Istituto superiore di sanità

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Il logo dell'Istituto Superiore di Sanità

L'Istituto superiore di sanità, anche ISS, è un ente di diritto pubblico che, in qualità di organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale in Italia, svolge funzioni di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione in materia di salute pubblica. L'Istituto è posto sotto la vigilanza del Ministero della Salute.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'inaugurazione ufficiale dell'ISS, allora denominato "Istituto di sanità pubblica", avvenne il 21 aprile 1934, dopo l’entrata in vigore, l'11 gennaio 1934, del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 che definiva status e funzioni del nuovo Istituto, e una volta terminata l’intera costruzione. I lavori per la costruzione dell'edificio principale, su progetto dell'architetto Giuseppe Amendola, erano iniziati il 6 luglio 1931.

Finanziatrice dei lavori di costruzione dell'Istituto era stata l'americana Rockefeller Foundation.
Secondo lo statuto, l'Istituto di sanità pubblica «con sede a Roma, opera al servizio del Ministero dell'Interno come centro di ricerca, indagini e accertamenti riguardanti i servizi per la pubblica sanità e per la specializzazione del personale del suddetto servizio nel Regno»[1].

Sede dell'Istituto superiore di sanità a Roma.

Il primo nucleo era costituito da 40 unità di personale e quattro laboratori:

Il laboratorio di malariologia sostituiva la Stazione sperimentale per la lotta antimalarica, finanziata anch'essa dalla Rockefeller Foundation, a cui collaboravano Alberto Missiroli e Lewis W. Hackett, i massimi esperti nella lotta antimalarica in Italia[2].

Il laboratorio di fisica si chiamava precedentemente Ufficio del radio, era ospitato nella sede di via Panisperna dove, sotto la guida di Enrico Fermi, lavoravano numerosi fisici quali Franco Rasetti, Emilio Segrè, Edoardo Amaldi e Bruno Pontecorvo. Enrico Fermi vi lavorerà fino al 1938, l'anno in cui, dopo aver ricevuto il premio Nobel per la Fisica, si trasferì negli Stati Uniti d'America. Nel 1942 entrò in funzione il microscopio elettronico a trasmissione della Siemens. Lo stesso venne requisito, nell'autunno 1943, per ordine dei tedeschi. Dati i notevoli risultati ottenuti, si pensò allora di autocostruirne uno. Fu un successo: lo strumento entrò in funzione nel dicembre 1946, fornendo prestazioni migliori del precedente[3]. Nel 1949 Mario Ageno, un ex allievo di Fermi, arriva al laboratorio di Fisica , sotto la direzione di Giulio Trabacchi, e diventa direttore del dipartimento nel 1959. Con la preziosa collaborazione di Franco Graziosi, indirizza le attività del laboratorio alla biofisica e alla biologia molecolare.

Nel 1941 l'Istituto di Sanità Pubblica, diretto dal 25 luglio 1935 da Domenico Marotta, assunse l'attuale denominazione di Istituto Superiore di Sanità. Nel 1938 Marotta fonderà la prestigiosa rivista scientifica Rendiconti dell'Istituto Superiore di Sanità, ribattezzata nel 1965 Annali dell'Istituto Superiore di Sanità.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale venne dato un particolare impulso alle attività di ricerca nei campi della biologia e della microbiologia. Vennero chiamati brillanti ricercatori, quali Daniel Bovet ed Ernst Boris Chain.

Nel 1958 l'ISS passò sotto la tutela del Ministero della Sanità.

Nel 1964, dopo la fine della presidenza Marotta a seguito dell'indegna vicenda nota come "Il caso Marotta" che lo vide vittima di accuse ingiuste sulla sua gestione dell'Istituto, iniziò un periodo di crisi per l'ISS, risolto in parte con la legge 7 agosto 1973 n. 519 (intitolata Modifiche dei compiti, dei regolamenti e delle strutture dell’Istituto Superiore di Sanità) che riformava l'ISS. Il 28 aprile 1972 era stato nominato direttore dell'ISS Francesco Pocchiari, direttore del Laboratorio di biochimica.
La 7 agosto 1973 n. 519 successivamente riformò riformava l'ISS garantendogli una maggiore autonomia, permettendo l'organizzazione della ricerca per grandi aree tematiche, e rendendo possibile realizzare un impegno programmato nei settori della ricerca sanitaria e biomedica finalizzata e delle varie attività di controllo e normazione.

Con la creazione del Servizio sanitario nazionale (SSN), grazie alla legge 833 del 1978, l’Istituto divenne organo tecnico-scientifico del SSN, con la clausola "politica", tuttavia, di stabilire un’istituzione separata a cui venivano affidate la ricerca e le attività regolatorie nell’area dell’igiene e della sicurezza del lavoro; questo ente fu l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL).

Nel 2001, col decreto del presidente della Repubblica 20 gennaio 2001 n. 70 contenente il Regolamento di organizzazione dell’Istituto superiore di sanità, a norma dell’articolo 9 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419 (Gazzetta Ufficiale del 26 marzo 2001) venne approvato il nuovo regolamento di organizzazione che cambiò radicalmente lo stato giuridico dell'Istituto. L'ISS divenne ente di diritto pubblico che, in qualità di organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale, svolge funzioni di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione in materia di salute pubblica.

Nel 2003 venne approvato il nuovo organigramma articolato in dipartimenti e centri nazionali. sia i dipartimenti che i centri nazionali sono strutture tecnico-scientifiche, articolate in reparti, con autonomia in attività di ricerca, controllo, consulenza e formazione; i centri hanno anche carattere interdipartimentale con funzione di coordinamento con le istituzioni esterne.

L'ISS ospita numerosi laboratori di riferimento nazionali e tre laboratori di riferimento europei (European Union Reference Laboratory, EU-RL):

Direttori / presidenti dell'ISS[modifica | modifica wikitesto]

Premi Nobel[modifica | modifica wikitesto]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Dipartimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Ambiente e connessa prevenzione primaria
  • Biologia cellulare e neuroscienze
  • Ematologia, oncologia e medicina molecolare
  • Farmaco
  • Malattie infettive, parassitarie ed immunomediate
  • Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare
  • Tecnologie e salute

Centri nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Bignami, Origins and Subseqeunt Development of the Istituto Superiore di Sanità in Rome (Italy) (on-line)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio Bignami, Origins and Subseqeunt Development of the Istituto Superiore di Sanità in Rome (Italy) (on-line)
  2. ^ * Anna Farina e Cecilia Bedetti (eds), Microanalisi elementare organica. Collezione di strumenti, Istituto superiore di sanità, collana "I beni storico-scientifici", pp. 31-33, 2007 (on-line)
  3. ^ Gianfranco Donelli Primi passi e successivi sviluppi della microscopia elettronica all’ISS: dal Laboratorio di Fisica al Laboratorio di Ultrastrutture, Istituto superiore di sanità. Storie e memorie dell'Istituto superiore di sanità. Roma, 4 febbraio 2008 (on-line)
  4. ^ ANSA, «Fabrizio Oleari nuovo presidente Istituto superiore sanita»
  5. ^ Redazione "Il fatto quotidiano", Buco Istituto Superiore Sanità, decretato il commissariamento per disavanzo biennale in Il Fatto Quotidiano, 15 luglio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]