Infezione
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Con il termine infezione si intende la penetrazione e la moltiplicazione di microrganismi (virus, batteri, miceti, protozoi, metazoi) in un macrorganismo (pianta, animale, uomo). L'infezione è la premessa per una malattia infettiva.
Se un'infezione si evolve in una malattia infettiva dipende da vari fattori:
- dalle caratteristiche dell'Agente Eziologico (microrganismo) caratteristiche come:
- Dalle caratteristiche dell'ospite sistema immunitario:
-
- dall'immunità basilare
- dall'immunità soggettiva momentanea
dell'individuo colpito
- Dalle caratteristiche ambientali :
In questa sezione rientrano ad esempio situazioni climatiche, ma anche situazioni socio economiche dell'area in cui microrganismo e ospite si trovano.
Indice |
[modifica] Evoluzione delle infezioni
Un'infezione si evolve in diversi modi:
- infezione muta senza evidenti sintomi oppure
- infezione abortiva con leggeri sintomi oppure
- infezione manifesta con sintomi clinicamente marcati.
Solo l'ultima delle tre elencate è chiamata malattia infettiva.
[modifica] Classificazione clinica delle infezioni
Le infezioni si classificano clinicamente secondo:
- la porta d'entrata del microrganismo nel macrorganismo;
- la contagiosità del microrganismo;
- il percorso temporaneo sintomatico della malattia;
- criteri eziologici (tipo di germe responsabile);
- lo stato immunitario momentaneo dell'individuo.
[modifica] Risposte immunitarie ad un'infezione
Gli effetti di una risposta immunitaria sono molto diversi se un'infezione con un determinato germe:
- accade la prima volta (infezione primaria) o se
- si ripete entro un certo tempo (infezioni ripetute)
Di solito, dopo una fase manifesta, in un'infezione primaria si sviluppa una certa immunità contro il germe responsabile. Da infezioni ripetute con lo stesso tipo di germe non si sviluppa più una malattia infettiva, ma l'infezione rimane muta, non apparente.
[modifica] Infezione primaria
Se un determinato microrganismo invade per la prima volta un macrorganismo, il sistema immunitario è confrontato con un "problema mai avuto". Dapprima mette in moto:
-
- difese di emergenza non molto specifiche;
- e poi i raffinati sistemi specifici che riescono ad identificare un determinato tipo di microrganismo e a marcarlo con degli anticorpi. Di seguito cellule specializzate neutralizzano e smaltiscono i germi (microrganismi)
Malauguratamente questo processo richiede tempo (da giorni a settimane). Se il microrganismo è molto contagioso e patogeno, l'individuo colpito perde la vita prima. Se invece resiste finché si sono formati anticorpi specifici, il sistema immunitario lo guarisce. Un'infezione primaria può quindi diventare critica.
[modifica] Infezioni ripetute
Un'infezione susseguente (ripetuta), con lo stesso germe o non si nota neppure o a malapena: gli anticorpi ancora in circolazione e le cellule di memoria (stoccati nei linfonodi) per la loro rapida produzione identificano e marcano i microrganismi entro poche ore. Così possono essere distrutti e smaltiti dalle cellule specializzate in questo mestiere prima che possono danneggiare l'organismo. Questa si chiama "immunità".
[modifica] Vaccinazione attiva
In una vaccinazione attiva si "infetta" un macrorganismo con un determinato microrganismo (o pezzetti di questo) resi (per intervento umano) incapaci di moltiplicarsi. Il sistema immunitario fortunatamente non lo sa e mette in moto tutti i processi specifici per identificare e marcare questo germe "eunuco".
Il paziente sentirà probabilmente leggeri sintomi della reazione immunitaria (mal di testa, sovratemperatura, leggero disagio generale) ma visto che il germe non si propaga non avrà altri sintomi. In breve: la vaccinazione attiva è la simulazione di un'infezione.
[modifica] Vaccinazione passiva
In una "vaccinazione passiva" si iniettano a scopo terapeutico (non preventivo) degli anticorpi specifici in un organismo. Marcano il tipo di microrganismi per il quale sono destinati (p.es. tetano) e facilitano così la sua neutralizzazione. Per certi germi si può eseguire contemporaneamente una vaccinazione attiva (come prevenzione) e una vaccinazione passiva in caso di una sospettata infezione (p.es. tetano).
Il latte materno contiene anticorpi delle infezioni e vaccinazioni che la madre ha subito. Durante il periodo di allattamento questo è un'ottima protezione contro tante infezioni. Il latte materno contiene quindi un largo spettro di "vaccini passivi".
Malauguratamente l'effetto di vaccinazioni passive (con anticorpi) garantisce immunità per poco tempo (settimane). Visto che non si formano cellule memoria, l'immunità sparisce con la disintegrazione degli anticorpi in circolazione.
[modifica] Prevenzione e cura delle infezioni
La prevenzione e cura delle infezioni è stato per migliaia di anni il nodo cruciale ed irrisolto della medicina. Solo poche generazioni fa si è cominciato a comprendere l'eziologia e il meccanismo di diffusione di quelle malattie che fino ad allora erano state considerate incurabili e che avevano causato milioni di morti come la peste bubbonica, il vaiolo, il tetano, la malaria ed altre. L'importanza anzitutto delle condizioni igieniche venne riconosciuta in tutta la sua portata dal medico ungherese Ignaz Philipp Semmelweis (1818-1865).
Se come testo seguente leggete la "storia della medicina", ricordatevi che questa storia in molti paesi del terzo mondo non è ancora iniziata!
[modifica] Condizioni sanitarie ed economiche della popolazione
Il miglioramento duraturo delle condizioni sanitarie di una popolazione, oggi come un tempo non avviene solamente grazie alla medicina (condizione indispensabile, ma di per sé non sufficiente), ma soprattutto grazie ad interventi su larga scala (e quindi per lo più alla volontà politica) in grado di modificare le abitudini igieniche e dare gli strumenti adeguati al maggior numero di persone. Fra le misure di prevenzione efficaci su larga scala si ricordano:
- la cura e il controllo della distribuzione dell'acqua potabile;
- la costruzione di canalizzazioni;
- l'organizzazione dello smaltimento di rifiuti;
- le leggi alimentari e i relativi controlli (ad es. l'ispezione delle carni macellate);
- l'istruzione della gente sulle misure igieniche fondamentali;
- il riconoscimento del bestiame produttivo, degli animali domestici e dei parassiti come vettori di infezioni (zoonosi)
- con le migliorate condizioni economiche di una vasta popolazione, la speranza di vita alla nascita (che è un buon indicatore della igiene pubblica) sale in modo importante.
[modifica] Antiparassitari
Più avanti si riconobbe come misura medica l'importanza della battaglia contro i vari parassiti come artropodi, pulci, pidocchi, vermi intestinali (elminti).
[modifica] Vaccinazioni
Rimanevano (alle nostre latitudini) le problematiche (e l'alta mortalità) delle malattie infettive infantili e di diverse malattie come p.es. la tubercolosi e il vaiolo per quanto riguardava gli adulti. In questo settore, la medicina accademica fece un grande progresso con lo sviluppo e l'introduzione delle vaccinazioni non solo degli uomini ma anche del bestiame (e recentemente anche degli animali domestici); questo riduceva notevolmente anche le zoonosi (infezioni tramite gli animali come "vettori").
La comprensione, la pratica medica negli esseri umani e l'avvio della ricerca scientifica nel campo delle vaccinazioni (da vaccino, ovvero di vacca) si devono al medico inglese Edward Jenner (1749-1823) il quale per questa scoperta venne nominato membro della Royal Society (si ricorda per inciso che il premio Nobel viene assegnato solamente dal 1901).
[modifica] Antibiotici (battericidi o batteriostatici)
L'efficacia di muffe e piante pare fosse nota già agli albori della civiltà, ma la storia vera e propria degli antibiotici e della loro comprensione inizia con la scoperta della penicillina (1928), l'uso di questa muffa permise ad Alexander Fleming (1881-1955) e poi a tutti noi di salvare milioni di vite umane e naturalmente di avviare il filone di ricerca relativo. Lo scienziato scozzese riceve per questo il Premio Nobel per la medicina nel 1945. I primi antibiotici sintetici erano dei sulfonamidici e il noto SALVARSAN contro la sifilide. Più tardi (intorno agli anni 1940) furono scoperti gli "antibiotici" a base di miceti che riuscivano (e riescono) a combattere efficacemente le infezioni batteriche.
[modifica] Fungicidi, Antiprotozoici, Virostatici
Malauguratamente mancano ancora farmaci altrettanto potenti per le infezioni virali (p.es. epatite), protozoiche (p.es. malaria) e micetiche (p.es. tinea pes). Ci sono una manciata di sostanze note (virostatici, antiprotozoiche, fungicidi) ma con campi d'impiego ridottissimi.
[modifica] Stimolazione immunitaria
Cominciando pian piano a capire il ruolo del sistema immunitario, si fanno anche piccoli progressi nella sua stimolazione, p.es. con gli interferoni.
[modifica] Interventi sintomatici e palliativi
Anche le capacità cliniche per interventi sintomatici e palliativi sono notevolmente migliorate e non sono da trascurare: possono spesso prolungare il tempo di resistenza dell'organismo contro una prima infezione e danno così il tempo necessario al sistema immunitario per organizzare delle difese efficaci.
[modifica] Fonti
- Roy Porter: Breve ma veridica storia della medicina occidentale; Carocci, 2004
- Lawrencete W. Brew: Diagnosi e terapia delle infezioni virali; Piccin
- Valnet et al.: Cura delle malattie con piante e aromi; Giunti 2004
- Stephen Buhner Harrod: Antibiotici naturali. Alternative efficaci per combattere le infezioni batteriche - Il punto d'incontro, 2003