Edward Jenner

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Ritratto di Edward Jenner eseguito da James Northcote

Edward Jenner (Berkeley, 17 maggio 1749Berkeley, 26 gennaio 1823) è stato un medico e naturalista britannico, noto per l'introduzione del vaccino contro il vaiolo e considerato il padre dell'immunizzazione. Inoltre, Edward Jenner si dedicò agli studi delle mongolfiere, del tartaro emetico e del cuculo, per quest'ultimo fu anche nominato membro della Royal Society nel 1789.

I primi anni e l'educazione[modifica | modifica sorgente]

Edward Jenner nasce a Berkeley il 17 maggio 1749 nel Gloucestershire, ultimo dei sei figli di Stephen Jenner (vicario di Berkeley) e della figlia del precedente vicario della città (il Reverendo Henry Head).[1]

Sin dalla tenera età con gli insegnamenti della madre prima e quelli del padre poi, Edward fu istruito secondo un'educazione classica, grazie alla quale il latino diventò parte del suo linguaggio quotidiano.[2]

La precoce scomparsa, in breve tempo, di entrambi i genitori lasciò un segno indelebile nel piccolo. L'educazione cristiana datagli dal padre, le figure della sorella Mary, che per lui divenne quasi una seconda madre e quella quasi paterna del fratello maggiore Stephen resero meno difficile la crescita del piccolo. Nel 1756 all'età di sette anni Edward fu mandato a studiare presso la scuola di grammatica di Cirencester. Nel 1761, all'età di dodici anni, finì gli studi di grammatica. Era arrivato il momento di scegliere un impiego per il giovane e fu scelta la via della medicina. Fatta richiesta ad Oxford, ma rifiutata a causa delle condizioni di salute di Edward dopo l'epidemia di vaiolo, cui andò incontro qualche anno prima, ma che riuscì a superare, fu affidato a Mr. Ludlow, un chirurgo di Sodbury, al cospetto del quale rimase per sette anni, durante i quali Jenner aveva imparato tutto quello che c'era da sapere sul ruolo di medico di campagna.[3]

Statua di Edward Jenner presso il Museo nazionale di Tokyo

Gli anni londinesi 1770-1773[modifica | modifica sorgente]

All'età di ventuno anni, insieme al fratello maggiore Stephen, decise che era arrivato il momento di andare a Londra per imparare la pratica ospedaliera e per fare ciò decise di affidarsi a John Hunter, ex chirurgo dell'esercito e fratello minore del Dr. William Hunter, titolare della migliore scuola di anatomia di tutto il mondo. Per cento pounds all'anno Jenner divenne il primo allievo di John Hunter, con la grande possibilità di avere contatti con il fratello maggiore William.[4]

La giornata in Jermyn Street iniziava molto presto e seguiva una routine fissa. I metodi di Hunter erano innovativi ed affascinanti, se un esperimento non riusciva, si perseverava, e come egli stesso consigliava a Jenner, se un trattamento falliva, magari era sbagliato, anche se imposto dalle autorità, nulla era scontato. Il tempo veniva equamente suddiviso tra pazienti e ricerche. Ogni giorno Jenner e Hunter andavano avanti e indietro tra Jermyn Street e St. James Street, giravano tra il St. Georges' Hospital e il Westimnster Hospital. Dalle due del pomeriggio per circa cinque ore, Jenner seguiva dimostrazioni al teatro di anatomia. Finite le lezioni, si occupava degli incarichi ricevuti da Hunter quali dissezioni, preparazione di medicine, ecc. Dopo cena, infine, spesso si inoltravano fino a tarda notte all'interno del laboratorio. La vita londinese offriva tantissimo, anche troppo forse al giovane Jenner che infastidito dal rumore e dai fumi e dallo sporco, non trovava di suo gusto il fascino di una così grande città.[5] Nel luglio 1771, in occasione del matrimonio di John Hunter, Jenner rifiutò la proposta del Dr. Solander di far parte ad una spedizione come botanico, solo l'apprendistato di Hunter, riusciva a stimolarlo.

La laurea e gli attestati[modifica | modifica sorgente]

Il 15 maggio 1772, un documento con la firma di William Hunter attestava la fine del suo apprendistato, e il superamento brillante di quattro corsi di anatomia e chirurgia. Nei mesi successivi Jenner si dedicò alla pratica della fisica, della materia medica, della chimica e della ostetricia. Il 1º dicembre dello stesso anno, Jenner ricevette il certificato finale con la firma del Dr. Fordyce, che attestava il superamento di altri tre corsi, quali pratica di fisica, materia medica, chimica e inoltre ottenne l'attestato per il superamento del corso in ostetricia firmato da Thomas Denman e William Osborne.[6]

Il ritorno a Berkeley: 1773[modifica | modifica sorgente]

Stava per iniziare la primavera quando, Edward Jenner fece il suo ritorno a Berkeley, luogo ideale per iniziare la sua attività di medico. Il più grande quesito che si poneva, era però dove iniziare a svolgere la sua attività e forse anche quando. In effetti, tanti erano gli amici da ritrovare, molte le visite da fare e da ricevere. Doveva ricreare il legame con il suo amato fratello Sthepen, una delle figure più importanti della sua vita, pari a quelle di Hunter e della futura moglie Katharine: il primo per le sue grandi virtù e la fede ortodossa, il secondo per aver messo la verità su ogni cosa e la terza per la sua profonda religiosità e per averlo impregnato forse con la sua pietà.[7] Come si evince da una lettera risalente al giugno del 1773 da parte di Hunter, in soli sei mesi gli affari procedevano alla grande, quasi come se i due anni di apprendistato dai fratelli Hunter avessero fornito Jenner di tutte le credenziali e le abilità che lo rendevano un chirurgo sopra la media per quel tempo. A testimoniare questo ci fu un caso particolare, per il quale Edward fu richiesto per operare al Gloucester Infirmary, dove un certo Mr. Bailey, colpito da un “disturbo di delicata natura”(così definito da Baron), aveva espulso l'intestino crasso da un'ernia durante un grave attacco di vomito. Sfortunatamente Mr. Crump, il chirurgo più anziano, era malato, ma la situazione era critica e si decise di chiamare Edward Jenner da Berkeley. Jenner ricollocò l'intestino e suturò l'ernia con grande successo, cosicché Mr. Bailey visse altri vent'anni, a conferma delle grandi abilità del giovane chirurgo.[8]

La vita a Berkeley[modifica | modifica sorgente]

Gli anni successivi il ritorno a Berkeley, possono essere analizzati grazie allo scambio continuo di lettere tra Jenner e Hunter. Tra il gennaio del 1776 e il settembre del 1778, ad esempio, Jenner si dedicò allo studio degli istrici, con particolare attenzione alla loro condizione durante il letargo nei mesi invernali. Nel 1777 Jenner iniziò uno studio sui delfini, dopo averne trovato i resti tra la sabbia dell'estuario del Severn.[9] I rapporti con John Hunter andarono diradandosi e dalle lettere di quest'ultimo notiamo la tristezza che ne conseguiva, ma il giovane Jenner ne spiegherà anni dopo il motivo con una lettera indirizzata al Dr. Parry, cui spiegava di aver riconosciuto nell'amico Hunter i sintomi dell'angina pectoris, e che se ne era allontanato in quanto troppo forte era il dolore provocato dalla consapevolezza della gravità del problema. Inoltre, Jenner scriveva di aver condotto degli studi che lo portarono a poter affermare che il problema proveniva dalle arterie coronarie, quasi mai esaminate in precedenza in questi casi. Aveva infatti riscontrato nel caso di Mr. Paytherus, affetto da questo disturbo, che nelle arterie coronarie si era formato uno strato di cartilagine che ostruiva il flusso corretto del sangue.[10]

Statua di Edward Jenner presso il Kensington Gardens

Gli aerostati e il tartaro emetico[modifica | modifica sorgente]

Nella primavera del 1783, Jenner ebbe un attacco di malinconia che descrisse al suo confidente Gardner, mediante alcune lettere. Le invenzioni della mongolfiera e degli aerostati di Watt riuscirono però a far riprendere Jenner, che prima della fine dell'estate passava molto tempo con Gardner a farli volare. Il lancio di un aerostato in agosto dal Champ-de-Mars stimolò Jenner, che ne costruì uno suo alimentato ad idrogeno. Questo venne lanciato dal castello di Berkeley e volò accompagnato dai venti per circa dieci miglia, andandosi a fermare a poca distanza dal parco della residenza di Anthony Kingscote, padre di Katherine Kingscote (futura moglie di Jenner). Quando Jenner e Gardner andarono a recuperare l'aerostato, organizzarono un nuovo lancio di quest'ultimo proprio dal punto in cui era caduto poiché niente riusciva a convincere Kingscote a renderglielo. Questo lancio divenne un evento sociale, cosìcche tutte le figure di spicco delle zone circostanti si riunirono a Kingscote park.[11] Tra il 1783 e il 1784, Jenner scrisse un opuscolo di undici pagine sul tartaro emetico intitolato Cursory Observations On Emetic Tartar Wherein Is Pointed Out An Improved Method Of Preparing Essence Of Antimony By A Solution Of Emetic Tartar in Wine, con il quale sperava in un maggiore utilizzo delle medicine in campo medico. Il tartaro emetico era infatti utilizzato poco frequentemente, inoltre la sua prescrizione allontanava il paziente dal suo medico. In una lettera Hunter consigliava a Jenner di continuare ad utilizzare questa sostanza, che sicuramente doveva prendere un nuovo nome, Jenner's tartar emetic, come egli stesso consigliava ed inoltre prometteva di pruomoverne la vendita.[12]

Il 6 marzo del 1788, Edward Jenner sposa Katherine Kingscote.[13]

Il cuculo[modifica | modifica sorgente]

Gli studi sul cuculo da parte di Jenner iniziarono non appena tornato a Berkeley, ma furono più volte interrotti, principalmente perché il cuculo arrivava nel Gloucestershire solo in alcuni periodi dell'anno e anche perché capitava che in quei periodi Jenner fosse impegnato in altre ricerche che prendevano il sopravvento. In una lettera a Hunter, in cui vengono descritti prima il canto dell'uccello e poi le tecniche di accoppiamento, Jenner dice di aver trovato un uovo solo, dopo circa un mese dal loro ritorno, ovvero a maggio. In questa lettera viene spiegato che il cuculo deposita l'uovo nel nido della passera scopaiola, che non lo distingue dalle proprie. Inoltre allo schiudersi delle uova, il piccolo cuculo prende tutte le attenzioni della madre adottiva a danno degli altri piccoli. Jenner descrive di aver fatto diversi esperimenti e di aver notato che il cuculo appena nato buttava fuori dal nido gli altri piccoli o le altre uova se non erano ancora schiuse, scrive poi che la maggior parte degli uccelli non riconoscono se nel nido sono presenti uova diverse dalle loro, ma che anzi curano molto di più l'estraneo o addirittura covano solo quello mettendo da parte le proprie o buttandole loro stessi giù dal nido.[14]

Vita in famiglia[modifica | modifica sorgente]

La prima casa di Jenner, dopo aver sposato Katherine, fu la cosiddetta The Chantry, una grande casa sulla collina di Berkeley vicina al castello e alla chiesa del paese. La vita matrimoniale procedeva in modo idilliaco e nel gennaio del 1789 nasceva il primogenito Edward. Jenner attraverso una lettera chiedeva ad Hunter se volesse diventare il padrino del piccolo e la risposta arrivò poco dopo con due belle notizie: la prima era il consenso alla richiesta di fare da padrino al bambino, la seconda, inaspettata, lo vedeva membro della "Royal Society", premio dovuto al trattato scritto sul cuculo. Nel 1793, Hunter morì improvvisamente di angina pectoris, confermando le paure di Jenner risalenti a qualche anno prima. L'anno dopo la morte di Hunter, nacque la seconda figlia di Jenner, Catherine, ammalatasi l'autunno successivo di tifo. Nel marzo del 1797 nasce il terzo figlio, Robert Fitzhardinge, in un momento in cui Jenner aveva bisogno di consolazione, per la morte nel mese precedente, a 61 anni, del fratello Stephen.[15]

Cenni sull'inizio del vaiolo[modifica | modifica sorgente]

Tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, il vaiolo ebbe in Europa un incremento con una rapidità allarmante. Tra i malati una persona su sei moriva. Solo a Londra morivano circa 3'000 persone l'anno e in tutta l'Inghilterra 40'000.[16] Si ricorreva alla vaccinazione contro il vaiolo, ma nel 1722 si cominciò a riconoscere l'inefficienza e spesso la pericolosità del vaccino si notò che gli allevatori di bovini e equini non si ammalavano. Nel 1746 fu aperto a Londra un ospedale dedicato ai malati di vaiolo, dove si praticava la vaccinazione.

L'origine della somministrazione del vaccino[modifica | modifica sorgente]

Nel 1801, Jenner pubblicava The Origin of the Vaccine Inoculation, in cui spiegava che tra tutte le persone cui somministrava il vaccino vi erano alcune in particolare che erano andate incontro a quello che chiamavano vaiolo bovino, contratto mungendo le mucche da latte, che presentavano un vaiolo differente da quello che colpiva l'uomo (smallpox) ed è così che Jenner iniziò a studiare il cow-pox.[17] Per prima cosa, Jenner notò che tra questi mungitori, chi veniva vaccinato con lo smallpox presentava i sintomi della malattia, come se non vi fosse stato contagio da parte delle mucche. In seguito ai suoi studi, Jenner nel 1782 poteva già distinguere e riconoscere tre forme di vaiolo: lo smallpox, il più comune, che colpiva gli esseri umani; il cow-pox, che colpiva le mucche da latte e contagiava i mungitori e una terza forma che colpiva i cavalli, il grease, dal quale sembrava potessero derivare per contagio le altre due forme.[18] Da questi studi deriva l'idea di Jenner che forse l'iniezione del cow-pox poteva sostituire quella dello smallpox. Jenner aveva bisogno di sperimentare il nuovo vaccino e visto che la moglie Katherine era incinta, decisero insieme di provare sul nascituro, ma per i diciotto mesi successivi alla nascita non vi furono casi di cow-pox, così Jenner decise di provare lo stesso sul piccolo ma con il grease, che però non diede risultati paragonabili a quelli che Jenner si aspettava dall'iniezione del cow-pox.[19] Una nuova idea nella mente di Jenner era quella di scoprire se il contagio del cow-pox poteva avvenire oltre che dall'animale all'uomo, anche tra due uomini. La risposta si trova in una lettera che scrive a Gardner il 14 maggio del 1796, in cui racconta un caso che gli si era presentato: un giovane di nome Phipps aveva subito sul braccio un'iniezione del pus contenuto nella pustola della mano di una donna infettata da una mucca. Il fatto più incredibile della storia raccontata da Jenner era che il giovane era stato precedentemente vaccinato contro lo smallpox, che come aveva predetto non aveva prodotto effetti.[20] Un nuovo esperimento fu condotto il 16 marzo 1798: due bambini furono inoculati, uno di grease e l'altro di cow-pox. Il primo, John Baker morì poco dopo di febbre, ma il secondo William Summers di cinque anni e mezzo presentò una tipica forma di cow-pox.[21] I risultati degli esperimenti furono soddisfacenti, così insieme all'amico Gardner, al Dr. Worthington e Henry Hicks, Jenner stese una relazione che inviò alla Royal Society, ma che fu rifiutata poiché troppo rivoluzionaria.[22]

An Inquiry Into Cause and Effects of the Variolæ Vaccinæ

An Inquiry Into Causes and Effects of the Variolæ Vaccinæ[modifica | modifica sorgente]

In risposta a questo rifiuto, Jenner scrisse An Inquiry Into Causes and Effects of the Variolæ Vaccinæ, un'inchiesta contenente ben 23 casi in cui l'inoculazione del cow-pox aveva significato un'immunizzazione contro lo smallpox, che tutt'al più si presentava in forma lieve e durava solo qualche giorno senza gravi conseguenze. In questo documento, per la prima volta venne utilizzato il termine virus.[23] Dalla pubblicazione dell'inchiesta si iniziò la pratica della vaccinazione di cow-pox e in soli dieci anni i casi di vaiolo si ridussero da 18'596 a 182.[24]

La vaccinazione si espande in tutto il globo[modifica | modifica sorgente]

La speranza di Jenner non era quella di abolire l'inoculazione contro il vaiolo, bensì quella di cambiarla con l'uso del cow-pox a discapito dello smallpox, metodo che venne conosciuto come inoculazione Jenneriana. Per la prima volta un chirurgo di Plymouth, Mr. Dunning coniò il termine vaccinazione. Lo stesso Napoleone in quegli anni rese obbligatorio il vaccino per il suo esercito. Nel 1800 a Berlino venne fondata la Royal Vaccine Institution e nel 1820 il vaccino aveva già fatto il giro di tutto il mondo.[25]

La fama[modifica | modifica sorgente]

In seguito al grande successo avuto dal vaccino da lui scoperto, la vita di Jenner cambiò radicalmente. Il suo soggiorno a Londra iniziato il 31 gennaio del 1800 era un susseguirsi di inviti e omaggi da parte delle più illustri personalità e lo stesso Re Giorgio III d'Inghilterra volle incontrarlo, cosicché il 7 marzo Jenner si presentò al suo cospetto con una copia del libro contenente una prefazione con dedica al monarca, scritto apposta per l'occasione. Il 27 marzo fu il turno della Regina Carlotta e dopo qualche giorno quello del Principe del Galles. Nel febbraio dello stesso anno Jenner ricevette la medaglia della marina per servizi medici, la prima di una lunga serie.[26]

Medico di campagna[modifica | modifica sorgente]

Il soggiorno di Jenner a Londra si concluse quando la moglie Katherine si ammalò di tubercolosi[27], con la decisione di ritornare a Berkeley dove la vita della famiglia sarebbe stata più tranquilla e dove lui stesso poteva dedicarsi all'attività di medico di campagna. Le condizioni di Katherine migliorarono già nella primavera del 1803.[28] Nel maggio dello stesso anno la Royal Jennerian Society (fondazione creata nel 1801 con il permesso del Re in onore della scoperta del vaccino) tentò di convincere Jenner a tornare a Londra per festeggiare il suo compleanno, invito che venne rifiutato per non lasciare sola la moglie.[29]

Anni di decadenza[modifica | modifica sorgente]

Quelli che seguirono furono anni molto tristi e pieni di dolore per Jenner. Nel gennaio del 1809 morì improvvisamente il primogenito Edward, in seguito ad un inverno molto freddo che lo aveva fortemente debilitato e[30] nell'agosto dello stesso anno morì ad ottant'anni la sorella maggiore Mary. Nel 1812 fu la volta anche della sua ultima sorella, Anne Davies. Nell'agosto del 1815, la moglie Katherine fu colpita da un grave attacco di bronchite e morirà il 13 settembre, concludendo un ciclo di pesanti perdite per l'ormai sessantaseienne Jenner.[31]

Gli ultimi giorni[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate del 1816 Jenner ricevette una visita dell'amico Baron, il quale improvvisamente ebbe un attacco di tonsillite e faringite, costringendo Jenner che non aveva ancora perso la sua abilità di chirurgo, ad operare una tracheotomia che gli salverà la vita.[32] Il 25 gennaio del 1823, mentre era nella sua camera in attesa della colazione, Jenner cadde dal letto colto da un attacco improvviso di apoplessia, inutili furono i soccorsi dei presenti e l'arrivo dell'amico Baron, che non poterono fare altro che stare a guardare tristemente l'amico che si preparava a morire. Alle 3 del mattino del 26 gennaio 1823, Jenner morì per malattia.[33]

Edward Jenner e la Massoneria[modifica | modifica sorgente]

Non si conosce la data di iniziazione di Jenner alla Massoneria. Si sa però che fu Maestro Venerabile della sua Loggia di appartenenza, la Royal Faith and Friendship No.270 all'Oriente di Berkeley, dal 1811 al 1813.[34] Altri documenti ne attestano la presenza a diverse cerimonie massoniche, fino al 1822, pochi mesi prima della morte. [35]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap1, pag 4-5.
  2. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap2, pag 10-11.
  3. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap2, pag 13-20.
  4. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap2, pag 21-23.
  5. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap4, pag 38-43.
  6. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap6, pag 44-51.
  7. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap7, pag 52-53.
  8. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap7, pag 55.
  9. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap8, pag 62-64.
  10. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap8, pag 68-69.
  11. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap9, pag 76-78.
  12. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap9, pag 79-81.
  13. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap9, pag 85.
  14. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap10, pag 86-96.
  15. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap11, pag 97-111.
  16. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap12, pag 113.
  17. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap13, pag 122.
  18. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap13, pag 126.
  19. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap13, pag 127-128.
  20. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap13, pag 129-130.
  21. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap13, pag 130.
  22. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap13, pag 131.
  23. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap14, pag 132-141.
  24. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap. 15, pag. 144.
  25. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap. 16, pag. 156-167.
  26. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap. 17, pag. 168-182.
  27. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap19, pag 209.
  28. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap. 20, pag. 211.
  29. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap. 20, pag. 215.
  30. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap. 23, pag. 247.
  31. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap. 23, pag. 259.
  32. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap. 24, pag. 265.
  33. ^ Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, 1959, cap. 24, pag. 281.
  34. ^ Giordano Gamberini, Mille volti di Massoni, 1975, p.53.
  35. ^ William R. Denslow, Harry S. Truman, 10,000 Famous Freemasons, 1957, vol. II, p.294.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dorothy Fisk, Doctor Jenner of Berkeley, Londra, Melbourne, Toronto e Kingswood (Surrey), William Heinemann, 1959.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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