché dette lesioni possano essere effetto di violenza sessuale, in realtà (e per fortuna) il più delle volte dipendono da eccessivo strofinamento contro indumenti, o da maldestro inserimento di tamponi sanitari.

La tipica ulcerazione da sifilide non provoca dolore e presenta margini in rilievo. Spesso non sono neppure rilevate, poiché per lo più si verificano all'interno della vagina.

Le ulcerazioni da herpes sono molto morbide, e possono determinare rigonfiamenti che ostacolano il deflusso dell'urina.

Nei Paesi in via di sviluppo, un gruppo di malattie parassitarie come la leishmaniosi umana può essere un'altra causa di ulcerazioni sessuali; si tratta invece di evento inconsueto in Occidente.

Tutti questi disturbi vulvo-vaginali sono trattati agevolmente, e possono essere guariti senza difficoltà particolari dalla medicina. Spesso solo una qualche forma di vergogna o (ingiustificato) pudore impedisce alle pazienti di giovarsi dei rimedi disponibili.[37]

La vulva nell'arte[modifica | modifica sorgente]

Per il suo naturale fascino, oltre che per l'ancestrale potere evocativo quale porta della vita, la vagina - o meglio, la vulva - ha assunto un ruolo di protagonista anche in diverse opere d'arte di età contemporanea, tra cui:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vagina: documenti, foto e citazioni nell’Enciclopedia Treccani
  2. ^ De Filippi, op. cit., p. 16
  3. ^ Fumagalli, op. cit., p. 575
  4. ^ The sexual response cycle in EngenderHealth. URL consultato il 13 ottobre 2007.
  5. ^ Vedasi anche la voce perineo.
  6. ^ Apparato genitale femminile
  7. ^ Rectouterine pouch in eMedicine Dictionary
  8. ^ Apparato Genitale Femminile — vedasi anche la voce Plica.
  9. ^ Sgreccia, op. cit., p. 518
  10. ^ Emans, S. Jean. "Physical Examination of the Child and Adolescent" (2000) in Evaluation of the Sexually Abused Child: A Medical Textbook and Photographic Atlas, Second edition, Oxford University Press. 62
  11. ^ Sally E. Perlman, Nakajima, Steven T. and Hertweck, S. Paige, Clinical protocols in pediatric and adolescent gynecology, Parthenon, 2004, p. 131.
  12. ^ GYNECONLINE:NET: Glossario - TRENTO
  13. ^ Cosiddetta "perdita della dignità anatomica"
  14. ^ Imene "anomalo" su "Medicitalia.it"
  15. ^ Ginecologia clinica, Di Nicola Vaglio, Pubblicato da PICCIN, 1983, ISBN 88-299-0003-6, 9788829900039, pag. 329
  16. ^ Il tipo di stimolazione definibile come "gradevole" varia infatti notevolmente in ciascun particolare individuo.
  17. ^ Masters W. H.: The sexual response cycle of the human female: vaginal lubrication. Ann N. Y. Acad Sc 1959; 83:301
  18. ^ Masters W. H., Johnson V.: Human sexual response. Little, Brown & Co. Boston, 1966
  19. ^ Mascall S, Time for Rethink on the Clitoris, BBC News, giugno 2006.
  20. ^ Does size matter in TheSite.org. URL consultato il 10 gennaio 2009.
  21. ^ do big penises hurt? in AskMen.com. URL consultato il 14 agosto 2006.
  22. ^ The paraurethral glands in scientific literature
  23. ^ R Crooks, Baur, K, Our Sexuality, California, Brooks/Cole, 1999.
  24. ^ Jannini E, Simonelli C, Lenzi A, Sexological approach to ejaculatory dysfunction. in Int J Androl, vol. 25, nº 6, 2002, pp. 317–23, DOI:10.1046/j.1365-2605.2002.00371.x, PMID 12406363.
  25. ^ Jannini E, Simonelli C, Lenzi A, Disorders of ejaculation. in J Endocrinol Invest, vol. 25, nº 11, 2002, pp. 1006–19, PMID 12553564.
  26. ^ Hines T, The G-Spot: A modern gynecologic myth in Am J Obstet Gynecol, vol. 185, nº 2, agosto 2001, pp. 359–62, DOI:10.1067/mob.2001.115995, PMID 11518892.
  27. ^ Governmental FAQ
  28. ^ Enciclopedia medica: irrigazione vaginale
  29. ^ Vedasi la voce pap test.
  30. ^ S'intende, in quantità o qualità anomale, poiché taluni di questi fenomeni, entro certi limiti, possono far parte della fisiologia vaginale.
  31. ^ Mayo Clinic Staff Bartholin’s Cyst. January 19 2008 accessed http://www.mayoclinic.com/health/bartholin-cyst/DS00667/DSECTION=1 23 March 2008
  32. ^
  33. ^ Manetta A, Pinto JL, Larson JE, Stevens CW, Pinto JS, Podczaski ES, Primary invasive carcinoma of the vagina in Obstet Gynecol, vol. 72, nº 1, luglio 1988, pp. 77–81, PMID 3380510.
  34. ^ Spence D, Melville C, Vaginal discharge in BMJ, vol. 335, nº 7630, dicembre 2007, pp. 1147–51, DOI:10.1136/bmj.39378.633287.80, PMC 2099568, PMID 18048541.
  35. ^ Nelle bambine più piccole è sorprendentemente comune a la tendenza ad usare la vagina come "tasca naturale". (Il corpo estraneo in età pediatrica: quando è necessario il chirurgo?)
  36. ^ Benign Vulval Lesions
  37. ^ Butcher J, ABC of sexual health: female sexual problems II: sexual pain and sexual fears in BMJ, vol. 318, nº 7176, gennaio 1999, pp. 110–2, PMC 1114576, PMID 9880287.
  38. ^ L'Origine del mondo. Intorno ad un capolavoro di Courbet
  39. ^ Tecnica mista: materiali e procedimenti nell'arte del XX secolo, Di Marina Pugliese, Pubblicato da Pearson Paravia Bruno Mondad, 2006, ISBN 88-424-9239-6, 9788842492399, pag. 31
  40. ^ Duchamp, Di Maurizio Calvesi, Marcel Duchamp, Pubblicato da Giunti, 1993, ISBN 88-09-76174-X, 9788809761742, pag. 35
  41. ^ Feuille de vigne femelle

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Trattato di anatomia patologica clinica, Di Mario Raso, Pubblicato da PICCIN, 1981, ISBN 88-212-0927-X, 9788821209277
  • Chirurgia vaginale. Anatomia chirurgica e tecniche operatorie, Di Gunther Reiffenstuhl, Werner Platzer, Paul G. Knapstein, Collaboratore E. Baraggino, Pubblicato da UTET, 1996, ISBN 88-02-05068-6, 9788802050683
  • Archivio italiano di anatomia e di embriologia, Di Società italiana di anatomia, Consiglio nazionale delle ricerche (Italy), Pubblicato da Sansoni Editore, 1902
  • La donna e la bambina. Psicoanalisi della femminilità, Di Antonio Imbasciati, Pubblicato da FrancoAngeli, 1996, ISBN 88-204-9627-5, 9788820496272
  • Atlante di anatomia, Di Adriana Rigutti, A A Ghermana, O A Cetverikova, Pubblicato da Giunti, 2000, ISBN 88-09-01793-5, 9788809017931
  • Filippo De Filippi, Regno animale, P. & G. Vallardi, 1852.
  • Zaccaria Fumagalli, Carlo Cavallotti, Anatomia umana normale, Piccin, 1983, ISBN 88-299-0131-8.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

anatomia Portale Anatomia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di anatomia