Ghiandole di Skene

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Le ghiandole di Skene, conosciute anche come prostata femminile (v. eiaculazione femminile), U-spot [1] o ghiandole parauretrali/periuretrali esocrine, fanno parte dell'apparato genitale femminile e sono situate in prossimità del meato urinario, nella zona superiore rispetto al vestibolo vaginale.

Ghiandole di Skene e Bartolini

Queste ghiandole sono circondate da tessuto epiteliale che va a costituire anche parte del vestibolo vulvare, delle piccole labbra e del clitoride (prepuzio clitorideo), tessuto che si inturgidisce per vasocongestione nello stato di eccitazione sessuale, fase in cui i dotti deferenti iniziano a secernere un fluido viscoso che, unitamente a quello prodotto dalle ghiandole di Bartolini, sembra possa contribuire alla lubrificazione vaginale.

Prostata femminile[modifica | modifica wikitesto]

Le ghiandole di Skene sono considerate le omologhe ancestrali della ghiandola prostatica maschile [2]. I fluidi prodotti durante l'eiaculazione femminile hanno una composizione simile al liquido secreto dalla ghiandola prostatica maschile, contenendo gli stessi marcatori biochimici della funzione sessuale, come la proteina di tipo 1 e l'enzima PDE-5 (fosfodiesterasi di tipo 5) [3].

All'esame del microscopio elettronico le ghiandole mostrano strutture simili, come pure analoghi sono l'antigene prostata-specifico (PSA) e le fosfatasi secretorie. Seguendo questi risultati, alcuni studiosi della materia stanno pensando di rinominare le ghiandole di Skene con il termine "prostata femminile" [4].

Eiaculazione femminile[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eiaculazione femminile.

Alcuni ricercatori ritengono che le ghiandole di Skene siano la sede dell'eiaculazione femminile [5]. Nel 2002, alcuni sessuologi dell'Università degli Studi dell'Aquila (Italia) indicarono come spiegare l'eiaculazione femminile in alcune donne e la sua assenza in altre [6]. Le ghiandole di Skene hanno un'anatomia estremamente variabile e, in alcuni casi, sembrano essere parzialmente atrofiche (come del resto sembra esserlo anche il Punto G di Gräfenberg [7]), quindi, se le ghiandole di Skene sono la causa dell'eiaculazione femminile, questo potrebbe spiegare l'assenza del fenomeno eiaculatorio in alcune donne [8].

Eponimo[modifica | modifica wikitesto]

Le ghiandole hanno preso il nome dal ginecologo scozzese che per primo le descrisse, Alexander Skene, sebbene alcune ricerche avanzino l'ipotesi che esse fossero già state scoperte nel 1672 dall'anatomista olandese Regnier de Graaf (1641-1673) e nella metà dell'800 dal medico chirurgo francese Alphonse François Marie Guérin (1816-1895) [9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nota. U-spot è sininimo di Urethral spot , come G-spot (punto-G) sta per Gräfenberg spot e A-Spot per Anterior Fornix Erogenous Zone.
  2. ^ Zaviacic M., Jakubovská V., Belosovic M., Breza J., Ultrastructure of the normal adult human female prostate gland (Skene's gland). In Anat Embryol (Berl), 201(1), 51-61, 2000. PubMed-ID 10603093
  3. ^ Zaviacic M., Danihel L., Ruzicková M., Blazeková J., Itoh Y., Okutani R., Kawai T., Immunohistochemical localization of human protein 1 in the female prostate (Skene's gland) and the male prostate. In The Histochemical Journal, 29 (3), 219–27, 1997.
  4. ^ Zaviacic M., Ablin R.J., The female prostate and prostate-specific antigen. Immunohistochemical localization, implications of this prostate marker in women and reasons for using the term "prostate" in the human female. In Histol Histopathol. 15 (1), 131–42, 2000. PubMed-ID 10668204
  5. ^ Rabinerson D., Horowitz E., G-spot and female ejaculation: fiction or reality?. In Harefuah Journal, Israel, 146 (2), 145–7, 163, 2007. PubMed-ID 17352286
  6. ^ Jannini E., Simonelli C., Lenzi A., Sexological approach to ejaculatory dysfunction. In Int J Androl, vol. 25, issue 6, pag. 317–23, 2002.
  7. ^ Gravina G.L., et al., Measurement of the Thickness of the Urethrovaginal Space in Women with or without Vaginal Orgasm. In Journal of Sexual Medicine, Vol. 5 Issue 3, 610-618, 2008.
  8. ^ Jannini E., Simonelli C., Lenzi A., Disorders of ejaculation. In Journal of endocrinological investigation, vol. 25, issue 11, pag. 1006–19, 2002.
  9. ^ (EN) Ole Daniel Enersen, Ghiandole di Skene in Who Named It?.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]