Clitoride

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Rappresentazione anatomica della clitoride

La clitoride (dal greco κλειτορἰς, kleitoris) è un organo dell'apparato genitale femminile, ed è il principale organo erettile della donna, posto sulla parte anteriore superiore della vulva, appena sopra le piccole labbra della vagina.

Benché il vocabolo clitoride sia in origine un sostantivo femminile, si è andato diffondendo l'uso di considerarlo maschile per influenza del francese[1].

Indice

[modifica] Anatomia e fisiologia

È costituita da una parte composta da due radici dei corpi cavernosi, che formano un organo unico, di forma cilindrica: il corpo della clitoride, che si porta in alto ed in avanti, per ripiegare poi in basso, terminando con un glande sormontato da un prepuzio clitorideo. Misura in media tra i 60 e i 70 mm, di cui i due terzi circa sono nascosti dietro le grandi labbra.

Clitoride e prepuzio clitorideo

Da un punto di vista dello sviluppo embrionario ha la stessa origine del pene.

[modifica] Orgasmo "clitorideo"

Con le sue 6.000 terminazioni nervose, non partecipa direttamente alla funzione riproduttiva, ma determina il piacere [2]: un'opportuna stimolazione della clitoride, porta la donna al raggiungimento dell'orgasmo detto comunemente, in questo caso, "clitorideo", distinguendolo da quello ottenuto grazie alla stimolazione vaginale[3], pur non essendoci differenze dal punto di vista fisiologico[4].

Sigmund Freud considerò "maturo" l'"orgasmo vaginale", ed "immaturo" quello "clitorideo" [5]

In alcune culture, la mutilazione o l'asportazione della clitoride viene praticata per ridurre il piacere femminile o per "curare" il cosiddetto clitorismo (masturbazione femminile), la ninfomania ed il lesbismo.

[modifica] Note

  1. ^ Treccani lemma «clitoride»
  2. ^ http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_PUBBLICAZIONI&nextPage=PUBBLICAZIONI/Tutti_i_titoli/Medicina/Agenti_chimici/Agenti_chimici_-_Indice/info-753566643.jsp
  3. ^ http://dweb.repubblica.it/dweb/1999/11/23/attualita/inchiesta/162org177162.html
  4. ^ http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=65768
  5. ^ http://books.google.it/books?id=BfCikX2iJ1gC&pg=PA102

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