Vaccino

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Il famoso manifesto che sosteneva la vaccinazione contro il vaiolo

Il vaccino[1] è un preparato contenente materiale costituito da proteine complesse a DNA eterologhe, cioè estranee, provenienti da microrganismi o parti di essi, opportunamente trattato per non perdere le proprietà antigeniche, e finalizzato ad essere utilizzato nel conferimento di immunità attiva al soggetto cui viene somministrato. L'immunità deriva dalla stimolazione, nel soggetto ricevente, alla produzione di anticorpi neutralizzanti il microrganismo stesso. La maggior parte dei vaccini funziona inducendo una risposta umorale[2].

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

La vaccinazione è un fondamentale intervento di Sanità Pubblica, che si prefigge di proteggere sia l'individuo che la comunità. Le vaccinazioni sono un presidio preventivo fondamentale per la salute, ed hanno permesso di ridurre in maniera estremamente rilevante sia il numero di patologie gravi, che la mortalità dei bambini vaccinati e le forme di disabilità nel mondo.

I vaccini utilizzati correntemente rispondono a rigorosi criteri di efficacia dell'azione vaccinale e di sicurezza clinica del preparato[3].

L'introduzione dei vaccini e l'avvio delle campagne vaccinali hanno permesso di ridurre in modo sicuro ed in pochi decenni, in maniera estremamente significativa, l'incidenza di malattie gravi e potenzialmente letali che erano diffuse da millenni.

Patologia Numero massimo di casi (anno) Numero di casi nel 2009[4] Variazione percentuale
Difterite 206.939 (1921) 0 -99,99
Morbillo 894.134 (1941) 61 -99,99
Parotite 152.209 (1968) 982 -99,35
Pertosse 265.269 (1934) 13.506 -94,72
Poliomielite (paralitica) 21.269 (1952) 0 -100,00
Rosolia 57.686 (1969) 4 -99,99
Tetano 1.560 (1923) 14 -99,99
Epatite B 26.611 (1985) 3.020 -87.66

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Edward Jenner#L'origine della somministrazione del vaccino.
Edward Jenner

La strategia nella creazione di un vaccino si basa sull'osservazione, fatta probabilmente per la prima volta durante la Guerra del Peloponneso sulle infezioni della peste[5][6], che la sopravvivenza ad un'infezione causa quasi sempre l'immunizzazione all'agente patogeno che lo ha causato.

Il primo grande passo avanti fu fatto solo nel 1796 da Edward Jenner[2]. Jenner osservò che le mungitrici che contraevano il vaiolo bovino (una forma molto più lieve del vaiolo umano), e successivamente guarivano, non contraevano mai il vaiolo umano. Egli provò quindi ad iniettare del materiale preso dalla pustola di vaiolo bovino in un ragazzo di 8 anni e la malattia non si sviluppò[7].

Circa 100 anni più tardi Louis Pasteur dimostrò che per generare un'immunità verso un patogeno si potevano usare preparazioni microbiche alterate usando midollo spinale di conigli infettati con la rabbia e bacilli di antrace riscaldati[8].

Tappa importante nella storia della vaccinazione è la dichiarazione, nel 1980[7], da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità della completa eradicazione del vaiolo.

Tra i vaccini più diffusi: vaccino antivaioloso, vaccino antirabbico, antitetanico, vaccino antipoliomielitico, vaccino antitubercolare, vaccino antinfluenzale, vaccini plurivalenti (ad esempio vaccino trivalente), anti-epatite A e molti altri.

Tipi di immunizzazione[modifica | modifica wikitesto]

I vaccini possono portare all'acquisizione dell'immunità in due modi diversi: per via attiva o passiva. La protezione passiva viene ottenuto somministrando anticorpi costituiti da sieri eterologhi o da anticorpi umani provenienti da soggetti iperimmunizzati[9][10][11]. Questo tipo di protezione è intensa ma di breve durata. La si preferisce nei casi in cui una malattia viene causata da una tossina (come il tetano o il morso di serpenti[9][10][11]) e serve una protezione rapida[9], senza dover aspettare che l'organismo colpito sviluppi l'immunità[11]. Questo tipo di immunizzazione, inoltre, non induce una memoria immunologica e non protegge quindi dalle successive esposizioni allo stesso microrganismo[9][11].

La protezione attiva invece permette un'immunizzazione molto lunga e a tutt'oggi sono pochi i vaccini con questa qualità.[senza fonte]

Caratteristiche di un vaccino efficace[modifica | modifica wikitesto]

Un vaccino perché possa dirsi efficace deve essere:

  • sicuro;
  • protettivo;
  • dare una protezione duratura;
  • indurre una risposta cellulo-mediata;
  • essere facile da produrre e possibilmente a basso costo.

Immunità di branco[modifica | modifica wikitesto]

Una delle caratteristiche forse maggiormente importante è la capacità di indurre la cosiddetta immunità di branco (o di gruppo o di gregge)[12], cioè il fatto che immunizzando la maggior parte della popolazione, anche gli individui non venuti in contatto con il patogeno vengono protetti interrompendo la catena di infezione. Naturalmente in base a quanto è infettivo un microrganismo bastano percentuali diverse di persone vaccinate per indurre un'immunità di gruppo[12]; è stato scomunque stimato che serve almeno l'80% della popolazione vaccinata per permettere che ciò accada[13].

Questa immunità, che sembra una cosa surreale, avviene veramente grazie alla somministrazione sistematica di vaccini. Si possono citare numerosi esempi di epidemie scoppiate anche recentemente a causa di sensibili diminuzioni di vaccinazioni che hanno causato una diminuita immunità di branco. Ne sono esempio i casi di morbillo nel Regno Unito del 1998[14], l'epidemia di difterite nei paesi ex-URSS della metà degli anni novanta[15] o altri casi di morbillo negli USA del 1980[15].

Problematiche[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene la scoperta dei vaccini abbia avuto un ruolo essenziale per rivoluzionare il modo di affrontare le infezioni patologiche, le problematiche sono ancora presenti.

Ostacoli economici[modifica | modifica wikitesto]

La vaccinazione può essere considerato il trattamento per le malattie infettive con il miglior rapporto costo-beneficio[16]. Nonostante questo risultano essere molto costosi a causa degli enormi costi di sviluppo (200-400 milioni di dollari)[16].

L'Organizzazione Mondiale della Sanità prevede 6 vaccini nel suo Programma di Vaccinazione: difterite, tetano, pertosse, polio, morbillo e tubercolosi. Il costo di questi vaccini è inferiore ad un 1 dollaro, però il reale costo della vaccinazione è di molto maggiore, perché devono essere contemplate le spese di laboratorio, trasporto, la catena del freddo, il personale e la ricerca[16].

A volte il budget sanitario di molte nazioni povere del mondo è inferiore ad 1$[16].

Ostacoli tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Oltre agli ostacoli economici di molti paesi del mondo, esistono ancora degli ostacoli tecnici. Innanzitutto per alcune patologie l'azione dei soli anticorpi può non bastare per eradicare l'infezione e quindi il vaccino, sebbene parzialmente utile, diventa inefficace. In secondo luogo, tutto dipende dall'organismo che si sta cercando di combattere. Virus come quello dell'influenza o dell'HIV sono soggetti ad una mutazione elevatissima (è stato calcolato che il virus HIV in un individuo sieropositivo è in grado di mutare in tutte le varianti possibili in un solo giorno[17]) e quindi lo sviluppo di risposte verso uno o alcuni antigeni diventa inutile per eradicare l'infezione e la difesa dell'organismo.

Tipi di vaccini[modifica | modifica wikitesto]

Al di là della patologia da cui proteggono, la distinzione tra vaccini è legata al modo con cui sono ottenuti e prodotti i componenti in grado di scatenare la risposta immunitaria. Esistono vaccini costituiti da:

  • organismi attenuati o uccisi, come il vaccino per la poliomielite o la rabbia;
  • organismi inattivati, come il vaccino per il colera;
  • antigeni purificati (o vaccini a subunità), come il vaccino contro il tetano o la difterite;
  • antigeni ricombinanti e peptidi sintetici, come il vaccino contro l'epatite;
  • virus vivi o vaccini a DNA;
  • miscele e coniugati.

Molti dei vaccini in uso oggi sono formati da virus attenuati o da virus inattivati e inducono una risposta umorale[2].

L'uso di adiuvanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli adiuvanti sono sostanze che vengono somministrate insieme agli antigeni nei vaccini per permettere una risposta immunitaria[9]. Naturalmente per innescare una risposta immunitaria in grado di eradicare i patogeni non basta il semplice legame dell'antigene con il recettore dei linfociti T o gli anticorpi, ma serve che anche una risposta dell'immunità innata in grado di garantire la produzione delle molecole costimolatorie indispensabili per stimolare la proliferazione e la differenziazione dei linfociti[18].

Vaccini batterici e virali attenuati[modifica | modifica wikitesto]

Preparazione di virus attenuati coltivati in uova di pollo. Il vaccino antinfluenzale è un esempio di vaccino preparato in questo modo.

I vaccini di questo tipo sono composti da organismi intatti non patogenici trattandoli per attenuarne la capacità di causare la malattia oppure uccidendoli senza perderne l'immunogenicità. Questo tipo di vaccini è molto vantaggioso per via del fatto che innescano sia la risposta immunitaria innata che adattativa in modo simile a quanto avverrebbe in una reale infezione[19]. I vaccini composti da batteri attenuati o uccisi si sono dimostrati essere meno efficaci di quelli composti da virus trattati allo stesso modo[12] poiché inducono una protezione limitata e per un periodo di tempo limitato[19]. Il maggior difetto dei vaccini attenuati è che possono regredire nella forma virulenta, cosa che non accade nei vaccini inattivati[20]. È per questo, infatti, che in molti paesi (tra cui l'Italia) si è deciso di non somministrare più per la poliomielite il vaccino attenuato di Sabin a favore del vaccino inattivato di Salk. Tra i vaccini a virus attenuanti si ricordano il vaccino contro la poliomielite, il morbillo e la febbre gialla[19].

Essi si ottengono facendo crescere in cellule in coltura dei virus[19] e selezionandoli in base alla loro capacità replicativa. Quelli che dimostrano un basso tasto di replicazione in cellule umane sono scelti perché, così, possono provocare meno danni nel corpo umano e non portare a patologia[21]. Nonostante questi ceppi abbiano una bassa patogenicità la grande capacità di mutare dei virus può portare in rari casi ad un loro riacquisto di azione patogena. Un esempio è il ceppo Sabin 3 che, in rarissimi casi, può tornare virulento[22]. I virus attenuati quindi sono molto più potenti perché possono innescare una serie di altri meccanismi, che concernono le risposte dei linfociti T, aiutando la formazione degli anticorpi.

Vaccini batterici e virali inattivati[modifica | modifica wikitesto]

I virus inattivati si ottengono trattando i viurs in modo da rendere impossibile loro di replicarsi bloccando la sintesi proteica. Facendo questo, però, si inibisce anche la capacità di produrre proteine nel citosol e di conseguenza il processamento degli antigeni per la via del MHC di prima classe. Questo comporta una non attivazione delle risposte T citotossiche. La tecnica più pratica sarebbe il calore che però causa la denaturazione delle proteine e quindi si preferisce un'inattivazione chimica con formaldeide o agenti alchilanti[23]. A differenza dei vaccini attenuati, richiedono ripetuti richiami per mantenere lo stato di immunità nell'organismo[23] e sono molto più sicuri dal momento che non mantengono la capacità di replicarsi e di regredire alla forma nativa[23]. Tra i più importanti vaccini si ricordano il vaccino antinfluenzale, vaccino anticolera e il vaccino antiepatite A.

Vaccini a subunità[modifica | modifica wikitesto]

I vaccini a subunità[19][23] sono composti da antigeni purificati, cioè antigeni o pezzi di essi ricavati da un microrganismo o dalle sue tossine. Vengono somministrati quasi sempre con un adiuvante che permette un legame migliore con l'anticorpo e quindi una risposta migliore[19].

Molti organismi esprimono la loro virulenza tramite delle esotossine, come ad esempio il tetano e la difterite. L'innattivazione delle tossine produce un tossoide che entra poi a costituire il vaccino che viene somministrato[19][11][23]. Ne sono quindi esempi i vaccini antitetanico e antidifterico[24].

Altri vaccini sono costituiti da polisaccaridi capsulari purificati. Tali strutture possono impedire la fagocitosi da parte di macrofagi[25], però il legame a questi polisaccaridi di anticorpi e complemento permette e aumenta la fagocitosi stessa. Ne sono esempi il vaccino contro la polmonite pneumococcica e il vaccino contro la meningite batterica[25].

Anche il vaccino antipertosse è un esempio di vaccino costituito da un piccolo numero di proteine purificate dal batterio[24].

Vaccini con antigeni sintetici[modifica | modifica wikitesto]

I peptidi sintetici e gli antigeni ricombinanti sono di interesse recente e prevedono la produzione degli antigeni voluti per formare il vaccino usando tecnologie del DNA ricombinante. Il loro principale svantaggio è di non provocare la risposta CD8 a causa dell'impossibilità degli antigeni di essere processati secondo la via dell'MHC di prima classe. La loro purezza e la possibilità di essere prodotti nelle giuste quantità non bastano a soppesare il livello piuttosto di basso di protezione. Ultimamente si sta pensando di usare dei vettori eterologhi attenuati che, però, possono diventare virulenti. I peptidi sintetici, sebbene abbiano un costo molto basso, possono arrivare in tutte le cellule portando più alla tolleranza che all'immunità.

Il primo vaccino con antigeni ricombinanti ad essere stato approvato per l'uomo è stato il vaccino per l'epatite B[25]. Fu sviluppato clonando in cellule di lievito il gene per un antigene di superficie del virus dell'epatite B: HBsAG. Le cellule di lievito quindi vengono fatte crescere e poi lisate per ricavarne l'antigene sintetizzato. Una volta estratto viene purificato e poi entra a costituire il vaccino[25].

Vaccini virali vivi e vaccini a DNA[modifica | modifica wikitesto]

Queste due tecniche si basano sulla possibilità di far produrre alle cellule dell'organismo da immunizzare gli antigeni che devono scatenare la risposta immunitaria. Questo può avvenire in due modi: infettando le cellule con un virus non citopatico (cioè che non le uccide)[19] oppure inoculando un plasmide contenente un cDNA: in entrambi i casi si introduce un acido nucleico codificante per l'antigene. Questi approcci hanno il vantaggio di essere gli unici capaci di generare una risposta dei linfociti citotossici[9]. Il fatto, però, che sarebbero le cellule dell'organismo a produrre l'antigene potrebbe portare alla loro uccisione.

Vaccini coniugati[modifica | modifica wikitesto]

Le miscele e i coniugati, invece, sono raggruppamenti di vaccini diversi, ottenuti da microrganismi attenuati. Mentre gli antigeni proteici sono in grado di attivare sia una risposta da parte dei linfociti T helper (e quindi anche dei linfociti B), gli antigeni polisaccaridici attivano solo una risposta dei linfociti B stimolando la produzione di IgM, ma non di IgG e inducono un basso sviluppo di cellule della memoria[26]. Per ovviare a questo problema i vaccini coniugati sfruttano il fenomeno aptene-carrier, secondo il quale diverse sostanze possono sviluppare, se prese singolarmente, una risposta immunitaria insoddisfacente mentre se prese legate fra loro diventano potenti immunogeni[26]. Il conuiugato polisaccaride-proteina quindi garantisce anche una risposta dei linfociti T che stimola lo switch da IgM a IgG[26].

I bambini al di sotto dei 2 anni, inoltre, hanno un deficit nella risposta immunitaria verso antigeni polisaccaridici quindi i vaccini coniugati sono di grande importante. Ne sono esempi i vaccini contro H. influenzae, pneumococchi e meningococchi[19].

Vaccini anti-tumorali[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente le terapie contro i tumori sono basate su farmaci che mirano ad eliminare le cellule o a bloccare la divisione cellulare che, però, agiscono anche sulle cellule normali diventando quindi dannosi per l'organismo[27]. Le risposote immunitarie sono, in genere, molto specifiche e la possibilità di attaccare i tumori attraverso il sistema immunitario potrebbe garantire un'uccisione mirata e non generalizzata[27].

Per fare ciò si sta studiando la possibilità di creare vaccini contenenti cellule tumorali uccise o antigeni tumorali. La strategie di sviluppo dei vaccini antitumorali sono praticamente le stesse dei vaccini per agenti patogeni, ma sono ancora in corso di sperimentazione[27].

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia esistono dei vaccini obbligatori per legge e vaccini raccomandati.[28] Entrambi seguono un calendario vaccinale[29] ben definito.

Il Decreto Ministeriale del 7 aprile 1999[30] (e il Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 di cui ord. n. 228 del 10/12/1998) ha stabilito che le vaccinazioni obbligatorie sono quattro: antidifterite, antitetanica, antipoliomielite, antiepatite virale B.
Vaccinazioni consigliate non obbligatorie in età pediatrica sono: l’antimorbillo-parotite-rosolia (MPR), la vaccinazione contro le infezioni invasive da Haemophilus influenzae b, l’antimeningococcica, l’antiparotite, l’antirosolia. Esistono anche delle vaccinazioni consigliate da effettuare in caso di viaggi all'estero, in particolare in Stati o zone caratterizzate da un'alta endemia per determinate patologie infettive.

Possibili effetti collaterali e controversie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Controversie sul Thimerosal.
Vignetta satirica di James Gillray del 1802: Edward Jenner è intento a vaccinare delle persone dal vaiolo che però, anziché curare la malattia, dà vita a delle vacche che escono dalla pelle.

Rischi[modifica | modifica wikitesto]

Sin dalla decisione di somministrare in via sistematica i vaccini per proteggere le popolazioni da malattie infettive potenzialmente letali, la comunità scientifica ha riconosciuto nei vaccini stessi un certo grado di rischio ed incertezza, in quanto errori durante la preparazione possono portare alla contaminazione con proteine od organismi non attenuati e i microbi stessi possono regredire allo stato non attenuato[14]. Sono da considerare anche eventuali ipersensibilità del paziente[14]. L'efficacia e la sicurezza di ogni vaccino, come per i farmaci, vengono controllate tramite sperimentazioni cliniche attente anche agli eventuali effetti collaterali[31]. Ad esempio per il vaccino anti-polio di Sabin (che in alcuni paesi è già stato sostituito con il vaccino di Salk) presenta una frequenza di reversione di 1 su 2,4 milioni[20]: la probabilità che il virus regredisca alla forma virulenta è dello 0,0000417 %.

Queste complicanze, che sono ovviamente rare[14], non influiscono sull'efficacia della vaccinazione che quindi non porta quasi mai a conseguenze gravi come numerosi studi hanno dimostrato.

In particolare bisogna sempre ricordare che per quanto i soggetti siano esposti agli stessi antigeni che causano la malattia, la quantità di antigeni presenti nel vaccino sarà sempre minore alla quantità di batteri vivi e microrganismi a cui si è esposti quotidianamente[14].

Non bisogna infine dimenticare che moltissime delle malattie infettive che i vaccini hanno contribuito e contribuiscono ad eradicare[31] (si veda tabella nel paragrafo precedente) non sono più presenti da anni nei paesi sviluppati e le popolazioni di questi paesi spesso non sono più consapevoli degli effetti devastanti a cui queste patologie possono portare[14].

Complicanze[modifica | modifica wikitesto]

Le complicanze, sebbene rare, esistono soprattutto per i vaccini attenuati che possono indurre complicanze simili a quelle prodotte dall'infezione naturale[32]. Il dato interessante ai fini della sicurezza dei vaccini è che l'incidenza di effetti collaterali dopo una vaccinazione è comunque inferiore a quella dopo l'infezione naturale[32]: uno studio indipendente ha dimostrato che dei 75 milioni di vaccini anti-morbillo somministrati tra il 1970 e il 1993, solo 48 hanno portato allo sviluppo di una encefalopatia[32] (la probabilità di poter contrarre un'encefalopatia dopo essersi vaccinati era dello 0,000064 %).

La tabella che segue contiene i risultati di ulteriori studi riguardanti la comparazione fra i rischi di sviluppare complicanze in seguito ad un'infezione naturale di morbillo e in seguito una vaccinazione contro il morbillo stesso[23].

Complicanza Rischio di sviluppare la complicanza dopo un'infezione naturale[33] Rischio di sviluppare la complicanza dopo la vaccinazione[34]
Otite media 7%-9% 0%
Polmonite 1%-6% 0%
Diarrea 66% 0%
Encefalopatite postinfettiva 0,05-0,1% 0,0001%
SSPE 0,001 0%
Morte 0,01-1% (fino a 5-15% nei paesi in via di sviluppo) 0%

Il caso MPR e la frode scientifica sulla correlazione con l'autismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vaccino MPR#Controversie sul vaccino trivalente MPR e Autismo#La_frode_scientifica_della_falsa_ipotesi_vaccinale.

Il vaccino MPR è uno dei vaccini che vengono somministrati di routine in età infantile. Nel 1998 nel Regno Unito[14] venne pubblicato un articolo, a firma di Andrew Wakefield, che sosteneva un'associazione fra la vaccinazione MPR e lo sviluppo di autismo e alcune patologie croniche intestinali[35]. Sebbene questo studio si dimostrasse in seguito essere un falso e venisse quindi ritirato[36] esso portò ad un calo della vaccinazione per parecchi anni e conseguentemente ad un'epidemia di morbillo dovuta alla diminuzione dell'immunità di gruppo[14]. ,

Studi[modifica | modifica wikitesto]

Sono stati compiuti numerosi studi che hanno dimostrato la grande sicurezza dei vaccini, ed hanno confutato sulla base dell'evidenza scientifica le controversie pseudoscientifiche relative ai loro ipotetici effetti collaterali.

La American Academy of Pediatrics (Accademia Americana di Pediatria)[37] ha raccolto, in un documento[38] pubblicato nell'aprile 2013, 45 importanti studi scientifici internazionali sulla sicurezza dei vaccini.

In tali studi si dimostra chiaramente la mancanza di correlazione tra la somministrazione dei vaccini e lo sviluppo di autismo[39], e che le probabilità di sviluppare una forma di autismo non sono correlate ad una somministrazione maggiore degli antigeni presenti nel vaccino[40]).

La comparazione fra bambini vaccinati nei tempi consigliati dal calendario vaccinale ed i bambini vaccinati fuori da questi periodi di tempo ha dimostrato che non c'è nessun beneficio nel ritardare la vaccinazione[41] e che vaccinare i bambini nel periodo previsto non porta rischi di reazioni avverse, nemmeno nei bambini con problemi di metabolismo congenito[42].

Inoltre, è stato dimostrato che le vaccinazioni non portano ad un aumento del rischio di convulsioni febbrili nelle 6 settimane successive alla vaccinazione[43] e, per quanto riguarda il vaccino trivalente (MPR), è stata ripetutamente smentita l'ipotesi che questo vaccino potesse causare un disturbo pervasivo dello sviluppo[44][45], malattie infiammatorie croniche intestinali[46], encefaliti, meningiti asettiche o autismo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Etimologia da etimo.it.
  2. ^ a b c Da Immunologia cellulare e molecolare, p. 359
  3. ^ Domande & Risposte
  4. ^ da Morbidity and Mortality Weekly Report 58:1458-1469, 2010
  5. ^ Da Kuby Immunologia, p. 2
  6. ^ Da Janeway's Immunobiology, p. 697
  7. ^ a b Da Immunologia cellulare e molecolare, p. 1
  8. ^ Da Immunologia, p. 325
  9. ^ a b c d e f Da Immunologia cellulare e molecolare, p. 361
  10. ^ a b Da Immunologia, p. 336
  11. ^ a b c d e Da Kuby Immunologia, p. 477
  12. ^ a b c Da Immunologia, p. 326
  13. ^ Da Janeway's Immunobiology, p. 700
  14. ^ a b c d e f g h Da Immunologia, p. 333
  15. ^ a b Da Kuby Immunologia, p. 480
  16. ^ a b c d Da Immunologia, p. 334
  17. ^ Da Immunologia cellulare e molecolare, p. 469
  18. ^ Da Immunologia, p. 330
  19. ^ a b c d e f g h i Da Immunologia cellulare e molecolare, p. 360
  20. ^ a b Da Kuby Immunologia, p. 482
  21. ^ Da Kuby Immunologia, p. 481
  22. ^ Da Janeway's Immunobiology, p. 701
  23. ^ a b c d e f Da Kuby Immunologia, p. 484
  24. ^ a b Da Immunologia, p. 328
  25. ^ a b c d Da Kuby Immunologia, p. 485
  26. ^ a b c Da Kuby Immunologia, p. 486
  27. ^ a b c Da Immunologia cellulare e molecolare, p. 398
  28. ^ Dal 2008 la Regione Veneto ha eliminato l'obbligatorietà dei vaccini, proponendo tutte le vaccinazioni come raccomandate e/o consigliate e non più obbligatorie.
  29. ^ www.ministerosalute.it
  30. ^ Dal sito del Ministero della Salute, il Decreto in allegato.
  31. ^ a b Da Kuby Immunologia, p. 475
  32. ^ a b c Da Kuby Immunologia, p. 483
  33. ^ Il rischio viene calcolato come eventi per numero di casi, cioè per tutte le infezioni di morbillo avvenute n hanno portato alla complicanza scritta
  34. ^ Il rischio viene calcolato come eventi per numero di dosi, cioè di tutte le dosi di vaccino somministrate n hanno portato alla complicanza scritta
  35. ^ La leggenda dell’autismo causato dai vaccini, 18 settembre 2012.
  36. ^ Retracted: the Wakefield et al Lancet paper which launched claims into medical research.
  37. ^ Qui il sito ufficiale dell'Accademia
  38. ^ Qui il documento pubblicato
  39. ^ Dales L et al, Journal of the American Medical Association, 2001; 285(9): 1183-5
  40. ^ DeStefano F, Price CS, Weintraub ES, Journal of Pediatrics, 2013
  41. ^ Smith M and Woods C, Pediatrics, 2010; 125(6):1134-41
  42. ^ Klein N, et al., Pediatrics, 2011; 127(5),e1139-46
  43. ^ Klein N, et al., Pediatrics, 2011; 129(5):809-14
  44. ^ Katye JA, et al, British Medical Journal, 2001; 322:460-63
  45. ^ Smeeth L, et al., Lancet, 2004; 364(9438):963-9
  46. ^ Davis RL et al, Archives of Pediatric and Adolescent Medicine, 2001; 155(3):354-9

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Abbas, Lichtman e Pillai, Immunologia cellulare e molecolare, Milano, Elsevier, VII edizione, 2012, ISBN 978-88-214-3270-5
  • Kenneth Murphy, Janeway's Immunobiology, Garland Science, 8th edition, 2012, ISBN 978-0-8153-4243-4
  • Thomas J. Kindt, Richard A. Goldsby, Barbara A. Osborne, Kuby Immunologia, UTET, III edizione, 2007, ISBN 978-88-02-07774-1
  • David Male, Jonathan Brostoff, David Roth, Ivan Roitt, Immunologia, Milano, Elsevier, VII edizione, 2007, ISBN 978-88-214-2970-5

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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