Ascesso
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| Ascesso | |
| Classificazione e risorse esterne | |
| ICD-9-CM | (EN) 682.9 |
Un ascesso è una raccolta di pus, o essudato purulento (formato da neutrofili, cellule necrotiche e liquidi) localizzata e circoscritta, che si forma per un processo di suppurazione (infezione) all'interno di un tessuto o un organo.
È caratterizzato da una regione centrale necrotica ricca di leucociti e cellule del tessuto intorno alla quale vi è una zona di neutrofili vitali. All'esterno, proliferazione di fibroblasti e di cellule parenchimali, unitamente a una vasodilatazione periferica, indicano l'inizio dei processi riparativi.
Con il tempo, l'ascesso viene isolato attraverso una parete di tessuto connettivo che limiterà la diffusione del processo infettivo: si tratta della membrana piogenica, costituita da fibre di collagene prodotte dai fibroblasti.
È determinato prevalentemente da alcuni microrganismi (es. streptococchi e stafilococchi) che causano suppurazione (batteri piogeni) responsabili di infezioni, è caratterizzato da un decorso rapido e doloroso, con tumefazione locale.
[modifica] Evoluzione dell'ascesso
L'ascesso nella sua evoluzione tende ad aumentare progressivamente di volume, così facendo preme sui tessuti circostanti.
Gli esiti possono essere:
- maturazione: ovvero lo svuotamento del ascesso verso l'esterno o verso una cavità;
Lo svuotamento può essere naturale o artificiale (indotto chirurgicamente).
- flemmone: il pus si diffonde nei tessuti circostanti seguendo le linee di minor forza, cavità preformate, guaine...
- fistola:soluzione di continuo a forma di canale che mette in comunicazione l'ascesso con l'esterno o altrà cavità.
- piemia:pus che penetra nel torrente sanguigno portando con se residui di materiale necrotico e particelle di microrganismi patogeni.
Nel caso di mancato svuotamento dell'ascesso questo può, se di modesta entità, essere riassorbito con formazione di una cicatrice; se di entità maggiore non si può avere riassorbimento e si avrà la formazione di una cisti.

